Ed ecco il secondo video in cui vi faccio sentire le particolarità di questo pedale che, secondo me, ha un rapporto qualità-prezzo veramente sorprendente.
sabato 16 aprile 2011
venerdì 15 aprile 2011
Flashbak TC Electronic sotto esame: prima parte
Come avete visto nel post precedente la mia pedaliera è praticamente finita con l'arrivo del TC Electronic Flashback, un delay tanto piccolo quanto interessante. Ho già il fratello maggiore Nova Delay, ma questo è, se possibile, ancora più interessante e più facile da usare: come dicono gli inglesi è 'user-friendly'. Infatti con il fratellone ho fatto giusto un paio di presets, ma mi sono bloccato (anche per mancanza di idee), con questo invece ho pasticciato un paio di ore giusto ieri e così... stamattina, visto che era inaspettatamente libera ;-), ho acceso la mia fotocamera ed ho fatto al volo un piccolo test per farvelo sentire. Si vede e si sente che è fatto in fretta e furia, ma spero si capisca qualcosa; come al solito ieri avevo trovato dei fraseggi molto più belli mentre oggi tra controllare la registrazione video, il PC e l'audio... insomma, non è venuto proprio come volevo, ma penso possa bastare per capire come suona questo pedalozzo. In attesa che si carichi la seconda parte beccatevi la prima.
venerdì 8 aprile 2011
Lavoro finito (forse)
Forse non ne ho mai parlato qui, ma era in costruzione anche un piccola pedaliera da mettere nel send/return del mio Blackstar per avere a disposizione un po' di effetti. Io sono della 'vecchia scuola' e quindi mi accontento veramente di poco: l'unica cosa a cui non riesco a rinunciare è il delay, l'eco insomma. Come vedete qui sotto ne ho ben due nella mia 'piccolina' e due erano anche nel mio rack accoppiato al Marshall.

Ci ho messo un'intera mattinata per montarla tutta; in origine era diversa, praticamente speculare a questa, ma senza l'ultimo arrivato: il Flashback, il pedale blu. Ho deciso di ribaltare tutto per mettere a sinistra gli interruttori dell'ampli, causa cavo più corto, e il nuovo arrivato a destra. Per seguire il percorso del segnale basta partire dall'accordatore, il pedale bianco di nome PolyTune, e seguire i colori dei jack per arrivare sino alla fine con l'ultimo pedale, il Micro amp, color bianco sporco (quello usato, brutto... ma spacca). Appena avrò imparato ad usare il tutto, cioé mai, penso farò un video, ma non tanto presto: altri impegni lavorativi incombono :(
Ci ho messo un'intera mattinata per montarla tutta; in origine era diversa, praticamente speculare a questa, ma senza l'ultimo arrivato: il Flashback, il pedale blu. Ho deciso di ribaltare tutto per mettere a sinistra gli interruttori dell'ampli, causa cavo più corto, e il nuovo arrivato a destra. Per seguire il percorso del segnale basta partire dall'accordatore, il pedale bianco di nome PolyTune, e seguire i colori dei jack per arrivare sino alla fine con l'ultimo pedale, il Micro amp, color bianco sporco (quello usato, brutto... ma spacca). Appena avrò imparato ad usare il tutto, cioé mai, penso farò un video, ma non tanto presto: altri impegni lavorativi incombono :(
venerdì 25 marzo 2011
Provando la mia nuova Fender Classic Player 60
Non avevo tempo di fare una recensione di quelle 'serie', ma state certi che prima o poi arriverà. Tra l'altro ho recensito le mie prime due strato, manca ancora la terza (la Rolling Caster), sto modificandola, è in fase di lavori in corso, e quindi non potevo recensire la 'quarta' operando un salto spazio-temporale 
Quindi vi dovete accontentare di un bluesettone di 4 minuti per sentire come se la cava la chitarra; per il chitarrista non ci sono più speranze data l'età
Ricordo che questa è la famosa 'chitarra della moglie', l'ha scelta lei, ma se mi vedesse con la camicia del giorno prima stropicciata e senza essermi nemmeno pettinato (registrato stamattina tra le 8.30 e le 9.00, non proprio un orario da musicista)... mi sa che mi farebbe un bel cazziatone
Potevo fare un pezzo dei miei amati Deep Purple o del grande-mitico-irripetibile Blackmore? Certo che sì, ma... che gusto c'è? Oramai considero il suonare come una sfida per cercare qualcosa di nuovo mai fatto prima; certo, certo, lo so, alla fine faccio sempre le stesse cose, ma lasciatemi credere che così non sia.
