sabato 25 gennaio 2014

Una Stratocaster con il bancomat!

Ok, il titolo è una esagerazione, ma vedere una strato con delle card inseribili per cambiare il wiring dell'elettronica ad uno della mia generazione fa veramente impressione.





sabato 18 gennaio 2014

Il gioco continua...

Sì, il gioco continua perché tale è: un gioco! Piccolo riassunto delle puntate precedenti: in principio era così.



Poi si è trasformata in una normalissima strato con le plastiche tutte bianche come si vede in un mio video: molto anonima, ma forse la più bella.



Dopo ho tentato il look 'all black' che sicuramente dona alla chitarra un look particolare, molto slanciato ed insolito, ma anche forse un po' troppo dark.



Adesso invece è un misto di battipenna bianco, un po' ingiallito naturalmente dall'età, mica poi tanto però, e cover e manopole nere per un potpourri di 'Blackmore' com'era e come è; look strano, ma abbastanza 'fine' anche se farà storcere il naso a moltissimi puristi (penso a Maurothewall ad esempio).



Quello che non si vede nella foto è che ora è lucida di fronte ed un macello dietro perché ho iniziato a fare le prove per rendere la vernice opaca: ho iniziato dietro proprio perché se qualcosa andasse storto posso sempre fermarmi e non continuare davanti. A dire il vero il lavoro nelle parti centrali lisce sta venendo anche bene, solo sul nero si vedono i segni della paglietta di ferro da pentole finissima che ho usato, ma il lavoro non è finito e ho carta vetrata da 400, 600, 800, 1200 e 1500 per rifinire quando riavrò acquisito l'uso del polso dopo il grande lavoro iniziale. Onestamente però averne una anche lucida davanti non mi sembra la fine del mondo anche se le preferisco alla nitro e più opache. Mi sa che concludo la metà di dietro alla belle-e-meglio e poi mi fermo anche se opaca non è affatto male.

Poi, come saprete ho iniziato il 'gioco' del te e del caffè per invecchiare le plastiche ed ho tentato alcuni accoppiamenti possibili. Prima possibilità: battipenna nero e plastiche invecchiate color crema; direi proprio di no, non mi pare di averne vista nessuna così ed un motivo ci sarà pure, no?



Le immagini che vedrete non sono il massimo, ma dopo aver visto quelle con il flash ho scelto queste con ISO più alti perché più fedeli nei colori: il flash sbianca troppo alle volte anche se permette una maggior nitidezza mentre a 'mano libera' il delirium tremens mi prende e sono tutte un pelo mosse e fuori fuoco.

Possibilità numero due: battipenna bianco, ma veramente bianco (quello leggermente ingiallito è ora sulla chitarra sotto le corde), con plastiche invecchiate non da me: cover anni '60 e manopole anni '70. Insomma: il mio solito pasticcio; assomiglia moltissimo a quella vista nel video.



Normalissima, forse sin troppo, ma il battipenna bianchissimo fa tanto chitarra nuova anche se poi non è così vero: la mia strato del '74 ha il battipenna proprio così: bianco immacolato.

Possibilità numero tre: battipenna bianchissimo con plastiche color crema a creare un certo contrasto cromatico.



Esagerato? Sì; nella realtà ho visto cose del genere, specie sulle Squier anni '80, ma le plastiche viravano decisamente più sul giallo e non sul marrone come queste qua. Resta poi il fatto che non ho ancora trovato il modo di sporcare le manopole sulla zigrinatura come succede dopo anni e anni di uso e usura. Come vedete certi segni sono riusciti a farli, anche sulle cover, ma la sporcizia no, quella non so come farla.

Possibilità numero quattro: battipenna mint green invecchiato e plastiche invecchiate - quelle sopra, il misto '60 e '70 -, lavoro fatto da professionisti ed in effetti queste le ho acquistate e nonostante i vari tentativi, sono state a bagno insieme alle altre diventate color crema, queste non hanno subito modifica alcuna.



