sabato 23 maggio 2015

Meeting 'blackmoriano' bergamasco

Ecco cosa succede quando tre blackmoriani DOC si incontrano in quel di Bergamo!



Al centro la vera protagonista della foto: la mitica JCM800 che ancora si accende e con la quale ho rischiato la denuncia per 'volume osceno' (comunque quello a destra nell'immagine è un avvocato). Alle spalle del mito ci sono io con, alla mia sinistra, il mio roadie virtuale, il grandissimo Son of Alerik, ed alla mia destra Law Hunter o Miracle Man a seconda di cosa preferite.

E la Squier nera? Era la mia ed ora è dell'avvocato; rimane nelle mani di un 'blackmoriano' e tanto mi basta: di sicuro ne farà buon uso. Già che c'ero ho provato la sua Fernandes 'giallo pecora', che colpevolmente non ho fotografato, che si è dimostrata un'ottima chitarra con solo un manico un po' 'colloso', ma comunque suonabile.

La strato del bù è stata pure oggetto di curiosità e, tra l'altro, porta la 'firma' di Son che ha potuto constatare che sul retro della paletta c'è il logo creato da lui per me (e non è l'unica ad averlo).



Sì, la foto è mossa perché Law Hunter era scatenatissimo e Son osservava più che divertito; peccato solo che Son non abbia voluto provare nessuna delle strato: sarà timido?

L'altro momento 'mistico' è stato quello in cui si è materializzata la Strato del '74.



Quasi ai miei compari è scesa una lacrimuccia dalla commozione, ma l'avvocato non ha perso tempo e ci ha dato dentro a più non posso.

A proposito di commozione e di emozioni, devo dire che all'inizio passare dal 'virtuale' al 'reale' è stato realmente emozionante perché noi della vecchia guardia alla fine le persone le vogliamo conoscere, non ci bastano i nickname e così le chitarre le vogliamo 'toccare' e non solo immaginare. Vedere Law e il mitico Son dal vivo, 'LIVE', è stato veramente emozionante; passato lo stupore iniziale ho acceso il Blackstar, due riff di Blackmore e si è cominciato a parlare la stessa lingua. Tra l'altro i due 'loschi figuri' hanno potuto vedere con i loro occhi il 'set cinematografico' dei miei video, saranno rimasti stupiti della pochezza del tutto e del 'fatto in casa' alla buona, ed ascoltare il Blackstar dal vivo potendo così confermare e/o smentire la fedeltà o meno delle mie registrazioni - compreso il pedale da 35 euro che secondo Son ha un suono più bello dell'OD del combo.

Alla fine ho deciso di utilizzare anche il flash della macchina fotografica - che prima non ho voluto usare per non falsare i colori delle chitarra con l'unico risultato di rendere il tutto molto, troppo, granuloso - per immortalare ancora l'avvocato alle prese con un'arringa delle sue.



Blackmore sarebbe fiero di noi! (non tanto per le nostre scarse capacità, ma per la passione)

venerdì 8 maggio 2015

Un piccolo scherzo

Una volta su un forum si parlava tanto di Fender Signature e di come mi piacesse modificarle ed alla fine è saltato fuori uno che mi ha fatto questo simpatico regalo. Sembro o non sembro 'uno-di-quelli-veri'?



Comunque c'è poco da ridere perché Strato più 'personalizzate' di questa è dura trovarne!

giovedì 7 maggio 2015

Ancora per sfizio

Restituito l'Archer, che comunque aveva un bel suono, ma che poco si 'sposava' con gli altri miei OD ed era un po' troppo fuori budget, oggi mi son preso lo sfizio di provare anche l'Ac-Tone della Martin, quello che vedete qua sotto.



Cominciamo subito con il dire che è molto, ma molto più gestibile del suo fratellone Plexitone, quello giallo provato tempo fa che è finito nella pedaliera dell'altro chitarrista con cui suono. Cosa abbia del VOX onestamente non lo so, mai potuto provare un Ac-30 tirato a dovere, ma ci tiri fuori un suono alla Status Quo invidiabile e, sparandolo tanto, molto vicino al Brian May-sound. Ma la sorpresa, ancora una volta, è quanto questo pedale suoni simile al Boss Combo Drive; differenze ce ne sono, sia chiaro, ma veramente non abissali: al 75% sono simili e comunque si capisce che vogliono ispirarsi a 'quel suono lì'! Per assurdo il Boss è più versatile, ha molto più gain, e una sezione tono con due controlli che aiuta di più a 'scolpire' il suono; il Carl Martin è più granitico e meno moderno come suond anche se con il cut, cioè il tono, al massimo può veramente 'trapanare' le orecchie pure lui per gli acuti tipici VOX.

Considerando il prezzo dei due pedali da nuovi direi che probabilmente avrei scelto il Carl Martin per il suo suono più ampli-like, ma avendo già il Boss, preso usato, il gioco forse non vale la candela; tenendomi il Boss ho probabilmente meno qualità, gli acuti sono un pelo 'fuzzosi', ma, incredibilmente, si pulisce meglio con la manopola del volume anche se sarebbe meglio dire che si schiarisce di più. Quindi al 90% il Boss rimane in pedaliera e il suo possibile sostituto torna in negozio e questo non me lo sarei mai aspettato. Mi riservo un'altra prova domani spingendolo con il Micro Amp plus per vedere l'effetto che fa.

In tutta onestà devo dire che da quando nel Celestion ho messo il V30 il Combo Drive suona un pelo peggio e non riesco più ad ottenere quel suono alla 'Made in Europe' che il vecchio cono del Blackstar mi restituiva, motivo per cui cerco qualcosa di meglio. Ma ieri sera alle prove - tra l'altro abbiamo perso la cantante per motivi suoi di salute e forse anche altro di cui non voglio sapere - ho praticamente suonato un brano dei Toto (chitarra ritmica, l'unico solettino non lo faccio io) usando solo il Combo Drive come OD e pure con un leggero delay e flanger sempre inseriti: un suono molto lontano dai miei, ma molto anni '90 che era praticamente perfetto per il brano. Boh!

martedì 5 maggio 2015

Provare per sfizio

Sì, sì... lo so a cosa state pensando: avevo detto che era finita, ma la curiosità mi era rimasta e quindi l'ho provato, anzi: lo sto provando.



Cominciamo con il dire che questo 'clone' del Klon è forse quello con la grafica più indovinata e vi assicuro che pesa come un macigno anche se è più piccolo degli altri pedali. Ma come suona?

Bene, non c'è che dire e non è così medioso come mi aspettavo o come era, ad esempio, il Soul Food della EHX che anche lui vuole essere un 'clone' di quel famigerato pedale 'mitologico'. A basso gain colora leggermente il suono di medie gonfiandolo, ma mai troppo; salendo diventa più un overdrive, ma mai esagerato. Ottima la manopola Treble ed anche quella del volume, output: ce n'è più che a sufficienza.

Ho provato ad usarlo al posto del MicroAmp plus come booster ad inizio catena ed è ottimo: peccato che la sua natura più da OD fa sì che appena inserisco un OD spinto dopo, tipo Crunch Distortion, il fruscio sale alle stelle: e dire che il gain era appena ad ore 9 se non sotto. L'avevo già notato facendo altri paragoni tipo Soul Food e simili: il MicroAmp plus è di una silenziosità veramente notevole! Alla fin fine ottengo qualcosa di simile anche con il MicroAmp plus anche se quella puntina di medi all'MXR manca ed è meno compatto, ma più hi-fi. Ho quindi provato ad usarlo al posto del Blues Mood della Mooer che è un po' il punto debole della mia pedaliera: suona meglio specie a basso gain, ma se lo metto in stack con lo Sweet Honey ottengo sì più medi, ma si ingolfa un po' di più. Il Mooer rimane sempre più aperto e se metto lo switch del Blues Mood su Fat e chiudo il tono arrivo per l'80% ad avere lo stesso suono con un po' di gain in più a favore del pedale blu. Quello che l'Archer ha sempre in più rispetto ai pedali che ho è una certa rotondità, suppongo data dai medi, ed una compattezza sugli accordi veramente notevole.

Vale la pena spendere poco più di 200 euro per avere quel 20% in più rispetto a quello che già ho?

martedì 28 aprile 2015

Vediamo chi è bravo...

... e capisce che cosa ho combinato stavolta.



Lo so, non serve a nulla, ma è un deterrente a possibili futuri cambiamenti!

venerdì 17 aprile 2015

BreVigilius - 5

Quasi ci siamo, abbiate fede e vedrete che vi liberete di me e dei video sulla pedaliera! ;-)

martedì 14 aprile 2015

Oggi è così!

Cominciamo con il dire che oggi è il compleanno di un tale Ritchie Blackmore: 70 anni, mica noccioline! Il web è pieno di auguri con immagini interessanti del passato e del presente, video, alcuni anche rari, e menate varie e quindi non c'è nulla che io possa dire o aggiungere; quindi taccio!

