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domenica 10 agosto 2014

a m’arcord – questo post non è essenziale!

Prometto che è l'ultimo anche perché alla fine questi ricordi così personali stufano e quest'ultima parte è veramente la più 'personale'.

Alla fine anche da questi due miseri 'cassettini della memoria' è uscito di tutto, cose che fanno capire quanto la musica sia stata pervasiva nella mia vita anche se alla fine con essa, la musica, non è che abbia poi combinato molto.

Quando si è giovani si sente la necessità di esprimere la propria creatività nei modi più assurdi: oggi c'è Facebook - a proposito, mi sono iscritto ora che la buriana è passata e FB è in declino specie tra i giovani e l'ho fatto pure sotto falso nome: io ho chiesto una sola amicizia ed ora me ne ritrovo con 70 e non ho idea del perché - ai miei tempi c'era la musica. Sapere 3 accordi non mi impediva di 'scrivere' un pezzo e sentirmi una specie di musicista incompreso; ma io ogni tanto 'scrivevo' davvero e mi sono inventato un sistema veloce per ricordare la mia musica senza ricorrere al pentagramma che rimane IMHO il metodo migliore, ma sono lunghissimo nella scrittura delle partiture 'classiche'. Direttamente dai miei 16-17 anni ecco a voi una mia composizione! (ho volutamente oscurato il mio nome in cima per pudore)



Già, non ho mai saputo scrivere un testo che sia uno, anche se ci ho provato, e quindi prendevo le poesie, che hanno una metrica, e le mettevo in musica: qui tocca al povero E. A. Poe essere maltrattato dal sottoscritto. Curioso notare come suonassi la chitarra da poco più di un anno eppure infilassi già un accordo diminuito: dove l'avrò imparato? Non me lo ricordo, troppo in là nel tempo, però spesso capitava che io imparassi un nuovo accordo e volessi inserirlo in qualche brano per 'stamparmelo' in mente. Passa un anno o poco più ed è la volta di rovinare i versi dell'immortale Shakespeare (tra l'altro girando sul web ho scoperto che non sono l'unico ad averlo fatto anche proprio con questo sonetto!)



Componevo tutto sempre con la classica, raramente lo facevo con l'elettrica, anche perché avevo la fatidica imitazione Les Paul, e mi veniva naturale una caratteristica che ho conservato ancora adesso: far risuonare il più possibile le corde a vuoto per rendere il suono più pieno anche a costo di dissonanze che, alla fine, mi piacevano e piacciono pure. Anche la mia personale 'notazione musicale' si sta perfezionando: buona parte di essa la uso ancora oggi quando devo tirare giù i pezzi   :roll: .

A 20 anni ci provo con un blues: non amo il blues e non lo sento mio, ma un giorno ascoltando un brano dei Queen, Dreamer's Ball, c'era dentro un accordo stranissimo e il pezzo aveva un sapore vagamente jazz-blues alle mie orecchie che mi piaceva, quindi ho preso quell'accordo ed ho cercato di scrivere un brano che si ispirasse a quel mood particolare.



Noterete che stavolta c'è anche il testo, di una banalità disarmante, ma di più non sapevo e non so fare (se non ricordo male ho scritto solo un altro testo di un'altra canzone); in soli due anni dalla mia composizione precedente, che non è comunque la mia prima, gli accordi si sono complicati parecchio - altro che i power chords che amo usare adesso - e l'accordo strano, che era la sfida che mi ero posto, è il La + che altro non è che un La maggiore con un fa naturale. Ecco il testo in tutta la sua banalità con anche la mia mania, che conservo tuttora anche quando leggo i libri, di segnare quando faccio le cose.



Questo brano, dalla struttura degli accordi così complicata per me, l'ho sempre considerato un po' come il vertice delle mie capacità creative in ambito jazz-blues e quindi anni e anni dopo ho ripreso questo stesso foglio e l'ho trascritto sul sequencer della mia tastiera Korg T3 per finalmente sentire come sarebbe potuto suonare così come io l'avevo pensato; dal file MIDI ho pure stampato lo spartito con chissà quale programma free.