Siccome sono stufo di avere problemi di copyrights con Youtube che sega certi miei video per motivi non meglio precisati (ho sotto osservazione anche la nona di Beethoven perché materiale 'protetto': adesso mi venite a dire chi sono gli eredi di Ludwig? Che ci ho guadagnato? Mi pare morto da più di 50 anni, no? Mistero!) sono andato su Jamtrackcentral ho scaricato un po' di basi free (ho comprato anche tutte quelle blues in un'offerta clamorosa) e ne ho scelta una: la meno rock, un po' blues, ma senza 'quel' giro di 12 battute. Insomma ho scelto una base che mi piaceva molto perché era la tipica sequenza 'strappa -lacrime' e un po' melanconica, insomma romantica nel senso ottocentesco del termine, molto Sturm und Drang
Con la base arriva anche un esempio di solo con trascrizione di ben due giri: porca paletta è in La maggiore e chi sa come si improvvisa qui sopra? (a parte la furbata solita di usare la pentatonica di fa# min.
)
Ho avuto un paio di pomeriggi liberi in cui:
1 - ho capito che non sono in grado di fare il solo proposto: troppo lontano dal mio stile, non riesco a 'sentirlo' e quindi farlo;
2 - ho cercato di imparare almeno l'inizio e le prime 4 battute quasi assomigliano alla trascrizione (sottolineo il quasi);
3 - del secondo giro, non sapendo fare nulla di quanto trascritto - odio le tablature e il pentagramma è scritto pure sbagliato in quanto mette le note di partenza del bending e non la nota di arrivo
- ho 'rubato' solo un'idea, quella cromatica;
4 - la base intera senza solo è composta di 6 giri uguali ed io ne sapevo giusto metà del primo ed una battuta del secondo
, andiamo proprio bene 
5 - Visto che i giri erano 6
ad ogni giro ho usato una posizione diversa del selettore per far sentire le 5 combinazioni; parto da 5 di volume ed aumento quasi di una tacca ad ogni cambio pickup. Il sesto giro torno a rifare il tema d'inizio, le famose 4 battute, in full volume per sentire la differenza da come sono partito; sono cervellotico vero?
6 - quando vado al pickup al ponte al massimo di volume si sente che sono sull'orlo, anche un po' più in là, del feedback
, non perdo proprio il vizio di suonare al limite
(se date un'occhiata al monitor del mio PC dietro vedrete come diventano ciccie le tracce di Reaper mentre registro: volume al limite del clip
)
7 - è il terzo take in quanto nei primi due ho preso delle stecche paurose: nel primo già al primo giro, nel secondo al 5 giro
, mi ero rilassato.
8 - ogni tanto rimango indietro e corro dietro al pezzo; avendo avuto solo un pomeriggio di tempo per fare le 'prove' (parola grossa) non avevo ancora ben memorizzato la sequenza degli accordi che è sì elementare, ma ad un cero punto il si min. diventa maggiore e se non sto attento al re... sono cavoli amari.
9 - Il problema di timing non precisissimo è dovuto al fatto che suono sempre in condizione non ideale: nella testa ho come un 'nastro' che fa girare la sequenza degli accordi, quasi li vedo scritti sullo spartito
(è il mio metodo di ricordare), se mi concentro troppo sull'esecuzione rimango indietro sul 'nastro' ideale, se mi concentro sul 'nastro' perdo di vista l'esecuzione... insomma: faccio casino!
10 - Si percepisce chiaramente, almeno secondo me, che più mi avvicino alla fine più mi rilasso e quindi faccio più casino, pure troppo per il genere: quando attacco il pickup al ponte è proprio un'apoteosi, quasi un grido lancinante (già vi vedo davanti al video dire: "Basta!!!!!!!!!!!!!"
)
Nonostante tutto a me piace e ne sono anche stupidamente orgoglioso perché è qualcosa di molto diverso da come ho sempre suonato e la sequenza di accordi non è sicuramente una delle mie preferite o frequentate di solito. Noto con piacere che mentre suono mi sto un po' 'beckizzando': oramai uso il polso della mano destra per azionare il tremolo in modo inusuale (è una delle novità di questa mia seconda vita chitarristica) e riguardando il filmato mi sono accorto che ad un cero punto suono con le dita e non l'avevo proprio previsto.
Va beh, beccatevelo e vedete di non stare troppo male; gli amici amanti del blues sopportino con stoica rassegnazione
Quindi vi dovete accontentare di un bluesettone di 4 minuti per sentire come se la cava la chitarra; per il chitarrista non ci sono più speranze data l'età
Ricordo che questa è la famosa 'chitarra della moglie', l'ha scelta lei, ma se mi vedesse con la camicia del giorno prima stropicciata e senza essermi nemmeno pettinato (registrato stamattina tra le 8.30 e le 9.00, non proprio un orario da musicista)... mi sa che mi farebbe un bel cazziatone
Potevo fare un pezzo dei miei amati Deep Purple o del grande-mitico-irripetibile Blackmore? Certo che sì, ma... che gusto c'è? Oramai considero il suonare come una sfida per cercare qualcosa di nuovo mai fatto prima; certo, certo, lo so, alla fine faccio sempre le stesse cose, ma lasciatemi credere che così non sia.
