venerdì 25 dicembre 2009

sabato 19 dicembre 2009

La 'mia' storia in un assolo

C'è poco da dire, mi sembra che il titolo del post sia abbastanza esaustivo. Ho voluto fare questi 3 video per spiegare come la cocciutaggine, la volontà e la fantasia alle volte possano fare diventare realtà un piccolo sogno.

















domenica 29 novembre 2009

Still I'm sad

Ok, alla fine l'odissea è finita e l'ho messo su Youtube :o Non passerà certo alla storia e la gestazione è stata alquanto sofferta, più per problemi di tempo e tecnici che musicali. Poi mi sono incaponito nel voler fare la versione 'studio' del brano e non quella 'live' (che ho suonato per anni) cercando addirittura di fare una specie di studio 'filologico' del brano; alla fine mi sono accorto di non averne le capacità né tecniche (sia di registrazione sia di esecuzione), né musicali :( Sopravviverò! L'ultimo solo è veramente un po' 'liberatorio' e mi sono lasciato andare ed è venuto fuori qualcosa di vagamente blackmoriana sia nell'intenzione, sia nell'anarchico modo di eseguirlo; peccato che sia un po' fuori contesto, cioé improvviso in uno stile blackmoriano degli anni '90 mentre il brano a cui faccio riferimento è del '76. Ma come dico spesso l'importante è divertirsi e far casino, no?

Alzare il volume!!!!! (soprattutto dal minuto 5:36!!!!)







Il prossimo lo farò proprio stile concerto rock: dall'inizio alla fine in un sol fiato (sperando di resistere nonostante l'età)

venerdì 27 novembre 2009

Che lavoraccio!

Mi riferisco al mio e alla nuova registrazione; ultimamente non ho mai tempo, sono in chiusura di trimestre ed ho circa una verifica a settimana da correggere più udienze e riunioni varie. Quindi ho scelto di cambiare modo di lavorare per il prossimo brano: farlo a pezzi! :D In tutti i sensi: distruggerlo e registralo 'a pezzi'. Certo, è poi un bel problema mixarlo e farne un video coerente, ma non ho altre possibilità in questo periodo. Le registrazioni sono finite ora devo solo trovare il tempo di mettere insieme il tutto, speriamo bene.

lunedì 9 novembre 2009

Lavori conclusi (forse)

Vi ricordate che stavo 'moddando' la mia Squier? Oggi, in uno dei rarissimi ritagli di tempo di questa settimana stracolma di impegni lavorativi, ho deciso di concludere il lavoro. Ho dovuto persino comprarmi un piccolo saldatore - va beh, costato 5 euro, pensavo molto di più - e tentare di usarlo; non sono mai stato bravo a saldare, ma sono un po' uno zuccone e quindi...



Ok, non vincerò di certo il premio di 'saldatore dell'anno', ma l'importante è che funzioni; funziona? Ehm, no! :( O meglio andava, ma c'era un certo ronzio e poi un pickup aveva il suono che andava e veniva: uffi! Lasciamo perdere le foto e rifacciamo le saldature come si deve: che stress!



Stavolta funziona tutto a dovere :lol: Per fortuna non avevo già rimesso le corde altrimenti... Ok, ora, grazie all'acquisto fatto presso un'utente di MusicOff, la mia infima Squier ha due pickups decenti: un Di Marzio 404 al manico e un DiMarzio 420 al ponte, tutte e due della serie Virtual Vintage Solo (già il nome è un programma!) Ho poi chiuso il tutto, montato le corde (più in fretta dell'ultima volta: che ci stia riprendendo la mano?) e fatto una veloce prova con Guitar Rig 4: ok, sono soddisfatto, la mia Squier ha perso in secchezza e plasticosità assumendo un suono più credibile, cattivo al ponte e più blueseggiante al manico, quello che volevo. Non funzionano i toni, devo aver fatto qualche casino nei collegamenti, ma visto che non li ho mai usati non è una gran perdita; il pickup al centro (quello che annego sempre nel battipenna), un Fender, fischia di brutto perché non paraffinato, ma anche questo non lo uso mai quindi mi importa poco, anzi, sto meditando di scollegarlo come fa Blackmore ed usare un selettore a 3 vie. Ma questo magari lo farò più avanti. ;)

domenica 8 novembre 2009

Last train home di Pat Metheny

Direi che di questo brano c'è ben poco da dire se non che è stupendo anche se non è il solito hard-rock da me frequentato nelle scorribande chitarristiche precedenti. Chi non vuole sorbirsi la mia solita tititera iniziale deve andare direttamente al minuto 4:47. Buon ascolto!





venerdì 6 novembre 2009

Probabili nuovi lavori

Non mi riferisco tanto al nuovo brano in preparazione (sarà uno shock visto che è lontano anni luce da tutto quello che ho fatto ascoltare sinora), ma al fatto che la mia nuova Squier avrà, appena trovo il tempo, una nuova serie di pickups. Trovato sul forum di MusicOff un utente che vendeva un battipenna di una Stratocaster un po' più pompato dei pickups di serie della mia Squier nera e non ho saputo resistere. Ci siamo accordati ed è arrivato un bel pacco-bomba (l'ho ricevuto a scuola in classe ed i ragazzi, incuriositi, l'hanno soprannominato così). Ecco cosa c'era fuori dal cartone.



Se qualcuno non avesse ancora capito girandolo viene svelata la natura dell'oggetto.



Fuori dall'imballaggio si vede ancora meglio; sicuramente cambiero questo battipenna bianco, anche se non è male, e lo sostituirò con il battipenna che ho già, quello mint green un po' invecchiato; sembra facile, ma è un lavoraccio!



Considerando che non ho più il saldatore, la vedo dura districarmi in mezzo a tutti questi fili: speriamo bene!

sabato 31 ottobre 2009

Circles di Joe Satriani

Visto che oggi è Halloween (festa che odio perché non è una nostra tradizione e come al solito ci lasciamo 'intortare' dimenticando altre festività più nostre) ho deciso, molto in sordina, di farvi un bel regalino da 'Festa dell'orrore': un pseudo-blackmoriano che suona Satriani ovvero una mission impossible. Stavolta l'introduzione non è demenziale come l'altra volta, perciò chi la volesse saltare basta andare al minuto 3.50
Mi auguro che nessuno, dopo l'ascolto, abbia la voglia di prendere la propria chitarra e... magari picchiarmela in testa  :lol:







