sabato 13 settembre 2014

Danno fatto!

Alla fine ho preso la Squier, meglio: l'ho bloccata in negozio.



Adesso si tratta di decidere se mettere battipenna bianco e plastiche bianche, oppure ingiallite oppure lasciarla così; anche i pickup: tengo i suoi o metto quelli che ho sulla RollingCaster? (che sono I-Spira, mica pizza e fichi!) Io e il mio amico del negozio abbiamo anche un paio di idee per migliorare il ponte e la scorrevolezza del manico, ma intanto sono contento perché costa la metà esatta della sua controparte con il nome Fender sulla paletta! Spettinare la gente con una Fender è già bello, ma con una una Squier... non ha prezzo!

Già che ci sono sto provando anche un nuovo alimentatore che andrà a sostituire i due che avevo.



Lo so che sembra folle spendere tanto in un alimentatore, ma alla fine ti evita un sacco di problemi.

venerdì 12 settembre 2014

Proposta indecente

Ringrazio tutti quelli che mi hanno elargito consigli qui e sui vari forum: la cosa che più mi ha colpito è stata il fatto che, nonostante tutti abbiano detto che la RollingCaster sia una gran bella chitarra e qualcuno abbia pure affermato con tutta sincerità di preferirla a quella che potrà sostituirla, nessuno ha cercato di farmi cambiare idea. Anzi, c'è stato molto rispetto: mi piace pensare che chi mi frequenta 'virtualmente' sia comunque persona rispettosa e tollerante. In pratica mi pare di aver capito che tra chitarristi queste cose capitano ed anche non di rado: se una chitarra ha esaurito il suo compito la si può lasciare senza troppi rimpianti.

La 'proposta indecente' del titolo sta in una provocazione più che una proposta: e se prendessi una Squier? Per la precisione questa qua sotto.



Mi ci vuole un attimo a trasformarla come la Classic 70: battipenna bianco, pure ingiallito naturalmente, e plastiche bianche le ho a disposizione e se i Seymour Duncan di serie non mi piacessero, probabile perché non sono dei veri Duncan, ma solo Duncan design, avrei sempre quelli della RollingCaster da mettere o prenderne degli altri con i soldi risparmiati.

Sento già le urla di Son per la mancanza del Bullet trussroad   :-D .  Guadagnerei però un manico con radius da 9.5" con un bel colore 'invecchiato', una piastra attacca-manico a 4 viti; di contro la verniciatura è lucida e poliuretanica.

Di professione io dubito: sono peggio di Cartesio!

giovedì 11 settembre 2014

Che prendere?

Nella baraonda dei miei cambiamenti ci andrà di mezzo anche una delle mie strato più riuscite: la RollingCaster! Se fate una rapida ricerca sul blog scoprirete molti articoli su questa chitarra che mi è riuscita veramente bene sia dal punto di vista estetico, sia sonoro. Per i più pigri ecco un'immagine, mentre erano ancora in corso alcune migliorie estetico-sonore, immagine particolarmente riuscita.



Però qualcosa si è spezzato; è capitato alla festa di fine anno della scuola dove ho suonato, con appunto questa chitarra, Comfortably Numb con standing ovation della scuola: tutti in piedi nell'assolo finale al punto che quasi non mi sentivo tante erano le urla di gioia e incitamento (spero non fossero urla di disperazione!) Corre voce che ci siano vari video di questi momenti ed in effetti mentre suonavo ho visto una marea di smartphone che registravano, ho incontrato genitori che mi facevano i complimenti per la mia esibizione che avevano appunto visto sui telefoni dei figli: a me non è arrivato nulla! Lì ho sentito che la storia era finita: di più io non sapevo tirar fuori da quella chitarra, era come se la sfida fosse finita. Allora? Allora altra sfida!

Cambio chitarra; non sono Onassis, questa la capiamo in 2 o 3, e quindi permuterà la RollingCaster - che ha avuto persino un video di presentazione come la mia terza stratocaster a testimonianza di quanto ci avessi speso in energie - per un'altra strato da domare e sentire interamente 'mia'. La prima scelta è caduta sulla Blackmore Signature per ovvi motivi affettivi.



