Passato un po' di tempo e nessuno mi ha chiesto di proseguire e quindi, visto il successo, io proseguo lo stesso. Arriviamo così ad un brano di cui sono abbastanza orgoglioso e vi spiego il perché.
Spirit of the sea - Il brano è dei Blackmore's Night, ma, udite udite, non l'ho scelto io perché, vi ricordo, io ero una specie di 'mercenario' della chitarra, chi decideva i brani era la cantante. L'album della grande svolta di Blackmore era del 1997 e l'eco del successo di tale album non si era ancora spenta (noi eravamo solo nel 1999): veramente un gran disco (anche se era un CD)! Ed era conosciuto anche da gente insospettabile come appunta la tizia che cantava, ma... problema: per lei il brano era troppo lungo e quindi decise di tagliare alcune strofe. Anzi ne scelse solo alcune in modo da rendere la canzone meno triste e pessimista di quanto in realtà sia; io non ero concorde su questa scelta, ma lei comandava e poi nel ritornello per me la vena malinconica rimane nel testo e nella musica e quindi l'ho lasciata fare (per me l'ha scelta anche perché nell'originale all'inizio si sente il mare). Ma non è finita qui: anche se secondo me la rende abbastanza bene con il canto, è un po' una filastrocca anche nell'originale, lei stessa si rendeva conto che il taglio delle strofe era dovuto al fatto che era tutta cantata dall'inizio alla fine e quindi poteva stancare; quindi? Quindi mi disse di metterci qualcosa in mezzo! Già, ma cosa? Per me ho tirato fuori un mini-capolavoro e la cantante stessa mi ha fatto più volte i complimenti perché mi sono inventato un interludio che sembra veramente far parte della canzone; il buon Ritchie mi perdonerà. La mia parte inizia più o meno al minuto 2.11" e finisce quando riprende il canto: ne sono orgogliosissimo! Anche la canzone mi piaceva molto suonarla perché era di chiara ispirazione 'bachiana' con quei bassi discendenti e rimango stupito ancora oggi di quanti bassi avesse la mia Ovation classica. Purtroppo o per fortuna è stata registrata in un solo take e qualche imprecisione c'è: proprio nella parte scritta da me c'è un po' di fretta, di ansia, ma il tempo cominciava a scarseggiare ed io sapevo che i due brani più difficili dovevano ancora essere registrati. L'abbiamo registrata e messa da parte con la famosa frase: "Se avanza tempo magari la rifacciamo"; secondo voi è avanzato?
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Alla fine è venuta più lunga dell'originale, ma con meno canto.
Wow non ci speravo più...che dire ormai sono un fan di Strum & Drang
RispondiEliminaTi ringrazio ;-)
RispondiEliminaBeh, non ho chiesto niente perchè ........l'attesa aumenta il phatos :lol:
RispondiEliminaDavvero un peccato non avere avuto il tempo di "rifarla", magari (IMHO) solo una sovraincisione di una seconda chitarra sull'interludio, e invece di ottima, qual'è, diventava superlativa. :wink:
Sovra-incisione? Non ci ho mai pensato, era nata così e l'ho sempre suonata così; se dovessi rifarla ora dovrei impararla da capo perché ricordo poco o nulla anche se noto il mio stile. Ho uno stile? Se ascolti bene c'è simmetria: le note acute che scendono all'inizio sono poi ripetute, ma sui registri bassi. Insomma: poca fantasia ed allora rifaccio la stessa minestra con qualche variazione timbrica; le mie canzoni sono piene di cose del genere: ecco perché non sono un compositore (per vostra fortuna).
RispondiElimina[…] No, non mi ero dimenticato di questo scempio della chitarra acustica, che poi uso quella classica, ma ero arrivato al pezzo che più ci aveva fatto tribolare e quindi … ci ho pensato su un anno intero prima di riprendere. Già, sto parlando di quell’unica volta che entrai in sala d’incisione e… va beh, ho raccontato già tutto nei miei post precedenti: precisamente qui c’è l’introduzione, qui una mini-spiegazione, qui il primo brano, qui il secondo e qui il terzo. […]
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