domenica 2 giugno 2013

La strato 'del bù' e la 'scatola'!



Una scatola? E che c'azzecca una scatola in un post sulla Strato? Cominciamo con lo spiegare che il termine 'c'azzecca' è famoso per essere di un ex-politico quasi mio concittadino il cui figlio, che con uno sforzo di fantasia sovrumano è stato chiamato Antonio, ha suonato la batteria in un concerto in cui io suonavo la chitarra: roba da non credere! Comunque chi ha buona memoria ricorderà che io ogni tanto nomino una scatola, una specie di 'scatola dei ricordi' ,in cui via via mettevo e metto ancora da parte pezzi di chitarra per... già, perché? Onestamente non lo so: certe cose le ho date via senza problemi, altre le ho tenute come memoria storica di certi momenti della mia vita.

Partiamo dalla scatola numero uno: il 1 aprile di non ricordo più bene quale anno (anni '80 comunque) sono partito per il militare e sono entrato nella caserma Battisti di Aosta per i 5 mesi di corso AUC della SMALP! Il giorno prima ho sostenuto l'ultimo esame universitario e il weekend precedente, con mio padre, ero a Lecco in visita a parenti e mi sono comprato un paio di scarpe da ginnastica di una marca allora sconosciuta: Reebok! Quelle scarpe mi salvarono i piedi nelle corse mattutine da alpino, alle 6 del mattino, e conservo ancora la scatola che è quella che vedete qua sopra. Con l'andare del tempo quelle scarpe benedette diventarono la mia seconda pelle dei piedi (prima avevo avuto solo Adidas, mai più prese da allora, perché già scadute di qualità o le Superga) fino a quando, a malincuore, dovetti buttarle via (non prima di aver subito una lenta declassazione sino ad arrivare ad essere 'scarpe da giardino' tutte bucate, ma almeno 7-8 anni le ho tenute); ma la scatola no, quella le tenni con me ed iniziò a diventare il rifugio dei miei 'rifiuti' fenderiani. Anche la scatola però cominciava a cedere e quindi dovetti sostituirla, ma esiste ancora ed ora è in ripostiglio che contiene spazzole e altro.

La scatola numero due è ancora della Reebok e si riferisce all'ennesimo paio di scarpe che io indossavo praticamente sempre: ho passato anni e anni in divisa jeans e scarpe da tennis e solo ultimamente mi sono civilizzato un po', merito della moglie che mi ha sgrezzato, ma solo un po'.



Come vedete ora ha assunto un ruolo molto più prosaico: contiene le bollette di svariati anni prima che mi decidessi a passare a quelle esclusivamente online per risparmiare spazio e carta. Nel frattempo i 'rifiuti tossici fenderiani' aumentavano di quantità e volume e quindi?

Quindi scatola numero 3: il mio ultimo paio di Reebok!



Come potete notare le nuove scatole, risale comunque al 2005 circa, sono molto più capienti e quindi c'è finito dentro di tutto; a me questa cosa ricorda molto le famose tasche di Eta Beta, ma penso di ricordarlo solo io. Naturalmente non ci può stare proprio tutto tutto, ma le cose piccole sì; di certo non il corpo della mia Classic Player 60 o i battipenna, ma tutto il resto sì! Tra l'altro queste scatole raccontano anche la storia dell'economia mondiale degli ultimi 30 anni: la prima ha scritto Made in Korea, la seconda Made in Indonesia e la terza... indovinate un po'? Bravi, Made in China :-(.

Ma cosa contiene la scatola nella sua versione updated 3.0? Apriamola...



E no, non vi svelo mica tutto adesso! ;-) Da allora non ho più avuto Reebok!

P.S. -Sono l'unico che riesce a scrivere un post su delle scatole: una vera 'rottura di scatole! :-D

Tra l'altro conservo ancora l'astuccio con cui andavo a scuola al liceo da studente, riciclato poi da professore e messo ora definitivamente a riposo; era fatto a mano da mia madre con la stoffa di miei jeans da buttare via :-(

2 commenti:

  1. Non sei l'unico a ricordarti di Eta Beta, come non sei l'unico ad avere avuto l'astuccio fatto a mano dalla mamma con la stoffa dei vecchi Jeans :wink:
    Più che "Tutto il mondo è paese" oserei dire "ogni 'epoca' è paese" :megreen:

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  2. Però facciamo parte di un tempo che non c'è più: oggi le mamme non sanno più cucire e manco sanno se i figli hanno l'astuccio o no!

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