Noterete che il brano l'avevo composto sì con la chitarra, ma avendo in mente altri strumenti che con un sequencer ho potuto programmare e quindi in parte passare dall'immaginazione alla 'realtà virtuale' sonora. Qui viene fuori un'altra mia caratteristica: non penso quasi mai alla chitarra quando compongo, ma penso alla musica e la chitarra, quasi sempre, la sento come un limite; la tecnologia moderna mi ha permesso di superare in parte questo mio limite e quindi di ascoltare con le orecchie quella musica che spesso ho scritto solo pensandola. Ho scritto anche un concerto per orchestra ed uno per pianoforte ed orchestra, robetta sia chiaro, ed ho potuto ascoltarli dopo anni di programmazione sul sequencer. Lo so, son malato! Ecco una pagina interna a caso del brano jazz-blues dal quale ho depennato completamente il testo lasciando al sax il compito di fare la melodia del 'cantato'.



Ma quando si è giovani si ha molto più tempo per suonare, comporre e quindi scrivere sulla carta la propria musica; almeno una cosa sono riuscita a concluderla ed è questa qua sotto.



Il mio nome è sempre stato oscurato dal sottoscritto per ovvie ragioni: non voglio che la neurodeliri mi rintracci! Questa è la fotocopia dell'originale che ho sempre in quei cassetti ed è un lavoro abbastanza grosso che mi ha tenuto compagnia per un po'. Apro ancora una pagina a caso.



Anche questo mio lavoro, nato per essere suonato solo alla chitarra classica, ha poi subito un mega-arrangiamento sul sequencer subendo orchestrazioni varie; ma questa storia mi sa che ve la racconterò un'altra volta e magari vi farò ascoltare qualcosa.

 

Ho detto 'magari'!

sabato 9 agosto 2014

a m’arcord – naturalmente non poteva essere la fine!

Giuro: non l'avevo premeditato anche perché cosa potrebbero mai restituire due piccoli cassetti del comodino   :? ?

Tanto per iniziare la scaletta completa di una stagione estiva del mio mitico gruppo anche se sulla sigla ho dei grossi dubbi visto che ne suonavamo sempre un'altra.



Come vedete prima dell'avvento del PC era un lavoro 'manuale' fatto dal sottoscritto; di solito arrivavamo sino alle ultime 5 ed avevamo già sforato con il tempo e quindi ne suonavamo una, di quelle 5, a rotazione anche se Highway Star era spesso richiesta dal pubblico. Peccato non riesca a ricordare l'anno...

Poi son saltati fuori i miei orologi che invece di buttare, conservo e non chiedetemi il perché.



O, meglio, so il perché: sono ricordi! Ne manca almeno uno all'appello, era della Camel Trophy, prima o poi salterà fuori; pensate che quello con la calcolatrice viene dall'IRAN, mio padre ha lavorato lì per una decina d'anni, ed era quello che usavo al liceo   O_o .

Poi il mitico portachiavi che tanto stupore ha causato alla moglie.



Quindi una cosa che i giovincelli pubblicizzano come un'invenzione geniale moderna e che invece io avrò già minimo da una trentina d'anni.



Mai realmente usato e sulla cui utilità dubito molto al di là dei giudizi positivi dell'amico 4roses.

Ma quanti di voi conservano un ricordo del 1980? Io sì!



Il 'pazzo', cioè io, partecipò al concerto portando una propria composizione per chitarra classica e flauto, suonato da un mio amico-compagno di classe: certo che ne avevo di 'faccia-tosta'!!!!!!! Da qualche parte ho ancora la partitura e l'avevo anche trascritta in MIDI, magari ve la farò ascoltare prima o poi. Ora in quella scuola ci lavoro e il teatro del 'misfatto' mi ha visto altre volte sul palco, ma con la chitarra elettrica e, quest'anno, come invitato speciale per festeggiare i proprio primi 25 anni di insegnamento!

