venerdì 28 giugno 2013
Stavolta 'son' partito davvero!
Ehi, Son: notato che ti ho citato nel titolo? :-D
giovedì 27 giugno 2013
Lo 'zio acustico': Sturm und Drang
Naturalmente tutti dissero che comprai tale chitarra per 'imitare' la svolta acustica di Mr. Blackmore che l'anno prima era uscito con il CD 'Shadow of the moon', capolavoro, segnando così la sua svolta 'rinascimentale' nella musica; niente di più falso, lo feci solo per curiosità di suonare qualcosa di diverso e poi la mia prima chitarra fu la classica di mia sorella con le corde in nylon e quel suono morbido mi è sempre rimasto dentro; ho avuto anche un paio di acustiche 'folk', ma non mi durano mai molto perché le trovo troppo chitarre da spiaggia e non sapendo cantare... sono inutili per me (mica sapevo di Tommy Emmanuel and company). Comunque quell'Ovation non l'ho più perché è diventata una Strato messicana prima poi diventata la RollingCaster odierna; questo per dire che non 'copio' Blackmore!
L'anno dopo la sorella della mia collega, sarebbe più giusto dire ex-collega perché insegna ora in un'altra scuola e non la vedo più da minimo 10 anni, si sposava e questa mia collega alquanto 'originale', l'ho sempre chiamata la 'donna new-age', ha deciso di farle un regalo di nozze alquanto 'particolare': un CD registrato con lei alla voce! Sì, avete letto bene! Sicuramente un regalo 'non-standard', non la solita caffettiera per intenderci; comunque mi ha praticamente assoldato per andare ad incidere questo CD ed è stata la mia prima ed unica volta in sala d'incisione! Lei ha pensato a tutto, spese comprese (non ho mai saputo quanto, ma avendo lei un 'mare' di conoscenze sono sicuro avrà ottenuto un buon prezzo), io avevo da fare gli arrangiamenti musicali e suonare, appunto, la chitarra; sarebbe stato un CD fatto da sole due persone: voce e chitarra! A parte la 'professionalità' della sala d'incisione, registrammo in un solo pomeriggio in una pausa lasciata libera da Youssou N'Dour e probabilmente fu questo il motivo per cui ebbe un trattamento economico di favore; tutto il resto fu fatto in casa per risparmiare, tipo la copertina fatta al PC da me sotto stretta sorveglianza della mia collega che 'ordinava' ed io eseguivo! Ecco la copertina di fronte!
Il nome del 'duo' è stato dato in modo curioso: ricordate che vi ho detto che lei è un tipo originale? Beh, dopo mezzora di 'brain storming' per trovare qualcosa di bello io me ne sono uscito con questi due nomi che in realtà sono un movimento letterario tedesco dell'Ottocento pre-romatico ('I dolori del giovane Werther' di Goethe sono l'opera più famosa di questo movimento); perfetto! Per la cronaca io sono 'Sturm' e lei era 'Drang' (sul cellulare ho il suo numero ancora sotto questo nome!)
Se la cosa interessa a qualcuno posso andare avanti raccontando la mia esperienza in sala d'incisione, anche se 'esperienza acustica', e facendovi sentire i brani da lei scelti per il CD: sono solo sette e quindi potrebbero essere sopportabili anche perché saranno solo 30 minuti di musica.
giovedì 20 giugno 2013
Partenza falsa!
martedì 18 giugno 2013
Ne sto combinando un'altra delle mie...
[youtube=http://youtu.be/Za_e931MF7Q]
mercoledì 12 giugno 2013
Ritchie Blackmore:
"I wrote it on the spur of the moment. I had a very melancholy kind of tune. Then I started thinking about Jon. I thought maybe we should do an organ part at the end, as a tip of the hat to Jon. Pat Regan is an accomplished organist. We put the organ sound on, and off he went. I guided him on a few things, like riffs and how Jon played syncopation with his right hand."