Siccome sono stufo di avere problemi di copyrights con Youtube che sega certi miei video per motivi non meglio precisati (ho sotto osservazione anche la nona di Beethoven perché materiale 'protetto': adesso mi venite a dire chi sono gli eredi di Ludwig? Che ci ho guadagnato? Mi pare morto da più di 50 anni, no? Mistero!) sono andato su Jamtrackcentral ho scaricato un po' di basi free (ho comprato anche tutte quelle blues in un'offerta clamorosa) e ne ho scelta una: la meno rock, un po' blues, ma senza 'quel' giro di 12 battute. Insomma ho scelto una base che mi piaceva molto perché era la tipica sequenza 'strappa -lacrime' e un po' melanconica, insomma romantica nel senso ottocentesco del termine, molto Sturm und Drang
Con la base arriva anche un esempio di solo con trascrizione di ben due giri: porca paletta è in La maggiore e chi sa come si improvvisa qui sopra? (a parte la furbata solita di usare la pentatonica di fa# min.
Ho avuto un paio di pomeriggi liberi in cui:
1 - ho capito che non sono in grado di fare il solo proposto: troppo lontano dal mio stile, non riesco a 'sentirlo' e quindi farlo;
2 - ho cercato di imparare almeno l'inizio e le prime 4 battute quasi assomigliano alla trascrizione (sottolineo il quasi);
3 - del secondo giro, non sapendo fare nulla di quanto trascritto - odio le tablature e il pentagramma è scritto pure sbagliato in quanto mette le note di partenza del bending e non la nota di arrivo
4 - la base intera senza solo è composta di 6 giri uguali ed io ne sapevo giusto metà del primo ed una battuta del secondo
5 - Visto che i giri erano 6
6 - quando vado al pickup al ponte al massimo di volume si sente che sono sull'orlo, anche un po' più in là, del feedback
7 - è il terzo take in quanto nei primi due ho preso delle stecche paurose: nel primo già al primo giro, nel secondo al 5 giro
8 - ogni tanto rimango indietro e corro dietro al pezzo; avendo avuto solo un pomeriggio di tempo per fare le 'prove' (parola grossa) non avevo ancora ben memorizzato la sequenza degli accordi che è sì elementare, ma ad un cero punto il si min. diventa maggiore e se non sto attento al re... sono cavoli amari.
9 - Il problema di timing non precisissimo è dovuto al fatto che suono sempre in condizione non ideale: nella testa ho come un 'nastro' che fa girare la sequenza degli accordi, quasi li vedo scritti sullo spartito
10 - Si percepisce chiaramente, almeno secondo me, che più mi avvicino alla fine più mi rilasso e quindi faccio più casino, pure troppo per il genere: quando attacco il pickup al ponte è proprio un'apoteosi, quasi un grido lancinante (già vi vedo davanti al video dire: "Basta!!!!!!!!!!!!!"
Nonostante tutto a me piace e ne sono anche stupidamente orgoglioso perché è qualcosa di molto diverso da come ho sempre suonato e la sequenza di accordi non è sicuramente una delle mie preferite o frequentate di solito. Noto con piacere che mentre suono mi sto un po' 'beckizzando': oramai uso il polso della mano destra per azionare il tremolo in modo inusuale (è una delle novità di questa mia seconda vita chitarristica) e riguardando il filmato mi sono accorto che ad un cero punto suono con le dita e non l'avevo proprio previsto.
Va beh, beccatevelo e vedete di non stare troppo male; gli amici amanti del blues sopportino con stoica rassegnazione
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mercoledì 16 marzo 2011
La chitarra di mia moglie
Purtroppo ho dovuto abbandonare una delle mie Fender , ma la GAS non c'entra proprio per nulla; forse qualcuno si ricorda che ne avevo presa una nuova pochissimo tempo fa, avevo fatto pure un sample... ecco, quello è tutto quello che mi rimane di quella chitarra insieme al 'contest' dei pickup al manico. Purtroppo è nata 'sfortunata', ma me ne sono accorto dopo un po'.
A fine gennaio mi ero imbattuto in una strato strana che mi aveva subito catturato per il look assolutamente vincente, almeno per me, ed un suono assolutamente inconsueto ricco di armoniche e di acuti. Era un po' la realizzazione di un sogno per me: colore natural, manico in acero occhiolinato e pickup Seymour Duncan di serie, veramente tutto ottimo. Per chi ha poca mempria intendo questa in cui parlavo qua: http://vigilius.wordpress.com/2011/01/28/una-coreana-ebbene-si/

Ripeto: di quella chitarra mi piaceva tutto, non desideravo altro, ma...
