Eh già, si avvicina la fine dell'anno scolastico e quindi sono occupatissimo e non ho il tempo di fare praticamente nulla anche se ogni tanto attacco la chitarra e una strimpellata di una ventina di minuti me la faccio :-) . Ho anche cambiato le corde a due strato usando una logica un po' diversa: sulla RollingCaster, che suona già morbida e scura di suo, ho montato le Ernie Ball Slinky Hybrid per renderla un po' più squillante anche se la sua natura non ne è risultata stravolta, mentre sulla Strato 68+1 (questa la capisce solo chi ha visto uno degli ultimi miei video) ho montato sempre delle Ernie Ball Slinky Hybrid, ma quelle rinforzate al titanio. Quest'ultime non ricordo più dove le ho comprate e sembrano essere scomparse dai negozi e mi spiace perché suonano bene e promettono di essere durevoli. Ho fatto il bravo ed ho pure aggiornato il documento dove tengo traccia di quali corde ho sulle mie strato e di quando le cambio: con 5 strato e la memoria di un vecchietto se non facessi così sarei perduto! Come farei a ricordarmi allora che su due strato ho corde installate nel gennaio e giugno 2013? :-o
Ho trovato anche un paio d'ore per opacizzare anche il bordo esterno della Strato del bù continuando così quel folle tentativo, iniziato tempo fa, di togliere lo strato laccato trasparente di vernice dal corpo della chitarra: ne avevo parlato qui (quanto tempo che è passato!) Certo che è un lavoro infinito (tra l'altro senza smontare il manico è anche un lavoro scomodo) e poi sul nero i segni si vedono sempre un po' in controluce, ma prima o poi farò anche il lato davanti, magari finita la scuola. La cosa curiosa è che dopo averla opacizzata metto una cera per restaurare il legno che riempie i piccoli graffi, ma ridona una certa lucentezza al tutto: comunque una finitura così non ce l'ha nessuno :-D . Devo solo decidere se cercare di far uscire anche il legno vivo dove si appoggia il braccio per simulare un leggero relic o no; Son? Che poi magari chissà quanto devo 'levigare' ancora prima di arrivare al legno...
No, purtroppo o per fortuna, nessuna immagine stavolta: non ne ho avuto tempo... va là che vi è andata bene ;-) .
venerdì 30 maggio 2014
venerdì 16 maggio 2014
Un po' più d'ordine
Ho detto "un po' più", non aspettatevi quindi chissà quale rivoluzione o ordine: siamo lontani anni luce dalle pedaliere precise ed artistiche del Raffus, qui è tutta roba fatta in casa a partire da una pedaliera Diago a cui ho aggiunto un pianale rialzato in legno, segato a mano, ed altre cosette. Definitiva?

Di definitivo c'è solo la 'morte'! (allegria...) Il treble booster tra i due delay è solo appoggiato e non credo finirà lì e neppure in pedaliera visto l'uso esiguo che ne faccio; tra l'altro sarebbe nella posizione sbagliata perché per ora nella fila sopra ho tutti i pedali che vanno nell'input dell'amplificatore mentre sotto e nella zona sinistra tutti quelli che vanno nel S/R del Blackstar. Ho anche pensato ad un ordine diverso spostando in basso i pedali più usati, tipo il MrLouder al posto del tremolo, ma impazzirei con i fili poi e per ora rimango così.
Per ora! :-D
Di definitivo c'è solo la 'morte'! (allegria...) Il treble booster tra i due delay è solo appoggiato e non credo finirà lì e neppure in pedaliera visto l'uso esiguo che ne faccio; tra l'altro sarebbe nella posizione sbagliata perché per ora nella fila sopra ho tutti i pedali che vanno nell'input dell'amplificatore mentre sotto e nella zona sinistra tutti quelli che vanno nel S/R del Blackstar. Ho anche pensato ad un ordine diverso spostando in basso i pedali più usati, tipo il MrLouder al posto del tremolo, ma impazzirei con i fili poi e per ora rimango così.
Per ora! :-D
giovedì 15 maggio 2014
Primi esperimenti con il Carbon Copy
Primi esperimenti con il Carbon Copy ed insieme test del pickup Suhr che tanto mi ha fatto tribolare nel montaggio. Nell'immagine sotto vedete l'ordine che regna nella mia pedaliera quando sto provando i suoni e il posto dove mettere un pedale; già, contrariamente a tutti i miei 'credo' il Carbon Copy suona decentemente anche di fronte all'ampli a patto di usare OD a pedale e non quella del Blackstar altrimenti si impasta tutto. Si vede anche parte del foglio che l'amico 4roses mi ha passato con su i 'suoi' settaggi per avere un punto di partenza. Ma alla fine è questione personale perché pur apprezzandone alcuni mi ritrovo sempre a discostarmi da quello proposto da altri anche se non di molto. Per ora ho trovato interessante questo settaggio qua sotto.

