Non contento di avervi distrutto le orecchie con i due video precendenti ho fatto una piccola aggiunta :)
mercoledì 8 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
Alla fine l'ampli nuovo è arrivato!!!!
Dopo tanto perigrinare da un negozio all'altro e da un ampli all'altro alla fine la decisione è stata presa: bye bye Vypyr che tanto bene suonavi e tanto poco pesavi e benvenuto BLACKSTAR HT-40 CLUB che tanto pesi, ma anche tanto 'pompi' con il volume :-)
Non si può parlare più di tanto di un suono, allora cerco di farvelo ascoltare attraverso due video in cui mi auguro che almeno un po' si capisca di che 'pasta' è fatto l'ampli.
Non si può parlare più di tanto di un suono, allora cerco di farvelo ascoltare attraverso due video in cui mi auguro che almeno un po' si capisca di che 'pasta' è fatto l'ampli.
sabato 6 novembre 2010
Sempre in giro a provar ampli!!!
Venerdì mattina prima di andare dal dentista, forse per sdrammatizzare un po' la cosa e la spesa (per fortuna minima: solo pulizia e una carie), e sapendo di non poter andare al pomeriggio, causa impegni scolastici, ho girato nuovamente i due negozi principali di BG per provare amplificatori di piccolo wattaggio rigorosamente valvolari, più una fissa che una reale necessità, in cerca del sound perfetto! (che probabilmente non ho in testa neppure io). Primo negozio e finalmente posso provare direttamente io (anche complice una conoscenza tra l'addetto ed una mia studentessa): mi viene fornita come strumento di prova una Strato usata nera con manico in acero e, udite udite, palettone anni '70!!!!!!!!!!!!! Mi sa che qualcuno ha detto al tipo che mi piace Blackmore ed ha cercato di indebolire le mie difese al portafoglio. Ma via con le prove.
Se ne era parlato ultimamente sul forum di MusicOff e dai video su youtube pareva proprio un bell'ampli dal sapore vintage. Come l'ho trovato? Ostico, ostico, ostico: pulito bello, quasi un Vox AC30 dei poveri, ma grezzo e il suono 'sporco'... quasi come inserire il cavo della chitarra direttamente nei coni senza che ci fosse nulla in mezzo. Non che sia una cosa brutta in sé, ma veramente vintage nel senso di difficile da far suonare bene: ci vogliono mani che io non ho. Mi aspettavo un suono molto più rotondo, più bluesy ed invece... Ripeto: non è brutto, ma non fa per me anche se Mike Casswell nella prova che ho visto su youtube lo faceva suonare benissimo, ma quello fa suonare bene tutto, ma proprio tutto. Altro giro, altro Laney ;-)

La forma è un po' tozza in quanto è più profondo di quanto uno si aspetti, ma è anche abbastanza compatto; scaldate le valvole lo accendo e... questo è già più trattabile, un suono più moderno e rotondo. Pulito molto caldo e ben gestibile, crunch o distorto che dir si voglia molto più moderno del precedente Laney. Il pannello, con quei due switch messi in orizzontale non mi piace, ma il suono non è male, forse un po' 'inscatolato' per i miei gusti, però se metto il gain al massimo scopro che la manopola del volume della chitarra, se abbassato, non ripulisce mai il suono, toglie solo distorsione. Ho come l'impressione che il gain dell'ampli funzioni proprio stile pedalino e quindi comprime il suono, lo distorce, ma si perde di quella dinamica tipica dei valvolari; curioso il fatto che cerchi quel tipo di tocco che poi non saprei usare essendo io diventato con il tempo una specie di 'zappatore' delle sei corde. Mi viene proposto di provare un Bugera: smorfia sul mio viso... se ne leggono troppo sul web di fatti negativi relativi a questo ampli, ma... proviamo.

Ampli particolarissimo con due canali separati con addirittura entrate separate; persino i due coni sono diversi: uno è da 80 watt e l'altro da 100 watt; mi sfugge il motivo, comunque ha tante altre particolarità come un doppio send-return (uno per ogni canale) e sul secondo canale un selettore a 6 posizioni per scegliere la 'forma' del suono da rotonda a selvaggia. Acceso è molto figo perché si illumina il pannello ed anche la scritta Bugera: senza dubbio molto scenografico, ma tutte quelle opzioni non me lo rendono amichevole. Sono sincero: l'idea di avere un selettore e non i classici toni (acuti, medi, bassi) per il suono mi disorienta; questo ampli va studiato per bene per riuscire a tirarci fuori qualcosa di buono. Certo il prezzo è realmente allettante, ma... mi pare più amichevole il piccolino in parte.

Cominciamo con il dire che sembra proprio una scatola profonda con un cono e guardando da dietro si scorgono con molta difficoltà le valvole; questo per dire che la fabbricazione mi pare grezza, ma non so giudicare se sia robusto o meno. Il frontale appare migliore, quasi il cruscotto di un'auto d'epoca con dei bei colori tenui: stavolta non si accende nulla. Sarà che questo ha dei controlli più normali e quindi riesco a capirci qualcosa, fatto sta che i suoni mi paiono carini, belli rotondi, magari dal crunch mi sarei aspettato un po' di più o forse sono io che pretendo troppo. Ma sono un po' prevenuto sui Bugera anche perché costa troppo poco per essere... ma, forse sto solo delirando ed è giusto che i giovani abbiano la possibilità di iniziare con prodotti così: insomma è pur sempre un valvolare!!!!
Decido di lasciare questo negozio, restituisco la Strato con palettone, :-(, non senza aver riempito la sala del riff di Burn prima di uscire (riconosciuto dall'addetto) e passo all'altro negozio dove ho la libertà di fare tutto quello che voglio. Scendo e... il piccolo VOX è lì!!! Prendo, porto nella saletta insonorizzata con un'altra strato nera usata, stavolta del 1983, lo stesso anno sfigato della mia prima, quella a cui ho scavato i tasti e quella senza jack obliquo sul corpo (maledetta Fender... ma che sto dicendo???? Chiedo umilmente perdono!!!!).

Capperi che bel pulito, molto più bello di quello sentito l'altra volta con il modello precedente, il CC1: il Greenback lavora proprio bene. L'ampli tutto è stato rivisto in quanto questo ha praticamente due canali: clean e Top Boost con due ingressi jack separati (per passare da uno all'altro bisogna proprio sfilare e inserire il jack o usare un qualche pedale line selector) con controlli separato: minimali per il clean, solo volume, e volume, bassi e acuti per il Top Boost. C'è poi una sezione tremolo, una reverb, che oltre le ore 9 secondo me è inusabile in quanto è veramente troppo, e una sezione master con un altro volume e il tone cut che stravolge abbastanza il suono essendo un tono sulla sezione finale. Puliti dell'altro mondo, ma essendo un 15 watt riesco tranquillamente a suonare con i due master al massimo: lo so, oltre ad essere pazzo, riesco però ad ottenere un simil sporco picchiando duro sulle corde. Il canale Top Boost l'ho capito poco in quanto me l'aspettavo molto più spinto o comunque facile da imballare ed invece... 'sto coso vuole il pulito e a fatica, con una Strato, riesco ad ottenere dei crunch. Chiedo lumi al mio amico Stefano che mi fornisce un boost da provare: un Carl Martin Hot Drive'n boost.

Le cose migliorano e di molto, ma, non ci crederete, riesco a suonare quasi al massimo del volume; sia chiaro, non volume da appartamento, molto, ma moooooooolto di più, però... devo avere oramai le orecchie rovinate da anni e anni di Marshall. Il VOX suona proprio british (ma va? che scoperta del menga!) ed ha un pulito spettacolare, ma quando suono rock vorrei di più. Purtroppo l'altro boost usato che mi aveva fornito, un T-Rex dr. Swamp, è senza pila e quindi passo ad altro. Riporto il VOX al suo posto e devo dire che anche il look classico mi piace molto; ho pure trovato le manopole a becco molto comode, molto più di quelle tonde e pensare che io le avevo sempre snobbate...
Mi guardo in giro: c'è il Randall usato (quello con i moduli stile 'autoradio'), un Hiwatt, sempre usato, piccolino, nel senso che è un combo, che costa una follia (a momenti svengo), un Cicognani, ma ha due coni da 10" e tanta altra roba. Mi attira il Blues Custom della Epiphone che ha addirittura la valvola nella sezione rettificatrice (come i Bugera, almeno il primo che ho provato), ma i due coni Eminence fanno sì che non riesca quasi a sollevarlo da terra (l'età... ma pesa proprio una follia: 30 kg.!!!!!!!!!!) quindi lo lascio lì. Passo nella seconda sala insonorizzata (oddio, quando suono io mi sentono tutti comunque) e scopro che Stefano ha riparato il Laney che la prima volta non avevo potuto provare; il 'cinesino, si era dimenticato di collegare i fili alla mainboard, era tutto giusto tranne l'ultimo collegamento, come inserire una spina.
A me pare suonare esattamente come quello provato mezz'ora prima anche se la sua forma è molto più snella: ha le dimensioni del classic30 della Peavey. Noto lo stesso 'difetto' del suono che non si pulisce usando la manopola del volume della chitarra sul canale crunch (mi sa però che avevo il bottone 'modern' azionato) e, in aggiunta, mi pare che il riverbero sia debolino: rispetto al VOX qui devo metterlo quasi al massimo per sentire qualcosa. Il suono è tutt'altro che brutto, specie sui puliti, ma il crunch non mi soddisfa, sta un po' troppo a metà strada tra vintage e modern (sì, sì, lo so che c'è il bottone che spinge l'ampli a modern e l'ho usato). Rimane l'impressione di suono un po' 'inscatolato', al confronto il VOX con soli 15 watt era molto più 'aperto'.
Sono ancora in alto mare anche se oramai un'idea abbastanza precisa me la sono fatta: il JCM800 mi ha rovinato l'udito nel senso che ho troppo in mente il Marshall sound. L'ampli perfetto era il Vintage Modern della Marshall, di cui ho fatto i video, che era IMHO favoloso, ma... fuori budget e fuori wattaggio. Ho anche capito che io per mia formazione necessito almeno di 30 watt: so benissimo che ne sfrutterò solo la metà se mi va bene, ma io così ho imparato a suonare e regolare gli ampli. Sarò fissato, ma i watt in più mi servono per avere dei puliti degni di questo nome più o meno a metà del volume massimo dell'ampli, un modo di pensare alquanto vecchio, ma vecchio sono (anche per gli HI-FI ragionavo così: le casse potenti per avere il suono pulito a bassi volumi. Lo so: un ampli per chitarra è tutto, tranne che Hi-FI). Da ultimo il Vypyr funziona sin troppo bene e mi ha viziato anche se penso che alla fine non resterà il mio ampli perché dinamica uguale a zero. Alla fine faccio tutto con 4 suoni, meglio due dato che gli altri due sono variazioni dei primi: puliti stile Twin e sporchi stile Rec (la sigla sul Vypyr e non so neppure a quale ampli reale si riferisce). Insomma il mio ampli ideale dovrebbe avere i puliti di un Fender e la distorsione stile high-gain da gestire poi con volume e tocco (curiosamente non uso mai l'emulazione della Plexi che trovo troppo 'spompa' per i miei gusto: ora i puristi mi cercheranno per lapidarmi): nessun ampli a valvole può soddisfare queste richieste. E allora? E allora ecco rispuntare il Blackstar HT-40 che sarà impersonale, ma è proprio quello che più si avvicina a quello che ho detto prima. I suoi coni al neodimio fanno sì che l'ampli pesi di meno e suoni sempre pulito, ma si perde molto in personalità e suono grezzo. Ma a questo punto come ho imparato su MusicOff: il cono si può cambiare e poi la differenza non la fa il chitarrista? Io? :lol:
Laney VC30 212
Se ne era parlato ultimamente sul forum di MusicOff e dai video su youtube pareva proprio un bell'ampli dal sapore vintage. Come l'ho trovato? Ostico, ostico, ostico: pulito bello, quasi un Vox AC30 dei poveri, ma grezzo e il suono 'sporco'... quasi come inserire il cavo della chitarra direttamente nei coni senza che ci fosse nulla in mezzo. Non che sia una cosa brutta in sé, ma veramente vintage nel senso di difficile da far suonare bene: ci vogliono mani che io non ho. Mi aspettavo un suono molto più rotondo, più bluesy ed invece... Ripeto: non è brutto, ma non fa per me anche se Mike Casswell nella prova che ho visto su youtube lo faceva suonare benissimo, ma quello fa suonare bene tutto, ma proprio tutto. Altro giro, altro Laney ;-)
Laney LC30 112 II
La forma è un po' tozza in quanto è più profondo di quanto uno si aspetti, ma è anche abbastanza compatto; scaldate le valvole lo accendo e... questo è già più trattabile, un suono più moderno e rotondo. Pulito molto caldo e ben gestibile, crunch o distorto che dir si voglia molto più moderno del precedente Laney. Il pannello, con quei due switch messi in orizzontale non mi piace, ma il suono non è male, forse un po' 'inscatolato' per i miei gusti, però se metto il gain al massimo scopro che la manopola del volume della chitarra, se abbassato, non ripulisce mai il suono, toglie solo distorsione. Ho come l'impressione che il gain dell'ampli funzioni proprio stile pedalino e quindi comprime il suono, lo distorce, ma si perde di quella dinamica tipica dei valvolari; curioso il fatto che cerchi quel tipo di tocco che poi non saprei usare essendo io diventato con il tempo una specie di 'zappatore' delle sei corde. Mi viene proposto di provare un Bugera: smorfia sul mio viso... se ne leggono troppo sul web di fatti negativi relativi a questo ampli, ma... proviamo.
Bugera BC30-212
Ampli particolarissimo con due canali separati con addirittura entrate separate; persino i due coni sono diversi: uno è da 80 watt e l'altro da 100 watt; mi sfugge il motivo, comunque ha tante altre particolarità come un doppio send-return (uno per ogni canale) e sul secondo canale un selettore a 6 posizioni per scegliere la 'forma' del suono da rotonda a selvaggia. Acceso è molto figo perché si illumina il pannello ed anche la scritta Bugera: senza dubbio molto scenografico, ma tutte quelle opzioni non me lo rendono amichevole. Sono sincero: l'idea di avere un selettore e non i classici toni (acuti, medi, bassi) per il suono mi disorienta; questo ampli va studiato per bene per riuscire a tirarci fuori qualcosa di buono. Certo il prezzo è realmente allettante, ma... mi pare più amichevole il piccolino in parte.
Bugera V22
Cominciamo con il dire che sembra proprio una scatola profonda con un cono e guardando da dietro si scorgono con molta difficoltà le valvole; questo per dire che la fabbricazione mi pare grezza, ma non so giudicare se sia robusto o meno. Il frontale appare migliore, quasi il cruscotto di un'auto d'epoca con dei bei colori tenui: stavolta non si accende nulla. Sarà che questo ha dei controlli più normali e quindi riesco a capirci qualcosa, fatto sta che i suoni mi paiono carini, belli rotondi, magari dal crunch mi sarei aspettato un po' di più o forse sono io che pretendo troppo. Ma sono un po' prevenuto sui Bugera anche perché costa troppo poco per essere... ma, forse sto solo delirando ed è giusto che i giovani abbiano la possibilità di iniziare con prodotti così: insomma è pur sempre un valvolare!!!!
Decido di lasciare questo negozio, restituisco la Strato con palettone, :-(, non senza aver riempito la sala del riff di Burn prima di uscire (riconosciuto dall'addetto) e passo all'altro negozio dove ho la libertà di fare tutto quello che voglio. Scendo e... il piccolo VOX è lì!!! Prendo, porto nella saletta insonorizzata con un'altra strato nera usata, stavolta del 1983, lo stesso anno sfigato della mia prima, quella a cui ho scavato i tasti e quella senza jack obliquo sul corpo (maledetta Fender... ma che sto dicendo???? Chiedo umilmente perdono!!!!).
VOX AC15 C1
Capperi che bel pulito, molto più bello di quello sentito l'altra volta con il modello precedente, il CC1: il Greenback lavora proprio bene. L'ampli tutto è stato rivisto in quanto questo ha praticamente due canali: clean e Top Boost con due ingressi jack separati (per passare da uno all'altro bisogna proprio sfilare e inserire il jack o usare un qualche pedale line selector) con controlli separato: minimali per il clean, solo volume, e volume, bassi e acuti per il Top Boost. C'è poi una sezione tremolo, una reverb, che oltre le ore 9 secondo me è inusabile in quanto è veramente troppo, e una sezione master con un altro volume e il tone cut che stravolge abbastanza il suono essendo un tono sulla sezione finale. Puliti dell'altro mondo, ma essendo un 15 watt riesco tranquillamente a suonare con i due master al massimo: lo so, oltre ad essere pazzo, riesco però ad ottenere un simil sporco picchiando duro sulle corde. Il canale Top Boost l'ho capito poco in quanto me l'aspettavo molto più spinto o comunque facile da imballare ed invece... 'sto coso vuole il pulito e a fatica, con una Strato, riesco ad ottenere dei crunch. Chiedo lumi al mio amico Stefano che mi fornisce un boost da provare: un Carl Martin Hot Drive'n boost.
Le cose migliorano e di molto, ma, non ci crederete, riesco a suonare quasi al massimo del volume; sia chiaro, non volume da appartamento, molto, ma moooooooolto di più, però... devo avere oramai le orecchie rovinate da anni e anni di Marshall. Il VOX suona proprio british (ma va? che scoperta del menga!) ed ha un pulito spettacolare, ma quando suono rock vorrei di più. Purtroppo l'altro boost usato che mi aveva fornito, un T-Rex dr. Swamp, è senza pila e quindi passo ad altro. Riporto il VOX al suo posto e devo dire che anche il look classico mi piace molto; ho pure trovato le manopole a becco molto comode, molto più di quelle tonde e pensare che io le avevo sempre snobbate...
Mi guardo in giro: c'è il Randall usato (quello con i moduli stile 'autoradio'), un Hiwatt, sempre usato, piccolino, nel senso che è un combo, che costa una follia (a momenti svengo), un Cicognani, ma ha due coni da 10" e tanta altra roba. Mi attira il Blues Custom della Epiphone che ha addirittura la valvola nella sezione rettificatrice (come i Bugera, almeno il primo che ho provato), ma i due coni Eminence fanno sì che non riesca quasi a sollevarlo da terra (l'età... ma pesa proprio una follia: 30 kg.!!!!!!!!!!) quindi lo lascio lì. Passo nella seconda sala insonorizzata (oddio, quando suono io mi sentono tutti comunque) e scopro che Stefano ha riparato il Laney che la prima volta non avevo potuto provare; il 'cinesino, si era dimenticato di collegare i fili alla mainboard, era tutto giusto tranne l'ultimo collegamento, come inserire una spina.
Laney LC30
A me pare suonare esattamente come quello provato mezz'ora prima anche se la sua forma è molto più snella: ha le dimensioni del classic30 della Peavey. Noto lo stesso 'difetto' del suono che non si pulisce usando la manopola del volume della chitarra sul canale crunch (mi sa però che avevo il bottone 'modern' azionato) e, in aggiunta, mi pare che il riverbero sia debolino: rispetto al VOX qui devo metterlo quasi al massimo per sentire qualcosa. Il suono è tutt'altro che brutto, specie sui puliti, ma il crunch non mi soddisfa, sta un po' troppo a metà strada tra vintage e modern (sì, sì, lo so che c'è il bottone che spinge l'ampli a modern e l'ho usato). Rimane l'impressione di suono un po' 'inscatolato', al confronto il VOX con soli 15 watt era molto più 'aperto'.
Conclusione
Sono ancora in alto mare anche se oramai un'idea abbastanza precisa me la sono fatta: il JCM800 mi ha rovinato l'udito nel senso che ho troppo in mente il Marshall sound. L'ampli perfetto era il Vintage Modern della Marshall, di cui ho fatto i video, che era IMHO favoloso, ma... fuori budget e fuori wattaggio. Ho anche capito che io per mia formazione necessito almeno di 30 watt: so benissimo che ne sfrutterò solo la metà se mi va bene, ma io così ho imparato a suonare e regolare gli ampli. Sarò fissato, ma i watt in più mi servono per avere dei puliti degni di questo nome più o meno a metà del volume massimo dell'ampli, un modo di pensare alquanto vecchio, ma vecchio sono (anche per gli HI-FI ragionavo così: le casse potenti per avere il suono pulito a bassi volumi. Lo so: un ampli per chitarra è tutto, tranne che Hi-FI). Da ultimo il Vypyr funziona sin troppo bene e mi ha viziato anche se penso che alla fine non resterà il mio ampli perché dinamica uguale a zero. Alla fine faccio tutto con 4 suoni, meglio due dato che gli altri due sono variazioni dei primi: puliti stile Twin e sporchi stile Rec (la sigla sul Vypyr e non so neppure a quale ampli reale si riferisce). Insomma il mio ampli ideale dovrebbe avere i puliti di un Fender e la distorsione stile high-gain da gestire poi con volume e tocco (curiosamente non uso mai l'emulazione della Plexi che trovo troppo 'spompa' per i miei gusto: ora i puristi mi cercheranno per lapidarmi): nessun ampli a valvole può soddisfare queste richieste. E allora? E allora ecco rispuntare il Blackstar HT-40 che sarà impersonale, ma è proprio quello che più si avvicina a quello che ho detto prima. I suoi coni al neodimio fanno sì che l'ampli pesi di meno e suoni sempre pulito, ma si perde molto in personalità e suono grezzo. Ma a questo punto come ho imparato su MusicOff: il cono si può cambiare e poi la differenza non la fa il chitarrista? Io? :lol:
venerdì 29 ottobre 2010
In giro a provare altri ampli
Venerdì mattina dopo aver espletato impegni scolastici anche se a scuola non dovevo andare ( :roll:) inforco la bici e vado a provare altri ampli in quanto sono sempre alla ricerca di un valvolare che rimpiazzi il mio Vypyr 30 watt che più passa il tempo più si dimostra essere un acquisto valido con un bel suono (ma le valvole? :-P)
Primo negozio e trovo due usati:
1 - un Randall 60 watt, quello con le 'autoradio' da inserire cioé dei moduli con le valvole che 'richiamano' ampli del passato; provo a sollevarlo, ma pesa da bestia ed è un 60 watt... ok, lo lascio lì e manco lo accendo.
2 - Fender super 60, praticamente mezzo twin reverb: lo provo?
Non ho mai provato un Fender e la curiosità è tanta; pesa non una, ma due bestie: ma ci hanno messo dentro anche chi l'ha fatto? :-x Ormai ho una certa età, mezzo secolo, e certi sforzi sono da evitarsi, ma la curiosità vince: attacco la spina e vengo inondato da un pulito tipicamente Fender che è veramente bello. Per la prova uso una Strato dell'83 trovata usata in negozio: è come la mia, ma nera e fa parte di quella serie sfigatissima con solo 1 volume e 1 tono dato che al 'terzo' posto c'è la presa jack. Mi prende un gran senso di nostalgia a pensare com'era la 'mia' Strato prima del delirio che mi prese: suona bene, altro che serie sfigatissima, manico robusto, pickup eccellenti e il tremolo che fu cassato subito funziona bene, sicuramente meglio del vintage a 6 viti. Ma sono qui a parlare dell'ampli; aggiungo il riverbero ed è goduria pura: l'accoppiata Fender Strato + ampli Fender sui puliti fa venire la pelle d'oca tanto è bella, presente e 'fisica'. Schiaccio il bottoncino del drive per cambiare canale non senza aver abbassato prima il volume: una buona abitudine. Gain a ore 3, volume a 1 e... bassino come volume, tutto qua? Alzo di una tacchettina il volume, roba da 1,2 massimo, sparo un power chord e... mi autopettino!!!!!!!!! icon_omg.gif Basta spostare di un millimetro la manopola del volume e passi dal sussurro all'amplifon per sopraggiunta sordità. Ma siamo matti? Che razza di gestione del volume è? Comunque la 'pasta sonora' della distorsione non fa gridare al miracolo; torno a fare il camallo e riporto l'ampli dov'era: sul pulito nulla da dire, ma mi pare pochino.
Provo di nuovo il Blackstar HT40 che ha tutte le carte in regola per essere il mio ampli: suono british, sufficiente versatilità, non troppo pesante, valvole EL34 (se ricordo bene), look retrò, prezzo abbordabile, ma... ma manca di personalità, non riesco a trovarmici: assurdo, no?
Mi viene consigliato di provare l'Epiphone Blues Custom che con i suoi 30 watt, 2 coni Eminence, persino valvola rettificatrice e la possibilità di portarlo a 15 watt sembra proprio un bell'oggettino; anche il prezzo è abbordabilissimo, ma ragazzi... non riesco neppure a sollevarlo, devono averci messo il marmo dentro!!!! :( Lo proverò un'altra volta, non voglio mica prendermi uno strappo alla schiena :-(
Esco dal negozio non senza aver dato un'occhiata alla rastrelliera dell'usato e mentre poso la chitarra usata per la prova scopro che la mia Fender messicana data in permuta neanche 15 giorni fa è sparita: chiss° chi la presa, era comunque un'ottima chitarra battuta ai punti da una strato di razza un po' particolare. Sapere che altri hanno la chitarra 'forgiata' da me mi fa un po' impressione, ma tant'è...
Stavolta a piedi mi faccio un bel pezzetto per raggiungere il negozio della concorrenza.
Entro e trovo il commesso spossato da una lunghissima prova con un ragazzo che era lì da più di un'ora a testare una Vintage modello stratocaster color fiesta red: mi ha ricordato i miei primi tempi, anni e anni fa, anche se non sono mai sceso a tali livelli: chiedere a che servono le manopole con su scritto tono :?: icon_acc.gif icon_maseifuori.gif
Chiedo di provare il VOX AC15 e vengo accolto come il salvatore della patria: mi viene data una Strato messicana sunburst a 3 toni uguale alla mia, quella che non ho più (ma è una congiura? :x)

