mercoledì 29 ottobre 2014

Suhr RIOT LTD

Non faccio a tempo a posare un OD e subito me ne salta addosso un altro: destino crudele   :-D .



Sssstttt! Torniamo seri perché questo è un pedale 'coi fiocchi' dal pedigree importante: parliamo di Suhr, mica robetta! Già, è il famosissimo RIOT in versione ancora liscia e non la nuova RELOADED: ma come mai questo colorino assurdo? Non dovrebbe essere viola? Per capire il perché bisogna 'capottarlo'.



Capito? Si tratta di una colorazione limitata, cioè una serie speciale: questo è il numero 92 di 300 che hanno questo colore; roba da collezionisti (esiste anche il nero, l'ho visto sul web). Va beh, ma a me che sia viola shocking o verde-rana poco importa   ;-) .

Conoscete poi la mia innata curiosità e quindi... via con l'autopsia!



Questo non ha nulla del pedale boutique, ma è proprio industriale con i componenti microscopici in SMD e pure con una bella 'resinata' su un chip per renderlo irriconoscibile e quindi TOP SECRET!

Va beh, queste son tutte cose che a me interessano poco: come suona? Solito test con la stessa chitarra di questi giorni, cioè la Strato con i CS'69: ho pure tentato di risuonare gli stessi riff del test del LITTLE BRUTE DRIVE in modo che qualcuno, con un po' di pazienza, può andare a confrontare il suono dei due pedali.

Iniziamo con la prova del GAIN: come sempre prima il suono pulito e poi sposto la manopola del GAIN a salire; le indicazioni sono nel file sonoro.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/suhr-riot-gain-min-to-max[/embed]

In cima al pedale avrete notato uno switch a 3 posizioni denominato VOICE: non è facile capire a cosa serva, in teoria serve a spostare un po' la centratura dei medi per avere 3 voci diverse:

  • SX (sinistra) - voce 'organica' che dovrebbe rispondere naturalmente alle sollecitazioni dinamiche e del controllo del volume della chitarra;

  • CENTRO - si va verso l'hi-gain con medie avanti e un rinforzo delle medio-basse;

  • DX (destra) - voce 'scooped' e quindi con i medi indietro.


Oggettivamente non è facile notare la differenza - sembra che sulla nuova versione Reloaded questa funzione sia stata migliorata - anche se dal vivo è un po' più evidente rispetto alla registrazione; la posizione a destra è la mia preferita.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/riot-gain-ore3-switch-sx-center-dx[/embed]

Ora è la volta della manopola TONE: prima a zero, poi a ore 9, poi al centro, poi a ore 3 e quindi al massimo; switch al centro e LEVEL e GAIN a ore 12.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/riot-tone-min-ore3-ore12-ore9-max[/embed]

Ho quindi tentato nuovamente di far sentire la differenza dello switch VOICE con meno distorsione e mettendo tutti gli altri controlli a ore 12: vediamo un po' cosa esce.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/riot-gain-ore12-switch-sx-center-dx[/embed]

Va beh, è sempre difficile notare la differenza, almeno io faccio fatica.

Che dire del pedale? Costruzione ottima, contenitore solidissimo, pulsante 'a piede' abbastanza silenzioso e morbido, diverso dai soliti, switch VOICE poco incisivo e suono abbastanza credibile di Marshall imballato, Marshall moderno però, ma... ma io preferivo il Little Brute Drive perché pedale molto più aperto sulle medio-alte e più dinamico. Il Little Brute Drive sembra un OD che parte da leggero boost ed arriva ad un livello di cattiveria 'brutale', ma rimane sempre un OD anche se con forte connotazioni distorte quando tirato al massimo; il RIOT è un distorsore a tutti gli effetti ed anche se tenuto bassissimo, a livello minimo di gain tra l'altro abbassa il volume, rimane sempre complicato da gestire con il volume della chitarra o con il tocco.