Si tratta di impostazioni lontane anni luce dal mio modo di usare il delay, ma il Carbon Copy per me va usato così: all'opposto delle mie abitudini. Infatti quando suono praticamente non si sente, ma quando smetto c'è una leggera coda dietro: sui puliti è molto bello anche perché ho la modulazione inserita (un filo troppo e so che dentro si può regolare con due trimmer, ma sono pigro e per ora vado avanti così), sui suoni 'sporchi' comunque ha un suo perché. Ho provato anche ad usarlo insieme al Replica con due tempi non propriamente sincronizzati ed è molto interessante quello che esce: mi sento molto il 'Gilmour dei poveri' :-D . Da notare i due led del pedale che sono visibili nonostante il flash: praticamente ci si abbronza da tanto sono forti! Prima o poi vi farò sentire qualcosa, ma sono ancora all'inizio della mia comprensione di questo 'nuovo' utilizzo del delay, nuovo almeno per me.
Si tratta di impostazioni lontane anni luce dal mio modo di usare il delay, ma il Carbon Copy per me va usato così: all'opposto delle mie abitudini. Infatti quando suono praticamente non si sente, ma quando smetto c'è una leggera coda dietro: sui puliti è molto bello anche perché ho la modulazione inserita (un filo troppo e so che dentro si può regolare con due trimmer, ma sono pigro e per ora vado avanti così), sui suoni 'sporchi' comunque ha un suo perché. Ho provato anche ad usarlo insieme al Replica con due tempi non propriamente sincronizzati ed è molto interessante quello che esce: mi sento molto il 'Gilmour dei poveri' :-D . Da notare i due led del pedale che sono visibili nonostante il flash: praticamente ci si abbronza da tanto sono forti! Prima o poi vi farò sentire qualcosa, ma sono ancora all'inizio della mia comprensione di questo 'nuovo' utilizzo del delay, nuovo almeno per me.
martedì 13 maggio 2014
SUHR: mannaggia a te!
Ieri mi sono preso del tempo libero dalle 17 in poi perché, vista la settimana stracolma di impegni che mi si presenta, volevo ritagliarmi uno spazio di tempo per montare il nuovo pickup Suhr sulla mia 'Strato del bù'. Non che potessi fare molto altro visto che sono infortunato: sabato sera mi sono recato in camera da letto per andare a dormire e, contrariamente al solito, ho acceso la luce per vederci meglio, di solito io giro in casa al buio, e difatti ho preso in pieno lo spigolo del letto con il quarto dito del piede destro. Un dolore allucinante, pensavo di essermelo rotto ed in effetti potrebbe anche essere, ma non ho fatto lastre o altro. Naturalmente la crema Voltaren era scaduta ad Aprile 2014, la solita fortuna, e quindi ho potuto solo mettere del ghiaccio e un anti-dolorifico. Domenica mattina dito tendente al blu-nero e quasi non riuscire a camminare; lunedì ematoma che si sposta lungo il piede, ma dolore sopportabile tanto che sono andato al lavoro come sempre sino alle 16.30; dopo? Dopo è tempo di 'pickup hour'! :-D
Sapete già tutti quanto ami saldare, ma mi sono fatto coraggio ed ho smontato corde, battipenna, tolto il pickup del Guitarset Gilmour replica (un mostro da 11.58 K; ricordo all'amico Cut che il Duncan SSl-5 spara pure di più: 12.9 K anche se ci sono voci che il 'vero' pickup al ponte di Gilmour sia un SSL-1 da soli 6.5 K) e montato il Suhr ML hot bridge al ponte dato per 6.9 K; volevo provare qualcosa di meno dirompente in quanto ho notato che preferisco i pickup 'spompi'. Ho subito perso una molla maledetta del pickup (ritrovata naturalmente dopo che avevo messo via tutto), comunque ne ho di riserva, bestemmiato in turco antico per spelare i fili in stoffa stile vintage, chi li ha inventati era un malato di mente, scottato una mezza dozzina di volta con il saldatore, ma non tanto con la punta, il motivo è che i fili si surriscaldano e in qualche modo li devo pur tenere in mano! Alla fine ce l'ho fatta e il problema è solo chiudere il battipenna, impresa non facile visto che per sicurezza non ho tagliato i fili lunghi del pickup perché... a tagliare c'è sempre tempo, ma ad allungare no. Rimonto una corda, non nuova ma le stessa di prima dal momento che se posso riciclo tutto quando faccio dei lavori, attacco l'ampli e faccio una prova veloce per vedere se le saldature funzionano o no. Funzionano :-) ; uso anche il barbaro metodo di picchiettare con un oggetto metallico, una forbice nello specifico, i poli dei pickup per vedere se funziona il selettore in tutte le posizioni: ho un circuito del tutto particolare detto blender, che mi permette di miscelare il pickup al ponte con quello al manico, con master tono e volume completo di treble bleed. Insomma: un casino di fili messi dentro a caso dal sottoscritto :-( . Felice dei mie lavori monto le altre corde e già che ci sono decido di regolare finalmente l'altezza dei pickup a questa chitarra e scopro che il pickup al ponte, il Suhr nuovo, ha i poli che già seguono il radius del manico come vedete nell'immagine sotto.

Quindi il trucco di tenere la parte degli acuti più alta e i bassi più bassi, appunto, non serve a nulla: il pickup deve stare proprio parallelo al battipenna perché così è stato pensato: il bello della modernità! A me avere il pickup dritto giusto fa un po' specie visto che sono abituato a vederlo storto, ma tant'è... ho pure messo le molle giuste come si vede nella foto dal momento che io ho sempre pensato che andassero montate al contrario ed infatti sulle altre strato le ho al contrario!
