Ieri erano 100 anni esatti dall'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia Chotek, fatto che, in modo alquanto semplicistico, viene indicato come la causa dello scoppio della Grande Guerra (quella che fecero i miei nonni: uno era anche un "ragazzo del '99" anche se probabilmente sono l'unico a sapere di cosa stia parlando). Ma non è di questa 'storia' che voglio parlare.
Sul web ho trovato questo breve documentario che invece riguarda molto più da vicino la 'mia' di storia; lo so, visto oggi sembra 'preistoria', praticamente molto vicino a tutti quei documentari che ieri hanno dato sul famoso assassinio di Sarajevo. Per assurdo visti in video, rigorosamente in bianco e nero e 'sgranati', sembrano più vicini due avvenimenti del 1914 e 1971 rispetto a quelli tra il 1971 ed oggi. Eppure questo mini-documentario mi catapulta in un mondo 'antico' che io conosco molto bene anche se forse sono sfasato di circa 6-8 anni rispetto ai ragazzi che si vedono nel video.
Faccio notare che è uno di rarissimi video che testimoniano l'esuberanza LIVE dei Deep Purple negli anni d'oro della formazione MkII ed è anche uno dei rari esempi in cui si intravede Blackmore persino nell'intervista dove, naturalmente, non parla. Valore storico, come dicevo, notevole: per i cultori dell'Uomo-in-nero da notare la chitarra, probabilmente la mitica Strato nera del 1968 molto poco reliccata nonostante l'uso e l'abuso, le due 'colonne' Marshall e la sedia su cui è appoggiato il famosissimo Hornby-Skewes Treble Booster che contribuiva in modo determinante all'ottenimento del suo sound.
Non dico che quegli anni fossero meglio di quelli odierni, ad esempio non potrei essere qui a condividere con voi questa cosa se fossimo ancora in quel periodo, ma di sicuro nell'osservare il video è come tornare in un luogo e in un tempo a me tutt'altro che sconosciuti: un mondo in cui si credeva che tutto potesse cambiare per il meglio.
Oggi sappiamo che non è così, neppure per la musica.
domenica 29 giugno 2014
venerdì 27 giugno 2014
Allora?
Rimontato il tutto; a parte che se la muovo è rimasto dentro qualcosa che fa rumore, penso un rimasuglio di una saldatura tipo pallina di stagno che fa tanto sorpresa nell'uovo di Pasqua, devo dire che fa la sua 'porca' figura! :mrgreen:

Mi spiace Son: come dici tu la strato è sempre bella, anche con il battipenna 'latte-menta andato a male'. :roll:

Nonostante abbia usato strumenti a dir poco 'primitivi' direi che non sia venuta poi così male.
Lo so: è piena zeppa di difetti, ma è anche una chitarra assolutamente 'bastarda' nel suo pedigree ed in fondo deve piacere a me. E a me 'mi' piace! :razz:
Mi spiace Son: come dici tu la strato è sempre bella, anche con il battipenna 'latte-menta andato a male'. :roll:
Nonostante abbia usato strumenti a dir poco 'primitivi' direi che non sia venuta poi così male.
Lo so: è piena zeppa di difetti, ma è anche una chitarra assolutamente 'bastarda' nel suo pedigree ed in fondo deve piacere a me. E a me 'mi' piace! :razz:
martedì 24 giugno 2014
Anteprima
Non l'ho ancora rimontata, sapete tutti quanto io ami il saldatore, ma la tentazione di avere un'anteprima è stata troppo forte :roll: : quindi ho semplicemente appoggiato le parti sopra e fatto un paio di foto senza flash(questo spiega perché l'immagine ha tutta quella grana).

Persino Son dovrà ammettere che anche se non è il suo look preferito proprio schifo non fa.