La prima cosa che faccio quando prendo una chitarra è: togliere la plastica dal battipenna e cambiare le corde, una specie di rito per me. La seconda cosa l'ho fatta, la prima, non so perché, no. Purtroppo gli impegni lavorativi mi hanno impedito di suonarla per 3 o 4 giorni e quando l'ho ripresa in mano mi accorgo di un fastidioso difetto sulle corde Mi basso e La basso. Libere suonano così: Mizzzzzzzzzzzzzzzziiiiiiii, lazzzzzzzzzzzzzzzzzaaaaaaaaa, insomma friggono un bel po'. Ora, non sono uno sprovveduto e l'avevo provata ben benino e sono sicuro che il difetto non ci fosse; va beh, ho cambiato corde, si deve assestare e la devo settare per bene. Mi metto all'opera ed ottengo subito dei buoni risultati: solo due molle del vibrato ed ho un feeling alla Jeff Beck da paura, incurvo lievemente il manico troppo dritto, agendo sul trussrod, alzo le sellette delle due corde e... va già molto meglio anche se qualcosa rimane. Metto via perché gli impegni lavorativi mi impediscono ancora una volta di 'svezzarla'. La riprendo in mano dopo un altro paio di giorni, faccio un bell'accordo di sol e... solzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzllllllllllllll, la terza posizione sul mi basso ronza di brutto al punto che la corda smorza subito le sue vibrazioni; passo sul La e faccio la nota di re in quinta posizione: Rezzzzzzzzzzzzzzzzeeeeeeeeeee e si spegne anche qui. No, non ci siamo, torno al negozio dal mio amico di sempre e chiedo a lui lumi; constata anche lui il difetto, solo sulle due corde basse, mi dice che è tipico delle strato e che agirà sul tacco del manico. Naturalmente l'esperto è lui e mi fido ciecamente anche se la giunzione manico-corpo a me pare perfetta, molto meglio delle altre mie chitarre senza spazi ecc. Evidentemente vuole spessorare il tacco in modo da aumentare un po' l'angolo di incidenza tra manico e corpo. Torno dopo una settimana, lavoro fatto ad arte, ma difetto sempre presente anche se in misura, devo ammetterlo, lieve. Visto che eravamo così vicini alla soluzione abbiamo iniziato a provare tutte le alternative possibili: regola di nuovo il trussrod, alza sellette, regola ponte più alto, metti corde più spesse, siamo arrivati sino al mi basso a 052, scegli marca corde più rigida, D'Addario ovvero pali della luce, ma niente da fare. Libere non ronzavano più, ma su certi tasti ancora: era curioso che modificando il trussrod modificava il luogo in cui le due corde basse ronzavano, ma da qualche parte c'era sempre: alle volte sul la al quinto tasto del mi, alle volte si scendeva sino al si, poi spariva e poi ricompariva tra il 12 e il 15 tasto. Roba da impazzire. Ultimo tentativo: rettifica della tastiera. Altra settimana e mezza di attesa, rettificata la tastiera e difetto sempre meno presente, ma mai scomparso del tutto. A questo punto il mio amico mi dice che sono particolarmente pignolo e pretendo da una strato, per giunta coreana, un qualcosa che nessuna ha; al che io faccio che nessuna delle mie altre lo fa (un po' non è vero perché una un po' ronza, ma solo con corde vecchie). Allora lui prende una Strato Custom Shop reliccata da 2500 e passa euro e mi fa: "Prova!" Ronzava pure lei
Sono scoraggiato e tanto: sarà la mia pennata pesante? Saranno le mie mani, sarà la chitarra sfigata? La soluzione la trova lui: "Torna a casa, facci tutte le regolazioni che vuoi, poi se ancora non va torni qua e te la cambio senza nessuna spesa".
A questo punto ho chiesto una mano anche ad alcuni amici del forum di MusicOff e persino a Luvi, costruttore di pickup I-Spira: sembra mi sia imbattuto in un manico ritorto, un qualcosa che non si può rimediare tanto facilmente. L'acero occhiolinato del manico continuava a piacermi un mondo, il colore natural pure, ma... ho smanettato un pomeriggio intero con cacciaviti e brucole ed alla fine ce l'avevo quasi fatta. Libere le corde erano OK, la corde D'Addario sono talmente tese che raddrizzano quasi tutto, sulle note incriminate ero quasi ok: solzzzzllll, rezzzeee, insomma sul pulito ronzava pochissimo, sul distorto si sentiva la sporcatura solo sulla mia pennata evidentemente pesante. Da un lato ero soddisfatto perché voleva dire che un misero setup so farlo, di contro avevo un'action alla Robin Hood. Oddio sono abituato a ciò: se qualcuno vedesse l'altezza del mio Mi basso sulla chitarra scavata lancerebbe un urlo di sorpresa: ci posso tirare le frecce, ma sono abituato così su quella. Con il mio setup la chitarra è suonabile al 90% e la maggior parte delle persone manco si accorgerebbe della cosa, ma ... lo 'zio' ormai aveva il tarlo nella testa che faceza zzzz, zzzzzzzzz, zzzzzz
Venerdì scorso decido che la devo cambiare: ricordo che non ci perdo un euro perché me la cambia alla pari, come dice il mio amico: "Deve andare bene a te, non a me; se senti il ronzio cambiala senza problemi, quello soddisfatto devi essere tu". La moglie quando la vide la prima volta mi disse: "Finalmente una bella chitarra, non come quella vecchia che hai preso prima (si riferisce alla rolling caster reliccata)". Voi riderete, ma mi dispiaceva anche per quello; quindi mi è venuta un'idea pazza. Mi siedo a colazione, dura al massimo 15 minuti ed è quando ci parliamo al mattino di ritorno dai bagni, e le racconto tutto. Non fa una piega e capisce che non è GAS questa volta, anche se lei la chiamerebbe in un altro modo, ma un'esigenza: avevo promesso che non avrei più preso un'altra chitarra perché quella era perfetta per me. La verità è che ancora ci credevo, ma non riuscivo a tenerla con quella specie di difetto che sembravo sentire solo io alla fine. Visto che era piaciuta a lei decido per una cosa folle: "Scegli tu con cosa cambiarla". Lei dice che non se ne intende ed io voglio spendere il minimo indispensabile perché ero così demoralizzato (Alepar e Andreaweb di MusicOff lo possono testimoniare) che se avessi potuto l'avrei data indietro per prendere i soldi e basta: non mi fregava più nulla.