L'hanno criticato in tutti i modi per non aver detto di più sulla morte di un suo compagno di avventura; l'Uomo-Nero non parla: suona e, come sempre, lo fa alla grandissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anche Richie ha un cuore, l'ha sempre avuto e molto più di quanto si pensi :-(
Questo è il post numero 200 del blog, ma avrei voluto festeggiare ed invece mi ritrovo ad ascoltare un brano che vorrei non fosse mai stato scritto: non perché è brutto, ma perché brutto è ciò che ci ricorda.
Grande Jon Lord!
martedì 11 giugno 2013
Una perdita ed una riscoperta 'del bù'!
Io intanto continuo a cercare il battipenna per schermare la chitarra, ma 'al suo posto' non c'è e quindi non so dove sbattere la testa!
sabato 8 giugno 2013
Technicolor test!
Ho spesso parlato della capacità camaleontica del sunburst che cambia colore a seconda della luce e di come io stesso non riesca a riconoscere i colori della mia chitarra attraverso le immagini fatte precedentemente: nonostante non abbia praticamente mai usato il flash, ma solo luci artificiali, risultava sempre più colorata del dovuto. Oggi è nuvolo, tra poco pioverà per me, e quindi ho fatto un paio di prove per cercare di riprodurre, il più fedelmente possibile, il colore che effettivamente vedo così da abbinargli il battipenna giusto. Partiamo con la prima immagine con battipenna leggermente invecchiato e plastiche della CP60 originale.
Vedete che nonostante la luce arrivi dal basso, quindi un po' ce n'è comunque, il giallo, che era molto evidente nelle immagini dei post precedenti, non si nota quasi più? C'è una predominanza di nero e lo si nota molto bene soprattutto sulla spalla superiore del corpo: questo è molto più vicino a quello che vedo ad occhio nudo normalmente (come sapete ho poi scoperto, osservando una foto del concerto dell'anno scorso, che basta puntare una fonte di luce sulla chitarra e il giallo torna in tutto il suo splendore). Vediamo ora come sta il tutto con il battipenna tartarugato.
Questo è il look che piace tanto a Marcello e Nihao65 e che io definisco scherzosamente "country roads"; faccio notare che il battipenna è nuovissimo e quindi risulta essere opaco perché ha ancora su la pellicola trasparente, in realtà sarebbe più lucido. Ma un altro utente di Jamble, chiedo umilmente scusa ma non ricordo in questo momento il suo nickname, mi ha messo la pulce nell'orecchio, anzi negli occhi, facendomi vedere la sua strato con il battipenna nero, l'unico che mi manca: l'ho trovata alquanto 'sexy'. Allora in 2 minuti ho cercato di editare l'immagine sopra, male perché non so usare molto i programmi di fotoritocco, per 'colorare' il battipenna di nero e vedere l'effetto che fa; eccolo l'effetto che fa!
Come già detto il lavoro di fotoritocco è indegno, ma il risultato si può intuire e... mi piace! Te pareva? L'unico che mi manca!
Allora mi sono messo a cercare sul web una chitarra simile per vedere l'effetto d'insieme e farmi passare strane voglie: ho trovato quest'immagine.
Premessa: una strato con il ponte fisso è un'eresia, ma per il resto... orpolè se è bella! (appena vedo acero e palettone io sbavo... pulire la tastiera del PC è un 'must' in queste condizioni). Quella sopra è verniciata meglio della mia ed è un po' opaca mentre la mia è più lucida, ma una certa idea me la sono fatta. Ho cercato allora il look 'all black'; eccolo qui sotto.
Partendo dal presupposto che una strato brutta non esiste, questa è quella che esercita meno fascino su di me: troppo dark per i miei gusti, ma non è poi malaccio. Ne ho viste anche alcune miste con copri-pickup bianchi e manopole nere e/o viceversa, ma mi sembrano poi un po' troppo pasticciate. Il battipenna bianco con plastiche nere fa molto Blackmore, ma solo se la strato è chiara altrimenti mi viene in mente una chitarra del grande Mark Knopfler che esteticamente non mi fa impazzire.
Ora cercherò di togliermi dalla testa il battipenna nero che è l'unico che mi manca.
giovedì 6 giugno 2013
Un manico in meno di 24 ore: 'del bù'!