Spero si riesca a percepire che non c'è più tutto quell'alone lucido di prima; certo, non è la nitro, ma sicuramente neanche tutta quella poliuretanica che si vedeva prima. Purtroppo adesso è diventata sensibilissima alle ditate: basta sfiorarla e si riempe di quei brutti segno, peggio di un tablet o di uno smartphone! :oops:
Stavo pensando di mettere qualche altro materiale sopra per proteggerla, ma temo che così facendo torni lucida; mi sa che mi conviene tenerla così con le sue ditate. :cool:
Persino Son dovrà ammettere che anche se non è il suo look preferito proprio schifo non fa.
Spero si riesca a percepire che non c'è più tutto quell'alone lucido di prima; certo, non è la nitro, ma sicuramente neanche tutta quella poliuretanica che si vedeva prima. Purtroppo adesso è diventata sensibilissima alle ditate: basta sfiorarla e si riempe di quei brutti segno, peggio di un tablet o di uno smartphone! :oops:
Stavo pensando di mettere qualche altro materiale sopra per proteggerla, ma temo che così facendo torni lucida; mi sa che mi conviene tenerla così con le sue ditate. :cool:
lunedì 23 giugno 2014
Ebbene sì...
... l'ho fatto! Son mi odierà per questo, ma si può sempre tornare indietro; in compenso sarà contento l'amico Alepar. :-)

Quello centrale è più chiaro, avete ragione, ma uguale uguale non l'ho trovato (son sempre pezzi sparsi recuperati da me).
Quello centrale è più chiaro, avete ragione, ma uguale uguale non l'ho trovato (son sempre pezzi sparsi recuperati da me).
mercoledì 18 giugno 2014
La riscossa dei transistor?
Non sarà un valvolare, ma di certo avrà un peso umano e magari con un po' d'impegno suonerà anche più che bene. Costa meno di 200 euro. O_o
Naturalmente sono stato attratto dalla chitarra dal look vagamente blackmoriano. :grin:
Al di là degli scherzi seguo Massimo da un pezzo e c'è sempre da imparare.
Naturalmente sono stato attratto dalla chitarra dal look vagamente blackmoriano. :grin:
Al di là degli scherzi seguo Massimo da un pezzo e c'è sempre da imparare.
sabato 14 giugno 2014
Una strato in cucina - 2
Pronti per continuare con il delirio?
Naturalmente non ho resistito a vedere come potesse essere il risultato finale e quindi ho appoggiato sopra il battipenna per 'vedere di nascosto l'effetto che fa!'

Non male anche se in foto forse non si nota molto la differenza rispetto a prima; mi auguro che si percepisca che non c'è più quella lucentezza tipica della vernice poliuretanica che viene messa sopra le chitarre nuove che le imprigiona come in un sarcofago preservandole comunque nel tempo. Già che ci sono provo a vedere come potrebbe stare con un battipenna green mint leggermente vissuto: uno dei tanti che ho!

Tra l'altro la vernice nera isolante dell'interno della chitarra aiuta a capire come sarebbe la stessa se mettessi le plastiche nere ai copri-pickup alle manopole etc. Però... però... però è una settimana che ho delle plastiche già un po' ingiallite al sole pieno di questi ultimi giorni: stare tutto il giorno con picchi di 35° avrà aiutato l'invecchiamento? Probabilmente no, ci vorrebbe forse tutta l'estate, ma dipende molto dalle plastiche: di solito le Fender originali ingialliscono mentre i rimpiazzi, che vengono 'non si sa da dove', quasi mai. Già che ci sono faccio una prova visto che con la chitarra smontata è più facile immaginare il risultato finale.

Adesso sentiamo come me la boccia l'amico Son! :-D
La cosa curiosa è che il manico invece è lucido e chiarissimo, ma non mi passa per la testa l'idea di satinarlo, cioè passare anche qui la lana d'acciaio finissima, perché mi piace proprio così lucido e non mi da alcun fastidio a dispetto di quello che si dice del sudore e la vernice sul manico che bloccherebbe lo scorrimento (mica sono Malmsteen!).
Di sicuro avrete notato che smanettando con il battipenna sono spuntate due o tre macchioline a sinistra di quest'ultimo sul corpo: sono le impronte delle mie dita! Già, togliere lo strato di vernice protettiva ha questa controindicazione: si vedono tutte le ditate. Avete presente come succede sul touch-screen di uno smartphone o sul coperchio nero di un portatile? Uguale! Tra il caldo, la sudorazione e l'unto, che comunque abbiamo sempre sulle mani, il sottile strato di vernice che è rimasto funziona come una carta assorbente e tutte le impronte si vedono in modo chiaro. Ok, farà anche relic, ma è fastidioso. Tanto per iniziare oggi ho dedicato ancora un buon 30 minuti a levigare molto dolcemente il sopra del corpo con la lana d'acciaio finissima per togliere quasi del tutto le impurità lasciate precedentemente e le macchie delle dita. E poi? Poi devo trovare qualcosa per proteggere il corpo diventato così sensibile alle macchie. Insomma, devo risolvere: ma come?
Sono o non sono in cucina? Con l'olio! 8-)
Quale? Non quello d'oliva, ma quello che ho trovato sempre da Auchan, supermercato dalle mille sorprese.