Ci siamo, metto via tutto - errore fatale - ed accendo l'ampli: suono manico ok, suono ponte ok, metto ponte+centrale e... schifo terribile!!!!!!!!!!! Son partite tutta una serie di maledizioni verso Suhr e i costruttori di pickup che non usano una codifica uniforme per i pickup: ma ci vuole tanto a mettersi d'accordo! Il suono è flebile, fatto solo di acuti, aspro: una ciofeca inascoltabile insomma; che è successo? Non so bene quale sia la spiegazione tecnica e cioé se sia 'out-of-phase' a causa dell'avvolgimento al contrario e dell'inversione di polarità dei magneti o dei satelliti di Saturno che non collaborano tra di loro e che ce l'hanno con me... insomma: così non va! Questa cosa capita spesso con il pickup centrale ed è risolvibile scambiando la saldatura dei fili. Insomma io da 'bravo bambino' ho messo il nero a terra ed il bianco al selettore con i risultati di cui sopra. Sono un tipo calmo, ma volevo lanciare il tutto fuori dalla finestra.
Oggi pomeriggio la scena si ripete, zoppico solo un po' meno: smonto le corde e le conservo - a dire il vero pendono dal tremolo al di là del tavolo, mica sono così scemo da toglierle dal ponte - smonta battipenna, dissalda i fili, ritaglia la stoffa con improperi annessi, risalda il tutto con scottature comprese, riprendersi dal mal di schiena di star piegato sulla chitarra (sedia no?), fissa il battipenna con sole due viti, rimonta una corda, rifai il 'test della forbice', fissa il battipenna in modo completo, rimetto le corde che ormai hanno più segni che altro, accordo, accendo l'ampli e... procurarsi motosega nel caso qualcosa non andasse bene! Ho fatto scattare l'interruttore standby con molta paura: manico ok, ponte ok, centrale ok (tanto chi lo usa) ed ora? Già, inutile giraci intorno: incrociamo le dita e contiamo soprattutto sul fatto che stavolta non ho messo via nulla ed è tutto pronto per sventrare la strato un'altra volta. Ponte+centrale... eureka, funziona! E funziona anche tutto il resto: ora posso mettere via tutto, tranne una cosa. Cosa? Tenetevi forte: dopo anni che ne ho parlato male e che le ho sentite su dall'amico 4roses ecco a voi...

Incredibile, vero? Ora devo solo capire come funziona perché questo 'coso' è lontano mille miglia dalla mia idea di delay, ma sono sempre in tempo ad imparare, vero?
Sapete già tutti quanto ami saldare, ma mi sono fatto coraggio ed ho smontato corde, battipenna, tolto il pickup del Guitarset Gilmour replica (un mostro da 11.58 K; ricordo all'amico Cut che il Duncan SSl-5 spara pure di più: 12.9 K anche se ci sono voci che il 'vero' pickup al ponte di Gilmour sia un SSL-1 da soli 6.5 K) e montato il Suhr ML hot bridge al ponte dato per 6.9 K; volevo provare qualcosa di meno dirompente in quanto ho notato che preferisco i pickup 'spompi'. Ho subito perso una molla maledetta del pickup (ritrovata naturalmente dopo che avevo messo via tutto), comunque ne ho di riserva, bestemmiato in turco antico per spelare i fili in stoffa stile vintage, chi li ha inventati era un malato di mente, scottato una mezza dozzina di volta con il saldatore, ma non tanto con la punta, il motivo è che i fili si surriscaldano e in qualche modo li devo pur tenere in mano! Alla fine ce l'ho fatta e il problema è solo chiudere il battipenna, impresa non facile visto che per sicurezza non ho tagliato i fili lunghi del pickup perché... a tagliare c'è sempre tempo, ma ad allungare no. Rimonto una corda, non nuova ma le stessa di prima dal momento che se posso riciclo tutto quando faccio dei lavori, attacco l'ampli e faccio una prova veloce per vedere se le saldature funzionano o no. Funzionano :-) ; uso anche il barbaro metodo di picchiettare con un oggetto metallico, una forbice nello specifico, i poli dei pickup per vedere se funziona il selettore in tutte le posizioni: ho un circuito del tutto particolare detto blender, che mi permette di miscelare il pickup al ponte con quello al manico, con master tono e volume completo di treble bleed. Insomma: un casino di fili messi dentro a caso dal sottoscritto :-( . Felice dei mie lavori monto le altre corde e già che ci sono decido di regolare finalmente l'altezza dei pickup a questa chitarra e scopro che il pickup al ponte, il Suhr nuovo, ha i poli che già seguono il radius del manico come vedete nell'immagine sotto.
Quindi il trucco di tenere la parte degli acuti più alta e i bassi più bassi, appunto, non serve a nulla: il pickup deve stare proprio parallelo al battipenna perché così è stato pensato: il bello della modernità! A me avere il pickup dritto giusto fa un po' specie visto che sono abituato a vederlo storto, ma tant'è... ho pure messo le molle giuste come si vede nella foto dal momento che io ho sempre pensato che andassero montate al contrario ed infatti sulle altre strato le ho al contrario!