Ma passiamo a cose più serie: Son quanto mi dai per questi?



:lol: :lol: :lol:

Caso mai arrivassero altre strato o dovessi fare manutenzione alla tua...     :roll:

Ma per concludere ecco qualcosa di interessante; non li ho conservati tutti, ma direi che un buon 80% c'è!



Manca di sicuro quello di Mike Stern a Cremona, Jeff Beck a Sarnico o Lovere, la memoria..., ed altri, ma quelli importanti ci sono come quello indimenticabile dei Rainbow al Palalido dove ebbi l'ultima e unica occasione di vedere Blackmore in formato rock con la formazione dei Rainbow, appunto, in una performance memorabile. Nel bis suonò BURN: non  l'ho ancora dimenticata e penso stiano ancora tremando i muri della struttura!

Rimangono poche altre cose da mostrarvi, ma la prossima volta e sono molto 'personali' e quindi poco interessanti.

venerdì 8 agosto 2014

a m’arcord – che sia la fine?

Molti di voi a questo punto si saranno chiesti: ma che razza di cassetti hai?



Come potete vedere niente di eccezionale, sono quei tipici cassetti che stanno sotto un letto singolo e non sono neppure profondi come tutta la larghezza del letto. Sono già stati riparati dal sottoscritto tempo fa in quanto il fondo aveva ceduto: ora sapete anche il perché visto che contenevano di tutto e di più! Tra l'altro sono in frassino come la strato natural... dite che ci esce un bel manico da quel legno   :eek: ? Se Brian May ha fatto la sua chitarra da un caminetto io non posso farla da un cassetto?

A dire il vero quello che avete visto sinora era la parte minore del contenuto di tali cassetti perché... vi ricordate che vi avevo detto che in fatto di lettura sono 'bulimico'? Questo non riguarda solo i libri e le parole, ma anche la musica e le note ed infatti la maggior parte dei cassetti era occupata da spartiti.



Come potete vedere c'è di tutto e di più; anche qui un piccolo patrimonio in soldi dato che la musica stampata non costa poco! Tra l'altro qui conservo solo circa 1/3 degli spartiti che ho, in cantina ne ho almeno il triplo: roba accumulata negli anni addietro. Se vi sembro schizofrenico nelle mie scelte aspettate di vedere l'altra parte di spartiti che c'era in tali cassetti.



Sì, sono di meno, ma solo apparentemente dato che, sempre in cantina, ne ho un'altra carrettata! Insomma: quando si tratta di musica io non distinguo molto tra 'vecchio' e moderno, sempre musica rimane. Tra l'altro ho anche partiture orchestrali, una l'avete vista nel video dell'Inno alla gioia di Beethoven 'tirato giù' proprio dalla partitura orchestrale della Nona sinfonia, concerti vari etc. Ho passato estati con il giradischi che suonava ed il sottoscritto a seguire la musica sugli spartiti per cercare di imparare la differenza vera che c'è tra un musicista 'vero' e un bifolco come me; non vi dico quanto Bach ho ascoltato che penso che nemmeno lui si ascoltasse tanto   :-) . Che sia il caso di fare un video anche su questo?

Per ora chiudo qua, non dovrebbe saltare fuori più nulla anche perché mi mancano solo i due piccoli cassetti del comodino e quindi in poco spazio non credo ci sarà altro da 'scoprire'.

giovedì 7 agosto 2014

a m’arcord – anche questo c'era ed ho tenuto!

Ve l'avevo detto che non avevo finito? Ed infatti ecco cosa è saltato fuori ancora.