L'ho già utilizzato sul retro della chitarra ed oltre a lisciare certi graffi superficiali ridona un po' di lucentezza al legno proteggendolo un po'; sul retro ho dato una mano sola, proverò magari con due per vedere se migliora ancora. Notate sempre gli attrezzi raffinati: a sinistra un paio di boxer del sottoscritto ormai dismessi da tempo (lo sporco è l'olio restauratore, non cominciate a pensar male che mia moglie lava tutto!) ed a destra una maglia di lana, sempre mia e sempre dismessa per raggiunti limiti di taglia, che serve per lucidare il prodotto dopo averlo lasciato agire per un po'. Come avete visto è per il legno chiaro, ma oggi ne ho preso uno anche per legno scuro per vedere di metterlo sui bordi in modo da recuperare magari un nero più profondo, insomma per avere una finitura 'more-black'!
Qui mi sono fermato, per ora, e l'olio ancora non l'ho dato perché è andato via il sole e certe cose è meglio farle vedendoci bene, piove pure ora anche se c'è un bel freschino.
Ma tranquilli: il delirio prima o poi continuerà!
Naturalmente non ho resistito a vedere come potesse essere il risultato finale e quindi ho appoggiato sopra il battipenna per 'vedere di nascosto l'effetto che fa!'
Non male anche se in foto forse non si nota molto la differenza rispetto a prima; mi auguro che si percepisca che non c'è più quella lucentezza tipica della vernice poliuretanica che viene messa sopra le chitarre nuove che le imprigiona come in un sarcofago preservandole comunque nel tempo. Già che ci sono provo a vedere come potrebbe stare con un battipenna green mint leggermente vissuto: uno dei tanti che ho!
Tra l'altro la vernice nera isolante dell'interno della chitarra aiuta a capire come sarebbe la stessa se mettessi le plastiche nere ai copri-pickup alle manopole etc. Però... però... però è una settimana che ho delle plastiche già un po' ingiallite al sole pieno di questi ultimi giorni: stare tutto il giorno con picchi di 35° avrà aiutato l'invecchiamento? Probabilmente no, ci vorrebbe forse tutta l'estate, ma dipende molto dalle plastiche: di solito le Fender originali ingialliscono mentre i rimpiazzi, che vengono 'non si sa da dove', quasi mai. Già che ci sono faccio una prova visto che con la chitarra smontata è più facile immaginare il risultato finale.
Adesso sentiamo come me la boccia l'amico Son! :-D
La cosa curiosa è che il manico invece è lucido e chiarissimo, ma non mi passa per la testa l'idea di satinarlo, cioè passare anche qui la lana d'acciaio finissima, perché mi piace proprio così lucido e non mi da alcun fastidio a dispetto di quello che si dice del sudore e la vernice sul manico che bloccherebbe lo scorrimento (mica sono Malmsteen!).
Di sicuro avrete notato che smanettando con il battipenna sono spuntate due o tre macchioline a sinistra di quest'ultimo sul corpo: sono le impronte delle mie dita! Già, togliere lo strato di vernice protettiva ha questa controindicazione: si vedono tutte le ditate. Avete presente come succede sul touch-screen di uno smartphone o sul coperchio nero di un portatile? Uguale! Tra il caldo, la sudorazione e l'unto, che comunque abbiamo sempre sulle mani, il sottile strato di vernice che è rimasto funziona come una carta assorbente e tutte le impronte si vedono in modo chiaro. Ok, farà anche relic, ma è fastidioso. Tanto per iniziare oggi ho dedicato ancora un buon 30 minuti a levigare molto dolcemente il sopra del corpo con la lana d'acciaio finissima per togliere quasi del tutto le impurità lasciate precedentemente e le macchie delle dita. E poi? Poi devo trovare qualcosa per proteggere il corpo diventato così sensibile alle macchie. Insomma, devo risolvere: ma come?
Sono o non sono in cucina? Con l'olio! 8-)