Cominciamo con il dire che non è quello che volevo provare io, ma la versione precedente quella 'scrausa' cinese con cono 'made in schifo' ed un solo canale; la versione nuova, che avrei voluto provare io, ha come sigla VOX AC15C1, giusto per non confondere gli acquirenti :-(, ha il cono Greenback, ha due canali, anche se con ingressi separati, e controlli di volume del pre e del post. Devo accontentarmi, ma posso farmi comunque un'idea del suono VOX ed è un buon suono. Pulito british veramente bello, lontanissimo da quello fender, ma molto bello, quasi 'tintinnante' (che razza di termini uso?), anche qui la Strato si trova a suo agio. Basta un pizzico di riverbero, passate le ore 9 per me è inusabile, e il suono assume spaziosità ed aria; per farlo saturare qui si suda, bisogna tirargli il collo e rimane ancora bello pulito, ma ne viene fuori un suono alla Blackmore di Perfect Strangers. Gli manca solo un po' di corpo e distorsione, ma siamo lì, proprio da quelle parti. Suppongo che la nuova versione suoni ancora meglio, ma per i miei gusti questo ampli va aiutato esternamente con qualche pedale affinché si raggiunga il grado di saturazione che piace a me; sarebbe bastato quel pizzico in più... Comunque per essere quella ciofeca che tutti dicono sui forum per me se la cava benissimo, direi che è poco versatile e necessita di volume per farlo saturare.Mi guardo in giro e vedo un Marshall: lo accendo e in 4 secondi netti trovo il suono che piace a me: oramai i Marshall li conosco troppo bene ed hanno il loro suono inconfondibile. Non chiedetemi il modello, non lo so e non so neppure che modello fosse: era un combo che suonava Marshall, tutto qua.
Poco oltre ne vedo un altro, mi incuriosisce e lo provo.
Non so praticamente nulla di questa marca, vedo scritto in piccolo Crate, ma mi dice poco di più. Inserisco il jack e... suona e suona bene, ottima 'pasta sonora', molto british, ma più verso Marshall che VOX. Pulito caldo e tirandogli il collo esce proprio il suono tipico valvolare molto reattivo al tocco ed alla manopola del volume, anche un po' 'cremoso'; può essere usato anche a 7 watt, in origine sono 15, ed è abbastanza gestibile. Non sarà versatilissimo, non direi proprio anche perché ha un solo canale, ma quello che fa, lo fa bene; purtroppo anche questo, come il VOX, sembra fermarsi un po' troppo presto come saturazione per i miei gusti. Sul web leggo che è perché ha solo 2 valvole nel pre mentre il Classic30, ad esempio, avendone 3 spinge di più. Leggenda metropolitana? Il prezzo è buono e c'è anche, con una spesa di poco superiore, in versione testata + cassa che divide i pesi ed ha un cono da 75 watt (qui mi viene detto che suona pure più forte con quel cono, ma non mi fido più di tanto: non mi risulta che aumentando il wattaggio sopportabile dal cono aumenti anche il volume :?: anche se non escludo che un cono più efficiente lo faccia suonare meglio). Restituisco a malincuore la strato sunburst a 3 toni :-x che detto tra di noi suonava con una 'pacca' non indifferente, alla faccia dei denigratori, e me ne esco dal negozio (vengo buttato fuori perché orario di chiusura, comunque ho un tale standard nel capire il suono degli ampli che ho fatto tutto in 20 minuti, qui non c'era nulla da spostare, per fortuna).
C'è un bel video su youtube di questo ampli fatto da uno, però, che fa suonare bene tutto (non come l'altro zazzeruto che picchia dentro la sua simil-Les-Paul a manetta e non ci si capisce una mazza di come suonerebbe con una Strato :roll:)
Il Blackheart è stata una piacevole sorpresa: per farlo suonare come piace a me serviranno i pedali? Se sì quanti? Va beh, queste cose su MusicOff le sanno di sicuro; torno a casa, pedalata di 4 Km. come minimo, mangio e corro a scrivere.
Ora a voi i commenti e intanto il Vypyr resiste a tutto 8-)
Primo negozio e trovo due usati:
1 - un Randall 60 watt, quello con le 'autoradio' da inserire cioé dei moduli con le valvole che 'richiamano' ampli del passato; provo a sollevarlo, ma pesa da bestia ed è un 60 watt... ok, lo lascio lì e manco lo accendo.
2 - Fender super 60, praticamente mezzo twin reverb: lo provo?
Fender super 60
Non ho mai provato un Fender e la curiosità è tanta; pesa non una, ma due bestie: ma ci hanno messo dentro anche chi l'ha fatto? :-x Ormai ho una certa età, mezzo secolo, e certi sforzi sono da evitarsi, ma la curiosità vince: attacco la spina e vengo inondato da un pulito tipicamente Fender che è veramente bello. Per la prova uso una Strato dell'83 trovata usata in negozio: è come la mia, ma nera e fa parte di quella serie sfigatissima con solo 1 volume e 1 tono dato che al 'terzo' posto c'è la presa jack. Mi prende un gran senso di nostalgia a pensare com'era la 'mia' Strato prima del delirio che mi prese: suona bene, altro che serie sfigatissima, manico robusto, pickup eccellenti e il tremolo che fu cassato subito funziona bene, sicuramente meglio del vintage a 6 viti. Ma sono qui a parlare dell'ampli; aggiungo il riverbero ed è goduria pura: l'accoppiata Fender Strato + ampli Fender sui puliti fa venire la pelle d'oca tanto è bella, presente e 'fisica'. Schiaccio il bottoncino del drive per cambiare canale non senza aver abbassato prima il volume: una buona abitudine. Gain a ore 3, volume a 1 e... bassino come volume, tutto qua? Alzo di una tacchettina il volume, roba da 1,2 massimo, sparo un power chord e... mi autopettino!!!!!!!!! icon_omg.gif Basta spostare di un millimetro la manopola del volume e passi dal sussurro all'amplifon per sopraggiunta sordità. Ma siamo matti? Che razza di gestione del volume è? Comunque la 'pasta sonora' della distorsione non fa gridare al miracolo; torno a fare il camallo e riporto l'ampli dov'era: sul pulito nulla da dire, ma mi pare pochino.
Provo di nuovo il Blackstar HT40 che ha tutte le carte in regola per essere il mio ampli: suono british, sufficiente versatilità, non troppo pesante, valvole EL34 (se ricordo bene), look retrò, prezzo abbordabile, ma... ma manca di personalità, non riesco a trovarmici: assurdo, no?
Mi viene consigliato di provare l'Epiphone Blues Custom che con i suoi 30 watt, 2 coni Eminence, persino valvola rettificatrice e la possibilità di portarlo a 15 watt sembra proprio un bell'oggettino; anche il prezzo è abbordabilissimo, ma ragazzi... non riesco neppure a sollevarlo, devono averci messo il marmo dentro!!!! :( Lo proverò un'altra volta, non voglio mica prendermi uno strappo alla schiena :-(
Esco dal negozio non senza aver dato un'occhiata alla rastrelliera dell'usato e mentre poso la chitarra usata per la prova scopro che la mia Fender messicana data in permuta neanche 15 giorni fa è sparita: chiss° chi la presa, era comunque un'ottima chitarra battuta ai punti da una strato di razza un po' particolare. Sapere che altri hanno la chitarra 'forgiata' da me mi fa un po' impressione, ma tant'è...
Stavolta a piedi mi faccio un bel pezzetto per raggiungere il negozio della concorrenza.
Entro e trovo il commesso spossato da una lunghissima prova con un ragazzo che era lì da più di un'ora a testare una Vintage modello stratocaster color fiesta red: mi ha ricordato i miei primi tempi, anni e anni fa, anche se non sono mai sceso a tali livelli: chiedere a che servono le manopole con su scritto tono :?: icon_acc.gif icon_maseifuori.gif
Chiedo di provare il VOX AC15 e vengo accolto come il salvatore della patria: mi viene data una Strato messicana sunburst a 3 toni uguale alla mia, quella che non ho più (ma è una congiura? :x)
VOX AC15CC1
Cominciamo con il dire che non è quello che volevo provare io, ma la versione precedente quella 'scrausa' cinese con cono 'made in schifo' ed un solo canale; la versione nuova, che avrei voluto provare io, ha come sigla VOX AC15C1, giusto per non confondere gli acquirenti :-(, ha il cono Greenback, ha due canali, anche se con ingressi separati, e controlli di volume del pre e del post. Devo accontentarmi, ma posso farmi comunque un'idea del suono VOX ed è un buon suono. Pulito british veramente bello, lontanissimo da quello fender, ma molto bello, quasi 'tintinnante' (che razza di termini uso?), anche qui la Strato si trova a suo agio. Basta un pizzico di riverbero, passate le ore 9 per me è inusabile, e il suono assume spaziosità ed aria; per farlo saturare qui si suda, bisogna tirargli il collo e rimane ancora bello pulito, ma ne viene fuori un suono alla Blackmore di Perfect Strangers. Gli manca solo un po' di corpo e distorsione, ma siamo lì, proprio da quelle parti. Suppongo che la nuova versione suoni ancora meglio, ma per i miei gusti questo ampli va aiutato esternamente con qualche pedale affinché si raggiunga il grado di saturazione che piace a me; sarebbe bastato quel pizzico in più... Comunque per essere quella ciofeca che tutti dicono sui forum per me se la cava benissimo, direi che è poco versatile e necessita di volume per farlo saturare.Mi guardo in giro e vedo un Marshall: lo accendo e in 4 secondi netti trovo il suono che piace a me: oramai i Marshall li conosco troppo bene ed hanno il loro suono inconfondibile. Non chiedetemi il modello, non lo so e non so neppure che modello fosse: era un combo che suonava Marshall, tutto qua.
Poco oltre ne vedo un altro, mi incuriosisce e lo provo.
Blackheart BH15-112 Handsome Devil
C'è un bel video su youtube di questo ampli fatto da uno, però, che fa suonare bene tutto (non come l'altro zazzeruto che picchia dentro la sua simil-Les-Paul a manetta e non ci si capisce una mazza di come suonerebbe con una Strato :roll:)
Il Blackheart è stata una piacevole sorpresa: per farlo suonare come piace a me serviranno i pedali? Se sì quanti? Va beh, queste cose su MusicOff le sanno di sicuro; torno a casa, pedalata di 4 Km. come minimo, mangio e corro a scrivere.
Ora a voi i commenti e intanto il Vypyr resiste a tutto 8-)
lunedì 25 ottobre 2010
Inno all gioia: i 'miei' primi 50 anni
Oggi compio mezzo secolo... ok, diciamo 50 anni che fa meno impressione. Per festeggiare ho scelto un brano del mio repertorio insolitamente 'gioioso'; spero sia di vostro gradimento. Ecco qui sotto la presentazione.
Ed ecco invece l'arrangiamento rock dell'Inno europeo.
Ed ecco invece l'arrangiamento rock dell'Inno europeo.
venerdì 15 ottobre 2010
Rolling Caster... cioé?
Quello che è passato è stato un mese molto particolare in cui, per la prima volta, sono finito in ospedale due volte per subire due interventi che saranno anche stati di Day Hospital, ma non hanno certo contribuito a tranquillizzare la mia esistenza. A questo si aggiunge il fatto che luglio e agosto, appena finite le ferie, ho cominciato ad avere dolori al braccio sinistro e mi hanno diagnosticato un'epicondilite: buffo, no? Ho il gomito del tennista: non gioco a tennis e non sono mancino :-( Quindi nell'ultimo mese, sempre quello dell'ospedale, sono andato anche a fare 3 sedute di onde d'urto che qualcosa hanno fatto, ma non sono state risolutive: tutti gli interpellati mi hanno detto che la chitarra non è la colpevole ed in effetti il tutto mi è venuto in un mese in cui non ho suonato. Se state attenti alle date scoprirete che le uniche volte che ho suonato la chitarra è stato proprio in concomitanza dei miei video; a scanso di equivoci ho azzerato quasi tutto anche se mi spiace. Ma non scrivo per raccontarvi le mie lagne, ma per rendervi partecipi del mio riordino del parco chitarre. Cinque sono troppe e con il male al gomito poi sono uno spreco: devo scendere a quattro, ma quale fare fuori? Semplice: l'ultima entrata, la BaCH stratocaster. Sia ben chiaro, chitarra che fa il suo onesto lavoro e con le 'mie' modifiche è pure migliorata parecchio, ma a qualcosa dovevo rinunciare. Credevo di avere enormi difficoltà a venderla ed invece è stata pure contesa tra due miei colleghi di lavoro: alla fine ha vinto il Don (un prete per davvero) che fa lezioni pomeridiane di chitarra con me a 13 ragazzi della scuola in cui insegno. Dopo Frate Metallo avremo Don Blues; il bello è che lui suona la 'musica del diavolo' ed io ascolto la classica e le composizioni organistiche :lol: Quindi è già un paio di settimane che non è più mia, ma la vedo e la sento due volte alla settimana e devo dire che suona davvero bene: te credo, 2 pickups del Fender Custom Shop!!!!!!!!!!!!! Ma non ero ancora contento, la mia Strato messicana, quella che avevo 'beckizzata', pareva aver esaurito il suo compito e nonostante fossi contento delle mie trasformazioni volevo qualcosa di più e di diverso. Quindi tra un'operazione e l'altra, tra una medicazione e un togli i punti (ne ho ancora un bel po' nel fianco), un cercare l'ampli piccolo dei sogni eccetera eccetera... mi è venuto lo sghiribizzo di prendermi la Fender Classic Player 60 che altro non è una chitarra come la mia già curata in tutti i particolari e con quel qualcosa in più di 'vecchio' che cercavo. Nel mio negozio di fiducia non c'era e l'ho ordinata così a scatola chiusa: ero deciso!!! Ieri vado a provarla e... il principale difetto che aveva la mia messicana, due spuntoni nel palmo destro in quanto le viti di regolazioni della sellette del Mi basso mi 'bucavano' la mano, era bello presente anche sulla Classic Player 60. Mannaggia!!! Certo si può rimediare facilmente a ciò accorciando le viti, ma... La classic Player 60 è una buonissima chitarra con interessanti ed uniche peculiarità che mischiano la vecchia tradizione con il nuovo in modo intelligente e non troppo invasivo: ad esempio il manico bello pieno, ma tastiera piattina e tasti grossi, tremolo a due viti, pickups custom '69, ecc. Però... però non era quel salto in avanti che mi aspettavo ed ho rinunciato all'acquisto. Mentre guardavo l'usato vedo una strato stranissima: sembra una classic 50 reliccata con una stranissima piastra per il manico.
Rolling Caster? Collection Guitars? La famosa lingua dei Rolling Stones? E che è? L'amico Stefano, bello avere un amico in un negozio di strumenti, mi spiega tutto: che è un liutaio di Milano, che prende pezzi sparsi in giro di Fender messicane, rivernicia alla nitro, le relicca e costruisce pure i pickups. Interessante: tengo sotto mano la mia, la Classic Player 60, una classic 70 (giusto per provarla) e questa e faccio un test-confronto su uno stupendo Hughes & Kettner Quad EL84 (un ampli che vorrei avere, ma non ho il denaro, potrei averlo vendendo qualcosa e facendo sacrifici, ma aspetto di vedere se mi guarisce il gomito altrimenti... con la musica ho finito :-( E pensare che è l'unico hobby che ho!) La classic Player suona bene, ma l'ho già scartata, gli stavo dando solo una seconda possibilità; la mia la conosco bene, ma ho voluto ripassarne il suono; la Classic 70 mi piace un casino anche se ha il manico fino fino; la Rolling Caster... VACCA BOIA SE SUONA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Faccio tutte le prove incrociate del caso, ma è strepitosa e quando la malmeno con la leva sta pure accordata mentre la Classic Player 60 che ha corde vecchissime - dita nere in 5 minuti netti - fa 'cric-cric' per ogni dove (deve essere regolata poverina). Classic Player 60 via definitivamente anche se è un chitarra più che discreta. Classic 70 ottima, ma era uno sfizio provarla: era natural con il palettone, ma tastiera in palissandro: ne ho già una con quel manico. Rimangono la 'mia' e questa 'Rolling Caster': la lotta si fa dura! Metto l'ampli su clean e... sul pulito ha il doppio del volume della mia: "E questi sarebbero pickups artigianali"? Ha il sunburst a 2 colori mentre la mia quello a 3 che mi letteralmente impazzire; manico in acero mentre io volevo quello in palissandro per mantenere l'equilibrio del mio parco chitarre, ma... SUONA!!!! Esprimo i miei dubbi a Stefano che, conoscendomi da una vita, mi fa: "Compri la chitarra per il look o per come suona?" Mi vergogno un po', ma per quelli della mia generazione certi look sono mitici. Alla fine mi fa: "Vuoi veramente capire la differenza tra le due? Suonale da spente". Faccio un mi minore sulla mia e poi sull'altra: ma suona il doppio anche da spenta!!!!!!!!! La prendo al volo; la differenza con la mia data in permuta è minima, mi avanzano pure i soldi dalla vendita dell'altra: da non credere. Mi monta una muta da 009, perderò in volume, ma mi auguro di salvare il mio braccio (prima che 'grippasse' avevo suonato per un mese la BaCH stratocaster con le 010, con la quale ho registrato tutti i primi step del contest; non sarà stata lei, ma meglio non rischiare). Eccola a casa la mia 'Rolling Caster'.
So che molti sono contrari alla reliccatura, ma io la vedo come una finitura come un'altra e poi mi pare che questa sia stata fatta 'cum grano salis', mi pare credibile e non pacchiana.
Sarà anche solo il sunburst a 2 toni, ma la vernice alla nitro opaca mi fa letteralmente impazzire; la luce evidenzia che il corpo è in 2 pezzi e già questo non è facile da trovare, ma vi assicuro che se è evidente dal retro, dal fronte sembra un pezzo unico (anche se so che non conta un piffero).
Finalmente ho una paletta con il famoso 'Spaghetti logo'; ok, ora ho praticamente 4 strato di cui 3 con manico in acero ed una solo con il palissandro... tra l'altro due con paletta piccola, io che sono un palettone-fan... dite che sopravviverò? :lol:
Da notare il capotasto in osso: una primizia per me. Adesso devo sperare che mi passi il male al braccio sinistro, che ogni tanto si presenta come affaticamento all'avambraccio, per poterla suonare e farci una recensione seria. :wink:
Rolling Caster? Collection Guitars? La famosa lingua dei Rolling Stones? E che è? L'amico Stefano, bello avere un amico in un negozio di strumenti, mi spiega tutto: che è un liutaio di Milano, che prende pezzi sparsi in giro di Fender messicane, rivernicia alla nitro, le relicca e costruisce pure i pickups. Interessante: tengo sotto mano la mia, la Classic Player 60, una classic 70 (giusto per provarla) e questa e faccio un test-confronto su uno stupendo Hughes & Kettner Quad EL84 (un ampli che vorrei avere, ma non ho il denaro, potrei averlo vendendo qualcosa e facendo sacrifici, ma aspetto di vedere se mi guarisce il gomito altrimenti... con la musica ho finito :-( E pensare che è l'unico hobby che ho!) La classic Player suona bene, ma l'ho già scartata, gli stavo dando solo una seconda possibilità; la mia la conosco bene, ma ho voluto ripassarne il suono; la Classic 70 mi piace un casino anche se ha il manico fino fino; la Rolling Caster... VACCA BOIA SE SUONA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Faccio tutte le prove incrociate del caso, ma è strepitosa e quando la malmeno con la leva sta pure accordata mentre la Classic Player 60 che ha corde vecchissime - dita nere in 5 minuti netti - fa 'cric-cric' per ogni dove (deve essere regolata poverina). Classic Player 60 via definitivamente anche se è un chitarra più che discreta. Classic 70 ottima, ma era uno sfizio provarla: era natural con il palettone, ma tastiera in palissandro: ne ho già una con quel manico. Rimangono la 'mia' e questa 'Rolling Caster': la lotta si fa dura! Metto l'ampli su clean e... sul pulito ha il doppio del volume della mia: "E questi sarebbero pickups artigianali"? Ha il sunburst a 2 colori mentre la mia quello a 3 che mi letteralmente impazzire; manico in acero mentre io volevo quello in palissandro per mantenere l'equilibrio del mio parco chitarre, ma... SUONA!!!! Esprimo i miei dubbi a Stefano che, conoscendomi da una vita, mi fa: "Compri la chitarra per il look o per come suona?" Mi vergogno un po', ma per quelli della mia generazione certi look sono mitici. Alla fine mi fa: "Vuoi veramente capire la differenza tra le due? Suonale da spente". Faccio un mi minore sulla mia e poi sull'altra: ma suona il doppio anche da spenta!!!!!!!!! La prendo al volo; la differenza con la mia data in permuta è minima, mi avanzano pure i soldi dalla vendita dell'altra: da non credere. Mi monta una muta da 009, perderò in volume, ma mi auguro di salvare il mio braccio (prima che 'grippasse' avevo suonato per un mese la BaCH stratocaster con le 010, con la quale ho registrato tutti i primi step del contest; non sarà stata lei, ma meglio non rischiare). Eccola a casa la mia 'Rolling Caster'.
Da notare il capotasto in osso: una primizia per me. Adesso devo sperare che mi passi il male al braccio sinistro, che ogni tanto si presenta come affaticamento all'avambraccio, per poterla suonare e farci una recensione seria. :wink:
giovedì 30 settembre 2010
Sempre in cerca dell'ampli perduto: parte 2
Ed eccoci alla seconda puntata di questa ricerca del 'sacro graal' degli ampli di piccolo wattaggio.
PREMESSA - TUTTI I MIEI COMMENTI SONO IMPRESSIONI A CALDO E ASSOLUTAMENTE SOGGETTIVE QUINDI DA PRENDERSI CON LE DOVUTE CAUTELE!!!
Stavolta ho portato la mia Strato beckizzata che è in procinto di lasciarmi - almeno credo, ma ancora non so - per avere come punto di riferimento uno strumento conosciuto.