Accendo il portatile e le dico quali sono le papabili in un range massimo di 200 euro di differenza, ma voglio che lei scelga senza pensare al prezzo, ma solo all'estetica; non voglio che mi dica che è vecchia o altro. Lei ci sta e partono le proposte: una Vintage V6icon Thomas Blug, non va, dice che è una 'cinesata'. Strato standard Messico, "Ma non l'avevi già?". Ahia, punto sul vivo e per fortuna non ne capisce nulla (al lavoro però parla con un suo collega di Vintage, mi sa che mi ascolta più di quanto io pensi oppure la mia pazzia è contagiosa). Parto con le Classic50, Classic60: alla Fiesta Red mi dico che stavolta sceglie quella, in fondo è un colore femminile. Mi dice che sembra il colore di un auto. Ma come fa a sapere queste cose? Sarà un caso, ma era proprio così ai tempi. Ultimi due tentativi: "Questa no, questa sìììììììììì!!!!! Questa è UNA chitarra, le altre sembrano troppo finte"; io guardo e non ci credo. Le faccio osservare che ha scelto la più cara del lotto senza saperlo, non le ho mai detto i prezzi, ma dice che a quello devo pensarci io e fare le dovute considerazioni, a lei piace quella.
La mattina stessa esco, vado in negozio, provo solo se non ronza sulle corde basse e la prendo senza nessun entusiasmo e mi spiace veramente un mondo lasciare là quella che mi piaceva tanto, ma mi aveva tradito. Pago la differenza, più di 100 euro ma meno di 200, e torno a casa pensando che è l'11/3/11, la cui somma fa sette (1+1+3+1+1) come le note ed un altro miliardo di cose quando vengo a sapere dalla radio dell'auto del terremoto devastante in Giappone. La cosa mi fa sentire ancora più in colpa: io qui a pensare a due corde che ronzano e là a morire; saprò poi che il peggio doveva ancora arrivare. Insomma non è nata sotto un buon auspicio neppure questa chitarra.
Sabato finalmente seguo il rituale: via la plastica dal battipenna e teniamo per un po' le 010 che mi segnano le dita e mi fanno male ai polpastrelli. La provo per bene e rimango basito: suona alla stragrande!!!!!!!!!!!! La strato più strato che abbia, non cancella quella con il manico scavato per motivi affettivi, ma la mia del 74 non ci fa un figurone in fianco, anzi...
La moglie senza saperlo, oppure no, mi ha consigliato un chitarrone della madonna; quale?

Eccola. Classic Player 60: la chitarra scelta da mia moglie.
Premessa
A fine gennaio mi ero imbattuto in una strato strana che mi aveva subito catturato per il look assolutamente vincente, almeno per me, ed un suono assolutamente inconsueto ricco di armoniche e di acuti. Era un po' la realizzazione di un sogno per me: colore natural, manico in acero occhiolinato e pickup Seymour Duncan di serie, veramente tutto ottimo. Per chi ha poca mempria intendo questa in cui parlavo qua: http://vigilius.wordpress.com/2011/01/28/una-coreana-ebbene-si/
Ripeto: di quella chitarra mi piaceva tutto, non desideravo altro, ma...