Quale? Non quello d'oliva, ma quello che ho trovato sempre da Auchan, supermercato dalle mille sorprese.
L'ho già utilizzato sul retro della chitarra ed oltre a lisciare certi graffi superficiali ridona un po' di lucentezza al legno proteggendolo un po'; sul retro ho dato una mano sola, proverò magari con due per vedere se migliora ancora. Notate sempre gli attrezzi raffinati: a sinistra un paio di boxer del sottoscritto ormai dismessi da tempo (lo sporco è l'olio restauratore, non cominciate a pensar male che mia moglie lava tutto!) ed a destra una maglia di lana, sempre mia e sempre dismessa per raggiunti limiti di taglia, che serve per lucidare il prodotto dopo averlo lasciato agire per un po'. Come avete visto è per il legno chiaro, ma oggi ne ho preso uno anche per legno scuro per vedere di metterlo sui bordi in modo da recuperare magari un nero più profondo, insomma per avere una finitura 'more-black'!
Qui mi sono fermato, per ora, e l'olio ancora non l'ho dato perché è andato via il sole e certe cose è meglio farle vedendoci bene, piove pure ora anche se c'è un bel freschino.
Ma tranquilli: il delirio prima o poi continuerà!
venerdì 13 giugno 2014
Una strato in cucina - 1
Sono bastati due pomeriggi semiliberi per fare danni irreparabili alla mia 'strato del bù' che giace tuttora smontata in giro per casa (letteralmente in giro visto che ho pezzi sparsi dappertutto! :-o )
Per capire questo post bisogna avere buona memoria o tornare indietro al 27 gennaio e ricordarsi che stavo facendo; è la vostra ultima possibilità: cliccate qui ;-) .
Vi ricordate adesso? Pensate che c'è persino traccia in un mio video di questa mia chitarra opaca sul retro e lucida davanti... beh, ieri ed oggi ho deciso di mettere mano anche alla parte frontale: o la va o la spacca!
Prima di iniziare la spiegazione di cosa ho fatto e di come l'ho fatto devo fare una premessa:
Queste follie lasciatele ai malati cronici come me, tanto la chitarra suona uguale a prima, non vale più nulla e probabilmente sarà anche più brutta.
A corollario di ciò dirò anche che sarà un post lungo, lunghissimo anche a causa delle immagini e proprio per questo lo spezzerò in più parti; a dire il vero non ho ancora finito e devo prendere ancora alcune decisioni: per questo c'è l'amico Son che mi consiglierà... ed io farò esattamente il contrario :-D, con suo grande disappunto.
Per prima cosa ho scelto come luogo di lavoro una postazione fissa - o dovrei dire 'fessa'? - assolutamente non d'intralcio alla vita quotidiana e che fosse il più asettico possibile: la cucina! (mi manca lo smile facepalm, ma consideratelo inserito!) Di fisso non c'è nulla visto che la cucina è il luogo di passaggio della casa, asettico men che meno: insomma una scelta sconsiderata che è possibile solo perché ho lavorato (lavorato?) quelle 3-4 ore tra l'attesa del ritorno della moglie dal lavoro e, tornata, le sue lezioni in palestra fuori casa. Quindi campo libero circa dalle 13 alle 16 e dalle 17 alle 18 o 19 se deve fare la spesa. Già i conti in matematica non tornano, ma io non faccio questo per lavoro, ma per hobby e quindi non è che mi piace fare le cose di corsa: mi prendo tempo e le pause giuste per rispondere nel frattempo ad esempio a 4roses e scoprire così che ha un nuovo pedale e suona in un nuovo gruppo tra i 1000 che ha!
Descrivo ora quello che ho fatto in questi due pomeriggi che è quasi la replica esatta di quello fatto a gennaio per il retro della chitarra ed una ventina di giorni fa per il bordo: mancava giusto la parte frontale.
La scelta degli strumenti è fondamentale per la riuscita del mio progetto e quindi dopo accorti studi ho deciso per il meglio del meglio, qualcosa che esaltasse le essenze del legno della mia chitarra.

