Naturalmente non ho resistito a vedere come potesse essere il risultato finale e quindi ho appoggiato sopra il battipenna per 'vedere di nascosto l'effetto che fa!'
Non male anche se in foto forse non si nota molto la differenza rispetto a prima; mi auguro che si percepisca che non c'è più quella lucentezza tipica della vernice poliuretanica che viene messa sopra le chitarre nuove che le imprigiona come in un sarcofago preservandole comunque nel tempo. Già che ci sono provo a vedere come potrebbe stare con un battipenna green mint leggermente vissuto: uno dei tanti che ho!
Tra l'altro la vernice nera isolante dell'interno della chitarra aiuta a capire come sarebbe la stessa se mettessi le plastiche nere ai copri-pickup alle manopole etc. Però... però... però è una settimana che ho delle plastiche già un po' ingiallite al sole pieno di questi ultimi giorni: stare tutto il giorno con picchi di 35° avrà aiutato l'invecchiamento? Probabilmente no, ci vorrebbe forse tutta l'estate, ma dipende molto dalle plastiche: di solito le Fender originali ingialliscono mentre i rimpiazzi, che vengono 'non si sa da dove', quasi mai. Già che ci sono faccio una prova visto che con la chitarra smontata è più facile immaginare il risultato finale.
Adesso sentiamo come me la boccia l'amico Son! :-D
La cosa curiosa è che il manico invece è lucido e chiarissimo, ma non mi passa per la testa l'idea di satinarlo, cioè passare anche qui la lana d'acciaio finissima, perché mi piace proprio così lucido e non mi da alcun fastidio a dispetto di quello che si dice del sudore e la vernice sul manico che bloccherebbe lo scorrimento (mica sono Malmsteen!).
Di sicuro avrete notato che smanettando con il battipenna sono spuntate due o tre macchioline a sinistra di quest'ultimo sul corpo: sono le impronte delle mie dita! Già, togliere lo strato di vernice protettiva ha questa controindicazione: si vedono tutte le ditate. Avete presente come succede sul touch-screen di uno smartphone o sul coperchio nero di un portatile? Uguale! Tra il caldo, la sudorazione e l'unto, che comunque abbiamo sempre sulle mani, il sottile strato di vernice che è rimasto funziona come una carta assorbente e tutte le impronte si vedono in modo chiaro. Ok, farà anche relic, ma è fastidioso. Tanto per iniziare oggi ho dedicato ancora un buon 30 minuti a levigare molto dolcemente il sopra del corpo con la lana d'acciaio finissima per togliere quasi del tutto le impurità lasciate precedentemente e le macchie delle dita. E poi? Poi devo trovare qualcosa per proteggere il corpo diventato così sensibile alle macchie. Insomma, devo risolvere: ma come?
Sono o non sono in cucina? Con l'olio! 8-)
Quale? Non quello d'oliva, ma quello che ho trovato sempre da Auchan, supermercato dalle mille sorprese.
L'ho già utilizzato sul retro della chitarra ed oltre a lisciare certi graffi superficiali ridona un po' di lucentezza al legno proteggendolo un po'; sul retro ho dato una mano sola, proverò magari con due per vedere se migliora ancora. Notate sempre gli attrezzi raffinati: a sinistra un paio di boxer del sottoscritto ormai dismessi da tempo (lo sporco è l'olio restauratore, non cominciate a pensar male che mia moglie lava tutto!) ed a destra una maglia di lana, sempre mia e sempre dismessa per raggiunti limiti di taglia, che serve per lucidare il prodotto dopo averlo lasciato agire per un po'. Come avete visto è per il legno chiaro, ma oggi ne ho preso uno anche per legno scuro per vedere di metterlo sui bordi in modo da recuperare magari un nero più profondo, insomma per avere una finitura 'more-black'!
Qui mi sono fermato, per ora, e l'olio ancora non l'ho dato perché è andato via il sole e certe cose è meglio farle vedendoci bene, piove pure ora anche se c'è un bel freschino.
Ma tranquilli: il delirio prima o poi continuerà!
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