Questo mix mi piace abbastanza ed a parte il falso della scanalatura del trussrod alla base, la mia ha il mitico 'bullet' in cima alla paletta, si vede abbastanza sulle strato, specie quelle nere e bianche dove fa la sua bella figura. Molto più raramente ho visto questo mix sul sunburst che, manco a farlo apposta, è il colore della mia chitarra.

Possibilità numero cinque: mint green e cover e plastiche color crema per richiamare alla lontana la strato del mitico Rory Gallagher.



Sulla carta questa era la combinazione che volevo quando ho iniziato il 'gioco' del te e del caffè; anzi, ero addirittura convinto di spostare questo mix sulla strato alla nitro stile anni '60 e prendere il mix di là e portarlo su questa con il palettone. Per chi non si ricordasse la strato 'stile Gallagher', l'ho già detto che ancora non le ho trovato un nome, è questa qua sotto.



Però mi spiace cambiare qualcosa a questa strato che sembra veramente uscita bene così; certo le plastiche crema sarebbero più belle, ma sarebbero anche pulite mentre queste hanno quello sporco sulle manopole che fa tanto 'reale' e che io non riesco a riprodurre.

Va beh, il mio sproloquio si conclude qua e credo che divertirà non poco l'amico Son che dice di amare leggere i miei post-fiume e questo lo è sicuramente.

venerdì 17 gennaio 2014

Questa volta un giorno solo, ma caffè e te!

Mi sono focalizzato solo su due set di plastiche - quelle grigiastre le ho rimesse nella 'scatola dei ricordi' - e stavolta le ho messe a bagno nel caffè e nel te anche se solo per un giorno: il risultato è questo qua sotto.



Risultati sempre assolutamente casuali; prima di tutto la luce e il tavolo rendono i colori un po' più caldi di quanto siano nella realtà. Uno dei due set è realmente diventato molto più scuro, anche se per me è il te che funziona meglio, anche se però il pomello della leva, pur provenendo dallo stesso set di plastiche (ricordo che erano in origine sulla Classic Player 60), non ne vuole quasi sapere di scurirsi come le altre parti: mistero! Avevo anche rovinato un po' le parti guardando alcune immagini sul web, ma non mi sembra poi un lavoro molto credibile; persino le scritte sulle manopole che avevo scrostato un po' si sono ricolorate. L'altro set, quello già invecchiato anche se facente parte di due lotti diversi, non hanno subito modifica alcuna: altro mistero.

Di certo c'è che adesso tutto ha un odore di caffè veramente penetrante: il te non aveva questa controindicazione. Altro effetto secondario è che le plastiche si sono leggermente allargate e le cover fanno veramente fatica ad entrare nel battipenna green mint che ho sporcato un po' con del lucido da scarpe marrone: era già invecchiato, ma ho voluto dargli un aiutino. Va beh, ve lo farò vedere un'altra volta: di certo non sono molto vicino al look della Rory Gallagher e non ho idea se monterò mai su una delle mie strato questi miei esperimenti.

giovedì 16 gennaio 2014

Due giorni a bagno nel te

Cosa succede a lasciare le plastiche di una strato due giorni nel te su un calorifero? Beh, come vi dicevo dipende dalle plastiche: ad alcune nulla, ad altre qualcosina ad altre qualcosa. Guardate un po' qua sotto.



Partiamo con le spiegazioni: i tre copri-pickup grigiastri provengono da una Squier che non ho più ed erano già stati un po' rovinati da me usando carta abrasiva, graffi vari e un po' di polvere di matita (ho visto che su alcune strato tendono ad ingrigirsi); è venuto fuori il grigio in modo evidente, specie su uno, ma non hanno assunto alcuna colorazione 'crema' come mi sarei aspettato. Ci sono poi altri 3 copri-pickup, quelli che hanno l'inserimento delle viti con traccia di ruggine, che provengono da un set Montreaux già invecchiato stile '62, pagati un bel po', che non hanno cambiato di una virgola il loro colore: così erano e così sono rimasti. Si vedono poi 3 manopole stile anni '70, già invecchiate, di Fatboy guitars che sono molto belle a vedersi, ma erano di quel colore e sono forse diventate leggermente più ambrate, ma veramente poco poco: anzi, forse è suggestione. C'è poi l'intero set proveniente dalla Classic Player 60, quindi oltre alle cover ci sono le manopole più switch tip più pomello del tremolo, che già erano color crema chiaro che però si sono scurite in modo uniforme. Come prevedevo, e la foto ne è la dimostrazione, le plastiche reagiscono in modo assolutamente casuale. Adesso mi resta da capire come fare a riprodurre i segni del tempo e della ruggine sul bordo delle cover, come si vede nella cover acquistata in alto, e, soprattutto, lo sporco nella zigrinatura delle manopole che fa tanto cosa reale! Avete qualche idea?

