lunedì 29 dicembre 2014
Anno nuovo chitarra... vecchia (seminuova)!
Visto che avevo un'oretta di tempo ho deciso di farla tutta passando la cera 'elimina-graffi' dell'automobile anche sulla parte anteriore della Strato del bù: risultato decente IMHO! Sembra un controsenso perché prima ho tolto il lucido e l'ora l'ho rimesso, ma è evidente che chi la pensa così non ha idea dello strato di vernice poliuretanica che c'era prima :eek: . Adesso è 'lucidina', stile nitro, ed è uno strato trasparente risibile che viene via strofinandolo energicamente un paio di volte.
Il vero problema è il sunburst di questa chitarra che mi è sempre piaciuto poco in quanto troppo scuro: la cera ha dato un po' di luce in più, ma non ha cambiato i termini della questione. Forse quando in origine aveva il manico suo con tastiera in palissandro si notava meno, ma ora con l'acero la mancanza del giallo per me si nota troppo! Comunque sia la chitarra suona e suona in modo più che dignitoso nonostante sia un 'misciot' di tanti pezzi diversi: da questo punto di vista il pickup Suhr Landau al ponte ha fatto un vero e proprio miracolo e si sposa alla perfezione con gli altri due provenienti da un set della Guitarset David Gilmour (già, ho fatto fuori il pickup al ponte più potente che era quello che caratterizzava il suono di Gilmour). Ne è venuta fuori una strato che non esiste e cioè: la 'mia' Strato Vigilius Edition ovvero la 'signature dei poveri' fatta a mano in casa! (si vede che è molto 'ruspante', ma non mi dispiace affatto)
domenica 28 dicembre 2014
Esperimento
Ho fatto un altro esperimento: guardate le due immagini e poi ditemi cosa ne pensate ;-) .


Meglio il fronte o il retro?
Meglio il fronte o il retro?
mercoledì 24 dicembre 2014
martedì 23 dicembre 2014
Piano B
Oggi sono stato nel 'mio' negozio di fiducia e in 30 minuti sono successe tante cose: prima di tutto ho visto vendere in diretta la mia, "ex-mia", RollingCaster: fa una certa impressione vedere un ragazzo guardare tante strato usate, prendere 'quella', andare nella saletta e provarla - Little Wing e i Saxon, che ho suonato giusto settimana scorsa pure io per provare il nuovo pedale - uscire e dire che la prendeva. Pure la custodia era la mia e ci sono dentro anche le molle che mi avanzavano etc., io faccio le cose per bene :wink: . Ha poi chiesto alcune caratteristiche ed allora Stefano gli ha detto di chiedere a me che ero il 'vecchio' proprietario: facciona sorpresa! Gli ho spiegato dei pickup I-Spira, del circuito fatto in modo da avere anche la selezione manico-ponte stile Tele etc., la RollingCaster è uscita e stavolta mi sa che non la rivedrò più. Nessun rimpianto, ma era un'ottima chitarra che avevo saputo migliorare alla grande e che stava accordata in modo spettacolare sempre (chiedere a Cut): ci facevo 3 ore di prove senza mai aver bisogno di toccarla. Questa cosa la rimpiangerò di sicuro!
Quindi ho dato un'occhiata a tutte le Suhr nuove appena arrivate e... splendide chitarre, nulla da dire! Non le ho provate perché... perché tanto 3000 euro non li ho, ma persino l'humbucker mi è stato detto che suona solo leggermente più rotondo di un single coil, ma è la strato senza i difetti della strato.
Quindi a tradimento, dopo aver saputo che in negozio ci sono due vintage vere, una del '62 ed una del '66, appena arrivate da londra e dal prezzo improponibile, mi è stata messa sotto il naso una custodia, anzi un flight case di quelli veri con su scritto un nome: Yngwie Malmsteen.

Lei, la 'Play it loud' originale, identica a quella dello svedese: c'è pure la paletta spezzata e incollata nuovamente, la tastiera scallopped, molto poco a dire il vero, marcia dal sudore, gli stessi identici segni... ne esistono solo 100 in tutto il mondo ed una è a BG lasciata da un tizio che ne ha 3! :eek: Una cosetta da 15.000 euro: un giro mi sarebbe piaciuto farlo, ma è quasi un'opera d'arte che si ha paura a toccare tanto è cara - di certo non per paura di rovinarla - e poi è ben al di là di ogni considerazione morale.
Ma a cosa si riferisce il 'Piano B' del titolo? Semplice: alla pedaliera B! Non è che sono finito nel film Jurassik Park con il sito B, ma quasi :-D . Se la pedaliera principale, che ancora non c'è, mi lasciasse a piedi come potrei fare? Semplice, basta averne una di backup anche se di minor valore giusto per finire la serata: da notare che serate in programma ancora non ce ne sono! Ma anche portarsi avanti indietro la pedaliera alla sala prove con chitarra e ampli - si sa: ho solo due braccia! - non è il massimo della comodità (e non l'ho mai portata alle prove!) quindi una pedaliera di riserva fa sempre comodo e, tra l'altro, aiuta a capire molte cose. Ho preso i pedali che non uso in quella 'ufficiale' e mi son fatto una pedaliera secondaria - Piano B, appunto - per vedere come suona; ecco, suona, come sempre, con il mio suono!

