:-( Mondo crudele!
domenica 31 agosto 2014
Fermi tutti!
:-( Mondo crudele!
sabato 30 agosto 2014
Indigestione
venerdì 29 agosto 2014
sturm und drang – 7
Ed eccoci arrivati, per fortuna vostra, alla fine con il 'classico dei classici': Summertime. Direttamente dal repertorio di Gershwin, mica 'pizza e fichi'; avevo un trascrizione semplificata per piano, trasformata per chitarra del sottoscritto (ovvero dalle stelle alle stalle :eek: ): l'originale è una ninna-nanna ed ho voluto conservarne quindi l'aspetto naïf, semplice, suonando il meno possibile.
Scegliere questo brano per me è un mezzo suicidio, come tutti quelli che fanno il solo di Comfortably Numb, troppo famoso per non essere criticati, infatti non lo scelsi io. Non a caso chi ascolta l'intero album, va beh diciamo così, alla fine criticava sempre e solo questa canzone con affermazioni del genere: "Armstrong sì che la cantava bene!" "Ma come la fa Ella (Fitzgerald) è tutta un'altra cosa!" Ma va? A parte che Ella è di un altro colore, di un altro peso, proprio fisico, e di altra caratura ritengo veramente fuori luogo azzardare certi paragoni: la musica è fatta per essere ascolta, vero, ma anche suonata e mica tutti possono essere Ella o Paco de Lucia o chi volete voi! Un po' come ai miei tempi a scuola dove nel tema in classe che se non scrivevi come Manzoni non eri nessuno; ma le vie di mezzo esistono ancora o no? La tipa è stata coraggiosa a scegliere questo brano e l'ha cantato in modo dignitoso interpretandola proprio come una mamma che vuol far addormentare un bambino; il 'shhh' finale però mi pare di ricordare fosse un'idea mia. E visto che ci siamo sembra che anche il buon Gershwin si sia ispirato pesantemente ad una ninna-nanna Ukraina, Oi Khodyt Son Kolo Vikon: in effetti l'ho cercata e la somiglianza, specie all'inizio, nella melodia c'è.
La chitarra di accompagnamento è stata fatta in una sola volta, così come il canto - eravamo già overtime con il tempo a nostra disposizione - ed ancora mi stupisco di come abbia saputo separare la parte dei bassi con l'accompagnamento vero e proprio, quasi come se suonassi le due parti del piano insieme, ma su una chitarra sola: sembra un basso con la chitarra che punta solo gli accordi. Va beh, era l'ultimo pezzo ed era quello che avevamo suonato di più nelle prove e quindi un po' l'avevo nelle orecchie. Alla fine ho fatto il solo: quello iniziale non è nient'altro che un annuncio del cantato mentre il secondo doveva essere più libero. In realtà inizio come il cantato e poi piano piano lo lascio. Ad un certo punto mi lascio andare un po' e mi accorgo di fare proprio schifo e quindi vado a avanti a caso, quasi fraseggiando da pentatonica elettrica. Alla fine chiedo di rifarlo e il mixerista mi risponde una cosa del genere: "Manco per sogno lo rifai, alla fine ti è uscita una cosa con gli armonici sull'accompagnamento che se provi a rifarlo non ci riuscirai mai più!" Ci rimasi molto male perché pensai che era solo stufo di ascoltarci e voleva andare a casa, era sera, e quindi dovevo rassegnarmi a tenere quello (ricordo che dopo questa registrazione feci le sovra-incisioni di Shadow of the moon e quindi non avevamo proprio finito del tutto); con il senno di poi aveva ragione lui: ma che cavolo ho fatto alla fine? Pensare che stavo andando a caso perché avevo già dato il solo per perso e quindi suonavo senza pensare.
Questa è stata la mia unica esperienza in una sala d'incisione vera, la considero positiva anche se è curioso che io chitarrista elettrico per antonomasia sia finito a registrare una cosa acustica.
Va beh, ascoltiamo Summertime: via il dente, via il dolore! Ricordo che è una ninna-nanna ed infatti fa dormire :-D .
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mercoledì 27 agosto 2014
Anti-relic
Il fatto stesso che due confezioni siano ancora chiuse la dice lunga su quanto io tema questa eventualità; gli strap-lock Shaller invece sono di riserva perché li ho sulla mia prima strato, ma li tengo più che altro per ragioni storiche - e perché ho la tracolla con gli agganci incollati sopra - più che per reale necessità!
lunedì 25 agosto 2014
Avevo 8 anni
Deep Purple MKI nel 1968: c'è la mitica 335 rossa e c'è già pure un cappello anche se non è ancora quello malefico che lo accompagnerà per quasi tutta la sua carriera! Naturalmente sto parlando di Lui: l'Uomo-Nero! (stranamente non tutto nero)
venerdì 22 agosto 2014
KORG SDD 3000
Non avevo neanche il manuale - non esisteva il web da cui scaricarlo - e quindi lo usavo per tentativo al 10% delle sue possibilità, ma mi sentivo una specie di 'divinità' in terra per averlo!
