"Qui è proprio cultura e diffusone della cultura musicale, la storia,
da beethoven, ai rainbow, ritchie, e gli aneddoti dello Zio.."
Con queste parole l'amico Craftsman commentava i miei due video riguardanti i miei 50 anni e la mia esecuzione dell'Inno alla gioia; penso che sia uno dei complimenti più belli che mi abbiano mai fatto. Morale della favola ho cominciato a ripensare la 'mia' storia musicale e quello che ho fatto in epoca non sospetta e soprattutto quando molti dei ragazzi di oggi manco erano ancora nei 'pensieri di Dio'. Del mio passato ho conservato poco perché... perché allora non mi sembrava importante ed anche se io conservo quasi tutto alcune cose sono proprio sparite chissà dove. Quindi cerco di offrire dei flash, specie visivi, dei tempi che furono: qualcuno ricorderà qualcosa e forse gli scenderà anche qualche lacrimuccia, altri l'avranno sentito raccontare da qualche zio o parente, altri, i giovanissimi, sorrideranno perché mi prenderanno per pazzo.
All'inizio non fu una strato, lo so è incredibile! Ho ritrovato solo un'immagine di quel periodo che mi permise comunque di imparare a suonare la chitarra, ma è un'immagine già tarda perché risale più o meno al 1980 ad uno dei miei primi LIVE seri in quel di BG (del mio passato astigiano e del mio primo gruppo ho ritrovato solo alcune registrazioni di cui potete sentire qualcosa in questo post).
Lo so, sembro un beota, ma non avevo neanche 20 anni e mi sembrava di essere un musicista vero perché facevo quattro accordi giusti: beata gioventù e beata ignoranza. Questa è un'immagine comunque importante perché è il primo concerto del mio gruppo storico (rimasi con loro sino al 1995-96, quindi un bel po') che non aveva ancora assunto il suo nome definitivo: ci chiamavamo "Tuono"! (che vergogna!) Facevamo quasi 2 ore di concerto e non avevamo neanche 10 pezzi in repertorio: roba da folli, ma allora si usava così, anzi no, si usava 5-6 anni prima, ma a noi importava poco.
Intanto nella mia cameretta sognavo di diventare un grande, come? Semplice: montavo due faretti colorati alle luci del letto mio e di mio fratello, mettevo dietro di me il poderoso ampli da 15 watt con cui ho imparato a suonare - un transistor puro che non aveva manco l'ombra di una distorsione; notato le dimensioni del cono? Bravi, sembrava un cono gelato! - e con le mancette della nonna e dei parenti tutti, allora si usava così oltre a fare la cresta sul mangiare quando andavo a Milano all'Università (cioé mangiavo meno per risparmiare i soldi per le corde, i plettri etc.), mi ero preso ben due pedali che si intravedono in basso: un chorus che non ricordo (preso dando dentro l'EH Small Stone originale oggi ricercato, io e gli affari siamo un tutt'uno) e un altro EH che mi piaceva un sacco e che si chiamava Hot Tubes che altro non era che un simulatore di ampli a valvole (allora manco sapevo cosa fosse una valvola, sapevo solo di volere un Marshall perché c'era sulla copertina di Made in Japan).
L'effetto scia l'ho ottenuto allungando il tempo di esposizione della macchina fotografica e muovendomi di conseguenza; macchina fotografica Canon rigorosamente analogica con pellicola, quella cosa che i giovani non sanno cosa sia, e dovevi aspettare minimo una settimana per sapere se la foto fosse riuscita o meno (spesso molto di più perché stampare costava e quindi usavo gli ultimi 3-4 scatti rimasti di un rullino da 36 pose di qualche vacanza estiva). Lo so, sto parlando arabo per molti di voi, ma fidatevi, non racconto bugie. L'immagine sopra risale al 1984 ed avevo già la strato fiammante tanto sognata la cui storia trovate qua.
Per ora mi fermo qua anche perché probabilmente non interesserà a nessuno, ma conto di andare avanti ;-)
Buonasera, sono il Sig. Nessuno e sarei proprio curioso di sapere come procede il racconto. ;-)
RispondiEliminaSig. Nessuno? Ma se per un certo periodo abbiamo avuto la stessa chitarra? Solo che io poi l'ho venduta... acc!!!!
RispondiEliminaL'hai scritto tu che NON sarebbe interssata a Nessuno e invece non è vero.
RispondiEliminaBeh hai venduto una "replica" a favore di una '74 originale. Mi sa acc!!!! poi mica tanto.
Una domanda: mi trae in inganno l'effetto "caleidoscopio" della seconda foto, o lo scallopped è antecedente allo scasso del jack e tone pot della Strat?
No lo scallopped è di molto posteriore, è solo un effetto ottico dovuto anche al fatto che la mia strato, la sfigata dell'83 prodotta per soli 18 mesi, è l'unica strato con i tasti jumbo, cioè altissimi e grossissimi. Infatti non li ho mai cambiati ed anche se sono ormai alla frutta posso tenerli così perché tanto con il manico scavato interessa poco quanto si consumano.
RispondiEliminaBeh, una FENDER STRATOCASTER prodotta SOLO per 18 mesi è quasi da considerarsi leggendaria visto che l'avranno in pochissimi. Se poi ci aggiungi che è l'UNICO esemplare di quella serie "Vigilius Custom Shop".......
RispondiEliminaMumble...Mumble.......la tastiera scallopped non risente dei "tasti alla frutta"?
Quasi, quasi, invece di far ritastare la mia...... le lime le ho, carta vetrata ne ho da vendere.....la "blackmore signature" è sempre stato un mio sogno.....ergo, prendo due piccioni con una fava.....
Perchè mi metti in testa idee balzane???!!!?
Se ci pensi il problema dei tasti consumati è che poi le note sbattono per mancanza di altezza, se hai scavato sotto il legnohai praticamente bypasssato il problema. Se invece il problema sono come dei 'tagli' nei tasti o zone schiacciate lì c'è poco da fare: si cambiano i tasti. La Blackmore Signature è la meno cara di tutte perché fatta in Messico: io la tua non la toccherei, anche la tua a suo modo è leggendaria (se solo l'avessi tenuta!)
RispondiEliminaSe proprio vuoi fare l'esperimento ti prendi una Squier e passa la paura!
Strano....pensavo avesse bruciato foto in cui aveva qualcosa di diverso dalla strato, comunque il bracialettazzo all blackmore l'aveva sin da giovane:-)
RispondiEliminaBellissima storia di tenacia comunque!
saluti
Il grande Filosofo Immanuel Long legge il mio blog!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaGià, sono stato giovane anch'io ;-)
Ha ha ha la fantasia di Allevi...Nenache a lei però è andata bene con i soprannomi, mi aspettavo qualcosa come: "the well dressed guitar"( che tiro spettacolare che ha nei live) o "plettro veloce" invece "l'americano" per la coca cola...sembra un personaggio degli western di Sergio Leone.
RispondiEliminaSaluto
In effetti eravamo personaggi di frontiera!!!!!!!!!!
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