La prima cosa che faccio quando prendo una chitarra è: togliere la plastica dal battipenna e cambiare le corde, una specie di rito per me. La seconda cosa l'ho fatta, la prima, non so perché, no. Purtroppo gli impegni lavorativi mi hanno impedito di suonarla per 3 o 4 giorni e quando l'ho ripresa in mano mi accorgo di un fastidioso difetto sulle corde Mi basso e La basso. Libere suonano così: Mizzzzzzzzzzzzzzzziiiiiiii, lazzzzzzzzzzzzzzzzzaaaaaaaaa, insomma friggono un bel po'. Ora, non sono uno sprovveduto e l'avevo provata ben benino e sono sicuro che il difetto non ci fosse; va beh, ho cambiato corde, si deve assestare e la devo settare per bene. Mi metto all'opera ed ottengo subito dei buoni risultati: solo due molle del vibrato ed ho un feeling alla Jeff Beck da paura, incurvo lievemente il manico troppo dritto, agendo sul trussrod, alzo le sellette delle due corde e... va già molto meglio anche se qualcosa rimane. Metto via perché gli impegni lavorativi mi impediscono ancora una volta di 'svezzarla'. La riprendo in mano dopo un altro paio di giorni, faccio un bell'accordo di sol e... solzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzllllllllllllll, la terza posizione sul mi basso ronza di brutto al punto che la corda smorza subito le sue vibrazioni; passo sul La e faccio la nota di re in quinta posizione: Rezzzzzzzzzzzzzzzzeeeeeeeeeee e si spegne anche qui. No, non ci siamo, torno al negozio dal mio amico di sempre e chiedo a lui lumi; constata anche lui il difetto, solo sulle due corde basse, mi dice che è tipico delle strato e che agirà sul tacco del manico. Naturalmente l'esperto è lui e mi fido ciecamente anche se la giunzione manico-corpo a me pare perfetta, molto meglio delle altre mie chitarre senza spazi ecc. Evidentemente vuole spessorare il tacco in modo da aumentare un po' l'angolo di incidenza tra manico e corpo. Torno dopo una settimana, lavoro fatto ad arte, ma difetto sempre presente anche se in misura, devo ammetterlo, lieve. Visto che eravamo così vicini alla soluzione abbiamo iniziato a provare tutte le alternative possibili: regola di nuovo il trussrod, alza sellette, regola ponte più alto, metti corde più spesse, siamo arrivati sino al mi basso a 052, scegli marca corde più rigida, D'Addario ovvero pali della luce, ma niente da fare. Libere non ronzavano più, ma su certi tasti ancora: era curioso che modificando il trussrod modificava il luogo in cui le due corde basse ronzavano, ma da qualche parte c'era sempre: alle volte sul la al quinto tasto del mi, alle volte si scendeva sino al si, poi spariva e poi ricompariva tra il 12 e il 15 tasto. Roba da impazzire. Ultimo tentativo: rettifica della tastiera. Altra settimana e mezza di attesa, rettificata la tastiera e difetto sempre meno presente, ma mai scomparso del tutto. A questo punto il mio amico mi dice che sono particolarmente pignolo e pretendo da una strato, per giunta coreana, un qualcosa che nessuna ha; al che io faccio che nessuna delle mie altre lo fa (un po' non è vero perché una un po' ronza, ma solo con corde vecchie). Allora lui prende una Strato Custom Shop reliccata da 2500 e passa euro e mi fa: "Prova!" Ronzava pure lei
Sono scoraggiato e tanto: sarà la mia pennata pesante? Saranno le mie mani, sarà la chitarra sfigata? La soluzione la trova lui: "Torna a casa, facci tutte le regolazioni che vuoi, poi se ancora non va torni qua e te la cambio senza nessuna spesa".
Che fare?
A questo punto ho chiesto una mano anche ad alcuni amici del forum di MusicOff e persino a Luvi, costruttore di pickup I-Spira: sembra mi sia imbattuto in un manico ritorto, un qualcosa che non si può rimediare tanto facilmente. L'acero occhiolinato del manico continuava a piacermi un mondo, il colore natural pure, ma... ho smanettato un pomeriggio intero con cacciaviti e brucole ed alla fine ce l'avevo quasi fatta. Libere le corde erano OK, la corde D'Addario sono talmente tese che raddrizzano quasi tutto, sulle note incriminate ero quasi ok: solzzzzllll, rezzzeee, insomma sul pulito ronzava pochissimo, sul distorto si sentiva la sporcatura solo sulla mia pennata evidentemente pesante. Da un lato ero soddisfatto perché voleva dire che un misero setup so farlo, di contro avevo un'action alla Robin Hood. Oddio sono abituato a ciò: se qualcuno vedesse l'altezza del mio Mi basso sulla chitarra scavata lancerebbe un urlo di sorpresa: ci posso tirare le frecce, ma sono abituato così su quella. Con il mio setup la chitarra è suonabile al 90% e la maggior parte delle persone manco si accorgerebbe della cosa, ma ... lo 'zio' ormai aveva il tarlo nella testa che faceza zzzz, zzzzzzzzz, zzzzzz
La moglie a colazione
Venerdì scorso decido che la devo cambiare: ricordo che non ci perdo un euro perché me la cambia alla pari, come dice il mio amico: "Deve andare bene a te, non a me; se senti il ronzio cambiala senza problemi, quello soddisfatto devi essere tu". La moglie quando la vide la prima volta mi disse: "Finalmente una bella chitarra, non come quella vecchia che hai preso prima (si riferisce alla rolling caster reliccata)". Voi riderete, ma mi dispiaceva anche per quello; quindi mi è venuta un'idea pazza. Mi siedo a colazione, dura al massimo 15 minuti ed è quando ci parliamo al mattino di ritorno dai bagni, e le racconto tutto. Non fa una piega e capisce che non è GAS questa volta, anche se lei la chiamerebbe in un altro modo, ma un'esigenza: avevo promesso che non avrei più preso un'altra chitarra perché quella era perfetta per me. La verità è che ancora ci credevo, ma non riuscivo a tenerla con quella specie di difetto che sembravo sentire solo io alla fine. Visto che era piaciuta a lei decido per una cosa folle: "Scegli tu con cosa cambiarla". Lei dice che non se ne intende ed io voglio spendere il minimo indispensabile perché ero così demoralizzato (Alepar e Andreaweb di MusicOff lo possono testimoniare) che se avessi potuto l'avrei data indietro per prendere i soldi e basta: non mi fregava più nulla.