Oggi youtube dà i numeri ed è lentissimo a caricare, speriamo meglio nei prossimi giorni. :(

venerdì 30 ottobre 2009

Non sono sparito

Anche se le apparenze sembrano dire il contrario non sono sparito proprio per nulla! La verità è che sono impegnatissimo con il lavoro che mi occupa più del solito a causa di tanti cambiamenti, cambiamenti che non sembrano finire mai. Poco è quindi il tempo per reimparare qualche pezzo e, come se non bastasse, l'unico giorno libero che ho per registrare è il venerdì mattina: occupato quello vuol dire saltare una settimana intera. Il pezzo, di Joe Satriani, lo so da un pezzo, ma ho enormi difficoltà tecniche a montare il video: perché? Perché il brano prevede due suoni opposti e non avendo io la pedaliera del Guitar Rig (a proposito ho la versione 4 ora, uscita da meno di un mese) non avevo idea di come registrare. Alla fine devo fare tutto a pezzi e rimontare il tutto e, credetemi, non è per nulla facile. Tra l'altro sto usando un programma per registrare, Reaper, che non conosco per nulla e quindi rallento ulteriormente il tutto. Lo so, è incredibile, ci sto mettendo un mese per uno stupido pezzo di 3 minuti, ma così è e non so fare altrimenti :(.

mercoledì 7 ottobre 2009

Nuova e già vecchia?

Vi ricordate che l'altro giorno ero alle prese con l'autopsia della mia Squier Stratocaster? Ebbene in un mezzo pomeriggio e due pause pranzo mi sono dato da fare per invecchiarla un po'. Come? Beh, il battipenna mint-green l'ho comprato e l'ho chiusa lì; i potenziometri invecchiati li ho trovati e poi trattati con un po' di carta abrasiva e grafite (mina di matita sbricciolata finemente); i copri-pickups li avrei anche avuti (la mia vecchia strato vintage), ma ho scoperto che i buchi non corrispondevano perché la distanza dei magneti era diversa. Mannaggia alla Fender che fa queste cose per rompere le scatole a noi utenti: e allora? Allora vecchio metodo, come già detto nel post precedente: a bagno nel the e nel caffé! Per il manico in acero ho usato ancora la mina della matita sbricciolata finemente e data con le dita ed un straccio morbido: ok, non sarà ortodosso, ma funziona. Il body per ora l'ho lasciato stare perché devo suonare in una rappresentazione teatrale tra due giorni e non ho tempo di intervenire su di esso. Oggi in fretta e furia ho rimontato il tutto (un'odissea, sono diventato presbite e lavorare finemente su parti piccole è stato duro); quindi ho installato una muta di corde nuove, regolate molle del tremolo (ne aveva solo due, ma ho preferito aggiungerne una terza che avevo tra i miei 'cadaveri' di altre chitarre), accordata e... Risultato?

http://i35.tinypic.com/28i8a3t.jpg


Quel 22° tasto mi dà proprio fastidio, ma ho scoperto che potrei segarlo via facilmente in quanto sporge sul battipenna, ma penso lo terrò comunque, mal che vada non lo uso. Non sarà proprio la Fender Strato usata dal 'maestro' in Made in Japan, ma ci si avvicina sufficientemente per me.

Mi sa che è proprio vero che più si invecchia e più ci si rincitrullisce.

lunedì 5 ottobre 2009

Nuova chitarra e sua autopsia

Sì, lo so, già 3 sono troppe, ma avevo bisogno di una chitarra 'da diporto', una di quelle che puoi portare avanti indietro senza troppi problemi o patemi d'animo. Ho permutato un qualcosa che non mi serviva più e per 100 euro mi sono portato a casa una Squier Stratocaster modello standard, quella con il palettone.

Ho effettuato una lunga ricerca sul web per trovarne una vissuta e del colore che tanto piace a me, sunburst, ma alla fine l'ho trovata vicino a casa ed anche se è tutta nera, non mi sembrava malaccio (poi è cromaticamente uguale a quella di Blackmore in Made in Japan e scusate se è poco!). Perché così? Semplice: ho già due strato con la paletta piccola - una con manico in acero e l'altra con lo stesso in palissandro - poi ho quella vintage con il palettone e il manico in palissandro; cosa mi mancava? Una strato con palettone e manico in acero: detto fatto! Ok, lo so, non è una Fender vera, ma una ignobile Squier made in Indonesia; però in caratteri miscroscopici c'è scritto 'by Fender' e tanto mi basta. D'altra parte non sono mica Bi££ Gate$ e devo accontentarmi: in fondo quello che ho è già più di quanto mi serva e meriti. L'ho già usata in sala prove e nessuno si è accorto che fosse nuova e tanto meno indonesiana: il suo lavoro onesto lo fa ed è quello che mi serve.

Oggi pomeriggio ho deciso di fare la sua autopsia e, visto che non è pregiata, di renderla un po' vintage con qualche... poi vedrete. L'ho smontata ed ho sollevato il battipenna aspettandomi amarissime sorprese.


Invece ho trovato l'interno molto ordinato e ben cablato; i pickups sono in alnico e non paiono ceramici, come sulla strato messicana prima che mettessi i pickups Di Marzio, solo i potenziometri sono di scarsa qualità, ma appena avrò messo via una trentina di euro li cambierò con qualcosa di migliore. Ha già persino lo scasso nel legno per gli humbuckers che, naturalmente, non metterò mai da fenderista incallito quale sono.



Dove sono i copri-pickups? Semplice, in una tazza con caffé e the in modo che acquistino un po' di colorito vintage e sembrino un po' più vissuti. La moglie guarda e scuote la testa: mi sa che ha ragione, sono pazzo!

domenica 20 settembre 2009

Brush with the blues

Ed ecco il mio modesto e 'immondo' tributo al fantastico Jeff Beck :eek: Forse l'introduzione fortemente autoironica è la parte meglio riuscita, ma considerando con chi mi sto confrontando non mi pare venuta poi così male; certo non è da Oscar, ma una sufficienza penso di meritarla, no?





sabato 19 settembre 2009

Prossimamente in arrivo nuovo video

La scuola non è ancora a pieno ritmo e quindi qualche ora libera, al pomeriggio, riesco ancora ad averla e quindi sono riuscito a registrare un nuovo brano. Sarà preceduto da una brevissima introduzione autoironica tra il serio e il demenziale: aspettate e vedrete! Sto caricandolo su youtube e, sperando che vada tutto bene, sono più di 4 ore di upload per quasi 10 minuti di visione :wink:

sabato 12 settembre 2009

venerdì 11 settembre 2009

Ho finito di studiare



Eh già, alla fine ho deciso che era venuto il momento di registrare comunque altrimenti divento vecchio (come se già non lo fossi ) Stavolta ho fatto solo due video: il primo, che vedete sotto, di spiegazione e il secondo, che caricherò appena posso, del brano vero e proprio. Dal momento che il brano non presenta cose particolari dal punto di vista armonico-melodico ho condensato tutta la spiegazione in una sola ‘puntata’: meglio per voi. Non pensiate però che il brano sia per questo più facile, anzi; essendo un lento presenta una miriade di insidie e la sua interpretazione non è per nulla semplice. Comunque la sentirete e giudicherete; per ora solo l’introduzione.




martedì 8 settembre 2009

sto studiando!

