venerdì 24 giugno 2011

Pedaliera: nuova versione (adesso basta!!!!!!)

Prosegue il mio tentativo di prepararmi la pedaliera perfetta che dev'essere leggera, ma completa, chic, ma non troppo costosa, bella, ma non vistosa, insomma... non esiste!!!! Cominciamo con il dire che leggera non è: 7 kg. di roba tutti stipati in questa valigietta che ha una lunga tradizione.



La Pedaltrain che vedete fu del grande AndreaZozz prima (Andreaweb di MusicOff), passata poi di mano al Raffus - l'essere mitologico mezzo uomo e mezzo pedale, sempre di MusicOff - ed infine giunta immeritatamente a me e non ne sono sicuramente degno, ma tenterò di tenere alto il nome della tradizione. Sono nel pieno degli Esami di Stato, ma oggi corregge l'altra classe quindi ho l'intera giornata libera: in compenso avrò il sabato tutto impegnato per le correzioni, mattina e pomeriggio :-(

Moglie al lavoro = cucina libera :-)

Si rifà la pedaliera e questa volta la voglio definitiva (le ultime parole famose...) Anche se non ne ho parlato sempre in questa sede, i miei esperimenti, prove, checkup, test ecc. sono continuati nei ritagli di tempo e sono giunto alla versione 3.0, almeno credo, della mia tribolata vicenda 'pedalofila' (occhio a leggere bene!) Per prima cosa si dispongono ordinatamente gli attrezzi sul tavolo con pedaliera e pedalozzi ;-)



Ordinatamente è una parola grossa: anche cambiando il punto di vista il caos regna sovrano (ma io trovo tutto ;-))



Sto comunque attento a non rigare il tavolo, ma sul bancone cucina ho pronto il nastro isolante con la mia solita mania di tenerlo così per comodità (che rimanga tra noi e il web però :lol:).



Come avete fisto ho preso la Fuel Tank Classic per alimentare il tutto: a dire il vero l'alimentatore della BOSS e la daisy chain, collegamento multiplo, funzionavano benissimo, ma il nuovo delay funziona a 12 volt e quindi si imponeva un rifacimento totale: o presa multipla e trasformatori in giro oppure alimentatore singolo dedicato per tutto. Mi sono tenuto aperto le due opzioni, ma alla fine ho scelto la seconda ed ho cercato di realizzarla. Non è stato facile perché la Pedaltrain è veramente piccola: mettere l'alimentatore sotto non se ne parla a meno di mettere dei piedini di gomma nuovi, ma altissimi; si poteva aggangiarlo esternamente al lato lungo, ma si perdeva  manegevolezza e la pedaliera sarebbe entrata a fatica nella borsa; incastrata nello spazio dietro i pedali ci stava, a patto di far fuori i piedini di gomma dell'alimentatore, ma poi non ci sarebbero state le pipette dell'alimentazione che sporgevano troppo o sulla fuel tank verso l'alto o sui pedali in profondità. Bel problema; tra l'altro dovevo lasciare dello spazio libero dietro al Flashback per la presa mini-usb che è quella che permette il caricamento dei toneprints. Stamattina mi sono svegliato prestissimo, alle 5 :-( e mi è venuta l'idea: ho una daisy chain con le pipette angolate se la tagliuzzo riesco ad ottenere dei cavi di alimentazione che dovrebbero starci. Pensato, fatto! Ho incastrato la Fuel Tank, ho tagliato la daisy chain in varie sezioni, nastrato con l'isolante i terminali scoperti, collegato il tutto e fatto una prova: funzionava tutto! :-)

Torno indietro e rimetto tutto sul tavolo; così non si può andare in giro, voglio ordine e praticità! Se vi state chiedendo perché ho aperto il Flashback la risposta è semplice: il pedale ha dentro due mini-switch di cui uno serve per decidere se avere il true bypass o un buffer. Ho fatto la prova ed ho deciso di lasciare il buffer non perché perdessi segnale - la pedaliera è piccola e non ho cavi lunghi - ma perché dopo aver cambiato le valvole del pre del Blackstar con delle Tung-Sol Gold 'matchate' sono riuscito, tramite il buffer, ad avere un pizzico di acuti frizzanti in più e come sapete io amo gli acuti.



Allora con pazienza certosina mi metto a fare ordine tra i cavi: sono pignolo, lo so, ma 'l'ordine esteriore è sintomo di ordine interiore' (lo diceva mia nonna, lo ripete sempre mio padre e lo dico pure a scuola quando inciampo nelle cartelle lasciate in giro dai miei studenti disordinatissimi, dentro e fuori). Ecco il risultato sotto la pedaliera: eh, già, ho messo ordine anche sotto, sono fissato io!



Più che fissato mi sa che sono kantiano: guardate che roba!



Avevo pensato pure di inclinare i pedali leggermente in avanti mettendo una doppia striscia di velcro, ma fatta la prova risultavano poi essere troppo 'molleggiati' e non mi piaceva 'sta cosa. Però una pedaliera si suona dal sopra e non dal sotto e quindi ho messo ordine anche lì. Non vi dico la difficoltà di allineare i pedali che hanno le prese IN-OUT perfettamente speculari che vanno ad ostacolarsi tra di loro; menzione di merito al pedale Marshall che ha non solo le prese messe in alto, vista la sua altezza, ma anche il pulsante inclinato in avanti cosa che trovo molto più ergonomica rispetto ai 'piattoni', in fianco.



Così è svelata anche la new-entry del giorno (veramente di ieri prima di andare a fare assitenza alla seconda prova): il T-Rex Replica, delay senza preset, ma con il tap tempo, di sapore analogico, raccomandato dal Raffus, ma preso di testa mia (e quando mai non faccio così?) Ha vinto a mani basse la sfida con il suo fratello povero Reptile2; a dire il vero non c'è stata proprio gara vista la netta superiorità del Replica. Bene, bene, devo studiare un altro modo di suonare e di usare il delay: queste sfide mi piacciono, mi tengono 'vivo' e mi costringono a non ripetere le mie abitudini. Certo è una pedaliera stranissima: due pedali usati e per di più low-cost affiancati a due delay, di cui uno decisamente snob, che messi insieme costano più di una strato messicana: sono da ricovero! Ma non c'è abbastanza ordine per me ed allora... ideauzza... nell'immagine sotto si vede come ho messo ancora più ordine al tutto.



Tutto questo diventa la borsa chiusa che avete visto all'inizio: 7 kg. di pedalozzi da mettere nel send/return. Seguire il percorso del segnale è facilissimo: basta seguire i colori dei jack ;-) Il segnale arriva nel polytune tramite il jack angolato nastrato di bianco: perché nastrato? Semplice perché ho messo una bella striscia di nastro bianco anche sull'altro capo del jack ed un'altra striscia di nastro, sempre bianco,  sulla parte superiore dell'ampli in modo da indovinare il 'buco' senza andare per tentativi (9 volte su dieci sbagliavo, acc...) Tornando al segnale fa il suo bel giro ed esce dal MicroAmp con il jack angolato nastrato di nero con la sua corrispondenza sull'ampli ;-) Mi sento figo per aver pensato 'sta cosa (dai, lasciatemelo credere). Con questo routing posso fare lo scemo da solo: come? Sul Flashback mi faccio un loop di chitarra pulita, ho a disposizione 40 secondi in mono, poi posso passare sullo sporco, temporizzare il Replica e farci sopra un solo strappalacrime: troppo forte!!!! (troppo scemo!)

Sarà finita così? Direi che per i 4/5 ci siamo; se sposto fuori il polytune avanza lo spazio per un altro pedale che, se non ha i jack proprio lì potrebbe essere anche più largo del dovuto, ma che pedale? E se fosse un altro delay?

Fermatemi...


ermatemi...


rmatemi...


matemi...


atemi...


temi...


emi...


mi...


i...


:lol:

giovedì 16 giugno 2011

Corona chorus: ciao, ciao!

Dopo il NOVA Modulator ha preso il via della permuta anche il Corona chorus al quale ho fatto: "ciao, ciao!"



Il Marshall Regenerator, pur con tutti i suoi limiti, mi soddisfa di più di molti pedali blasonati: sarò folle? Probabilmente sì, ma sono fatto così. Sia ben chiaro: suonava benissimo e i toneprints sono una grande cosa e velocizzano la ricerca del suono, ma... Ma lo trovavo troppo asettico anche se era bellissimo. Ha fatto il suo mestiere egregiamente e si è ben distinto in due piccolissime esibizioni LIVE, ma il Regenerator lo sento più vicino alla mia 'anima sporca' di rockettaro incallito.



La 'mia' pedaliera perfetta sta così prendendo forma ed ha già raggiunto un paio di punti fermi che è meglio di niente. La ricerca dell'eco che sostituirà il NOVA delay è sempre in atto anche se, nell'attesa, sto imparando ad usarlo pure benino; sono proprio senza speranza. ;-)

Una cosa è certa: alla fine di questa odissea, che in parte ricorda quella della ricerca dell'ampli, saranno più i pedali che ho dato via di quelli che ho tenuto: 'roba da matti!'

martedì 14 giugno 2011

Un pedale proletario: Marshall Regenerator

Oramai la mia pedaliera sta andando verso il suo completamento con l'aggiunta di pezzi poco pregiati, ma confacenti al mio stile ed alle mie 'poche' esigenze di qualità. Il pedale l'ho già presentato anche in forma 'aperta' in un post precedente, ma volevo comunque farvelo ascoltare visto anche che in rete si trova poco su di esso. Spero sia di vostro gradimento anche se, come al solito, ho dovuto fare tutto in fretta e furia a causa della cronica mancanza di tempo. Un ringraziamento al mitico Raffus e AndreaZozz (alias Andreaweb) sempre presenti nei miei pensieri quando si tratta di pedalame vario ;-)





martedì 7 giugno 2011

Una pedaliera per ogni occasione

Ricordate che ho smantellato la mia vecchia pedaliera? Eh già, ne sto preparando una nuova, forse due, più piccole con il minimo indispensabile. Però, nel frattempo, devo affrontare due mini-esibizioni: anzi, una si è svolta sabato scorso. E allora? Allora ho montato una pedaliera 'ad hoc' per quell'occasione specifica; dovevo suonare Diamante di Zucchero con la sola elettrica + flauto + voce (una mia alunna che, tra l'altro, in Lombardia ha fatto parte del coro del tour di Elisa). Mi sono inventato un suono 'liquido' con chorus e delay con modulazioni a tempo sui ribattuti.



Come potete constatare ho utilizzato il minimo indispensabile per l'occasione: switch del Blackstar, di per sè inutile, ma non si sa mai, il Microamp MXR, inutilizzato anche lui, il Flashback delay, ha ancora i settaggi di sabato scorso con l'utilizzo del toneprint di default, il Corona chorus, con suono 'budinoso' derivante dal toneprint di Govan (anche questi settaggi sono visibili nell'immagine), alla fine avevo modulato sia il delay sia il suono diretto e ne usciva un suono veramente molto 'instabile', e l'accordatore che non si sa mai (non utilizzato neanche questo: sono talmente paranoico che alle 8.00 del mattino la strato era già perfettamente accordata e tale è rimasta per l'ora e passa successiva dopo la quale ho suonato io). Cominciamo con il dire che ho maledetto in ordine: 1) la TC Electronic perché ha messo gli IN ed OUT esattamente in linea; 2) la George L che fa dei jack un po' troppo voluminosi che una volta inseriti sono perfettamente speculari sui pedali, anche l'MXR li ha nello stesso identico posto. Alla fine o si scalano un po' oppure si perde un po' di spazio ogni volta: alla fine sommando lo spazio perso si scopre che sarebbe venuto fuori la distanza per un altro pedale :-x

Va beh, questa è fatta, ma giovedì si suona ancora: niente di speciale 4 brani all'interno dello spettacolo teatrale dell'altra scuola in cui lavoro. Stavolta c'è un mini-gruppo composto da me, un mio collega al canto e acustica e 3 alunni al canto, basso e batteria. Repertorio soft, ma diverso e quindi... oggi mi sono fatto una pedaliera diversa. Usando la stessa base, la pedaltrain mini appartenuta prima ad Andreaweb e poi al 'mitico' RAFFUS ed ora arrivata ignobilmente a me, ho cominciato a giocare stile 'puzzle' per far coincidere il tutto. Dopo aver maledetto ancora i jack George L che saranno comodi, ma sono ingombranti, maledetto il fatto che i cavi già tagliati per l'altra pedaliera, la versione 1.00 :lol:, o erano lunghi o erano corti, sono arrivato a questo risultato che è perfetto per quello che mi servirà giovedì prossimo.



Ok, sono rimasti fuori lo switch dell'amplificatore e il Corona chorus: quest'ultimo in questo momento risulta essere veramente un 'surplus': suona pure bene, ma il nuovo Marshall Regenerator mi basta e messo nel send/return dell'ampli non è poi rumoroso più di tanto. Il NOVA Delay, che fa tanto cockpit F-14 Tomcat, di fatto è già in permuta, ma grazie al mio amico del negozio ho ottenuto di tenerlo sino a spettacolo fatto, poi lo cambierò con... vedremo, ho in mente 2-3 alternative meno scenografiche.

Per ora è tutto: passo e chiudo! ;-)

lunedì 30 maggio 2011

Piccole (strane) pedaliere crescono

Nonostante abbia a breve un piccolo concerto, la mia instancabile ricerca della pedaliera perfetta prosegue senza sosta con cadute di stile, ma anche scoperte interessanti. Farò fuori la ToneTrunk della T-Rex non perché non sia ottima, tutt'altro, ma perché ho scoperto che avere i pedali su due file, una in basso e una in alto, non fa per me: troppi equilibrismi per saltare a destra e sinistra, sopra e sotto. Io sono per le cose il più semplici possibile e quindi sto andando verso la semplificazione che non vuol dire meno, anzi forse è il contrario. Il Maxon GE601, l'equalizzatore azzurro, non è già più con me: provato, usato, trovato rumoroso e, per il mio modo di suonare, inutile. Scambiato alla pari con una Pedaltrain Nano.
Sì, lo so, tiene pochissimi pedali, ma per la mia idea va benissimo. Già, ma quale è la mia idea? Semplice farmi non una, ma ben due pedaliere da usarsi in modo componibile a seconda delle occasioni (quali poi?); una andrà nel send/return dell'ampli, l'altra starà di fronte  tra ampli e chitarra, insomma cercare di conciliare il meglio dei due mondi. Il NOVA Delay e Il NOVA Modulator prenderanno la via della permuta sempre in nome della semplificazione; certo l'amico Thesonofalerick mi odierà per questo - niente pedaliera stile cockpit dell'F-14 Tomcat - ma avere 9 + 9 presets tra i due marchingegni mi costringeva ad uno sforzo di memoria notevole per ricordare dove fosse quel suono e sembravo più un ballerino di Tip-Tap che un chitarrista (ammesso che io lo sia). Oltre tutto mi accorgevo che stavo ripetendo pari pari i suoni che avevo sul mio rack ed allora che scopo aveva il tutto? Nessuno: montavo il rack sul Blackstar ed era fatta, no? Invece, senza rinnegare il passato, voglio provare a suonare come facevo prima del rack con tutti i miei pedalini e con un suono solo o poco più a testa. In quest'ottica mi serviva qualche modulazione e mi sono rivolto al mio fornitore di fiducia: la TC-Electronic che con l'ultima serie di pedali non sembra sbagliare un colpo. Preso il Corona Chorus anche per la comodità dei Tone Prints, un suono già fatto da chitarristi famosi, che posso caricare a piacere nel pedale grazie alla sua porta USB (è talmente diventato un piccolo computer un pedalino che inserito nel PC mi ha pure chiesto l'aggiornamento del firmware che ho prontamente fatto). Eccolo qual il Corona Chorus!