Ci siamo, metto via tutto - errore fatale - ed accendo l'ampli: suono manico ok, suono ponte ok, metto ponte+centrale e... schifo terribile!!!!!!!!!!! Son partite tutta una serie di maledizioni verso Suhr e i costruttori di pickup che non usano una codifica uniforme per i pickup: ma ci vuole tanto a mettersi d'accordo! Il suono è flebile, fatto solo di acuti, aspro: una ciofeca inascoltabile insomma; che è successo? Non so bene quale sia la spiegazione tecnica e cioé se sia 'out-of-phase' a causa dell'avvolgimento al contrario e dell'inversione di polarità dei magneti o dei satelliti di Saturno che non collaborano tra di loro e che ce l'hanno con me... insomma: così non va! Questa cosa capita spesso con il pickup centrale ed è risolvibile scambiando la saldatura dei fili. Insomma io da 'bravo bambino' ho messo il nero a terra ed il bianco al selettore con i risultati di cui sopra. Sono un tipo calmo, ma volevo lanciare il tutto fuori dalla finestra.
Oggi pomeriggio la scena si ripete, zoppico solo un po' meno: smonto le corde e le conservo - a dire il vero pendono dal tremolo al di là del tavolo, mica sono così scemo da toglierle dal ponte - smonta battipenna, dissalda i fili, ritaglia la stoffa con improperi annessi, risalda il tutto con scottature comprese, riprendersi dal mal di schiena di star piegato sulla chitarra (sedia no?), fissa il battipenna con sole due viti, rimonta una corda, rifai il 'test della forbice', fissa il battipenna in modo completo, rimetto le corde che ormai hanno più segni che altro, accordo, accendo l'ampli e... procurarsi motosega nel caso qualcosa non andasse bene! Ho fatto scattare l'interruttore standby con molta paura: manico ok, ponte ok, centrale ok (tanto chi lo usa) ed ora? Già, inutile giraci intorno: incrociamo le dita e contiamo soprattutto sul fatto che stavolta non ho messo via nulla ed è tutto pronto per sventrare la strato un'altra volta. Ponte+centrale... eureka, funziona! E funziona anche tutto il resto: ora posso mettere via tutto, tranne una cosa. Cosa? Tenetevi forte: dopo anni che ne ho parlato male e che le ho sentite su dall'amico 4roses ecco a voi...
Incredibile, vero? Ora devo solo capire come funziona perché questo 'coso' è lontano mille miglia dalla mia idea di delay, ma sono sempre in tempo ad imparare, vero?
domenica 11 maggio 2014
Nuovo pickup
Lo Xotic SL non c'è più, scambiato con questo pickup che vorrei provare al ponte della mia mitica 'strato del bù'. Quello che ho suona bene, ma è bello potente, sin troppo, volevo provare una via di mezzo tra qualcosa di vintage e qualcosa di moderno, ma lo volevo anche assolutamente diverso dai soliti Seymour Duncan e Di Marzio (a dire il vero la mia prima scelta sarebbe stato un Di Marzio, ma sembra essere diventato introvabile in quanto tutti gli importatori italiani stanno messi malissimo dal punto di vista economico e sembra non arrivare più nulla. Thomann detiene già il 40% del mercato italiano mandando in crisi tutti i canali ufficiali: ok, non tutto viene per nuocere, ma pensare che distributori 'storici' italiani possano sparire dall'oggi al domani fa realmente impressione!)
Adesso devo solo trovare il tempo materiale di montarlo e sapete bene quanto io ami usare il saldatore!!!!!!!!!!!!
Etichette:
Fender,
Modding,
Strato del bù,
Stratocaster
venerdì 9 maggio 2014
60 anni!
Leo Fender è stato suo malgrado un artista e la Stratocaster è un colpo di genio, un design che è simbolo del '900!
Rimane la chitarra più bella in assoluto e più rivoluzionaria: è la CHITARRA ELETTRICA!
Questa volta non sono io il solo a dirlo: non ci credete? Cliccate qui!
Le mie sono delle giovincelle: la più vecchia ha 40 anni e un'altra 30, poi arrivano le sbarbine :-D .

Rimane la chitarra più bella in assoluto e più rivoluzionaria: è la CHITARRA ELETTRICA!
Questa volta non sono io il solo a dirlo: non ci credete? Cliccate qui!
Le mie sono delle giovincelle: la più vecchia ha 40 anni e un'altra 30, poi arrivano le sbarbine :-D .