No, non sono scappato, è che sto studiando il nuovo pezzo da proporre. A dire il vero ne ho in cantiere 3 o 4, sto cercando di vedere e capire quale viene pronto prima. Tra l'altro ho iniziato nuovamente il lavoro scolastico e quindi il tempo a mia disposizione si è alquanto ridotto, ma spero di riuscire a continuare, seppur lentamente, queste chiaccherate virtuali sul mio passato chitarristico. Penso anche che per il prossimo brano farò un video unico con solo una breve introduzione parlata: penso così di stancare di meno. Va beh, alla prossima! ;)

mercoledì 26 agosto 2009

Burn: finalmente!

Finalmente si è giunti alla fine: onestamente neppure io credevo sarebbe venuta così lunga questa chiaccherata su questo brano. Prometto: la prossima volta farò il bravo e mi limiterò un po' di pi§; insomma, meno parole e più fatti. Cominciamo con il video riassuntivo delle 'puntate precedenti', giusto per capire che andrò a fare.







Ora, finalmente direte voi, tocca al brano vero e proprio: BURN! Vi chiederete come cavolo abbia fatto a fare ben 10 video di spiegazioni (per un totale di quasi un'ora) su appena 3 minuti scarsi di musica.  :eek: Me lo sto chiedendo anch'io... Forse sono solo logorroico :D Ma ora passiamo all'esecuzione finale; unica raccomandazione: ALZARE IL VOLUME!!!!





martedì 25 agosto 2009

Burn: la registrazione

Visto che me l'hanno chiesto ho fatto un video in cui parlo anche di cosa uso per la registrazione: il Guitar Rig 3 Mobile. Ma per non rimanere troppo legato a tecnicismi informatici completo il mio discorso parlando della mia Strato scalopped (scavata) che ho usato per registrare il brano; niente di troppo serio, anzi, proprio una chiaccherata tra amici musicisti ;).







Visto che i video sono stati parecchi, ben 8 prima di questo, ho deciso di fare, nel prossimo video, una specie di riassunto per tentare di semplificare le cose all'ascoltatore. Long live rock'n'roll! :lol:

lunedì 24 agosto 2009

Burn: verso la fine

Questo tour de force riguardante il brano BURN dei Deep Purple sta arrivando quasi alla sua conclusione. Oggi tocca alla seconda sezione strumentale da me definita 'new Bach style' in quanto è una variazione di quella già vista durante l'assolo della chitarra. In realtà farebbe parte della sezione dell'assolo delle tastiere, ma siccome mi piaceva l'ho inserita lo stesso nella 'mia' versione di BURN.







Anche al finale ho dedicato un breve video con, purtroppo, un errorino :(: chiamo minore armonica naturale una scala che in realtà si chiama MINORE ARMONICA. Una svista, lo so, ma non avevo voglia di rifare il filmato per una cosa così breve. Tra l'altro la scala minore armonica è stata proprio resa famosa nel rock da Ritchie Blackmore e poi ripresa dai vari chitarristi detti 'neoclassici' tra cui spicca Malmsteen. Ok, ecco il video dedicato al finale del brano.





martedì 18 agosto 2009

Burn: ora tocca all'assolo

Che dire? L'assolo di chitarra in una canzone rock rappresenta un po' l'apice del brano; in Burn poi mi pare di aver individuato tre sezioni distinte dello stesso: una parte pentatonica, una 'ad libitum' - in cui ci si può sbizzarrire un po' - ed una secondo lo stile classico della musica di Bach.



















Spero che il caldo allucinante di questi giorni - siamo sui 35° di termometro all'ombra - non mi abbia dato troppo alla testa ed abbia detto cose sensate; non pensavo che il brano BURN prevedesse un clima così rovente :eek:. Ora devo preparare le ultime parti ed infine il brano nella sua versione finale: spero per la fine di agosto di avere finito con Burn!

lunedì 17 agosto 2009

Burn: il riff!

Stavolta cerco di spiegare cosa sia un 'riff': non è una parola magica, ma nel rock poco ci manca che lo sia veramente! Dopo aver impiegato più di 4 ore a caricare il video su youtube me lo sono visto rifiutare perché durava più di dieci minuti :eek: Ho dovuto così dividerlo in due parti: la prima parla di cosa sia un riff in generale, la seconda riguarda specificatamente il riff di BURN!













Mi auguro siano interessanti :wink:

domenica 16 agosto 2009

school fo rock: burn!

Anche se è vacanza o forse proprio perché è vacanza e sis pera che nessuno veda :eek:, io proseguo, anche se lentamente, con i miei deliri (il caldo...) e stavolta tocca ai 'miei' mitici Deep Purple e il loro brano BURN! A differenza di quanto era successo con il blues Hide away, il brano finale ancora non l'ho registrato (e non so quando troverò il tempo di farlo), in compenso ho registrato tutte le pseudo-lezioni preparatorie in cui tento di spiegare il senso del brano, cosa sia un riff, una pentatonica, ecc... Ne vedrete delle belle ed alcune saranno anche ridicole :lol:

Questo è il primo di... non so ancora quanti video.





venerdì 7 agosto 2009

Hide Away

Faticosamente sono arrivato alla fine delle mie logorroiche discussioni e quindi è ora di mettere il video, in stile vintage, del brano in oggetto. Ok, non è perfetto, ma mi sono divertito ad impararlo ed a suonarlo. :lol:





giovedì 6 agosto 2009

blues: la storia continua

Ed ecco altri due video esplicativi dellla 'saga del blues'; tranquilli, sono gli ultimi due, poi ci sarà il brano (non che sia granché come lo suono). Il primo video stavolta parla di come ho registrato, la chitarra che uso, ecc.; il secondo è il saluto ai coraggiosi che hanno resistito sino a qui. :D











mercoledì 5 agosto 2009

blues: continua lo sproloquio

Continua il mio sproloquio sul blues o quello che io penso sia, probabilmente sbagliando anche di grosso. Anche oggi due video: il primo è una specie di pseudo-dissertazione filosofico-esistenziale su... bah, cercate di comprenderlo da voi perché io non è che abbia capito molto :P; il secondo invece potrebbe essere un'utile guida su come (non) si impara a suonare un brano musicale. Naturalmente il tutto è stato da me condito, in fase di editing video, da una buone dose di ironia 'socratica' e oltre. :lol:











martedì 4 agosto 2009

Blues: rapporto difficile

Post dal titolo criptico, ma che sara più comprensibile dopo che si vedranno i miei video dove parlo un po' di me e del blues. Niente di speciale, solo una chiaccherata tra amici e qualche mio sproloquio ;) Il primo video è introduttivo e spiega un po' quello che succederà; il secondo è più a carattere storico. Niente di pretenzioso, spero che i video siano un minimo interessanti; comunque sono abbastanza autoironici.