Invece dico che stasera ho le prove ed ho cercato di fare quello che avevo anticipato nel post precedente e cioè spostare il poco utilizzato riverbero; ho poi recuperato una vecchia conoscenza che può sempre servire e... basta guardare e poi magari, dopo le prove, spiegherò tutto in un altro video per vostra somma sventura!   ;-)

Come vedete è una soluzione ancora di fortuna con cavi un po' volanti, ma prima di fissare voglio essere sicuro che certe cose funzionino.

domenica 12 aprile 2015

WIP

No, non è un errore, c'è proprio scritto WIP che sta per 'work in progress'; 'lavori in corso' mi pareva di averlo già usato e quindi ho voluto cambiare un po': cambiano gli accidenti, ma non la sostanza (linguaggio aristotelico). Stamattina ero sveglio alle 6.30 e pensavo che il riverbero non è che lo usi così tanto ed allora cosa ci fa in prima fila? Certo spostarlo vuol dire far fare ai cavi dei giri assurdi, ma... proviamo!   :-)



Chissà che pasticcio uscirà, ma 'tentar non cuoce' come dicono i cuochi!   :-D

giovedì 9 aprile 2015

Provare e capire...

Come annunciato nel post di ieri la pedaliera, utilizzata in sala prove, mi ha fatto capire che un Vibe non è che mi serva poi a tanto nel repertorio che ho, anche alla luce del fatto che ho a disposizione un phaser bello come quello del Marshall Regenerator. Strano destino quello del Regenerator: preso quasi per scherzo, finito 'scartato' un po' di volte, in attesa di qualcosa di nuovo e più performante, alla fine me lo ritrovo sempre in pedaliera come irrinunciabile. Quindi? Quindi altro piccolo cambio per fare altri test anche se non vedo il gruppo sino a settimana prossima.



Proviamo l'I-ODS anche se non ce lo vedo benissimo in mezzo a tanto rock, purtroppo americano, e un po' di pop; sono sempre convinto che un'altra modulazione sarebbe carina, ma quale? Ho passato tutto il pomeriggio ad ascoltare il flanger ed in certe occasioni non sarebbe male - mi piace specie sui puliti e non quel 'jet flanging' alla Van Halen che mi stanca subito - anche se sulla carta il chorus sarebbe il più centrato nel repertorio suonato. Ma il chorus non mi fa impazzire più di tanto, non tutti almeno: quindi rimango nel dubbio. In alcuni momenti di delirio totale ho anche avuto la tentazione di riprovare un compressore per darmi una mano sui puliti: ma a me piace leggero leggero, quasi inudibile... o forse non mi piace proprio, di certo è difficile da regolare e questo l'ho già provato a mie spese.

Nel mio girovagare su Youtube comunque il pedale che mi ha colpito di più è stato il BOSS DM-2 Waza Craft: te pareva che non fosse un delay!   :eek:

mercoledì 8 aprile 2015

Pedaliera prêt-à-porter

Letteralmente 'pronta da portare': dove? Basta guardare il video   ;-) .

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martedì 7 aprile 2015

BreVigilius - 3

Smentendo clamorosamente la foto di ieri ecco a voi le 'pulizie primaverili'!

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lunedì 6 aprile 2015

Piccolo scambio

Ne ho trovato uno usato e quindi ... vediamo se così è più funzionale: mal che vada torno indietro.

mercoledì 1 aprile 2015

Blues Driver test

Non è un pesce d'Aprile e posto oggi solo perché ho un attimo di tempo. Fatto giro nel solito negozio e trovato, nell'usato, il Blues Driver Waza Craft dell'altro chitarrista: quasi quasi lo provo. Di fatto ho il Mooer Blues Mod che è il suo clone, anzi il clone del BD-2 con modifica Keeley; ma la 'mossa' del Waza Craft altro non è che la stessa BOSS che vende i suoi pedali 'moddati' da se stessa   ;-) . Mi son detto che sicuramente suonerà meglio del suo clone e poi avrei finalmente un BOSS in pedaliera dopo che ne parlo tanto bene, anche se nessuno per ora è stato promosso al rango di pedale ufficiale (il Combo Drive è sempre vicinissimo alla promozione). Così l'ho messo in pedaliera nello spazio che uso ora per fare le prove dei pedali nuovi - sarebbe il posto del phaser che ho ordinato prima di Natale, ma non arriva più e tra poco escono le nuove modulazioni della TcElectronic e mi sa che il piano iniziale salterà - ed ha preso il posto del Soul Food che alle ultime prove ha quasi perso definitivamente il confronto con il Micro Amp plus.



Ho regolato i due pedali uguali e fatto il test: identici!!!!!!!!!!!!!! Ho poi provato a smanettare in tutti i modi possibili e immaginabili con regolazioni anche improbabili, ma a regolazioni uguali io non riesco a distinguerli minimamente. Sono rimasto letteralmente 'di stucco' come si suole dire; ma il clone non dovrebbe essere peggio? Specie ad alti volumi e regolazioni estreme? Com'è che sta scritto così su tutti i forum? E dire che alle prove ho sempre usato il Mooer e nessuno mi ha mai detto nulla, anzi... Ho poi provato la modifica Keeley del Mooer - sul pedale è chiamata 'fat' anche se io lo uso sempre su 'bright', giusto per non smentirmi - confrontandola con la 'Custom' della serie Waza Craft: qui una leggerissima differenza c'è, ma al 95% suonano identici. Forse il Mooer è leggermente più 'grosso', sembra avere più 'ciccia' sui bassi; sorpreso anche qui e non di poco, ma probabilmente la stessa Boss avrà avuto il pudore di non 'copiare', questa volta tocca a lei, la modifica al 100%. In un blind test non li distinguerei affatto: allora? Allora i reali vantaggi del Blues Driver sono le manopole più accessibili e visibili oltre alle dimensioni più grosse (per qualcuno potrebbe essere un difetto, ma io lo preferisco 'big'): tra l'altro ritengo la forma del pedale Boss, con il suo switch, la migliore in assoluto. Passare dalla modalità 'normale' a quella 'modificata' invece è molto più comodo sul Mooer: il Boss ha una piccola levetta situata in una posizione scomodissima.

Considerando che il Boss usato costa ancora un po' di più del Mooer nuovo, ne vale la pena? Io penso proprio di no.

martedì 24 marzo 2015

BreVigilius - 2

Oggi si parla di distribuzione pedali e alimentazione: cose già sapute, ma che amo ricordare.

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lunedì 23 marzo 2015

Midnight Breakfast

I bergamaschi sanno chi sono e quelli che frequentano un 'certo' negozio riconosceranno il 'tipo' con la Squier nera. Sapete che il blues non mi piace, ma questi qua sono 'duri e puri' nel senso che ci credono veramente e poi non sono le solite 12 battute 'noiose': sono ancora di meno gli accordi!
Non mi convertono certo al blues, ma un paio di pezzi riesco ad ascoltarli: per me poi la voce è spettacolare!

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venerdì 20 marzo 2015

BreVigilius - 1

Ecco l'ultima mia follia: video brevissimo per annunciare altri video brevissimi; ragazzi: o così o pomì!   :-D

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sabato 14 marzo 2015

Così è più comodo

Ho deciso di togliere per il momento l'anti-estetico MrVibe per poter fare le prove del Soul Food con maggiore tranquillità e, soprattutto, più comodità; per 'movimentare' un po' l'immagine ho messo anche un pezzo della mia Squier soggetto della prova.



Prova che non c'è stata. Perché? Perché era pronta la cena e quindi ho dovuto rimandare tutto   :roll: .

venerdì 13 marzo 2015

Test in corso

Nel poco tempo a disposizione sto provando il 'Klon dei poveri' ovvero il Soul Food della EH per vedere se riesco ad usarlo come boost all'inizio della catena al posto del MicroAmp plus; sulla carta il suo posto è quello. Cominciamo con il dire che già che c'ero ho fatto delle prove per vedere se cambia qualcosa nell'usarlo in true bypass o buffer mode - ha uno switch interno che permette le due modalità - per togliermi finalmente questa curiosità: in effetti in true bypass il suono ha leggermente meno acuti, appare più 'vellutato', cosa che ad alcuni potrebbe piacere, ma non ho riscontrato nulla di così tragico che mezza tacca di tono sull'ampli o su qualche pedale non potesse rimediare senza troppe difficoltà (fore non ho abbastanza effetti per notare un calo drastico di 'prestazioni' e poi ho i due pedali Tc anch'essi in modalità buffer). Ho quindi provato a vedere anche che differenza fa usare un boost a inizio catena per 'ravvivare' il suono, proprio in funzione di 'buffer' - come uso io il MicroAmp plus -, ed un buffer vero e proprio come quello contenuto nel Soul Food: differenze praticamente nulle! Se differenze ci sono io non le ho notate..