Ora c'è il fratellone versione pedale, l'SDD 3000!!!!
Il mio Carbon Copy e Replica stanno tremando: mi piace un sacco!
mercoledì 20 agosto 2014
martedì 19 agosto 2014
Capitato pure a me...
Ecco, nella vita non bisogna 'mai dire mai' perché prima o poi... capitano anche a te! E quel che è peggio è che non ho scusanti, mi piace pure essere... 'così'!
L'immagine è un po' bruttina perché viene da un video: quale? Pazienza, pazienza...
lunedì 18 agosto 2014
Un mese senza chitarra
Ragazzi è ufficiale: non so più suonare :eek: !
Provato a fare l'intro pulita di Still I'm sad come si trova nell'ultimo album dei Rainbow datato 1995: non solo devo togliere il 60% delle note per fare qualcosa, ma questo era prevedibile visto che LUI è irraggiungibile, ma non riesco neppure a ricordarmi i passaggi dopo 10 minuti; brutta cosa l'età!
domenica 17 agosto 2014
sturm und drang – 6
Caso 1 - Il chitarrista si presenta con un gran pezzo da mettere in repertorio e lo propone al/alla cantante che a questo punto metto in atto due possibili strategie: ipotesi a, se il brano è di suo gusto o non fa risaltare troppo la bravura del chitarrista, anzi capisce che sarà lui/lei a fare bella figura, lo accetta senza problemi e la cosa si chiude lì; ipotesi b, se il brano non piace al/alla cantante partono strane manovre di rappresaglia del tipo: non trovo le parole, un tempo funzionava perché non c'era il web (poco importa che il chitarrista fornisse il tutto); non 'sento' il pezzo come mio - i cantanti cantano i pezzi solo se rientra nelle loro coordinate astrali e cioè quando passa la cometa di Halley o giù di lì; non ci arrivo con la voce - questa è l'estrema ratio e poco importa che il chitarrista si offra di cambiare il brano di 13 tonalità o che lo stesso/la stessa cantante nella medesima serata canti brani 5 toni sotto e 18 sopra :mad: . Questo per dire che i cantanti vogliono sempre avere ragione perché sanno che senza di loro :evil: .
Caso 2 - Il/la cantante arriva con una proposta di un brano che: o è impossibile da rifare con la strumentazione posseduta o fa proprio cag..e. Che fa il chitarrista? Piuttosto di ammettere che sia impossibile da eseguire o troppo orrido e senza nessun appeal per chi ascolta prima di tutto lo impara, magari con un arrangiamento impossibile che impone l'aggiunta di due corde alla chitarra, di cui una passante per l'orecchio e l'altra per il naso, e magari si inventa accordi di cui neppure lui sa bene nome e significato, cose del tipo: Mi gotico 129°/umbro-sabellico antico# con aggiunta di basso indo-dogon ed una spruzzata di sciamanesimo bambara bemolle! Comunque il chitarrista lo fa per dimostrare che LUI è un super-eroe e nulla lo ferma :shock: .
Secondo voi cosa è successo con questa canzone? La tipa se ne arriva con un nastro registrato dalla TV, da chissà quale film, con un fruscio pari a 147 db in cui sotto si intuiva la presenza di un brano jazz condotto da orchestra e pianoforte: l'ideale per una trascrizione per chitarra! Naturalmente carta e penna alla mano in un intero pomeriggio il brano l'avevo imparato e chi sa quanto sia difficile tirar giù su chitarra accordi di pianoforte sa che razza di odissea ho passato, ma il super-eroe, io, alla fine ha vinto! Lei ha approvato senza però dire grazie: è scontato che i chitarristi siano così... imbecilli? Ad un certo punto rimaneva la parte orchestrale che solitamente io scandivo con solo gli accordi: chiesi di fare l'assolo: mi fu concesso. Già: ma che fare? Questa volta non lo cantai, ma fischiettai mentre suonavo gli accordi e poi tentai di rifarlo con le note della chitarra; naturalmente tutto questo in gran segreto nella famosa mattinata prima di entrare in studio. Il risultato finale lo potete sentire nella registrazione ed io stesso non avevo idea se quell'assolo potesse funzionare: non avevo ancora scoperto la possibilità di registrare più tracce sul PC. Quello che sentite è tutto un 'first-take'; cioè dopo la precedente canzone con l'acustica sono tornato sulla classica con manico stile autostrada a 4 corsie ed ho suonato questa, così... senza apparentemente problema alcuno. Ancora oggi non ho idea di come abbia fatto: probabilmente ormai ero bello caldo, fatto sta che mi è riuscita una cosa che sembra facile all'ascolto, ma più difficile a farsi: cosa? Notate come sia riuscito a separare bene l'andamento dei bassi con gli accordi (ho il sospetto di aver fatto una sovra-incisione, ma non me lo ricordo assolutamente): insomma ho suonato la chitarra veramente un po' come fosse un piano: roba da matti, io che faccio queste cose?