sabato 1 agosto 2009

Guitar Rig 3 Mobile

Quello che vedete è l'ultimo regalino che mi sono fatto: una semplice interfaccia USB per poter collegare la mia chitarra al PC e suonare con tutta una serie di amplificatori virtuali. Ok, non sarà il massimo, ma il suo lavoro lo fa egregiamente soprattutto grazie al software Guitar Rig 3 LE che, anche se in edizione limitatissima (solo 3 ampli per chitarra), ha proprio la testata che fa per me: la mitica JCM 800 che, tra l'altro, io possiedo veramente. Ecco qua sotto un'immagine dello scatolotto USB con sotto il software di emulazione con illustrata proprio la mitica testata di cui dicevo.

Spero, con questo arnese, di potermi riallenare almeno un minimo per poter fare un altro paio di filmatini e 'dar ridere' qualche chitarrista serio. In effetti era un sacco di tempo che non scrivevo, ma tra esami di Stato, vacanze con la moglie ed altro il tempo non basta mai. Peccato :(

mercoledì 8 luglio 2009

Vypyr presets 2

Ok, altro video per far sentire alcuni dei suoni possibili del vypyr 30 watt, il mio 'piccolo' ampli da casa e studio (ma studio?). Non penso ne farò altri perché dopo un po' mi paiono tutti uguali; meglio, alla fine sono io che tendo a farli tutti uguali perché evidentemente mi identifico in un suono 'mio'. Tra l'altro sto facendo anche molti esperimenti con programmi di editing video per renderli quanto meno accettabili dal punto di vista visivo; per la parte sonora c'è poco da fare (è il chitarrista che è scarso). Il master volume è sempre sul '3' - ricordo che la scala arriva sino a 13 - e suono sempre 'buona la prima' che vuol dire 'come la va, la va!' La cosa più strana è cercare di ricordare sequenze di accordi ormai sepolte nella mia memoria: alcuni di questi brani erano più di 12 anni che non li suonavo (e si sente!)



mercoledì 24 giugno 2009

Vypyr presets

Ho avuto un attimo di tempo, prima di buttarmi negli Esami di Stato, per fare questa ignobile registrazione - ho usato la mia nuova fotocamera, la Samsung WB500 - in cui faccio sentire alcuni dei miei presets del Vypyr30. Purtroppo la qualità audio-video non è il massimo, specie quella audio, ma di più non riesco a fare; vi potete fare giusto un'idea di quello che si può ottenere con questo piccolo ampli-giocattolo. Ho usato la mia nuova Fender Strato messicana che ha praticamente un mese di vita: perché questa? Perché non è ancora stata modificata più di tanto - sostituito solo battibenna e parti in plastica con quelle leggermente 'aged' - e quindi si può avere più chiara l'idea di quello che si può ottenere con strumenti 'normali'. Ho messo anche lo schema dei suoni caso mai qualcuno volesse partire da lì per creare i propri. Ho registrato con il master volume su 3 (in una scala che va da 0 a 13 :eek:) e l'ho già testato LIVE con volume da 4 a 6 senza nessun problema; direi che per essere un 30 watt tira di brutto!







Non è un grande ascolto, ma ci ho messo un po' a farlo quindi apprezzate almeno lo sforzo. ;-)

mercoledì 10 giugno 2009

'Scuse me while I kiss the sky

Sto litigando con la webcam nel tentativo di tirare fuori un video decente, il web ne è pieno, ma io sembro proprio non essere capace di farlo. La qualità video è bassina e quella sonora pure peggio così mi sono deciso di registrare in diretta che, detto tra di noi, è uno schifo. Proprio uno schifo no, ma non mi soddisfa proprio per niente. Comunque sia oggigiorno i giovani sono fortunati, hanno a disposizione di tutto; girando per il web ho trovato la base originale di Purple Haze di Jimi Hendrix. Probabilmente una volta registravano la chitarra su un canale stereo con molta separazione e basta eliminare quel canale per avere gli altri strumenti. Fatto sta che con un'arroganza non da poco mi ritrovo a suonare la chitarra mentre Jimi canta e il suo gruppo mi accompagna: roba da matti! Assolutamente impensabile sino a pochi anni fa. Per trovare un posto alla webcam sono impazzito, ci ho messo più di 30 minuti: casa mia è buia e senza luce la qualità degrada ulteriormente. Alla fine ho acceso la luce della scrivania, ci sono riflessi, ma di più non riesco a fare. Non sono andato a riascoltare il pezzo e, visto che pur riconoscendo l'importanza storica di Hendrix non ne sono un grandissimo fan, l'ho suonata cercando di ricordarla. Di sicuro non è così, ma qualcosa di simile penso di sì. L'ho suonata live per un paio di anni, ma stiamo parlando di veramente tanto tempo fa, quindi gli errori e le libere interpretazioni sono all'ordine del giorno. Ho fatto due take: la prima, che vedete, ho avuto il problema della tracolla che mi scendeva e che tento di mettere a posto per ben due volte; la seconda che alla fine mi piaceva di meno. Dal momento che mi sono accorto che la seconda stava venendo peggio alla fine del pezzo mi sono lasciato prendere un po' la mano e sono andato avanti a suonare da solo come uno scemo: senza base e con la webcam accesa. Ho deciso di includere quest'ultima parte nel filmato come fuori onda (stile "Striscia la notizia"). Non passerò alla storia, ma mi diverto così, strimpellando un po'.



lunedì 8 giugno 2009

quando le poste funzionano ...