Già, sono le pagliette di acciaio per pulire le pentole: sono o non sono in cucina? Non avete idea di quanta strada abbia dovuto fare per trovarle... ... ... ehm ... ... ... se attraverso la strada io sono da Auchan, non è che mi sia sforzato poi tanto. Lo sforzo è grattare via lo strato di lucido che c'è sul corpo della chitarra: è spessissimo!!!!!! O_o
Ho respirato tanta di quelle scorie radioattive :mad:, veramente bisogna sfregare con molta forza e pian pianino la chitarra si sbuccia; con questa paglietta il grosso viene via anche se a fatica. Risultato? Eccolo!

Non lasciatevi ingannare dall'immagine anche se devo dire che dopo 6-7 pagliette lo strato era venuto via tutto, la superficie al tatto era liscia e direi già soddisfacente.

Sì, avrei dovuto avvisare della presenza di foto pornografiche: dopotutto la strato è NUDA! :mrgreen:
Comunque sia sarà di sicuro una mia impressione, ma le venature del legno mi paiono più visibili anche se i colori hanno perso la loro brillantezza e risultano essere alquanto più smorti, ma ormai "il dado è tratto" e non si può più tornare indietro.
Ora bisogna passare al lavoro di fino ed uso due 'attrezzi' un po' più consoni allo scopo.

Inizio con la 00 che è più 'sgranata' e via di 'olio di gomito' un'altra volta. Avevo preso in considerazione di andare a cercare qualcosa da attaccare al mio trapano per velocizzare il lavoro, ma alla fine ho rinunciato ed ho preferito andare 'a mano' anche se di sicuro è più faticoso e sicuramente meno professionale; così facendo mi pare però di avere più controllo di quello che sto facendo. Se diamo un'occhiata al lavoro 'in itinere' la visione è assolutamente sconcertante! :eek:

Avete ragione: sono un pazzo, un pazzo furioso! :twisted:
La mia povera strato tutta rovinata :cry: ed ora?
Tranquilli, era tutto previsto :?: , quasi previsto; comunque ho continuato e sono poi passato alla lana d'acciaio 000 più fine per 'raffinare' quanto fatto sino ad ora (ricordo che è lo stesso identico procedimento usato a Gennaio per il retro del corpo e circa 20 giorni fa per il bordo, magari con qualche passaggio in meno e più esperienza specie all'inizio dove sono andato giù subito pesante per togliere il primo strato spesso e plasticoso).
Arrivato a questo punto ho sfoderato la mia arma segreta, quell'ingrediente che fa la differenza e permetterà a tutte le mie fatiche di arrivare ad un sicuro successo.

Notare le calorie e il bassissimo contenuto di grassi, specie quelli saturi: con questo ingrediente segreto non posso fallire. Devo solo trovare lo strumento adatto a spalmare questa 'essenza' in modo uniforme e congruo. Trovato!

Devo dire che è stato più semplice del previsto perché l'attrezzo individuato si è rivelato perfetto per lo scopo da raggiungere: ora posso continuare con forze rinnovate e tasso glicemico più alto.
Giunge ora il momento di usare la carta vetrata o abrasiva o... non so come si chiama: questa volta invece di attraversare la strada sono andato più in là, circa 3 km., da Leroy Merlin e mi sono procurato tutta una serie di fogli di grana via via più fine.

Avevo sentito dire che questa carta la usano anche i carrozzieri sulle botte superficiali per lisciare la vernice metallizzata e che la usano con l'acqua perché così la grana si sparge meglio e con l'acqua ha un effetto 'lisciante' tipo quello della sabbia sul mare. Ci proviamo? Ma sì! Eccomi pronto al via.

Notate sempre la precisione 'tedesca' nella scelta degli strumenti: l'acqua è in un... sottovaso! Inizia il lavoro e l'effetto è... strano?

