mercoledì 9 novembre 2011

Ma un pedale è fatto di così poco?

Naturalmente io non so resistere alla tentazione di aprire un pedale... Stavolta però avevo anche la scusa giusta: la manopola del GAIN a inizio corsa gracchiava un po' e quindi ho deciso di usare un po' lo spray apposito per pulire i contatti. Cominciamo con il dire che trovare lo spray è stata cosa tutt'altro che semplice: ho girato tutto Leroy Merlin e nessuno dei commessi sapeva bene dove mandarmi; alla fine l'ho trovato nella sezione utensileria a fianco di sgrassatori, vasellina, olio per catene, svitol, antiruggine etc. Ma!!!!!!!!!

Ero molto curioso di aprire il pedale perché, come si dice sul web, sarebbe un clone del Timmy, clone al punto che la Danelectro l'ha dovuto ritirare dal mercato per evitare guai. Per questo motivo al suo interno mi aspettavo meraviglie tecnologiche: lo apro e la prima cosa che mi colpisce è la costruzione abbastanza strana: due mini circuiti stampati sovrapposti per stare in quello spazio risicato. Il mio primo pensiero è stato: ma non potevano pensarlo più semplice? Va bene il look, ma per riuscire a far stare il circuito stampato in quel contenitore tanto strano si sono dovuti inventare le doppie schede da collegare tra di loro con degli spinotti microscopici. Anche i potenziometri del GAIN, VOLUME e ALTI /BASSI, quest'ultimo concentrico, sono piccolissimi e parecchio difficili da raggiungere al punto che devo praticamente smontare la scheda superiore per accedere al piano di sotto. Ma la cosa più incredibile ancora è che il pedale sembra fatto di niente. :-?



Ho delle grosse difficoltà a maneggiare il tutto dato le dimensioni piccolissime, evidentemente chi monta questi pedali ha delle manine da lillipuziano! Ma osservando ancora più da vicino noto che le 'piste' sul circuito stampato sono veramente poche ed anche i componenti elettronici sono ridotti proprio all'osso :-o



Ok, non ho visto il retro di questa scheda, ma dalle saldature non sembra esserci molto di più; possibile che un pedale, anche se solo booster, sia fatto di così poco? Non ho aperto un Timmy, ma se dopo averlo preso e speso 200 e passa euro mi trovassi davanti a così poco mi 'inquieteri' non poco. Boh! Di certo il Timmy sarà ben più complicato, ma se si riesce ad ottenere qualcosa di simile con meno perché affidarsi a qualcosa di molto più costoso? Va beh, io non faccio testo, non sono il mitico RAFFUS!

Comunque funziona alla grande e fa proprio quello che voglio io: 'boosta' in maniera limpida, quasi cristallina volendo e se alzo il GAIN di un po' il pulito si sporca che è una bellezza.

P.S. - Per la cronaca sono riuscito a rimontarlo bene nonostante i miei 'ditoni' e la mia miopia/presbiopia/astigmatismo (ce le ho tutte io!)