Devo dire che rimango sempre stupito di quando sento che le Poste Italiane facciano schifo quando io invece non ho proprio nulla di cui lamentarmi, per ora, e tocchiamo ferro visto che ho altri 2 pacchi in giro. Comunque resta il fatto che la mia Strato messicana è nuova fiammante, sin troppo nuova e visto che di sicuro non la suonerò per 25 anni, come la mia prima, hai voglia prima che invecchi... Ho deciso quindi di dare un aiutino al tempo e munirla di hardware un po' invecchiato, non tutto l'hardware, solo quello plasticoso. No, non è un 'relic' in piena regola, non ho il coraggio di prenderla a martellate o altre follie del genere, volevo solo dare alla chitarra 'luccicante' un look un po' più vissuto senza stravolgerla più di tanto. Tutto questo rientra nei piani di personalizzazione dei miei strumenti: se non ci faccio qualcosa di mio non sono contento. Alla fine ho scoperto che se non faccio così non mi affeziono alle cose e prima o poi le vendo (come è successo alla mia Ovation classica che ho mantenuto immacolata, ma che ora non ho più): devo avere una qualche tara. Grazie alla frequentazione del forum di MusicOff ho scoperto questo sito: FATBOY GUITARS UK che si trova in un luogo direi quasi leggendario: l'isola di Wight! Lì ho trovato quello che cercavo: pezzi di plastica della Strato già invecchiati. Sono entrato in contatto con il gentilissimo proprietario che ha messo insieme un setup esattamente così come lo volevo io, me l'ha spedito il 3 giugno e sabato il postino era alla mia porta con la raccomandata!!!!!!!!!!! Purtroppo io sono uno di quei pochi esseri umani, con mia moglie, che il sabato lavora ed ho così dovuto aspettare sino ad oggi, lunedì, per poter ritirare il 'pacco' inglese; comunque sia una raccomandata dall'Inghilterra, meglio isola di Wight, a Bergamo in meno di una settimana è quasi un record.

Non è la prima volta che mi capita, ma spesso la posta che arriva dall'estero è molto più veloce di quella che arriva dall'Italia; in effetti lo stesso giorno ho ordinato un DVD da Milano che so essermi già stato spedito, ma non è ancora arrivato: misteri! Ma torniamo al pacco: cosa conteneva?

Contiene tutto il necessario per 'invecchiare' un pochetto la mia nuova Strato messicana. Appena ho tempo sostituirò i pezzi e vedrò un po' cosa ne uscirà. Per la cronaca con la sterlina così bassa e l'euro così forte ho speso meno che se avessi acquistato più o meno le stesse cose in Italia e questo nonostante le spese di spedizione. Bene!

mercoledì 3 giugno 2009

vi presento la mia seconda strato

Dal momento che l'appetito vien mangiando una Stratocaster non mi bastava; ok, la scusa è che suonando spesso live se mi si rompe una corda l'accordatura del ponte mobile va a pallino e non è carino fermare una canzone per sostituire una corda - tra l'altro in situazioni pessime con tutti che ti aspettano e ti guardano - così avere una seconda chitarra era diventato per me un 'must' vero e proprio. Presi un'altra Stratocaster, ma giapponese, per risparmiare. Suonava benissimo, era bianca, con il palettone (le mie preferite) e io adottai battipenna, volumi, toni e copripickups neri per un look 'strano', ma mi mancava qualcosa; cosa? Mi mancava la chitarra Vintage, quella di valore. Naturalmente non me la potevo permettere e quindi lasciai perdere la cosa sino a quando l'amico Stefano, sempre lui, me ne fece vedere una che arrivava direttamente dall'America: come resistere? Soldi non ne avevo, diedi dentro la giapponesina che mi aveva servito tanto bene, un bel po' di rate e finalmente avevo la Strato con il palettone che volevo. Alla fine la pagai, metà anni '90, come una standard di oggi, neanche tantissimo; mai capito l'anno, da mie ricerche direi '73, più probabile '74. Eccola insieme ad un'altra mia vecchia gloria: il Marshall, compagno di tante battaglie.



Questa chitarra aveva già una sua storia e quindi la modificai poco, quasi per rispetto al precedente proprietario che aveva lasciato sul legno i suoi segni, io aggiunsi con il tempo i miei. Visto che ero abituato ad un uso selvaggio della leva volli mantenere comunque il ponte originale, ma mi aiutai un pochettino con una molla speciale - si chiamava HIP-qualchecosa - che garantiva un'accordatura più stabile. Mica poi così vero, la colpa era più del capotasto: ne misi uno in grafire e le cose migliorarono molto. Imparai poi che c'era un trucco per tenerla accordata: nella mia Strato dopo aver abusato con la leva bastava dare uno strappetto violento indietro e spesso tornava tutto a posto, pare funzioni solo sulla mia. Gli amici del Floyd Rose guardavano stupiti a come cavolo facessi a stare 'in tune'.



Questa Strato aveva anche la famigerata piastra a 3 viti tanto vituperata che a me non ha mai dato il benché minimo problema (e pensare che non era poi così raro che a fine concerto la lanciassi in aria e la riprendessi al volo).



Ed ecco il palettone dei miei sogni, finalmente era mio!



Non presi la sua custodia originale perché era in pessime condizioni e a lungo girai con una di simil-cartone, sino a quando misi via i soldi per prendermi la mitica custodia in tweed che mi costò ben più della metà della mia Strato messicana di 15 giorni fa: gulp! Però dentro è tanto caruccia.



Alla fine però non resistetti a personalizzarla e rimisi l'hardware nero recuperato dalla giapponesina più un Seymour Duncan Quarter Pound Flat™ SSL-4 al ponte.



Se vi viene in mente un tal Ritchie BLACKMORE non avete tutti i torti, mi sono fatto una signature senza 'signature' prima del tempo; no, il manico non l'ho toccato, matto sì, ma non fino a 'sto punto! A dire il vero è stata 'refrettata' una volta in quanto avevo la pessima abitudine di strisciarla sui monitor, ora non lo faccio più. Che abbia messo la testa a posto?

Ma quando mai!

domenica 31 maggio 2009

Vi presento la mia prima Strato

Avete già conosciuto la mia ultima chitarra, ma non sapete ancora nulla della mia 'prima' Fender. Sembrerà un po' velleitario, probabilmente lo è, ma ritengo che ogni chitarra abbia una storia tutta sua e magari a qualcuno potrebbe anche interessare la storia della mia. Comincio con il dire che la Stratocaster è stato il sogno della mia vita da quando la vidi sulla copertina dell'LP doppio di Made in Japan (se non sapete cosa sia vergognatevi... almeno un po'... no, diciamo TANTO!), ma di avere una Strato originale in quegli anni, sto parlando di metà anni '70, non se ne parlava proprio. Avevo 14-15 anni, sbavavo davanti al negozio di musica e c'era una sola Stratocaster, sunburst, che costava 500.000 lire (250 euro). Poco direte voi, già, ma negli anni '70 mio padre compro la Fiat 125, una berlina, al doppio: una chitarra Fender costava come mezza automobile. Promosso in seconda liceo ebbi la mia prima chitarra elettrica: una HB modello Les Paul (vediamo chi si ricorda delle HB, deve avere un bel po' di anni  icon_firuli.gif) e un ampli da 15 watt ignobile, tutto a transistors (manco sapevo cosa fosse una valvola allora). Ok, un'imitazione Les Paul non era il mio sogno, ma quello era il regalo ed è rimasta la mia chitarra sino al 10 gennaio 1984 quando con i risparmi delle mie serate e un aiuto, sostanzioso, del padre (che finalmente aveva capito che la passione della chitarra non mi sarebbe passata tanto presto) presi la mia Strato. Lì era prendere o lasciare, dovevo approffittare della bontà di mio padre e ad appena mezz'ora dalla chiusura del negozio dovevo scegliere modello e colore: sunburst come piaceva a me non c'era, la presi del colore più simile. L'altro colore disponibile quell'anno era questo qua sotto, io presi l'altro, mi pare si chiamasse Sienna Sunburst.