Prova brevissima in quanto attaccata la spina non si accende; sarà sicuramente il fusibile... controllo, no, niente da fare. Prima che me lo facciano pagare vado da Stefano a dirglielo e mi dice che con i Laney spesso capita che arrivino così (da notare che nell'altro negozio di BG avevo visto provare un altro modello di Laney e non funzionava pure quello: son sfigati?)
Passo allora a quello sotto

Questo funziona, prima era solo sfiga. Attacco la Strato e comincio con il pulito: caldo e bello. Crunch... ehm, un po' troppo 'granuloso' per i miei gusti ed il volume è bello alto. Non male, ma nulla che passi alla storia ed in effetti me lo dimentico in un attimo anche perché decido di riprovare il Peavey classic30 come paragone: il peavey è molto meglio e pare avere molto più volume che è poi il suo unico problema.
Decido di provare una Tiny Terror e chiedo a che cassa attaccarla e mi viene indicato uno scatolotto di legno stile parchè grande giusto come il greenback che ha all'interno (così mi viene detto perché è totalmente chiusa ed ha solo un nome sul davanti che mi pare black... qualcosa, ma non ricordo). Scelgo...

Questa suona alla grande: sul canale tiny terror ottengo dei bei puliti e la mancanza di toni, ne ha uno solo, non si fa sentire per nulla e il mio suono preferito è con il tone a ore 1 o 2. Il canale Fat lo imposto con il gain quasi al massimo e la scatoletta suona alla grande ed anche qui la mancanza dei toni non la sento per nulla, stavolta la manopola è addirittura ad ore 3. Sarà anche FAT, ma ottengo un suono più aperto. Bel suono, non c'è che dire, ma ampiamente fuori budget Forse il greenback fa la sua parte, ma quello che ne esce è credibile ed anche la dinamica è buona; da notare che con quella cassa minimalista e la testata non arrivo al mezzo metro di altezza (infatti avevo appoggiato il tutto sopra un altro ampli). Sembrava un giocattolo, ma invece tira di brutto; mi ricordo che ha anche le altre modalità per abbassare i watt e fare andare solo 2 delle 4 valvole... funziona tutto, ma dopo averla sentita al pieno delle sue possibilità le altre funzioni non sembrano servire una cippa in quanto si perde in dinamica : in poche parole abbassando il volume della chitarra il suono non si pulisce più, cosa che prima accadeva.
Già che ho il greenback provo anche la testata Blackstar HT-20 su quel cono: delusione totale, non suona più come l'altra volta con la sua cassa. Tiro il master volume sino a 3/4, ma non suona proprio: fredda e senz'anima, senza corpo. Quasi non ci credo, ma è così.
Riprovo anche il Blackstar HT-40, stavolta con il suo cono (te credo, è un combo), e provo a tirarlo un po' - ricordo che sono in una saletta insonorizzata - niente da fare: pulito bello anche se impersonale, ma il crunch comprime bene, ma non spinge ed ho il master a metà. A parità di master e volumi il canale clean è più forte di un bel po' dell'altro. Lascio agli esperti la spiegazione; ero partito convinto che alla fine avrei preso un blackstar, ma ora è in fondo alla mia lista.
Ero venuto in cerca del nuovo VOXAC15C1 che sembra essere una piccola 'bomba' di ampli con un volume nel pre ed uno nel post, green back e suono british; purtroppo non c'è e non arriverà tanto presto perché in negozio è pieno di VOX invenduti tra cui edizioni bellissime con mobili in legno pregiato ed uno da 15 watt color bianco-crema con un cono di colore blu: lo accendo, modalità triode (non voglio commettere l'errore della dual terror ed iniziare dal massimo per poi rimanere deluso dal minimo), suono pulito, 15 watt... metà volume basterà? Accordo di sol maggiore e... decollo!!!!!!!! E questo sarebbe un 15 watt? Vengo investito dal tipico suono squillante VOX che con i single coil è una libidine, ma per farlo 'crunchare'... oh, non ci sono riuscito e tremava la saletta!!!!!!!!!!!!!!
Aspetterò la Night Train - venduta un paio di settimane fa - e magari il nuovo piccolino per giudicare meglio il VOX.
Vado nel settore usato e trovo ad un buon prezzo - ricordo che il budget è circa 500 euro - un ampli e chiedo a Stefano valvole, cono, ecc... lui mi fa: "Ascoltalo e basta". Ha ragione, meglio usare il gusto personale che tanti nomi che poi confondono.