lunedì 7 novembre 2011

New entry: Danelectro Transparent Overdrive v1

Ero alla ricerca di un boost che alzasse un po' il suono, ma fosse pulitissimo, quasi cristallino e l'avevo individuato nel Timmy di Paul Cochrane: gran pedale! Già, ma anche gran prezzo e reperibilità alquanto difficile; anche usato sta sui 180 euro che non sono pochi per avere solo un leggero boost e allora? Allora ho trovato un video su Youtube dove si paragonava quel pedale ad un altro molto meno blasonato e costoso: le mie orecchie vintage rovinate da anni e anni di rock non notavano poi questa grande differenza e così mi sono messo a cercare informazioni. Il pedale è il Danelectro Cool Cat Transparent Overdrive, nome lunghissimo e quindi d'ora in avanti lo chiamerò CTO 1, che però non è più in produzione. Perché? Perché il signor Paul si è accorto che era un po' troppo simile al suo 'pargolo', alcuni dicono copiato, ma io ci credo poco a quest'ultima teoria; di certo suonavano talmente simili che alla Danelectro hanno deciso di farlo scomparire dalla produzione e farne una versione 2 (ecco perché ci sono la V1 e la V2). Per informazione le malelingue diconono che la V2 suoni molto simile all'OCD; per me sono leggende metropolitane. Comunque anche dal web ho capito che la V1 era la mia in quanto molto cristallina dove invece la V2, quella attualmente in vendita, risulta essere molto più grossa e granitica. Sono andato nel mio negozio di fiducia ed ho provato il Timmy: eccezionale! Ma 220 euro sono una mazzata per uno sfizio, quindi ricerca su Mercatino Musicale, ma il CTO V1 è letteralmente scomparso dai mercatini di tutto il mondo e, come tutte le cose circondate da leggenda, chi ce l'ha se lo tiene o sono finiti tutti in qualche spazzatura. Un bel mistero, non c'è che dire. Ma sono fortunato perché quest'estate trovo un simpatico e gentile utente molisano che ne ha in vendita uno e gli chiedo se lo vende; nessun problema se non fosse per le imminenti vacanze mie e sue. Si rimanda tutto a dopo, ma dopo lui riprende a suonare in un gruppo e decide di tenerselo; va beh, lo capisco e in fondo beato lui che suona in un gruppo. Poi, senza che io lo gufassi, il gruppo si scoglie e lui mi contatta per chiedermi se lo desidero ancora; devo dire che in questo è stato molto gentile. Io ho appena preso l'I-ODS e quindi sono preoccupato di avere un doppione così gli chiedo se può aspettare mentre lo provo per accertarmi che siano pedali diversi. Lui gentilmente me lo tiene bloccato ed io faccio le mie prove; il pedale di Luca Villani è un'altra cosa anche se può fare da booster, ma io intendo usarlo in altro modo e così decido di prenderlo. Costa 1/4 del Timmy ed oggi è arrivato qui da me.



L'aspetto più che modesto direi che è strano anche se la scocca è robustissima; i controlli sono messi in una zona difficilissima da raggiungere, che può essere un bene o un male, e non si vedono per nulla quando si è in piedi, ma questo è un pedale che una volta regolato si dimentica, almeno questa è la mia opinione.



L'ho provato e fa esattamente quello che volevo io: è un clone del Timmy? Onestamente non so dire, suonano molto simili, ma quello che a me interessa non è che sia uguale, ma che faccia quello che voglio io e lo fa quindi :)

sabato 5 novembre 2011

Operazione nostalgia: Vigilius story

"Qui è proprio cultura e diffusone della cultura musicale, la storia,


da beethoven, ai rainbow, ritchie, e gli aneddoti dello Zio.."


Con queste parole l'amico Craftsman commentava i miei due video riguardanti i miei 50 anni e la mia esecuzione dell'Inno alla gioia; penso che sia uno dei complimenti più belli che mi abbiano mai fatto. Morale della favola ho cominciato a ripensare la 'mia' storia musicale e quello che ho fatto in epoca non sospetta e soprattutto quando molti dei ragazzi di oggi manco erano ancora nei 'pensieri di Dio'. Del mio passato ho conservato poco perché... perché allora non mi sembrava importante ed anche se io conservo quasi tutto alcune cose sono proprio sparite chissà dove. Quindi cerco di offrire dei flash, specie visivi, dei tempi che furono: qualcuno ricorderà qualcosa e forse gli scenderà anche qualche lacrimuccia, altri l'avranno sentito raccontare da qualche zio o parente, altri, i giovanissimi, sorrideranno perché mi prenderanno per pazzo.

All'inizio non fu una strato, lo so è incredibile! Ho ritrovato solo un'immagine di quel periodo che mi permise comunque di imparare a suonare la chitarra, ma è un'immagine già tarda perché risale più o meno al 1980 ad uno dei miei primi LIVE seri in quel di BG (del mio passato astigiano e del mio primo gruppo ho ritrovato solo alcune registrazioni di cui potete sentire qualcosa in questo post).