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Coraggio: ne manca solo una alla fine!
venerdì 15 agosto 2014
Che anni!
Ma che cavolo di manopole aveva messo? Non è la prima volta che vedo la sua strato con manopole 'ad minchiam'!
Ed ecco ora invece la MKIII in azione.
La mitica Strato natural... che sogni!
Chitarristi così non ne fanno più: peccato.
giovedì 14 agosto 2014
sturm und drang – 5
Ma torniamo a noi: dopo il gufo c'è un'introduzione di chitarra classica che deriva da un brano del primo disco dei Blackmore's Night di cui ora non ricordo il titolo: suonato con un po' troppa fretta e ansia di finire, cominciava a scarseggiare il tempo, e con il finale cambiato perché... non me lo ricordavo più dato che l'avevo imparato, si fa per dire, giusto quella mattina perché mi era venuto in mente di mettere lì quell'introduzione. Infatti il brano l'avevamo provato e già suonato un paio di volte LIVE, ma mai con quell'intro e, come vedremo, quel finale, che spiegherò, e che live non era possibile fare. Devo dire però che sbagliando la parte finale dell'introduzione ne sono venuto fuori comunque benino dato che quasi sembra fatto apposta :roll: . Va beh, l'importante è crederci!
Poi ho letteralmente posato in fianco a me l'Ovation classica ed ho preso l'altra Ovation acustica - quella non mia, ma prestata per l'occasione - ed ho suonato tutto in un fiato l'accompagnamento dell'intera canzone, finale compreso. Fu un trauma; passare dal manico largo e piatto della classica a quello strettissimo dell'acustico, dalle corde in nylon a quelle d'acciaio ed usando, tra l'altro, il plettro... ricordo che mi sembrava di essere un impedito: trovavo difficile tutto. Naturalmente tenemmo buona quella prima traccia riservandomi il diritto di rifarla alla fine, cosa che puntualmente non avvenne. L'arrangiamento del brano, che è il primo del primo disco della svolta da menestrello di Blackmore, è mio: l'ho volutamente cambiato nello spirito dandogli un senso molto più gitano rispetto all'originale. Avevamo alle spalle già 4 brani abbastanza lenti, sapevo che di fronte ne avevamo due altrettanto tranquilli e quindi volevo qualcosa con un po' di brio dove si percepisse che c'era anche un chitarrista e non solo un accompagnatore. D'altra parte con solo chitarra e voce le possibilità non sono migliaia e quindi in questa ho voluto lasciarmi andare un po' e l'ho volutamente arrangiata molto più ritmata dell'originale; anche la cantante ci ha messo del suo nella parte dove fa un po' il verso alla melodia araba: come si dice? Licenza poetica :lol: . Il finale, già: IL finale! Di finire sfumando non mi andava - si sa: non è rock! - ed allora? Allora ideona del giorno prima: ci sbatto dentro un bel finale strumentale preso da un brano rock dei Rainbow, Death Alley Driver. Ma come è possibile ciò? Quel solo di Blackmore, quello rock, inizia con una citazione della Toccata in Re minore di Bach: praticamente era andare a nozze per me che adoro Bach. Il difficile non è stato suonare la solista, ma pensarla mentre suonavo l'accompagnamento: vi ricordo che era un 'buona la prima' con l'acustica appena presa in mano e con grande stupore di chi ascoltava, la cantante e il mixerista, nella parte finale io smettevo di suonare e riprendevo apparentemente a caso. Invece io mi cantavo in testa quello che avrei fatto dopo: tutto senza click e senza metronomo! Avendo imparato a suonare 'sui' dischi ed ho un buonissimo senso del tempo al punto che anche nel mio gruppo rock ero io il riferimento 'temporale', anche per il batterista; oggi infatti quando provo con il 'nuovo' gruppo mi accusano di stare troppo sul tempo, ma non so che farci. Comunque sia ci sono stato dentro alla grande; quindi ho fatto la parte di Bach, se non sbaglio tornando alla classica ma suonando con il plettro, per dimostrare ai miscredenti che le pause le avevo pensate giuste anche se le avevo pensate solo il giorno prima. Però in qualche modo dovevo finirla perché non potevo poi mica partire con il solo rock... il passaggio finale, in stile minore armonica simil-Bach-Blackmore-Malmsteen, è mio e mi è venuto naturale così; allora avevo quella scioltezza sullo strumento, ora non più :-( . Risentito ora