Tra l'altro il caldo bestiale - ieri siamo arrivati a 35° e nonostante il temporale notturno anche oggi siamo a 32° anche se stasera, mentre scrivo, siamo sotto un forte temporale e siamo già scesi di schianto a 20° - fa sì che l'acqua si asciughi subito originando una 'palta' strana che comunque è abrasiva.

Comunque il segreto è continuare e non lasciarsi spaventare da quello che si vede: oggettivamente non è un 'bel vedere'!

Dopo un po' che andavo avanti con questo giochino, fatto con grane di spessori sempre diversi per arrivare alla 800 e fin anche alla 1200, mi sembrava di essere entrato in quel film di una volta: "Dai la cera, togli la cera... dai la cera, togli la cera...".
Alla 'fine della fiera' il risultato non è malaccio, meglio sulle parti chiare mentre il nero soffre parecchio della mancanza del lucido perché non è più nero, ma grigio scuro e lì per quanto si faccia qualche riga di troppo appare sempre.

Non lasciatevi ingannare dalla compressione del jpeg, non è così 'granuloso' il colore, però il nero non più nero si nota abbastanza; in compenso la superficie al tatto è quasi vellutata, molto bella e la sensazione di essere 'sul legno' è veramente tanta.

Cosa fare ora?
Ve lo racconto la prossima volta (anche se l'ho già fatto!)
Per capire questo post bisogna avere buona memoria o tornare indietro al 27 gennaio e ricordarsi che stavo facendo; è la vostra ultima possibilità: cliccate qui ;-) .
Vi ricordate adesso? Pensate che c'è persino traccia in un mio video di questa mia chitarra opaca sul retro e lucida davanti... beh, ieri ed oggi ho deciso di mettere mano anche alla parte frontale: o la va o la spacca!
Prima di iniziare la spiegazione di cosa ho fatto e di come l'ho fatto devo fare una premessa:
VOI NON FATELO!
Queste follie lasciatele ai malati cronici come me, tanto la chitarra suona uguale a prima, non vale più nulla e probabilmente sarà anche più brutta.
A corollario di ciò dirò anche che sarà un post lungo, lunghissimo anche a causa delle immagini e proprio per questo lo spezzerò in più parti; a dire il vero non ho ancora finito e devo prendere ancora alcune decisioni: per questo c'è l'amico Son che mi consiglierà... ed io farò esattamente il contrario :-D, con suo grande disappunto.
Per prima cosa ho scelto come luogo di lavoro una postazione fissa - o dovrei dire 'fessa'? - assolutamente non d'intralcio alla vita quotidiana e che fosse il più asettico possibile: la cucina! (mi manca lo smile facepalm, ma consideratelo inserito!) Di fisso non c'è nulla visto che la cucina è il luogo di passaggio della casa, asettico men che meno: insomma una scelta sconsiderata che è possibile solo perché ho lavorato (lavorato?) quelle 3-4 ore tra l'attesa del ritorno della moglie dal lavoro e, tornata, le sue lezioni in palestra fuori casa. Quindi campo libero circa dalle 13 alle 16 e dalle 17 alle 18 o 19 se deve fare la spesa. Già i conti in matematica non tornano, ma io non faccio questo per lavoro, ma per hobby e quindi non è che mi piace fare le cose di corsa: mi prendo tempo e le pause giuste per rispondere nel frattempo ad esempio a 4roses e scoprire così che ha un nuovo pedale e suona in un nuovo gruppo tra i 1000 che ha!
Descrivo ora quello che ho fatto in questi due pomeriggi che è quasi la replica esatta di quello fatto a gennaio per il retro della chitarra ed una ventina di giorni fa per il bordo: mancava giusto la parte frontale.
La scelta degli strumenti è fondamentale per la riuscita del mio progetto e quindi dopo accorti studi ho deciso per il meglio del meglio, qualcosa che esaltasse le essenze del legno della mia chitarra.
Già, sono le pagliette di acciaio per pulire le pentole: sono o non sono in cucina? Non avete idea di quanta strada abbia dovuto fare per trovarle... ... ... ehm ... ... ... se attraverso la strada io sono da Auchan, non è che mi sia sforzato poi tanto. Lo sforzo è grattare via lo strato di lucido che c'è sul corpo della chitarra: è spessissimo!!!!!! O_o
Ho respirato tanta di quelle scorie radioattive :mad:, veramente bisogna sfregare con molta forza e pian pianino la chitarra si sbuccia; con questa paglietta il grosso viene via anche se a fatica. Risultato? Eccolo!
Non lasciatevi ingannare dall'immagine anche se devo dire che dopo 6-7 pagliette lo strato era venuto via tutto, la superficie al tatto era liscia e direi già soddisfacente.
Sì, avrei dovuto avvisare della presenza di foto pornografiche: dopotutto la strato è NUDA! :mrgreen:
Comunque sia sarà di sicuro una mia impressione, ma le venature del legno mi paiono più visibili anche se i colori hanno perso la loro brillantezza e risultano essere alquanto più smorti, ma ormai "il dado è tratto" e non si può più tornare indietro.
Ora bisogna passare al lavoro di fino ed uso due 'attrezzi' un po' più consoni allo scopo.
Inizio con la 00 che è più 'sgranata' e via di 'olio di gomito' un'altra volta. Avevo preso in considerazione di andare a cercare qualcosa da attaccare al mio trapano per velocizzare il lavoro, ma alla fine ho rinunciato ed ho preferito andare 'a mano' anche se di sicuro è più faticoso e sicuramente meno professionale; così facendo mi pare però di avere più controllo di quello che sto facendo. Se diamo un'occhiata al lavoro 'in itinere' la visione è assolutamente sconcertante! :eek:
Avete ragione: sono un pazzo, un pazzo furioso! :twisted:
La mia povera strato tutta rovinata :cry: ed ora?
Tranquilli, era tutto previsto :?: , quasi previsto; comunque ho continuato e sono poi passato alla lana d'acciaio 000 più fine per 'raffinare' quanto fatto sino ad ora (ricordo che è lo stesso identico procedimento usato a Gennaio per il retro del corpo e circa 20 giorni fa per il bordo, magari con qualche passaggio in meno e più esperienza specie all'inizio dove sono andato giù subito pesante per togliere il primo strato spesso e plasticoso).
Arrivato a questo punto ho sfoderato la mia arma segreta, quell'ingrediente che fa la differenza e permetterà a tutte le mie fatiche di arrivare ad un sicuro successo.
Notare le calorie e il bassissimo contenuto di grassi, specie quelli saturi: con questo ingrediente segreto non posso fallire. Devo solo trovare lo strumento adatto a spalmare questa 'essenza' in modo uniforme e congruo. Trovato!
Devo dire che è stato più semplice del previsto perché l'attrezzo individuato si è rivelato perfetto per lo scopo da raggiungere: ora posso continuare con forze rinnovate e tasso glicemico più alto.
Giunge ora il momento di usare la carta vetrata o abrasiva o... non so come si chiama: questa volta invece di attraversare la strada sono andato più in là, circa 3 km., da Leroy Merlin e mi sono procurato tutta una serie di fogli di grana via via più fine.
Avevo sentito dire che questa carta la usano anche i carrozzieri sulle botte superficiali per lisciare la vernice metallizzata e che la usano con l'acqua perché così la grana si sparge meglio e con l'acqua ha un effetto 'lisciante' tipo quello della sabbia sul mare. Ci proviamo? Ma sì! Eccomi pronto al via.
Notate sempre la precisione 'tedesca' nella scelta degli strumenti: l'acqua è in un... sottovaso! Inizia il lavoro e l'effetto è... strano?
Tra l'altro il caldo bestiale - ieri siamo arrivati a 35° e nonostante il temporale notturno anche oggi siamo a 32° anche se stasera, mentre scrivo, siamo sotto un forte temporale e siamo già scesi di schianto a 20° - fa sì che l'acqua si asciughi subito originando una 'palta' strana che comunque è abrasiva.
Comunque il segreto è continuare e non lasciarsi spaventare da quello che si vede: oggettivamente non è un 'bel vedere'!
Dopo un po' che andavo avanti con questo giochino, fatto con grane di spessori sempre diversi per arrivare alla 800 e fin anche alla 1200, mi sembrava di essere entrato in quel film di una volta: "Dai la cera, togli la cera... dai la cera, togli la cera...".
Alla 'fine della fiera' il risultato non è malaccio, meglio sulle parti chiare mentre il nero soffre parecchio della mancanza del lucido perché non è più nero, ma grigio scuro e lì per quanto si faccia qualche riga di troppo appare sempre.
Non lasciatevi ingannare dalla compressione del jpeg, non è così 'granuloso' il colore, però il nero non più nero si nota abbastanza; in compenso la superficie al tatto è quasi vellutata, molto bella e la sensazione di essere 'sul legno' è veramente tanta.
Cosa fare ora?
Ve lo racconto la prossima volta (anche se l'ho già fatto!)
lunedì 9 giugno 2014
Per malati cronici di overdrive...
... e della serie "continuiamo a farci del male"!
(ricordo che io sono o ero uno che accettava solo l'OD dell'ampli!)
E c'è anche la versione Blackface: sempre della serie "masochismo puro"!
Un TS-style giusto per favorire...
... concludendo con una stranezza!
Il mondo degli OD a pedale è talmente sterminato che se ne potrà sempre e solo conoscere una minima parte :-( .
(ricordo che io sono o ero uno che accettava solo l'OD dell'ampli!)
E c'è anche la versione Blackface: sempre della serie "masochismo puro"!
Un TS-style giusto per favorire...
... concludendo con una stranezza!
Il mondo degli OD a pedale è talmente sterminato che se ne potrà sempre e solo conoscere una minima parte :-( .
venerdì 6 giugno 2014
TC Electronic Alter Ego X4
Indubbiamente quelli di PGS sono dei maghi del marketing e del far soldi anche se, a onor del vero, il suono a tratti è veramente notevole; quello che si nota poco nel video sono, come sempre, le dimensioni di questo delay che è veramente enorme ovvero l'equivalente di 3 pedali!
[embed]https://www.youtube.com/watch?v=VXMPre19xBY[/embed]
[embed]https://www.youtube.com/watch?v=VXMPre19xBY[/embed]
domenica 1 giugno 2014
Invecchiando...
... si rincitrullisce! 
Stavo cercando una custodia per una delle mie strato dato che la sua mi sta lasciando: si sono rotte le zip, ma non la cerniera, proprio il pirolo che si prende in mano per trascinarla. Ok, era una di quelle scrause da pochissimo, ma aveva il logo Fender; ho cercato nel 'mio' negozio, ma le fanno arrivare solo su ordinazione ed hanno solo quelle dal prezzo osceno e non si sa mai se sono disponibili. Dunque? Dunque il web; guardate che ho trovato.

