sabato 13 dicembre 2014

Ricordi...

Giornata uggiosa e piovosa, d'altra parte siamo a dicembre e quindi c'è poco da lamentarsi, e quindi navigo pigramente sul web quando capito sul sito dell'Eco di Bergamo e scovo quest'articolo.



Se non volete leggere tutto l'articolo vi basti sapere che bisogna porre l'attenzione su un nome: Fabrizio Frigeni.

Ok, adesso facciamo un passo indietro e vi racconto una cosa che avevo promesso tempo fa e che poi ha lasciato perdere perché non importante, almeno fino a quando l'articolo sul quotidiano locale non me l'ha fatta tornare in mente. Ormai circa un mesetto fa, forse di più, ero nel 'mio' solito negozio di musica quando un signore con una cuffietta in testa, stile The Edge, mi guarda sorridendo ed io dentro di me penso: "Il solito che mi ha visto su Youtube e sta ridendo di me". Ormai non ci faccio più caso perché è capitato altre volte e l'amico CUT ne sa qualcosa. Si avvicina e mi fa: "Non mi riconosci?" Lì per lì rimango stupito, ma velocemente mi va l'occhio su un manifesto del negozio: per la precisione questo qua sotto.



"Ah! Ma sei Fabrizio!" "Certo, fa lui". Poi mi fa avvicinare al manifesto e punta il dito su due nomi: "Li vedi questi due nomi? Sappi che sono lì per colpa tua!" Indica i nomi di Blackmore e Malmsteen   :-) .

Ma come mai è 'colpa' mia? Lui è il figlio di un noto musicista bergamasco, Gino Frigeni, che ha pure pubblicato un libro sui musicisti di Bergamo del secolo scorso: per chi è curioso basta andare a leggere qua. Per chi non è curioso ecco a voi una foto del Vigilius che fu!



Già su quel libro ci sono pure io; ma prima di tutto specifichiamo che io non sono quello con la barba, ma quello con il giubbetto di jeans con le toppe - ce l'ho ancora anche se non ci entro più - e gli occhiali da Top Gun (anche quelli hanno una lunga storia e sono ancora con me, ma questa ve la risparmio   ;-) ). In effetti una foto che dice poco, meglio metterne una in cui ero 'in azione'.



Ma ritorniamo al racconto. A metà degli anni '80, periodo più o meno dell'immagine sopra, io provavo tutti i sabati pomeriggio nella 'taverna' (meglio definirla cantina-bunker scavata nel sottosuolo bergamasco con ancora i mattoni rossi risalenti chissà a quale secolo) di Gino Frigeni, appunto, che si trovava in via Moroni sotto il suo negozio di acquari da lui gestito con passione e cura; a dire il vero a me risulta che sia ancora lì e lo testimonia anche Google Maps con Street view! Tutti i sabati entravo in negozio con la chitarra, salutavo Gino e un bambino che era sempre seduto lì a fare i compiti perché aveva appena iniziato le scuole medie. Quel bambino è Fabrizio, cioè quello del poster sopra. Io ho sempre saputo solo questo, ma Fabrizio mi ha raccontato, proprio in quest'ultimo incontro, quello che succedeva a mia insaputa. Racconto quello che mi ha detto andando un po'  a braccio, ma il senso è quello: "Ricordo quando venivi tu a suonare con la Kronos Band nel negozio di mio padre; io facevo i compiti ed ascoltavo in lontananza tutti i vostri pezzi. Ricordo specialmente il tuo suono: distorto, ma pulitissimo! (era la JCM800 nuda e cruda!) Un suono perfettamente cucito addosso al tuo modo di suonare (parole sue, qui potrei virgolettarle in toto perché mi hanno colpito): ancora oggi non so come tu facessi ad essere così pulito con tutta la potenza del tuo ampli!" Imbarazzato non sapevo cosa dire, ma mentre in negozio i due commessi, amici di una vita, e qualche cliente si erano tutti fermati ad ascoltare la storia lui continua così: "Ma ora ti dico una cosa che tu non sai: quando iniziavate a suonare quel brano 'classico' io mollavo i compiti e correvo giù per le scale ad ascoltarvi per capire come facevate e c'era quel pezzetto in mezzo che sembrava una danza... voi non mi vedevate perché ero in cima alle scale, ma io vi spiavo". Il pezzo a cui si riferisce è Difficult to cure dei Rainbow che altro non è che un arrangiamento dell'Inno alla gioia di Beethoven che non arrangiavamo a nostro modo: l'arrangiamento dell'arrangiamento. Un pezzo che è rimasto nel cuore anche a me 'malato di musica classica' al punto che sul canale Youtube l'ho rifatto  pubblicato nel giorno del mio 50° compleanno.