Questo è tutto originale ed intonso, preso ad un loro concerto a Milano, insieme ad un portachiavi ritrovato proprio ora e osservato con compassione dalla moglie, in quello che una volta si chiamava PalaTrussardi (causa di una mega-gaffe in una classe non mia in quanto cominciai a parlar male della famiglia Trussardi e della loro politica dei prezzi dei jeans etc. ... poi uno degli studenti mi disse di essere 'Trussardi', 'quel' Trussardi   :-) ) Non so come si chiamano queste pubblicazioni 'ufficiali' che accompagnano un tour, ma è pieno di belle immagini.



Adesso fate attenzione all'immagine in alto a sinistra, questa.



Osservata bene? Pronti... ma proprio pronti...



... io vi avevo avvertito! Già, questa è la camera in cui giro i video ed è l'unica parte della casa che non è mai cambiata, se non in parte, dal 1980 ed infatti è uno sfacelo totale. Era la camera matrimoniale dei miei genitori, poi se ne sono andati tutti tra lutti e matrimoni ed è diventata la mia camera quando ho abitato solo, per 8 anni: si è accumulato dentro di tutto e di più ed io ho fatto le 'aggiunte' alle pareti. A dire il vero io vivo ancora il 90% della mia vita qua dentro in una stanza che ha la carta da parati che si sta staccando, la moquette con i buchi e il pavimento che sta cedendo: erano tutte idee di mia madre, tappezzeria e moquette sono retaggio di altri tempi, e ormai devo rifarla da capo, ma è dura lasciare così tanti ricordi e sto rimandando ad libitum quel momento. Quindi la camera è un pasticcio di arredamento serioso e aggiunte mie; voi vedete sempre la parte seria nei miei video: quella con la laurea, i due dipinti e il PC, insomma dove vivo e lavoro. Ma io quando parlo in realtà vedo tutt'altro. La bandierona non ricordo più da dove venga, ma avevo (e forse ho, ma ho perso il controllo di alcune zone della camera) anche una maglietta uguale. Anche i poster non esistevano mica, era roba inglese non si trovava nulla in Italia e allora? E allora esisteva il 'fai-da-te'. Ho fatto una foto ad una foto e poi l'ho fatta ingrandire su carta fotografica Kodak: avete idea del prezzo? Meglio che non ve lo dica, ma così spendevo quel poco che guadagnavo con i miei concerti ed avevo qualcosa di unico, tanto per cambiare. Quello sotto Blackmore sono, io in concerto, con una strato che non ho più che è esattamente lo stesso modello che ha ora Son of Aleric, ma con battipenna e plastiche nere cambiate da me. Ma torniamo alle immagini della brochure.



Altra immagine ed altra parete della camera :lol: .



Ormai il trucco è svelato e quindi non rimane molto da dire se non che quello a sinistra è Blackmore mentre quello a destra sono io, caso mai qualcuno si confondesse   :roll: . Sotto un'immagine anche dei Deep Purple dei bei tempi che furono, sempre presa da un libro con la tecnica della 'meta-foto', e a lato due immagini con il mio gruppo storico. Noterete anche che ho qualcosina di Stephen King... contati velocemente da qui sono 48 libri suoi: praticamente lo mantengo io! Sempre sulla brochure c'è un'immagine che mi piace molto perché fa venir fuori tutto l'umorismo dell'Uomo-Nero.



Riesce a far spettacolo anche senza chitarra!

Vorrei puntualizzare che io sono una persona seria, molto seria, quasi triste, al punto che i miei alunni dicono che non rido mai, al massimo sorrido delle mie battute durissime quasi sempre auto-ironiche. Insomma, non sono una persona 'leggera', neppure nel fisico, e non ho idea del perché poi abbia una camera così che rimando di anno in anno dallo smantellare anche se quasi ci siamo, anzi, in parte lo sto facendo. Quindi da persona seria poteva mancare questa?



Certo che no! E così ho perso del tutto la mia credibilità e il rispetto altrui; pensate che sono già un paio d'anni che sto meditando di farmi la T-shirt con la copertina di Made in Japan!

E così ho finito? Macché, sono solo al primo cassetto!

mercoledì 6 agosto 2014

a m’arcord – cosa ho tenuto!

E dopo la spazzatura è giunto il momento di dire cosa ho comunque tenuto perché troppo importante per essere buttato; importante a livello sentimentale, sia chiaro   ;-) .

Ho tenuto alcuni dépliant o brochure, come si chiamano adesso, degli anni '80, periodo in cui ne facevo incetta per vedere cosa non potevo permettermi. Visto che ero (ero?) senza soldi ecco che mi ritrovo con un catalogo Squier degli anni '80 con le bellezze di allora.



Se avessi avuto i soldi per comprarmi una Squier di quegli anni oggi varrebbe una fortuna: di sicuro più di una pari età della Fender! Stiamo parlando delle Squier fatte in Giappone con una cura tale da surclassare 'mamma-Fender'; ma quando si tratta di affari io ho il fiuto al contrario e quindi niente Squier e niente pezzo pregiato nella mia collezione.



Ma i più smaliziati di voi avranno notato sullo sfondo che ho anche un catalogo Fender originale dell'epoca, 1982 per l'esattezza: ricordo ancora quando lo trovai nel 'mio' negozio - oggi è ancora quello anche se si è trasferito da un'altra parte della città - e riuscì ad accaparrarmi una delle pochissime copie a disposizione: che tempi!



Non chiedetemi perché sia in spagnolo: non l'ho mai saputo e capito! So solo che l'avrò sfogliato migliaia di volte fantasticando su quelle immagini di Stratocaster; lo so, ora ho più di 50 anni e la cosa fa sorridere, ma allora era così: si sognava! Anche il fatto che si aprisse in quel modo 'scenografico' era leggendario per un ragazzo come me che pure aveva più di 20 anni: ma una volta 20 anni erano tali e non come oggi che è come se si fosse già fatto e provato tutto nella vita.



Vedere tutti quei miti con una Fender in mano, alcuni neppure sapevo chi fossero, era un po' la prova che avere 'quella' chitarra era un po' come far parte della storia. Immagini simile anche sul retro del catalogo.



Alcuni di questi tizi sono ancora in attività, altri spariti nel nulla, altri morti: comunque sono 'storia'!



Mai capito perché manchino alcuni mostri sacri del calibro di Jeff Beck, David Gilmour e Ritchie Blackmore: boh! In compenso c'è già Steve Morse: ma...!



Era l'anno in cui Fender iniziò a reintrodurre gli strumenti storici con la serie Vintage: ecco LA Telecaster in tutto il suo splendore!



E poi c'era lei: LA STRATOCASTER in tutta la sua magnificenza e splendore!



La Stratocaster, LA CHITARRA ELETTRICA, punto!

Ancora oggi non mi sono stancato delle sue forme e del suo essere così... così 'bastarda' da suonare, ma unica nel feeling. Naturalmente ero giovane e la fesseria l'ho fatta: dalla pagina precedente ho ritagliato l'immagine della strato del '57 . Perché ho fatto una fesseria tale? Perché era la Strato con la tastiera in acero che per me rimane la tastiera della Strato! Ho trovato l'immagine della pagina mancante sul web: eccola.



Ma, mi ripeto, perché ho fatto una fesseria del genere? Semplice: l'immagine della chitarra ritagliata l'avevo attaccata sulla vetrinetta della mia libreria in modo da averla sempre di fronte a me e continuare a sperare e sognare di averla. Ora la mia RollingCaster è praticamente 'quella' chitarra anche se è forse quella a cui sono meno affezionato e sempre in procinto di darla via per avere un altro palettone  :eek: !

Ma la pagina più guardata era un'altra, era questa qua.



La Walnut Strat era per me libidine visiva pura: il legno a vista... sapete quanto ami la strato natural, questa era ancora più da ricchi, da nababbi proprio. Certo, le meccaniche dorate fanno un po' 'cafone', oggi la penso così, ma anche molto lusso sfrenato ed in tempi di povertà, allora come oggi, sognare era ed è l'unica cosa che resta. Poi... poi c'era quel circuito elettrico con 9 suoni diversi: il mitico circuito della Strat!



Nel gennaio del 1984, quindi poco dopo, riuscì ad avere la mia prima strato, quella tutta modificata e massacrata, e tanto ho fatto e disfatto che direttamente da Casale Bauer sono riuscito ad avere lo schema del circuito elettrico della Strat: una fotocopia che conservo ancora gelosamente dato l'estrema difficoltà per averla, forse l'ho mostrato nel mio video. Alla fine quella mia prima Stratocaster ha proprio il circuito elettrico della Walnut Strat e poco importa se alla fine non lo uso mai, è come avere un pezzetto di quella chitarra vista e sognata su quel catalogo.

Ma dal mio lavoro di 'pulizia estiva' è saltato fuori un altro catalogo immortale: tadà!!!!!!!!



Bello, vero? Stavolta aprendolo però c'è qualcosa che mi riempe di orgoglio.



Stavolta la fesseria non l'ho fatta e la mitica JCM800 2210 è ancora qui con me anche se a riposo, momentaneamente :roll: . Ogni tanto penso di venderla, ma ho così tanti ricordi legati a quel cassone...



Ma c'è dell'altro? Certo che c'è, ma ne parlerò la prossima volta.

martedì 5 agosto 2014

a m’arcord - cosa ho buttato!

Amarcord è oggi una parola della lingua italiana che indica il ricordo nostalgico, il parlare in modo malinconico di momenti ormai lontani nel tempo.
Originariamente, però, il termine viene dal dialetto romagnolo “a m’arcord” che vuol dire “io mi ricordo“. L’uso a livello nazionale della parola e il suo nuovo significato è arrivato con l’omonimo film di Federico Fellini nel 1973.

In che senso lo userò io? Direi tutte e due: fate un po' voi   :roll: !

In questi due giorni ho messo un po' d'ordine in camera mia: tranquilli, ho detto un po', mica che l'ho messa TUTTA in ordine! Non facevo questa cosa da... 12 anni? Mi sa che sono di più... va beh, è saltato fuori di tutto. Alla fine si è trattato solo di mettere a posto la scrivania, quello che c'è vicino al PC, un mobiletto e due cassetti che si trovano sotto il letto: è saltato fuori di tutto, ma proprio di tutto! Persino un braccialetto d'argento rotto che è probabilmente l'ultimo regalo che mia madre mi fece prima di andarsene quasi 30 anni fa; è in condizioni pietose, ma c'è ed è stato un tuffo al cuore rivederlo tutto ossidato con anelli mancanti (trovati pure quelli sotto il letto). Ho scoperto tantissime altre cose di cui avevo perso proprio la consapevolezza; naturalmente non starò qui ad elencarle tutte, ma per sommi capi sì.   :razz:

Da uno dei cassetti, che avendo davanti il comodino non si apre mai, è saltata fuori roba informatica veramente antidiluviana di cui penso ben pochi ricorderanno anche solo lo scopo e l'utilizzo. Guardate un po'!



Solo i più datati di noi sanno che sono; pure i 10 dischetti della versione 6 di Word ho trovato: mi erano costati un patrimonio. Buttato via tutto: o metto su un museo - in cantina ho un IBM 286 con video monocromatico che non ha disco fisso perché funzionava con due floppy disk da 5.25 - o devo buttar via qualcosa. Fatto fuori pure il 90% delle cose che riguardano il volo simulato, altra mia grande passione: quindi joystick più manetta della Saitek e trakIR pagato una fortuna - un aggeggio che seguiva lo spostamento della tua testa e lo riproduceva sul monitor del PC all'interno del cockpit degli aerei - in cantina avrò almeno altri 20 simulatori di volo da Strike Eagle III a Falcon4 etc., ma ormai ho smesso da anni e se mi tornerà la voglia ho sempre FSX.

