sabato 3 maggio 2014

Treble!!!!!!!!!!!!!!!!

In un filmato in bianco e nero dei Deep Purple il mio roadie virtuale Son of Aleric si è accorto di una cosa che solo lui poteva notare: ad un certo punto si sente una voce in lontananza che urla letteralmente "Treble!" ed un roadie, questa volta vero, fa un 'qualcosa' in modo che la chitarra di Blackmore cambi suono. Nell'epoca del web ormai si sa tutto - nel caso di Blackmore 'quasi tutto' in quanto i misteri intorno alla sua strumentazione rigorasamente 'di serie', ma 'fuori-serie', è uno dei misteri meglio custoditi - ora sappiamo che l'Uomo-Nero ordinava di inserire un effetto nella catena della chitarra: il treble-booster appunto. Curioso il fatto che non usasse inserirlo Lui, ma demandasse il compito ad un altro: probabilmente non lo voleva sul palco o, conoscendolo, alimentava il mistero intorno a Lui! Questa scatoletta magica esiste in varie versioni 'di serie', poi ci sono le varianti 'sue', ma si rifanno più o meno tutte al mitico Hornby Skewes Treble Booster.

Beh, ora, guardandolo bene, capisco perché lo facesse fare ad altri: non era un pedalino e quindi non aveva lo switch comodo per inserirlo. Anche Tommi Iommy dei Black Sabbath, K.K.Downing e Glenn Tipton dei Judas Priest, Rory Gallagher e Brian May dei Queen, i primi che mi vengono in mente, devono il loro sound particolare a questo strano aggeggio antico retaggio degli anni '70. Diciamo subito che oggi è praticamente inutile in quanto gli amplificatori sono costruiti molto meglio e quindi ad alto volume non tendono più a diventare ingestibili come una volta. Già, una volta! Una volta l'ampli dietro il chitarrista non serviva solo a far coreografia, ma proprio per amplificare il suono che doveva arrivare anche agli ultimi della sala o all'aperto e quindi bisognava alzarli a volumi assurdi (non è un caso che molti artisti di quel periodo d'oro oggi siano praticamente sordi), non c'erano le Iso-box o gli impianti P.A. mastodontici di oggi che ti amplificano anche il battito cardiaco a momenti. I Marshall dei bei tempi che furono a 10 di volume facevano tremare tutto e tremavano pure loro diventando talmente 'muddy', come dicono gli inglesi, che non era più facile distinguere cosa si stesse suonando: i medio-bassi tendevano a coprire tutto. Ecco allora il treble booster che aveva il compito di tagliare certe frequenze per esaltarne altre, le medio-alte, in modo che i grandi virtuosi della chitarra potessero suonare i loro assoli ormai diventati mitici. Ora trovare un treble booster è un'impresa perché completamente passati di moda negli anni '80 grazie anche alle innovazioni tecnologiche che l'hanno reso praticamente inutile; però alcuni chitarristi hanno legato il loro suono a questo 'treble booster' al punto da averlo incorporato direttamente nei loro amplificatori: Blackmore, appunto, ed anche Brian May. C'è addirittura un sito intero di un'azienda che li produce ancora dedicato interamente a questo unico pedale. Questo sito è anche un'ottima fonte per sapere moltissime cose di alcuni dei chitarristi citati prima. Uno di quei pedali l'ho pure provato e suonava benissimo, ma a volumi da guerra termonucleare e quindi non lo acquistai; ma la voglia di possedere un treble booster per 'scimmiottare' il mio eroe mi è sempre rimasta. Prima ci ho provato con il Naga Viper della Catalinbread, pedale più che ottimo, poi sacrificato per altro e allora? Allora sono andato su Mercatino Musicale ed ho cercato qualcuno che ne costruisse un clone dato che il circuito di tale pedale è i una semplicità disarmante e che non costasse come un rene. Detto, fatto!



Pedale costruito da un ragazzo italiano vicino a Pescara che è possibile personalizzare in tutto: io l'ho preso quasi standard con l'aggiunta del mio logo in alto a sinistra: un puro vezzo. La prima cosa che ho notato quando mi è arrivato è che contiene pure un foglio scritto con le caratteristiche, l'uso consigliato e persino delle impostazioni possibili dell'unica manopola; vi dico che certi pedali blasonati e boutique non hanno di tutto ciò (Xotic ne è un pessimo esempio). Il pedale è proprio artigianale anche nella grafica, ma ha quel gusto del 'fatto-in-casa' che a me non dispiace affatto. Naturalmente non ho resistito e l'ho aperto per guardare dentro.



Sono anche stato costretto ad aprirlo in quanto la presa IN si era svitata ed appena inserito il jack è cascata dentro: purtroppo il dado si è spanato. Avvertito il costruttore-venditore lo stesso si è reso subito disponibile per la sostituzione, ma alla fine son riuscito a risolvere io andando nel 'mio' negozio di fiducia e trovando in mezzo a 200 e passa dadi l'unico con quel passo strano che si avvitasse in qualche modo. Non è perfetto, ma per ora lo tengo così anche perché funzionare, funziona. Come vi dicevo è di una semplicità disarmante: guardiamo da vicino.



Spero che l'amico Son non si offenda visto che me lo stava costruendo anche lui, ma il 'suo' esemplare è sempre funzionato, il 'mio' mai e non ha ancora capito il perché! Noterete anche che l'originale non ha manopola mentre questo sì: una delle tante varianti esistenti, manopola che c'era anche su uno di quelli di Blackmore in quanto questa era una modifica voluta esplicitamente  da lui.

Sia chiaro: non sono diventato di colpo Blackmore con questo pedale e neppure ho improvvisamente trovato il suo suono, mi sono solo tolto un piccolo sfizio ;-) .

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