Messo nella sua posizione 'canonica', cioè come primo in catena al posto del Micro Amp plus, l'ho regolato proprio come si fa con il 'Klon' vero, non che l'abbia mai avuto ma è ciò che ho letto in giro sul web, e cioè con GAIN a ore 9: così dà quella leggera spinta sui medi, asciugando molto i bassi - suppongo che il Klon vero non faccia questo 'scherzetto' con i bassi -, che permette alla chitarra di avere un suono leggermente più 'nasale', ma non come il TS9, più 'legnoso'. Il gain riesco a spingerlo sino a ore 10 poi il suono diventa intubato e proprio bruttino: salendo ancora si trasforma in un OD che però non mi piace affatto. E qui parte la prima regola che nessun chitarrista segue mai: non comprare pedali che poi ti viene voglia di metterli in pedaliera e l'equilibrio che hai raggiunto va a farsi benedire! Sui suoni sporchi quella leggera spinta sui medi aiuta ad uscire sempre in un gruppo, non che ne abbia bisogno, ma suonando da soli a casa c'è sempre l'impressione che i bassi siano un po' troppo sgonfi e che tutti quei medi sono troppi anche se la chitarra sembra di colpo più 'presente', più 'viva'. Però l'ultima volta alle prove ho scoperto che il mio suono pulito, ma anche quello OD, che tanto mi piace a casa per pienezza e bassi, in realtà in un gruppo è troppo... grosso! A casa uso il Micro Amp plus per correggere leggermente l'EQ della chitarra spingendo un pelo i bassi, ore 1, e togliendo un po' di acuti, ore 11; alle prove ho dovuto fare esattamente il contrario per non rompere l'anima al bassista e quindi via i bassi, ore 11 ma anche 10, e gli acuti su ore 1, alla fine delle prove sino a ore 2 (quando le orecchie sono stanche gli acuti sono i primi a sparire: io non li avrei toccati, ma me l'hanno chiesto gli altri e potevo dire di no? "More treble" direbbe l'amico Son!).

Ho però scoperto un effetto collaterale poco carino: il Soul Food è ben più rumoroso del Micro Amp plus, sarà colpa della spinta sui medi? Non lo so, resta il fatto che quando lo uso per boostare gli altri OD il fruscio è bello presente; alla fine degli esperimenti ho scoperto che il pedale che più soffre di ciò è lo Sweet Honey che in tutte le altre situazioni è di un silenzio quasi tombale. Probabilmente i due pedali si 'odiano' perché se tutto è sopportabile con gli altri OD, persino il 'proletario' Crunch Distortion che già fruscia di suo, con lo Sweet Honey bisogna suonare sempre altrimenti il rumore di fondo è fastidioso.

Alla fine ho fatto un esperimento 'fuori di testa', uno dei miei: guardate dove ho provato a mettere il Soul Food.



Folle vero? Alla fine di tutto; naturalmente il suo lavoro lo fa in maniera totalmente diversa: non aumenta il gain, ma solo il volume. Però... però fruscia di meno, perdo meno bassi e la piccola botta sui medi c'è ancora: quasi perfetto per alzarsi nei soli. Ma è troppo fuori posto, lo capisco persino io!

Esiste una versione 'moddata' da JHS del Soul Food che aggiunge la possibilità di selezionare il germanio come OD ed una manopola per i bassi che così sarebbero regolabili in quantità; ormai introvabile sembrerebbe averlo un solo negozio in Italia, ma non risponde alla mia mail alla faccia della crisi! Altre alternative per avere un 'Klon dei poveri' ci sono, ma non a questo prezzo e poi non tutti hanno il buffer che è comunque una cosa carina da avere, specie se selezionabile.

A margine devo dire che sui puliti preferisco il suono quasi 'acustico' che riesce a dare il Micro Amp plus perché non tocca i medi, ma agisce solo sugli estremi di banda; sui suoni OD invece forse il Soul Food è meglio perché spinge un pochetto il settore giusto dei medi, ma: migliora abbastanza il Mooer Blues Mod, fa a pugni con lo Sweet Honey a livello di fruscio ed è quasi ininfluente sul Crunch Distortion. Il Phaser e il Vibe - che dovrò togliere perché messo così è un pugno negli occhi e poi proprio non ci sta, speriamo nel Viscous Vibe della TcElectronic - suonano 'molto' meglio e sono più presenti.

Naturalmente rimango nel dubbio di come e se utilizzare il Soul Food; così come ho il dubbio se veramente mi serva il Reptile 2: forse avere un delay per i puliti ed uno per i suoni OD è uno spreco. Però quando ho chiesto all'altro chitarrista, che ha dato via elCapistan per prendere il Timeline, cosa ne pensasse mi ha detto chiaramente di rimpiangere un po' il vecchio elCapistan e che il mio modo di avere i delay è alla fine più veloce da gestire. Certo che al posto di quei due T-Rex a momenti ci sta l'Alter Ego X4 (ho appena misurato e ci starebbe proprio a filo) che ha giusto 3 presets... va beh, con i delay io non troverò mai pace! Il phaser che ho nel Marshall Regenerator mi piace, forse con il repertorio che ho mi servirebbe un chorus leggero sui suoni sporchi, ma non ho spazio ed io e i chorus non ci amiamo molto.

Già che c'ero ho riprovato anche il vecchio Micro Amp: spacca di brutto! Ha quel pizzico di medi che mancano al fratellone, ma purtroppo non ha la possibilità di regolare al volo l'EQ con due sole manopole 'calibrando' così meglio il segnale di chitarre diverse. Poi, per farmi del male, ho provato anche l'I-ODS: sempre troppo chiuso per i miei gusti, ma sarebbe proprio perfetto per un paio di blues che ho nel repertorio. Ma non si può avere un pedale per ogni brano!!!!!!!!!!!!!!

AIUTO!!!!!!!!!!!!

sabato 7 marzo 2015

Un pedale di sangue blu

Ne avevo parlato giusto ieri e non mi riferivo al mio Mooer Blues Mod e neppure al pedale da cui trae origine, cioè il BOSS Blues Driver, ma mi riferisco ad un  pedale che non solo è blu di fatto, ma anche di origine dato che ricrea il canale di un amplificatore abbastanza famoso ed è realizzato dallo stesso autore di tale amplificatore: garanzia di qualità insomma!



Trovato usato nel 'mio' negozio di fiducia non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di provarlo con la chiara intenzione di tenerlo. Bogner è sinonimo di qualità ed infatti il pedale è veramente robustissimo a vedersi: il pannello frontale lascia intendere tante possibilità di regolazione e quindi potrebbe veramente essere l'OD o distorsore di 'sangue blu' che cercavo e che manca nel mio arsenale.



Ma mi manca davvero? Forse il primo errore l'ho commesso proprio qui e il secondo è quando continuo a restare 'affascinato' leggendo il nome 'Plexi' da qualche parte su un pedale; la Plexi è la testata Marshall più osannata del rock ed ogni volta che vedo scritto o so che un pedale in qualche modo si rifà a quel modello... ebbene ci casco e voglio provare. Mi convinco sempre di più che il Plexi-sound forse non è il 'mio' suono.

L'idea era di sostituire il Crunch Distortion con qualcosa di veramente rock di qualità assoluta; il pedale nuovo costa uno sproposito: raramente si trova nuovo a meno di 300 euro, cifra per me non giustificabile nonostante la qualità. Comunque sia è usato e quindi starei sotto quella cifra anche se per me sempre troppo visto che ci avviciniamo parecchio ai 200 euro che, secondo me, è il prezzo forse più giusto del pedale. Ancor prima di inserire i jack ero pronto ad una resa incondizionata del rosso Joyo Crunch Distortion: come è possibile che un pedale da 35 euro possa sostenere il confronto con uno da 300? Non esiste possibilità alcuna che il duello sia alla pari. Che la 'demolizione' abbia inizio!

A parte la differenza macroscopica delle dimensioni, la prima cosa che balza 'alle orecchie' è che il crunch distortion appena inserito anche con il GAIN sotto la metà, come lo uso io, emette un bel fruscio anche se inferiore a quello dell'ampli con il canale OD inserito; il Bogner anche con GAIN al massimo è praticamente muto, solo inserendo il boost il fruscio aumenta, ma a livelli normali, di certo non arreca fastidio e vi assicuro che questo boost pompa e parecchio. Ancor prima di emettere un suono la 'debacle' del piccolo Joyo è annunciata e si sta consumando, ma è ora di sentir le differenze sonore. Purtroppo non ho avuto tempo di registrare e temo non ne avrò anche in futuro quindi dovete accontentarvi delle parole.

Come dicevo la parola Plexi sul pedale 'frega' perché emula una Plexi, ma in leggero crunch ed anche mettendo il GAIN al massimo otteniamo solo un clean bello sporco, ma di certo non il rock devastante che associo al nome Plexi; sia chiaro, la Plexi appena 'crunchata', orribile neologismo, ha un gran bel suono, ma mi aspettavo altro. Con lo switch su Blue le cose cambiano e di parecchio anche se non si arriva mai a dei crunch veramente esagerati. Con la Strato poi raggiungere suoni veramente cattivi non è affatto facile: messo GAIN al massimo, boostato prima dal MicroAmp plus (altro pedale veramente ben fatto, ma che sta giocandosi il posto in pedaliera con il Soul Food) e settato al massimo della cattiveria con gli switch rimane sempre definito, ma mai esageratamente dirompente. Se inseriamo il boost del Bogner allora le cose cambiano e di parecchio anche mantenendo le due piccole manopoline che lo regolano, volume e gain, al minimo; anzi, mi domando come si possa alzare ancora il volume perché anche tenendolo al minimo il risultato è una botta allucinante. Il Crunch Distortion, a confronto, a meno della metà del GAIN è già oltre e ben 'al di là del bene e del male' di questo Bogner. Di contro il Bogner ha una dinamica pazzesca: anche tutto tirato si pulisce con la manopola del volume e/o il tocco in modo sorprendente, il Crunch Distortion no, è un pedale della serie 'o tutto o niente'. Interessante lo switch variac che dovrebbe simulare il SAG delle valvole negli ampli vintage: il risultato è che si perde volume e saturazione specie sul lato Plexi. Capire cosa facciano gli altri switch è veramente roba da palati fini - ehm, orecchie fini, sto scrivendo prima di cena - perché più si alza il GAIN e più il loro effetto sparisce. Naturalmente voi direte che anni di JCM800 mi hanno rovinato le orecchie, ma vi devo deludere: una visita di un paio di anni dall'otorino mi aveva confermato che ho ancora 'nonostante l'età', come disse testualmente il dottore, un udito ottimo al punto che mi disse che 'sento quasi crescere l'erba'! (l'importante è vederla crescere da sopra e non dalle radici   :roll: ) Oggi in un centro commerciale c'era la prova dell'udito gratis e l'ho fatta per divertimento: ero sul verde in tutte le frequenze testate, ma molto sul verde e quindi gli operatori, delusi, non mi hanno neanche proposto la visita di controllo. Altra cosa strana è che il suono che esce è abbastanza legnoso e pieno di medio-basse, ma questo forse si spiega con il fatto che è stato riproposto il suono della testata Ecstasy proprio della Bogner, quindi c'è un po' 'quel suono' in questo pedale. Per trovare il 'mio' sound dovevo regolare l'EQ in modo abbastanza atipico: medi a metà, bassi poco oltre lo zero ed acuti quasi al massimo.