a distanza di tempo direi che il mio taglia-copia-incolla sia riuscito bene perché sembra veramente che il pezzo sia nato così e non il risultato di un 'misciot' (bergamasco che sta per mescolanza). Nel brano poi sentirete alcune sovraincisioni: sì, è il brano che ha avuto più sovrapposizioni anche se poi si riducono a 3, forse 4, e non sono state fatte in quel momento, ma alla fine di tutto. Cioè? Cioè dopo che erano stati registrati anche i due brani mancanti di cui ancora devo raccontare; io non ero contento che ci fossero solo due chitarre e quindi in 10-15 minuti ho fatto tutto il resto. Con la scusa che la cantante dovesse fare la doppia voce nel ritornello - dove ho capito cosa sia il chorus in quanto ha solo raddoppiato la sua voce senza cambiare la nota e quindi il leggero effetto chorus che sentite è naturale, non è un effetto messo dopo, ma il risultato del leggero scostamento di intonazione delle due parti - come dicevo con la scusa della doppia voce ho chiesto di tenere aperto anche il canale della chitarra e ci ho suonato sopra altre parti come, ad esempio, la seconda chitarra sulla parte 'alla-Bach', ma anche altro: insomma ho improvvisato. Mentre la riascoltavamo il mixerista ha tenuto ancora aperto un canale della chitarra e ci ho suonato sopra senza che nessuno mi avvertisse ed è finito anche quello nel mix finale anche se molto basso; d'altra parte conoscete un chitarrista che ascoltando qualcosa ed avendo una chitarra in mano alla fine riesca a star fermo con le mani? Ci sono stecche, esitazioni, note 'ciccate' e tante altre schifezze, ma a me il risultato finale piace perché vero, immediato ed anche un po' movimentato', finalmente!
Adesso capite perché dal vivo quel finale non si può fare ed esiste solo su questa registrazione, ma a me piace molto come l'ho messa insieme; la più grande soddisfazione è stato che anche la cantante ha riconosciuto che alla fine avevo avuto una bella idea ed avevo fatto un bel lavoro (ricordo che il lavoro era suo nel senso che la sala la pagava lei ed era quindi il 'suo' CD!)
Va beh, dopo tante parole è ora di ascoltarla ;-) .
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mercoledì 13 agosto 2014
Roadie: lavoro duro!
Per me questa fisicità nella musica rock un po' si è persa, ma probabilmente sono solo cambiati i tempi e si è diventati tutti più 'fighetti' :roll: .
lunedì 11 agosto 2014
sturm und drang – 4
Già, ora tocca al quarto e fu una vera 'catastrofe': ok, sto esagerando un po'. Di certo la cantante ci teneva molto a questo brano, non chiedetemi il perché, e fu anche l'unico che preparammo un po' meglio nelle poche ore prima di entrare in sala; ebbe anche la brillante idea di farmi cambiare tonalità all'ultimo momento e quindi scrissi su un foglietto gli accordi che poi avrei dovuto suonare. Questo spiega anche il mio andamento abbastanza meccanico: ero preoccupato di non sbagliare visto che stavo percorrendo 'strade nuove', però fui fortunato e fu un 'buona-la-prima' con l'augurio che, se fosse avanzato tempo, avrei cercato di suonarla meglio: naturalmente il tempo non ci fu. Anche il solo fu fatto al volo ed infatti non faccio altro che rifare un pezzo del cantato: ero assolutamente privo di idee! Il canto? Fu rifatto un po' di volte anche con la tecnica del 'punch-in' perché la cantante non era mai soddisfatta del risultato e così perdemmo un sacco di tempo discutendo anche con l'uomo al mixer, che ci assisteva in tutto, su cosa fare per migliorarla: alla fine, secondo me, aveva ragione lui e la lasciammo il più semplice possibile. Non passerà alla storia come esecuzione, ma non è anche venuta così male da far rivoltare nella tomba Harry Mancini! Secondo me lei ci teneva troppo al pezzo e quindi si è incaponita e un po' contratta nel cantarla.
Va beh, ascoltiamola; le cose dopo cambieranno, ma non per forza in meglio.
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domenica 10 agosto 2014
a m’arcord – questo post non è essenziale!
Alla fine anche da questi due miseri 'cassettini della memoria' è uscito di tutto, cose che fanno capire quanto la musica sia stata pervasiva nella mia vita anche se alla fine con essa, la musica, non è che abbia poi combinato molto.
