sabato 3 dicembre 2011

E vai con il Vibe!

Piccola recensione di un pedale 'proletario': il Vibe della Danelectro. Come al solito, e per conservare la continuità con le recensioni precedenti, ho usato Guitar Rig 4 (simulazione del Twin Reverb) e la mia RollingCaster con pickup I-Spira; mi scuso per la scarsa qualità (l'inquadratura fissa sul pedale è triste, ma mi permette di montare velocemente il video), purtroppo il tempo a disposizione è sempre meno :-(





venerdì 2 dicembre 2011

Piccola disavventura finita bene (forse)

Acquisto sul WEB ormai da quasi 10 anni ed ho acquistato di tutto senza mai avere avuto un problema di alcun tipo; stavolta invece il problema l'ho avuto ed ho usato l'esperienza 'sfortunata' per mettere a dura prova il sistema e vedere come sarebbe andata a finire.

Da Thomann mi sono servito altre volte e mi sono trovato sempre benissimo: un paio di volte ho ordinato la merce il lunedì e l'ho poi avuta in mano il mercoledì della stessa settimana  icon_omg.gif.
Questa volta ho ordinato di venerdì ben sapendo che il sabato e la domenica non contano come giorni lavorativi, tant'è... (vedrete che questa storia del weekend si ripercuoterà ancora nella vicenda)

Procediamo con ordine.
venerdì 11/11/11 - (la data doveva dirmi qualcosa  icon_firuli.gif) ordino 2 pedali da Thomann: il Tc Electronic 'Hall of Fame' - a 122 euro - e un secondo pedale 'proletario' di cui sto caricando la recensione proprio ora (uno schifezza fatta in due ore). Dal momento che ho ordinato nel tardo pomeriggio so benissimo che la merce non partirà nel weekend, ma fa nulla, non ho fretta.
mercoledì 16/11/11 - ho i pedali in mano, la spedizione è avvenuta come le volte scorse in tempi brevissimi. Attacco i pedali giusto per vedere se funzionano e vanno; per sicurezza tengo comunque il foglio della 'resa prodotto' (un foglio giallo) nel caso qualcosa non vada per il verso giusto (tale documento arriva insieme alla merce).
venerdì 18/11/11 - inizio a provare in maniera approfondita il pedale 'Hall of Fame': il suono mi soddisfa in pieno, è proprio ciò che volevo. Noto che lo switch ogni tanto fa cilecca e lo devo schiacciare più forte di quanto mi aspetti per inserire l'effetto; imputo la colpa al mio piede 'debole' e non ci penso più (anche se alle volte dovevo fare 2-3 tentativi per vedere il pedale funzionare). Purtroppo sono 2 settimane di fuoco al lavoro e quindi non posso toccare il pedale per una settimana intera.
25/11/11 - manca un mese esatto a Natale e dopo le due ore di scuola mattutine mi fiondo a casa per fare la recensione del pedale per stressare i miei amici di MusicOff. Monto tutto il set: una noia mortale tra luce, cavalletto, fotocamera, collegamenti, prova volumi, inventare delle frasi carine per ogni tipo di riverbero per far risaltare le sue caratteristiche etc. Collego il pedale, schiaccio lo switch e... niente!  :x Provo una dozzina di volte, ma lo switch fa 'click', ma l'effetto non si inserisce, continuo a sentire il suono pulito senza effetto alcuno. Sconsolato metto via il tutto e medito il da farsi. Apro il vano delle pile per vedere se per caso è dentro e fa contatto, ma la pila non c'è e il pedale è protetto da una paratia avvitata in modo che non possa essere manomesso in alcun modo. Meglio così, è in garanzia e quindi riavvito l'unica vite che c'è sul retro; sono convinto che sia lo switch difettoso, ma non tocco nulla. Al pomeriggio faccio un'altra prova cambiando tutti gli alimentatori che ho e provando persino con la pila, ma continua a non funzionare: sento sempre il suono pulito della chitarra con l'aggiunta di un fruscio. Per la prima volta devo affrontare l'avventura di un 'reso' con tutte le sue incognite. Purtroppo è ancora un venerdì, pure tardi e quindi anche stavolta il weekend rallenterà il tutto. Contatto senza troppe speranze Thomann e decido di usare sempre e solo la lingua italiana per mettere alla prova, come già detto, il 'sistema'. Ricevo risposta quasi immediatamente: non credo sia una cosa automatica perché la risposta è in italiano e mi viene detto che la mia richiesta sarà girata all'ufficio competente e consigliato, la prossima volta, di usare il telefono.
lunedì 28/11/11 - con precisione teutonica al mattino ricevo immediatamente un contatto dall'ufficio competente di Thomann che in perfetto italiano mi indica cosa fare (la firma è di un operatore dalle chiare origini dell'Europa dell'Est); al pomeriggio, al mattino lavoro, faccio un altro paio di domande per essere sicuro di aver capito bene: mi viene sempre risposto in italiano (ho trovato solo un articolo sbagliato: sono un prof o no?  icon_asd5.gif) e in modo veloce. Devo compilare il 'foglio di reso', rispedire il pedale con tutti gli annessi, usufruire di una spedizione che non superi i 40 euro (scoprirò poi dalla moglie che lavora in posta che le possibilità sono tante, ma per stare nella cifra ho poi solo la possibilità del paccocelere internazionale), mandare via mail copia della ricevuta della spedizione. Viene anche specificato in modo chiaro che all'arrivo del mio pacco di reso il pedale verrà controllato per vedere che non sia stato manomesso o che il guasto non sia dovuto a mia incuria.
martedì 29/11/11 - Spedisco il pacco e mando la mail con la ricevuta del pagamento di 32.27 euro comunicando inoltre che scelgo, tra le varie possibilità, di essere rimborsato. Potevo anche scegliere il cambio dello stesso prodotto, un buono per un altro prodotto, un bonifico sul mio conto o il riaccredito sulla mia carta di credito (ho scelto quest'ultima opzione).
giovedì 1/12/11 - Il pacco arriva in Germania e viene consegnato a Thomann (alla faccia di chi dice che le Poste italiane non funzionano).
venerdì 2/12/11 - Non so bene che fare: il pacco è arrivato, ma ora? Vado sul sito Thomann per cercare la mail dell'operatore italiano per sapere quando avrebbero controllato il mio reso e se c'era altro che dovessi fare. Entro nell'area cliente e mi trovo un rimborso sulla mia carta di credito di 154,27 euro (122 del pedale + 32,27 della spedizione).