Ci sono differenze con l'altra? Sì, ma non tante come uno potrebbe pensare. Certo, alcuni pedali-B sono cloni di quelli 'ufficiali' e quindi è naturale che suonino uguali al 90%, ma ho anche scoperto che aggiungendo un delay, che avrei anche già pagato se mi accontentassi di un Mooer, potrei già suonare tranquillamente senza dannarmi ulteriormente. Da notare che alimento tutto con un alimentatore BOSS e daisy chain, i cavi di collegamento sono dei Reference: uno costa quasi come uno dei pedali!
Curioso, vero? Anni di prove, recensioni, permute, scambi, prove per arrivare qua? Alle volte 'less is more' come direbbero gli inglesi: meno è meglio come diciamo noi.
Quindi ho dato un'occhiata a tutte le Suhr nuove appena arrivate e... splendide chitarre, nulla da dire! Non le ho provate perché... perché tanto 3000 euro non li ho, ma persino l'humbucker mi è stato detto che suona solo leggermente più rotondo di un single coil, ma è la strato senza i difetti della strato.
Quindi a tradimento, dopo aver saputo che in negozio ci sono due vintage vere, una del '62 ed una del '66, appena arrivate da londra e dal prezzo improponibile, mi è stata messa sotto il naso una custodia, anzi un flight case di quelli veri con su scritto un nome: Yngwie Malmsteen.
Lei, la 'Play it loud' originale, identica a quella dello svedese: c'è pure la paletta spezzata e incollata nuovamente, la tastiera scallopped, molto poco a dire il vero, marcia dal sudore, gli stessi identici segni... ne esistono solo 100 in tutto il mondo ed una è a BG lasciata da un tizio che ne ha 3! :eek: Una cosetta da 15.000 euro: un giro mi sarebbe piaciuto farlo, ma è quasi un'opera d'arte che si ha paura a toccare tanto è cara - di certo non per paura di rovinarla - e poi è ben al di là di ogni considerazione morale.
Ma a cosa si riferisce il 'Piano B' del titolo? Semplice: alla pedaliera B! Non è che sono finito nel film Jurassik Park con il sito B, ma quasi :-D . Se la pedaliera principale, che ancora non c'è, mi lasciasse a piedi come potrei fare? Semplice, basta averne una di backup anche se di minor valore giusto per finire la serata: da notare che serate in programma ancora non ce ne sono! Ma anche portarsi avanti indietro la pedaliera alla sala prove con chitarra e ampli - si sa: ho solo due braccia! - non è il massimo della comodità (e non l'ho mai portata alle prove!) quindi una pedaliera di riserva fa sempre comodo e, tra l'altro, aiuta a capire molte cose. Ho preso i pedali che non uso in quella 'ufficiale' e mi son fatto una pedaliera secondaria - Piano B, appunto - per vedere come suona; ecco, suona, come sempre, con il mio suono!
Ci sono differenze con l'altra? Sì, ma non tante come uno potrebbe pensare. Certo, alcuni pedali-B sono cloni di quelli 'ufficiali' e quindi è naturale che suonino uguali al 90%, ma ho anche scoperto che aggiungendo un delay, che avrei anche già pagato se mi accontentassi di un Mooer, potrei già suonare tranquillamente senza dannarmi ulteriormente. Da notare che alimento tutto con un alimentatore BOSS e daisy chain, i cavi di collegamento sono dei Reference: uno costa quasi come uno dei pedali!
Curioso, vero? Anni di prove, recensioni, permute, scambi, prove per arrivare qua? Alle volte 'less is more' come direbbero gli inglesi: meno è meglio come diciamo noi.
domenica 21 dicembre 2014
Auto-regalo inaspettato
Ieri pomeriggio neppure tornato a casa da scuola e subito in centro a cercare regali per i nipoti, sono solo 12 :eek: , ed ecco che casualmente trovo alla Feltrinelli questo DVD!

Niente che non si fosse già visto, ma almeno qui ci sono i sottotitoli in italiano e quindi è meno faticoso seguire il discorso. La cosa che però più mi stupisce è l'incredibile fascino che ancora esercita su di me quella copertina: è uguale - fronte, retro e interno - a quella che comprai ormai... più di 40 anni fa. Quali delle cose che facciamo oggi può dirsi di durare ancora 40 anni?
Niente che non si fosse già visto, ma almeno qui ci sono i sottotitoli in italiano e quindi è meno faticoso seguire il discorso. La cosa che però più mi stupisce è l'incredibile fascino che ancora esercita su di me quella copertina: è uguale - fronte, retro e interno - a quella che comprai ormai... più di 40 anni fa. Quali delle cose che facciamo oggi può dirsi di durare ancora 40 anni?
venerdì 19 dicembre 2014
Ecco i miei auguri!
Come l'anno scorso ecco i miei auguri di Buon Natale a tutti ;-) .
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giovedì 18 dicembre 2014
Release 4.0
Non passerò certo alla storia per la velocità di realizzazione della mia 'nuova pedaliera' del mio 'nuovo corso' anche perché ho appena saputo che il pedale che ho ordinato, la nuova modulazione, è in arrivo a metà gennaio del prossimo anno :-( . Comunque è arrivato il momento di scegliere OD e distorsioni e quindi si procede con estrema cautela data la posta in gioco; per ora ho deciso questo e credo che ci rimarrà per un bel pezzo.

Non ho ancora deciso se mettere o meno il suo doppione: vedremo!
Non ho ancora deciso se mettere o meno il suo doppione: vedremo!
mercoledì 17 dicembre 2014
Ascoltiamolo!
Cosa? Ma il TWA FlyBiy Distortion. Sono quasi 8 minuti di follia usando la Strato del bù nel canale pulito del Blackstar HT-40; il pedale ha il level sempre su ore 12 e il Tone su ore 1 mentre il gain aumenta gradualmente e l'ho indicato nel file sonoro. Suona come la mia JCM800? Onestamente non lo so, ma ci si avvicina abbastanza ed era proprio il suono 'pedalaro' che mi mancava e che cercavo e quindi direi proprio un acquisto azzeccato considerando anche che costa ben 49 euro. Pare proprio, tra l'altro, che abbia preso l'ultimo disponibile su BoxGuitar, negozio online con il quale mi sono trovato sempre benissimo.
[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/twa-distortion[/embed]
[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/twa-distortion[/embed]
lunedì 15 dicembre 2014
Forse...
domenica 14 dicembre 2014
Cruz Tools e setup
Con il credito che ancora mi avanzava delle vendita della mia RollingCaster mi ero preso un set portatile di strumenti per fare il setup della chitarra: alla fine quella chitarra mi ha fruttato a costo zero una Squier più un pedale Mad Professor più questo kit ed un altro paio di cosette piccole. Per la precisione il kit che ho preso è questo.

Non costa poco, ma visto che non l'ho pagato con denaro sonante - ormai siamo tornati al baratto - e che alcune cose le ho sparse in varie custodie, l'ho preso per avere un tutto-in-uno che può tornare utile come 'pronto-soccorso' della chitarra (infatti vedete già che ho messo alcuni miei plettri e nella tasca interna ho anche qualche muta di corde). In effetti è molto comodo perché ha proprio ciò che serve tra cui pila a led, avvolgi corde, capotasto, cacciavite, tronchesino, spessimetro (mi mancava), chiavi esagonali varie (con misure europee e americane: sono di colore diverso per questo) e righello con misure sia in pollici che in cm.; meglio di così!

Non dico che sia indispensabile, ma male non fa anche perché è tutto in una busta facilmente trasportabile. All'interno c'è anche un manualetto con alcune indicazioni di massima per il settaggio della chitarra (tale manuale si può scaricare qui): cose che in buona parte già si sanno, ma che sono persino riassunte sul retro del righello. Cose tipo: distanza ottimale all'8° tasto tra corda e tasto per regolazione trussrod, action corde misurata al 17° tasto, altezza capotasto, altezza pickup, intonazione sellette... etc.

Ho deciso di provare tali misure ed utilizzare quindi il kit sulla Strato del bù che, visto che è una chitarra fatta da me con pezzi 'di scarto', non ha mai avuto un setup di fabbrica da cui partire, ma ho proceduto a regolarla ad occhio ed orecchio. Prima cosa il trussrod: ad occhio, controllo così di solito, so di avere il manico troppo dritto, ma se allento la barra sono arrivato a fine corsa ed è tutta molle e quindi non posso fare molto altro, ma volevo misurare quanto grave fosse il problema. Prima cosa monto il capotasto, ecco a cosa serve: infatti per regolare il trussrod bisogna tenere la corda schiacciata al primo e ultimo tasto e quindi misurare con lo spessimetro e visto che non abbiamo tre mani...utilizzo quindi lo spessimetro con la misura ottimale indicata, 0.010", e cerco di farlo passare sotto l'8° tasto: c'è un po' di resistenza. Come avevo visto ad occhio ho il manico un po' troppo diritto, ma non posso agire sul trussrod 'svitandolo' in senso antiorario perché è già tutto 'svitato'. Che fare? Montare una muta più spessa aumenta il tiraggio e quindi dovrebbe 'piegare' in avanti il manico, ma non ce l'ho e non ho intenzione di farmi venire una tendinite a suonare. Idea! Cambio molle al tremolo - che in realtà andrebbe chiamato vibrato - se le metto più dure tiro comunque il manico. Ho giusto delle molle Gotoh più dure comprate tempo fa per... non ricordo più neppure io il perché! Se le monto tutte e tre il ponte sta fisso sul corpo ed a me piace invece flottante: queste molle tirano tantissimo. Dopo un po' di prove decido per due molle normali esterne ed una più rigida in mezzo: così riesco a regolare il ponte flottante come voglio io ed ho comunque più tiraggio sul manico. Rifaccio la misurazione lasciando passare 5 minuti e il manico in effetti si è sposato anche se in modo millimetrico: ora è giusto al 90% e vista la situazione precaria in cui sono direi che lascio le cose così in modo che il tutto si assesti, poi vedrò.

Passo quindi all'action che so essere una cosa molto personale: il manuale indica 2 mm. al 17° tasto per una situazione media ottimale: prendo il righello, guardo la corda e mi dico che è troppo alta e se l'abbasso so già che frigge quindi misuro: 2 mm. esatti!!!! Ma... oibò: quando ho settato la chitarra ho fatto tutto ad occhio :eek: ! Per me comunque è un pelo troppo alta!
Passo al capotasto; qui è curiosità, tanto non posso fare nulla: è una delle poche cose che non ho fatto io per mancanza di lime adatte (il mio amico del negozio me le prestava pure, ma non ho alcuna esperienza e quindi ho lasciato fare a lui), l'altra cosa che non ho fatto è stata avvitare il manico. Mentre faccio la conversione da 0.022" inch a 0,56 cm., io con gli inch mi trovo malissimo perché non ci capisco un'acca, penso che se fosse alto potrei toglierlo e limarlo, se fosse basso dovrei rifarlo e quindi a meno che sia sballatissimo non lo toccherò di certo. Siamo circa a 0,58 mm. quindi solo 0.02 mm. fuori norma: non lo tocco di certo per così poco ;-) .
Passo all'altezza dei pickup: qui confesso di andare totalmente ad orecchio e di non aver mai badato alle misure, ma già che ci sono... anche questa è una scelta del tutto personale: il manualetto consiglia tra 1,5 mm., francamente mi pare troppo poco, a 3 mm.

Quello al manico è 3 mm. esatti :eek: e quello al ponte leggermente meno il che avrebbe anche senso. Alla faccia dell'orecchio che ho! Comunque a me piace avere un po' di 'aria' tra corde e pickup.

Anche l'ottavatura è un'operazione che faccio ad orecchio ed anche qui, usando l'accordatore, scopro che ci sono al 90%, ma non tocco nulla per ora perché molto dipende anche da quanto forte si premono le corde ed altri fattori.
Ho anche libri della Fender Stratocaster dove le misure indicate sono leggermente diverse e, solitamente, più 'stringenti' rispetto a queste che ho usato io che sono anche 'misure di sicurezza generali', ma qui il gusto personale e il modo in cui si suona è molto importante: ecco perché è così importante sapersi fare il setup, perché ognuno ha il suo ottimale. Tra l'altro sono stato anche un pelo abbondante perché come avete visto dalle immagini questa strato ha dei tasti Jumbo veramente grossi e quindi sporgono più di quelli piccolini, bisogna lasciare più spazio IMHO.
Conclusione? Non pensavo di essere così bravo a settare una chitarra; pare che io e le Strato alle volte, solo alle volte, ci capiamo: ora devo solo imparare a suonarla :-D .
Non costa poco, ma visto che non l'ho pagato con denaro sonante - ormai siamo tornati al baratto - e che alcune cose le ho sparse in varie custodie, l'ho preso per avere un tutto-in-uno che può tornare utile come 'pronto-soccorso' della chitarra (infatti vedete già che ho messo alcuni miei plettri e nella tasca interna ho anche qualche muta di corde). In effetti è molto comodo perché ha proprio ciò che serve tra cui pila a led, avvolgi corde, capotasto, cacciavite, tronchesino, spessimetro (mi mancava), chiavi esagonali varie (con misure europee e americane: sono di colore diverso per questo) e righello con misure sia in pollici che in cm.; meglio di così!
Non dico che sia indispensabile, ma male non fa anche perché è tutto in una busta facilmente trasportabile. All'interno c'è anche un manualetto con alcune indicazioni di massima per il settaggio della chitarra (tale manuale si può scaricare qui): cose che in buona parte già si sanno, ma che sono persino riassunte sul retro del righello. Cose tipo: distanza ottimale all'8° tasto tra corda e tasto per regolazione trussrod, action corde misurata al 17° tasto, altezza capotasto, altezza pickup, intonazione sellette... etc.
Ho deciso di provare tali misure ed utilizzare quindi il kit sulla Strato del bù che, visto che è una chitarra fatta da me con pezzi 'di scarto', non ha mai avuto un setup di fabbrica da cui partire, ma ho proceduto a regolarla ad occhio ed orecchio. Prima cosa il trussrod: ad occhio, controllo così di solito, so di avere il manico troppo dritto, ma se allento la barra sono arrivato a fine corsa ed è tutta molle e quindi non posso fare molto altro, ma volevo misurare quanto grave fosse il problema. Prima cosa monto il capotasto, ecco a cosa serve: infatti per regolare il trussrod bisogna tenere la corda schiacciata al primo e ultimo tasto e quindi misurare con lo spessimetro e visto che non abbiamo tre mani...utilizzo quindi lo spessimetro con la misura ottimale indicata, 0.010", e cerco di farlo passare sotto l'8° tasto: c'è un po' di resistenza. Come avevo visto ad occhio ho il manico un po' troppo diritto, ma non posso agire sul trussrod 'svitandolo' in senso antiorario perché è già tutto 'svitato'. Che fare? Montare una muta più spessa aumenta il tiraggio e quindi dovrebbe 'piegare' in avanti il manico, ma non ce l'ho e non ho intenzione di farmi venire una tendinite a suonare. Idea! Cambio molle al tremolo - che in realtà andrebbe chiamato vibrato - se le metto più dure tiro comunque il manico. Ho giusto delle molle Gotoh più dure comprate tempo fa per... non ricordo più neppure io il perché! Se le monto tutte e tre il ponte sta fisso sul corpo ed a me piace invece flottante: queste molle tirano tantissimo. Dopo un po' di prove decido per due molle normali esterne ed una più rigida in mezzo: così riesco a regolare il ponte flottante come voglio io ed ho comunque più tiraggio sul manico. Rifaccio la misurazione lasciando passare 5 minuti e il manico in effetti si è sposato anche se in modo millimetrico: ora è giusto al 90% e vista la situazione precaria in cui sono direi che lascio le cose così in modo che il tutto si assesti, poi vedrò.
Passo quindi all'action che so essere una cosa molto personale: il manuale indica 2 mm. al 17° tasto per una situazione media ottimale: prendo il righello, guardo la corda e mi dico che è troppo alta e se l'abbasso so già che frigge quindi misuro: 2 mm. esatti!!!! Ma... oibò: quando ho settato la chitarra ho fatto tutto ad occhio :eek: ! Per me comunque è un pelo troppo alta!
Passo al capotasto; qui è curiosità, tanto non posso fare nulla: è una delle poche cose che non ho fatto io per mancanza di lime adatte (il mio amico del negozio me le prestava pure, ma non ho alcuna esperienza e quindi ho lasciato fare a lui), l'altra cosa che non ho fatto è stata avvitare il manico. Mentre faccio la conversione da 0.022" inch a 0,56 cm., io con gli inch mi trovo malissimo perché non ci capisco un'acca, penso che se fosse alto potrei toglierlo e limarlo, se fosse basso dovrei rifarlo e quindi a meno che sia sballatissimo non lo toccherò di certo. Siamo circa a 0,58 mm. quindi solo 0.02 mm. fuori norma: non lo tocco di certo per così poco ;-) .
Passo all'altezza dei pickup: qui confesso di andare totalmente ad orecchio e di non aver mai badato alle misure, ma già che ci sono... anche questa è una scelta del tutto personale: il manualetto consiglia tra 1,5 mm., francamente mi pare troppo poco, a 3 mm.
Quello al manico è 3 mm. esatti :eek: e quello al ponte leggermente meno il che avrebbe anche senso. Alla faccia dell'orecchio che ho! Comunque a me piace avere un po' di 'aria' tra corde e pickup.
Anche l'ottavatura è un'operazione che faccio ad orecchio ed anche qui, usando l'accordatore, scopro che ci sono al 90%, ma non tocco nulla per ora perché molto dipende anche da quanto forte si premono le corde ed altri fattori.
Ho anche libri della Fender Stratocaster dove le misure indicate sono leggermente diverse e, solitamente, più 'stringenti' rispetto a queste che ho usato io che sono anche 'misure di sicurezza generali', ma qui il gusto personale e il modo in cui si suona è molto importante: ecco perché è così importante sapersi fare il setup, perché ognuno ha il suo ottimale. Tra l'altro sono stato anche un pelo abbondante perché come avete visto dalle immagini questa strato ha dei tasti Jumbo veramente grossi e quindi sporgono più di quelli piccolini, bisogna lasciare più spazio IMHO.
Conclusione? Non pensavo di essere così bravo a settare una chitarra; pare che io e le Strato alle volte, solo alle volte, ci capiamo: ora devo solo imparare a suonarla :-D .
sabato 13 dicembre 2014
Ricordi...
Giornata uggiosa e piovosa, d'altra parte siamo a dicembre e quindi c'è poco da lamentarsi, e quindi navigo pigramente sul web quando capito sul sito dell'Eco di Bergamo e scovo quest'articolo.

Se non volete leggere tutto l'articolo vi basti sapere che bisogna porre l'attenzione su un nome: Fabrizio Frigeni.
Ok, adesso facciamo un passo indietro e vi racconto una cosa che avevo promesso tempo fa e che poi ha lasciato perdere perché non importante, almeno fino a quando l'articolo sul quotidiano locale non me l'ha fatta tornare in mente. Ormai circa un mesetto fa, forse di più, ero nel 'mio' solito negozio di musica quando un signore con una cuffietta in testa, stile The Edge, mi guarda sorridendo ed io dentro di me penso: "Il solito che mi ha visto su Youtube e sta ridendo di me". Ormai non ci faccio più caso perché è capitato altre volte e l'amico CUT ne sa qualcosa. Si avvicina e mi fa: "Non mi riconosci?" Lì per lì rimango stupito, ma velocemente mi va l'occhio su un manifesto del negozio: per la precisione questo qua sotto.

"Ah! Ma sei Fabrizio!" "Certo, fa lui". Poi mi fa avvicinare al manifesto e punta il dito su due nomi: "Li vedi questi due nomi? Sappi che sono lì per colpa tua!" Indica i nomi di Blackmore e Malmsteen :-) .
Ma come mai è 'colpa' mia? Lui è il figlio di un noto musicista bergamasco, Gino Frigeni, che ha pure pubblicato un libro sui musicisti di Bergamo del secolo scorso: per chi è curioso basta andare a leggere qua. Per chi non è curioso ecco a voi una foto del Vigilius che fu!

Già su quel libro ci sono pure io; ma prima di tutto specifichiamo che io non sono quello con la barba, ma quello con il giubbetto di jeans con le toppe - ce l'ho ancora anche se non ci entro più - e gli occhiali da Top Gun (anche quelli hanno una lunga storia e sono ancora con me, ma questa ve la risparmio ;-) ). In effetti una foto che dice poco, meglio metterne una in cui ero 'in azione'.

Ma ritorniamo al racconto. A metà degli anni '80, periodo più o meno dell'immagine sopra, io provavo tutti i sabati pomeriggio nella 'taverna' (meglio definirla cantina-bunker scavata nel sottosuolo bergamasco con ancora i mattoni rossi risalenti chissà a quale secolo) di Gino Frigeni, appunto, che si trovava in via Moroni sotto il suo negozio di acquari da lui gestito con passione e cura; a dire il vero a me risulta che sia ancora lì e lo testimonia anche Google Maps con Street view! Tutti i sabati entravo in negozio con la chitarra, salutavo Gino e un bambino che era sempre seduto lì a fare i compiti perché aveva appena iniziato le scuole medie. Quel bambino è Fabrizio, cioè quello del poster sopra. Io ho sempre saputo solo questo, ma Fabrizio mi ha raccontato, proprio in quest'ultimo incontro, quello che succedeva a mia insaputa. Racconto quello che mi ha detto andando un po' a braccio, ma il senso è quello: "Ricordo quando venivi tu a suonare con la Kronos Band nel negozio di mio padre; io facevo i compiti ed ascoltavo in lontananza tutti i vostri pezzi. Ricordo specialmente il tuo suono: distorto, ma pulitissimo! (era la JCM800 nuda e cruda!) Un suono perfettamente cucito addosso al tuo modo di suonare (parole sue, qui potrei virgolettarle in toto perché mi hanno colpito): ancora oggi non so come tu facessi ad essere così pulito con tutta la potenza del tuo ampli!" Imbarazzato non sapevo cosa dire, ma mentre in negozio i due commessi, amici di una vita, e qualche cliente si erano tutti fermati ad ascoltare la storia lui continua così: "Ma ora ti dico una cosa che tu non sai: quando iniziavate a suonare quel brano 'classico' io mollavo i compiti e correvo giù per le scale ad ascoltarvi per capire come facevate e c'era quel pezzetto in mezzo che sembrava una danza... voi non mi vedevate perché ero in cima alle scale, ma io vi spiavo". Il pezzo a cui si riferisce è Difficult to cure dei Rainbow che altro non è che un arrangiamento dell'Inno alla gioia di Beethoven che non arrangiavamo a nostro modo: l'arrangiamento dell'arrangiamento. Un pezzo che è rimasto nel cuore anche a me 'malato di musica classica' al punto che sul canale Youtube l'ho rifatto pubblicato nel giorno del mio 50° compleanno.
Ora Fabrizio è un chitarrista anche abbastanza affermato: ha suonato per gli 883, Syria, ha innumerevoli partecipazioni a vari tour di artisti pop italiani quali: Bertè, Meneguzzi, Zero, Pausini, Dirisio etc.; insomma è un turnista, ha suonato musica classica in versione rock anche con un'orchestra - forse quello che è sempre stato il sogno della mia vita - ed ha persino avuto una chitarra signature dalla Bacchus. Ridicolo vero? Lui è famoso ed io non lo riconosco; io non sono nessuno e lui riconosce me. Era già capitato un'altra volta, anni e anni fa, di incontrarlo da Media World ed ancora una volta è stato lui a riconoscere me: lui era in tour con gli 883 o Max Pezzali, non ricordo bene, e lui se ne usciva dal centro commerciale con dei CD; "Li riconosci?" mi fa. Erano Deep Purple in rock e Fireball. Ma quanti musicisti bergamaschi ho 'rovinato'? A questa domanda risponde Ste, uno dei 'commessi' del negozio - che poi commessi nel senso stretto del termine non sono visto che sono gli esperti addetti alle chitarre uno ed ai bassi l'altro più i figli del proprietario etc. - "Ha rovinato anche me se è per quello". Risata generale di tutti. "Ti ho visto suonare sugli spalti di Sant'Agostino (uno dei punti più belli e rappresentativi delle mura venete bergamasche); non sapevo neanche cosa fosse una chitarra ed una Fender prima di vederla in mano a te!" Ste ora, oltre a lavorare in negozio, suona in un gruppo blues molto affermato nel settore, Midnight Breakfast, ed ha appena finito di incidere un CD in Inghilterra. Nel passato ha persino aperto a Milano un concerto di un tale B.B. King: la sua foto con il 'maestro del blues' è in negozio.
Poi io e Fabrizio abbiamo continuato a parlare di chitarre, effetti... e mi ha fatto anche ridere dicendo che come si suonava una volta oggi, purtroppo, non si suona più e quelli veri erano quelli come noi. Noi? Ma se eravamo a tecnica zero, ignoranza musicale totale, solo tanta passione e incoscienza! Mi ha anche detto che quando fa il turnista si presenta con una pedaliera astronave con su un po' di tutto, il produttore dice che suono vuole e lui... voilà, lo tira fuori. Poi il produttore dice che non va bene e gli indica alcuni cambiamenti: lui fa Tip-Tap un po' di volte e ne propone un altro ricevendo l'approvazione del produttore. Spesso è lo stesso di partenza :-D . Mi ha confidato che il suo sogno è una pedaliera fatta di pedali tutti vuoti e suonare dritto nell'ampli con po' di delay: mi sa che questo l'ho rovinato proprio io!!!!!!!!!!
Tutto questo che ho raccontato è solo un ricordo: non sono uno importante, ma evidentemente nell'ambiente musicale bergamasco si ricordano di me. Qualche mese fa incontro un altro 'dei miei tempi' (Fabio) che mi guarda e fa: "Ma tu sei quello che suona nella Kronos Band!" In realtà suonavo perché anche se quel gruppo è ancora in attività (ogni tanto mi cercano) non ne faccio più parte da più di 20 anni, ma mi identificano con quel nome e quel periodo storico. Poi a quelli presenti in negozio fa: "Questo è quello che sa suonare, non come me!" E se ne va portandosi via sotto braccio una pedaliera all-in-one BOSS ME-80; veramente io di lui ricordo che suonava benissimo Clapton, altre che bravo io: Clapton non so manco da che parte si inizia a suonare!
Giovedì scorso ero in negozio a prendere i famosi cavi del post precedente ed un signore della mia età si avvicina e fa: "Ma tu sei quello appassionato di Deep Purple che fa i video su Youtube?"
AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sono un mostro!
Se non volete leggere tutto l'articolo vi basti sapere che bisogna porre l'attenzione su un nome: Fabrizio Frigeni.
Ok, adesso facciamo un passo indietro e vi racconto una cosa che avevo promesso tempo fa e che poi ha lasciato perdere perché non importante, almeno fino a quando l'articolo sul quotidiano locale non me l'ha fatta tornare in mente. Ormai circa un mesetto fa, forse di più, ero nel 'mio' solito negozio di musica quando un signore con una cuffietta in testa, stile The Edge, mi guarda sorridendo ed io dentro di me penso: "Il solito che mi ha visto su Youtube e sta ridendo di me". Ormai non ci faccio più caso perché è capitato altre volte e l'amico CUT ne sa qualcosa. Si avvicina e mi fa: "Non mi riconosci?" Lì per lì rimango stupito, ma velocemente mi va l'occhio su un manifesto del negozio: per la precisione questo qua sotto.
"Ah! Ma sei Fabrizio!" "Certo, fa lui". Poi mi fa avvicinare al manifesto e punta il dito su due nomi: "Li vedi questi due nomi? Sappi che sono lì per colpa tua!" Indica i nomi di Blackmore e Malmsteen :-) .
Ma come mai è 'colpa' mia? Lui è il figlio di un noto musicista bergamasco, Gino Frigeni, che ha pure pubblicato un libro sui musicisti di Bergamo del secolo scorso: per chi è curioso basta andare a leggere qua. Per chi non è curioso ecco a voi una foto del Vigilius che fu!
Già su quel libro ci sono pure io; ma prima di tutto specifichiamo che io non sono quello con la barba, ma quello con il giubbetto di jeans con le toppe - ce l'ho ancora anche se non ci entro più - e gli occhiali da Top Gun (anche quelli hanno una lunga storia e sono ancora con me, ma questa ve la risparmio ;-) ). In effetti una foto che dice poco, meglio metterne una in cui ero 'in azione'.
Ma ritorniamo al racconto. A metà degli anni '80, periodo più o meno dell'immagine sopra, io provavo tutti i sabati pomeriggio nella 'taverna' (meglio definirla cantina-bunker scavata nel sottosuolo bergamasco con ancora i mattoni rossi risalenti chissà a quale secolo) di Gino Frigeni, appunto, che si trovava in via Moroni sotto il suo negozio di acquari da lui gestito con passione e cura; a dire il vero a me risulta che sia ancora lì e lo testimonia anche Google Maps con Street view! Tutti i sabati entravo in negozio con la chitarra, salutavo Gino e un bambino che era sempre seduto lì a fare i compiti perché aveva appena iniziato le scuole medie. Quel bambino è Fabrizio, cioè quello del poster sopra. Io ho sempre saputo solo questo, ma Fabrizio mi ha raccontato, proprio in quest'ultimo incontro, quello che succedeva a mia insaputa. Racconto quello che mi ha detto andando un po' a braccio, ma il senso è quello: "Ricordo quando venivi tu a suonare con la Kronos Band nel negozio di mio padre; io facevo i compiti ed ascoltavo in lontananza tutti i vostri pezzi. Ricordo specialmente il tuo suono: distorto, ma pulitissimo! (era la JCM800 nuda e cruda!) Un suono perfettamente cucito addosso al tuo modo di suonare (parole sue, qui potrei virgolettarle in toto perché mi hanno colpito): ancora oggi non so come tu facessi ad essere così pulito con tutta la potenza del tuo ampli!" Imbarazzato non sapevo cosa dire, ma mentre in negozio i due commessi, amici di una vita, e qualche cliente si erano tutti fermati ad ascoltare la storia lui continua così: "Ma ora ti dico una cosa che tu non sai: quando iniziavate a suonare quel brano 'classico' io mollavo i compiti e correvo giù per le scale ad ascoltarvi per capire come facevate e c'era quel pezzetto in mezzo che sembrava una danza... voi non mi vedevate perché ero in cima alle scale, ma io vi spiavo". Il pezzo a cui si riferisce è Difficult to cure dei Rainbow che altro non è che un arrangiamento dell'Inno alla gioia di Beethoven che non arrangiavamo a nostro modo: l'arrangiamento dell'arrangiamento. Un pezzo che è rimasto nel cuore anche a me 'malato di musica classica' al punto che sul canale Youtube l'ho rifatto pubblicato nel giorno del mio 50° compleanno.
Ora Fabrizio è un chitarrista anche abbastanza affermato: ha suonato per gli 883, Syria, ha innumerevoli partecipazioni a vari tour di artisti pop italiani quali: Bertè, Meneguzzi, Zero, Pausini, Dirisio etc.; insomma è un turnista, ha suonato musica classica in versione rock anche con un'orchestra - forse quello che è sempre stato il sogno della mia vita - ed ha persino avuto una chitarra signature dalla Bacchus. Ridicolo vero? Lui è famoso ed io non lo riconosco; io non sono nessuno e lui riconosce me. Era già capitato un'altra volta, anni e anni fa, di incontrarlo da Media World ed ancora una volta è stato lui a riconoscere me: lui era in tour con gli 883 o Max Pezzali, non ricordo bene, e lui se ne usciva dal centro commerciale con dei CD; "Li riconosci?" mi fa. Erano Deep Purple in rock e Fireball. Ma quanti musicisti bergamaschi ho 'rovinato'? A questa domanda risponde Ste, uno dei 'commessi' del negozio - che poi commessi nel senso stretto del termine non sono visto che sono gli esperti addetti alle chitarre uno ed ai bassi l'altro più i figli del proprietario etc. - "Ha rovinato anche me se è per quello". Risata generale di tutti. "Ti ho visto suonare sugli spalti di Sant'Agostino (uno dei punti più belli e rappresentativi delle mura venete bergamasche); non sapevo neanche cosa fosse una chitarra ed una Fender prima di vederla in mano a te!" Ste ora, oltre a lavorare in negozio, suona in un gruppo blues molto affermato nel settore, Midnight Breakfast, ed ha appena finito di incidere un CD in Inghilterra. Nel passato ha persino aperto a Milano un concerto di un tale B.B. King: la sua foto con il 'maestro del blues' è in negozio.
Poi io e Fabrizio abbiamo continuato a parlare di chitarre, effetti... e mi ha fatto anche ridere dicendo che come si suonava una volta oggi, purtroppo, non si suona più e quelli veri erano quelli come noi. Noi? Ma se eravamo a tecnica zero, ignoranza musicale totale, solo tanta passione e incoscienza! Mi ha anche detto che quando fa il turnista si presenta con una pedaliera astronave con su un po' di tutto, il produttore dice che suono vuole e lui... voilà, lo tira fuori. Poi il produttore dice che non va bene e gli indica alcuni cambiamenti: lui fa Tip-Tap un po' di volte e ne propone un altro ricevendo l'approvazione del produttore. Spesso è lo stesso di partenza :-D . Mi ha confidato che il suo sogno è una pedaliera fatta di pedali tutti vuoti e suonare dritto nell'ampli con po' di delay: mi sa che questo l'ho rovinato proprio io!!!!!!!!!!
Tutto questo che ho raccontato è solo un ricordo: non sono uno importante, ma evidentemente nell'ambiente musicale bergamasco si ricordano di me. Qualche mese fa incontro un altro 'dei miei tempi' (Fabio) che mi guarda e fa: "Ma tu sei quello che suona nella Kronos Band!" In realtà suonavo perché anche se quel gruppo è ancora in attività (ogni tanto mi cercano) non ne faccio più parte da più di 20 anni, ma mi identificano con quel nome e quel periodo storico. Poi a quelli presenti in negozio fa: "Questo è quello che sa suonare, non come me!" E se ne va portandosi via sotto braccio una pedaliera all-in-one BOSS ME-80; veramente io di lui ricordo che suonava benissimo Clapton, altre che bravo io: Clapton non so manco da che parte si inizia a suonare!
Giovedì scorso ero in negozio a prendere i famosi cavi del post precedente ed un signore della mia età si avvicina e fa: "Ma tu sei quello appassionato di Deep Purple che fa i video su Youtube?"
AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sono un mostro!
venerdì 12 dicembre 2014
Release 3.0
giovedì 11 dicembre 2014
Fatti fuori i George L's
Chi mi conosce e mi segue sa che non li ho mai amati troppo - i cavi George L's - perché dopo un'entusiastico amore iniziale ne ho subito constato i limiti: rigidità del cavo, scarsa affidabilità specie se maneggiati più volte in fase di prove, spazio occupato eccessivo. Allora?
Allora tempo fa a BG sono arrivati dei nuovi cavi con dei nuovi jack, di cui non conosco neppure il nome, che mi hanno subito impressionato favorevolmente; sono stato il primo ad averli anche se era solo uno spezzone in prova: li ho testati per il negozio! Nel frattempo ho adottato dei Reference molto validi con jack piatti saldati (i migliori per me) che hanno l'unico difetto di essere pre-misurati e quindi non sempre perfetti per le necessità del momento. Oggi ho preso la decisione: ho permutato tutti i miei George L's accumulati nel tempo (erano più di una dozzina) in cambio di quelli di cui non so il nome. Ok, non proprio tutti: ne ho tenuti un paio per ricordo ;-) .
Ecco qua sotto i cavi che intendo.

Il risultato finale sarà questo.

Almeno con i cavi dovrei stare a posto per un bel po': ne ho per fare due pedaliere come minimo!
Allora tempo fa a BG sono arrivati dei nuovi cavi con dei nuovi jack, di cui non conosco neppure il nome, che mi hanno subito impressionato favorevolmente; sono stato il primo ad averli anche se era solo uno spezzone in prova: li ho testati per il negozio! Nel frattempo ho adottato dei Reference molto validi con jack piatti saldati (i migliori per me) che hanno l'unico difetto di essere pre-misurati e quindi non sempre perfetti per le necessità del momento. Oggi ho preso la decisione: ho permutato tutti i miei George L's accumulati nel tempo (erano più di una dozzina) in cambio di quelli di cui non so il nome. Ok, non proprio tutti: ne ho tenuti un paio per ricordo ;-) .
Ecco qua sotto i cavi che intendo.
Il risultato finale sarà questo.
Almeno con i cavi dovrei stare a posto per un bel po': ne ho per fare due pedaliere come minimo!
martedì 9 dicembre 2014
Non demordo...
... e quindi gli esperimenti continuano; ormai ci siamo quasi, ma siamo ai virtuosismi e cioè ottenere il risultato con il minor numero di pedali possibile. Meno pedali, meno peso e meno grattacapi :smile: .

Vorrei provare anche i pedali Blackstar, quelli nuovi, ma qui sono introvabili :mad: . Ho anche qualche idea diversa per il Phaser dato che il Regenerator suona bene, ma aumenta il volume ed è un pelo troppo alto per essere messo nella fila di dietro a meno di interventi di falegnameria e non ne ho proprio voglia.
Alla fine di tutto farò una svendita outlet di tutto ciò che non uso!
Vorrei provare anche i pedali Blackstar, quelli nuovi, ma qui sono introvabili :mad: . Ho anche qualche idea diversa per il Phaser dato che il Regenerator suona bene, ma aumenta il volume ed è un pelo troppo alto per essere messo nella fila di dietro a meno di interventi di falegnameria e non ne ho proprio voglia.
Alla fine di tutto farò una svendita outlet di tutto ciò che non uso!
lunedì 8 dicembre 2014
Tradizione rispettata!
E come ogni 8 dicembre c'è chi pensa alle luci - più di 1000 con annessa centrale nucleare per alimentarle (passerò mai ai tanto odiati led? Uhm......... mi sa che molte lo sono già!) - e chi, la moglie, al resto (anche lei non scherza perché ogni anno compra qualcosa di nuovo da appendere anche se solo 1 o 2 pezzi).

Possibile che nessuno abbia ancora pensato ad un addobbo a forma di Stratocaster e Marshall?
Possibile che nessuno abbia ancora pensato ad un addobbo a forma di Stratocaster e Marshall?
venerdì 5 dicembre 2014
Release 2.0
Questi pedali qua sembrano proprio inamovibili perché resistono a tutto e la parte sinistra è un po' che è bloccata così al punto che li ho fissati: ok, lo so, è la parte più facile, ma da qualche parte bisogna pure iniziare.

La sezione OD invece è bella tosta: un delirio! Lo Sweet Honey è un pedale strepitoso: suona bene, è dinamico e pure silenzioso persino se boostato. Il suo clone è leggermente più aperto, ha un pelo di gain in più ed è più rumoroso. Il primo non si tocca, garantito!
La sezione OD invece è bella tosta: un delirio! Lo Sweet Honey è un pedale strepitoso: suona bene, è dinamico e pure silenzioso persino se boostato. Il suo clone è leggermente più aperto, ha un pelo di gain in più ed è più rumoroso. Il primo non si tocca, garantito!
giovedì 4 dicembre 2014
Verso la nuova release...
Nonostante possa sembrare un deficiente, so esattamente cosa sto facendo, sto solo ottimizzando il suono che ho in mente con quello che ho ed avrò; certo, alcuni intoppi ci sono, tipo il Regenerator che ronza solo in pole position, e quindi per aggirarli sono costretto a rivedere i piani, ma comunque io non demordo.
Gli esperimenti continuano, come si vede dalla foto, dove per altro manca l'MXR Echoplex che avevo in prova sino ad un paio di ore fa (ottimo, ma preferirei avere più versatilità con la possibilità magari di regolare anche i toni ed ho già in mente alcune alternative che però non sono facili da trovare nei negozi vicini). ;-)
mercoledì 3 dicembre 2014
Nuova pedaliera: release 1.0
Lo sapevo che non dovevo postare la foto di ieri: mi sono autogufato :-( .
Procediamo con ordine: oggi ho provato a mettere dentro alla pedaliera, 'alla carlona', i pedali per fare una prima prova veloce per cominciare a 'tirare le somme': tutto ok? Ma neanche per sogno; per uno stranissimo scherzo del destino ecco che il Marshall Regenerator, messo in testa a tutto, produce uno strano ronzio di corrente elettrica che non si manifesta sempre, ma solo a tratti: basta spostarlo di posizione e il ronzio sparisce :? . Ci ho messo un'ora a tentare di capire il perché, ma non sono arrivato a nessuna conclusione: da notare che in tutte le prove precedenti non l'aveva mai fatto ed avevo i pedali nello stesso ordine, mancava all'appello solo l'Alter Ego, ma è così lontano nella catena che non penso sia lui. Così... così ho dovuto rifare tutto :mad: . C'è ancora qualcosa che non va, ma non a livello di ronzio, a livello del fatto che se unisco i 'cluster' delle mie prove dei giorni precedenti il risultato non sempre è uguale a quello che ottenevo con pochi pedali e questo anche tenendo le regolazioni uguali. Per assurdo invece di perdere segnale sembro guadagnarne perché l'Alter Ego lì in mezzo, con il suo buffer attivo, non mi fa perdere acuti, ma rende il tutto bello frizzante; togliere il buffer? Potrebbe essere una soluzione, ammesso sia lui, ma poi perdo la possibilità di avere le code del delay che esauriscono naturalmente il loro 'ciclo vitale' quando lo disinserisco. C'è anche il problema del salto di volume da ottenere quando faccio il solo: potrei usare il Replica e il suo boost, ma se non volessi le ripetizioni? Dovrei ogni brano abbassarmi a regolare il feedback in modo diverso e questo non mi va: quando suono voglio suonare e basta, non regolare i pedali!
Va beh, la release 1.0 è questa qua sotto ed è già molto vicina all'optimum, ma ho margini di miglioramento.

Ora devo settare il nuovo tremolo della Strato 'senza nome' (provvisoriamente chiamata 68+1) perché ho montato il 'narrow spaced' per non avere il problema dei MI che scappano dalla tastiera altrimenti stasera col cavolo che faccio le prove! Ok, ne avrei anche altre da usare, ma non le uso da un po' e non so manco come sono settate O_o .
Procediamo con ordine: oggi ho provato a mettere dentro alla pedaliera, 'alla carlona', i pedali per fare una prima prova veloce per cominciare a 'tirare le somme': tutto ok? Ma neanche per sogno; per uno stranissimo scherzo del destino ecco che il Marshall Regenerator, messo in testa a tutto, produce uno strano ronzio di corrente elettrica che non si manifesta sempre, ma solo a tratti: basta spostarlo di posizione e il ronzio sparisce :? . Ci ho messo un'ora a tentare di capire il perché, ma non sono arrivato a nessuna conclusione: da notare che in tutte le prove precedenti non l'aveva mai fatto ed avevo i pedali nello stesso ordine, mancava all'appello solo l'Alter Ego, ma è così lontano nella catena che non penso sia lui. Così... così ho dovuto rifare tutto :mad: . C'è ancora qualcosa che non va, ma non a livello di ronzio, a livello del fatto che se unisco i 'cluster' delle mie prove dei giorni precedenti il risultato non sempre è uguale a quello che ottenevo con pochi pedali e questo anche tenendo le regolazioni uguali. Per assurdo invece di perdere segnale sembro guadagnarne perché l'Alter Ego lì in mezzo, con il suo buffer attivo, non mi fa perdere acuti, ma rende il tutto bello frizzante; togliere il buffer? Potrebbe essere una soluzione, ammesso sia lui, ma poi perdo la possibilità di avere le code del delay che esauriscono naturalmente il loro 'ciclo vitale' quando lo disinserisco. C'è anche il problema del salto di volume da ottenere quando faccio il solo: potrei usare il Replica e il suo boost, ma se non volessi le ripetizioni? Dovrei ogni brano abbassarmi a regolare il feedback in modo diverso e questo non mi va: quando suono voglio suonare e basta, non regolare i pedali!
Va beh, la release 1.0 è questa qua sotto ed è già molto vicina all'optimum, ma ho margini di miglioramento.
Ora devo settare il nuovo tremolo della Strato 'senza nome' (provvisoriamente chiamata 68+1) perché ho montato il 'narrow spaced' per non avere il problema dei MI che scappano dalla tastiera altrimenti stasera col cavolo che faccio le prove! Ok, ne avrei anche altre da usare, ma non le uso da un po' e non so manco come sono settate O_o .
martedì 2 dicembre 2014
Con mooooolta calma...
..... e molta decisione procedo nella mia 'nuova pedaliera'. Ho le idee molto chiare, talmente chiare che sino a 5 minuti prima della foto in alto a destra c'era un altro pedale :-D . Non che non sapessi che mettere, ma siccome ho tutto doppio alla fine faccio delle prove estenuanti per tentare di capire quale pedale sia più adatto in quella posizione con il repertorio che devo suonare.

Forse fare la pedaliera in funzione di ciò che si suona e non avendo in testa un 'suono puro' è l'ultima mia follia! Va beh, torniamo ora a 'impazzire' con gli OD e la loro sequenza ;-) .
Chissà quando tra una decina d'anni, se mai diventerò così vecchio, guarderò tali post, sempre ammesso che il web esista ancora, avrò più pietà o indulgenza verso me stesso...
Forse fare la pedaliera in funzione di ciò che si suona e non avendo in testa un 'suono puro' è l'ultima mia follia! Va beh, torniamo ora a 'impazzire' con gli OD e la loro sequenza ;-) .
Chissà quando tra una decina d'anni, se mai diventerò così vecchio, guarderò tali post, sempre ammesso che il web esista ancora, avrò più pietà o indulgenza verso me stesso...
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