Quando si è giovani si sente la necessità di esprimere la propria creatività nei modi più assurdi: oggi c'è Facebook - a proposito, mi sono iscritto ora che la buriana è passata e FB è in declino specie tra i giovani e l'ho fatto pure sotto falso nome: io ho chiesto una sola amicizia ed ora me ne ritrovo con 70 e non ho idea del perché - ai miei tempi c'era la musica. Sapere 3 accordi non mi impediva di 'scrivere' un pezzo e sentirmi una specie di musicista incompreso; ma io ogni tanto 'scrivevo' davvero e mi sono inventato un sistema veloce per ricordare la mia musica senza ricorrere al pentagramma che rimane IMHO il metodo migliore, ma sono lunghissimo nella scrittura delle partiture 'classiche'. Direttamente dai miei 16-17 anni ecco a voi una mia composizione! (ho volutamente oscurato il mio nome in cima per pudore)
Già, non ho mai saputo scrivere un testo che sia uno, anche se ci ho provato, e quindi prendevo le poesie, che hanno una metrica, e le mettevo in musica: qui tocca al povero E. A. Poe essere maltrattato dal sottoscritto. Curioso notare come suonassi la chitarra da poco più di un anno eppure infilassi già un accordo diminuito: dove l'avrò imparato? Non me lo ricordo, troppo in là nel tempo, però spesso capitava che io imparassi un nuovo accordo e volessi inserirlo in qualche brano per 'stamparmelo' in mente. Passa un anno o poco più ed è la volta di rovinare i versi dell'immortale Shakespeare (tra l'altro girando sul web ho scoperto che non sono l'unico ad averlo fatto anche proprio con questo sonetto!)
Componevo tutto sempre con la classica, raramente lo facevo con l'elettrica, anche perché avevo la fatidica imitazione Les Paul, e mi veniva naturale una caratteristica che ho conservato ancora adesso: far risuonare il più possibile le corde a vuoto per rendere il suono più pieno anche a costo di dissonanze che, alla fine, mi piacevano e piacciono pure. Anche la mia personale 'notazione musicale' si sta perfezionando: buona parte di essa la uso ancora oggi quando devo tirare giù i pezzi :roll: .
A 20 anni ci provo con un blues: non amo il blues e non lo sento mio, ma un giorno ascoltando un brano dei Queen, Dreamer's Ball, c'era dentro un accordo stranissimo e il pezzo aveva un sapore vagamente jazz-blues alle mie orecchie che mi piaceva, quindi ho preso quell'accordo ed ho cercato di scrivere un brano che si ispirasse a quel mood particolare.
Noterete che stavolta c'è anche il testo, di una banalità disarmante, ma di più non sapevo e non so fare (se non ricordo male ho scritto solo un altro testo di un'altra canzone); in soli due anni dalla mia composizione precedente, che non è comunque la mia prima, gli accordi si sono complicati parecchio - altro che i power chords che amo usare adesso - e l'accordo strano, che era la sfida che mi ero posto, è il La + che altro non è che un La maggiore con un fa naturale. Ecco il testo in tutta la sua banalità con anche la mia mania, che conservo tuttora anche quando leggo i libri, di segnare quando faccio le cose.
Questo brano, dalla struttura degli accordi così complicata per me, l'ho sempre considerato un po' come il vertice delle mie capacità creative in ambito jazz-blues e quindi anni e anni dopo ho ripreso questo stesso foglio e l'ho trascritto sul sequencer della mia tastiera Korg T3 per finalmente sentire come sarebbe potuto suonare così come io l'avevo pensato; dal file MIDI ho pure stampato lo spartito con chissà quale programma free.
Noterete che il brano l'avevo composto sì con la chitarra, ma avendo in mente altri strumenti che con un sequencer ho potuto programmare e quindi in parte passare dall'immaginazione alla 'realtà virtuale' sonora. Qui viene fuori un'altra mia caratteristica: non penso quasi mai alla chitarra quando compongo, ma penso alla musica e la chitarra, quasi sempre, la sento come un limite; la tecnologia moderna mi ha permesso di superare in parte questo mio limite e quindi di ascoltare con le orecchie quella musica che spesso ho scritto solo pensandola. Ho scritto anche un concerto per orchestra ed uno per pianoforte ed orchestra, robetta sia chiaro, ed ho potuto ascoltarli dopo anni di programmazione sul sequencer. Lo so, son malato! Ecco una pagina interna a caso del brano jazz-blues dal quale ho depennato completamente il testo lasciando al sax il compito di fare la melodia del 'cantato'.
Ma quando si è giovani si ha molto più tempo per suonare, comporre e quindi scrivere sulla carta la propria musica; almeno una cosa sono riuscita a concluderla ed è questa qua sotto.
Il mio nome è sempre stato oscurato dal sottoscritto per ovvie ragioni: non voglio che la neurodeliri mi rintracci! Questa è la fotocopia dell'originale che ho sempre in quei cassetti ed è un lavoro abbastanza grosso che mi ha tenuto compagnia per un po'. Apro ancora una pagina a caso.
Anche questo mio lavoro, nato per essere suonato solo alla chitarra classica, ha poi subito un mega-arrangiamento sul sequencer subendo orchestrazioni varie; ma questa storia mi sa che ve la racconterò un'altra volta e magari vi farò ascoltare qualcosa.
Ho detto 'magari'!
sabato 9 agosto 2014
a m’arcord – naturalmente non poteva essere la fine!