Accendo il portatile e le dico quali sono le papabili in un range massimo di 200 euro di differenza, ma voglio che lei scelga senza pensare al prezzo, ma solo all'estetica; non voglio che mi dica che è vecchia o altro. Lei ci sta e partono le proposte: una Vintage V6icon Thomas Blug, non va, dice che è una 'cinesata'. Strato standard Messico, "Ma non l'avevi già?". Ahia, punto sul vivo e per fortuna non ne capisce nulla (al lavoro però parla con un suo collega di Vintage, mi sa che mi ascolta più di quanto io pensi oppure la mia pazzia è contagiosa). Parto con le Classic50, Classic60: alla Fiesta Red mi dico che stavolta sceglie quella, in fondo è un colore femminile. Mi dice che sembra il colore di un auto. Ma come fa a sapere queste cose? Sarà un caso, ma era proprio così ai tempi. Ultimi due tentativi: "Questa no, questa sìììììììììì!!!!! Questa è UNA chitarra, le altre sembrano troppo finte"; io guardo e non ci credo. Le faccio osservare che ha scelto la più cara del lotto senza saperlo, non le ho mai detto i prezzi, ma dice che a quello devo pensarci io e fare le dovute considerazioni, a lei piace quella.
La mattina stessa esco, vado in negozio, provo solo se non ronza sulle corde basse e la prendo senza nessun entusiasmo e mi spiace veramente un mondo lasciare là quella che mi piaceva tanto, ma mi aveva tradito. Pago la differenza, più di 100 euro ma meno di 200, e torno a casa pensando che è l'11/3/11, la cui somma fa sette (1+1+3+1+1) come le note ed un altro miliardo di cose quando vengo a sapere dalla radio dell'auto del terremoto devastante in Giappone. La cosa mi fa sentire ancora più in colpa: io qui a pensare a due corde che ronzano e là a morire; saprò poi che il peggio doveva ancora arrivare. Insomma non è nata sotto un buon auspicio neppure questa chitarra.
Sabato finalmente seguo il rituale: via la plastica dal battipenna e teniamo per un po' le 010 che mi segnano le dita e mi fanno male ai polpastrelli. La provo per bene e rimango basito: suona alla stragrande!!!!!!!!!!!! La strato più strato che abbia, non cancella quella con il manico scavato per motivi affettivi, ma la mia del 74 non ci fa un figurone in fianco, anzi...
La moglie senza saperlo, oppure no, mi ha consigliato un chitarrone della madonna; quale?
Eccola. Classic Player 60: la chitarra scelta da mia moglie.
sabato 5 febbraio 2011
La mia seconda STRATOCASTER
Purtroppo quando si ha a disposizione solo un mezzo pomeriggio per ricordare i pezzi e un paio d'ore alla mattina per registrare non si possono pretendere buone esecuzioni: ci si deve accontentare che siano solo decenti o almeno non indecenti. Va beh, onore ai brani originali, che sono dei capolavori chitarristici anche se in modo diverso tra loro, e onore ad una 'vecchia' chitarra ;-)
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venerdì 28 gennaio 2011
Una coreana? Ebbene sì!
Ho fatto fuori, come già anticipato nel video del NOVA MODULATOR, la Squier Stratocaster con il battipenna di Botti, un utente di MusicOff, che mi aveva visto interprete del mio assolo migliore in un video (quello di Highway Star).
Suonava anche bene la Squier, anzi benissimo, ma mi sono invaghito di una Strato - che credevate? Sono fedelissimo io! - che non voleva nessuno perché anonimissima al punto da essere senza nome.

Non ho idea del perché questa piccola koreana, già è made in korea, non se la filasse nessuno; probabilmente non ha il blasone delle americane, la sfiga delle messicane, la condanna delle cinesi... insomma, sembra che il successo di una chitarra stia più in quanto se ne parla (o sparla) in un forum che sulle sue reali qualità.
Quindi dopo la Rolling Caster prosegue la mia mania delle strato esoteriche neglette da tutti.
Manico molto bello, satinato con tastiera in acero occhiolinato applicato sopra e segnatasti in abalone (almeno credo); forma del manico direi un modern C e radius 9,5": mi trovo bene, ha 22 tasti e tasti direi medium-jumbo (cioè più grossi dei vintage e meno dei Jumbo)

Diciamo subito che l'ho pure già modificata in quanto il capotasto che vedete non è l'originale, ma uno in osso; funzionava benissimo anche il suo, ma sulla Rolling Caster ho quello in osso e mi piaceva averlo uguale perché lo trovo un ottimo compromesso tra quello in plastica e quello in graffite.