Va beh, finisce qua questa lunga prova di pedali del mese di ottobre: ben 5!!!! Restituito tutto anche questa volta anche se il pedalino rosso... quasi quasi... Non faccio a tempo a posare i pedali che l'amico del negozio mi fa: "Guarda qui che cosa c'è nell'usato!" Così mi appioppa un altro pedale   :eek: .

martedì 28 ottobre 2014

E.W.S. Little Brute Drive



Ed ecco il primo pedale promesso: piccolissimo e cattivissimo! E.W.S. non ho ben capito che marchio sia: da qualche parte ho letto che era un negozio giapponese di strumenti musicali che poi ha cominciato a personalizzare pedali sino ad arrivare a produrne alcuni; da altre parti invece ho letto che è una 'costola' di Xotic in Giappone con cui si producono pedali 'originali' ed in effetti il formato così piccolo ricorda l'ultima serie degli Xotic. Fatto sta che questo è arrivato nelle mie mani ed è il formato più piccolo di un altro pedale: il Brute Drive che ha uno sviluppo orizzontale ed uno switch in più oltre ad un totale di 3 manopole, Brute Drive che esiste anche in una versione signature firmata Eric Gales.

Pedale veramente minimalista con solo la manopola del gain eppure al suo interno trova posto anche la pila di alimentazione: incredibile!



Sembrerebbe quindi un pedalino dalle possibilità alquanto limitate ed invece... Invece avrete subito notato i due trim in alto che servono a regolare il volume d'uscita e la quantità di acuti: non male.



Meno male la casa ha pure 'segnato' i valori di default di tali trim anche se io non li ho mai spostati e neppure ho provato la loro escursione. Evidentemente si tratta di un pedale 'set and forget', cioè 'una volta regolato ve lo dimenticate'!

Come suona? Per me sorprendentemente bene ed anche con una sua versatilità inaspettata. Prima di andare ad ascoltarlo qualche indicazione: ho fatto anche qui un unico file anche perché la manopola da spostare è unica e quindi la regolazione è solo quella. All'inizio di ogni 'spostamento' del GAIN faccio sentire il suono pulito della chitarra - ho usato la Strato con i pickup CS'69 perché sono i più 'normali' che abbia - e quindi salgo pian pianino. Anche se indicherò nel file la posizione della manopola posso qui riassumerle: all'inizio la tengo a zero, cioè al minimo, per far sentire che anche a così basso guadagno lo sporco si fa sentire subito rimanendo però molto alta la dinamica. Quando suono il riff dei Free la manopola è circa ore 8; quando passo agli AC/DC invece salgo appena dopo a ore 9; abbasso quindi la manopola del volume per far vedere che il pedale si pulisce ancora egregiamente. Porto quindi il GAIN a ore 11 e faccio l'introduzione pulita abbassando il volume della chitarra sino circa a 5, poi lascio esplodere la potenza del pedale! Chiedo scusa a Son, ma non mi ricordavo più nulla di 16th century greensleeves ed ho cercato di farmi perdonare suonando altro dei Rainbow, ma ho toppato pure lì (comunque per un attimo mi sono sentito sul palco di 'On stage'!) Passo quindi a ore 12 con gli Whitesnake e il suono è già bello 'brutale'. Salgo quindi ancora per arrivare a ore 3 e siamo in territorio bello spinto; con GAIN al massimo arriva Van Halen ed è veramente di una cattiveria impressionante anche se è ancora chiaramente riconoscibile quale pickup stia usando: considerate che è una strato! Ascoltiamolo, alla fine azzardo qualche piccola conclusione personale.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/ews-lbd[/embed]

Alla fine posso dire che quello che mi ha stupito di questo pedale è che è veramente 'granitico'! 'Spacca' veramente eppure rimane trasparente e abbastanza dinamico sino a ore 12 poi parte per una cattiveria inaudita. Stupisce la semplicità e la pacca sonora che è notevole: sembra quasi ti 'accordi' la chitarra in modo che ti arrivi addosso il suono con un vero e proprio pugno nello stomaco! Al contrario del Plexitone che ho trovato 'confuso' e poco incisivo e del Wampler che è sin troppo versatile e appiattito sul suono quando sali di gain, questo è immediato ed è pure 'facile' da suonare sotto alle dita. Interessante, molto interessante. Poi iniziare 16th century greensleeves dopo la parte pulita con quelle bordate... beh, non ha prezzo!

sabato 25 ottobre 2014

Trailer dei prossimi giorni

Ormai sono impazzito: pure il trailer!

Perché tante prove? Sono indeciso tra fare l'OD con l'ampli o i pedali o, meglio, se fare l'OD devastante con i pedali e il crunchettone con l'ampli o viceversa. La logica direbbe di far fare la cosa più difficile all'ampli, il crunchettone potente, e la distorsione esasperata ai pedali, ma già che ci sono provo tutte e due le vie, poi si vedrà. Sento già i cultori delle valvole farsi avanti e dire che come le valvole bla, bla, bla, bla... tutto vero, ma c'è sempre un 'ma': alla fine anche con i pedali si raggiungono buoni risultati con spesso un impatto, nel senso di 'pacca' di suono, che l'ampli da solo non riesce a darti perché quest'ultimo tende ad ammorbidire tutto.