Bella vero? Ok, un po' appariscente lo ammetto, ma poi ho voluto vedere anche l'immagine dell'interno
!

Non ci volevo credere: tamarraggine allo stato brado
Non troverò mai il coraggio di prenderla, ma mi piace pure
per quanto è 'fuori-di-melone
: costa pure solo 49 euro, neppure tanto!
Mia moglie quando si veste dice sempre che bisogna avere qualcosa di 'semplice' per sdrammatizzare il look, ma dite che si 'sdrammatizza' troppo? Ogni volta che la guardo mi vien da ridere
.
Stavo cercando una custodia per una delle mie strato dato che la sua mi sta lasciando: si sono rotte le zip, ma non la cerniera, proprio il pirolo che si prende in mano per trascinarla. Ok, era una di quelle scrause da pochissimo, ma aveva il logo Fender; ho cercato nel 'mio' negozio, ma le fanno arrivare solo su ordinazione ed hanno solo quelle dal prezzo osceno e non si sa mai se sono disponibili. Dunque? Dunque il web; guardate che ho trovato.
Bella vero? Ok, un po' appariscente lo ammetto, ma poi ho voluto vedere anche l'immagine dell'interno
Non ci volevo credere: tamarraggine allo stato brado
Non troverò mai il coraggio di prenderla, ma mi piace pure
Mia moglie quando si veste dice sempre che bisogna avere qualcosa di 'semplice' per sdrammatizzare il look, ma dite che si 'sdrammatizza' troppo? Ogni volta che la guardo mi vien da ridere
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