Un classico, a me piace sempre parecchio la strato 'liscia' anche se poi le mie... beh, proprio lisce non sono: con il palettone ha quel 'sapore anni '70' che per me non guasta affatto. In questa foto si nota come il sunburst non sia poi così evidente come nelle immagini dei post precedenti e, per me, dal vivo è ancora meno accentuato: insomma, una verniciatura camaleontica! Ma vediamo un'altra versione: vestito diverso anche se mica poi tanto.
Questa sarebbe la versione con le plastiche e il battipenna ingialliti dal tempo: oddio, ieri le ho messe al sole e stamattina ho dovuto stendere il tutto perché, avendo piovuto abbondantemente tutta la notte, mi sono ritrovato l'armamentario a 'bagnomaria'! Bella, ma quasi quasi la preferisco con il bianco plasticoso precedente. Ed ora la versione country-roads che piace tanto agli amici del forum di Jamble.
Ok, una strato è sempre bella, ma io continuo a vederla più in mano ad un cowboy che a me. Tra l'altro è un falso - già, perché il resto? - in quanto ho messo su i primi copri-pickup che ho trovato e sono quelli in simil-bakelite stile anni '50 con gli spigoli arrotondati.
Ed ora per l'amico Son of Aleric un'immagine tutta per lui per fare esperimenti di decal: primo piano 'pornografico', in quanto nudo, del mitico PALETTONE!
Prima di deluderlo - ho già visto una sua demo di possibile decal - dico subito che sarà duro scalzare l'originale che per me è nato perfetto con quella scritta così grossa ed 'arrogante'!
Passando ad altro ho la possibilità di avere da montare sulla chitarra, chiaramente pagando, dei pickup Fender noiseless: che ne dite? Magari è quel suono 'diverso' che mi manca; considerando che ora l'alternativa è data da dei messicani ceramici...
mercoledì 5 giugno 2013
Il battipenna 'del bù'
Possibilità numero uno - mettere quello 'tartarugato' che si intona tanto bene con i miei muscoli della pancia :-D e le plastiche 'aged' della CP60.
Non male, ma è stato talmente inflazionato dalla Mayer signature che non è che mi faccia impazzire; potrei anche mettere le parti in plastica nere ed avere un risultato simile a questo, ma ... direi quasi funerea.
Comunque è una possibilità.
Possibilità numero due - la 'cromia' della Classic Player 60 originale: stesso corpo, stesso battipenna, mint green, e stesse parti in plastica 'aged'.
Ineccepibile: ha stile, ma mi sa tanto di già visto ed infatti sarebbe la 'vecchia' chitarra con un manico nuovo.
Possibilità numero tre - Battipenna di origine sconosciuta, credo Squier, rimasto lì in cima all'armadio per tanto tempo ed ingiallito con il tempo anche se appena un filo; plastiche 'aged' della CP60.
Non male, ma aspetto opinioni.
Possibilità numero quattro - Look 'all white', ma non lasciatevi ingannare dal fatto che ha già montata l'elettronica che userò (tutta roba messicana credo, comunque pickup ceramici; lo so, non è il massimo, ma si fa sempre a tempo a cambiarli e poi sono 'gratis' in quanto li ho già).
Sembra nuova, ma magari una non 'rovinata' nel mio setup sarebbe quasi una novità (comunque ieri mi è caduto il corpo mentre lo maneggiavo, l'avevo detto che mi faceva impressione, e si è scheggiata una piccola parte di vernice nel retro dove si attacca il manico).
Possibilità numero 5 - Avevo preso in considerazione anche il battipenna oro anodizzato, ma oltre a costare una fortuna, più di 50 euro, non penso sia il massimo sul sunburst; anche il look 'all black' potrebbe essere una possibilità, ma con il manico in acero credo stacchi troppo e dovrei comunque spendere i soldi del battipenna che non ho. A proposito, cercando una strato sunburst con pickguard all black guardate che ho trovato!
Non avevo mai visto il mio idolo con questa chitarra!
lunedì 3 giugno 2013
Ho aperto la 'scatola dei ricordi' ed altro!