L'ho potuta provare in negozio ed è una gran chitarra , una macchina da rock notevole con un buonissimo sustain per essere una strato ed un manico scallopped favoloso e intelligentissimo che non mi crea alcun problema. Purtroppo il suono pulito è molto sacrificato, veramente molto, non Fender e quindi direi che ci ho rinunciato.

Il piano B si è rivolto verso la Classic 70 Natural, non so neanche io il perché, ma è sempre stato un mio pallino la chitarra natural.



Il grosso problema di questa chitarra è che non posso provarla e devo farla arrivare a scatola chiusa (anche se costa meno della Blackmore). Insomma non posso scegliere quella con le venature del legno più belle: quella arriva e quella prendo! Problema bypassabile se prendessi lo stesso modello, ma o nero o bianco. Però una chitarra bianca, anche se giallina - Son dice 'giallo pecora' - ce l'ho già e quindi rimarrebbe il nero, un colore che non mi fa impazzire, ma con nessunissima sorpresa.



Certo, come colore un vero classico che di sicuro non stanca, fattore che potrebbe invece presentarsi molto presto sulla natural che con certe venature sembra un mobile IKEA o un comodino.

Ecco: sono bloccato sulla scelta del colore: roba da matti. Di sicuro certi fattori esterni non aiutano perché ormai deciso al 90% a prendere quella nera vado a scovare per caso su twitter questa foto qua.



Ed il dubbio quindi rimane anche perché...



... chiaramente non voglio la sua (anche perché non è una '70 quella dell'immagine sopra), ma se un po' la richiama non mi metto certo a piangere.

martedì 9 settembre 2014

Chi va e chi entra

Ho salutato il piccolo Mooer Trelicopeter con il quale mi sono anche divertito, ma ha un uso troppo limitato nel mio sound e quindi... bye bye!



Permutato con... sono iniziate un po' di prove, purtroppo brevi, perché non ero nel 'mio' solito negozio. Su un Fender Hot Rod e con una strato del 1979 - un macigno come peso, ma abbastanza ben suonante - ho provato il MiniSpark booster della Tc-Electronic, il Cruncher della Mooer, carino e ricorda molto la Crunch Box della MI Audio (oltre che il mio ampli), il Mooer Solo, frusciava tantissimo, e il Suhr Riot Reloaded ex-demo: questo è un mostro e non fruscia quasi per nulla, bel pedale! Ma il pedale che mi ha veramente impressionato è stato questo qua sotto.



Il Gurus Naked Ch1: in un attimo ci tiri fuori tutti i suoni classici del rock: una bella sorpresa! Peccato per le dimensioni e il fatto che sia un po' alto, ma non escludo di farci un altro giro: con il suo fratellone ch2 si ha praticamente sottomano tutto.

Alla fine cosa ho portato a casa?



Sì, lo so, banale; però il suo lavoro lo fa e non costa uno sproposito fatto che ha reso la permuta molto facile con una piccola aggiunta. Ora farò le prove per capire dove sia la sua posizione migliore: inizio o fine catena? Se la giocherà con il Micro Amp per la posizione, poi non è detto che non cambi idea e prenda il Gurus...

Nel frattempo sto provando anche due alimentatori: il T-Rex Goliath e il Cioks TC10; ma non è finita qui, ma per chi legge ora sì!

sabato 6 settembre 2014

La nuova era è partita

Nuova cartella sul PC perché la 'nuova era' è partita: dalla bulimia all'anoressia pedalistica cercando di trovare il giusto mezzo. Purtroppo oggi mia moglie lavora e quindi alle 7.30, dopo averla accompagnata e lasciata davanti all'ingresso del posto di lavoro, son tornato a casa sconsolato e solo: tra pochissimo inizia la scuola e addio sabato insieme (in 25 anni di servizio ho avuto il sabato libero solo una volta e so già che anche quest'anno, nisba: ben 5 ore al sabato con l'ultima da passare con la classe peggiore dell'istituto in quanto a comportamento: queste belle incombenze capitano colo a me, chissà perché?) Che fare? Fatto il letto, la lavastoviglie va e quindi sarà da svuotare dopo... va beh, è ora di passare dalle parole ai fatti. In un'ora di lavoro furioso ho smantellato interamente la pedaliera, quella fatta in anni e anni di esperimenti vari; preso dal raptus via tutto, anche i due alimentatori: ne voglio solo uno! C'è da dire che le cose io le tengo abbastanza bene perché alla 'fine della fiera' la pedaliera è praticamente nuova - aveva ancora le plastiche protettive sulle targhette - ed anche gli alimentatori avevano ancora la loro scatola, ma riordinare tutti i cavetti in ognuna di esse è stato un delirio totale!!!!!