Ogni oggetto che ho deve essere personalizzato (anche la mia Strato messicana è in attesa di ciò, sto meditando cosa fare) in modo che diventi mio e solo mio, sarà una mania, ma sono fatto così. Oggi dopo 25 anni quella Strato è diventata così.



Non la darei via per nulla al mondo perché in quello strumento c'è tutta la mia esperianza ed anche le follie di gioventù (anche se giovane non ero poi tanto quando la presi).
Nel 1983 sino all'85 la Fender decise di risparmiare e, come vedete dalla prima immagine, aveva tolto la caratteristica presa del jack obliqua per riparmiare un buco; sparito anche un tono ed anche lo scasso nel posteriore per le molle del tremolo, infatti il tremolo era un modello nuovo con le molle sotto i pickups, si regolavano con una brucola dall'alto attraverso il blocco ponte. Un 'pazzo' di Fender come il sottoscritto ha iniziato così, poi ho lavorato sino a renderla come la Strato che volevo io. Dopo un paio d'anni ho trovato un pazzo che insieme a me con una piccola fresa ha fatto lo scasso del jack ed almeno quello era risolto. Avevo adesso a disposizione il buco per mettere il controllo di tono, ma dato che i toni non li uso proprio mai ho cercato di vedere cosa si poteva fare. In modo un po' avventuroso sono venuto in possesso di una fotocopia del circuito elettrico di una Strat (che era un modello particolare di Fender degli anni '80, c'era quella in noce con hardware dorato che mi faceva impazzire), ho girato molti negozi di elettronica e materiale elettrico sino a quando ho trovato qualcosa di simile ad un interruttore rotativo a 4 vie (se ricordo bene). Ho quindi rotto le scatole al tecnico del nostro impianto voci che è riuscito a riprodurre quel circuito; quindi la mia Strato aveva ed ha ancora: 1 volume, 1 tono generale, un selettore a 2 posizioni per un totale di 9 combinazioni possibili. Mi sentivo figo, specie perché avevo la possibilità di combinare il pickup al manico con quello al ponte che faceva un suono tipo Telecaster; ora, con il senno di poi, è stata un'operazione inutile dal momento che uso solo il pickup al manico e quello al ponte, tutte le altre combinazioni praticamente MAI! Diciamo che ho la possibilità se volessi e diventassi improvvisamente un chitarrista eclettico... ma quando mai!!!!!!!
Gli anni '80 sono gli anni del Floyd Rose che non ho mai amato come forma e d'altra parte, senza scasso posteriore per le molle, come avrei potuto montarlo? Però tutti usavano la leva ed anch'io ci andavo giù pesante ed a metà concerto soffrivo di accordatura; quindi? Quindi mi feci montare un bel Khaler che aveva le molle sotto il ponte stesso e non necessitava di ulteriore buchi. Questo creava anche un sound particolare perché a chitarra spenta, tolte le molle del ponte Fender originale sotto il battipenna, si era creata una mini cassa armonica; all'inizio misi della gomma piuma per insonorizzare, poi la tolsi e non la rimisi più. La chitarra prese quasi il suo aspetto definivo (notare il pickup centrale a filo del battipenna: molto blackmoriano, lo sono, ma soprattutto perché a me dava e dà un fastidio incredibile durante la pennata).


Con il bloccacorde alla paletta stavo accordato tutto un concerto e potevo malmenare la chitarra a più non posso, inoltre il Kahler è di una morbidezza unica e a me piace molto. Già, ma suonare live con un Marshall vuol dire anche... ronzio! Ho cercato quindi un modo di avere lo stesso suono (non amo gli humbuckers, sorry), ma senza ronzio. Non c'era il web ed allora leggendo un po' di riviste sono arrivato ad una scelta al buio: cambio pickups. Perché al buio? Perché non si possono provare. In due tornate diverse, distanti 3-4 anni, non ricordo, ho messo prima al ponte e poi al manico, due Seymour Duncan; mi pare si chiamino Classic Stack. Mi piacciono molto ancora oggi e la mia Strato ha un suono molto rock ed aggressivo senza esagerare troppo.
Ma non sono mai contento: Blackmore e il nuovo, per i tempi, guitar hero YJM avevano una tastiera speciale, ma comprare un manico nuovo o la chitarra firmata era fuori dalla portata delle mie tasche, quindi? Quindi un'estate ho fatto una vera e propria follia, se ci ripenso mi dò del matto; sono andato in ferramenta ho preso due limette tonde, due fogli di carta vetrata di diversa grana ed in due giorni ho scavato i tasti. Mi sono fatto la tastiera scalopped 'fatta in casa' su un manico Fender originale 'Made in USA'. Avete ragione: sono un malato di mente.  :x
Sarei stato capace di suonare un manico simile? La domada arrivò troppo tardi, avevo già scavato il manico. Come detto ci ho messo due giorni, mi sono ispirato a due immagini prese da Chitarre: una di Malmsteen dal vivo ed una di Blackmore, ma si vedeva un gran poco. Non avevo idea di quanto scavare ed allora ho optato per una soluzione mia: profondo a fine manico e via via di meno verso la paletta per non correre il rischio di 'scordare' troppo sugli accordi. Era una teoria tutta mia, ma giusto una teoria, della pratica non sapevo nulla. Fatti gli scavi sorse un problema: come rifinire il legno? La finitura originale era lucidissima, anche troppo per i miei gusti; feci un'altra follia. Usai del flatting, quello che si usa per impermeabilizzare il legno; leggermente diluito diedi due mani e qualche goggia colò lungo il manico (ne vedo un po' ancora il segno). Lascia asciugare una settimana, montai le corde ed ecco la mia Strato da competizione pronta all'uso. Metto le immagini del manico com'è ora: un po' sporco dall'uso, ma fa molto relic  :lol:



Così è in fondo al manico, dove è più profondo lo scavo.