Visto che roba? Non sto a spiegarvi tutto ed a dire il vero ho trovato dei pezzi la cui storia in questo momento mi sfugge; in basso a sinistra c'è l'adesivo del 'mio' negozio: scommetto che neanche il proprietario si ricorda di questo logo! Ci sono poi alcuni 'coprimolle' di strato che non ho più ed una marea di parti in plastica: alcune ancora nuove e mai aperte come i ricambi originali Fender! Una volta erano difficilissimi da trovare e quindi appena ne vedevo qualcuno lo acquistavo per eventuali cambi: mica sapevo che durassero un'eternità! I copri-pickup neri poi sono rarissimi, ma sulla strato del '74 non ho quelli originali perché quelli 'veri' li ho trovati anni e anni dopo. Nella scatola non ci sono e non so bene dove siano finiti, ma i miei primissimi copri-pickup neri li ho fatti io utilizzando quelli bianchi verniciati con una bomboletta spray presa da un ricambista auto (insomma, era vernice per ritoccare le carozzerie!) Il pickup in basso a destra è quello originale della strato del '74 - ora la chitarra ha un Quarter Pound - ed ha la basetta grigia che non ho idea di cosa voglia dire, ma posso dire che è 'figo' :-D Nella bustina al centro ci sono gli originali in plastica di quella chitarra belli ingialliti dal tempo. Poi... vediamo un po': ci sono le valvole originali del pre del Blackstar nella custodia delle Tung-sol che ho ora ed in fianco 2 EL34 originali del mio Marshall JCM800: le ho cambiate una volta sola ed ho tenute quelle due per ricordo. La valvola dietro è una GT, ma non ricordo più da dove arrivi! Vedo anche vari documenti originali della mia prima strato, la carta vetrata originale che ho usato per fare lo 'scallopped' fatto in casa, follia, e due confezioni di Kluson Deluxe già reliccate: in realtà dentro ci sono quelle della Classic Player 60 nuove di pacca in una confezione (al primo cambio corde ho messo quelle invecchiate e quelle nuove saranno quelle che andranno sulla 'strato del bù'), mentre nell'altra confezione ci sono quelle della RollingCaster di cui una, quella del LA, non più funzionante; le tengo come backup. Ho poi un pickup proveniente dalla strato messicana che non ho più e le istruzioni del mio primo delay: il Vesta Fire! Ho fatto di tutto per trovarne uno per ricomprarmelo come ricordo, ma sembra sparito dalla circolazione. In fondo in fondo vedete anche la mia prima confezione di corde PICATO trovate anni e anni fa a Milano: mi sentivo tanto 'blackmore' perché usavo le 'sue' corde. Durato poco perché sono sparite dalla circolazione e non mi risulta siano più importate in Italia :-(. Poi... altra immagine 'aerea'!
Visto quanta roba? Certo non bastano per fare una nuova strato, ma vi avevo anche detto che nella scatola metto le cose piccole e le altre? Stanno sopra un armadio buttate lì insieme alla scatola: cosa? Guardate un po' e... siate pietosi.
Anche rendere quest'immagine è una vera e propria odissea perché 3 dei battipenna sembrano uguali dopo il 'colpo di flash' della macchina fotografica ed ho lavorato 10 minuti di editing per tentare di ridare una parvenza di quello che vedo (stesso problema che ho con il sunburst). In fondo c'è il ponte originale della Classic Player 60 con le sellette Gotoh: già, sulla chitarra che ho fatto riverniciare ho messo giustamente un ponte a 6 viti, il Gotoh appunto, ma ho riutilizzato le sellette della CP60 arrugginite dal mio sudore con su la scritta Fender, così ora ho 2 ponti in uno là ed anche sulla 'nuova' strato che, se riesco, farò. A sinistra ci sono tutte le plastiche originali della CP60 e quindi battipenna Mint Green e il resto 'aged'; a destra ho un battipenna tortoise che avevo preso per la strato coreana natural che poi è volata via subito :-(: questo però mi è rimasto. Sotto c'è un battipenna che è ingiallito naturalmente stando in cima all'armadio che arriva... boh, non so più, forse la strato messicana, ma non sono sicuro e al centro c'è quello più bianco con l'elettronica che monterò anche se il pickup al ponte ha il polo del mi basso che sporge verso l'interno e dovrei fare un buco sotto nel legno della chitarra e non mi va tanto: sono i pickup originali della RollingCaster e sono ceramici, hanno le due barrette sotto, non il massimo, ma per ora vado al risparmio. Ho provato a fare anche un foto senza flash nella speranza che si notino le differenze tra i vari battipenna, specie quelli bianchi.