E manca quella che mi sono auto-costruito con pezzi di scarto rimasti in giro...
martedì 6 maggio 2014
Mini-raduno bergamasco
Questa prima foto non vi ingolosisce già un po'? Circa un anno fa, ma potrebbe essere di più visto che non ricordo bene, entrai nel 'mio' negozio di fiducia e fui riconosciuto da un ragazzo come quel pazzo di nome 'Vigilius' che faceva video su Youtube e bazzicava per vari forum: sì, avete letto bene: sono stato riconosciuto! Insomma, sono una Star, per la precisione 'doppio brodo Star'! :-D Ma torniamo all'immagine, quel ragazzo, a furia di incontrarlo sempre nel medesimo negozio, è diventato un amico che è passato dal 'virtuale' al 'reale': alle volte con il web succede così, anche più spesso di quanto si pensi. Beh, oggi pomeriggio riunione a casa mia per scambiarci chitarre e impressioni varie; 5 delle chitarre dell'immagine sono le mie stra-conosciute strato viste sul web più volte ed in fondo di scarso valore, mentre l'amico CUT, lo chiamo con il suo nickname dei forum, si è presentato con altre due delle sue chitarre: in mio onore si è presentato con due Stratocaster ed una pedaliera. Sorvolando sull'ampio disordine del mio divano ci siamo diretti nell'antro di Vigilius, quello che vedete in tutti i miei video, ed abbiamo messo per terra le nostre due pedaliere; per uno strano scherzo del destino sono identiche come contenitori, due Diago, ma diverse come contenuto: la mia zeppa con 15 pedali, la sua con 5 pedali collegati e due 'parcheggiati' il cui destino è ancora incerto. Purtroppo non ho fatto una foto delle due pedaliere affiancate, ma vi assicuro che facevano letteralmente paura, se non altro per le dimensioni. La sua aveva un wha, un Whammy 5, divertentissimo, un BOSS DD-3, il mio primo delay, che si difende ancora alla grande IMHO, lo Zoom MS-CDR 70, quello tanto osannato da 4roses e finalmente ho capito il perché -che è nettamente meglio della Zoom G3 che ho avuto (evidentemente tutta la potenza del chip è stata dirottata sugli effetti con notevoli risultati) - ed uno stupefacente BOSS Blues Driver Keeley BD-2, un pedale veramente spettacolare! I suoi due pedali 'in panchina' sono italiani, ma hanno veramente anche loro un suono grandioso: il primo è un Liquid Mind Analog Chorus della Nemphasis che ha veramente un gran suono, molto 'organico', come si dice oggi , mentre io lo definirei 'tridimensionale' - e lo sapete tutti che a me i chorus hanno stancato - l'altro è il Blue's Devil della LAA di Sorasio ed anche questo ha un suonone spettacolare con i single coil, quasi come un Twin Reberb a cannone. Ancora una volta mi maledico per non aver fatto un'immagine delle due pedaliere!
Ma il pezzo forte erano le sue due stratocaster: la prima è una Custom Shop da sbavo che lo stesso CUT mette in mostra in modo giustamente orgoglioso.
Notevole vero? Quello che nessuna immagine può veramente mettere in risalto è la tridimensionalità del relic: i graffi sono veri e profondi, sopra il pickup al ponte sembra esserci stata una reale battaglia. Si può discutere più o meno all'infinito sul relic, ma indubbiamente ha fascino e poi sul sunburst è veramente 'artistico'. Certo, un relic simile può essere visto solo su una strato realmente abusata da anni e anni di LIVE da un chitarrista particolarmente pesante e 'macellaio', ma la nitro ha un fascino immortale per me; il manico è bellissimo in quanto è una specie di mazza da baseball in quanto a spessore, mai visto niente del genere. Sorprendentemente però la mano si aggancia al manico in modo comodissimo nonostante le dimensioni più che generose ed appena penno un accordo ecco che riconosco il 69 al manico: gran pickup! Al centro non si sa bene cosa ci sia mentre al ponte un Texas special che suona comunque abbastanza aperto. Anche il retro della chitarra è veramente martoriato.
La parte con il legno vivo è ben scurita e sembra veramente intrisa di sudore. Il manico tanto è comodo tanto mi risulta rovinato sulla tastiera, forse in maniera sin esagerata. A parte la paletta, che ha un colore ambrato da sbavo, devo onestamente ammettere che non ho mai visto una tastiera in acero così vissuta, come se chi l'avesse suonata non si lavasse le mani da decenni. Forse è un po' esagerato come relic, ma comunque è ben eseguito senza dubbio alcuno.
Ma è il corpo che veramente un capolavoro tanto da meritare un'immagine ravvicinata.
Come dicevo ho immediatamente riconosciuto il 69 al manico ed allora molto titubante ho preso la mia Strato '68+1', quella specie di mostro fatto di varie parti della CP60 con un corpo verniciato alla nitro e pickup CS '69, ed ho osato suonarla dopo; temevo un debacle completa ed invece se l'è cavata bene, il suono del '69 c'era tutto anche sulla mia ed anche se costa più di 1/3 in meno non è stata spazzata via dalla sorellona blasonata. Non voglio dire che siano uguali, ci mancherebbe, ma la mia strato ne è uscita tutto sommato dignitosamente: il manico formato gigante della Custom Shop fa la differenza come sustain e grandezza del suono.
Quindi è stata la volta dell'altra sua strato: la Road Worn Player che altro non è che una Road Worn con alcuni aggiornamenti che la rendono più moderna come la tastiera più piatta e le meccaniche moderne; un po' la differenza che passa tra la serie Classic e Classic Player, ma con in più la verniciatura alla nitro e il relic. Eccola in tutto il suo splendore con un look veramente particolare, ma di sicuro fascino.