No, niente video dimostrativo di questo pedale, almeno per ora, per il semplice motivo che ne è pieno Youtube e quindi basta cercare per essere sommersi di esempi sonori. Pulito e freddino come tutti i prodotti TC-Electronic, ma anche silenziosissimo ed efficiente. Il chorus è un effetto che non mi fa impazzire perché lo trovo poco interessante, preferisco phaser e, scoperta ultima, il vibe, ma lo spazio a disposizione è pochissimo, come fare? Cerca e ricerca ho trovato un pedale che fa un po' di tutto; l'amico Raffus mi direbbe che pedali simili non esistono ed alla fine non riescono a dare nulla con una qualità alta ed ha ragione, ma... ma se uso il phaser una volta al mese, il vibe pure meno etc. che me ne faccio di tanta qualità per poi non sfruttarla? Alla fine qualcosa di mediocre è più che sufficiente. Già, ma il pedale in oggetto non lo trovavo: nel mio negozio di fiducia non lo tengono perché, parola del mio amico: "Io certe cinesate non le tengo perché ho una mia deontologia da rispettare! Il mio target è la qualità, quindi..." In effetti mi ha fatto provare in alternativa un pedale boutique da spavento: un MOD ZERO che fa di tutto, praticamente due pedali in uno. Da una parte chorus/vibrato, dall'altra Flanger/Vibe.

Mi sa che il mio amico mi fa più di orecchio fino di quanto io sia; il chorus è da sballo, caldo e avvolgente, ma tutti gli altri suoni sono difficili da ottenere perché ogni millimetro di spostamento delle varie manopole ti catapulta in mondi sonori sempre nuovi e sconvolgenti. Spendere quasi 300 euro per avere un ottimo chorus e 300 complicazioni per ottenere altri suoni credibili non fa per me. Vado nel negozio concorrente ed alla richiesta del pedale da me prescelto mi viene detto che sono il secondo che lo chiede da sempre; non c'è dubbio, ho scelto qualcosa di strano. Torno a casa e guardo su Mercatino Musicale se lo vende qualche negozio; c'è e ne trovo uno anche usato a quasi metà prezzo, chissà dove sarà... provincia di... BERGAMO!!!!!!!!!!!!!!!!!! Vuoi vedere che ho trovato l'altro che l'aveva chiesto? :lol: Lo contatto senza molte speranze e mi risponde in 10 minuti; ci mettiamo d'accordo e oggi, dopo appena un paio di giorni, in solo 15 minuti di auto vado e lo prendo. Torno a casa e lo provo: è quello che volevo. Non è perfetto, un po' rumoroso, ma pesa una cifra, se ti cade su un piede te lo spacca, ed ha un'aria robusta incredibile. Sul web c'è ben poco su di esso, ma alla fine è un tuttofare che per le mie esigenze basta e avaza. Ma cos'è? Eccolo!

Già, un pedale Marshall, mai visto vero? Se guardate bene scoprite che il RG-1 Regenerator Modulation, questo il suo nome, mi permette di avere: Vintage chorus, Modern chorus, Flanger, Phaser, Step Phaser, Vibe. Non male vero? Il mattoncino, dato il peso, viene appoggiato su una delle mie pedaliere e fa il suo lavoro; ok, fruscia un po', ma solo in distorsione, e forse non eccelle in tutto, ma il suo 'sporco' lavoro lo fa. Se amate la qualità cristallina state alla larga, meglio il Corona chorus, ma il Vintage chorus del piccolino è bello caldo, il Phaser credibilissimo e il Vibe accettabile. Dato che io sono un inguaribile curioso lo apro e guardo dentro.

Sembra complicato, ma immaginate il mio stupore quando scopro che il circuito stampato si alza e sotto nasconde di tutto, tra cui un altro circuito.