I pedali che ho ora in prova sono due: il primo è questo qua sotto.



Piccolo, ma veramente cattivo: si va dall'OD alla distorsione più devastante con una sola manopola, ma vi spiegherò tutto più avanti. Dico solo che di questo pedale ho già le immagini ed anche il file sonoro unico, stile quello del Lovepedal Eternity Fuse dell'ultimo post con l'importante differenza che in questo non parlo.

L'altro pedale invece ha un colore diverso dal suo solito, un colore che fa rabbrividire - a voi scoprire il perché! - ed è questo qua.



Di questo non ho ancora nulla e quindi non so ancora bene cosa farò e se riuscirò a farlo: va beh, accettiamo almeno le buone intenzioni.

Dopo di che prenderò delle decisioni e mi darò definitivamente ai BOSS per mantenere un minimo di coerenza   :-D .

venerdì 24 ottobre 2014

E con questo post saluto i 3 pedalozzi!

Ora è tempo di chiudere questa 'faticaccia', per me e per voi, dell'ascolto dei tre pedali che avevo in prova; già, avevo... perché due sono già rientrati e il terzo ritorna oggi con buona pace del mio portafoglio.

Chiudo con due esempi veramente un po' estremi: il primo riguarda i due pedali 'simil-Plexi' tirati ben benino a far caos a più non posso: il Pinnacle ha il boost inserito e il Plexitone è tirato al limite della suonabilità (infatti alla fine lascio un attimo il silenzio, si fa per dire, per far capire quanto sono al limite dell'innesco). Il silenzio prima e dopo i riff è voluto e serve per far sentire anche il fruscio che hanno quando sono tirati per il collo; il fruscio del Plexitone arriva molto prima rispetto all'altro ed io lo sento sotto appena prendo fiato nel suonare. Va beh, beccatevi immagine e file sonoro.



 

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/cryin-pinnacle-plexitone[/embed]

 

Il Lovepedal Eternity Fuse non raggiungerà mai tali suoni devastanti, non è detto che sia un male, e l'ho un po' trascurato, ma è più difficile da 'spiegare', ma... ok, cambio Strato e prendo quella con i CS'69 e il Mi basso che sferraglia come un pazzo, prima o poi lo metto a posto se ci riesco, attacco il Lovepedal e... faccio sentire i 3 switch e sposto anche la manopola che nell'esempio sonoro chiamo 'tono' mentre in realtà è una specie di treble booster. Occhio che sono 10 minuti di 'cazzeggio' puro: avvertiti!

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/eternity-fuse-impro[/embed]

 

giovedì 23 ottobre 2014

Sia fatto il 'metallo'!

I pedali non sono più con me, almeno due, ma ho ancora le registrazioni di altri esempi sonori da condividere con noi. Questa volta, come avrete capito dal titolo, il Lovepedal resta in panchina perché non è in grado di raggiungere certe 'vette' di gain: l'ho già spremuto del tutto la volta precedente. Anche la chitarra cambia ed è la 'prima strato', quella dell'83 con manico scavato e pickup Seymour Duncan, quelli belli potenti. Ora il Wampler Pinnacle lo spremiamo ben benino e siamo nel 'suo' territorio: il brown sound in stile Van Halen. A dire il vero ha ancora molto margine di cattiveria in quanto lo switch boost è ancora disinserito   ;-) . Ho usato i settaggi consigliati dalle istruzioni per eseguire proprio questo brano: certo, io non ho degli 'humbuckers veri! In mezzo il suono si pulisce con l'utilizzo della manopola del volume regolata da me 'al volo'.



Prima il suono pulito e poi... scateniamo la 'bestia'!

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/love-pinnacle[/embed]

 

Ora tocca al Plexitone cimentarsi nella stessa prova: le condizioni sono le medesime, cambia solo il pedale e, come potete notare dall'immagine, non è che l'abbia poi spremuto più di tanto.



 

La vera differenza è che stavolta il cambio di volume 'al volo' mi è riuscito sin troppo ed infatti cerco di rimediare alzandolo un po' dopo, prima della sfuriata finale.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/love-plexitone[/embed]

 

Ma per non farvi aspettare troppo aggiungo altri due esempi sonori ancora più estremi: metal anni '80!!!!!!!! Stessa chitarra e tutto come prima: pompo solo (solo?) di più i pedali.