Dal vero la differenza è un pelo più marcata, ma non è facilissimo distinguerli; mi piacerebbe sapere come è quello fatto in Parchment che, se non sbaglio, è l'unico che mi manca.
Ma potevo finire qui? Certo che no e allora? Allora sono andato in cantina a prendere le mie due vecchie custodie rigide inutilizzate; mi spiace, vi tocca soffrire ancora un po'! Quando giravo con solo due chitarre, praticamente tutta la mia carriera LIVE, ho sempre avuto e voluto custodie rigide per ovvie ragioni: carica e scarica dalla macchina a ore improponibili quando si è stanchi etc. L'originale custodia della mia strato dell'83 era fatta proprio bene ed era compresa nel prezzo, ma anni e anni di tour, va beh l'importante e crederci, l'hanno massacrata al punto che è diventata inutilizzabile dal momento che una delle chiusure sta attaccata per grazia ricevuta. Qui vedete il 'sotto' della custodia.
Notato la personalizzazione? Anche l'interno mostra ormai i segni del tempo.
Su Mercatino Musicale ne ho viste un paio in vendita a prezzi non proprio popolari, ma non mi è mai venuta l'idea di prendermela uguale perché non sarebbe più 'lei': questa è quella reduce di mille battaglie. Ora è in pensione in cantina dove si sta rovinando ulteriormente e la strato sta in una custodia morbida della strato messicana che non ho più (ne avrei una anche leggermente più imbottita, ma non suonando live praticamente mai non ho più grosse esigenze di protezione e poi le 'morbide' sono più leggere). Volete vedere il 'fronte'? Ma siete proprio sicuri? Io vi avverto: non fatelo!
Ho sempre sognato di avere il nome del gruppo scritto in stile STENCIL (ora so che si chiama così, allora non sapevo nulla) come 'quelli veri': il massimo che ho potuto fare è stato comprami le lettere adesive che, comunque, hanno resistito a tutto! Per la strato del '74 invece ho penato non poco: non ho voluto la sua custodia originale (lo so, sono un'idiota) perché era una anonima a goccia, pure più massacrata della mia, che quasi non stava insieme ed allora ne ho presa una usata di cartone o poco più, neanche sagomata all'interno. Anche questa, pur se usata di meno, ha i segni delle battaglie ed essendo meno bella i segni sono ancora più 'violenti': guardate gli angoli!
La sola chitarra mi era costata due anni di rate e la rinuncia della Strato Jap data in permuta (era esattamente lo stesso modello che ora ha Son of Aleric che, molto più intelligentemente di me, lui ha tenuto) e quindi non avevo più i soldi per la custodia; avere una custodia anonima mi ha sempre pesato e quindi con un amico di mio fratello mi sono fatto una 'dima' in carta, ho preso dell'adesivo bianco e mi sono fatto il logo a mano da solo con tutte le sbavature del caso; l'ho ritagliato a mano libera con una forbice e l'ho attaccato sulla custodia giusto per non sembrare un pezzente.
Notato niente? Io sì: non avrò fatto la figura del pezzente, ma del demente sicuramente sì perché l'ho attaccata al contrario: impugnando la custodia la scritta era sottosopra! Di ritagliarne un'altra proprio non se ne parlava e quindi sono rimasto così: 'demente a vita'! Ora la strato del '74 è l'unica ad avere una custodia rigida in tweed originale Fender: presa usata perché per quella nuova avrei dovuto fare un mutuo.