Sarà anche un pedale cinese, ma di sicuro non hanno lesinato sulla complessità e la progettazione millimetrica: un bel lavoro di miniaturizzazione, forse il leggero fruscio che sento ad alti livelli di gain ha una sua spiegazione in questo caos di fili.



A questo punto ci vorrebbe un bel video anche perché sul WEB c'è veramente poco su questo pedale, ma non ho tempo, magari più in là se ne avrò tempo; intanto le mie pedaliere continuano a svilupparsi seguendo una vita propria che segue sentieri poco battuti dai grandi esseri mitologici quali il Raffus: l'essere che è mezzo uomo e mezzo pedale! (va a finire che un qualche fuzz me lo faccio :wink:)

giovedì 19 maggio 2011

Considerazioni filosofiche sul compressore

Premessa
Sono solo considerazioni sparse mie, una specie di autocritica per tentare di capire me stesso e le mie esigenze; prendetele pure per elucubrazioni di un pazzo, ma secondo me qualche spunto interessante su cui disquisire ci potrebbe anche essere.
Poi non è mai troppo tardi per imparare: dai propri errori e dagli altri ;-)

La teoria
Da Wikipedia:

"Il compressore per chitarra è un effetto tra i più usati in svariati generi, tra cui il metal e il rock, ma soprattutto il blues e il funky.
Questo effetto comprime il segnale sonoro in una banda più stretta (regolabile attraverso un potenziometro). Il risultato che si ottiene è un segnale in uscita tutto allo stesso volume, particolarmente adatto per i riff puliti del funky. Il compressore ha anche la funzione di rendere più intelligibili i soli senza aumentare troppo la distorsione, ma questo causa spesso fastidiosi rumori di fondo.
A causa del fatto che la compressione si traduce in una perdita di guadagno, il compressore consente di aggiungere una quota fissa di volume al segnale di uscita in modo tale da poter sopperire alla riduzione del livello sonoro del segnale. È importante notare che la compressione ha l'effetto di potenziare i passaggi più leggeri (che hanno volume più basso) all'interno di un brano, in modo tale che alla fine l'estensione dinamica verrà schiacciata; In altre parole, se si guarda all'effetto netto i suoni forti risulteranno indeboliti, mentre quelli deboli potenziati."

La pratica
Perfetto, questo è quello che sapevo anch'io per quanto riguarda il compressore. Come sapete ne ho preso uno anche di discreta qualità: per chi non lo sapesse questo qua sotto.



Oggi l'ho potuto testare un'altra oretta e faccio le mie considerazioni che partono dalla mia esperienza con questo pedale, ma penso che in buona sostanza vada bene per tutta la categoria.

Considerazione 1
Prima di tutto comincio con il dire che è silenziosissimo e questo è sicuramente un pregio dato che una certa rumorosità è insita nella concezione stessa della compressione: se alza i segnali deboli è chiaro che qualsiasi fruscio tenderà ad essere evidenziato in modo esponenziale. Naturalmente mi riferisco al suono pulito, ma anche aggiungendo gain il pedale rimane silenzioso, il fruscio che casomai evidenzia viene da altre fonti e non da lui.
L'ho scelto dopo attenta ricerca perché lo volevo trasparente e se settato in modo corretto è assolutamente inudibile la differenza tra pedale acceso e pedale spento: altro pregio.
Ma non voglio fare la recensione di questo pedale bensì entrare nello specifico di cosa fa un compressore: comprime! Bella scoperta: ma che vuol dire?
Vuol dire che quando faccio un arpeggio pulito tende a livellare il volume di tutte le note da me plettrate: figo! Già, ma, credeteci o no, già lo so fare io con il plettro e le mie mani; 30 anni di esperienza mi hanno portato a 'comprimermi' naturalmente al punto che se le note non escono più o meno allo stesso volume lo considero un errore mio. Certo è comodo specie nelle posizioni intermedie della strato anche perché fare così è nella sua natura. Il compressore da me utilizzato, ma praticamente tutti, ha anche un volume perché all'aumentare della compressione aumenta il volume e viceversa - di per sé non è così, ma la percezione 'elementare' è proprio questa e sarebbe lungo spiegare cosa veramente succede - e quindi bisogna far interagire le due cose. Alla fine sapete quale è l'impostazione che mi piace? Compressione a ore 9, praticamente inesistente, e recupero del volume perso tramite la manopola corrispondente: in pratica lo uso come leggerissimo boost aumentando leggermente il volume negli arpeggi e compensando così la possibile perdita di intelligibilità quando provengo da una ritmica (naturalmente parlo sempre di suoni puliti).
Ma allora usato in questo modo a che mi serve un pedale così? Probabilmente a nulla!