Stavolta il Wampler ha lo switch su 'Modern', ma ancora senza boost, pronto per 'decollare' verso suoni belli cattivelli!



 

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/foolin-pinnacle[/embed]

 

Riuscirà il 'piccolo', si fa per dire, Plexitone ad arrivare sin lì? Ce la fa, ce la fa   :-) .



 

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/foolin-plexitone[/embed]

Notato come il piccoletto va facilmente, anche troppo, in feedback? E guardate dov'è la manopola del gain   :eek: !

Tra l'altro l'ho scoperto per caso, anche se è scritto chiaramente sul manuale, e la foto lo ribadisce con il suo 'Bypass' semplice... già, il Plexitone non è True bypass anche se in fondo non significa nulla.

mercoledì 22 ottobre 2014

Tutto bene ora?

Titolo che serve per dire che ho usato il riff di All Right Now per farvi sentire tutti e tre i pedali uno dopo l'altro. Ma procediamo con ordine: la chitarra usata è la nuova Squier Stratocaster Vintage Modified 70 con pickup al ponte (il suo di serie e quindi il Duncan Designed™ SC-101 Single-Coil): volume al massimo a scanso di equivoci!

Ho modificato un attimo la modalità di ascolto: prima faccio sentire il suono pulito dell'ampli e poi i tre pedali uno dopo l'altro (dovrebbe leggersi sul file sonoro quando passo da uno all'altro). La scelta del riff è dettata da due fattori: il primo è che presenta delle pause e quindi è possibile sentire se i pedali hanno fruscio o no; la seconda motivazione è che se cercate bene nei miei post 'vecchi' troverete lo stesso riff fatto anche con la Super Crunch Box e quindi è possibile, anche se in minima parte, un confronto anche con quel pedale Plexi-style. Le regolazioni dei tre pedali sono visibili qua sotto e ci sono alcune osservazioni da fare: la prima è che nessuno fruscia, ma per motivi vari: il Lovepedal anche al massimo della sua 'cattiveria', occhio allo switch tutto a destra, rimane un pedale con poco gain e molto silenzioso di suo; il Pinnacle è anche molto silenzioso, ma comunque è a metà gain della sua modalità più tranquilla; il Plexitone ha il gain appena accennato e quindi non è neanche al 10% delle sue possibilità (lui si che fruscia dopo!)



 

Ora non resta che andare ad ascoltarli   ;-) .

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/all-right-eternitypinnacleplexitone[/embed]

martedì 21 ottobre 2014

Gli esempi sonori continuano

Andiamo avanti con gli esempi sonori edanche stavolta rovino Hendrix! (prometto che non lo faccio più: sorry 4roses!) Volevo qualcosa di calmo in cui usare i tre OD, ma abbassando la manopola del volume per vedere come reagivano. La chitarra è una Strato (ma va?), quella ancora senza nome e per adesso chiamata provvisoriamente "68+1" in quando monta i pickup CS '69: in pratica il battipenna della Classic Player 60 montato su un corpo Warmouth e manico sempre della Classic Player 60. Forse dovrei chiamarla: 'pasticciocaster' visto le cavolate che riesco a combinare io! Non mi trovo a mio agio con questa strato perché ha il manico troppo stretto rispetto al ponte e quindi i due MI vanno fuori dal manico con estrema facilità; per fortuna l'amico Mauro The Wall mi ha indicato la soluzione ed è in viaggio verso di me il suo ponte con fori di fissaggio del corpo di 56 mm. e interasse corde di 52 mm: così dovrei aver rispolto quel problema. Purtroppo rimane l'altro problema: dopo due anni il manico, forse a causa dell'umidità enorme di quest'anno, ha iniziato a muoversi e quindi ho le corde che sbattono un po' dappertutto sul Mi basso, ma non da altre parti, ma non è detto che tra un paio di settimane la situazione non cambi radicalmente (già successo quest'estate dove era il mi cantino a sbattere: boh!) Va beh, la chitarra è comunque quella e per tutta la durata dell'esempio sonoro il volume è sempre fisso su 7! Come sempre metto la foto del pedale con le sue regolazioni e poi sotto l'esempio conoro.

Iniziamo con il Lovepedal e fate attenzione a dove è posizionato lo switch!