martedì 14 gennaio 2014

Follie personali!

Follia numero 1 - Visto che mi aspettano due giornate pomeridiane campali a scuola ecco che oggi ho perso tempo: come? Prima di tutto raccattando un po' di corde della chitarra che avevo in giro per apprestarmi a fare qualche cambio in modo da diversificare le mie strato anche nella loro dotazione 'cordifera': inutile avere le stesse corde su tutte, si tratta di trovare l'accoppiata vincente su ogni chitarra. Ho ravanato solo in due custodie, delle cinque che ho, ed è saltato fuori questo.



Prima ancora di procedere però al cambio corde, che mi occuperà molto tempo perché tanto non ho fretta alcuna, dovrò farmi un documento sul PC, magari in excel - sì, siamo alla frutta -, in modo da ricordarmi quali corde ho su quale chitarra e la data del cambio. Sembra un'esagerazione, ma a parte su una strato sulla quale so aver montato delle Elixir l'anno scorso, poi non ricordo quasi più nulla dei miei 'pit-stop' chitarristici; sapete com'è... l'età avanza e 5 chitarre non sono uno scherzo.

Follia numero 2 - Quindi ho preso in mano la strato senza nome... già, sarebbe la quarta e cioè quella che ha il manico della Classic Player 60 e il corpo Warmoth verniciata alla nitro etc. - se avete proposte per il nome proponete pure - e mi sono accorto che ha un bel relic, ma il manico troppo nuovo, poco credibile. Mi sono armato di carta vetrata finissima su cui avevo 'grattuggiato' un po' di mina di matita ed ho cominciato a strofinare leggermente il retro del manico. Poi ho passato dello Scottex di carta in modo da eliminare il nero in eccesso, che altrimenti mi sarebbe finito sulla mano mentre suonavo, ed ho ripetuto il tutto 2-3 volte. Non mi sembra venuto malissimo ed è pure abbastanza credibile IMHO.



Vediamo se e quanto resiste, ma sono speranzoso; mal che vada ripeto il lavoro sino a quando mi stufo. Vorrei anche 'invecchiare' leggermente i segnatasti bianchi sulla tastiera, sono veramente luccicanti, ma non so bene che strategia usare e quindi per ora non li tocco.

Follia numero 3 - La schiscietta!



Che c'è in quel contenitore che è tenuto al caldo sopra un termosifone? Magari la Cassoeula?

Dai guardate meglio :-D Sto cucinando alcune delle parti in plastica delle mie strato per invecchiarle. No, no: le mie strato sono tutte intere, ma ho talmente tanti pezzi in giro che mi avanzano che ho preso 10 bustine di te infimo e le ho messe in un contenitore comprato per l'occasione (non vorrei mai che la moglie...); quindi ho messo dentro 9 copri-pickup di colori diversi, 3 manopole e altre robette nella speranza che capiti qualcosa. Non sono ottimista perché le plastiche 'moderne' resistono a tutto e quindi anche al te, alle temperature del termosifone etc., ma la mia speranza è che si scuriscano per metterle poi da qualche parte. Perché tutto questo? Perché ho scoperto che Monster Relic non esiste più e Fatboy si è messo a fare pickup anche se forse se chiedessi a lui... mi ha sempre fatto le cose che volevo su ordinazione. Va beh, vediamo se succede qualcosa altrimenti... altrimenti... altrimenti nel contenitore ci metto la cassoeula che mangiata oggi la digerisco nel 2015, forse.