Considerazione 2
Ok, adesso provo ad usarlo, sempre sui puliti, facendo un'accompagnamento ad accordi, praticamente facendo 'strumming'. Qui, dopo l'inserimento, tutto viene appiattito sullo stesso volume: sarà comodissimo in fase di registrazione, ma da ascoltare è odioso, fastidioso. Non sopporto la totale mancanza di dinamica alla mia plettrata: a me piace molto dare gli accenti mentre suono la ritmica e passare dai piani ai fortissimi. I piani ci sono, ma i fortissimi vengono... compressi - ma va! - e la musica mi sembra diventare improvvisamente piatta, senz'anima. Ho provato anche semplicemente a fare un Do aperto ed un Sol facendo scivolare il plettro corda per corda: senza il pedale inserito trovo che il suono sia bellissimo, arioso, vibrante con spazio... appena inserisco il compressore e rifaccio la stessa cosa di colpo si perde 'l'ariosità', il respiro tra una corda e l'altra, lo spazio, tutto viene perfettamente inscatolato in una griglia perfetta dove ogni nota è uguale alla precedente ed alla successiva: noioso insomma!
Che senso ha che abbia preso un amplificatore valvolare che dovrebbe esaltare la dinamica di chi suona se poi inserendo questo effetto la stessa dinamica viene uccisa?

Considerazione 3
Ho provato, sempre sul pulito, un pseudo attacco simile all'assolo di Another brick in the wall di Gilmour e qualche piccolo lick alla Knopfler per testare il compressore sui soli. In questo caso ho volutamente girato di più la manopola della stessa, ma non riesco ad andare oltre la posizione di ore 9 perché già lì siamo al limite per i miei gusti, e l'effetto di schiacciamento della nota nel suo attacco iniziale è evidentissimo. La compressione qui 'limita' il picco e costringe il picco della mia plettrata risultandone quello 'schiacciamento' tipico della compressione sulle note singole; la percezione è netta e trasforma il tutto con un attacco che a me ricorda, neanche tanto vagamente, la musica country dove le note sono spesso tutte molto intelligibili e dall'attacco netto e preciso.
Anche qui potete crederci o no, ma un effetto simile lo riesco ad ottenere grazie ai miei plettri durissimi ed allo stoppaggio immediato della note dopo la plettrata; certo, non è la stessa cosa, ma non è che sia poi lontano anni luce da tutto ciò. Che sia un altro caso di 'compressione' esecutiva? Cioè in pratica ho imparato a suonare in modo 'compresso' senza far uso del compressore? Una cosa però ve la devo proprio dire: odio quando plettro sempre più forte ed esce sempre lo stesso volume, mi sento frustrato :x L'aiuto che la compressione mi dà su note deboli o sui pianissimi lo posso anche accettare di buon grado, anche se nella mia testa lo interpreto sempre come un mio deficit esecutivo, ma l'odio profondo che mi viene quando picchiando sempre più forte su quella corda non riesco a non ottenere nulla di più di quel limite che io ho impostato sul pedale... beh, è assolutamente frustrante, come già detto.
Mi sento limitatissimo dal punto di vista esecutivo a poche sfumature.