Non sono un grande amante delle chitarre bianche, ma devo ammettere che sono le più fotogeniche ed anche nei video rendono alla grande al contrario del mio tanto amato sunburst. Monta i Texas Special che sono stati una grossa sorpresa per me: gran volume, poca 'mediosità' e tantissima grinta. Non me l'aspettavo! Il manico piatto disorienta su una chitarra dal look così retrò, ma è molto simile a quello che è successo alla mia '68+1' che ha il look di una Strato del 60 e poi il manico piatto in palissandro con tasti medium jumbo: un'accoppiata che rende ragione del passato e del presente, proprio come la chitarra di CUT che si è lanciato in assoli molto tirati come vuole la chitarra.
E così tra una strato e l'altra, un pedale e l'altro sono passate quasi 3 ore e mezza e non sono riuscito ad esaudire uno dei sogni di CUT: sentire la JCM800! Sarà per la prossima volta dove magari porterà la sua Charvel rossa con due humbucker che sembra uscita direttamente da un video degli anni '80. ;-)
Il mio sogno invece è di riuscire a fare anche un mini-raduno con Son of Aleric che non è lontanissimo e magari anche 4roses, lo svizzero-Superman!
domenica 4 maggio 2014
Ordine?
Eh già, bisognerà mettere un po' d'ordine nella mia pedaliera. Sino ad ora ho seguito una logica: a sinistra i pedali di servizio (accordatore, noise suppressor, cambio canale ampli etc.), in alto quelli tra chitarra e amplificatore e sotto quelli che vanno nel send/return.

Tutto giusto, ma ora devo cambiare logica e per due motivi: primo i pedali sopra sono più numerosi e non ci stanno più tutti su quella fila e, più importante, questa logica non coincide con l'uso che ne faccio. Infatti mi sono accorto che alcuni pedali li uso molto più di altri, ad esempio il MrLouder che è un pedale eccezionale in tutti i sensi, e messi così in alto non sono comodissimi; altri invece, tremolo ad esempio, hanno un uso molto limitato e quindi possono essere messi in un luogo meno accessibile. Certo potrei sempre eliminarne qualcuno, ma per ora mi dispiacerebbe farlo; mal che vada la mia pedaliera potrebbe diventare tranquillamente due pedaliere: una da tenere a casa ed una eventualmente da portare in giro, il peso ne guadagnerebbe di sicuro. Quindi devo riordinare di nuovo il tutto per l'ennesima volta: uffa, che noia che barba che noia! Avrete notato anche che nella fila sopra sto usando dei cavi patch Reference con jack piatti perché il mio odio per i George L's è ormai conclamato.
Veniamo ad alcuni dati statistici: per ora ho 15 pedali che potrebbero diventare 16 se prenderò il secondo delay, ma la cosa che più mi piace è che ben 5 sono stati acquistati usati, quindi 1/3 del totale, con un notevole risparmio; 3 sono artigianali ed italiani al quale ne va aggiunto un altro tutto italiano, l'I-ODS, e solo l'ultimo terzo è nuovo e 'di marca' tra cui l'accordatore, che di per sé non emette alcun suono, e il looper che non è un effetto vero e proprio. Quindi alla fin fine solo il tremolo, tra l'altro di una serie economica, e il riverbero sono acquisti ex-novo insieme al T-Rex Replica per il quale mi sono svenato: sul delay non ho proprio badato a spese :-( (costa ben di più di tutti gli usati messi assieme ed anche di più di quelli artigianali!)
Tutto giusto, ma ora devo cambiare logica e per due motivi: primo i pedali sopra sono più numerosi e non ci stanno più tutti su quella fila e, più importante, questa logica non coincide con l'uso che ne faccio. Infatti mi sono accorto che alcuni pedali li uso molto più di altri, ad esempio il MrLouder che è un pedale eccezionale in tutti i sensi, e messi così in alto non sono comodissimi; altri invece, tremolo ad esempio, hanno un uso molto limitato e quindi possono essere messi in un luogo meno accessibile. Certo potrei sempre eliminarne qualcuno, ma per ora mi dispiacerebbe farlo; mal che vada la mia pedaliera potrebbe diventare tranquillamente due pedaliere: una da tenere a casa ed una eventualmente da portare in giro, il peso ne guadagnerebbe di sicuro. Quindi devo riordinare di nuovo il tutto per l'ennesima volta: uffa, che noia che barba che noia! Avrete notato anche che nella fila sopra sto usando dei cavi patch Reference con jack piatti perché il mio odio per i George L's è ormai conclamato.
Veniamo ad alcuni dati statistici: per ora ho 15 pedali che potrebbero diventare 16 se prenderò il secondo delay, ma la cosa che più mi piace è che ben 5 sono stati acquistati usati, quindi 1/3 del totale, con un notevole risparmio; 3 sono artigianali ed italiani al quale ne va aggiunto un altro tutto italiano, l'I-ODS, e solo l'ultimo terzo è nuovo e 'di marca' tra cui l'accordatore, che di per sé non emette alcun suono, e il looper che non è un effetto vero e proprio. Quindi alla fin fine solo il tremolo, tra l'altro di una serie economica, e il riverbero sono acquisti ex-novo insieme al T-Rex Replica per il quale mi sono svenato: sul delay non ho proprio badato a spese :-( (costa ben di più di tutti gli usati messi assieme ed anche di più di quelli artigianali!)
sabato 3 maggio 2014
Treble!!!!!!!!!!!!!!!!