Vi lascio questo video che è rappresentativo del suono del pedale, dal momento che io non ho tempo di farlo.

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Voi direte che è bello cattivo, certo, ma ha gli humbucker, con i single coil è un po' diverso, molto diverso. Volete i single coil? Allora vi beccate Sam Vilo, ma occhio che quello fa suonare bene tutto, ha il pedale inserito in una testata Germino ed ho il forte sospetto che il suo pulito sia in realtà già leggermente sporco; la dinamica si sente tutta comunque, ma io non riesco a farlo suonare così bene (non ho le sue mani!)

[embed]https://www.youtube.com/watch?v=7PRZBejBAno[/embed]

Ripeto: il pedale suona benissimo ed ha forse come unico difetto quello di avere la sezione boost poco gestibile a livello di volume, ma io ne sono rimasto un po' deluso perché forse mi aspettavo altro, mi aspettavo un pedale stile Plexi pompata. In quest'ultimo ruolo il Joyo da 35 euro si comporta meglio nonostante i suoi mille difetti.

Questa è la mia prima impressione e purtroppo non so se avrò tempo di provarlo un'altra volta prima di decidermi se restituirlo o meno.

venerdì 6 marzo 2015

Svelato anche l'ultimo test

Va beh, con tutta "l'educazione" che vi ho fatto con gli ascolti precedenti ormai questo test svolto con i pedali di fatto non aveva più nessun segreto ed era facilissimo riconoscere i due amplificatori: A=Blackstar HT-40, B=Peavey Classic 30. Il suono del Peavey rimane sempre molto inscatolato, ma si comporta bene con i pedali, il Blackstar è molto più Hi-Fi cosa che può piacere o meno; di certo c'è che il Classic 30 ha un look spettacolare con quel tweed e con il suo OD tirato ben benino ci fai rock-blues alla grande, specie con gli humbucker, ma è un suono abbastanza lontano da quello che cerco io.

Comunque ho già restituito da un po' il Classic 30, ma altre trasformazioni sono in atto. Tanto per cominciare mi son presentato alle prove con la mia pedaliera ultima versione e cioè quella che già conoscete: questa qua sotto!



Ma non ho portato il Blackstar HT-40 come amplificatore bensì un 'volgare' transistor prestatomi da Cut: il Peavey Bandit 112 'red stripe' rigorosamente Made in China.



Volete ridere? Mi hanno fatto i complimenti per il bel sound che avevo: naturalmente l'ho usato sul pulito e solo con i pedali, ma il piccoletto si è difeso alla grande e considerate che l'altro chitarrista ha un Hot Rod che per me è un amplificatore spettacolare sul pulito e con i pedali. Penso che ora contratterò un buon prezzo con l'amico Cut - oppure lo tengo in ostaggio - e mi tengo il Bandit come 'muletto' in sala prove e casomai le valvole facessero strani scherzi.

A questo proposito credo anche che dopo oltre 4 anni il Blackstar potrebbe aver finito di svolgere il suo ruolo e magari mi metto a cercare qualcosa di più piccolo; una delle cose che ho capito iniziando di nuovo a strimpellare in un gruppo è che oggi non è più possibile usare wattaggi esagerati: se mi capitasse di suonare all'aperto, come un tempo, potrei sempre microfonare un ampli piccolo o usare la mia JCM800/bulldozer , in una situazione chiusa mi ero preso il 40 watt per avere riserva di pulito, ma raramente vado oltre ore 9 di volume altrimenti copro anche il batterista. Con il Peavey addirittura sto più basso   :roll: . Quindi? Quindi perché non prendere una di quelle mini-testate con cassa da un solo cono da 12" per girare agilmente e non tirarsi dietro sempre kg. inutili? Ieri sera stavo conversando con Chicco che lavora per Gurus - io ho queste fortune sfacciate per cui riesco a parlare anche con i produttori e/o loro rappresentanti - che mi diceva: "non farti trarre in inganno dal "valore" del volume. Un twin ha si cento watt, e lo si tiene a 1-2 di volume.. In realtà non c'è molto di più.. Oltre il 4 cruncha e comprime e basta, non è infinito il pulito.. Sono settaggi che i costruttori hanno sempre utilizzato quando c'era la moda dei 'tanti watt è meglio'. [...] Beh tanto dipende dall'altoparlante.. Il Vox AC-30 ti rovescia ed era un 30 watt. Aveva altoparlanti molto morbidi, che si muovono con poca corrente, ma ormai coni cosi non ne trovi piu, e avevano anche i loro contro. Lo standard ormai sono i V30. Il fatto è che basarsi sul dato dei watt del produttore è un po' fuorviante, sono spesso dati "nominali" o "commerciali" per dire: 2 finali = 50 watt. La plexy 50 in realtà ne sparava 36rms."

Come vedete, anzi leggete, c'è sempre qualcosa da imparare: da tutti! Cose che in parte conoscevo già, ma che il 'rumore di sottofondo' tipico di certi forum tende a farti dimenticare; da questo punto di vista suonare con qualcuno 'in carne ed ossa' aiuta a capire molte cose perché suonare da soli in camera è una cosa, suonare 'al servizio' di un gruppo è ben altra anche a livello sonoro. Quindi tutto è possibile: potrei rivoluzionare ancora tutto dall'ampli, ai miei amati delay! Anche il Replica, che è lì da tantissimo, è sacrificabile in nome dell'economia di quello che realmente mi serve in un contesto sonoro 'LIVE', ma su questo parlerò in futuro; in questa 'rivoluzione copernicana musicale' non mi pongo limiti, tranne quelli imposti dalle mie magre finanze, ma ho scoperto che ormai sono tornato ad un'economia di baratto: saranno anni che in pratica le spese 'importanti' non sono vere spese, ma in realtà permute, insomma 'baratto' qualcosa per altro.

La pedaliera? Tranquilli, è ancora quella, ma sto sperimentando altri due pedali: uno è questo qua sotto preso dal mitico AndreaUeb che è stato così gentile da portarmelo a Torino mentre ero a trovare mio padre.



Così anch'io posso provare l'ebrezza di testare una specie di 'Klon dei poveri'; l'altro? L'altro è di colore blu e non dico altro per ora   :-P .

giovedì 5 marzo 2015

Ultimo test con i pedali

Stessa chitarra e stessi amplificatori, ma stavolta vediamo come si comportano con i pedali; quali? Mooer Blues Mod, Mad Professor Sweet Honey e Joyo Crunch Distortion. I pedali sono facili da scoprire anche perché ne dico il nome all'inizio degli esempi sonori.

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sabato 28 febbraio 2015

Sveliamo anche il secondo

Vediamo di svelare anche il secondo 'test alla cieca':

ampli A = Peavey Classic 30; ampli B = Blackstar HT-40.

Questo per chi ha fretta; per chi ha un po', più tempo può continuare a leggere sotto.

Stavolta era più facile, anche se avevo invertito l'ordine degli amplificatori, eppure... eppure per me nonostante l'ampli B, il Blackstar, abbia ottenuto una specie di plebiscito a netta maggioranza sul web, tra forum e blog, il Peavey, almeno nel primo esempio sonoro, se l'è giocata bene. Infatti ho scelto due brani abbastanza eterogenei anche se riferiti allo stesso chitarrista: il primo è un brano nettamente blues e il Peavey ha in questo campo le sue performance migliori: il secondo è più rock e qui il Blackstar la fa da padrone incontrastato IMHO. Il Blackstar è un ampli dal pulito cristallino, ma che nel suo secondo canale sfodera un'anima rock veramente notevole e tenete presente che sono circa ad ore 2 del GAIN e non solo avrei ancora corsa, ma pure lo switch per l'HiGain che non è stato utilizzato: a dire il vero non l'uso mai. Quello che manca al Blackstar è il 'territorio di mezzo', quello che c'è tra il pulito cristallino ed una bel OD potente: quello è più campo del Peavey Classic 30 che non riesce mai ad essere pulitissimo, specie alzandolo di volume, e neppure cattivissimo oltre una certa soglia. Poi è molto evidente anche qui come il Blackstar abbia uno spettro sonoro più ampio mentre il Classic 30 è più limitato alla gamma delle medie ed è proprio questo il motivo per cui alle prove 'buca' con più facilità il mix: è come se avesse un colore predominante, quello che io definisco suono 'nasale' ed anche un po' inscatolato, qui però per me è questione di cassa piccola e open-back, colore che lo aiuta ad uscire, ma che ne limita un po' le possibilità espressive a livello di spettro sonoro. Quello che il Peavey perde in 'colore' lo guadagna in dinamica ed infatti nel primo esempio si nota che si pulisce meglio rispetto al Blackstar che invece sfodera quasi da subito la sua anima rock anche a livelli di Gain bassi: su questo ero a circa ore 10, se vado ancora indietro tende a scomparire il volume.

Ok, mi rimane un'ultima prova da fare, quella con i pedali di OD nel canale pulito; prossima puntata!

venerdì 27 febbraio 2015

Test alla cieca, ma stavolta tocca al crunch

Stesse condizioni del test precedente e quindi Stratocaster con pickup CS69, sempre il DITTO looper e sempre gli stessi ampli; qui secondo me uno dei due se la gioca meglio. Ok, la mia concezione di crunch è veramente particolare visto che spingo sempre un po' troppo; ho usato la parola 'CRUNCH' per indicare che sto usando la distorsione dell'ampli. Così va meglio?   ;-)

Ricordo che nel secondo esempio aumento il GAIN di tutte e due.

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giovedì 26 febbraio 2015

Sveliamo il test

Per chi ha fretta la risposta è: ampli A = Blackstar; ampli B = Classic 30.

Per chi ha più tempo basta leggere sotto   ;-) .

Prima di tutto ringrazio tutti quelli che hanno partecipato a questo 'gioco' e che ne hanno capito le reali intenzioni che non erano quello di 'fregare' qualcuno o 'dimostrare' chissà cosa. La verità è che registrare un suono ed ascoltarlo aiuta anche me a capire alcune cose. Ma facciamo un passo indietro: avendo il Blackstar in riparazione mi è stato dato un 'muletto' per le prove e il 'muletto' è sempre un ampli usato, uno di quelli che è in vendita in negozio dato che è 'spendibile' per quello scopo. Fortuna vuole che ci fosse questo Peavey Classic 30, praticamente nuovo, come possibile 'muletto': l'ho preso senza pensarci troppo (c'era anche un combo Mesa ed un Marshall DSL non so cosa, ma erano ben più pesanti) anche per le sue dimensioni comode ed un peso 'umano'. L'ampli lo conoscevo già perché è stato il primo che provai più di 4 anni quando cercavo l'ampli che doveva prendere il posto della JCM800 (che ho ancora, ma ormai non la sposto più) e lo ricordavo medioso: medioso lo è ancora anche dopo tutta l'esperienza accumulata in questi anni. Comunque sia l'ho portato direttamente in sala prove e ci ho suonato tutta la sera senza grossi problemi a parte un surriscaldamento del pannello posteriore veramente notevole. Tornato a casa nonostante i numerosi problemi famigliari avuti - cancellerò il 20 febbraio dal calendario visto che ho ricevuto nell'arco di mezz'ora due brutte notizie - sono riuscito a provarlo meglio e devo dire che ai medi mi sono abituato anche se il suono rimane sempre un po' troppo inscatolato per i miei gusti. Ieri vado a vedere cosa abbia il mio Blackstar e scopro che ha ripreso a funzionare senza che sia stato fatto nulla; il tecnico l'ha smontato e non ha trovato niente e il difetto l'ha fatto pure a lui: era muto. Poi ha tolto le finali per vedere se erano quelle e se c'erano saldature fredde sullo zoccolo, ma erano perfette, le ha rimesse e l'ampli ha ripreso magicamente a funzionare. Allora l'ha stressato per una settimana intera lasciandolo acceso anche tutto il giorno, poi l'ha messo in garage al freddo una notte per vedere se era quello, ma funzionava pure lì il giorno dopo ed in effetti ora funziona esattamente come prima. Infatti non mi ha fatto pagare nulla perché di fatto ha detto di non aver fatto nulla. Portato a casa ho avuto l'occasione di fare un testa a testa per decidere il da farsi: ecco il perché del test. Qui ho scoperto che sui suoni puliti per me il Blackstar vince a mani basse perché fa uscire il suono della strato nettamente meglio o, almeno, come piace a me con gli estremi di banda molto accentuati: a confronto sul Classic 30 per avere quei bassi devo pomparli  veramente tanto nella sezione EQ, ma non sono uguali. Certo, il Blackstar è molto più hi-fi come suono, ma è così che piace a me: appunto, a me. Ecco perché ho chiesto sul blog e sui forum il parere di altri e devo dire che la stragrande maggioranza parla del suono A come il suono migliore: l'ampli A è il Blackstar. Il suono B viene dal Peavey Classic 30 regolato con l'EQ praticamente tutta a ore 12 con solo una punta in più di bassi e medi, ma si parla di un paio di mm. della corsa della manopola. Devo dire che concordo con alcuni che mi hanno detto che in alcune situazioni era meglio il suono B ed in altre quello A, ma non potendo avere un ampli per ogni combinazione di pickup o canzone tocca fare una scelta frutto di compromessi. La ricchezza su tutto lo spettro armonico del Blackstar io la preferisco: più bassi e più acuti mi permettono arpeggi pieni e cristallini; il Classic30 è più centrato sulla banda dei medi e quindi è più 'nasale'; poi, come mi detto l'amico Pamaz, l'ampli A fa risaltare molto meglio il suono della stratocaster ed io concordo. Quando faccio gli accordi di Neil Young nella parte con il pickup al centro onestamente io non vedo come sia possibile preferire il Classic 30 al Blackstar, ma anche nei suoni intermedi della strato, quelli con i due pickup insieme, il Blackstar evidenzia sempre meglio quello che nella mia testa è il suono stratocaster. Poi può piacere altro, sia chiaro, ma dire che sia un brutto pulito mi pare esagerato.

Finito? Sembrerebbe di sì dato che molti mi hanno confermato quella che era la mia impressione e vi giuro che quando sono andato a ritirare il Blackstar ero convinto di lasciarlo giù in permuta per prendere il Classic 30, ma l'ho portato a casa con l'idea di toglierli il Celestion V30 e metterlo nel Classic 30 per togliere quel suono così inscatolato che il cono Blue Marvel gli da; qui, secondo me, i 7 kg. in più del Blackstar si fanno sentire. Cassa chiusa dietro, quasi completamente, e cassa molto più grossa: più aria si muove e più 'ariosità' ha il suono; il piccolo Peavey quello che ha in peso e maneggevolezza lo perde in profondità di suono.

Finito? Insomma: alle prove ho tenuto ancora il Peavey Classic 30 e devo dire che anche se non ha molti suoni, sicuramente meno versatile del Blackstar, esce con molta facilità dal mix; il Blackstar ha un pulito super, ma un OD che se non ben regolato tende a bucare meno. Blackstar più rognoso da regolare, Peavey più immediato, ma anche monocorde. rimane un grande dubbio: se mettessi il V30 nel Classic30 migliorerei il fenomeno 'inscatolamento' oppure è proprio dovuto alla cubatura più piccola?

Poi mi rimane la voglia di provare i piccoli HIWATT 'cinesi' come il T40: visto che vado solo di pedali sono un'alternativa sulla carta interessante, alternativa utilizzata tra l'altro anche da un certo Giampaolo Noto e scusate se è poco!

mercoledì 25 febbraio 2015

Amplificatori: test alla cieca!

Un bel test su due amplificatori sul pulito; naturalmente il tutto 'alla cieca' in modo che nessuno sia influenzato da nome e/o marca.



Ho usato una Strato con pickup CS69, si sente chiaramente che ho usato tutte e 5 le posizioni del selettore, quindi ho registrato gli 'spezzoni' musicali con il Ditto looper, per fare in modo che l'esecuzione non fosse diversa e influisse sul risultato finale, e poi li ho fatti suonare nei due amplificatori. Durante la registrazione non ho toccato nessun parametro e li ho regolati per ottenere il suono che a me pareva migliore sui due ampli.
Quale suona meglio per voi?

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giovedì 19 febbraio 2015

Ieri sera torno a casa alle 18 dal lavoro, accendo ampli per ripassare un paio di pezzi che devo suonare alle prove la sera stessa di lì a poco; faccio due accordi e l'ampli piano piano cala di volume sino ad ammutolirsi.   :-(
Cosa diavolo sia capitato non lo so; corsa in negozio a mollarlo e prendere un muletto. Mi è stato dato un Peavey Classic 30 usato, ma praticamente nuovo; pesa 18 kg., rispetto ai 25 del mio è una piuma, molto più piccolo del mio e quindi facilmente trasportabile.



La tentazione è tanta anche perché ho perso fiducia nel Blackstar: vero che tutto si può guastare, ma se avessi avuto una serata? Contate che il mio Marshall del 1985 non è MAI stato riparato, ma proprio MAI! Solo vecchio ed ha avuto un cambio valvole finali: stop!
Alle prove si è comportato pure bene il Classic 30: mediosetto e l'ho provato solo senza pedali e quindi pulito e suo OD, basta.
Qualcuno conosce questo ampli? Sa dirmi qualcosa in più?

lunedì 16 febbraio 2015

Release Candidate 1

Basterà? Per ora sì!



Ho disatteso le 'regole auree del RAFFUS': sono più di 8 pedali (10 + accordatore, ma quest'ultimo per me non è un pedale in senso stretto), non ho 'minimo' 4 overdrive e si vedono i cavi. Pazienza!
Ora vediamo quanto resiste; qualche piccolo cambiamento è sempre dietro l'angolo, ma si tratterà di 'limature' su un impianto generale in fondo stabile già da parecchio tempo.

sabato 14 febbraio 2015

Gli esclusi!

Probabilmente se pubblicassi questa immagine da altre parti sarei 'massacrato' virtualmente per incompetenza sulla bellezza del suono: amen! Questi sono, per ora, gli 'esclusi' dalla pedaliera 'ufficiale'; come potete vedere sono quasi tutti pedali di riserva 'economici' e sparring partner di questi: valore? Ridicolo a parte forse uno che è il "numero 1" ed ha la dedica a mio nome e mi spiace sia fuori dalla pedaliera. Ad altri sono affezionato per motivi personali - tipo il MicroAmp distrutto pagato 25 euro che è stato quello che ha dato inizio al tutto anni fa - altri? Boh!

A qualcosa bisognava rinunciare e poi qualcuno è troppo grosso; in effetti con i pedali avanzati ho quasi la stessa pedaliera 'ufficiale'!

venerdì 13 febbraio 2015

giovedì 12 febbraio 2015

Odio questi momenti!

Contrariamente a quello che potreste pensare... io odio questi momenti!



Mai un cavetto che si possa riciclare o che sia della lunghezza giusta, sempre trovare strade nuove per far passare i cavi ed un'infinità di menate varie.

Lo so, lo so: se stringo i pedali in basso ci starebbe pure un altro Mooer o micro-pedale, insomma quelli che vanno di moda adesso. Appunto per questo li sto allargando: per non cadere in tentazione   :roll: . Si vedono, in parte, anche gli esclusi: non è detto che in qualche situazione non possano tornare dentro; già successo, non sarebbe una novità. La sezione in alto dedicata alle modulazioni, per ora gestite dal Regenerator, potrebbe subire la svolta definitiva quando a giugno arriveranno i nuovi phaser e Vibe della TcElectronic.

lunedì 9 febbraio 2015

Bye Bye baby...

Salutato l'MXR Uni-Vibe, che alla fine mi piaceva pure, ma l'ho trovato poco versatile (tanto a Giugno dovrebbe uscire quello della TcElectronic); salutato anche lo Joyo US Dream perché troppo 'americano' e spinto e non necessario al mio sound. Con una differenza di euro sorprendentemente meno forte di quanto mi aspettassi (in fondo lo Joyo costava nuovo meno di 40 euro e quindi dalla permuta mi aspettavo veramente poco) mi sono preso...: va beh, guardate voi!

Una cosa è certa: sono incorreggibile!   :roll:



Adesso devo solo trovare il tempo di provarlo: già, non sono ancora riuscito ad accenderlo e se solo arrivasse il phaser che ho ordinato prima di Natale sarei pure giunto alla fine.

Ho anche una grossa tentazione: far fuori l'accordatore che non uso mai se non come ON/OFF del suono durante i cambi chitarra; potrei mettere al suo posto il Ditto looper o... magari far fuori anche quello?

mercoledì 4 febbraio 2015

Crunch Distortion demo

Nelle foto della mia pedaliera avete già visto che c'è un pedale ben poco blasonato o, come si dice ora, ben poco 'boutique' che è il Crunch Distortion della Joyo (anche se il mio è marchiato con un'altra sigla, quella dell'immagine sotto, è lo stesso pedale).



Si tratta del clone cinese del Crunch Box pedale della MI Audio che io ho avuto nella versione più moderna e pompata, la Super Crunch Box! Si trattava del pedale Marshall-style migliore che mi sia capitato sotto i piedi, veramente notevole, solo che l'ho venduto all'amico Cut perché allora usavo solo la distorsione dell'ampli e quindi era una specie di doppione del mio Blackstar. Ora la mia 'filosofia sonora', per mia scelta, è completamente diversa e quindi quel pedale mi sarebbe servito e pure tanto visto che avrei avuto la distorsione 'marshallosa' in un pedale: anzi ne avrei avute ben tre visto che la Super Crunch Box riesce a ricreare il suono di tre epoche diverse di Marshall: dalla Plexi al brown sound di Van Halen passando per la JCM800. Anche troppi: a me ne bastava uno di suono e il pedale rosso Joyo riproduce quella distorsione potente e sparata sulle medio-alte della JCM800, esattamente com'era la 'vecchia' crunch box. In questi giorni volevo fare il video della recensione del pedale, anche se di un distorsore c'è ben poco da dire, ma complice l'influenza, la tosse e il raffreddore non sono nelle condizioni igienico-sanitarie di affrontare la videocamera, manco fossi Brad Pitt! Va beh, tutto questo per dire che il teutonico 'pazzo' dal nome impronunciabile ha fatto una demo cortissima - lui di solito è peggio di me, fa video che sfiorano tranquillamente anche l'ora - del suddetto pedale: suona così, senza 'se' e senza 'ma', non avrei saputo fare di meglio. Pedale 'tamarro' per fare casino, ma è proprio quello che cercavo: 35 euro e passa la paura. Sto cercando anche la vecchia crunch box per avere il pedale 'di marca' che magari garantisce un po' di affidabilità in più, ma in questo 'cinesino' il suono che cercavo c'è tutto.
[embed]https://www.youtube.com/watch?v=OQfzx_Rw0AU&[/embed]

Difetti? Sì, lo stesso della JCM800; la manopola del volume è sensibilissima: appena sotto ore 9 non si sente quasi, appena sopra butta giù i muri! Mi pare che nella Crunch Box 'originale' il difetto fosse stato corretto nell'ultima versione, qui no, ma è un pedale per metallari anni '80 e quindi... che c'importa del volume?

domenica 25 gennaio 2015

Ancora più razionale

Uno dei 'vantaggi' di essere 'vintage' è quello di dormire sempre meno ed infatti, nonostante sia domenica mattina, io mantengo gli orari delle giornate lavorative e quindi alle 6.30 bello sveglio e in piedi (a dire il vero pure prima). Nel dormiveglia mattutino ho pure il tempo di pensare ad una nuova disposizione dei pedali in modo da rendere il tutto ancora più razionale e, probabilmente, inutile. Come? Così!



Come potete vedere le modulazioni sono finite nella fila superiore: dal momento che le uso poco anche se sono fuori portata immediata del mio piede non è un grosso problema. A dire il vero tutta la fila superiore è quella che non toccherei quasi mai: il MicroAmp plus è sempre inserito a mo' di buffer o 'rinvigorente' del segnale sonoro; il Vibe della MXR, che non mi convince al 100% ma ritengo che quella sia la sua posizione - magari attendiamo il nuovo Vibe TcElectronic per vedere come se la cava - , sta prima della sezione OD; il Marshall Regenerator, o il phaser che ho ordinato prima di Natale e ancora non arriva, sarebbe la modulazione numero due da mettere dopo la sezione suoni 'sporchi' - così risolvo la questione: ma va messo prima o dopo? - , tra l'altro nel caso posso metterlo anche prima, al posto dell'MXR, ed usare la sua modalità Vibe che anche se molto 'fine' sui puliti è molto bella; l'Alter Ego sta lì come delay d'ambiente, uso la simulazione Boss DM-2, anche se riconosco che è sprecato per quell'uso, basterebbe qualcosa di più semplice (un po' mi manca il Carbon Copy lì, ma non ditelo a 4roses); al di là dell'alimentatore c'è l'accordatore, un pedale totalmente inutile che uso solo come on/off del segnale quando faccio gli esperimenti: già, io sono uno di quelli che accorda ad orecchio.

Sotto, come potete notare, non è cambiato nulla se non il fatto che ho guadagnato un sacco di spazio per... boh! Ci starebbe pure l'Echosex se non fosse che da solo costa come quasi tutta la mia pedaliera   :eek: .

Notate anche come, alla fine della fiera come si suol dire, il Mooer occupi, tra cavi e alimentazione, lo stesso spazio di un pedale normale: allora perché farlo piccolo?

venerdì 23 gennaio 2015

Non è una vera e propria release

Più che di una nuova release assomiglia quasi ad una RC, release candidate, cioè ad un'anteprima di quello che potrà essere; i pezzi sono quasi tutti al loro posto, magari qualcuno cambierà in qualità o sonorità, ma dubito in specificità. Mi spiego: magari cambio il distorsore, ma lì lo vorrei mettere comunque; magari cambio modulazione, ma lì dovrà stare.



Purtroppo ho infranto la 'regola aurea del Raffus' che sostiene che di OD vari ce ne devono essere almeno quattro, ma probabilmente per le mie esigenze sono troppi già così. Nel buchetto vorrei mettere un altro delay perché usare l'Alter Ego solo per fare ambiente con la simulazione del BOSS DM-2 mi sembra veramente un delitto. Naturalmente non saprei quale mettere dato che di delay ne so poco... bugia!!!!!!!!!!!!

Oggi ho provato anche un altro delay, Seymour Duncan Vapor Trail, che è molto bello ed analogico, un po' un Carbon Copy con qualche caratteristica in più interessante, ma tende a perdersi un po' nel mix: insomma a me piacciono i delay 'presenti', quasi digitali. Provato anche il Dark Matter della TcElectronics e devo dire che non suona affatto male anche se un po' anonimo: si ferma un pelo prima di quello che mi serve - dove ho per ora il Crunch Distortion - e l'OD spinto o distorsore è il pezzo della pedaliera che mi sta creando più problemi probabilmente perché non ho le idee chiarissime neppure io. Mi piacerebbe trovare un OCD usato per testarlo, ma penso che avrei lo stesso problema o, meglio, che tale pedale se spinto diventi troppo fuzzoso. Curioso il destino del Regenerator che tento sempre di eliminare e torna sempre indietro: può anche darsi che finisca nella fila sopra quando trovo qualcosa di più piccolo al posto del Vibe; però metterlo sopra mi crea non pochi problemi di altezza e di switch messo in un posto che è fatto apposta per stare in prima fila!

mercoledì 21 gennaio 2015

Che fare?

L'altro giorno ricevo una telefonata dal batterista del mio gruppo storico, si parla di 25 anni fa come minimo, che vuole la mia tastiera Korg T3 perché lui la sua non ce l'ha più e vorrebbe riavere quei suoni tipici di una volta che decretarono il nostro successo...; già, lui, nonostante abbia 10 anni più di me, è ancora in giro con la mitica KRONOS BAND che anche se farà 3-4 date all'anno, una certa generazione di spettatori proprio non l'ha dimenticata. Allora: che fare?

Tanto per iniziare funzionerà ancora? Sono andata a riprenderla in cantina e... funziona! Già due volte, a causa dell'uso scarsissimo che ne faccio ora, mi si era scaricata la pila tampone interna e ricaricare i suoni di default non è facile per nulla: perché? Perché la tastiera è degli inizi anni '90 e quindi niente USB, non esisteva, e niente General MIDI, l'avrà la versione successiva alla mia. Certo, il MIDI c'è, ma è la prima versione; ma dove si faceva il backup allora? Sui floppy disk: spariti anche quelli. Naturalmente io ne ho un bel po' con salvataggi vari dei suoni di default, quelli fatti da me e di tutti i brani fatti sul sequencer della tastiera: trascrizioni di musica classica, tantissimo BACH, basi varie e, soprattutto, composizioni mie. Mie? Già: un blues strappa-lacrime, un po' di rock stile progressive, soft sia chiaro, un Concerto per piano e orchestra di oltre 30 minuti ed un altro concerto, lungo uguale, per sola orchestra oltre a tante altre cose accumulate in oltre 10 anni di studio solitario di 'composizione' (in pratica leggevo e trascrivevo spartiti di musica classica sul sequencer o imparavo ad orecchio tutte le parti strumentali, batteria compresa, di canzoni che a me piacevano per 'trascriverle' nel sequencer). Per ora sto 'trasportando' una piccolissima parte di quello che ho sul PC perchè non vada perso anche se so che tanto si perderà nel nulla prima o poi; non che valga molto, ma è la mia vita, i miei ricordi.



Il tipo la vuole in prestito, con mio usufrutto a vita, o la compra; non ci farei moltissimo, penso sui 300 euro, ma dato che è lì a far niente potrei tenermi i soldini per prenderne un'altra più piccola e moderna perdendo però del tutto la retro-compatibilità, ma farò bene? Se penso alle ore, giorni, mesi ed anni passati a cavarmi gli occhi su quel mini-display editando le note una ad una... però è anche vero che se sta ormai da quasi un decennio in cantina. Forse la verità è che sono troppo un 'romantico' che si affeziona alle cose pur sapendo che è sbagliato; poi sono quello che in un pomeriggio fa fuori la RollingCaster, una super-chitarra, solo per poterne 'massacrare' un'altra.



Beh, non tutto il male viene per nuocere dato che il batterista mi ha strappato la promessa che quando farà l'ultimo concerto della KRONOS BAND io ci sarò, un po' come fanno i grandi; mi ha anche già avvertito che mi fregherà perché dirà sempre che sarà l'ultimo concerto   :-D . Naturalmente lui suona con altri chitarristi, ma continua a ripetermi che con 4 casse Mesa 4x12" - alle volte loro girano così - non riescono neppure ad avvicinarsi al mio suono degli anni d'oro; per me è solo che quando si ricorda tutto è più bello, persino le cose brutte. Son leopardiano, si sa!

martedì 20 gennaio 2015

Ritchie Blackmore's Aiwa TP1011 emulatore

Alla fine qualcuno l'ha fatto e forse uno di quelli che glielo aveva chiesto sono stato proprio io, ma non ricordo più bene.



Ne fa ben due versioni, una completa ed una semplificata, ma ora bisogna aspettare che qualcuno lo prenda, lo recensisca, ne faccia un video etc.; stavolta passo la mano per mancanza di tempo e, soprattutto, fondi. Per saperne di più cliccate qui.

venerdì 16 gennaio 2015

Un po' di sano rumore

Finalmente trovo un attimo di tempo per mettere sul blog i due file sonori dei due pedali del post precedente che sono già ben lontani da me perché restituiti in negozio. Partiamo dal Lovepedal Plexi800: pedale cattivissimo che vorrebbe rifarsi alla JCM800, ma dal volume poco gestibile.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/lovepedal-plexi-800[/embed]

Passiamo ora al Rock Devil Black Edition: più cattivo della versione bianca, quella 'normale', rimane comunque un buonissimo OD molto trasparente, ma con grinta da vendere.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/rock-devil[/embed]

Ora rimane da registrare il Joyo Crunch Distortion... appena mi passa l'influenza; posso comunque anticipare che anche lui ha una manopola del volume abbastanza ingestibile: dev'essere una specie di 'morbo' che colpisce tutti i pedali che si rifanno alla mitica JCM800.

venerdì 9 gennaio 2015

Forse l'ho trovato!

Cosa? L'ultimo pedale che mi mancava nella sezione OD/Distorsione! Ma procediamo con ordine   ;-) .

Le prove, anche se invisibili a voi, continuano pur se fatte veramente a singhiozzo a causa degli impegni pressanti della scuola: sono in pieno periodo di scrutini. Però ogni tanto qualcosina riesco ancora a provarla anche se, a onor del vero, mi sta annoiando un po' tutto: alla fine gli OD si rifanno a un paio di tipologie o poco più e si assomigliano tutti; per i distorsori è pure peggio! Cosa ho provato? In ordine sparso posso dire che sotto i miei piedi sono passati un po' di pedaletti interessanti. Lovepedal Plexi 800: il nome già dice tutto.



Com'è? In una parola: ingestibile! Il suono c'è anche - ricordo che io ho una vera JCM800! - ma esattamente come la testata da cui prende il nome la manopola del volume esaurisce la sua corsa tra ore 8.30 e 9.00 dove cominciano a tremare i muri! Basta veramente un battito di ciglia per passare dal cornetto acustico alla sordità permanente: possibile che l'abbiano progettato così? Progettato? Vi ricordate che avevo già aperto un pedale Lovepedal ed ero rimasto stupefatto dal nulla che c'era dentro: questo come sarà?



Uguale! Vero che il tutto sarà sull'altra faccia, ma il circuito stampato è talmente minimalista da far intuire che saranno 4 componenti in croce! Comunque il suono è veramente devastante   :-) .

Ma passiamo ad altro, passiamo all'LAA Rock Devil Black edition e quindi l'edizione con uno stadio di saturazione al germanio per avere un suono più caldo e con più gain.



Il pedale è molto trasparente ed ha anche veramente un bel suono rock, molto compatto e diretto; anche qui la manopola del volume ha qualcosa che non va, ma non è questione di progetto, ma probabilmente del pezzo che si è usurato in quanto ogni tanto girando la manopola il volume rimane sempre e comunque al massimo. All'interno questo pedale ha un simpatico messaggino per i diyers: guardate sul bordo in alto.



Bel suono comunque, nulla da dire, ma forse, sottolineo il 'forse', non è quello che cercavo perché anche se c'è la trasparenza e pure una buonissima riserva di medio-alte il GAIN si ferma un attimo prima a quello che desidererei avere. Di questi due pedali neri ho fatto anche delle registrazioni sonore ed appena avrò tempo le metterò online.

Passo quindi a provare un pedale Marshall che ho cercato a lungo ed insperatamente trovo usato anche se in condizioni abbastanza vissute (infatti non ho la foto e quindi la prendo dal web): il Jackhammer.



Il suono 'Marshalloso' c'è tutto ed anche bello grosso e pompato, ma la lettura delle manopole è praticamente nulla! Un po' è il fatto che essendo usato si è cancellato il segno centrale delle manopole, ma soprattutto c'è anche il fatto che ben 3 manopole su 4 sono doppie e concentriche: sulla carta l'idea è buona, nella pratica regolare i parametri è un'odissea ed infatti dopo 10 minuti ci ho rinunciato.



Alle volte un buon progetto viene rovinato da queste cose anche se l'unica alternativa era farlo molto più grosso; rimane il fatto che i pedali Marshall sono dei veri e propri tank per robustezza e peso.