Verso il capotasto ho alleggerito lo scavo.



Non è di sicuro un modo ortodosso di trattare una Strato, ma a BG sono stato il primo ad avere una chitarra scalopped (te credo, chi era tanto pazzo da fare una cosa simile?) e mi guardavano come un marziano. A livello di suonabilità io mi sono trovato subito benissimo, specie nei bending ed è così migliorato tantissimo il mio modo di suonare anche sui manici normali. Per me tutte le chitarre dovrebbero essere scavate almeno dal 12° tasto in giù, ma suono rock e quindi sono di parte.
Settimana scorsa dopo anni di onorato servizio il mio blocca corde a scatto (non dovevo usare brucole) mi ha lasciato ed ho dovuto sostituirlo; l'originale non lo fanno più ed essendo la mia Strato di un anno particolare è praticamente impossibile trovare un ricambio 'ad hoc'. Alla fine il mio amico Stefano mi ha montato un blocca corde usando gli stessi buchi per le viti di quello precedente: non sarà perfetto esteticamente, ma funziona.



Ormai sono un po' così, basta che funzioni e devo dire che con questo nuovo bloccacorde mi sono aumentati in modo esponenziale gli armonici sul manico, il che non mi dispiace proprio.
Sarà ormai una specie di chitarra-frankenstein, però questa è la chitarra a cui torno sempre e che suono di più per ovvi motivi: questa è 'mia' e solo 'mia' anche se in un modo un po' 'malato'.
Naturalmente non è ancora finita e non mi riferisco ai reggi-tracolla di sicurezza della Shaller che ho messo (a dire il vero anche gli originali erano così piccoli e non svasati come su molte altre Fender che ho visto), ero ossessionato che mi potesse cadere dal vivo, ora, con l'esperienza, so che è un caso abbastanza raro (ho visto un video di Clapton che perde la sua Strato). Mi riferisco a... guardate un po' voi.



Pazzo anche qui? Non so se esistano ancora, ma era una specie di placca di ottone che messa dietro la paletta aumentava il sustain e di fatto lo fa, almeno sulla mia Strato sì. La mia Strato è stata costruita dalla Fneder in un periodo 'di passaggio' e quindi non è molto pregiata: la prova? Guardatela vista da dietro: fatta in 3 pezzi incollati, si vede chiaramente. Però suona e a me questo basta; poi è FENDER, per me un mito!



La consapevolezza che la mia era appunto una Strato di passaggio nella storia della Fender, ma non nella 'mia storia', mi ha spinta a fare tutto questo. Ma come vi ho già detto la mania di personalizzare le cose per sentirle 'mie' è un po' il mio marchio di fabbrica.
Ora sto pensando che fare alla mia Strato messicana che ha solo 10 giorni di vita: leggendo questo forum sto imparando un sacco di cose nuove (nonostante la mia età), di sicuro non cambierò il ponte e non scaverò i tasti anche perché suona benissimo già così. Chi vivrà vedrà.

Ho sicuramente dimenticato qualcosa, ma tanto vi ho già annoiato abbastanza; spero almeno vi siate divertiti un po' a seguire le peripezie di un chitarrista 'vintage'.
Ho anche altre due Strato: una messicana, che già conoscete, che ha circa 10 giorni di vita in attesa di personalizzazione - stavolta leggera - ed un'altra più vecchia quindi preoccupatevi, potrei scrivere ancora  :lol:

mercoledì 20 maggio 2009

Una nuova chitarra

Era ormai da un po' che meditavo in quanto possedevo una Ovation degli anni '70 con corde in nylon che giaceva inutilizzata da ormai troppo tempo (l'avevo acquistata il mese dopo la morte di Lucio Battisti per fare un concerto in sua memoria, quindi già più di 10 anni fa); l'ultimo anno non l'avrò usata nemmeno 10 volte ed era un vero spreco averla. Così oggi sono andato dal mio negoziante di fiducia (Ghisleri con l'amico Stefano) e... l'ho fatto, l'ho permutata. Non so esattamente quanto potesse valere una Ovation classica, resta il fatto che restituendo quella mi sono portato a casa due chitarre: una classica elettrificata a spalla mancante usata (poco valore lo so, ma per l'uso sporadico che ne faccio è più che sufficiente) ed una Fender Stratocaster 'Made in Mexico'. Come differenza ho divuto dare molto meno di 100 euro, non male, no?So già che alcuni di voi muoveranno la testa dicendo che non è americana, ma quelle le ho già e non è che noti poi tanto la differenza. Poi è da quando sogno di avere una Fender, cioé più o meno dai miei 15 anni, che la desideravo sunburst - infatti nella testata di questo blog l'ho messa proprio di quel colore - e per varie vicissitudini non mi era mai riuscito di averla: ora ce l'ho!Ad una prima prova sono molto soddisfatto, ha un suono veramente Fender, persino più di quelle americane (la mia precedente l'ho però abbondantemente modificata) e la sto rodando ben benino. Mi piace proprio ed in fondo per quanto poco la usi, la userò certamente di più della mia ex-Ovation classica.

domenica 17 maggio 2009

Sanpera ll: la pedaliera

Questa volta ci occupiamo della pedaliera Sanpera II che è il complemento ideale del Vypyr 30. Anche questa arriva bella protetta nella sua scatola; chissà se fanno una borsa apposta per trasportarla... mi sa di no, peccato.La pedaliera appare veramente molto robusta visto che è quasi interamente in metallo ed è compreso anche il cavo MIDI che, tra l'altro, serve ad alimentarla. Tantissimi bottoni, sono preoccupato: sarà difficile usarla? La collego, accendo il Vypyr e subito il display della pedaliera 'mi parla'.Ha proprio ragione, devo inserire il jack della chitarra; inseritolo ecco che mi appare il nome del primo preset.In effetti quelli della Peavey sono stati furbi perché il primo preset, al di là del nome, è veramente devastante e se non vi piace vuol proprio dire che questo ampli non fa per voi. Del suono parlerò più avanti quando magari troverò un modo per registrare - parlare di un suono è veramente molto difficile - adesso voglio solo dirvi che la pedaliera è veramente molto completa e permette di adoperare l'ampli in tutte le sue funzioni senza nessuna difficoltà, anzi, con la pedaliera è pure più facile. A parte l'ovvia funzione di cambiare banchi e presets, sono possibili 412 suoni diversi, abbiamo anche due pedali d'espressione (uno per volume e accordatore, l'altro è un wha-wha o un parametro regolabile), la possibilità di metterla in manuale, avendo quindi sotto i piedi una sequenza come se fossero tanti pedali diversi individualmente selezionabili, il 'tap tempo' che permette di sincronizzare l'eco con il tempo della canzone con il solo battito del piede e, 'dulcis in fundo', la possibilità, negata se si ha il solo ampli, di utilizzare il looper. Con quest'ultima funzione mi sono divertito un mondo: posso registrare una frase, un arpeggio, un accompagnamento (posso giungere sino a una trentina di secondi), quindi cambiare presets e suonarci sopra l'assolo. Un sogno per un 'vintage' chitarrista come me che doveva arrabattarsi con i registratori a nastro e varie menate una trentina di anni fa per solo immaginare una cosa simile. I chitarristi moderni hanno un mucchio di fortune in più oggigiorno, 'ai miei tempi' era molto più difficile e dovevi usare molto di più la fantasia. Ma forse questa cosa non era poi proprio una 'sfortuna', la fantasia è forse proprio quello che manca alla musica e ai giovani chitarristi di oggi.

