martedì 5 agosto 2014

a m’arcord - cosa ho buttato!

Amarcord è oggi una parola della lingua italiana che indica il ricordo nostalgico, il parlare in modo malinconico di momenti ormai lontani nel tempo.
Originariamente, però, il termine viene dal dialetto romagnolo “a m’arcord” che vuol dire “io mi ricordo“. L’uso a livello nazionale della parola e il suo nuovo significato è arrivato con l’omonimo film di Federico Fellini nel 1973.

In che senso lo userò io? Direi tutte e due: fate un po' voi   :roll: !

In questi due giorni ho messo un po' d'ordine in camera mia: tranquilli, ho detto un po', mica che l'ho messa TUTTA in ordine! Non facevo questa cosa da... 12 anni? Mi sa che sono di più... va beh, è saltato fuori di tutto. Alla fine si è trattato solo di mettere a posto la scrivania, quello che c'è vicino al PC, un mobiletto e due cassetti che si trovano sotto il letto: è saltato fuori di tutto, ma proprio di tutto! Persino un braccialetto d'argento rotto che è probabilmente l'ultimo regalo che mia madre mi fece prima di andarsene quasi 30 anni fa; è in condizioni pietose, ma c'è ed è stato un tuffo al cuore rivederlo tutto ossidato con anelli mancanti (trovati pure quelli sotto il letto). Ho scoperto tantissime altre cose di cui avevo perso proprio la consapevolezza; naturalmente non starò qui ad elencarle tutte, ma per sommi capi sì.   :razz:

Da uno dei cassetti, che avendo davanti il comodino non si apre mai, è saltata fuori roba informatica veramente antidiluviana di cui penso ben pochi ricorderanno anche solo lo scopo e l'utilizzo. Guardate un po'!



Solo i più datati di noi sanno che sono; pure i 10 dischetti della versione 6 di Word ho trovato: mi erano costati un patrimonio. Buttato via tutto: o metto su un museo - in cantina ho un IBM 286 con video monocromatico che non ha disco fisso perché funzionava con due floppy disk da 5.25 - o devo buttar via qualcosa. Fatto fuori pure il 90% delle cose che riguardano il volo simulato, altra mia grande passione: quindi joystick più manetta della Saitek e trakIR pagato una fortuna - un aggeggio che seguiva lo spostamento della tua testa e lo riproduceva sul monitor del PC all'interno del cockpit degli aerei - in cantina avrò almeno altri 20 simulatori di volo da Strike Eagle III a Falcon4 etc., ma ormai ho smesso da anni e se mi tornerà la voglia ho sempre FSX.

Poi sono saltate fuori decine e decine di riviste e pagine di riviste: conservavo solo gli articoli che mi interessavano; ne viene fuori un ritratto di uno che in quanto a lettura era 'bulimico', mi sa che lo sono ancora: leggere non mi stanca mai e leggo veramente di tutto. Dal momento che ho buttato via tutto, ho fatto qualche foto per conservarne almeno un ricordo visivo.



Testate ormai sparite da tempo, ma a dire il vero è un destino comune a molte pubblicazioni; interessante quella a destra perché contenente due poster: uno dei Deep Purple, ma seduti e in posa (non si fa così!), e uno degli Anthrax (orrore e dannazione!) L'amico Son avrà notato anche qualcos'altro di molto interessante: guardate bene.



Notato nulla? Certo, manca il palettone: la paletta piccola con la scritta grande è una rarità degli anni 81-82, esattamente l'anno prima che prendessi la mia, e si vede anche il famigerato bullone, sempre sulla paletta, che serve a... nulla! Anni e anni dopo il buon Ritchie disse che lo mise per far impazzire tutti affinché si chiedessero il suo scopo: umorismo inglese. Anche gli alberini abbassacorde in grafite sono una rarità: però le corde sono montate proprio come piace a lui in quel modo scomodissimo senza tagliarne l'eccesso, tra l'altro su meccaniche Shaller, le sue preferite. Io dal vivo non l'ho mai vista usare questa chitarra (anche se poi in un video ne mostra una nera con paletta piccola che sostiene essere quella con cui ha registrato quasi tutti i soli dei suoi dischi) e penso sia una specie di burla del buon Ritchie ed infatti all'interno della rivista...



... mai fidarsi dell'Uomo-Nero!