Ora non so bene dove e quando vedrò questi soldi (sono abituato alle uscite, non alle entrate purtroppo  icon_acc.gif), penso probabilmente il prossimo mese visto che la mia carta di credito chiude i movimenti a fine mese. Resta il fatto che in meno di un mese dall'ordine sono stato pienamente rimborsato di tutto e quindi tanto di cappello al servizio clienti di Thomann che ho trovato assolutamente ineccepibile.  :adorazione:
Quasi quasi gli scrivo per ringraziarli della professionalità (magari mi ridono dietro); però prima voglio vedere il 'dinero', non si sa mai ;-)

Per la cronaca ho già ordinato un altro Hall of Fame, ma stavolta qui a BG perché se lo switch salta di nuovo lo restituisco al venditore e basta :wink:

giovedì 24 novembre 2011

Servirà a migliorare le mie registrazioni?

Oramai uso sempre meno Guitar Rig 4 perché, nonostante la sua indubbia comodità, le mie orecchie si sono abituate al suono dell'ampli Blackstar HT-40. Anzi, vi dirò che se smetto di suonare l'ampli e passo immediatamente al PC, il suono che sento dalle casse del PC mi fa proprio schifo (avrei bisogno di monitor seri, ma qui non si finisce più di spendere e devo dare un freno alle mie manie di perfezionismo). Devo lasciare passare almeno un giorno per dimenticarmi di come l'ampli sia più arioso e definito rispetto alle casse del PC. Dopo una settimana che non tocco la chitarra però anche Guitar Rig suona alla stragrande perché la memoria acustica, almeno la mia, è molto breve ed essendomi dimenticato l'ampli 'reale' vado di simulazione senza problema alcuno. Tutta questa lunga digressione per dire che ieri mi ero preparato a fare la recensione del TC Electronic Hall of Fame nel solito modo: Guitar Rig con simulazione di Twin Reverb e via, come tutte le mie altri recensioni: quasi tutte (L'I-ODS è stata fatta con lo zoom Q1). Sto cercando insomma di migliorare la qualità sonora delle mie registrazioni anche se credo di aver raggiunto il limite con i miei pochi mezzi a disposizione; ho fatto un ultimo sforzo ed ho dato via il microfono Shure PG57, il fratello povero dell'SM57. Preciso che a me l'SM57 non è mai piaciuto: troppi medi e troppa 'colorazione' del suono. Sarà anche uno standard, ma io sono strano e quindi ho deciso che il salto di qualità non l'avrei fatto in quella direzione; ho permutato il fratellino povero, usato una sola volta, con questo qua sotto che è nato apposta per la chitarra e lo si nota anche dalla forma a saponetta che è stata pensata per farlo pendere davanti all'ampli (praticamente come fanno tutti).



Magari uso questo e lo zoom assieme per avere due riprese e miscelarle assieme... ma, si vedrà. Ora devo trovare il tempo di fare quella benedetta recensione e non è detto che non usi ancora Guitar Rig se non altro per continuità con le altre.