Tanto per iniziare la scaletta completa di una stagione estiva del mio mitico gruppo anche se sulla sigla ho dei grossi dubbi visto che ne suonavamo sempre un'altra.
Come vedete prima dell'avvento del PC era un lavoro 'manuale' fatto dal sottoscritto; di solito arrivavamo sino alle ultime 5 ed avevamo già sforato con il tempo e quindi ne suonavamo una, di quelle 5, a rotazione anche se Highway Star era spesso richiesta dal pubblico. Peccato non riesca a ricordare l'anno...
Poi son saltati fuori i miei orologi che invece di buttare, conservo e non chiedetemi il perché.
O, meglio, so il perché: sono ricordi! Ne manca almeno uno all'appello, era della Camel Trophy, prima o poi salterà fuori; pensate che quello con la calcolatrice viene dall'IRAN, mio padre ha lavorato lì per una decina d'anni, ed era quello che usavo al liceo O_o .
Poi il mitico portachiavi che tanto stupore ha causato alla moglie.
Quindi una cosa che i giovincelli pubblicizzano come un'invenzione geniale moderna e che invece io avrò già minimo da una trentina d'anni.
Mai realmente usato e sulla cui utilità dubito molto al di là dei giudizi positivi dell'amico 4roses.
Ma quanti di voi conservano un ricordo del 1980? Io sì!
Il 'pazzo', cioè io, partecipò al concerto portando una propria composizione per chitarra classica e flauto, suonato da un mio amico-compagno di classe: certo che ne avevo di 'faccia-tosta'!!!!!!! Da qualche parte ho ancora la partitura e l'avevo anche trascritta in MIDI, magari ve la farò ascoltare prima o poi. Ora in quella scuola ci lavoro e il teatro del 'misfatto' mi ha visto altre volte sul palco, ma con la chitarra elettrica e, quest'anno, come invitato speciale per festeggiare i proprio primi 25 anni di insegnamento!
Ma passiamo a cose più serie: Son quanto mi dai per questi?
:lol: :lol: :lol:
Caso mai arrivassero altre strato o dovessi fare manutenzione alla tua... :roll:
Ma per concludere ecco qualcosa di interessante; non li ho conservati tutti, ma direi che un buon 80% c'è!
Manca di sicuro quello di Mike Stern a Cremona, Jeff Beck a Sarnico o Lovere, la memoria..., ed altri, ma quelli importanti ci sono come quello indimenticabile dei Rainbow al Palalido dove ebbi l'ultima e unica occasione di vedere Blackmore in formato rock con la formazione dei Rainbow, appunto, in una performance memorabile. Nel bis suonò BURN: non l'ho ancora dimenticata e penso stiano ancora tremando i muri della struttura!
Rimangono poche altre cose da mostrarvi, ma la prossima volta e sono molto 'personali' e quindi poco interessanti.
venerdì 8 agosto 2014
a m’arcord – che sia la fine?
Come potete vedere niente di eccezionale, sono quei tipici cassetti che stanno sotto un letto singolo e non sono neppure profondi come tutta la larghezza del letto. Sono già stati riparati dal sottoscritto tempo fa in quanto il fondo aveva ceduto: ora sapete anche il perché visto che contenevano di tutto e di più! Tra l'altro sono in frassino come la strato natural... dite che ci esce un bel manico da quel legno :eek: ? Se Brian May ha fatto la sua chitarra da un caminetto io non posso farla da un cassetto?
A dire il vero quello che avete visto sinora era la parte minore del contenuto di tali cassetti perché... vi ricordate che vi avevo detto che in fatto di lettura sono 'bulimico'? Questo non riguarda solo i libri e le parole, ma anche la musica e le note ed infatti la maggior parte dei cassetti era occupata da spartiti.
Come potete vedere c'è di tutto e di più; anche qui un piccolo patrimonio in soldi dato che la musica stampata non costa poco! Tra l'altro qui conservo solo circa 1/3 degli spartiti che ho, in cantina ne ho almeno il triplo: roba accumulata negli anni addietro. Se vi sembro schizofrenico nelle mie scelte aspettate di vedere l'altra parte di spartiti che c'era in tali cassetti.
Sì, sono di meno, ma solo apparentemente dato che, sempre in cantina, ne ho un'altra carrettata! Insomma: quando si tratta di musica io non distinguo molto tra 'vecchio' e moderno, sempre musica rimane. Tra l'altro ho anche partiture orchestrali, una l'avete vista nel video dell'Inno alla gioia di Beethoven 'tirato giù' proprio dalla partitura orchestrale della Nona sinfonia, concerti vari etc. Ho passato estati con il giradischi che suonava ed il sottoscritto a seguire la musica sugli spartiti per cercare di imparare la differenza vera che c'è tra un musicista 'vero' e un bifolco come me; non vi dico quanto Bach ho ascoltato che penso che nemmeno lui si ascoltasse tanto :-) . Che sia il caso di fare un video anche su questo?