Ora Fabrizio è un chitarrista anche abbastanza affermato: ha suonato per gli 883, Syria, ha innumerevoli partecipazioni a vari tour di artisti pop italiani quali: Bertè, Meneguzzi, Zero, Pausini, Dirisio etc.; insomma è un turnista, ha suonato musica classica in versione rock anche con un'orchestra - forse quello che è sempre stato il sogno della mia vita - ed ha persino avuto una chitarra signature dalla Bacchus. Ridicolo vero? Lui è famoso ed io non lo riconosco; io non sono nessuno e lui riconosce me. Era già capitato un'altra volta, anni e anni fa, di incontrarlo da Media World ed ancora una volta è stato lui a riconoscere me: lui era in tour con gli 883 o Max Pezzali, non ricordo bene, e lui se ne usciva dal centro commerciale con dei CD; "Li riconosci?" mi fa. Erano Deep Purple in rock e Fireball. Ma quanti musicisti bergamaschi ho 'rovinato'? A questa domanda risponde Ste, uno dei 'commessi' del negozio - che poi commessi nel senso stretto del termine non sono visto che sono gli esperti addetti alle chitarre uno ed ai bassi l'altro più i figli del proprietario etc. - "Ha rovinato anche me se è per quello". Risata generale di tutti. "Ti ho visto suonare sugli spalti di Sant'Agostino (uno dei punti più belli e rappresentativi delle mura venete bergamasche); non sapevo neanche cosa fosse una chitarra ed una Fender prima di vederla in mano a te!" Ste ora, oltre a lavorare in negozio, suona in un gruppo blues molto affermato nel settore, Midnight Breakfast, ed ha appena finito di incidere un CD in Inghilterra. Nel passato ha persino aperto a Milano un concerto di un tale B.B. King: la sua foto con il 'maestro del blues' è in negozio.

Poi io e Fabrizio abbiamo continuato a parlare di chitarre, effetti... e mi ha fatto anche ridere dicendo che come si suonava una volta oggi, purtroppo, non si suona più e quelli veri erano quelli come noi. Noi? Ma se eravamo a tecnica zero, ignoranza musicale totale, solo tanta passione e incoscienza! Mi ha anche detto che quando fa il turnista si presenta con una pedaliera astronave con su un po' di tutto, il produttore dice che suono vuole e lui... voilà, lo tira fuori. Poi il produttore dice che non va bene e gli indica alcuni cambiamenti: lui fa Tip-Tap un po' di volte e ne propone un altro ricevendo l'approvazione del produttore. Spesso è lo stesso di partenza   :-D . Mi ha confidato che il suo sogno è una pedaliera fatta di pedali tutti vuoti e suonare dritto nell'ampli con po' di delay: mi sa che questo l'ho rovinato proprio io!!!!!!!!!!

Tutto questo che ho raccontato è solo un ricordo: non sono uno importante, ma evidentemente nell'ambiente musicale bergamasco si ricordano di me. Qualche mese fa incontro un altro 'dei miei tempi' (Fabio) che mi guarda e fa: "Ma tu sei quello che suona nella Kronos Band!" In realtà suonavo perché anche se quel gruppo è ancora in attività (ogni tanto mi cercano) non ne faccio più parte da più di 20 anni, ma mi identificano con quel nome e quel periodo storico. Poi a quelli presenti in negozio fa: "Questo è quello che sa suonare, non come me!" E se ne va portandosi via sotto braccio una pedaliera all-in-one BOSS ME-80; veramente io di lui ricordo che suonava benissimo Clapton, altre che bravo io: Clapton non so manco da che parte si inizia a suonare!

Giovedì scorso ero in negozio a prendere i famosi cavi del post precedente ed un signore della mia età si avvicina e fa: "Ma tu sei quello appassionato di Deep Purple che fa i video su Youtube?"

AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sono un mostro!

Nessun commento:

Posta un commento