Considerazione 4
Proviamo ad inserire l'altro canale dell'amplificatore e ad alzare il gain: qui proprio non ho capito a cosa possa servire. L'ampli distorto a valvole tende già a comprimere di suo e quindi l'utilizzo di un compressore, per quel poco che ho capito, lo trovo se non inutile quantomeno ridondante. Sui soli dovrebbe livellare le note ed aumentare il sustain: la prima cosa forse la fa, ma non ne ho mai sentita la reale esigenza, in fondo basta saper controllare bene la pennata; la seconda la ottengo con un buon vibrato della mano sinistra. Sapete dove aiuta? Sugli armonici artificiali, ma anche qui se fossi abile come Jeff Beck probabilmente potrei farne a meno.
Ritorna la domanda: mi serve davvero?

Considerazioni finali
Onestamente non lo so. Sono contento di averne finalmente capito l'utilizzo, anche grazie alla frequentazione di questo forum, ma ho come l'impressione di trovarmi in una situazione alquanto contraddittoria. Da una parte ho voluto l'amplificatore valvolare per avere il gusto del tocco dinamico e dall'altra mi ritrovo ad avere un pedale che limita questa cosa; da una parte voglio un'ampli che sia in grado di far risaltare le mille possibilità delle mie mani e della mia plettrata e dall'altra ho questo pedale che riduce queste possibilità. Insomma mi pare che il compressore lavori un po' sullo stesso principio dei file ZIP o degli MP3: in origine ho un insieme di dati notevole che viene ridotto, compresso appunto, ai soli elementi essenziali, parte dell'informazione mi pare che vada persa come se avessi una fotografia sfocata dell'originale. Checché mi si dica io ritengo che un MP3 non suonerà mai come un file Wave originale perché parte dell'informazione è andata persa: ok, forse non ho un orecchio fine al punto da capirlo, ma nel caso della chitarra forse sì e sapete perché? Perché nella chitarra non ho un solo senso che funziona, se non altro ho anche il tatto e lì non c'è santo che tenga: se picchio più forte e non suona più forte ci rimango malissimo, è come se ci fosse uno scollamento tra quello che voglio e faccio e quello che sento. Attenzione: non sto dicendo che non serva a nulla, sugli arpeggi aiuta e non poco, ma ha senso saltare sul pedale solo ogni volta che devo fare 2 arpeggini? Insomma devo concentrarmi più sui piedi che sulle mani? (la battuta che suono con i piedi è troppo scontata e quindi evitatela ;-)) Io pensavo di poterlo sempre inserire e dimenticarmene ed invece? Invece o lo setto praticamente al minimo al punto che lo neutralizzo oppure mi ritrovo nella situazione che ogni pennata mancante di dinamica, praticamente tutte le mie, mi ritrovo a ricordarmi che c'è una specie di palla al piede che mi impedisce di esprimermi al massimo.

Considerazioni filosofiche
Cosa ho imparato per ora? Che nonostante mi consideri un rockettaro privo di gusto e di finezze evidentemente un certo gusto per il tocco devo averlo sviluppato anche se a mia insaputa altrimenti non si spiegherebbe il mio imbarazzo e la mia frustrazione quando non sento uscire dall'ampli esattamente quello che le mie dita vogliono esprimere (sarebbe forse più giusto dire che 'provano' ad esprimere).

Insomma è come se mi trovassi a dipingere la realtà con una tavolozza di colori molto limitata, due soli colori: il bianco e il nero. Ma la realtà è molto più ricca e sfaccettata; mi sembra di essere nella situazione di Hegel quando criticava la filosofia di Schelling: "è come la notte in cui tutte le vacche sono nere".

mercoledì 18 maggio 2011

Idea pazza: e se...

E se mandassi al macero la pedaliera precedente, mi tenessi il flashback e poco altro ed usassi solo questa?



Già, ma cosa tenere? Forse non dovevo cadere nell'abisso dei pedali, ma senza delay non so stare e quello va messo nel S/R - appena provato di fronte e proprio sui distorti non ci siamo - insomma in che guaio mi sono cacciato?
Comunque la tentazione di semplificare al massimo tutto è veramente fortissima: vedremo!