Non avevo mai provato ampli di questa marca, ma... bello!!!!!!!!!! Pulito con una sola manopola, ma caldissimo; crunch notevole e quasi gestibile anche a bassi volumi; quasi il Peavey classic versione british. Mi piace, ma ha un piccolo difetto: se abbasso il volume con la manopola della chitarra il suono diventa pulito, ma perde di botta. Però è proprio il suono che una si aspetterebbe da un valvolare; mica male, rimango colpito molto positivamente. Magari con i pedali giusti questo potrebbe essere ciò che cercavo.
Alzo gli occhi e leggo...

Faccio due accordi sul pulito, pasticcio un po' con i toni, passo al distorto, ha uno switch con 3 possibilità e mi viene un sospetto... esco, chiedo il prezzo, rientro e stacco la chitarra. Tanto non posso permettermelo; suona bene, ma dal prezzo mi sarei aspettato un salto di qualità pazzesco che invece non ho trovato.
Guardo il Brutus LIVE e decido di non riprovarlo, in compenso mi attira un altro Hughes & Kettner: non conoscevo la marca, ma il piccolino di prima suonava bene, proviamo anche questo.

Mi esprimerò in modo pacato su questo ampli di cui non conoscevo neppure l'esistenza e di cui non sapevo nulla:
PORCA PALETTA!!!!!!!!!!!!! QUESTO SUONA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pulito da sbavo: caldo e se vuoi c'è pure lo switch twang che non ho capito bene a che serva, ma tant'è suona bene lo stesso. Crunch che tira di brutto, ma mai compresso: sembra un po' il Vintage Modern (si capisce che mi è rimasto nel cuore?), ma più trattabile anche se ha poche manopole. Persino a basso volume riesco ad ottenere una distorsione credibile e calda: con gain a 3/4 ci suonavo Malmsteen senza buttare giù le pareti.
Certo non è un ampli facile, devi avere una bella mano, ma che suono ragazzi!!!! Vista l'esperienza precedente abbasso il volume della chitarra e mi aspetto un suono 'seduto' e smorto ed invece c'è ancora pacca a sufficienza diventando anche abbastanza pulito. Certo dovrei suonare in un modo quasi nuovo non è il solito fracassone che mi aiuta a suonare quando sono a corto di idee, questo è un ampli per finezze (appunto quelle che mi mancano), quasi blues e fusion a tratti, però riesco a farci dei suoni rock nuovi per me e vagamente retrò. Veramente una gradita sorpresa, ma... ho un triste sospetto: costa anche come un Vintage Modern e sfora il budget di quasi il doppio
C'è anche la versione dual con solo due valvole a 20 watt, ma provarlo dopo un 40 è fargli torto (poi costa solo un centone in meno).
Me ne torno a casa con mille pensieri: se mi vendessi un rene? Ok, su queste cose meglio non scherzare, la salute è una cosa importante, troppo importante per scherzarci, ma ho sempre la tastiera: se vendo quella, che in fondo uso solo per fare il 'ganassa' nei video, magari ce la faccio. Ma quei soldi li volevo usare per una nuova strato con il palettone dando via la BaCH e la Squire (quest'ultima mi spiacerebbe suona troppo simile a quella di Blackmore in Made in Japan). Oppure potrei smettere di tirarmela ed accontentarmi di quello usato che sarà meno bello, suona un po' meno bene, ma per uno zappatore come me che non suona più dal vivo basta ed avanza; il piccolino probabilmente con i pedali suonerà meglio, ma poi si entra nel tunnel della GAS dei pedali che non conosco proprio più (qualche idea ce l'avrei già); se smettessi di suonare farei prima ed avrei più soldi.
Domanda: perché gli ampli che piacciono a me costano sempre circa 1000 euro? C'è qualcosa che non va in me!!!
PREMESSA - TUTTI I MIEI COMMENTI SONO IMPRESSIONI A CALDO E ASSOLUTAMENTE SOGGETTIVE QUINDI DA PRENDERSI CON LE DOVUTE CAUTELE!!!
Stavolta ho portato la mia Strato beckizzata che è in procinto di lasciarmi - almeno credo, ma ancora non so - per avere come punto di riferimento uno strumento conosciuto.
Laney LC30
Prova brevissima in quanto attaccata la spina non si accende; sarà sicuramente il fusibile... controllo, no, niente da fare. Prima che me lo facciano pagare vado da Stefano a dirglielo e mi dice che con i Laney spesso capita che arrivino così (da notare che nell'altro negozio di BG avevo visto provare un altro modello di Laney e non funzionava pure quello: son sfigati?)
Passo allora a quello sotto
Laney LC50
Questo funziona, prima era solo sfiga. Attacco la Strato e comincio con il pulito: caldo e bello. Crunch... ehm, un po' troppo 'granuloso' per i miei gusti ed il volume è bello alto. Non male, ma nulla che passi alla storia ed in effetti me lo dimentico in un attimo anche perché decido di riprovare il Peavey classic30 come paragone: il peavey è molto meglio e pare avere molto più volume che è poi il suo unico problema.
Decido di provare una Tiny Terror e chiedo a che cassa attaccarla e mi viene indicato uno scatolotto di legno stile parchè grande giusto come il greenback che ha all'interno (così mi viene detto perché è totalmente chiusa ed ha solo un nome sul davanti che mi pare black... qualcosa, ma non ricordo). Scelgo...
Dual Terror
Questa suona alla grande: sul canale tiny terror ottengo dei bei puliti e la mancanza di toni, ne ha uno solo, non si fa sentire per nulla e il mio suono preferito è con il tone a ore 1 o 2. Il canale Fat lo imposto con il gain quasi al massimo e la scatoletta suona alla grande ed anche qui la mancanza dei toni non la sento per nulla, stavolta la manopola è addirittura ad ore 3. Sarà anche FAT, ma ottengo un suono più aperto. Bel suono, non c'è che dire, ma ampiamente fuori budget Forse il greenback fa la sua parte, ma quello che ne esce è credibile ed anche la dinamica è buona; da notare che con quella cassa minimalista e la testata non arrivo al mezzo metro di altezza (infatti avevo appoggiato il tutto sopra un altro ampli). Sembrava un giocattolo, ma invece tira di brutto; mi ricordo che ha anche le altre modalità per abbassare i watt e fare andare solo 2 delle 4 valvole... funziona tutto, ma dopo averla sentita al pieno delle sue possibilità le altre funzioni non sembrano servire una cippa in quanto si perde in dinamica : in poche parole abbassando il volume della chitarra il suono non si pulisce più, cosa che prima accadeva.
Già che ho il greenback provo anche la testata Blackstar HT-20 su quel cono: delusione totale, non suona più come l'altra volta con la sua cassa. Tiro il master volume sino a 3/4, ma non suona proprio: fredda e senz'anima, senza corpo. Quasi non ci credo, ma è così.
Riprovo anche il Blackstar HT-40, stavolta con il suo cono (te credo, è un combo), e provo a tirarlo un po' - ricordo che sono in una saletta insonorizzata - niente da fare: pulito bello anche se impersonale, ma il crunch comprime bene, ma non spinge ed ho il master a metà. A parità di master e volumi il canale clean è più forte di un bel po' dell'altro. Lascio agli esperti la spiegazione; ero partito convinto che alla fine avrei preso un blackstar, ma ora è in fondo alla mia lista.
Ero venuto in cerca del nuovo VOXAC15C1 che sembra essere una piccola 'bomba' di ampli con un volume nel pre ed uno nel post, green back e suono british; purtroppo non c'è e non arriverà tanto presto perché in negozio è pieno di VOX invenduti tra cui edizioni bellissime con mobili in legno pregiato ed uno da 15 watt color bianco-crema con un cono di colore blu: lo accendo, modalità triode (non voglio commettere l'errore della dual terror ed iniziare dal massimo per poi rimanere deluso dal minimo), suono pulito, 15 watt... metà volume basterà? Accordo di sol maggiore e... decollo!!!!!!!! E questo sarebbe un 15 watt? Vengo investito dal tipico suono squillante VOX che con i single coil è una libidine, ma per farlo 'crunchare'... oh, non ci sono riuscito e tremava la saletta!!!!!!!!!!!!!!
Aspetterò la Night Train - venduta un paio di settimane fa - e magari il nuovo piccolino per giudicare meglio il VOX.
Vado nel settore usato e trovo ad un buon prezzo - ricordo che il budget è circa 500 euro - un ampli e chiedo a Stefano valvole, cono, ecc... lui mi fa: "Ascoltalo e basta". Ha ragione, meglio usare il gusto personale che tanti nomi che poi confondono.
Hughes & Kettner edition tube 25th
Non avevo mai provato ampli di questa marca, ma... bello!!!!!!!!!! Pulito con una sola manopola, ma caldissimo; crunch notevole e quasi gestibile anche a bassi volumi; quasi il Peavey classic versione british. Mi piace, ma ha un piccolo difetto: se abbasso il volume con la manopola della chitarra il suono diventa pulito, ma perde di botta. Però è proprio il suono che una si aspetterebbe da un valvolare; mica male, rimango colpito molto positivamente. Magari con i pedali giusti questo potrebbe essere ciò che cercavo.
Alzo gli occhi e leggo...
Koch Twintone II
Faccio due accordi sul pulito, pasticcio un po' con i toni, passo al distorto, ha uno switch con 3 possibilità e mi viene un sospetto... esco, chiedo il prezzo, rientro e stacco la chitarra. Tanto non posso permettermelo; suona bene, ma dal prezzo mi sarei aspettato un salto di qualità pazzesco che invece non ho trovato.
Guardo il Brutus LIVE e decido di non riprovarlo, in compenso mi attira un altro Hughes & Kettner: non conoscevo la marca, ma il piccolino di prima suonava bene, proviamo anche questo.
Hughes & Kettner Statesman quad EL84
Mi esprimerò in modo pacato su questo ampli di cui non conoscevo neppure l'esistenza e di cui non sapevo nulla:
PORCA PALETTA!!!!!!!!!!!!! QUESTO SUONA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pulito da sbavo: caldo e se vuoi c'è pure lo switch twang che non ho capito bene a che serva, ma tant'è suona bene lo stesso. Crunch che tira di brutto, ma mai compresso: sembra un po' il Vintage Modern (si capisce che mi è rimasto nel cuore?), ma più trattabile anche se ha poche manopole. Persino a basso volume riesco ad ottenere una distorsione credibile e calda: con gain a 3/4 ci suonavo Malmsteen senza buttare giù le pareti.
Certo non è un ampli facile, devi avere una bella mano, ma che suono ragazzi!!!! Vista l'esperienza precedente abbasso il volume della chitarra e mi aspetto un suono 'seduto' e smorto ed invece c'è ancora pacca a sufficienza diventando anche abbastanza pulito. Certo dovrei suonare in un modo quasi nuovo non è il solito fracassone che mi aiuta a suonare quando sono a corto di idee, questo è un ampli per finezze (appunto quelle che mi mancano), quasi blues e fusion a tratti, però riesco a farci dei suoni rock nuovi per me e vagamente retrò. Veramente una gradita sorpresa, ma... ho un triste sospetto: costa anche come un Vintage Modern e sfora il budget di quasi il doppio
C'è anche la versione dual con solo due valvole a 20 watt, ma provarlo dopo un 40 è fargli torto (poi costa solo un centone in meno).
Me ne torno a casa con mille pensieri: se mi vendessi un rene? Ok, su queste cose meglio non scherzare, la salute è una cosa importante, troppo importante per scherzarci, ma ho sempre la tastiera: se vendo quella, che in fondo uso solo per fare il 'ganassa' nei video, magari ce la faccio. Ma quei soldi li volevo usare per una nuova strato con il palettone dando via la BaCH e la Squire (quest'ultima mi spiacerebbe suona troppo simile a quella di Blackmore in Made in Japan). Oppure potrei smettere di tirarmela ed accontentarmi di quello usato che sarà meno bello, suona un po' meno bene, ma per uno zappatore come me che non suona più dal vivo basta ed avanza; il piccolino probabilmente con i pedali suonerà meglio, ma poi si entra nel tunnel della GAS dei pedali che non conosco proprio più (qualche idea ce l'avrei già); se smettessi di suonare farei prima ed avrei più soldi.
Domanda: perché gli ampli che piacciono a me costano sempre circa 1000 euro? C'è qualcosa che non va in me!!!
martedì 28 settembre 2010
Guitar contest: jazz!!!
A parte il fatto che non so quasi cosa sia il jazz e che quindi non ho idea di come si suoni... ci ho provato. Volevo far di meglio, ma mi è mancato il tempo a causa di impegni lavoratvi e guai di salute, quindi questo è quanto.
Ho pure intenzione di dare via la chitarra che vedete: non perché abbia qualcosa che non va, ma perché ne sto concupendo un'altra, naturalmente sempre Strato ;-)
Ho pure intenzione di dare via la chitarra che vedete: non perché abbia qualcosa che non va, ma perché ne sto concupendo un'altra, naturalmente sempre Strato ;-)
domenica 26 settembre 2010
In cerca dell'ampli perduto!!!
Questa settimana avevo un pomeriggio impegnato a fare la revisione della mia auto (Honda Jazz, rossa) e quindi un paio d'ore in cui ero senza auto e non sapendo che fare ho raggiunto a piedi - più di 1 km. con un gran caldo - il 'mio' negozio di strumenti musicali alle 15, proprio all'apertura.
Ho esposto il mio 'problema' a Stefano, l'addetto... l'amico di una vita, il quale scuote la testa; io sono alla ricerca del 'Santo Graal' degli amplificatori, in pratica una cosa leggera che abbia la 'botta' del Marshall e il pulito di un Fender, una dinamica pazzesca e... magari che mi prepari da mangiare quando torno a casa? Mentre parlavo sapevo bene che tutto ciò non esiste e Stefano mi ha giustamente detto che io ho il compito di 'educare' la gente a ricordare loro come si suonava e che il suono ha una fisicità che è ineludibile da un certo volume. Lui suona blues in un gruppo che ha aperto anche concerti di B.B. King ed è un blues particolare, molto legato a radici antiche; sapete come lo suona? Con un twin a manetta che ti fa sanguinare le orecchie: il resto lo fanno le mani e la manopola del volume. Io non impazzisco per il blues, quel blues, ma quel modo di suonare è una libidine assoluta, ve lo assicuro; le poche volte che ho potuto farlo in ambito rock sembrava persino suonassi bene. Feedback intonati, note lunghissime, sustain infinito, il tuo corpo che deve trovare la posizione giusta per far fischiare quell'armonico, proprio quello e non altri, la paletta contro la testata per innescare suoni hendrixiani che risvegliano fantasmi... io ho visto cose ed udito suoni che voi giovani neanche immaginate (ok sono partito per la tangente)
Ok, la sto mettendo giù un po' dura, ma è così, fidatevi dello zio.
Sono alla ricerca di qualcosa per sostituire il mio Vypyr che non ha assolutamente nulla che non va: avete mai avuto voglia di cambiare solo per il gusto della sfida e provare cose nuove? Sto mettendo ordine nella mia strumentazione con alcuni punti fermi: le 2 strato vecchie non si toccano - troppo legate al mio passato - e il vecchio cassone JCM800 rimane con me per 'educare' i giovani al buon vecchio casino di un tempo. Il resto è in trasformazione e non so come andrà a finire, magari non cambio nulla, ma ho voglia di provare. Sia chiaro: non è GAS, ho quasi 50 anni e la testa sin troppo sulle spalle quando si tratta di soldi (sapete il mestiere che faccio e quindi potete immaginare le mie 'laute' entrate); so anche che non cambierò mai - sempre rock e stratocaster alla fine - ma frequentare il forum di MusicOff ha alzato il livello della mia consapevolezza e mi va di provare a tornare a fare cose vecchie come usare un paio di pedali ecc.
Il setup per grandi concerti all'aperto ce l'ho - casomai capitasse ancora di farne uno - ma qualcosa di più piccolo per altre situazioni... il vypyr che, ripeto, fa più che bene il suo mestiere, ma... se ci fosse altro?
Ho così deciso di incominciare ad informarmi sugli ampli, ma informarmi con le mie orecchie. Poco vattaggio, buon suono e budget sotto i 500 euro (di cui circa la metà o poco meno sarebbero la permuta del mio vypyr).
PREMESSA - TUTTI I MIEI COMMENTI SONO IMPRESSIONI A CALDO E ASSOLUTAMENTE SOGGETTIVE QUINDI DA PRENDERSI CON LE DOVUTE CAUTELE!!!
Descrivere un suono poi è la cosa più inutile che si possa fare, ma ho solo le parole a disposizione e quindi...
Stefano mi ha detto di andare nella stanzetta insonorizzata e fare quello che volevo; anche la chitarra mi ha detto di prendere quella che volevo... passo davanti alla Strato Blackmore signature... la guardo... no, c'è già un altro utente di MusicOff che l'ha adocchiata, oramai è praticamente sua. Quella forma di rispetto per il 'Maestro Ritchie' fa sì che non abbia mai avuto il coraggio di toccarla (anche se l'ho studiata molto da vicino) e passo oltre: scelgo una Strato usata (1200 euro) vintage con il manico bello sverniciato dall'uso ed entro nell'antro degli amplificatori a fare la mia prova.