Ricordiamola così nella sua ultima incarnazione!



Oppure come testimonia ancora oggi la pagina di Dragon Music che ce l'ha come immagine per accedere alla zona dei pedalini singoli.



Era il febbraio 2013 e fa veramente un certo effetto rivedere i pedali che si possedevano, le loro regolazioni, la pulizia etc. Comunque era così: alle 9.30 di stamattina la situazione era drasticamente diversa.



Incredibile vero? Considerando che ha i suoi anni è tenuta ancora bene, no? Tra l'altro vedete anche i primi due pedali 'vittime sacrificali' di questo mio 'furor et raptus' orgiastico: Noise Suppressor - mi tengo il rumore per ora, tanto fuori dal silenzio della camera è facilmente sopportabile anche se presente - e Zakk Wylde: mi piace, ma non è necessario, in questo momento, al mio 'sound' ed io non amo conservare ciò che non uso ed è stato con me troppo poco tempo per potermi affezionare.

L'idea, come ricorderete, era quella di prendere una Pedaltrain Junior, ma non era disponibile subito in negozio e poi il formato 'valigetta' lo preferisco alla borsa morbida e mi sono ormai abituato a quel tipo di pedaliera; dunque? Dunque, seguendo anche i consigli del mio roadie virtuale Son of Aleric (che sta realizzando la sua pedaliera al CERN di Ginevra visto il tempo che ci sta mettendo   :-) ) ho optato ancora per una Diago modello Gigman, cioè 60x30. Rispetto alla 75x35 precedente è comunque un bel salto indietro e non ho comunque intenzione di riempirla tutta, ma di lasciare ben separato l'alimentatore e lo switch dell'ampli. Alimentatore? Ho portato a casa in prova l'ultimo modello della T-Rex, il Goliath che è un mostro di potenza e, soprattutto, peso; l'alternativa è un Cioks bianco di cui non ricordo il nome e/o modello, ma visto che il pedale più rognoso da alimentare che ho è il Replica, preferisco 'provare' la stessa marca. Perché provare? Perché ci sono sempre in agguato i loop di massa, quando si alimentano pedali nel S/R contemporaneamente a quelli messi di fronte all'ampli, e quindi preferisco  sperimentare prima di acquistarlo. Sono quindi tornato a casa così.



Anche dall'immagine mi auguro si noti un po' la differenza delle dimensioni; la 'nuova era' è cominciata e vediamo dove vado a finire.

Anche la RollingCaster sta tremando perché rischia di essere in partenza anche lei: gran chitarra, gran loook, suono ottimo, pickup I-Spira, ma poco consona al mio modo di suonare: a dire il vero sto usando solo quella alle prove e suono comunque tutto, ma non mi ci vedo con una chitarra dal look anni '50 e vagamente Eric Johnson in mano ad un maniscalco come me. Ma per il cambio, se e come farlo, dovrò consultare Son   ;-) .

Ammetterete che almeno io ci sto provando (il riuscirci non è così scontato).

mercoledì 3 settembre 2014

Si riparte!

Ripartire da zero vuol dire riscoprire il suono 'nudo e crudo' del proprio amplificatore e riscoprire che mi piace ancora parecchio; almeno questa è la mia opinione anche se so che l'amico 4roses invece l'ha venduto   :cry: . Ma c'è di più: dopo ben 4 anni che è qui con me è finalmente diventato 'mio', come? Semplice: ho finalmente tolto l'adesivo della bandiera inglese e il cartellino dell'ISF che non avevo mai toccato da quando l'avevo portato a casa.