Per ora chiudo qua, non dovrebbe saltare fuori più nulla anche perché mi mancano solo i due piccoli cassetti del comodino e quindi in poco spazio non credo ci sarà altro da 'scoprire'.
giovedì 7 agosto 2014
a m’arcord – anche questo c'era ed ho tenuto!
Questo è tutto originale ed intonso, preso ad un loro concerto a Milano, insieme ad un portachiavi ritrovato proprio ora e osservato con compassione dalla moglie, in quello che una volta si chiamava PalaTrussardi (causa di una mega-gaffe in una classe non mia in quanto cominciai a parlar male della famiglia Trussardi e della loro politica dei prezzi dei jeans etc. ... poi uno degli studenti mi disse di essere 'Trussardi', 'quel' Trussardi :-) ) Non so come si chiamano queste pubblicazioni 'ufficiali' che accompagnano un tour, ma è pieno di belle immagini.
Adesso fate attenzione all'immagine in alto a sinistra, questa.
Osservata bene? Pronti... ma proprio pronti...
... io vi avevo avvertito! Già, questa è la camera in cui giro i video ed è l'unica parte della casa che non è mai cambiata, se non in parte, dal 1980 ed infatti è uno sfacelo totale. Era la camera matrimoniale dei miei genitori, poi se ne sono andati tutti tra lutti e matrimoni ed è diventata la mia camera quando ho abitato solo, per 8 anni: si è accumulato dentro di tutto e di più ed io ho fatto le 'aggiunte' alle pareti. A dire il vero io vivo ancora il 90% della mia vita qua dentro in una stanza che ha la carta da parati che si sta staccando, la moquette con i buchi e il pavimento che sta cedendo: erano tutte idee di mia madre, tappezzeria e moquette sono retaggio di altri tempi, e ormai devo rifarla da capo, ma è dura lasciare così tanti ricordi e sto rimandando ad libitum quel momento. Quindi la camera è un pasticcio di arredamento serioso e aggiunte mie; voi vedete sempre la parte seria nei miei video: quella con la laurea, i due dipinti e il PC, insomma dove vivo e lavoro. Ma io quando parlo in realtà vedo tutt'altro. La bandierona non ricordo più da dove venga, ma avevo (e forse ho, ma ho perso il controllo di alcune zone della camera) anche una maglietta uguale. Anche i poster non esistevano mica, era roba inglese non si trovava nulla in Italia e allora? E allora esisteva il 'fai-da-te'. Ho fatto una foto ad una foto e poi l'ho fatta ingrandire su carta fotografica Kodak: avete idea del prezzo? Meglio che non ve lo dica, ma così spendevo quel poco che guadagnavo con i miei concerti ed avevo qualcosa di unico, tanto per cambiare. Quello sotto Blackmore sono, io in concerto, con una strato che non ho più che è esattamente lo stesso modello che ha ora Son of Aleric, ma con battipenna e plastiche nere cambiate da me. Ma torniamo alle immagini della brochure.
Altra immagine ed altra parete della camera :lol: .
Ormai il trucco è svelato e quindi non rimane molto da dire se non che quello a sinistra è Blackmore mentre quello a destra sono io, caso mai qualcuno si confondesse :roll: . Sotto un'immagine anche dei Deep Purple dei bei tempi che furono, sempre presa da un libro con la tecnica della 'meta-foto', e a lato due immagini con il mio gruppo storico. Noterete anche che ho qualcosina di Stephen King... contati velocemente da qui sono 48 libri suoi: praticamente lo mantengo io! Sempre sulla brochure c'è un'immagine che mi piace molto perché fa venir fuori tutto l'umorismo dell'Uomo-Nero.
Riesce a far spettacolo anche senza chitarra!
Vorrei puntualizzare che io sono una persona seria, molto seria, quasi triste, al punto che i miei alunni dicono che non rido mai, al massimo sorrido delle mie battute durissime quasi sempre auto-ironiche. Insomma, non sono una persona 'leggera', neppure nel fisico, e non ho idea del perché poi abbia una camera così che rimando di anno in anno dallo smantellare anche se quasi ci siamo, anzi, in parte lo sto facendo. Quindi da persona seria poteva mancare questa?
Certo che no! E così ho perso del tutto la mia credibilità e il rispetto altrui; pensate che sono già un paio d'anni che sto meditando di farmi la T-shirt con la copertina di Made in Japan!
E così ho finito? Macché, sono solo al primo cassetto!
mercoledì 6 agosto 2014
a m’arcord – cosa ho tenuto!
Ho tenuto alcuni dépliant o brochure, come si chiamano adesso, degli anni '80, periodo in cui ne facevo incetta per vedere cosa non potevo permettermi. Visto che ero (ero?) senza soldi ecco che mi ritrovo con un catalogo Squier degli anni '80 con le bellezze di allora.