Direi che anche per oggi ho sparato la mia solita marea di cavolate e quindi alla prossima!
domenica 2 giugno 2013
La strato 'del bù' e la 'scatola'!
Una scatola? E che c'azzecca una scatola in un post sulla Strato? Cominciamo con lo spiegare che il termine 'c'azzecca' è famoso per essere di un ex-politico quasi mio concittadino il cui figlio, che con uno sforzo di fantasia sovrumano è stato chiamato Antonio, ha suonato la batteria in un concerto in cui io suonavo la chitarra: roba da non credere! Comunque chi ha buona memoria ricorderà che io ogni tanto nomino una scatola, una specie di 'scatola dei ricordi' ,in cui via via mettevo e metto ancora da parte pezzi di chitarra per... già, perché? Onestamente non lo so: certe cose le ho date via senza problemi, altre le ho tenute come memoria storica di certi momenti della mia vita.
Partiamo dalla scatola numero uno: il 1 aprile di non ricordo più bene quale anno (anni '80 comunque) sono partito per il militare e sono entrato nella caserma Battisti di Aosta per i 5 mesi di corso AUC della SMALP! Il giorno prima ho sostenuto l'ultimo esame universitario e il weekend precedente, con mio padre, ero a Lecco in visita a parenti e mi sono comprato un paio di scarpe da ginnastica di una marca allora sconosciuta: Reebok! Quelle scarpe mi salvarono i piedi nelle corse mattutine da alpino, alle 6 del mattino, e conservo ancora la scatola che è quella che vedete qua sopra. Con l'andare del tempo quelle scarpe benedette diventarono la mia seconda pelle dei piedi (prima avevo avuto solo Adidas, mai più prese da allora, perché già scadute di qualità o le Superga) fino a quando, a malincuore, dovetti buttarle via (non prima di aver subito una lenta declassazione sino ad arrivare ad essere 'scarpe da giardino' tutte bucate, ma almeno 7-8 anni le ho tenute); ma la scatola no, quella le tenni con me ed iniziò a diventare il rifugio dei miei 'rifiuti' fenderiani. Anche la scatola però cominciava a cedere e quindi dovetti sostituirla, ma esiste ancora ed ora è in ripostiglio che contiene spazzole e altro.
La scatola numero due è ancora della Reebok e si riferisce all'ennesimo paio di scarpe che io indossavo praticamente sempre: ho passato anni e anni in divisa jeans e scarpe da tennis e solo ultimamente mi sono civilizzato un po', merito della moglie che mi ha sgrezzato, ma solo un po'.
Come vedete ora ha assunto un ruolo molto più prosaico: contiene le bollette di svariati anni prima che mi decidessi a passare a quelle esclusivamente online per risparmiare spazio e carta. Nel frattempo i 'rifiuti tossici fenderiani' aumentavano di quantità e volume e quindi?
Quindi scatola numero 3: il mio ultimo paio di Reebok!
Come potete notare le nuove scatole, risale comunque al 2005 circa, sono molto più capienti e quindi c'è finito dentro di tutto; a me questa cosa ricorda molto le famose tasche di Eta Beta, ma penso di ricordarlo solo io. Naturalmente non ci può stare proprio tutto tutto, ma le cose piccole sì; di certo non il corpo della mia Classic Player 60 o i battipenna, ma tutto il resto sì! Tra l'altro queste scatole raccontano anche la storia dell'economia mondiale degli ultimi 30 anni: la prima ha scritto Made in Korea, la seconda Made in Indonesia e la terza... indovinate un po'? Bravi, Made in China :-(.
Ma cosa contiene la scatola nella sua versione updated 3.0? Apriamola...
E no, non vi svelo mica tutto adesso! ;-) Da allora non ho più avuto Reebok!
P.S. -Sono l'unico che riesce a scrivere un post su delle scatole: una vera 'rottura di scatole! :-D
Tra l'altro conservo ancora l'astuccio con cui andavo a scuola al liceo da studente, riciclato poi da professore e messo ora definitivamente a riposo; era fatto a mano da mia madre con la stoffa di miei jeans da buttare via :-(