Poi sono saltate fuori decine e decine di riviste e pagine di riviste: conservavo solo gli articoli che mi interessavano; ne viene fuori un ritratto di uno che in quanto a lettura era 'bulimico', mi sa che lo sono ancora: leggere non mi stanca mai e leggo veramente di tutto. Dal momento che ho buttato via tutto, ho fatto qualche foto per conservarne almeno un ricordo visivo.



Testate ormai sparite da tempo, ma a dire il vero è un destino comune a molte pubblicazioni; interessante quella a destra perché contenente due poster: uno dei Deep Purple, ma seduti e in posa (non si fa così!), e uno degli Anthrax (orrore e dannazione!) L'amico Son avrà notato anche qualcos'altro di molto interessante: guardate bene.



Notato nulla? Certo, manca il palettone: la paletta piccola con la scritta grande è una rarità degli anni 81-82, esattamente l'anno prima che prendessi la mia, e si vede anche il famigerato bullone, sempre sulla paletta, che serve a... nulla! Anni e anni dopo il buon Ritchie disse che lo mise per far impazzire tutti affinché si chiedessero il suo scopo: umorismo inglese. Anche gli alberini abbassacorde in grafite sono una rarità: però le corde sono montate proprio come piace a lui in quel modo scomodissimo senza tagliarne l'eccesso, tra l'altro su meccaniche Shaller, le sue preferite. Io dal vivo non l'ho mai vista usare questa chitarra (anche se poi in un video ne mostra una nera con paletta piccola che sostiene essere quella con cui ha registrato quasi tutti i soli dei suoi dischi) e penso sia una specie di burla del buon Ritchie ed infatti all'interno della rivista...



... mai fidarsi dell'Uomo-Nero!

Altre riviste ed altre pagine strappate per essere conservate; non è feticismo: una volta l'unico modo per 'vedere' i nostri eroi erano le foto sulle riviste e quindi o si conservavano o le immagini andavano perse. A molti di voi sembrerà incredibile, ma c'è stato un tempo in cui Internet non esisteva eppure la gente viveva lo stesso.



Quanto ho desiderato la strato a sinistra, ancora me la sogno e nessuna delle mie è così: ormai ci ho rinunciato, rimarrà uno dei pochi sogni irrealizzabili.

Altro foglio sparso che arriva da chissà dove, ma interessante perché si vedono i pickup con le 'barre' che dovrebbero essere i Bill Lawrence, e il plettro di tartaruga dalla foggia particolarissima messo in un posto che non ho mai visto utilizzare dall'inglese: in alto sotto il battipenna.



Non avevo conservato solo materiale inerente a Blackmore, ma è l'unico che ho fotografato per averne un ricordo insieme a... già, il suo clone dei tempi che furono: Malmsteen. Qui sotto in una foto dove era giovanissimo, pesava almeno 30 kg. di meno   :roll:   ed una foto che usai, insieme ad un'altra che prima o poi salterà fuori, come fonte per 'scavare' il manico della mia stratocaster. Già, come già ho raccontato, usai delle foto per cercare di capire come fosse fatto quel benedetto-maledetto manico scallopped: una è questa!



Ed ora un'immagine che penso rappresenti in parte la chitarra dell'amico Son of Aleric perché la sua è in parte ispirata a questa.



Tutto finito nella raccolta differenziata insieme a tante altre cose: ho fatto 5-6 viaggi di sacchi pieni di roba, qualcosa doveva pur esserci no?

Ma allora cosa ho conservato? Tantissima roba, ma la vedremo la prossima puntata   ;-) .

 

(tra l'altro mi mancano ancora i due cassetti del comodino)