[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/mary-eternity[/embed]

Ora è la volta del Wampler e questa volta mi ricordo di far sentire il suono pulito prima di inserire il pedale (ma occhio anche qui allo switch superiore).



[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/mary-pinnacle[/embed]

E per finire il Plexitone!



[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/mary-plexitone[/embed]

A voi le conclusioni (non sull'esecutore e l'esecuzione ^^’ ).

lunedì 20 ottobre 2014

Continuano esempi da ieri

Come avevo detto ieri avevo escluso il Lovepedal Eternity Fuse dalla prova perché troppo diverso dagli altri due; però... però Hey Joe è un brano che non richiede suoni esasperati e così mi sono deciso di fare l'esempio sonoro anche con questo pedale anche se non lo accosto direttamente agli altri due. Dello switch a 3 posizioni continuo a non capire nulla e quindi l'ho lasciato in mezzo 'inventandomi' che fosse la posizione di default: ecco le regolazioni del pedale.



Sempre stessa chitarra, la 'Strato del bù', ed ho utilizzato la stessa sequenza di pickup.

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/hey-joe-eternity[/embed]

domenica 19 ottobre 2014

Primi esempi sonori: Pinnacle e Plexitone

Inizio a farvi sentire il Wampler e il Carl Martin per evidenti somiglianze visto che si ispirano più o meno allo stesso suono di riferimento e cioè una Marshall Plexi. Hendrix non è il 'mio' chitarrista ed è anni luce lontano dal mio modo di suonare, ma ho pensato che questo giro di accordi andasse bene per farvi sentire i pedali in una situazione non particolarmente spinta. Ho usato la Strato del bù con la quale mi trovo abbastanza bene tranne che per un paio di tasti che friggono un po', ma devo ancora farle un setup serio; ha pickup artigianali di GuitarSet tranne quello al ponte che è un Suhr. Anche se si sente parecchio bene quando utilizzo lo switch per passare da un pickup all'altro l'ho comunque scritto per chiarezza durante l'ascolto del file.

Iniziamo con il Wampler Pinnacle di cui riporto l'immagine delle impostazioni usate e il file sonoro di esempio.



 

[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/wampler-pinnacle-hey-joe[/embed]

Adesso tocca al Carl Martin Plexitone: stessa chitarra, stessi pickup e stesso brano per quanto non sia in grado di suonarlo due volte in modo perfettamente identico. Anche qui prima si sente l'ampli sul pulito e poi via con il pedale le cui regolazioni ed esempio sonoro trovate qui sotto.



[embed]https://soundcloud.com/vigilius60/carl-martin-plexitone-hey-joe[/embed]

sabato 18 ottobre 2014

Quei tre!

Quali tre? Questi tre   ;-) .



Una delle fortune che ho, almeno in un negozio di BG, è quella di poter provare a casa i pedali, casomai li volessi acquistare (ho ancora un gruzzoletto di credito non indifferente dalla vendita della mia RollingCaster), e quindi ricordando una mia affermazione di un video, in cui sostenevo che 'gli overdrive non sono mai troppi', ho deciso di farne una scorpacciata! In realtà io ne volevo solo uno, poi son diventati due ed alla fine me ne è stato rifilato anche un terzo: si poteva dire di no?   :-)

Non ho seguito una vera e propria logica: volevo qualcosa di cattivissimo per non tirare l'ampli a quei livelli e tenerlo su un crunchettone più tranquillo, volevo poi un TS 'on steroids', per riprovare quel tipo di pedale che a me non piace affatto, ma quando lo sento da altri rimango sempre allibito, ed un 'classico' come una 'Plexi-in-a-box', uno dei tanti pedali che ci prova. Per ora il video non c'è e, visti gli impegni, non credo ci sarà mai, ma posso sempre tentare di descriverli e, magari, farveli sentire con esempi sonori: meglio di niente, no? Ma partiamo con la descrizione.

Lovepedal Eternity Fuse


Questo pedale è un grosso mistero perché dei pedali Lovepedal non si riesce a sapere quasi nulla, sono poi talmente tanti e differiscono così poco uno dall'altro che sono anche quasi oggetto di collezionismo se non di culto per qualcuno; una volta ho chiesto ad uno del Mercatino alcune informazioni e mi ha detto che li aveva tutti, anche quelli che cambiavano solo nel colore pur rimanendo uguali dentro. In origine erano anche costruiti a mano 'point-to-point, ora non più, ma costano sempre uno sproposito. Già sapere il nome è un'impresa visto che è totalmente anonimo: dopo varie ricerche sul web, anche queste nient'affatto facili, ho concluso che è l'Eternity Fuse, probabilmente versione 5 (mi pare che siano già alla 11), comunque la prima ad avere la PCB all'interno.