Lo so, sembro un beota, ma non avevo neanche 20 anni e mi sembrava di essere un musicista vero perché facevo quattro accordi giusti: beata gioventù e beata ignoranza. Questa è un'immagine comunque importante perché è il primo concerto del mio gruppo storico (rimasi con loro sino al 1995-96, quindi un bel po') che non aveva ancora assunto il suo nome definitivo: ci chiamavamo "Tuono"! (che vergogna!) Facevamo quasi 2 ore di concerto e non avevamo neanche 10 pezzi in repertorio: roba da folli, ma allora si usava così, anzi no, si usava 5-6 anni prima, ma a noi importava poco.

Intanto nella mia cameretta sognavo di diventare un grande, come? Semplice: montavo due faretti colorati alle luci del letto mio e di mio fratello, mettevo dietro di me il poderoso ampli da 15 watt con cui ho imparato a suonare - un transistor puro che non aveva manco l'ombra di una distorsione; notato le dimensioni del cono? Bravi, sembrava un cono gelato! - e con le mancette della nonna e dei parenti tutti, allora si usava così oltre a fare la cresta sul mangiare quando andavo a Milano all'Università (cioé mangiavo meno per risparmiare i soldi per le corde, i plettri etc.), mi ero preso ben due pedali che si intravedono in basso: un chorus che non ricordo (preso dando dentro l'EH Small Stone originale oggi ricercato, io e gli affari siamo un tutt'uno) e un altro EH che mi piaceva un sacco e che si chiamava Hot Tubes che altro non era che un simulatore di ampli a valvole (allora manco sapevo cosa fosse una valvola, sapevo solo di volere un Marshall perché c'era sulla copertina di Made in Japan).



L'effetto scia l'ho ottenuto allungando il tempo di esposizione della macchina fotografica e muovendomi di conseguenza; macchina fotografica Canon rigorosamente analogica con pellicola, quella cosa che i giovani non sanno cosa sia, e dovevi aspettare minimo una settimana per sapere se la foto fosse riuscita o meno (spesso molto di più perché stampare costava e quindi usavo gli ultimi 3-4 scatti rimasti di un rullino da 36 pose di qualche vacanza estiva). Lo so, sto parlando arabo per molti di voi, ma fidatevi, non racconto bugie. L'immagine sopra risale al 1984 ed avevo già la strato fiammante tanto sognata la cui storia trovate qua.

Per ora mi fermo qua anche perché probabilmente non interesserà a nessuno, ma conto di andare avanti ;-)

mercoledì 26 ottobre 2011

Arrivato!!!!!


Eh già, il buon Luca di I-Spira non fa solo pickup, ma si è messo a costruire anche questo gingillo molto, ma molto interessante. A dire il vero so che farà il suo ingresso anche in un altro settore della musica e sarà un 'botto' senza precedenti, ma andiamo con ordine. Ieri, giorno del mio 51° compleanno, senza che io lo sapessi è partito un pacco, non bomba per mia fortuna, verso il profondo nord della penisola (va beh, ho esagerato un po'). Ancor prima che lo pagassi il buon Luca, che a mio parere ragiona più da artigiano e da musicista che da commerciante, mi ha spedito la sua ultima creazione: un pedale overdrive.

Lo so, lo so, io sono quello che la saturazione o la fa l'ampli o nisba; ma si invecchia e la curiosità di provare qualche nuovo suono che non sia quello di un Marshall a manetta o di un Fender super-pulito (quello che tenta di fare il mio piccolo Blackstar) mi sta stuzzicando non poco e da molto tempo. Quello che ho tra le mani non è un semplice pedale, ma un vero e proprio premplificatore che prende come punto di riferimento il suono di una specie di leggenda tra i chitarristi: il Dumble Overdrive Special. Ecco quindi spiegato il nome di I-ODS!



L'oggetto arriva in una scatola forse un po' anonima, ma stilosa e con un'ottima imbottitura che protegge il piccolo gioiellino riminese.