Altre riviste ed altre pagine strappate per essere conservate; non è feticismo: una volta l'unico modo per 'vedere' i nostri eroi erano le foto sulle riviste e quindi o si conservavano o le immagini andavano perse. A molti di voi sembrerà incredibile, ma c'è stato un tempo in cui Internet non esisteva eppure la gente viveva lo stesso.



Quanto ho desiderato la strato a sinistra, ancora me la sogno e nessuna delle mie è così: ormai ci ho rinunciato, rimarrà uno dei pochi sogni irrealizzabili.

Altro foglio sparso che arriva da chissà dove, ma interessante perché si vedono i pickup con le 'barre' che dovrebbero essere i Bill Lawrence, e il plettro di tartaruga dalla foggia particolarissima messo in un posto che non ho mai visto utilizzare dall'inglese: in alto sotto il battipenna.



Non avevo conservato solo materiale inerente a Blackmore, ma è l'unico che ho fotografato per averne un ricordo insieme a... già, il suo clone dei tempi che furono: Malmsteen. Qui sotto in una foto dove era giovanissimo, pesava almeno 30 kg. di meno   :roll:   ed una foto che usai, insieme ad un'altra che prima o poi salterà fuori, come fonte per 'scavare' il manico della mia stratocaster. Già, come già ho raccontato, usai delle foto per cercare di capire come fosse fatto quel benedetto-maledetto manico scallopped: una è questa!



Ed ora un'immagine che penso rappresenti in parte la chitarra dell'amico Son of Aleric perché la sua è in parte ispirata a questa.



Tutto finito nella raccolta differenziata insieme a tante altre cose: ho fatto 5-6 viaggi di sacchi pieni di roba, qualcosa doveva pur esserci no?

Ma allora cosa ho conservato? Tantissima roba, ma la vedremo la prossima puntata   ;-) .

 

(tra l'altro mi mancano ancora i due cassetti del comodino)

mercoledì 30 luglio 2014

Estate non calda, ma ...

Questa non sarà di certo ricordata come un'estate calda, non mi lamento, anche se due fiammate di calore ci sono state seppur in epoca non sospetta; ecco allora che ho trovato in giro per il web un paio di foto 'calde' parecchio interessanti dell'epoca di BURN dei Deep Purple. La prima qui sotto riguarda le session di tale album ed è un'immagine alquanto rara di quando si improvvisa insieme per trovare qualche idea buona per qualche brano (pare che abbiano trovato pure i nastri delle registrazioni).



Lo so, l'immagine non ha una grande qualità, ma parliamo del secolo scorso: insomma è storia e dobbiamo prenderla un po' come quelle vecchie foto di guerra dei grandi avvenimenti storici. Interessante notare come provassero in un posto alquanto ristretto con mezzi abbastanza di fortuna: strumenti e basta! Mi domando sempre come non siano diventati sordi, ma con mezzi tanto semplici hanno saputo creare brani veramente mitici e, in alcuni casi, immortali. Non faccio mistero dicendo che sono un 'eretico' e reputo BURN il miglior album dei Deep Purple anche se sfornato dalla formazione MKIII e non la 'mitica' MKII. Certo, 'In rock' è l'album della svolta, 'Fireball' delle sperimentazioni quasi progressive, 'Machine Head' del vertice compositivo, 'Made in Japan' della perfezione assoluta del LIVE e 'Who do you think we are' della crisi, ma BURN... mi piace troppo. Tra l'altro contrariamente a quanto si pensi non è Smoke on the water la canzone più suonata dei DP nel mondo, ma proprio BURN, parola di Ian Paice che lo sa bene visto che legge i proventi dei copyright sul suo conto in banca!

Interessante anche questa immagine che fu usata per fabbricare le famosissime candele che compaiono sulla copertina dell'album omonimo.



Mai capito la passione dell'Uomo-Nero per quel buffo cappello da padre-pellegrino che usava mettere ai tempi e che userà ancora in futuro; ora pare abbia smesso e si veste in modo più 'discreto' (è una battuta, visto che gira vestito da menestrello trado-medioevale!) Di certo allora i DP non avevano un curatore-di-immagine come usa ora visto come sono conciati...

Concludo con un'immagine live di quei tempi: che tempi!



Ma visto che sono masochista aggiungo anche un piccolo video di uno dei suoni più 'mostruosi' che la strato abbia mai avuto.