Insomma: sono un indeciso cronico o solo un maledetto perfezionista pure pignolo?

mercoledì 23 novembre 2011

1984: la magia del LIVE!

Avete ragione: il palco visto così come nel post precedente tutto alla luce del sole non fa poi molta impressione, ma la magia iniziava alla sera quando faceva buio. Ecco, al buio anche tutta quella roba 'fatta-in-casa' sembrava prendere una vita propria ed assumere un'aria credibile da 'gente seria' :lol:
Infatti mi stupivo sempre anch'io di questo miracolo perché visti in foto e senza sapere tutti i retroscena nell'ormai lontanissimo 1984 sembravamo 'quasi veri'.
Stesso palco visto precedentemente montato, stesso posto, ma feeling diverso.



Alla luce del sole e senza le 'nostre' luci - comunque qualcuna a terra si vede, odiavo suonare con ancora la luce, più tardi arrivava il buio, ma si perdeva molta della magia - non eravamo così scenici anche se di casino ne facevamo sempre tanto.



Stesso anno, ma concerto diverso con il mio amico fotografo, che aveva i tappi nelle orecchie perché non sopportava il nostro genere, in vena di esperimenti con i filtri fotografici: sembro su un palco importante ed invece è sempre una festa di paese.



Ultima immagine con l'omaggio al nostro tecnico, quello che mi fece il circuito elettrico della mia prima strato, che ci aiutò in tutta la parte elettronica per fare il 'nostro' impianto e che purtroppo ora non c'è più (aveva una strato del '56 originale, era la sua, che aveva sverniciato e pitturato di arancione  icon_acc.gif, mi risulta ora l'abbia suo figlio come ricordo, ma non so neppure se sappia suonarla). Notate che il nostro batterista non sapeva mai i finali e quindi ero girato a fargli i segni per 'stopparlo'; l'amico tecnico stava regolando un pedalino flanger della chitarra che nel mixer faceva girare il suono in tutto l'impianto (stile assolo di batteria dei Kiss nel loro primo live). Però suppongo che molti di voi avranno notato la scatola sotto che altro non era che il Roland Space echo originale (quello con il nastro magnetico); ora della fine ne avremo avuti 4 o 5 che servivano come pezzi di ricambio per l'unico funzionante; l'ultima volta li ho visti in un garage buttati lì a far nulla, ma sarà ormai 15 anni fa: chissà che fine hanno fatto :?:

domenica 20 novembre 2011

La new entry nella pedalboard!

Gli esperimenti continuano ed anche le new entry :shock:

Oramai ho deciso: la mia nuova pedaliera la finisco e ormai sono vicino alla soluzione DEFINITIVA!!!!!!!

Mi sono chiesto: cosa manca ai miei clean per essere belli ariosi e spaziali? Certo: detto fatto!



Lo adoro, specie nella posizione plate e church, anche con un tone print scaricato dal sito TC electronic che mi fa impazzire; certo, roba solo da clean (forse :-D), ma che suono!!!!!!!!!!!

Quando vi farò vedere che posizione gli ho dato in pedaliera rimarrete sorpresi, ma io uso una logica diversa dall'ordine logico dei collegamenti: i collegamenti saranno anche 'standard', ma il posizionamento no, li metto in ordine di 'uso'  (ormai si sa che sono matto!)

Il pedale sopra non è l'unico arrivato, aveva un compagno a cui devo ancora trovare il posto giusto nella catena e poi nella pedaliera :wink:

martedì 15 novembre 2011

I-ODS di I-Spira

Breve recensione, fatta molto alla svelta, di un pedale overdrive di un grande artigiano italiano, Luca, che, dopo aver fabbricato ottimi pickup per chitarra dal sapore 'vintage', si cimenta anche in questa ardua prova: ricreare il suono del Dumble in un pedale.
Ci sarà riuscito?
La mia recensione non rende giustizia della complessità e varietà dei suoni ottenibili, ma il tempo è poco e quindi dovete accontentarvi ;-)





giovedì 10 novembre 2011

1984: l'anno della svolta

Cominciammo a fare sul serio! Dopo un anno passato a provare in una cantina insonorizzata da noi dove non potevi neanche girarti di lato perché picchiavi il gomito destro contro il muro e la paletta della chitarra contro l'altro lato della 'cella' - e vi assicuro che non sto scherzando - iniziò la stagione LIVE.
Erano anni in cui dovevamo fare tutto da soli con le nostre risorse: la cantina fu insonorizzata da noi attaccando al muro della lana di vetro, che prudeva da far paura, a cui dopo abbiamo messo sopra del cellophane: non vi dico come mancava l'aria in quel posto, niente finestre, posto dove faceva freddo d'inverno, si gelava, e si cuoceva d'estate. Ma d'estate iniziarono le nostre serate: all'inizio 7 - 8 all'anno e sempre all'aperto nei mitici Festival dell'Unità (qui a BG si poteva suonare solo lì e non ho mai suonato senza essere pagato, magari anche poco, ma non ci siamo mai mossi senza che il nostro 'lavoro' fosse in qualche modo riconosciuto)
Eravamo in tre pazzi: il batterista procurava i posti per suonare, era del PCI, un compagno che più compagno non si può; io ero 'l'americano' perché bevevo sempre Coca Cola e quindi ero visto come il 'nemico' dei rossi (erano proprio altri tempi); il bassista-cantante era uno spasso perché cantava in inglese senza sapere una parola di quella lingua, si scriveva i testi come si pronunciano e manco li imparava a memoria. Come avrete capito divertimento folle e puro, ma ci siamo costruiti una solidissima reputazione di band live veramente 'fisica'.