Non sapendo da che parte iniziare alzo lo sguardo e sopra altri due ampli vedo questo che mi guarda; so che Andreaweb73 lo vende, anche se il suo mi pare nero, e quel tweed mi attizza proprio - ho appena preso qua sul forum la tracolla e il cavo in tweed: una figata!!! Anche l'occhio vuole la sua parte 8) - accendo... Strato pickup al manico e suono pulito: molto bello, suona proprio bene ed è bello caldo, volume ce n'è finché si vuole. Pulsante cambio canale, pickup al ponte e via di crunch (uso il termine che usate voi, per me è distorto e basta). Non male, tante medie, sin troppe per i miei gusti (mi sa che io prediligo il suono vuoto sulle medie, il mio Marshall ha i medi a zero, ma il Marshall è 'medioso' di suo). Dinamica ce n'è in abbondanza e più si tira su il volume e più canta; torno con il pickup al manico ed abbasso il volume della chitarra per vedere se ottengo il pulito: quasi, bisogna stare attenti a come si picchia con il plettro. C'è un altro bottone da schiacciare, boost, lo schiaccio e il volume pompa di brutto ancora in su, ma... non mi piace perché boosta le medie, almeno così a me pare, e subito agisco sul tono dei medi per portarli a zero, ma mi paiono sempre troppi; insomma a me quel pulsante pare inutile per i miei gusti, ma di sicuro il suo mestiere lo fa. La costruzione pare ottima, la robustezza pure: tirarlo giù dall'alto è stata una bella fatica: il piccolino pesa. L'ampli suona bene, ma bisogna tirargli il collo e così senza niente si ferma appena prima dei miei amati Deep Purple anni '70; ottenere un suono più moderno... bisogna lavorarci probabilmente con qualche pedale tipo booster o altro, non sono più un esperto. La pasta sonora è ottima, ma bisogna tirarlo per farlo suonare bene.
Rimetto a posto il piccolino, non di peso, e vado a prendermi qualcos'altro... in questa ora e mezza ho sudato più di un camallo a Genova a furia di spostar roba.

Il look 'all black' mi piace, siamo un po' fuori budget, ma sono anche 40 watt, e l'idea che ci siano le EL34 mi attizza: è il 'mio' suono (anche se poi il Vintage Modern dei video di inizio settembre ne monta delle altre ed aveva un suono pazzesco, mi scende ancora una lacrimuccia a pensarci).
La prova viene condotta come sopra: tutto a ore 12, tranne il master volume, e pickup al manico. Pulito buono, stile Marshall, ma anche un po' anonimo: su youtube mi aveva impressionato di più. Via di pickup al ponte e cambio canale: si ragiona, gran bel casino. Con l'ISF al centro suona bene poi lo si può spostare a destra o sinistra per ottenere suoni più British o più Usa; la differenza non mi sembra abissale, così ad orecchio direi che verso lo stile Usa ricorda più il metal bucandosi le medie. Il vero problema è che per suonare bisogna tenere il master a ore 3 altrimenti il volume è sin troppo alto. Suonare suona, ma mi aspettavo di più: ripeto che dal video su youtube l'avrei preso a scatola chiusa, ma evidentemente la strato vintage pompa molto di meno. Non c'è feeling e la dinamica non è tantissima: se tento di pulire il suono con la manopola del volume sul canale distorto ottengo il tipico pulito Marshall che proprio pulito non è. Ma... non mi convince, c'è qualcosa che non mi torna sotto le dita: ricordate che dicevo che suonare è anche una questione fisica?
Altro lavoro da manovale, alza, sposta, ecc. e passo oltre
Blackstar HT20 testata + cassa blackstar 1x12

Il look testa cassa mi è sempre piaciuto più del combo e ci sarebbe anche la suddivisione dei pesi, non male; c'è anche la cassa 2x12, ma mi parrebbe un'esagerazione e poi potrei in quel caso usare la mia Marshall 2x12 quindi ho optato per la 1x12. Non c'è lo stanby e non mi piace 'sta cosa; le manopole sono vicine, le prime due pure sovrapposte e mi incasino non poco a regolarle anche perché sono messe esattamente al contrario del mio Marshall e quindi caos a go-go :x Però suona e pure meglio del 40 e non ho capito il perché :?: Probabilmente la cassa staccata con più aria che si muove e chiusa dietro fa uscire un suono migliore, più grosso anche se la botta non è tantissima (nessuno degli ampli che ho provato si è lontanamente avvicinato alla sensazione fisica di attacco e violenza della JCM800, ma ero ingiusto pretenderlo e sperarlo; speravo in qualcosa di simile in piccolo); la dinamica forse è minore della 40, ma la testata da 20 watt mi pare più musicale e persino più bella e definita nel canale pulito. Boh!!!! Però le manopole così vicine sono proprio scomode; la prova è avvenuta come mio solito: pickup al manico per il pulito, al ponte per il crunch, o distorto, ecc. Mi ha stupito in positivo questa testata: il classic 30 ha più corpo probabilmente, ma pasta sonora differente: il Peavey migliora visibilmente alzando il volume, la testatina suona decente anche a basso volume, ma con minor attacco sulle note, è più compressa.
Altra sudata micidiale per smonare tutto e cambio ampli, ma non casa.

Ok, non ho montato proprio la doppia cassa, le forze cominciavano a mancarmi e quindi mi sono limitato a ad una cassa sola con cono da 10; c'è lo switch dello standby. Purtroppo le buone notizie finiscono qua: questo ampli è osannato sul web e su youtube pare suonare bene... a me è sembrata una radiolina ed ero a 3/4 del volume :?: C'è chi dice che si può suonare in una band con questo: o hanno un batterista senza arti o non so come, se fischiettavo un po' forte lo coprivo. Io i coni da 10 proprio non li reggo: era una cassa chiusa dietro, ma corpo... il classic 30 della peavey se lo mangia a colazione 'sto cosino qua. Sono rimasto veramente stupito: o io non capisco nulla o sul web si esaltano per poco :?:
Metto tutto via e girando per 'l'antro' che ti vedo?

Pesa un'inezia, non ne conoscevo le caratteristiche se non per alcune cose lette in giro e perché elchurch ci ha messo gli occhi sopra (probabilmente in una versione diversa); riprendo la cassa 1x12 della blackstar attacco e... questo sì che suona!!!!!!!!! Non c'è il master volume e l'EQ è in comune a tutti i canali che hanno varie possibilità: clean, crunch, sexy, lead, lead1). Non ci ho capito moltissimo, specie della sezione EQ che ha uno switch che non sapevo a cosa servisse), ma i suoni che ne uscivano erano tutti molto belli già di default (con l'EQ a ore 12); a dire il vero un po' 'spompi' sulla strato vintage: solo sul lead2 si tira di brutto e i feedback si innescano con una facilità imbarazzante (con qualche fischio di troppo della strato che proprio non è fatta per tirare così alti livelli di gain). Bella testatina, ma... verrò a conoscenza del fatto che costa quasi il doppio del mio budget :roll: e te pareva??? Suona molto hi-tech ed hi-fi, perfetta per registrare con ottimi suoni, ma la pacca non l'ho sentita più di tanto: evidentemente non usa più, anche qui c'è più dinamica sul pulito che sui distorti che paiono sempre abbastanza compressi. Sia chiaro: così è più facile suonare, ma c'è meno sfida (un po' come quando dicevo che l'800 ti aiuta a tenere le note mentre il Vintage Modern ti costringe a sudare molto di più). La verità penso stia nel fatto che non l'ho tirata tantissimo perché il solo volume e Gain come regolazioni dei due canali impone un po' degli equilibrismi per bilanciare i suoni: questo ampli suona bene, ma alla fine hai accesso immediato a due canali, tutte le altre impostazioni le devi fare a mano (il che non è un male).
Sono stanco di fare sollevamento pesi e decido che per oggi può bastare: dopo un po' le orecchie cessano di capire le differenze: una mia vecchia teoria che poggia su basi scientifiche... inesistenti, ma... :roll:

Non era in programma provarlo, ma era lì, quasi per terra (mi pentirò poi di averlo tolto da lì), è un Marshall, ha le valvole, cabinet chiuso dietro... dai, proviamo. La plancia comandi mi disorienta: troppa roba per essere un Marshall, una marea di bottoni ed anche gli effetti. Però ad una rapida prova suona tutt'altro che male con dei puliti quasi jazzistici senza bright inserito; sui distorti non ho capito molto perché l'ho provato veramente poco, ma mettendo le manopole stile 'mio' Marshall si ottiene un suono diverso dal mio, più crunch e meno saturato del previsto, ma non gli ho tirato il collo.
Quando si tratta di risollevarlo per metterlo sullo stand, circa un metro da terra, i suoi 20 e passa chili si fanno sentire sulla schiena... l'età avanza!!!
Ormai è ora di andare e mi guardo attorno: vedo la Tiny Terror, la Dual Terror, ma non sono in vena, la Vox night train, che volevo provare, è stata venduta e la nuova non è ancora arrivata. Vedo altri ampli come Tech21 o Madcatz (o come diavolo si scrive), altri a me completamente sconosciuti come i Carr dal costo, come verrò a sapere, assolutamente improponibile. Sto per uscire e vedo...