[embed]https://www.youtube.com/watch?v=DAQvh_AoieE[/embed]

venerdì 11 luglio 2014

Ohibò: 40 euro di puro divertimento

Ieri mentre aspettavo che arrivasse il pedale 'importante' sono finito in un negozio di musica e ho visto un simpatico pedale arancione di cui avevo letto qualche buon commento in giro per il web. L'ho provato, 40 euro e l'ho preso. Beh, non ci crederete, ma oggi invece di provare il nuovo Soundblox 2 Orbital Modulator, mi sono divertito come un pazzo a suonare con un pedale da 40 euro: roba da matti! Chi è stato il responsabile di tutto ciò? Eccolo!



Ho provato anche altri Joyo - Hot Plexy, Deluxe Crunch e Crunch Distortion - ed erano parecchio divertenti e credibili, alcuni un po' rumorosetti, ma questo era una spanna sopra per dinamica e divertimento.

giovedì 10 luglio 2014

E sarei in ferie!!!!!!

Già, sarei in ferie e dopo una mattinata passata a controllare ogni 10 minuti dove fosse il pacco alla fine è arrivato; mi fiondo a prenderlo e...



Già, si trova ancora così appoggiato al mobiletto dell'ingresso.  :mad:

Riuscirò a fare almeno uno straccio di video?   :???:

martedì 8 luglio 2014

In arrivo!

Cosa? Questo qua sotto ;-)



Il Marshall Regenerator funziona benissimo, ma... ma ogni tanto va in crisi e penso che il suo buffer faccia strani scherzi perché mi abbassa il segnale da spento e me lo alza troppo quando è acceso. Niente di grave, ma lo fa random: per settimane va benissimo e poi alcuni giorni va in crisi e non so come rimediare se non attaccando e staccando l'alimentazione un po' di volte sino a quando si rimette 'in riga'. Comunque la scusa è buona per dare un'altra rivoluzionata alla mia pedaliera.   :roll:

Forse la domanda è: perché proprio questo? Ascoltatevi il video di presentazione e ditemi se non vi ricorda nulla.







Ad un certo punto poi dice chiaramente "Ritchie Blackmore": potevo non prenderlo?

Lo so: è bruttino! Qualcuno poi mi dovrà spiegare perché tutti i pedali simil-tubescreamer sono veri e quelli che rifanno il phaser arancioni: sembra un marchio 'cromatico' di fabbrica!

domenica 29 giugno 2014

Un 'frammento' di storia

Ieri erano 100 anni esatti dall'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia Chotek, fatto che, in modo alquanto semplicistico, viene indicato come la causa dello scoppio della Grande Guerra (quella che fecero i miei nonni: uno era anche un "ragazzo del '99" anche se probabilmente sono l'unico a sapere di cosa stia parlando). Ma non è di questa 'storia' che voglio parlare.

Sul web ho trovato questo breve documentario che invece riguarda molto più da vicino la 'mia' di storia; lo so, visto oggi sembra 'preistoria', praticamente molto vicino a tutti quei documentari che ieri hanno dato sul famoso assassinio di Sarajevo. Per assurdo visti in video, rigorosamente in bianco e nero e 'sgranati', sembrano più vicini due avvenimenti del 1914 e 1971 rispetto a quelli tra il 1971 ed oggi. Eppure questo mini-documentario mi catapulta in un mondo 'antico' che io conosco molto bene anche se forse sono sfasato di circa 6-8 anni rispetto ai ragazzi che si vedono nel video.







Faccio notare che è uno di rarissimi video che testimoniano l'esuberanza LIVE dei Deep Purple negli anni d'oro della formazione MkII ed è anche uno dei rari esempi in cui si intravede Blackmore persino nell'intervista dove, naturalmente, non parla. Valore storico, come dicevo, notevole: per i cultori dell'Uomo-in-nero da notare la chitarra, probabilmente la mitica Strato nera del 1968 molto poco reliccata nonostante l'uso e l'abuso, le due 'colonne' Marshall e la sedia su cui è appoggiato il famosissimo  Hornby-Skewes Treble Booster che contribuiva in modo determinante all'ottenimento del suo sound.

Non dico che quegli anni fossero meglio di quelli odierni, ad esempio non potrei essere qui a condividere con voi questa cosa se fossimo ancora in quel periodo, ma di sicuro nell'osservare il video è come tornare in un luogo e in un tempo a me tutt'altro che sconosciuti: un mondo in cui si credeva che tutto potesse cambiare per il meglio.

Oggi sappiamo che non è così, neppure per la musica.