venerdì 15 maggio 2009

è nata una 'vipera'

Inaspettatamente la giornata di pioggia battente, praticamente un diluvio, mi ha permesso di togliere dal cartone il mio ultimo acquisto: sta per nascere una nuova vipera, il mio VYPYR 30 watt!Ok, visto così non è molto attraente, ma non mi aspettavo da un prodotto Made in China un imballaggio così 'fermo'; meglio. Ecco la 'bestia' fuori dal cartone, ma ancora imprigionata dall'ultimo strato di pelle.Ma come ogni rettile che si rispetti quando viene la stagione della muta si perde il rivestimento esterno e si mette in mostra la vera pelle, quella di una 'vipera': ecco il VYPYR!Il retro mostra il cono da 12" che dovrebbe garantire una resa sonora più che soddisfacente; non sarà il mio vecchio Marshall valvolare, ma non si può avere tutto dalla vita.Come potete vedere all'interno della cassa ci sono un sacchetto ed una bustina bianca: cosa conterranno?Due cavi per la corrente di cui uno assolutamente inutile perché non standard per l'Italia (lo rimetto nel cartone), l'altro è il solito tondo con la terra laterale, una presa shuko insomma. La bustina contiene un CD (o un DVD, non ho controllato) con su il manuale, la sua traduzione in altre lingue, non l'italiano, e due software: il ReValver MK III e il Reaper Recording Software. Per ora questo  supporto non mi interessa e lo metto in un luogo sicuro.La Peavey italiana comunque fornisce sul suo sito il manuale in italiano del prodotto con incluse anche le istruzioni della pedaliera Sanpera (sia I che II); a me è stato fornito direttamente dal venditore, non che ne avessi bisogno, conosco l'inglese, ma è un bonus comunque. Ma ora, con il cavo rimasto, attacco la spina, prendo la mia fida chitarra e... Ve lo racconto la prossima puntata.

Vypyr 30

L'altro giorno, anche grazie ai consigli di Alepar di MusicOFF, ho comprato l'amplificatore della Peavey Vypyr 30 watt per poter suonare in casa; io possiedo già un Marshall, testata più cassa, ma volevo qualcosa di molto più piccolo e maneggevole. Ecco qui sotto il mio acquisto per meno di 300 euro.



Insieme all'amplificatore ho comprato anche la pedaliera Sanpera II per poter sfruttare appieno tutte le caratteristiche dell'ampli; in più mi è stato regalato il piccolo trepiede per facilitarmi il cambio delle corde ed una muta di corde Ernie Ball che prima o poi ho intenzione di provare. Purtroppo sono già due giorni che il tutto giace ancora imballato nella sala di casa mia causa mancanza cronica di tempo, ma spero, quanto prima, di poter dare 'fuoco alle polveri'.

Un nuovo inizio

Che ci faccio qua? Bella domanda: non lo so! A dire il vero un blog, anche un pizzico conosciuto, ce l'ho già, si trova qua e riguarda la mia passione per il volo simulato. Ma allora a che serve un altro 'dairio' sul web? A niente direte voi; in fondo avete ragione, ma ultimamente si sono succedute una serie di circostanze che mi hanno ricondotto a riprendere in mano le mie vecchie chitarre e quindi a ri-frequentare un hobby che credevo totalmente passato. Il problema è che la passione per la musica non passa mai, come mi ha fatto notare mia moglie, e quindi... insomma, mi è tornata la voglia di fare casino con la 6 corde. E dire che di casino ne ho veramente già fatto tanto dal momento che per più di 15 anni ho girato in lungo e in largo la bergamasca suonando del sano rock (specie hard e heavy) in un gruppo chiamato KRONOS BAND. Poi lasciato il gruppo - a dire il vero siamo ancora in pausa di riflessione, il gruppo di fatto non si è mai sciolto - ho collaborato un po' con tutti sino al punto da partecipare per ben due volte alla manifestazione "30 ore per la vita" e finire pure su una ripresa Mediaset. Poi mi sono sposato ed ho deciso di mettere la testa a posto: ma quando mai!!!!! Ogni volta che sento una chitarra distorta, come si diceva ai miei tempi, la mia attenzione sale e se vedo qualcuno su un palco... ebbene, che ci faccio io giù? Ora tengo dei semplicissimi corsi di chitarra per principianti nella scuola in cui insegno (storia e filosofia) e, nello spettacolo di fine anno, svolgo uno dei ruoli più ingrati e poco appaganti: sono seduto al mixer, il posto dove vanno a lamentarsi tutti: musicisti prima e pubblico dopo. Poi per pura curiosità ho scoperto il forum di MusicOFF e vedere così tanta gente ancora appassionata... basta, ho ripreso in mano le chitarre e, in modo volutamente nostalgico, ho messo in piedi questo picco blog per ricordare i bei vecchi tempi e vedere se la mia esperienza può servire a qualcuno. Niente di pretenzioso e neppure aggiornamenti costanti, solo un diario per narrare le mie avventure passate e, se ci saranno, future.

In questo blog è ancora tutto 'per aria' e lo rimarrà a lungo visto che non voglio stressarmi assolutamente in troppe cose (a maggio e giugno già il mio lavoro è altamente stressante), ma voglio solo farvi notare la testata iniziale che è un po' un proclama: no, la chitarra non è la mia, purtroppo, ma ne ho un paio simili. Ci sono un po' i miei idoli di gioventù a partire dai mitici ed ancora esistenti "Deep Purple" sino ai due marchi che hanno segnato la mia vita chitarristica - Fender e Marshall - sino a giungere alla mia rinascita, forse, grazie a un picco ampli cattivo, spero, che per ora si trova ancora nel suo imballo per mancanza di tempo.