sabato 11 gennaio 2014

#5

Vediamo quanti di voi si ricordano che stavo testando un pedale nuovo per una neonata ditta italiana? Uhm... vedo poche mani alzate: male! Mi riferisco a questo mio post, tra l'altro uscito il giorno del mio compleanno; avevo fatto pure il video! Quello era un pedale appartenente alla prima serie che ho testato e quindi restituito al costruttore con annesso scambio di mail con alcune considerazioni mie su pregi e difetti dello stesso. Quindi dopo poco tempo è partita la nuova produzione dello stesso pedale con, udite udite, alcune migliorie che provengono in parte anche da quelle considerazioni che in parte avevo fatto anche nel mio video. Non ho la superbia di credere che mi abbiano dato retta più di tanto anche perché buona parte dei test e degli elementi critici erano già stati individuati: insomma io ho solo confermato quello che il costruttore aveva già capito. Prima di Natale è partito il nuovo esemplare che, per una stupida incomprensione tra me e la portineria della mia scuola, se ne è stato in vacanza dal 23 dicembre al 6 gennaio; sì, periodo di chiusura della scuola e pedale chiuso prigioniero in una stanza a me inaccessibile per tutti quei giorni. Il 7 gennaio mi presento in portineria ed ancor prima di aver fatto un'ora di lezione alle 7.30 ero già in possesso del 'nuovo' pedale: questa volta il numero 5! Purtroppo è periodo di scrutini e pagelle e quindi il pomeriggio stesso l'ho passato a scuola e quindi prova rimandata al giorno dopo; giorno dopo altra pomeriggio a scuola, ma nella pausa pranzo, tra le 13 e le 14, faccio un salto a casa e badato alle faccende domestiche - fare il letto e svuotare lavastoviglie - salto il pranzo e via di pedale! Penso che tutti i miei vicini si siano accorti che non ho mangiato :-D.

Prima di tutto diciamo che il pedale si trova in un imballo a prova di qualsiasi urto: ha una confezione che è nata per essere spedito e quindi penso che il mercato principale sarà quello online anche se so che presto si farà un giro anche in Inghilterra e, probabilmente, in Germania. Non verrà trascurato neanche il mercato latino in quanto il suo costruttore ha origini sudamericane e quindi non ha problemi di lingua ed è giusto che il suo lavoro giunga sino a lì. Nella confezione ho trovato i soliti gadgets della prima, 2 adesivi, la scheda del prodotto con la certificazione che è stato testato, questa volta è plastificata, e non più i piedini di gomma del pedale in quanto sono già stati applicati al pedale stesso. Tante parole quando bastava mettere un'immagine: eccola!



Oggi, finalmente, l'ho potuto provare meglio, complice la moglie fuori, e... mi sono divertito: i miglioramenti ci sono stati e non da poco. L'alimentazione finalmente è giusta, in stile BOSS, e quindi non c'è più l'inversione di polarità: non era un problema insormontabile, ma così è più standard. Curiosamente però il mio pedale porta ancora il simbolo sbagliato e quindi ho dovuto chiedere conferma al costruttore che fosse stato risolto quel problema (comunque c'è un sistema di protezione interno in caso di polarità errata nell'alimentazione); tra l'altro, dopo un paio di prove, ho deciso di alimentarlo sempre a 12 volt perché secondo me rende meglio e... ho una presa dell'alimentatore a 12 volt libera che è lì a far niente ;-). Internamente sono stati aggiunti due dip-switch che permettono al pedale di funzionare in modalità Clean, quella più calma, oppure Overdrive, quella più cattiva, anche se la differenza, pur essendo udibile, non è enorme.



Sta scritto pure sulla PCB come vanno settati i dip-switch.