Coreana vuole dire schifo? A me non sembra ed anche se sembra un falso tutte la strato di questo modello sono senza nome ed hanno un logo fatto 'male': o il vecchio o il nuovo come la mia. Sembrerebbe anche del 2004, ma non sto qui a farmi pippe mentali per questo; di sicuro non la producono più e di sicuro è stata una vita in negozio invenduta perché nessuno se la filava. Non è usata, ma nuova.
Carino il reggi-cinghia che è diverso da tutti quelli che ho avuto e sembra pure più sicuro ed ergonomico.

Il ponte è ottimo: si tratta di quello a due perni con sellette in acciaio (che secondo me contribuiscono molto alla chiarezza-tagliente del suono); il blocco dietro pare fatto in ottone così come d'ottone sembrano le boccole inserite nel legno dei due perni. Regolata con 009 con due sole molle in modo che lo stesso ponte stia parallelo al corpo (naturalmente sollevato): posso fare tutti gli equilibrismi di Jeff Beck.

Eccezionale la parte elettronica: ha i seymour duncan di serie e scusate se è poco. Per la precisione sono questi: Seymour Duncan® APS-1N, APS-1RWRP, APS-1B, (Neck/Middle/Bridge) [APS=Alnico Pro Staggered]

Non ha il palettone
, ma ormai ci ho rinunciato; però ha un colore da sbavo e solo sul fianco mi pare di vedere la giunzione dei due pezzi: sul fronte e sul retro non li vedo (ma si sa che io sono accecato).
Frassino leggerissimo: 'sta chitarra è una piuma.

Il look all black del battipenna non mi fa impazzire, ma ho già in mente due possibili varianti usando alcuni dei pezzi avanzati da tutte le strato che sono passate di qui (troppe
)
Le meccaniche sulla paletta sono anonime, ma lavorano benissimo e mal che vada ho quelle marchiate Fender avanzatemi da una strato messicana
; l'ideale sarebbe mettere delle belle autobloccanti per un cambio corde con tempi da pit-stop.
Ragazzi è l'unica volta che suonando una strato devo abbassare gli acuti dell'ampli
Suonava anche bene la Squier, anzi benissimo, ma mi sono invaghito di una Strato - che credevate? Sono fedelissimo io! - che non voleva nessuno perché anonimissima al punto da essere senza nome.
Non ho idea del perché questa piccola koreana, già è made in korea, non se la filasse nessuno; probabilmente non ha il blasone delle americane, la sfiga delle messicane, la condanna delle cinesi... insomma, sembra che il successo di una chitarra stia più in quanto se ne parla (o sparla) in un forum che sulle sue reali qualità.
Quindi dopo la Rolling Caster prosegue la mia mania delle strato esoteriche neglette da tutti.
Manico molto bello, satinato con tastiera in acero occhiolinato applicato sopra e segnatasti in abalone (almeno credo); forma del manico direi un modern C e radius 9,5": mi trovo bene, ha 22 tasti e tasti direi medium-jumbo (cioè più grossi dei vintage e meno dei Jumbo)
Diciamo subito che l'ho pure già modificata in quanto il capotasto che vedete non è l'originale, ma uno in osso; funzionava benissimo anche il suo, ma sulla Rolling Caster ho quello in osso e mi piaceva averlo uguale perché lo trovo un ottimo compromesso tra quello in plastica e quello in graffite.
Coreana vuole dire schifo? A me non sembra ed anche se sembra un falso tutte la strato di questo modello sono senza nome ed hanno un logo fatto 'male': o il vecchio o il nuovo come la mia. Sembrerebbe anche del 2004, ma non sto qui a farmi pippe mentali per questo; di sicuro non la producono più e di sicuro è stata una vita in negozio invenduta perché nessuno se la filava. Non è usata, ma nuova.
Carino il reggi-cinghia che è diverso da tutti quelli che ho avuto e sembra pure più sicuro ed ergonomico.
Il ponte è ottimo: si tratta di quello a due perni con sellette in acciaio (che secondo me contribuiscono molto alla chiarezza-tagliente del suono); il blocco dietro pare fatto in ottone così come d'ottone sembrano le boccole inserite nel legno dei due perni. Regolata con 009 con due sole molle in modo che lo stesso ponte stia parallelo al corpo (naturalmente sollevato): posso fare tutti gli equilibrismi di Jeff Beck.
Eccezionale la parte elettronica: ha i seymour duncan di serie e scusate se è poco. Per la precisione sono questi: Seymour Duncan® APS-1N, APS-1RWRP, APS-1B, (Neck/Middle/Bridge) [APS=Alnico Pro Staggered]
Non ha il palettone
Frassino leggerissimo: 'sta chitarra è una piuma.
Il look all black del battipenna non mi fa impazzire, ma ho già in mente due possibili varianti usando alcuni dei pezzi avanzati da tutte le strato che sono passate di qui (troppe
Le meccaniche sulla paletta sono anonime, ma lavorano benissimo e mal che vada ho quelle marchiate Fender avanzatemi da una strato messicana
Ragazzi è l'unica volta che suonando una strato devo abbassare gli acuti dell'ampli
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