Ma per girare serviva l'impianto e soldi non ce n'erano e allora? Allora ce lo siamo costruito con l'aiuto di un amico tecnico. Questo amico, lo stesso che fece il circuito modificato della mia prima strato e che ora purtroppo non c'è più, di lavoro faceva il riparatore elettronico e quindi aveva sottomano il meglio di allora che riparava. Noi, con il suo aiuto, andavamo a fare opera di spionaggio e praticamente abbiamo copiato un impianto vero con le casse e tutto. Con matita, carta e metro abbiamo letteralmente misurato delle casse vere e poi siamo andati a comprare il legno e tutto il necessario; tra conoscenze varie, pezzi tirati giù da casse dismesse, vernici, colle e altro ci siamo costruiti l'impianto. L'amico tecnico ha cablato il mixer che era una creazione sua: un insieme di schede saldate a mano e montate dentro ad un contenitore. Il tutto pesava l'ira di dio in quanto l'impianto intero era fatto, per risparmiare, in truciolato. Trasportarlo e scaricarlo dal furgone era sempre fonte di fatiche inenarrabili e mal di schiena assicurati. Anche i finali di potenza sono stati fatti a mano, ma avevamo costruito da soli e praticamente dal nulla il 'nostro' impianto: 6000 watt di roba!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Qui sotto vedete quasi il tutto di quei tempi: il mixer artigianale, a sinistra i finali dei bassi, medi e acuti e a destra del palco una delle due torri di amplificazione suddivisa appunto in bassi, con i coni rivolti verso il retro che poi riflettevano sul davanti, i medi e i tweeter in alto; sul palco si vedono anche le spie, solo due ai tempi, fatte con i coni di ampli per chitarra.



Lo so, oggi tutto questi fa sorridere, ma ai tempi non si era mai visto un gruppo girare con tutta quella roba. Non vi sarà di certo sfuggito anche quello che fu il nostro fiore all'occhiello: l'insegna luminosa. Il nome fu un'idea mia in quanto non si riusciva a trovare un accordo: chi lo voleva in italiano, chi in inglese. Una sera in cui andavamo a fare un concorso musicale (anche questa è una lunga storia da raccontare) io proposi il nome 'KRONOS' che era greco ed era uguale in tutte le lingue, il batterista volle aggiungere il suffisso BAND e da allora sino ad oggi siamo diventati la KRONOS BAND. Un nome che ancora circola nella provincia e di cui si ricordano tutti: noi eravamo quelli dell'insegna o quelli della birra (ci chiamavano anche Kronenburg per via del carattere usato per il nome) o più semplicemente quelli del lampo :-P
Ripeto: tutto questo fa sorridere, ma in quegli anni si faceva musica così e ci si arrangiava e divertiva con poco.

La preparazione dello spettacolo era tutta nostra: noi montavamo e preparavamo il tutto. Si arrivava alle 14 si caricava il furgone, alle 16 circa si era sul luogo del misfatto e si iniziava a scaricare il tutto e a montare il palco sperando di finire in tempo. In quegli anni era poca roba, quella che vedete, comunque molto più della concorrenza ;-), fari e luci quasi nulli e quindi si faceva alla svelta. Se guardate bene vedete anche la custodia della mia chitarra che riportava il nome del gruppo: ce l'ho ancora anche se mezza scassata dai vari tour :lol: Proprio perché c'era poco da montare ho avuto tempo di scattare qualche immagine della mia misera strumentazione di allora: la Stratocaster tanto sognata, ancora tutta originale, e il mio primo amplificatore valvolare: Peavey Encore 65.



La pedalanza era veramente nulla: wha e chorus, nient'altro (soldi finiti :-()



La scaletta? Eravamo una cover band e sempre lo siamo rimasti per precisa scelta: così abbiamo sbaragliato gli altri!



Raramente eseguivamo tutto perché l'improvvisazione era tanta, ma così è nato il 'mito' della Kronos Band, l'unico gruppo che faceva rock, ma rock vero, quello duro: l'hard-rock! ;-)