Dal momento che io possiedo il 30 senza valvole e quindi ne conosco bene il suono ho voluto provarlo per vedere se c'è qualche differenza; tra l'altro questo non lo devo spostare ed è già collegato alla 220, fortunatamente. Che dire? Suona come il mio a parte la potenza in più; a voler essere pignoli mi sembra un po' più caldo (saranno le valvole o suggestione?), ma nulla che faccia gridare al miracolo. Se si cerca la versatilità qui c'è tutta ed è quello con il volume più gestibile: suona bene anche a 2-3 dal momento che sono simulazioni; non ho avuto tempo di provarne la dinamica a volumi alti per vedere se è migliore della sua controparte senza valvole. A mio avviso il noise gate rimane sempre un po' troppo invadente sui suoni high gain, ma tant'è...
Per coloro che sono riusciti a leggere sino a qui che dire? Che mi sono fatto un altro km. a piedi per prendere l'auto e tornare a casa. Impressioni generali? Il classic 30 è ottimo per il blues e il blues-rock, poi ci vuole qualcosa per spingerlo un pochetto più avanti, forse a causa del fatto che a me il pulsante boost non piace per nulla e quindi non lo userei. Ha un suono molto 'americano' se capite cosa intendo dire.
Il Brutus suona proprio bene e si capisce che è di una categoria superiore; dei Blackstar mi ha colpito positivamente solo la testata da 20 watt con la cassa 1x12, la versione combo, sempre da 20 watt, purtroppo era l'unica non presente e quindi non ho potuto paragonarla con la testata; il blackstar suona quasi come un Marshall ed ha un sound più 'british', ma anche qui m i accorgo che le parole non dicono nulla.
Alla fine della fiera se cerco la versatilità il mio Vypyr ce l'ha tutta in quanto ho, se voglio, dei puliti puliti e distorsioni a go-go; certo delle mille possibilità resta il fatto che alla fine uso 4 suoni: 2 puliti e 2 distorti. Anzi ancora meno in quanto sono: pulito, pulito + chorus, suono pestone e suono pestone più alto con echo per i soli. Come vedete sono proprio un chitarrista pieno di finezze :lol:
La ricerca continuerà prossimamente su questi schermi :wink:
Ho esposto il mio 'problema' a Stefano, l'addetto... l'amico di una vita, il quale scuote la testa; io sono alla ricerca del 'Santo Graal' degli amplificatori, in pratica una cosa leggera che abbia la 'botta' del Marshall e il pulito di un Fender, una dinamica pazzesca e... magari che mi prepari da mangiare quando torno a casa? Mentre parlavo sapevo bene che tutto ciò non esiste e Stefano mi ha giustamente detto che io ho il compito di 'educare' la gente a ricordare loro come si suonava e che il suono ha una fisicità che è ineludibile da un certo volume. Lui suona blues in un gruppo che ha aperto anche concerti di B.B. King ed è un blues particolare, molto legato a radici antiche; sapete come lo suona? Con un twin a manetta che ti fa sanguinare le orecchie: il resto lo fanno le mani e la manopola del volume. Io non impazzisco per il blues, quel blues, ma quel modo di suonare è una libidine assoluta, ve lo assicuro; le poche volte che ho potuto farlo in ambito rock sembrava persino suonassi bene. Feedback intonati, note lunghissime, sustain infinito, il tuo corpo che deve trovare la posizione giusta per far fischiare quell'armonico, proprio quello e non altri, la paletta contro la testata per innescare suoni hendrixiani che risvegliano fantasmi... io ho visto cose ed udito suoni che voi giovani neanche immaginate (ok sono partito per la tangente)
Ok, la sto mettendo giù un po' dura, ma è così, fidatevi dello zio.
Sono alla ricerca di qualcosa per sostituire il mio Vypyr che non ha assolutamente nulla che non va: avete mai avuto voglia di cambiare solo per il gusto della sfida e provare cose nuove? Sto mettendo ordine nella mia strumentazione con alcuni punti fermi: le 2 strato vecchie non si toccano - troppo legate al mio passato - e il vecchio cassone JCM800 rimane con me per 'educare' i giovani al buon vecchio casino di un tempo. Il resto è in trasformazione e non so come andrà a finire, magari non cambio nulla, ma ho voglia di provare. Sia chiaro: non è GAS, ho quasi 50 anni e la testa sin troppo sulle spalle quando si tratta di soldi (sapete il mestiere che faccio e quindi potete immaginare le mie 'laute' entrate); so anche che non cambierò mai - sempre rock e stratocaster alla fine - ma frequentare il forum di MusicOff ha alzato il livello della mia consapevolezza e mi va di provare a tornare a fare cose vecchie come usare un paio di pedali ecc.
Il setup per grandi concerti all'aperto ce l'ho - casomai capitasse ancora di farne uno - ma qualcosa di più piccolo per altre situazioni... il vypyr che, ripeto, fa più che bene il suo mestiere, ma... se ci fosse altro?
Ho così deciso di incominciare ad informarmi sugli ampli, ma informarmi con le mie orecchie. Poco vattaggio, buon suono e budget sotto i 500 euro (di cui circa la metà o poco meno sarebbero la permuta del mio vypyr).
PREMESSA - TUTTI I MIEI COMMENTI SONO IMPRESSIONI A CALDO E ASSOLUTAMENTE SOGGETTIVE QUINDI DA PRENDERSI CON LE DOVUTE CAUTELE!!!
Descrivere un suono poi è la cosa più inutile che si possa fare, ma ho solo le parole a disposizione e quindi...
Stefano mi ha detto di andare nella stanzetta insonorizzata e fare quello che volevo; anche la chitarra mi ha detto di prendere quella che volevo... passo davanti alla Strato Blackmore signature... la guardo... no, c'è già un altro utente di MusicOff che l'ha adocchiata, oramai è praticamente sua. Quella forma di rispetto per il 'Maestro Ritchie' fa sì che non abbia mai avuto il coraggio di toccarla (anche se l'ho studiata molto da vicino) e passo oltre: scelgo una Strato usata (1200 euro) vintage con il manico bello sverniciato dall'uso ed entro nell'antro degli amplificatori a fare la mia prova.
Peavey Classic 30 tweed
Non sapendo da che parte iniziare alzo lo sguardo e sopra altri due ampli vedo questo che mi guarda; so che Andreaweb73 lo vende, anche se il suo mi pare nero, e quel tweed mi attizza proprio - ho appena preso qua sul forum la tracolla e il cavo in tweed: una figata!!! Anche l'occhio vuole la sua parte 8) - accendo... Strato pickup al manico e suono pulito: molto bello, suona proprio bene ed è bello caldo, volume ce n'è finché si vuole. Pulsante cambio canale, pickup al ponte e via di crunch (uso il termine che usate voi, per me è distorto e basta). Non male, tante medie, sin troppe per i miei gusti (mi sa che io prediligo il suono vuoto sulle medie, il mio Marshall ha i medi a zero, ma il Marshall è 'medioso' di suo). Dinamica ce n'è in abbondanza e più si tira su il volume e più canta; torno con il pickup al manico ed abbasso il volume della chitarra per vedere se ottengo il pulito: quasi, bisogna stare attenti a come si picchia con il plettro. C'è un altro bottone da schiacciare, boost, lo schiaccio e il volume pompa di brutto ancora in su, ma... non mi piace perché boosta le medie, almeno così a me pare, e subito agisco sul tono dei medi per portarli a zero, ma mi paiono sempre troppi; insomma a me quel pulsante pare inutile per i miei gusti, ma di sicuro il suo mestiere lo fa. La costruzione pare ottima, la robustezza pure: tirarlo giù dall'alto è stata una bella fatica: il piccolino pesa. L'ampli suona bene, ma bisogna tirargli il collo e così senza niente si ferma appena prima dei miei amati Deep Purple anni '70; ottenere un suono più moderno... bisogna lavorarci probabilmente con qualche pedale tipo booster o altro, non sono più un esperto. La pasta sonora è ottima, ma bisogna tirarlo per farlo suonare bene.
Rimetto a posto il piccolino, non di peso, e vado a prendermi qualcos'altro... in questa ora e mezza ho sudato più di un camallo a Genova a furia di spostar roba.
Blackstar HT 40 Club
Il look 'all black' mi piace, siamo un po' fuori budget, ma sono anche 40 watt, e l'idea che ci siano le EL34 mi attizza: è il 'mio' suono (anche se poi il Vintage Modern dei video di inizio settembre ne monta delle altre ed aveva un suono pazzesco, mi scende ancora una lacrimuccia a pensarci).
La prova viene condotta come sopra: tutto a ore 12, tranne il master volume, e pickup al manico. Pulito buono, stile Marshall, ma anche un po' anonimo: su youtube mi aveva impressionato di più. Via di pickup al ponte e cambio canale: si ragiona, gran bel casino. Con l'ISF al centro suona bene poi lo si può spostare a destra o sinistra per ottenere suoni più British o più Usa; la differenza non mi sembra abissale, così ad orecchio direi che verso lo stile Usa ricorda più il metal bucandosi le medie. Il vero problema è che per suonare bisogna tenere il master a ore 3 altrimenti il volume è sin troppo alto. Suonare suona, ma mi aspettavo di più: ripeto che dal video su youtube l'avrei preso a scatola chiusa, ma evidentemente la strato vintage pompa molto di meno. Non c'è feeling e la dinamica non è tantissima: se tento di pulire il suono con la manopola del volume sul canale distorto ottengo il tipico pulito Marshall che proprio pulito non è. Ma... non mi convince, c'è qualcosa che non mi torna sotto le dita: ricordate che dicevo che suonare è anche una questione fisica?
Altro lavoro da manovale, alza, sposta, ecc. e passo oltre
Blackstar HT20 testata + cassa blackstar 1x12
Il look testa cassa mi è sempre piaciuto più del combo e ci sarebbe anche la suddivisione dei pesi, non male; c'è anche la cassa 2x12, ma mi parrebbe un'esagerazione e poi potrei in quel caso usare la mia Marshall 2x12 quindi ho optato per la 1x12. Non c'è lo stanby e non mi piace 'sta cosa; le manopole sono vicine, le prime due pure sovrapposte e mi incasino non poco a regolarle anche perché sono messe esattamente al contrario del mio Marshall e quindi caos a go-go :x Però suona e pure meglio del 40 e non ho capito il perché :?: Probabilmente la cassa staccata con più aria che si muove e chiusa dietro fa uscire un suono migliore, più grosso anche se la botta non è tantissima (nessuno degli ampli che ho provato si è lontanamente avvicinato alla sensazione fisica di attacco e violenza della JCM800, ma ero ingiusto pretenderlo e sperarlo; speravo in qualcosa di simile in piccolo); la dinamica forse è minore della 40, ma la testata da 20 watt mi pare più musicale e persino più bella e definita nel canale pulito. Boh!!!! Però le manopole così vicine sono proprio scomode; la prova è avvenuta come mio solito: pickup al manico per il pulito, al ponte per il crunch, o distorto, ecc. Mi ha stupito in positivo questa testata: il classic 30 ha più corpo probabilmente, ma pasta sonora differente: il Peavey migliora visibilmente alzando il volume, la testatina suona decente anche a basso volume, ma con minor attacco sulle note, è più compressa.
Altra sudata micidiale per smonare tutto e cambio ampli, ma non casa.
Blackstar Ht-5 + cassa 1x10
Ok, non ho montato proprio la doppia cassa, le forze cominciavano a mancarmi e quindi mi sono limitato a ad una cassa sola con cono da 10; c'è lo switch dello standby. Purtroppo le buone notizie finiscono qua: questo ampli è osannato sul web e su youtube pare suonare bene... a me è sembrata una radiolina ed ero a 3/4 del volume :?: C'è chi dice che si può suonare in una band con questo: o hanno un batterista senza arti o non so come, se fischiettavo un po' forte lo coprivo. Io i coni da 10 proprio non li reggo: era una cassa chiusa dietro, ma corpo... il classic 30 della peavey se lo mangia a colazione 'sto cosino qua. Sono rimasto veramente stupito: o io non capisco nulla o sul web si esaltano per poco :?:
Metto tutto via e girando per 'l'antro' che ti vedo?
Cicognani Brutus LIVE
Pesa un'inezia, non ne conoscevo le caratteristiche se non per alcune cose lette in giro e perché elchurch ci ha messo gli occhi sopra (probabilmente in una versione diversa); riprendo la cassa 1x12 della blackstar attacco e... questo sì che suona!!!!!!!!! Non c'è il master volume e l'EQ è in comune a tutti i canali che hanno varie possibilità: clean, crunch, sexy, lead, lead1). Non ci ho capito moltissimo, specie della sezione EQ che ha uno switch che non sapevo a cosa servisse), ma i suoni che ne uscivano erano tutti molto belli già di default (con l'EQ a ore 12); a dire il vero un po' 'spompi' sulla strato vintage: solo sul lead2 si tira di brutto e i feedback si innescano con una facilità imbarazzante (con qualche fischio di troppo della strato che proprio non è fatta per tirare così alti livelli di gain). Bella testatina, ma... verrò a conoscenza del fatto che costa quasi il doppio del mio budget :roll: e te pareva??? Suona molto hi-tech ed hi-fi, perfetta per registrare con ottimi suoni, ma la pacca non l'ho sentita più di tanto: evidentemente non usa più, anche qui c'è più dinamica sul pulito che sui distorti che paiono sempre abbastanza compressi. Sia chiaro: così è più facile suonare, ma c'è meno sfida (un po' come quando dicevo che l'800 ti aiuta a tenere le note mentre il Vintage Modern ti costringe a sudare molto di più). La verità penso stia nel fatto che non l'ho tirata tantissimo perché il solo volume e Gain come regolazioni dei due canali impone un po' degli equilibrismi per bilanciare i suoni: questo ampli suona bene, ma alla fine hai accesso immediato a due canali, tutte le altre impostazioni le devi fare a mano (il che non è un male).
Sono stanco di fare sollevamento pesi e decido che per oggi può bastare: dopo un po' le orecchie cessano di capire le differenze: una mia vecchia teoria che poggia su basi scientifiche... inesistenti, ma... :roll:
Marshall Haze 40
Non era in programma provarlo, ma era lì, quasi per terra (mi pentirò poi di averlo tolto da lì), è un Marshall, ha le valvole, cabinet chiuso dietro... dai, proviamo. La plancia comandi mi disorienta: troppa roba per essere un Marshall, una marea di bottoni ed anche gli effetti. Però ad una rapida prova suona tutt'altro che male con dei puliti quasi jazzistici senza bright inserito; sui distorti non ho capito molto perché l'ho provato veramente poco, ma mettendo le manopole stile 'mio' Marshall si ottiene un suono diverso dal mio, più crunch e meno saturato del previsto, ma non gli ho tirato il collo.
Quando si tratta di risollevarlo per metterlo sullo stand, circa un metro da terra, i suoi 20 e passa chili si fanno sentire sulla schiena... l'età avanza!!!
Ormai è ora di andare e mi guardo attorno: vedo la Tiny Terror, la Dual Terror, ma non sono in vena, la Vox night train, che volevo provare, è stata venduta e la nuova non è ancora arrivata. Vedo altri ampli come Tech21 o Madcatz (o come diavolo si scrive), altri a me completamente sconosciuti come i Carr dal costo, come verrò a sapere, assolutamente improponibile. Sto per uscire e vedo...
Vypyr tube 60
Dal momento che io possiedo il 30 senza valvole e quindi ne conosco bene il suono ho voluto provarlo per vedere se c'è qualche differenza; tra l'altro questo non lo devo spostare ed è già collegato alla 220, fortunatamente. Che dire? Suona come il mio a parte la potenza in più; a voler essere pignoli mi sembra un po' più caldo (saranno le valvole o suggestione?), ma nulla che faccia gridare al miracolo. Se si cerca la versatilità qui c'è tutta ed è quello con il volume più gestibile: suona bene anche a 2-3 dal momento che sono simulazioni; non ho avuto tempo di provarne la dinamica a volumi alti per vedere se è migliore della sua controparte senza valvole. A mio avviso il noise gate rimane sempre un po' troppo invadente sui suoni high gain, ma tant'è...
Considerazioni finali
Per coloro che sono riusciti a leggere sino a qui che dire? Che mi sono fatto un altro km. a piedi per prendere l'auto e tornare a casa. Impressioni generali? Il classic 30 è ottimo per il blues e il blues-rock, poi ci vuole qualcosa per spingerlo un pochetto più avanti, forse a causa del fatto che a me il pulsante boost non piace per nulla e quindi non lo userei. Ha un suono molto 'americano' se capite cosa intendo dire.
Il Brutus suona proprio bene e si capisce che è di una categoria superiore; dei Blackstar mi ha colpito positivamente solo la testata da 20 watt con la cassa 1x12, la versione combo, sempre da 20 watt, purtroppo era l'unica non presente e quindi non ho potuto paragonarla con la testata; il blackstar suona quasi come un Marshall ed ha un sound più 'british', ma anche qui m i accorgo che le parole non dicono nulla.
Alla fine della fiera se cerco la versatilità il mio Vypyr ce l'ha tutta in quanto ho, se voglio, dei puliti puliti e distorsioni a go-go; certo delle mille possibilità resta il fatto che alla fine uso 4 suoni: 2 puliti e 2 distorti. Anzi ancora meno in quanto sono: pulito, pulito + chorus, suono pestone e suono pestone più alto con echo per i soli. Come vedete sono proprio un chitarrista pieno di finezze :lol:
La ricerca continuerà prossimamente su questi schermi :wink:
lunedì 6 settembre 2010
Test comparativo 3
Ed eccoci giunti alla fine del test; alla fine ho suonicchiato qualcosina, non è il massimo, ma non ho avuto il tempo di rifare nulla (mi aspettavano al lavoro).
domenica 5 settembre 2010
Test comparativo 2
Adesso cominciamo a fare sul serio: si spingono i due ampli in territorio più rock&Heavy e sentiamo un po' cosa succede. Finale a sorpresa :lol:
sabato 4 settembre 2010
Test comparativo 1
Ho avuto la possibilità di testare un altro Marshall e l'ho messo a confronto del mio: ho la strana idea che potrei alla fine cambiarlo, ma magari sentiamo anche altri pareri. Ecco la prima parte del video dove essenzialmente provo i suoni puliti.
giovedì 19 agosto 2010
Guitar contest: metal!!!!
Ho come il sospetto che di metal in questa mia interpretazione non ci sia nulla, tant'è... facciamo che sia una sorta di 'metal da 1000 e una notte'!!!! Un'oretta al mattino e via con questa... va beh, lasciam perdere che è meglio :wink:
sabato 14 agosto 2010
La 'mia' Electric Eye
Si torna con una cover di una band heavy-metal a me molto cara: i Judas Priest!!! Ok, ho sparato un sacco di cavolate nell'introduzione e l'ho fatta sicuramente un po' troppo lunga, ma, per fortuna, alla fine si suona. Buon ascolto!
lunedì 12 luglio 2010
Guitar contest: fusion!!!
La fusion non è certamente il mio genere, ma considerando la difficoltà della base ed il poco tempo a disposizione direi che sono moderatamente soddisfatto della mia esecuzione; purtroppo non ho trovato una melodia che collegasse tutti gli accordi e così mi sono dovuto accontentare di richiami tra le varie parti in modo da cercare di dare unità all'esecuzione.
venerdì 9 luglio 2010
A lezione dallo 'zio': parte sesta di SOTW
Siamo giunti così alla fine di queste video-lezioni (lo sproloquio di un vecchietto folle): potevo non suonarla? Certo che potevo, ma secondo voi ho resistito alla tentazione o no? Ricordo che l'intento è didattico e quindi perdonerete i tanti piccoli errorini che ci sono; l'importante è divertirsi, no?
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giovedì 8 luglio 2010
A lezione dallo 'zio': quinta parte di SOTW
Oggi il nuovo video parlerà di come ottenere il 'Blackmore sound': praticamente una missione impossibile! Scommetto che ognuno di voi ha in mente il suo a seconda del periodo che preferisce ed avrà anche le sue giuste teorie a proposito... ecco, qui espongo la 'mia' di teoria, una delle tante. Buon ascolto e visione!
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mercoledì 7 luglio 2010
A lezione dallo 'zio': quarta parte di SOTW
Ed ora alcuni semplici consigli su come fare alcune delle parti che compongono la canzone; sono 'consigli' non regole, mi raccomando.
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martedì 6 luglio 2010
A lezione dallo 'zio': terza parte di SOTW
Secondo me si perde di vista troppo spesso che Smoke on the water non è solo un riff, ma una canzone e qui voglio proprio parlare della 'canzone'; non è di sicuro un video imperdibile, ma mi permette di dire cosa per me rende grande questo brano (che comunque non è il mio preferito in assoluto).
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lunedì 5 luglio 2010
A lezione dallo 'zio': parte seconda di SOTW
Ok, qui si comincia a fare sul serio e faccio vedere alcune varianti di come può essere eseguito il riff; naturalmente sono proposte da 'interpretare', i Deep Purple vanno sempre interpretati in un certo range.
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domenica 4 luglio 2010
A lezione dallo 'zio': parte prima
Me ne sono inventata un'altra: le video-lezioni. Sarà che è proprio nel mio DNA insegnare qualcosa, sarà che si dice che 'chi non lo sa fare può sempre insegnarlo', sarà che... insomma ho provato un nuovo approccio a quei brani talmente famosi che quando si suonano nessuno fa più attenzione ai particolari. Ho deciso di iniziare con un brano conosciutissimo, ma secondo me ancora passibile di sorprese: Smoke on the water. Sicuri, sicuri di sapere proprio tutto su questo riff così famoso? Io no, infatti scopro ancora cose nuove e mi va di condividerle con voi in modo da facilitarvi il compito. Lo so, lo so, non è il brano più nuovo che esista, ma nel mio lavoro 'reale' c'è una cosa che ho imparato e che è diventata quasi un comandamento per me: insegnare solo ciò che si sa! (secondo me è un ottimo consiglio)
Forse sarebbe stato più giusto seguire il consiglio di Wittgenstein: "Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere."
Ma non l'ho fatto! Va beh, cominciamo con il dire che non è bene prendere ciò che dirò come oro colato, ma può essere un buon punto di partenza per studiare, discutere, suonare, ecc. Naturalmente in un video non si riesce ad esaurire l'argomento e ci sono vari errorini, ma mi piace mantenere la naturalezza della cosa e quindi lascio le cose abbastanza fluide per non apparire troppo 'professorale'. Quanti video saranno alla fine? boh, non lo so; solo per Smoke on the water ne ho già fatti 4 e ne prevede altri due per concludere il discorso quindi vi conviene 'stare in campana'. Forse vi chiederete perché non li metto tutti insieme; semplice, per non annoiare. Penso che sia più facile perdere 7-8 minuti ogni tanto che doverseli sorbire tutti in una volta; tra l'altro non ci sono ancora tutti :o
Iniziamo dal primo che è una semplice disquisizione su come è costruito il riff: niente di difficile, solo pensieri in libertà.
Forse sarebbe stato più giusto seguire il consiglio di Wittgenstein: "Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere."
Ma non l'ho fatto! Va beh, cominciamo con il dire che non è bene prendere ciò che dirò come oro colato, ma può essere un buon punto di partenza per studiare, discutere, suonare, ecc. Naturalmente in un video non si riesce ad esaurire l'argomento e ci sono vari errorini, ma mi piace mantenere la naturalezza della cosa e quindi lascio le cose abbastanza fluide per non apparire troppo 'professorale'. Quanti video saranno alla fine? boh, non lo so; solo per Smoke on the water ne ho già fatti 4 e ne prevede altri due per concludere il discorso quindi vi conviene 'stare in campana'. Forse vi chiederete perché non li metto tutti insieme; semplice, per non annoiare. Penso che sia più facile perdere 7-8 minuti ogni tanto che doverseli sorbire tutti in una volta; tra l'altro non ci sono ancora tutti :o
Iniziamo dal primo che è una semplice disquisizione su come è costruito il riff: niente di difficile, solo pensieri in libertà.
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sabato 19 giugno 2010
Guitar contest: ROCK!!!
Ed ecco la seconda entry di quel concorso di cui vi ho già parlato in un post precedente; onestamente non mi piace suonare al di fuori delle 'canzoni', ma ho voluto onorare lo stesso il contest per rispetto di chi l'ha organizzato.
Non ho avuto tempo per studiare il pezzo, solo l'inizio è stato pensato prima (le prime battute, quelle con gli stop), poi via di casino :lol:; mi auguro che la citazione dei Deep Purple sia riconoscibile: ho spudoratamente messo il riff di una canzone :smile:
Lo so, non è al passo 'con i tempi', troppo 'old school'; come se non bastasse abbondano le 'sbavature' e gli errori, macchisenefrega!!!!!!!!!!
Non ho avuto tempo per studiare il pezzo, solo l'inizio è stato pensato prima (le prime battute, quelle con gli stop), poi via di casino :lol:; mi auguro che la citazione dei Deep Purple sia riconoscibile: ho spudoratamente messo il riff di una canzone :smile:
Lo so, non è al passo 'con i tempi', troppo 'old school'; come se non bastasse abbondano le 'sbavature' e gli errori, macchisenefrega!!!!!!!!!!
giovedì 17 giugno 2010
il 'mio' tributo a R. J. Dio
Questo è il post che non avrei mai voluto scrivere ed anche il video che avrei preferito non fare mai. Non perché il brano sia brutto, anzi, ma per la circostanza che mi ha condotto a farlo.
Come tutti voi sapete un mese fa moriva Ronnie James Dio :( Avevo già manifestato l'idea di 'omaggiarlo' con un video dedicato a lui, ma sono sopraggiunte un sacco di difficoltà: la fine della scuola con i suoi mille impegni e, soprattutto, il brano da scegliere. Sapete tutti l'amore che ho per Made in Japan, ma dovete anche sapere che esiste un altro album praticamente speculare a questo, almeno per me, ed è Rainbow on stage; anche su quest'ultimo ho consumato la puntina del mio giradischi (chissà quanti di voi hanno mai visto una puntina :?:) Volevo un brano che venisse da lì e la scelta principe sarebbe stata la potentissima Kill the King; purtroppo non esiste nessuna base di questo brano in versione live, c'è la versione in studio dove però manca quell'inizio così 'arrogante' con il pollice sulla sesta corda... Poi volevo un brano dove venisse fuori tutta la grandezza dell'italo-americano Ronnie, quel suo modo di creare melodie così belle, così cantabili, così italiane... lasciatemelo dire. Mi avevano consigliato anche Man on the silver mountain o Gates of Babylon: bellissime, ma troppo Blackmore. La chitarra, una volta tanto, doveva essere la deuteragonista del brano e non la protagonista. Alla fine dopo tanto cercare ho trovato la base che cercavo e il brano giusto; dopo averlo scelto mi è sembrato talmente logico da sentirmi stupido per non averci pensato prima. Dopo tutto sono all'antica e sto omaggiando un morto e quindi non mi andava di fare cose troppo... rock! Ci voleva qualcosa di delicato, sentito con il cuore e l'anima.