Se avessi avuto i soldi per comprarmi una Squier di quegli anni oggi varrebbe una fortuna: di sicuro più di una pari età della Fender! Stiamo parlando delle Squier fatte in Giappone con una cura tale da surclassare 'mamma-Fender'; ma quando si tratta di affari io ho il fiuto al contrario e quindi niente Squier e niente pezzo pregiato nella mia collezione.
Ma i più smaliziati di voi avranno notato sullo sfondo che ho anche un catalogo Fender originale dell'epoca, 1982 per l'esattezza: ricordo ancora quando lo trovai nel 'mio' negozio - oggi è ancora quello anche se si è trasferito da un'altra parte della città - e riuscì ad accaparrarmi una delle pochissime copie a disposizione: che tempi!
Non chiedetemi perché sia in spagnolo: non l'ho mai saputo e capito! So solo che l'avrò sfogliato migliaia di volte fantasticando su quelle immagini di Stratocaster; lo so, ora ho più di 50 anni e la cosa fa sorridere, ma allora era così: si sognava! Anche il fatto che si aprisse in quel modo 'scenografico' era leggendario per un ragazzo come me che pure aveva più di 20 anni: ma una volta 20 anni erano tali e non come oggi che è come se si fosse già fatto e provato tutto nella vita.
Vedere tutti quei miti con una Fender in mano, alcuni neppure sapevo chi fossero, era un po' la prova che avere 'quella' chitarra era un po' come far parte della storia. Immagini simile anche sul retro del catalogo.
Alcuni di questi tizi sono ancora in attività, altri spariti nel nulla, altri morti: comunque sono 'storia'!
Mai capito perché manchino alcuni mostri sacri del calibro di Jeff Beck, David Gilmour e Ritchie Blackmore: boh! In compenso c'è già Steve Morse: ma...!
Era l'anno in cui Fender iniziò a reintrodurre gli strumenti storici con la serie Vintage: ecco LA Telecaster in tutto il suo splendore!
E poi c'era lei: LA STRATOCASTER in tutta la sua magnificenza e splendore!
La Stratocaster, LA CHITARRA ELETTRICA, punto!
Ancora oggi non mi sono stancato delle sue forme e del suo essere così... così 'bastarda' da suonare, ma unica nel feeling. Naturalmente ero giovane e la fesseria l'ho fatta: dalla pagina precedente ho ritagliato l'immagine della strato del '57 . Perché ho fatto una fesseria tale? Perché era la Strato con la tastiera in acero che per me rimane la tastiera della Strato! Ho trovato l'immagine della pagina mancante sul web: eccola.
Ma, mi ripeto, perché ho fatto una fesseria del genere? Semplice: l'immagine della chitarra ritagliata l'avevo attaccata sulla vetrinetta della mia libreria in modo da averla sempre di fronte a me e continuare a sperare e sognare di averla. Ora la mia RollingCaster è praticamente 'quella' chitarra anche se è forse quella a cui sono meno affezionato e sempre in procinto di darla via per avere un altro palettone :eek: !
Ma la pagina più guardata era un'altra, era questa qua.
La Walnut Strat era per me libidine visiva pura: il legno a vista... sapete quanto ami la strato natural, questa era ancora più da ricchi, da nababbi proprio. Certo, le meccaniche dorate fanno un po' 'cafone', oggi la penso così, ma anche molto lusso sfrenato ed in tempi di povertà, allora come oggi, sognare era ed è l'unica cosa che resta. Poi... poi c'era quel circuito elettrico con 9 suoni diversi: il mitico circuito della Strat!
Nel gennaio del 1984, quindi poco dopo, riuscì ad avere la mia prima strato, quella tutta modificata e massacrata, e tanto ho fatto e disfatto che direttamente da Casale Bauer sono riuscito ad avere lo schema del circuito elettrico della Strat: una fotocopia che conservo ancora gelosamente dato l'estrema difficoltà per averla, forse l'ho mostrato nel mio video. Alla fine quella mia prima Stratocaster ha proprio il circuito elettrico della Walnut Strat e poco importa se alla fine non lo uso mai, è come avere un pezzetto di quella chitarra vista e sognata su quel catalogo.
Ma dal mio lavoro di 'pulizia estiva' è saltato fuori un altro catalogo immortale: tadà!!!!!!!!
Bello, vero? Stavolta aprendolo però c'è qualcosa che mi riempe di orgoglio.
Stavolta la fesseria non l'ho fatta e la mitica JCM800 2210 è ancora qui con me anche se a riposo, momentaneamente :roll: . Ogni tanto penso di venderla, ma ho così tanti ricordi legati a quel cassone...
Ma c'è dell'altro? Certo che c'è, ma ne parlerò la prossima volta.