Secondo voi che settaggio ho usato? :-D

Già, ma come suona? Direi molto meglio rispetto alla versione precedente: più gain, anche se di poco, ma soprattutto nettamente più silenzioso. Nella modalità Germanium è soprattutto un boost, almeno a me piace usarlo così, invece nella modalità Germanium+Mosfet tira fuori una grinta insospettata ed anche se tendenzialmente è un light overdrive. Dato che il canale clean del mio Blackstar lo uso nella modalità in cui praticamente non 'cruncha' mai, neologismo orribile, oggi l'ho provato sul canale OD dell'ampli, cosa che di solito non faccio mai. Sorpresa: suona bene. Allora ho tentato una regolazione un po' estrema: abbasso il gain dell'ampli un pelo, porto lo Spettrodrive in modalità cattiva con gain non esagerato, ore 9, e setto i controlli di tono a mo' di treble booster e... becco un suono alquanto blackmoriano. Mica male, no? Comunque è un pedale pieno di incognite nel senso che non ho ancora imparato a domare il sistema EQ che è alquanto particolare con quel filtro passa-basso che è la prima volta che mi trovo a dover regolare. Una cosa è certa: non è un pedale che stravolge il suono dello strumento o dell'ampli; anzi, fa l'esatto contrario: esalta quello che avete. Insomma se già non siete contenti del vostro suono questo pedale non può fare miracoli, ma se volete esaltare quello che avete e dargli un marcia in più allora ci siamo, può fare per voi. Non è il solito tube screamer dopato, non è l'ennesimo Marshall-in-a-box, non è niente di quanto ho provato sinora: non che abbia provato tutto, ma qualcosina sì. Forse mi ricorda un po' il Timmy come trasparenza e, se modero molto gli alti, il Fat Boost della Fulltone, ma ha un carattere suo tutto particolare.

Video? Appena posso lo farò, ma non a breve perché ha ancora non pochi aspetti che devo ancora scoprire: ma forse questa è la parte divertente anche se, avendo la pedaliera piena zeppa, non ho idea di dove mettertelo. Che sia giunto il momento di farmi una mini-pedaliera di fortuna per tornare alla semplicità estrema?

sabato 4 gennaio 2014

Anno nuovo, look nuovo!

Ok, ok, mi sono anche tagliato i capelli che non toccavo da prima dell'inizio delle vacanze estive - sembravo proprio un pastore bergamasco, intendo il cane - ma non mi riferisco a questo nel titolo del post, ma alla tormentata vita estetica della mia 'strato del bù'. Tra l'altro la chiamo così nei video anche se poi la cartella che contiene le sue immagini si chiama VGcaster (si leggerebbe ViGicaster che ricorda un po' il diminutivo del mio nickname, ma magari questo nome lo dirotto sull'altra strato; ok, è ufficiale: ho troppe strato!); comunque sia, sempre senza cambiare le corde che ormai hanno 6 mesi sul groppone con montaggi e smontaggi vari, ho tentato un nuovo look. Mi sono anche impegnato a farmi piacere il 'tortoise' pickguard, battipenna tartarugato, quello alla John Mayer, sia con plastiche bianche, sia crema, sia nere: niente da fare, non riesco a reggerlo più di tanto. Ho provato il battipenna mint con le plastiche aged, ma sapeva di già visto: te credo è praticamente la Classic Player 60 che è all'origine di questa chitarra! E allora? Allora ho tentato l'accoppiata consigliatami ormai mesi e mesi fa dall'amico Son of Aleric: metto insieme due ere blackmoriane e cioé gli anni '70 con gli anni '80. Come? Così!



Contro ogni previsione, ecco perché questa combinazione non l'avevo mai provata prima, non mi dispiace. Ho provato anche a mettere le manopole bianche, ma quasi quasi preferisco questa 'carnevalata'; di certo non ne ho viste molte in giro così e forse un motivo ci sarà: fa un po' schifo, eppure... eppure mi sa che la tengo così per un po'. Avevo anche già pensato di invecchiarla tanto che la moglie sconsolata, povera donna, mi guardava mentre cercavo tonnellate di te di bassa categoria da Auchan per mettere a bagno il tutto, me compreso, per avere una tinta 'vintage' globale, ma rimaneva il grosso scoglio del ponte moderno, con alberini abbassacorde compresi, che vorrei comunque tenere così per avere un ponte 2 pivot funzionante in tutta la sua morbidezza. Alla fine è venuta più 'fine' di quanto pensassi e l'effetto 'arlecchino' non mi sembra poi così osceno.

Ok, vediamo quanto dura! :-D