Il brano è una ballad lenta e struggente; trovata la base (ed è stato veramente difficile) l'ho ulteriormente rallentata per renderla ancora più triste e poi perché così me la ricordavo nella versione LIVE di On Stage. C'è solo la parte lenta, non c'è quando sale il volume e comincia l'orgia chitarristica del gran Maestro di tutte le cerimonie rock; non esiste nella base che ho trovato e comunque non l'avrei fatta. Ripeto: non volevo far risaltare troppo la chitarra, ma la melodia del cantante. Ma sono un chitarrista e quindi mi sono tolto uno sfizio: fare l'intro e l'outro proprio 'alla Blackmore', con quel suo modo di suonare tutto... definitelo voi! Questo brano l'ho suonato LIVE per circa due stagioni - versione integrale, sboronate incluse - le parti che preferivo erano quelle sussurrate, dove per me il buon Ritchie faceva sfoggio di finezze impensabili, specie per uno che distruggeva Strato a più non posso (peggio di me :wink:). Però ho sempre suonato all'aperto (almeno negli anni in cui era in repertorio) e quelle parti, inizio e fine, finivano con l'essere sacrificate o non ascoltate del tutto; insomma non eravamo i Rainbow e tanto meno io Ritchie e quindi quando arpeggiavo o citavo J.S. Bach la gente andava a prendere la birra e le costine, il batterista regolava il charlestone, il cantante scendeva a chiaccherare con le ragazze... Alla fine toglievo tutto perché mi sentivo incompreso :cry:. A voi vi tocca però: vi beccate versioni ridotte sia dell'intro che dell'outro :evil: (se saltate avanti con il cursore del video almeno non ditemelo, così vivo tranquillo ed almeno nella mia stanza mi sento sul palco di On Stage)
Molti di voi storceranno il naso quando sentiranno il suono della chitarra, eppure è proprio così che io lo ricordo nel disco On Stage; no, non sono andato a risentirlo per 'copiarlo', ho usato la mia memoria acustica: io lo ricordo così, se così non fosse... beh, per me fa lo stesso. Blackmore ha il suono Marshall più potente che esista al punto che lui lo definisce 'LOUD' e basta; ci credo, ha il Marshall più potente che si sia mai visto sulla faccia della terra, fatto apposta per lui da Marshall in persona, un 200 watt che butterebbe giù i muri. Eppure... Eppure lessi che per questo brano usò un ampli a transistor: un Roland Jazz Chorus 120 watt. Non ho la più pallida idea se esista ancora o no, ma ricordo ancora con grandissimo stupore di aver visto una foto, una sola, in cui dietro ai muri di Marshall usava proprio questo. Anche se l'ampli monta di serie un chorus io sono convinto che lui dal vivo usasse, per tutto il pezzo, un phaser o qualcosa di simile. L'effetto era molto presente, si sentiva un fruscio pazzesco, ma dava un suono 'liquido' particolarissimo che mi è sempre rimasto in testa associato a lui, Blackmore, ed a questo brano. Sul Guitar Rig 4 ho la simulazione di quell'ampli e di un phaser: li ho 'collegati', virtualmente, e mi è sembrato di rivivere la magia di On Stage (ormai sapete che ho una fantasia malata). Mi manca un po' del fruscio, ma non si può avere tutto; nel mix ho lasciato la chitarra un pelo alta, ma aveva un suono talmente Fenderoso Stratocasteroso che non ho avuto il coraggio di abbassarla troppo.
Lo so. il video è buio, molto buio, ed anche sgranato, ma ho fatto di tutto per nascondermi: volevo che fosse in primo piano la musica, solo quella. Però, udite udite, non ho fatto presentazione alcuna (92 minuti di applausi). Qualsiasi parola di fronte alla morte sarebbe stata inutile: lasciamo parlare la musica.
L'Antefatto
Come tutti voi sapete un mese fa moriva Ronnie James Dio :( Avevo già manifestato l'idea di 'omaggiarlo' con un video dedicato a lui, ma sono sopraggiunte un sacco di difficoltà: la fine della scuola con i suoi mille impegni e, soprattutto, il brano da scegliere. Sapete tutti l'amore che ho per Made in Japan, ma dovete anche sapere che esiste un altro album praticamente speculare a questo, almeno per me, ed è Rainbow on stage; anche su quest'ultimo ho consumato la puntina del mio giradischi (chissà quanti di voi hanno mai visto una puntina :?:) Volevo un brano che venisse da lì e la scelta principe sarebbe stata la potentissima Kill the King; purtroppo non esiste nessuna base di questo brano in versione live, c'è la versione in studio dove però manca quell'inizio così 'arrogante' con il pollice sulla sesta corda... Poi volevo un brano dove venisse fuori tutta la grandezza dell'italo-americano Ronnie, quel suo modo di creare melodie così belle, così cantabili, così italiane... lasciatemelo dire. Mi avevano consigliato anche Man on the silver mountain o Gates of Babylon: bellissime, ma troppo Blackmore. La chitarra, una volta tanto, doveva essere la deuteragonista del brano e non la protagonista. Alla fine dopo tanto cercare ho trovato la base che cercavo e il brano giusto; dopo averlo scelto mi è sembrato talmente logico da sentirmi stupido per non averci pensato prima. Dopo tutto sono all'antica e sto omaggiando un morto e quindi non mi andava di fare cose troppo... rock! Ci voleva qualcosa di delicato, sentito con il cuore e l'anima.
Il Brano
Il brano è una ballad lenta e struggente; trovata la base (ed è stato veramente difficile) l'ho ulteriormente rallentata per renderla ancora più triste e poi perché così me la ricordavo nella versione LIVE di On Stage. C'è solo la parte lenta, non c'è quando sale il volume e comincia l'orgia chitarristica del gran Maestro di tutte le cerimonie rock; non esiste nella base che ho trovato e comunque non l'avrei fatta. Ripeto: non volevo far risaltare troppo la chitarra, ma la melodia del cantante. Ma sono un chitarrista e quindi mi sono tolto uno sfizio: fare l'intro e l'outro proprio 'alla Blackmore', con quel suo modo di suonare tutto... definitelo voi! Questo brano l'ho suonato LIVE per circa due stagioni - versione integrale, sboronate incluse - le parti che preferivo erano quelle sussurrate, dove per me il buon Ritchie faceva sfoggio di finezze impensabili, specie per uno che distruggeva Strato a più non posso (peggio di me :wink:). Però ho sempre suonato all'aperto (almeno negli anni in cui era in repertorio) e quelle parti, inizio e fine, finivano con l'essere sacrificate o non ascoltate del tutto; insomma non eravamo i Rainbow e tanto meno io Ritchie e quindi quando arpeggiavo o citavo J.S. Bach la gente andava a prendere la birra e le costine, il batterista regolava il charlestone, il cantante scendeva a chiaccherare con le ragazze... Alla fine toglievo tutto perché mi sentivo incompreso :cry:. A voi vi tocca però: vi beccate versioni ridotte sia dell'intro che dell'outro :evil: (se saltate avanti con il cursore del video almeno non ditemelo, così vivo tranquillo ed almeno nella mia stanza mi sento sul palco di On Stage)
Il suono
Molti di voi storceranno il naso quando sentiranno il suono della chitarra, eppure è proprio così che io lo ricordo nel disco On Stage; no, non sono andato a risentirlo per 'copiarlo', ho usato la mia memoria acustica: io lo ricordo così, se così non fosse... beh, per me fa lo stesso. Blackmore ha il suono Marshall più potente che esista al punto che lui lo definisce 'LOUD' e basta; ci credo, ha il Marshall più potente che si sia mai visto sulla faccia della terra, fatto apposta per lui da Marshall in persona, un 200 watt che butterebbe giù i muri. Eppure... Eppure lessi che per questo brano usò un ampli a transistor: un Roland Jazz Chorus 120 watt. Non ho la più pallida idea se esista ancora o no, ma ricordo ancora con grandissimo stupore di aver visto una foto, una sola, in cui dietro ai muri di Marshall usava proprio questo. Anche se l'ampli monta di serie un chorus io sono convinto che lui dal vivo usasse, per tutto il pezzo, un phaser o qualcosa di simile. L'effetto era molto presente, si sentiva un fruscio pazzesco, ma dava un suono 'liquido' particolarissimo che mi è sempre rimasto in testa associato a lui, Blackmore, ed a questo brano. Sul Guitar Rig 4 ho la simulazione di quell'ampli e di un phaser: li ho 'collegati', virtualmente, e mi è sembrato di rivivere la magia di On Stage (ormai sapete che ho una fantasia malata). Mi manca un po' del fruscio, ma non si può avere tutto; nel mix ho lasciato la chitarra un pelo alta, ma aveva un suono talmente Fenderoso Stratocasteroso che non ho avuto il coraggio di abbassarla troppo.
Il video
Lo so. il video è buio, molto buio, ed anche sgranato, ma ho fatto di tutto per nascondermi: volevo che fosse in primo piano la musica, solo quella. Però, udite udite, non ho fatto presentazione alcuna (92 minuti di applausi). Qualsiasi parola di fronte alla morte sarebbe stata inutile: lasciamo parlare la musica.
Ed ecco il 'mio' umile tributo a Ronnie James Dio
giovedì 10 giugno 2010
Come ho modificato la 'mia' BaCH Stratocaster
Qualcuno di voi ha visto la recensione del mio ultimo acquisto, la BaCH Stratocaster, e si ricorderà che avevo in animo di operare alcuni cambiamenti; ora li ho fatti!
Mi sono posto l'obiettivo di non spendere troppo altrimenti tanto valeva comprare un'altra chitarra, no? Quindi con una spesa di poco inferiore alla metà di quanto ho pagato la BaCH nuova ho apportato le modifiche che vedete illustrate nel primo filmato.
Insomma, dopo le modifiche ho speso ancora meno di una Squier Standard che ho e reputo una più che discreta chitarra; ma il quesito più importante è: come suona?
Lascio il giudizio personale ad ognuno di voi: il suono di uno strumento è un parametro troppo soggettivo perché se ne possa parlare o emettere un giudizio 'definitivo'.
Avrei in animo anche di cambiare il capotasto e le meccaniche, ma per ora non ho nessun problema con essi e quindi non ne sento l'esigenza; poi sforerei il budget e a quel punto la convenienza andrebbe a farsi benedire, tanto valeva comprarsi altro.
Posso dire di aver raggiunto l'obiettivo che mi ero proposto anche se ho scoperto che mi manca il repertorio per poter sfruttare a dovere il sound da me ottenuto con le modifiche. Mal che vada la firmo sulla paletta e la metto in vendita sul forum di MusicOff come Vigilius Signature :lol:
Mi sono posto l'obiettivo di non spendere troppo altrimenti tanto valeva comprare un'altra chitarra, no? Quindi con una spesa di poco inferiore alla metà di quanto ho pagato la BaCH nuova ho apportato le modifiche che vedete illustrate nel primo filmato.
Insomma, dopo le modifiche ho speso ancora meno di una Squier Standard che ho e reputo una più che discreta chitarra; ma il quesito più importante è: come suona?
Lascio il giudizio personale ad ognuno di voi: il suono di uno strumento è un parametro troppo soggettivo perché se ne possa parlare o emettere un giudizio 'definitivo'.
Avrei in animo anche di cambiare il capotasto e le meccaniche, ma per ora non ho nessun problema con essi e quindi non ne sento l'esigenza; poi sforerei il budget e a quel punto la convenienza andrebbe a farsi benedire, tanto valeva comprarsi altro.
Posso dire di aver raggiunto l'obiettivo che mi ero proposto anche se ho scoperto che mi manca il repertorio per poter sfruttare a dovere il sound da me ottenuto con le modifiche. Mal che vada la firmo sulla paletta e la metto in vendita sul forum di MusicOff come Vigilius Signature :lol:
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lunedì 31 maggio 2010
Jingle: una specie di gioco
Tanto, ma tanto tempo fa mi capitò di scrivere questo pezzo per... ma è tutto spiegato in questo primo video :wink:
Ma la spiegazione, non è finita: ecco perché c'è anche un secondo video. Alla fine lo suono pure: due minuti, pochi? Anche troppi :lol:
Ma la spiegazione, non è finita: ecco perché c'è anche un secondo video. Alla fine lo suono pure: due minuti, pochi? Anche troppi :lol:
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venerdì 21 maggio 2010
Un simpatico 'concorso'
Gli amici del forum di MusicOff hanno organizzato un simpaticissimo 'concorso' (o contest per dirlo all'inglese) in cui ci si sfida a colpi di chitarra su basi comuni. Non si vince niente, ma ci si diverte confrontando i diversi stili esecutivi 'figli', evidentemente, di generazioni e idoli musicali diversi. La mia ignobile esecuzione la metto anche qui così vi fate un paio di risate; si è iniziato con una ballad lenta che ha presentato non poche insidie.
sabato 1 maggio 2010
Recensione della BaCH Stratocaster
Direi che da scrivere c'è poco, molto più da vedere. Nel primo video descrivo la chitarra e faccio degli esempi con suoni puliti.
Nella seconda parte invece faccio degli esempi con suoni distorti e... piccola sorpresa finale dove faccio ciò che voglio :wink:
Nella seconda parte invece faccio degli esempi con suoni distorti e... piccola sorpresa finale dove faccio ciò che voglio :wink:
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lunedì 19 aprile 2010
Il 'mio' Malmsteen Medley
PREMESSA
Ed alla fine il momento è giunto e ho affrontato, lo ammetto con molto timore, un brano di Malmsteen.
Inizio subito con il chiedere umilmente scusa a tutti i seguaci del chitarrista svedese: il 'mio' concetto di Malmsteen è molto diverso dall'originale e vi ritroverete ad ascoltare più un chitarrista hard-rock (toh, che caso) che uno neoclassico. Molti sentiranno del tradimento in tutto ciò, ma io no: io ci vedo solo la voglia di suonare fregandosene se delle sue 64 note ne riesco solo a fare solo 32 o, peggio, 24.
La musica è fatta per essere ascoltata, ma anche suonata e non credo che sarò mai accusato di vilipendio per non aver azzeccato tutte le note del maestro svedese. Di certo io e Yngwie abbiamo due cose in comune: l'ammirazione per Blackmore e la panza (lui pure più di me :lol:).
MALMSTEEN MEDLEY - INTRO 1
Perché un medley? Semplice, perché una decina di anni fa mi ero fatto questa base e finalmente l'ho potuta usare; purtroppo voi siete le vittime di tutto ciò. Su questa base ho suonato una sola volta LIVE , anche tagliata dopo il primo pezzo, in uno spettacolo dimostrativo sui vari modi di suonare la chitarra e mi ero inventato un altro finale sperimentale: la chiusura della Toccata e fuga in re minore di Bach. A dire il vero non mi piacque molto perché Bach è Bach ed è meglio lasciarlo al suo posto; così ho rispolverato la base originale lunghissima e pallosissima per suonarci su. In origine avevo pensato ad altri 2-3 brani, ma di alcuni di loro non mi riuscivano più proprio quei passaggi topici ed ho dovuto quindi rinunciare; a dire il vero senza troppo rammarico. Quindi alla fine la scelta è ricaduta su questo Medley di 2 brani strumentali che risultavano essere fattibili quasi per intero (il 'quasi' è d'obbligo).
Il primo video è una delle mie solite introduzioni in cui parlo dello svedese - forse ne dò un giudizio un po' duro, ma sono stato sin troppo sincero - e spiego la prima parte del mio medley. Avrò detto tutto? Sicuramente no; ad esempio non dico che nella parte centrale acustica ho un'esitazione mostruosa e per mettere quelle due note in più, tra l'altro inutili, ho rischiato di mandare all'aria tutto. Questo, lasciatemelo dire, è molto 'alla Malmsteen'! Quando lo vidi la prima volta in un concerto a Milano oltre ad essere caduto inciampando nei fili (che risate) non azzeccò, una volta che sia una, il tempo con l'eco in quanto voleva metterci sempre troppe note: insomma, sborone dall'inizio alla fine (ero con mio alunno a quel concerto e lui, che ha il dono di intrufolarsi dappertutto, intercettò il pony-pizza e consegnò personalmente la pizza a Yngwie nel suo van facendosi firmare un autografo su un biglietto da 1000 lire - già, l'euro ancora non c'era - biglietto che usò il giorno dopo a scuola per comprarsi la focaccia all'intervallo. Lo recuperò saltando un pezzo della mia lezione, ma era per una giusta causa; chissà se ce l'ha ancora :?:). Tornando alla parte acustica si sente che ci sono degli svarioni mostruosi, ma ho registrato e poi montato il video un paio di giorni dopo e, accortomi, degli errori non avevo né la voglia, né il tempo di rifare così è rimasto tutto 'allo stato brado' .
MALMSTEEN MEDLEY - INTRO 2
In questo secondo video introduttivo, per vostra fortuna più breve, parlo della parte finale del mio medley, quella dedicata al secondo brano. Poi faccio vedere da vicino la mia Strato 'alla Malmsteen' (che in origine doveva essere 'alla Blackmore', ma avendo a disposizione una foto dello svedese ho cercato di copiare quel manico lì. Ora ho visto da vicino la Blackmore Signature ed ho scoperto che Blackmore ha uno scallopped diverso per forma e molto meno pronunciato, specie sui primi tasti, della mia); scoprirete che sono riuscito ancora a fare la mia 'cavolata' .
Per il resto penso di aver detto tutto.
MALMSTEEN MEDLEY - (finalmente!)
71 files e 11 GB di suono e video: roba da matti!
Ciononostante il video sarà meno bello delle altre volte ed anche il sonoro è meno fedele a causa del fatto che per riuscire a montare il tutto ho dovuto fare delle doppie codifiche dei filmati perdendo così in qualità; mi spiace, ma i mezzi sono questi :( [Ho poi scopeto che youtube me l'ha convertito in HD sino a 1080 e se avete pazienza caricatelo così che di colpo diventa più bello]
Dove non suono ho cercato di mettere immagini inerenti al titolo dei brani cercando così di spezzare la monotonia; avevo anche pensato di suonare in piedi, ma da solo nella mia stanza mi sembrava di essere un deficiente!
Rinnovo le scuse (i fans giustamente mi massacreranno) e divertitevi un po'; Malmsteen non lo risentirete da me per un altro bel po' :wink:
mercoledì 14 aprile 2010
Oggi è un giorno particolare
Perché?
Perché oggi il grande maestro tutto nero compie 65 anni e direi che li porta tutto sommato bene. Mi pare anche che sia un tantinello sottovalutato dai chitarristi odierni, ma magari mi sbaglio.
Questo è Lui a 24 anni: era il 1969 icon_omg.gif e molti di voi non erano ancora nenache nei 'pensieri' dei vostri genitori; direi che di tecnica moderna ne aveva già da vendere.
[youtube=http://www.youtube.com/v/Pf7izXdJKrc&rel=1]
Quattro anni dopo, 1073, sbaragliava la concorrenza con i mitici Deep Purple. (con tanto di Stratocaster abuse :evil:)
[youtube=http://www.youtube.com/v/1YPijSWJmsE&rel=1]
Invecchiando perdeva il pelo, ma non il vizio
[youtube=http://www.youtube.com/v/LkSHHK7WlAw&rel=1]
A 50 anni ancora non ne voleva sapere di mollare (come, fate le enormi differenze, il sottoscritto)
[youtube=http://www.youtube.com/v/LBV9Bc8ngVg&rel=1]
E pure ora non molla, si è pure inventato un genere musicale tutto suo (la bionda l'ha pure sposata!)
[youtube=http://www.youtube.com/v/3voGI4_KgmM&rel=1]
Perché oggi il grande maestro tutto nero compie 65 anni e direi che li porta tutto sommato bene. Mi pare anche che sia un tantinello sottovalutato dai chitarristi odierni, ma magari mi sbaglio.
Questo è Lui a 24 anni: era il 1969 icon_omg.gif e molti di voi non erano ancora nenache nei 'pensieri' dei vostri genitori; direi che di tecnica moderna ne aveva già da vendere.
[youtube=http://www.youtube.com/v/Pf7izXdJKrc&rel=1]
Quattro anni dopo, 1073, sbaragliava la concorrenza con i mitici Deep Purple. (con tanto di Stratocaster abuse :evil:)
[youtube=http://www.youtube.com/v/1YPijSWJmsE&rel=1]
Invecchiando perdeva il pelo, ma non il vizio
[youtube=http://www.youtube.com/v/LkSHHK7WlAw&rel=1]
A 50 anni ancora non ne voleva sapere di mollare (come, fate le enormi differenze, il sottoscritto)
[youtube=http://www.youtube.com/v/LBV9Bc8ngVg&rel=1]
E pure ora non molla, si è pure inventato un genere musicale tutto suo (la bionda l'ha pure sposata!)
[youtube=http://www.youtube.com/v/3voGI4_KgmM&rel=1]
Auguri Mister
BLACKMORE!
sabato 27 marzo 2010
La 'mia' Space Truckin'
Mi ricordo che quando suonavo nella tribute band dei Deep Purple, proprio nei miei ultimi concerti, questo brano l'avevamo soprannominato 'stracchino spaziale' e ci divertivamo un mondo a fare gli scemi suonandolo. Dopo l'intensissima Parisienne walkways ci voleva qualcosa di 'leggero': leggero? 'Sto pezzo è un macigno dall'inizio alla fine, ma a noi piacciono così, vero? :lol:
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sabato 13 marzo 2010
La 'mia' Parisienne walkways
Ci risiamo: eccomi :wink: Questa volta tocca a Gary Moore, ma non ho optato per la solita The loner (che prima o poi arriva perché è un 'must' per tutti i chitarristi di una certa generazione, quella vecchiotta, la mia... ), bensì per un altro brano all'apparenza facile, ma dalla difficilissima interpretazione, almeno per uno sfigato come me. Conoscevo l'interpretazione di questo brano perché l'avevo su una vecchia VHS (ma c'è qualcosa di non vecchio in me?) in cui c'era anche Phil Lynott che suonava il basso e la cantava; di Moore mi piaceva il modo in cui prendeva le note, molto 'sofferte' con bending che non sembravano mai arrivare al dunque, cioé alla nota giusta. Ci ho provato anch'io, ma a lui esce il pathos vero, a me sembra di stonare: sentirete e giudicherete. Problemi enormi nel registrare: primo non so cantare e quindi ho cercato di rifare la linea melodica del canto con un suono pulito. Solo che pulito il suono mi sembrava troppo fine ed allora ho aggiunto un po' di chorus e un 'pedale virtuale' (ricordo che uso sempre e solo il GR4): l'octaver per dare un po' di spessore al suono aggiungendo un'ottava bassa. A me non dispiace, giudicherete da voi stessi. Secondo problema l'improvvisazione finale ad libitum che LIVE, appunto, si risolve in uno sguardo agli altri della band per sapere quando finire. A dire il vero Gary utilizza un glissato lunghissimo per avvertire gli altri che sta finendo; io non posso avvertire una base e quindi il problema mi si presenta capovolto: devo capire quando finisce la base. Quando faccio le basi io metto sempre dei segnali particolari per sapere dove sono (tipo un passaggio di batteria, alcuni colpi di piatti, ecc.), ma chi ha fatto questa base no. Ecco quindi che improvvisavo con l'ansia di sapere quando finiva e dando spesso un'occhiata al contatore dei minuti della base: capite tutti che non è la situazione ideale per lasciarsi andare nel solo finale. Infatti il solo per me è meglio all'inizio che alla fine dove devo stare attento a troppe cose estranee alla sola musica. Anche il 'rubato' finale doveva essere di più ampio respiro, ma ho dovuto correre dietro alla base: sorry! :( Come se non bastasse ho scoperto che suonare dal 12 tasto in giù (ho volutamente sfruttato il 22esimo tasto della mia Squier per dire che c'è) mi risulta più difficile da seduto rispetto a quando sto in piedi: sarà la panza? Già ma suonare in piedi da solo mi sembra strano, magari lo farò e mi disegnerò della folla delirante davanti a me che mi incita a suonare :lol: Ci tenevo tantissimo a questo brano, ma come al solito la versione che vedrete non è la meglio riuscita: soffro ancora un po' del 'panico da ripresa' e di 'manie di perfezionismo' allucinanti che mi fanno scartare esecuzioni ottime per pochissime sviste e mi costringono poi, per mancanza di tempo, a pubblicare versioni un po' raffazzonate. Naturalmente dopo che carico su youtube butto tutto ciò che avevo realizzato (oddio, del solo finale ne esistevano poi solo 3 versioni ed ho tenuto l'ultima, l'unica che ho conservato). Buon ascolto e che Moore mi perdoni.
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sabato 27 febbraio 2010
La 'mia' I can't quit you baby
Eccomi di nuovo alle prese con il blues; lo so, lo so, i cultori di tale genere probabilmente avranno molto da ridire su questa mia interpretazione, ma di meglio io non so fare. Stavolta pochi fronzoli e nessun tipo di montaggio: inquadratura fissa e buona la prima, almeno questo del blues l'ho preservato. Mi auguro comunque che sia un ascolto accettabile :wink:.
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martedì 16 febbraio 2010
Il 'mio' vecchio rack multieffetto
Nel mio album dei ricordi ora tocca al 'mio' rack multieffetto frutto di una lunghissima ricerca del suono perfetto. Sono ben 4 video che spaziano un po' su tutto; come 'scherzo di carnevale' direi che non è male :lol:
Primo video in cui espongo la mia teoria sulla ricerca del sound
Secondo video in cui presento il 'mio' mini-rack multieffetto
Terzo video in cui faccio sentire alcuni suoni (c'è anche una sorpresa Strato)
Quarto video di follie varie (include un estratto de 'I nuovi mostri')
Primo video in cui espongo la mia teoria sulla ricerca del sound
Secondo video in cui presento il 'mio' mini-rack multieffetto
Terzo video in cui faccio sentire alcuni suoni (c'è anche una sorpresa Strato)
Quarto video di follie varie (include un estratto de 'I nuovi mostri')
sabato 6 febbraio 2010
Il mio JCM800: ricordi vari
Parliamo un po' del passato e del mio caro vecchio ampli che purtroppo non riesco più ad utilizzare come si deve.
Come sempre aggiungo sempre un po' anche i 'miei' ricordi che fanno un po' vintage anche loro :wink:
Come sempre aggiungo sempre un po' anche i 'miei' ricordi che fanno un po' vintage anche loro :wink:
mercoledì 3 febbraio 2010
Stratocaster ancora 'moddata'!
La mia Strato messicana ha raggiunto un nuovo stadio di evoluzione, probabilmente non quello definitivo, ma poco ci manca. Avrete capito che la sto praticamente 'beckizzando', cioé rendendola simile al modello signature di Jeff Beck, ma con dei cambiamenti miei. Stavolta è toccato alle meccaniche autobloccanti - o come cavolo si chiamano - che danno un tocco di semplicità a tutta l'operazione di cambio corde, tenuta accordatura ed uso del tremolo. Pronti? Via! :wink:

Come vedete ho preso delle meccaniche originali Fender: costano di più, ma mi garantiscono una compatibilità assoluta con i buchi della paletta del manico. Prima di iniziare apro la mia cassetta degli attrezzi appositamente comprata ed equipaggiata per le mie chitarre (certo che avercela solo ora dopo una dozzina d'anni passati in giro a suonare è un po' una vergogna).

Troppa roba? S', ma alla fine per questa mia operazione mi bastano i pochi atterzzi che vedete qui sotto: meccaniche nuove, chiave inglese (nascosta sotto la paletta), corde nuove, accordatore, manovella avvolgicorde, per fare prima, con tronchesino incorporato e... tanta pazienza.

Ad un primo controllo visivo le meccaniche sembrano perfettamente compatibili con quelle vecchie, speriamo bene.

Dalla vista superiore della paletta della mia Strato si nota bene che questa mia ulteriore modifica va a completare quelle precedenti e cioé: capotasto 'roller nut' e abbassa corde moderno più scorrevole (di quest'ultimo potrei fare a meno, ma mi piace mantenerlo per questioni estetiche).

Adesso arriva il momento della verità. l'importante è che quei due buchi coincidano perfettamente con quelli delle nuove meccaniche, se così non fosse si potrebbe sempre rimediare, ma sarebbe un lavoro molto più lungo ed 'invasivo'.

Per fotuna tutto è perfetto ed il lavoro procede speditamente; si smonta la corda, si cambia la meccanica, si mette una corda nuova che viene bloccata dalle nuove meccaniche, neanche un giro di chiavetta e la corda è perfettamente accordata (notare il mio accordatore stile termometro che mi permette di fare a meno del cavo: una bella comodità quando si lavora sullo strumento).

Adesso basta procedere per tutte e sei le meccaniche stando attenti a distinguere quelle con il perno più lungo da quelle con il perno più corto; ammetto di aver sbagliato due volte :(

Ecco il lavoro finito; certo che montare le corde così è di una semplicità disarmante.

Appena montate le corde ho proceduto al solito lavoro di 'stiratura', ma con queste meccaniche praticamente una volta montate non si muovono più, sono rimasto sbalordito. Per me buona parte del merito però va attribuito anche al capotasto che mi sembra un piccolo capolavoro di miniaturizzazione; essendo pensato per le Strato americane è un pelino più largo del dovuto, ma non mi dà alcun fastidio ed il risultato è garantito.

Tiene di più l'accordatura? Direi proprio di sì; il lavoro l'ho fatto venerdì scorso, stamattina l'ho portata a scuola per l'attività integrativa riguardante appunto la musica e, dopo la spiegazione del mio collega di matematica sulla 'fisica' del suono, a me spettava la presentazione dello strumento chitarra e far vedere quelle leggi fisiche applicate appunto al mio strumento. Tirata fuori dalla custodia morbida dopo che era stata 'tirata in giro' tutta mattina con uscita mattutina abbondantemente sottozero, la chitarra era accordata; ho suonicchiato un po' e la leva del tremolo è quella che attira sempre di più l'attenzione per gli effetti ottenibili con poco sforzo. Ho dato in mano la mia chitarra ad alcuni miei studenti che ci hanno dentro a più non posso (non gli sembrava vero di toccare una Strato) ed anche le ragazze si divertono con quello strano aggeggio che le fa ridere per l'effetto 'stonato' che si ottiene. Messa via la Strato ed aveva il sol leggermente calante; non resisterà alla mano di Steve Vai, ma per le mie esigenze direi che queste meccaniche sono proprio una bella comodità: consigliabilissime!
Come vedete ho preso delle meccaniche originali Fender: costano di più, ma mi garantiscono una compatibilità assoluta con i buchi della paletta del manico. Prima di iniziare apro la mia cassetta degli attrezzi appositamente comprata ed equipaggiata per le mie chitarre (certo che avercela solo ora dopo una dozzina d'anni passati in giro a suonare è un po' una vergogna).
Troppa roba? S', ma alla fine per questa mia operazione mi bastano i pochi atterzzi che vedete qui sotto: meccaniche nuove, chiave inglese (nascosta sotto la paletta), corde nuove, accordatore, manovella avvolgicorde, per fare prima, con tronchesino incorporato e... tanta pazienza.
Ad un primo controllo visivo le meccaniche sembrano perfettamente compatibili con quelle vecchie, speriamo bene.
Dalla vista superiore della paletta della mia Strato si nota bene che questa mia ulteriore modifica va a completare quelle precedenti e cioé: capotasto 'roller nut' e abbassa corde moderno più scorrevole (di quest'ultimo potrei fare a meno, ma mi piace mantenerlo per questioni estetiche).
Adesso arriva il momento della verità. l'importante è che quei due buchi coincidano perfettamente con quelli delle nuove meccaniche, se così non fosse si potrebbe sempre rimediare, ma sarebbe un lavoro molto più lungo ed 'invasivo'.
Per fotuna tutto è perfetto ed il lavoro procede speditamente; si smonta la corda, si cambia la meccanica, si mette una corda nuova che viene bloccata dalle nuove meccaniche, neanche un giro di chiavetta e la corda è perfettamente accordata (notare il mio accordatore stile termometro che mi permette di fare a meno del cavo: una bella comodità quando si lavora sullo strumento).
Adesso basta procedere per tutte e sei le meccaniche stando attenti a distinguere quelle con il perno più lungo da quelle con il perno più corto; ammetto di aver sbagliato due volte :(
Ecco il lavoro finito; certo che montare le corde così è di una semplicità disarmante.
Appena montate le corde ho proceduto al solito lavoro di 'stiratura', ma con queste meccaniche praticamente una volta montate non si muovono più, sono rimasto sbalordito. Per me buona parte del merito però va attribuito anche al capotasto che mi sembra un piccolo capolavoro di miniaturizzazione; essendo pensato per le Strato americane è un pelino più largo del dovuto, ma non mi dà alcun fastidio ed il risultato è garantito.
Tiene di più l'accordatura? Direi proprio di sì; il lavoro l'ho fatto venerdì scorso, stamattina l'ho portata a scuola per l'attività integrativa riguardante appunto la musica e, dopo la spiegazione del mio collega di matematica sulla 'fisica' del suono, a me spettava la presentazione dello strumento chitarra e far vedere quelle leggi fisiche applicate appunto al mio strumento. Tirata fuori dalla custodia morbida dopo che era stata 'tirata in giro' tutta mattina con uscita mattutina abbondantemente sottozero, la chitarra era accordata; ho suonicchiato un po' e la leva del tremolo è quella che attira sempre di più l'attenzione per gli effetti ottenibili con poco sforzo. Ho dato in mano la mia chitarra ad alcuni miei studenti che ci hanno dentro a più non posso (non gli sembrava vero di toccare una Strato) ed anche le ragazze si divertono con quello strano aggeggio che le fa ridere per l'effetto 'stonato' che si ottiene. Messa via la Strato ed aveva il sol leggermente calante; non resisterà alla mano di Steve Vai, ma per le mie esigenze direi che queste meccaniche sono proprio una bella comodità: consigliabilissime!
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