Eccolo estratto dalla scatola che già lascia intravedere il suo carattere molto fashion e molto Made in Italy: niente fronzoli, ma tutta sostanza.



Ma siccome sono un depravato ho deciso di spogliarlo: lo voglio 'nudo' per far risaltare la sua anima nera con scritte gialle.



Comincio subito con il dire che anche l'aspetto esteriore denota un aspetto molto professionale: la verniciatura è ottima e spessa, si capisce subito che è robusta e le serigrafie sono fatte con tutti i crismi e non, come ho visto su certi pedali che si definiscono boutique, degli orribili adesivi che potrei stamparmi in casa pure io. Ma la sorpresa arriva quando lo osservo dal davanti e noto che il buon Luca, che sa che io amo tutto personalizzato, ha apposto la sua firma ed una piccola dedica.



Tutti sanno quanto io sia curioso e secondo voi potevo non aprirlo? Certo che no! (mi auguro così facendo di non infrangere nessun segreto industriale)



La stessa pulizia e ordine esteriore è sintomo di pulizia e ordine interiore: proprio come diceva sempre la mia nonna e dico sempre io in classe. Ma la sorpresa arriva quando per riavvitare il coperchio posteriore scopro che è firmato anche internamente con uno scoop mica da poco: guardate!



Ho il numero 1 di un pedale italiano: troppo figo!!!!

 

Ah già, dimenticavo: come suona?

Non lo saprete mai!!!!!! ;-) :lol:

domenica 9 ottobre 2011

Ci sono ancora!!!!

Mamma mia, quanto tempo è passato!!!!!!!!!!! Sono due mesi che non scrivo qua e me ne scuso, ma il tempo è veramente tiranno. Spero al più presto di riprendere a fare qualcosa, ma devo organizzare meglio il mio tempo e trovarne per fare i miei video 'deliranti'. Purtroppo quest'anno non ho il 'giorno libero' a scuola e quindi non ho nessuna mattinata da dedicare alle registrazioni dei miei video; se a questo aggiungiamo che in 10 giorni ho avuto e avrò 7 pomeriggi impegnati capite bene che non solo non ho il tempo per fare i video, ma manco di prendere in mano la chitarra.  A questo aggiungo che sto anche impegnandomi di nuovo sull'altro fronte dei miei hobby e cioè il volo virtuale: anche l'altro blog languiva ed ho ricominciato a fare qualche voletto credendo che nessuno più si ricordasse di me e del mio giro del mondo 'virtuale' e invece... e invece tutti a farmi di nuovo i compimenti e persino gente nuova che mi segue. Comunque non disperate che qualcosa si muoverà anche qui: ho iniziato in modo molto timido e soft a modificare la mia Strato Classic Player 60 e a breve dovrebbe arrivarmi un pedale tutto italiano che naturalmente recensirò appena imparerò ad usarlo. C'è anche chi sta cercando di farmi un altro pedale artigianale molto 'Richie oriented'... insomma non sono morto, almeno per ora ;-)

martedì 9 agosto 2011

The making of ... (parte 2)

Ed ecco la seconda parte del video con in mezzo un inserto pubblicitario demenziale :lol:  e sorpresona finale. A dire il vero il brano finale, poi scartato, è stato suonato un po' a caso senza ripassarlo o provarlo prima: sono andato un po' a memoria ed è il secondo take (nel primo avevo clamorosamente sbagliato la scala conclusiva).





lunedì 8 agosto 2011

The making of... (parte 1)

Mettendo insieme gli outtake delle registrazioni audio-video della Rolling Caster ed aggiungendo qualche informazione cerco di spiegare come realizzo i miei video. L'idea me l'ha fatta venire il commento a questo blog di Thesonofalerik (sappi che è colpa tua! ;-))

Il racconto è diviso in due parti: una già su Youtube è quella che vedete qui, l'altra è in caricamento.
Mi spiaceva buttare via, come mio solito, gli altri spezzoni musicali realizzati e quindi... ve li beccate qua :lol: