martedì 28 ottobre 2014

E.W.S. Little Brute Drive



Ed ecco il primo pedale promesso: piccolissimo e cattivissimo! E.W.S. non ho ben capito che marchio sia: da qualche parte ho letto che era un negozio giapponese di strumenti musicali che poi ha cominciato a personalizzare pedali sino ad arrivare a produrne alcuni; da altre parti invece ho letto che è una 'costola' di Xotic in Giappone con cui si producono pedali 'originali' ed in effetti il formato così piccolo ricorda l'ultima serie degli Xotic. Fatto sta che questo è arrivato nelle mie mani ed è il formato più piccolo di un altro pedale: il Brute Drive che ha uno sviluppo orizzontale ed uno switch in più oltre ad un totale di 3 manopole, Brute Drive che esiste anche in una versione signature firmata Eric Gales.

Pedale veramente minimalista con solo la manopola del gain eppure al suo interno trova posto anche la pila di alimentazione: incredibile!



Sembrerebbe quindi un pedalino dalle possibilità alquanto limitate ed invece... Invece avrete subito notato i due trim in alto che servono a regolare il volume d'uscita e la quantità di acuti: non male.



Meno male la casa ha pure 'segnato' i valori di default di tali trim anche se io non li ho mai spostati e neppure ho provato la loro escursione. Evidentemente si tratta di un pedale 'set and forget', cioè 'una volta regolato ve lo dimenticate'!

Come suona? Per me sorprendentemente bene ed anche con una sua versatilità inaspettata. Prima di andare ad ascoltarlo qualche indicazione: ho fatto anche qui un unico file anche perché la manopola da spostare è unica e quindi la regolazione è solo quella. All'inizio di ogni 'spostamento' del GAIN faccio sentire il suono pulito della chitarra - ho usato la Strato con i pickup CS'69 perché sono i più 'normali' che abbia - e quindi salgo pian pianino. Anche se indicherò nel file la posizione della manopola posso qui riassumerle: all'inizio la tengo a zero, cioè al minimo, per far sentire che anche a così basso guadagno lo sporco si fa sentire subito rimanendo però molto alta la dinamica. Quando suono il riff dei Free la manopola è circa ore 8; quando passo agli AC/DC invece salgo appena dopo a ore 9; abbasso quindi la manopola del volume per far vedere che il pedale si pulisce ancora egregiamente. Porto quindi il GAIN a ore 11 e faccio l'introduzione pulita abbassando il volume della chitarra sino circa a 5, poi lascio esplodere la potenza del pedale! Chiedo scusa a Son, ma non mi ricordavo più nulla di 16th century greensleeves ed ho cercato di farmi perdonare suonando altro dei Rainbow, ma ho toppato pure lì (comunque per un attimo mi sono sentito sul palco di 'On stage'!) Passo quindi a ore 12 con gli Whitesnake e il suono è già bello 'brutale'. Salgo quindi ancora per arrivare a ore 3 e siamo in territorio bello spinto; con GAIN al massimo arriva Van Halen ed è veramente di una cattiveria impressionante anche se è ancora chiaramente riconoscibile quale pickup stia usando: considerate che è una strato! Ascoltiamolo, alla fine azzardo qualche piccola conclusione personale.

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Alla fine posso dire che quello che mi ha stupito di questo pedale è che è veramente 'granitico'! 'Spacca' veramente eppure rimane trasparente e abbastanza dinamico sino a ore 12 poi parte per una cattiveria inaudita. Stupisce la semplicità e la pacca sonora che è notevole: sembra quasi ti 'accordi' la chitarra in modo che ti arrivi addosso il suono con un vero e proprio pugno nello stomaco! Al contrario del Plexitone che ho trovato 'confuso' e poco incisivo e del Wampler che è sin troppo versatile e appiattito sul suono quando sali di gain, questo è immediato ed è pure 'facile' da suonare sotto alle dita. Interessante, molto interessante. Poi iniziare 16th century greensleeves dopo la parte pulita con quelle bordate... beh, non ha prezzo!

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