Ho quindi provato anche un BOSS DD-7 giusto per non perdere il feeling con i delay: buono, molto buono, ma quelle manopole così vicine... poi sin troppa scelta: alla fine a me bastava molto meno, però l'ho provato ed ora so come suona.

Ma veniamo al protagonista del post di oggi: un pedale boutique dal costo proibitivo e cioè ben 35 euro, il Crunch Distortion!



Adesso partirà la solita tirata che è un clone, che è cinese, che ... bla, bla, bla, etc. Partiamo con il dire che io sono sempre rimasto affezionato alla Super Crunch Box che ora ha l'amico Cut: gran bel suono, ma troppi switchettini per i miei gusti ed infatti alla fine mi perdevo a cercare tanti suoni, tutti belli per carità, ma non mi fermavo mai su nessuno. Questo è il clone della Crunch Box e quindi il pedale da cui poi è nata la versione Super: meno fronzoli, un suono solo e via. Cominciamo con il dire che è diverso dagli altri pedali Joyo - anche se è vero che qui appare un brand diverso alla fine è quel pedale - in quanto è messo in un contenitore molto più grezzo e robusto, pure più alto; il retro non ha gli 'stitici' 4 piedini anti-scivolo, ma un robusto strato di gomma con lo sportellino della pila a vista e quindi si può cambiare la stessa senza usare il cacciavite.



L'ho pure aperto per vedere quanto 'risparmiosa' fosse la sua costruzione: in fondo 35 euro non sono poi una grossa cifra, come minimo dentro ci troverò dei criceti che fanno girare una ruota.



Ok, criceti non ne ho visti e sicuramente si può fare di meglio, ma è ordinato e, incredibilmente, è presente anche lo stesso trimmer che c'è nella crunch box da cui trae ispirazione (eufemismo).



Nel pedale originale il trim serve a regolare quello che sugli ampli si chiama 'presence' - nella versione Super questo trim è stato spostato esternamente per maggiore comodità - anche se a onor del vero io non l'ho toccato perché il pedale mi sembra si interfacci bene con il mio setup. Come suona? Una via di mezzo tra i due neri provati sopra: un pelo più gestibile del Lovepedal anche se pure qui il rapporto 1 a 1 si ottiene con la manopola del volume a ore 9, dopo arrivano i carabinieri e se si va oltre ore 12 si percepisce chiaramente lo spostamento dell'asse terrestre; più grezzo, ignorante e meno trasparente del Rock Devil.

Fino ad ora ero rimasto fortemente indeciso tra il Combo Drive e l'UsDream per avere la sezione High-Gain in quanto mi soddisfacevano al 90% ed alla fine li tenevo tutti e due lì 'pestando' da uno all'altro nel tentativo di farmene piacere uno solo; questo qui invece non mi fa sentire la mancanza degli altri due e potrebbe fare il suo lavoro anche da solo. Mi rimane il rimpianto di non aver potuto provare un Rock Devil senza quel difettuccio o metterlo a fianco per fare una prova A/B anche se magari potrei ancora farla 'sta prova, ma poi ho paura di confondermi ancor di più le idee.

giovedì 8 gennaio 2015

Non ci posso credere

Ho trovato questa foto sul web dove si vede il buon Gilmour che sta incidendo le session dell'ultimo dei Pink Floyd, il tanto discusso The endless river: notato nulla? Ok, ci sono mille-mila pedali belli e costosi: si vede per esempio il vecchio e italianissimo Echorec Binson in alto ed altri pedali più o meno noti.



Ma quello che noto io nell'ultima fila in basso è il quinto pedale da sinistra e cioè quello prima del pedale color fucsia: è il T-Rex Replica   :eek: !

Signori e signori è ufficiale: io e Gilmour abbiamo in pedaliera lo stesso pedale e scusate se è poco! (quel copione dello zio David: avrà visto i miei video?   :-) )

lunedì 5 gennaio 2015

Mumble, mumble

"Mumble, mumble" ai miei tempi era il suono onomatopeico che si trovava nei fumetti a rappresentare un borbottio, un dubbio insoluto e cioè più o meno il mio stato d'animo di fronte alla pedaliera in questo momento: "E mo' che faccio?"

Dato per scontato che la fila sopra è riservata alle modulazioni, una o due, o comunque a ciò che uso pochissimo, rimane da riempire la parte sottostante, ma come? La parte light-medium OD è risolta, mi manca il suono 'sbragone' da metallaro anni '80 incallito e magari l'I-ODS che fa sempre 'figo' avere un suono 'fusion' che non usi mai (a dire il vero sarebbe perfetto per Strange kind of woman che non ho ancora capito se fa parte del repertorio o no perché la cantante la vuole, ma io no perché lei la desidera identica precisa a Made in Japan e se mi permetto di cambiare una nota mi riprende   :mad: dicendo che ho sbagliato!!!!!!!!!!!!) Alla fine rimangono in lizza lo Joyo UsDream, bello pompato e forse più vicino a noi che agli anni '80, e il Combo Drive che sembra sempre finito come pedale e poi ha sempre qualcosa da dire (adesso capite perché continuo a far girare in prova una marea di OD spinti simil-Plexi?)



Ci stanno tutti e due direte voi: certo, ma due pedali a far la stessa cosa? Tra l'altro il Boss ha lo svantaggio di essere talmente alto che mi impedirebbe di andare a schiacciare in modo agevole la possibile-modulazione alle sue spalle (la fila dietro è già leggermente rialzata), però suona più 'SGRRRRAAAANGGGG!" come piace a me e meno compresso dello UsDream che non avrebbe però problemi di altezza. Poi notate il cartone bianco sotto il Combo Drive? Si tratta di un delay immaginario, mica tanto immaginario perché le misure sono le sue: 3 delay? Ho scoperto che il Replica con il suo boost lo posso usare anche per alzarmi nei soli, è nato così a dire il vero; l'Alter Ego lo uso per dare profondità e, a meno di chinarsi e smanettare ad ogni brano, un terzo delay farebbe comodo per i puliti o per qualsiasi altra cosa. Perché un cartone così grosso? Perché avrebbe il Tap Tempo; l'alternativa sarebbe prenderne uno senza Tap ed andare a mano oppure un DD-7 della Boss che ha la possibilità di avere il tap esterno. Con un pedale normale avrei più spazio in basso: tipo così!



Il delay non sarebbe quello che vedete, sarebbe parte del piano B anche se il suo lavoro d'ambiente appena accennato lo sa fare bene, ma un altro che non saprei bene quale. Così ci starebbe anche l'I-ODS, sempre ammesso che sappia decidermi tra Boss e Joyo. Oppure potrei tentare di fare a meno del terzo delay e chinarmi... (senza contare che nel 'mio', negozio c'è un Replica usato!)

La domanda rimane: "E mo' che faccio?"

sabato 3 gennaio 2015

Già ieri ero molto indeciso sulla posizione dello Sweet Honey ed infatti mi è venuta la 'scimmia' di invertirli arrivando così alla release 5.1; sulla carta, visto che l'ultimo in catena è quello che comanda, ho voluto mettere il migliore dei due, appunto lo Sweet Honey, ma avevo anche provato a fare l'inverso e forse ci riproverò. La decisione da prendere è quale dei due lavora meglio a gain basso - lo metterei prima - ed a gain alto - lo metterei dopo; credo che sia la logica giusta, ma non ne sono poi così sicuro. Stamattina mi sembrava perfetto come la foto di ieri, oggi pomeriggio con il Mooer a gain appena oltre ore 13 ci facevo i Deep Purple anni '70 facilmente e da qui i mille dubbi   :eek: . Il Mooer è più trasparente dello Sweet Honey che suona più da ampli imballato che da pedale: ribadisco che ho provato solo due Mad Professor, ma ne ho ricevuto un'impressione più che positiva, verniciatura a parte. Comunque, tanto per cambiare, ho di nuovo smontato tutto e poi rimesso tutto come prima e poi... sono sempre per aria!



Si tratta di un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, no? :-)

E come se non bastasse sono andato a fare gli auguri di Buon Anno al mio amico del negozio ed ho altri due OD in prova: ormai li tiene via per me per farmeli provare: sadico! Sono un Lovepedal Plexi 800 e l'LAA Rock Devil Black edition.

giovedì 1 gennaio 2015

Anno nuovo... pedale nuovo!

Inizio l'anno con un pedaletto piccolo preso quasi a scatola chiusa; in verità l'avevo provato un paio di mesi fa, ma l'ho preso senza riprovarlo giusto per avere un altro colore in pedaliera anche se non so se finirà nella pedaliera A o quella del piano B! Sto notando curiosamente che ho pedali tutti di marca diversa fatta eccezione per i TcElectronic che sembrano essere in maggioranza e potrebbero aumentare ancora; probabilmente i pedali TcElectronic sono quelli che hanno il miglior rapporto qualità/prezzo nel senso che hai 'molto' con una spesa tutto sommato ancora sostenibile senza cadere nelle follie del boutique. Qui vedete le due new entry 'piccoline' - fatto questo che non mi piace molto, preferisco il formato normale più grosso - con una mia piccola modifica: ho colorato la tacca delle mini manopole in modo da vederla meglio. Ho usato come al solito strumenti di primissima categoria: lo sbianchetto per il colore bianco ed un pennarello nero per coprire dove avevo 'sbordato' un po'!



Rimane un mistero: cosa ci fa nella mia pedaliera un pedale con la parola 'blues'?