In un filmato in bianco e nero dei Deep Purple il mio roadie virtuale Son of Aleric si è accorto di una cosa che solo lui poteva notare: ad un certo punto si sente una voce in lontananza che urla letteralmente "Treble!" ed un roadie, questa volta vero, fa un 'qualcosa' in modo che la chitarra di Blackmore cambi suono. Nell'epoca del web ormai si sa tutto - nel caso di Blackmore 'quasi tutto' in quanto i misteri intorno alla sua strumentazione rigorasamente 'di serie', ma 'fuori-serie', è uno dei misteri meglio custoditi - ora sappiamo che l'Uomo-Nero ordinava di inserire un effetto nella catena della chitarra: il treble-booster appunto. Curioso il fatto che non usasse inserirlo Lui, ma demandasse il compito ad un altro: probabilmente non lo voleva sul palco o, conoscendolo, alimentava il mistero intorno a Lui! Questa scatoletta magica esiste in varie versioni 'di serie', poi ci sono le varianti 'sue', ma si rifanno più o meno tutte al mitico Hornby Skewes Treble Booster.

Beh, ora, guardandolo bene, capisco perché lo facesse fare ad altri: non era un pedalino e quindi non aveva lo switch comodo per inserirlo. Anche Tommi Iommy dei Black Sabbath, K.K.Downing e Glenn Tipton dei Judas Priest, Rory Gallagher e Brian May dei Queen, i primi che mi vengono in mente, devono il loro sound particolare a questo strano aggeggio antico retaggio degli anni '70. Diciamo subito che oggi è praticamente inutile in quanto gli amplificatori sono costruiti molto meglio e quindi ad alto volume non tendono più a diventare ingestibili come una volta. Già, una volta! Una volta l'ampli dietro il chitarrista non serviva solo a far coreografia, ma proprio per amplificare il suono che doveva arrivare anche agli ultimi della sala o all'aperto e quindi bisognava alzarli a volumi assurdi (non è un caso che molti artisti di quel periodo d'oro oggi siano praticamente sordi), non c'erano le Iso-box o gli impianti P.A. mastodontici di oggi che ti amplificano anche il battito cardiaco a momenti. I Marshall dei bei tempi che furono a 10 di volume facevano tremare tutto e tremavano pure loro diventando talmente 'muddy', come dicono gli inglesi, che non era più facile distinguere cosa si stesse suonando: i medio-bassi tendevano a coprire tutto. Ecco allora il treble booster che aveva il compito di tagliare certe frequenze per esaltarne altre, le medio-alte, in modo che i grandi virtuosi della chitarra potessero suonare i loro assoli ormai diventati mitici. Ora trovare un treble booster è un'impresa perché completamente passati di moda negli anni '80 grazie anche alle innovazioni tecnologiche che l'hanno reso praticamente inutile; però alcuni chitarristi hanno legato il loro suono a questo 'treble booster' al punto da averlo incorporato direttamente nei loro amplificatori: Blackmore, appunto, ed anche Brian May. C'è addirittura un sito intero di un'azienda che li produce ancora dedicato interamente a questo unico pedale. Questo sito è anche un'ottima fonte per sapere moltissime cose di alcuni dei chitarristi citati prima. Uno di quei pedali l'ho pure provato e suonava benissimo, ma a volumi da guerra termonucleare e quindi non lo acquistai; ma la voglia di possedere un treble booster per 'scimmiottare' il mio eroe mi è sempre rimasta. Prima ci ho provato con il Naga Viper della Catalinbread, pedale più che ottimo, poi sacrificato per altro e allora? Allora sono andato su Mercatino Musicale ed ho cercato qualcuno che ne costruisse un clone dato che il circuito di tale pedale è i una semplicità disarmante e che non costasse come un rene. Detto, fatto!

Pedale costruito da un ragazzo italiano vicino a Pescara che è possibile personalizzare in tutto: io l'ho preso quasi standard con l'aggiunta del mio logo in alto a sinistra: un puro vezzo. La prima cosa che ho notato quando mi è arrivato è che contiene pure un foglio scritto con le caratteristiche, l'uso consigliato e persino delle impostazioni possibili dell'unica manopola; vi dico che certi pedali blasonati e boutique non hanno di tutto ciò (Xotic ne è un pessimo esempio). Il pedale è proprio artigianale anche nella grafica, ma ha quel gusto del 'fatto-in-casa' che a me non dispiace affatto. Naturalmente non ho resistito e l'ho aperto per guardare dentro.

Sono anche stato costretto ad aprirlo in quanto la presa IN si era svitata ed appena inserito il jack è cascata dentro: purtroppo il dado si è spanato. Avvertito il costruttore-venditore lo stesso si è reso subito disponibile per la sostituzione, ma alla fine son riuscito a risolvere io andando nel 'mio' negozio di fiducia e trovando in mezzo a 200 e passa dadi l'unico con quel passo strano che si avvitasse in qualche modo. Non è perfetto, ma per ora lo tengo così anche perché funzionare, funziona. Come vi dicevo è di una semplicità disarmante: guardiamo da vicino.

Spero che l'amico Son non si offenda visto che me lo stava costruendo anche lui, ma il 'suo' esemplare è sempre funzionato, il 'mio' mai e non ha ancora capito il perché! Noterete anche che l'originale non ha manopola mentre questo sì: una delle tante varianti esistenti, manopola che c'era anche su uno di quelli di Blackmore in quanto questa era una modifica voluta esplicitamente da lui.
Sia chiaro: non sono diventato di colpo Blackmore con questo pedale e neppure ho improvvisamente trovato il suo suono, mi sono solo tolto un piccolo sfizio ;-) .
Beh, ora, guardandolo bene, capisco perché lo facesse fare ad altri: non era un pedalino e quindi non aveva lo switch comodo per inserirlo. Anche Tommi Iommy dei Black Sabbath, K.K.Downing e Glenn Tipton dei Judas Priest, Rory Gallagher e Brian May dei Queen, i primi che mi vengono in mente, devono il loro sound particolare a questo strano aggeggio antico retaggio degli anni '70. Diciamo subito che oggi è praticamente inutile in quanto gli amplificatori sono costruiti molto meglio e quindi ad alto volume non tendono più a diventare ingestibili come una volta. Già, una volta! Una volta l'ampli dietro il chitarrista non serviva solo a far coreografia, ma proprio per amplificare il suono che doveva arrivare anche agli ultimi della sala o all'aperto e quindi bisognava alzarli a volumi assurdi (non è un caso che molti artisti di quel periodo d'oro oggi siano praticamente sordi), non c'erano le Iso-box o gli impianti P.A. mastodontici di oggi che ti amplificano anche il battito cardiaco a momenti. I Marshall dei bei tempi che furono a 10 di volume facevano tremare tutto e tremavano pure loro diventando talmente 'muddy', come dicono gli inglesi, che non era più facile distinguere cosa si stesse suonando: i medio-bassi tendevano a coprire tutto. Ecco allora il treble booster che aveva il compito di tagliare certe frequenze per esaltarne altre, le medio-alte, in modo che i grandi virtuosi della chitarra potessero suonare i loro assoli ormai diventati mitici. Ora trovare un treble booster è un'impresa perché completamente passati di moda negli anni '80 grazie anche alle innovazioni tecnologiche che l'hanno reso praticamente inutile; però alcuni chitarristi hanno legato il loro suono a questo 'treble booster' al punto da averlo incorporato direttamente nei loro amplificatori: Blackmore, appunto, ed anche Brian May. C'è addirittura un sito intero di un'azienda che li produce ancora dedicato interamente a questo unico pedale. Questo sito è anche un'ottima fonte per sapere moltissime cose di alcuni dei chitarristi citati prima. Uno di quei pedali l'ho pure provato e suonava benissimo, ma a volumi da guerra termonucleare e quindi non lo acquistai; ma la voglia di possedere un treble booster per 'scimmiottare' il mio eroe mi è sempre rimasta. Prima ci ho provato con il Naga Viper della Catalinbread, pedale più che ottimo, poi sacrificato per altro e allora? Allora sono andato su Mercatino Musicale ed ho cercato qualcuno che ne costruisse un clone dato che il circuito di tale pedale è i una semplicità disarmante e che non costasse come un rene. Detto, fatto!
Pedale costruito da un ragazzo italiano vicino a Pescara che è possibile personalizzare in tutto: io l'ho preso quasi standard con l'aggiunta del mio logo in alto a sinistra: un puro vezzo. La prima cosa che ho notato quando mi è arrivato è che contiene pure un foglio scritto con le caratteristiche, l'uso consigliato e persino delle impostazioni possibili dell'unica manopola; vi dico che certi pedali blasonati e boutique non hanno di tutto ciò (Xotic ne è un pessimo esempio). Il pedale è proprio artigianale anche nella grafica, ma ha quel gusto del 'fatto-in-casa' che a me non dispiace affatto. Naturalmente non ho resistito e l'ho aperto per guardare dentro.
Sono anche stato costretto ad aprirlo in quanto la presa IN si era svitata ed appena inserito il jack è cascata dentro: purtroppo il dado si è spanato. Avvertito il costruttore-venditore lo stesso si è reso subito disponibile per la sostituzione, ma alla fine son riuscito a risolvere io andando nel 'mio' negozio di fiducia e trovando in mezzo a 200 e passa dadi l'unico con quel passo strano che si avvitasse in qualche modo. Non è perfetto, ma per ora lo tengo così anche perché funzionare, funziona. Come vi dicevo è di una semplicità disarmante: guardiamo da vicino.
Spero che l'amico Son non si offenda visto che me lo stava costruendo anche lui, ma il 'suo' esemplare è sempre funzionato, il 'mio' mai e non ha ancora capito il perché! Noterete anche che l'originale non ha manopola mentre questo sì: una delle tante varianti esistenti, manopola che c'era anche su uno di quelli di Blackmore in quanto questa era una modifica voluta esplicitamente da lui.
Sia chiaro: non sono diventato di colpo Blackmore con questo pedale e neppure ho improvvisamente trovato il suo suono, mi sono solo tolto un piccolo sfizio ;-) .
Iscriviti a:
Commenti (Atom)