Per capire questo post bisogna avere buona memoria o tornare indietro al 27 gennaio e ricordarsi che stavo facendo; è la vostra ultima possibilità: cliccate qui ;-) .
Vi ricordate adesso? Pensate che c'è persino traccia in un mio video di questa mia chitarra opaca sul retro e lucida davanti... beh, ieri ed oggi ho deciso di mettere mano anche alla parte frontale: o la va o la spacca!
Prima di iniziare la spiegazione di cosa ho fatto e di come l'ho fatto devo fare una premessa:
VOI NON FATELO!
Queste follie lasciatele ai malati cronici come me, tanto la chitarra suona uguale a prima, non vale più nulla e probabilmente sarà anche più brutta.
A corollario di ciò dirò anche che sarà un post lungo, lunghissimo anche a causa delle immagini e proprio per questo lo spezzerò in più parti; a dire il vero non ho ancora finito e devo prendere ancora alcune decisioni: per questo c'è l'amico Son che mi consiglierà... ed io farò esattamente il contrario :-D, con suo grande disappunto.
Per prima cosa ho scelto come luogo di lavoro una postazione fissa - o dovrei dire 'fessa'? - assolutamente non d'intralcio alla vita quotidiana e che fosse il più asettico possibile: la cucina! (mi manca lo smile facepalm, ma consideratelo inserito!) Di fisso non c'è nulla visto che la cucina è il luogo di passaggio della casa, asettico men che meno: insomma una scelta sconsiderata che è possibile solo perché ho lavorato (lavorato?) quelle 3-4 ore tra l'attesa del ritorno della moglie dal lavoro e, tornata, le sue lezioni in palestra fuori casa. Quindi campo libero circa dalle 13 alle 16 e dalle 17 alle 18 o 19 se deve fare la spesa. Già i conti in matematica non tornano, ma io non faccio questo per lavoro, ma per hobby e quindi non è che mi piace fare le cose di corsa: mi prendo tempo e le pause giuste per rispondere nel frattempo ad esempio a 4roses e scoprire così che ha un nuovo pedale e suona in un nuovo gruppo tra i 1000 che ha!
Descrivo ora quello che ho fatto in questi due pomeriggi che è quasi la replica esatta di quello fatto a gennaio per il retro della chitarra ed una ventina di giorni fa per il bordo: mancava giusto la parte frontale.
La scelta degli strumenti è fondamentale per la riuscita del mio progetto e quindi dopo accorti studi ho deciso per il meglio del meglio, qualcosa che esaltasse le essenze del legno della mia chitarra.
Già, sono le pagliette di acciaio per pulire le pentole: sono o non sono in cucina? Non avete idea di quanta strada abbia dovuto fare per trovarle... ... ... ehm ... ... ... se attraverso la strada io sono da Auchan, non è che mi sia sforzato poi tanto. Lo sforzo è grattare via lo strato di lucido che c'è sul corpo della chitarra: è spessissimo!!!!!! O_o
Ho respirato tanta di quelle scorie radioattive :mad:, veramente bisogna sfregare con molta forza e pian pianino la chitarra si sbuccia; con questa paglietta il grosso viene via anche se a fatica. Risultato? Eccolo!
Non lasciatevi ingannare dall'immagine anche se devo dire che dopo 6-7 pagliette lo strato era venuto via tutto, la superficie al tatto era liscia e direi già soddisfacente.
Sì, avrei dovuto avvisare della presenza di foto pornografiche: dopotutto la strato è NUDA! :mrgreen:
Comunque sia sarà di sicuro una mia impressione, ma le venature del legno mi paiono più visibili anche se i colori hanno perso la loro brillantezza e risultano essere alquanto più smorti, ma ormai "il dado è tratto" e non si può più tornare indietro.
Ora bisogna passare al lavoro di fino ed uso due 'attrezzi' un po' più consoni allo scopo.
Inizio con la 00 che è più 'sgranata' e via di 'olio di gomito' un'altra volta. Avevo preso in considerazione di andare a cercare qualcosa da attaccare al mio trapano per velocizzare il lavoro, ma alla fine ho rinunciato ed ho preferito andare 'a mano' anche se di sicuro è più faticoso e sicuramente meno professionale; così facendo mi pare però di avere più controllo di quello che sto facendo. Se diamo un'occhiata al lavoro 'in itinere' la visione è assolutamente sconcertante! :eek:
Avete ragione: sono un pazzo, un pazzo furioso! :twisted:
La mia povera strato tutta rovinata :cry: ed ora?
Tranquilli, era tutto previsto :?: , quasi previsto; comunque ho continuato e sono poi passato alla lana d'acciaio 000 più fine per 'raffinare' quanto fatto sino ad ora (ricordo che è lo stesso identico procedimento usato a Gennaio per il retro del corpo e circa 20 giorni fa per il bordo, magari con qualche passaggio in meno e più esperienza specie all'inizio dove sono andato giù subito pesante per togliere il primo strato spesso e plasticoso).
Arrivato a questo punto ho sfoderato la mia arma segreta, quell'ingrediente che fa la differenza e permetterà a tutte le mie fatiche di arrivare ad un sicuro successo.
Notare le calorie e il bassissimo contenuto di grassi, specie quelli saturi: con questo ingrediente segreto non posso fallire. Devo solo trovare lo strumento adatto a spalmare questa 'essenza' in modo uniforme e congruo. Trovato!
Devo dire che è stato più semplice del previsto perché l'attrezzo individuato si è rivelato perfetto per lo scopo da raggiungere: ora posso continuare con forze rinnovate e tasso glicemico più alto.
Giunge ora il momento di usare la carta vetrata o abrasiva o... non so come si chiama: questa volta invece di attraversare la strada sono andato più in là, circa 3 km., da Leroy Merlin e mi sono procurato tutta una serie di fogli di grana via via più fine.
Avevo sentito dire che questa carta la usano anche i carrozzieri sulle botte superficiali per lisciare la vernice metallizzata e che la usano con l'acqua perché così la grana si sparge meglio e con l'acqua ha un effetto 'lisciante' tipo quello della sabbia sul mare. Ci proviamo? Ma sì! Eccomi pronto al via.
Notate sempre la precisione 'tedesca' nella scelta degli strumenti: l'acqua è in un... sottovaso! Inizia il lavoro e l'effetto è... strano?
Tra l'altro il caldo bestiale - ieri siamo arrivati a 35° e nonostante il temporale notturno anche oggi siamo a 32° anche se stasera, mentre scrivo, siamo sotto un forte temporale e siamo già scesi di schianto a 20° - fa sì che l'acqua si asciughi subito originando una 'palta' strana che comunque è abrasiva.
Comunque il segreto è continuare e non lasciarsi spaventare da quello che si vede: oggettivamente non è un 'bel vedere'!
Dopo un po' che andavo avanti con questo giochino, fatto con grane di spessori sempre diversi per arrivare alla 800 e fin anche alla 1200, mi sembrava di essere entrato in quel film di una volta: "Dai la cera, togli la cera... dai la cera, togli la cera...".
Alla 'fine della fiera' il risultato non è malaccio, meglio sulle parti chiare mentre il nero soffre parecchio della mancanza del lucido perché non è più nero, ma grigio scuro e lì per quanto si faccia qualche riga di troppo appare sempre.
Non lasciatevi ingannare dalla compressione del jpeg, non è così 'granuloso' il colore, però il nero non più nero si nota abbastanza; in compenso la superficie al tatto è quasi vellutata, molto bella e la sensazione di essere 'sul legno' è veramente tanta.
Cosa fare ora?
Ve lo racconto la prossima volta (anche se l'ho già fatto!)
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