Non è proprio come quando l'ho preso perché qualche modifica c'è stata. Prima di tutto quella estetica delle manopole 'a becco' chiare che fanno un po' 'old school' - e sono facilmente leggibili - poi il cambiamento delle valvole del pre con delle Tung-Sol e per finire il 'nuovo' cono Celestion Vintage V30. Ora suona proprio come dico io e cioè bene   :-) . Non sarà la Limited Edition uscita quest'anno, con il bel tolex viola e il V30 come la mia modifica, ma è ancora quasi nuovo nonostante qualche viaggetto su e giù per l'auto l'abbia fatto.

Che dire del suono? Beh, se l'ho comprato ai tempi dopo lunga ricerca un motivo ci sarà stato e devo dire che mi soddisfa ancora: un pulito, volendo, molto cristallino e una distorsione rock potente che arriva ad essere estrema, anche troppo. Dove è un po' manchevole questo combo è nel territorio in mezzo, cioè quello del crunch leggero ed è proprio per questo motivo che partì la lunghissima epopea della pedaliera che poi è finita per andare per strade diverse. Per le prove in saletta anche così, senza nessuna aggiunta, basta e avanza; non sono mai riuscito a 'tirarlo' a dovere, infatti è questa la grande incognita: con il master sino a metà rimane con le sue caratteristiche, oltre... non so bene. L'unica volta che lo feci non mi piacque molto, ma aveva ancora il vecchio cono; penso che non mi capiterà più di arrivare così in alto perché mal che vada lo microfono o uso la sua uscita 'speaker emulation' che è fatta molto bene (testata in un paio di situazioni).

So perfettamente che non è un ampli boutique e neppure blasonato,: è roba quasi da supermarket con il suo 'Made in Korea' scritto sul retro, anche se su progetto inglese. Questo è quello che posso permettermi ed in fondo mi va più che bene perché avere di più sarebbero soldi sprecati; poi, detto tra di noi, anche i Marshall erano ampli abbastanza proletari e poco quotati: poi la storia prese un'altra strada.

Ok, da qui si riparte   ;-) .

martedì 2 settembre 2014

La dura legge della sopravvivenza!

Era così, già... proprio così... anzi, pure con qualche piccolo cambiamento: lo Sweet Baby al posto del treble booster.



Ed era solo metà maggio; poi? Poi, come ricorderete, ho fatto l'annuncio nel mio ultimo video: 'cura dimagrante'! Avrò mille difetti, ma quando prendo una decisione poi la seguo, almeno ci provo. Ora quella pedaliera è così!



Uno scempio, un vero scempio; se penso a tutte le ore che ci ho passato, i soldi spesi, i video fatti, le prove etc. ... Ma la decisione è presa e voglio arrivare alla fine: vediamo chi sopravvive e chi invece no. Sia chiaro, non è questione di qualità dei pedali o che suonino male o altro, ma l'amico 'svizzero' 4roses ha buttato lì una frase che mi ha fatto pensare: non esiste la pedaliera che va bene per tutto, ma quella per quella data circostanza. Ora io ho un obiettivo da raggiungere: avere i suoni che mi servono per fare 'quei' brani che sono nel repertorio di un gruppo con il quale sto provando così per divertimento. Non se ne farà nulla, ma non ha senso portarsi dietro 30 kg. di roba, 14 pedali per fare quei 'brani'; si tratta di pescare da quello che ho quello che mi serve per quella specifica esigenza, punto.

Insomma riparte la ricerca anche se non più da zero, ma da una consapevolezza maturata da tanti esperimenti: ricordo che sono partito a fare la mia pedaliera nel febbraio 2011 e quindi un po' di esperienza me la sono fatta (non contando il mio passato, ma solo questa mia seconda fase musicale). Ho fatto i miei errori, ancora ne farò, ma almeno ho un traguardo da puntare e raggiungere. Alla fine penso che si arrivi tutti lì: dopo la 'grande abbuffata' si capisce cosa realmente bisogna 'mangiare' per vivere bene e sani; con la pedaliera è lo stesso.

Ma dove son finiti tutti i pedali? Per ora in un cassetto!



Ogni tanto ne tiro fuori uno e piano piano imparo di nuovo ad assaporarlo e ad immaginarlo in un contesto sonoro. Non ho ancora scelto chi uscirà dal cassetto e chi invece ci resterà a lungo o verrà venduto, permutato o chissà cosa; di certo la ricerca continua   ;-) .