L'ennesimo pedale nero che da fotografare è impossibile. In realtà dovrebbe essere 3 pedali in 1 perché con lo switch hai la possibilità di passare da clean booster a treble booster e overdrive vero e proprio. Non esiste uno straccio di manuale di istruzioni da nessuna parte ed anche sul web chi l'ha avuto va praticamente a tentoni per cercare di capire a che servono le manopole (lo switch è un mistero irrisolto). Sulla versione seguente, colore beige con manopole marroni ma comunque sempre lo stesso pedale (forse!), almeno ci sono le scritte Level a sinistra, Drive a destra e 'GLASS' in alto al centro   :eek: . La manopola Glass un po' è spiegata e non è un controllo di tono semplice, ma un vero e proprio treble booster e quindi non aumenta gli acuti, ma taglia i bassi in 'quel modo' caratteristico dei treble booster degli anni '70. Vero? Lo sentiremo, spero. Si tratta di un pedale boutique che più boutique non si può dato che costa uno sproposito: ben oltre i 200 euro, anzi, siamo più verso i 300 euro. La versione beige l'ho sentita su un Fender Hot Rod dell'altro chitarrista con cui suonavo e con il Blues Drive della BOSS tirava fuori un suono spettacolare, da far tremare i muri della sala, ma proprio sulle note soliste. Ho trovato anche scritto che in teoria si può cambiare anche facilmente l'IC interno per sperimentare altre sonorità, ma gli altri IC non vengono forniti, ma te li devi cercare: utilità? Per me zero. Naturalmente l'ho aperto per curiosare e... il deserto!!!!!!!!!!!!!



Ma siamo matti? Per me è immorale già un pedale da 200 euro (ok, ammetto che il T-Rex Replica costa di più, ma per i delay sapete tutti che ho un debole...), ma andare ben oltre i 200 per una scatola, una pila, un IC , tre pot, uno switch e poco altro... non lo capisco. Potrà suonare anche benissimo, ma c'è un limite alla decenza IMHO!

Wampler Pinnacle distortion


Questo pedale invece sta intorno ai 200 euro ed è un classico a suo modo: un "Van Halen-in-a-box"! Sì, avete letto bene: questo pedale non si rifà ad un ampli, ma ad un suono 'generico' di un chitarrista: il famigerato 'brown sound' di Eddie Van Halen, specie quello dei primi dischi (sì, proprio quando c'erano ancora i dischi!)



C'è anche la versione più grande dello stesso pedale con lo switch 'a-piede' per inserire o meno il boost, boost che è regolabile con un trim interno, non nella versione piccola che sto provando io. Che ci fa l'uomo del crunch, cioè io, con un distorsore? Beh, certi suoni cattivi vanno un po' al di là del crunch e quindi bisogna 'osare' un po' di più. Di Wampler avevo già provato il Plextortion e non mi era piaciuto affatto, ho avuto il delay con il nome lunghissimo - Faux Tape Echo etc. - ed era ottimo e questo è un marchio che non ho mai capito bene perché alla fine i pedali mi paiono suonare tutti molto simili, ma è innegabile che Brian Wampler sia un produttore serio che ha intrapreso una strada tutta sua interessante. Certo che io con un pedale 'alla VH' senza saperlo suonare, avendo uno stile opposto al suo e con solo strato... ci vuole coraggio o incoscienza? Il pedale non costa poco, molto meno dell'altro visto precedentemente, ma praticamente con il mio credito lo prenderei 'gratis' e comunque almeno questo dentro ha qualcosa da guardare!



Strano non sia tutto resinato: evidentemente Wampler non è un talebano come certi costruttori che copiano e poi resinano le PCB per nascondere le loro malefatte! In questo pedale si vedono componenti che sembrano essere di qualità e non PCB fatte in SMD che poi non sono recuperabili in caso di guasto.

Carl Martin Plexitone


Questo pedale l'avevo già provato in negozio, a casa (ma non ditelo al mio amico del negozio) e... ne parlano tutti bene, costruito con la consulenza di Pete Thorn - mica pizza e fichi - un altro giro se lo meritava, no?



Mettere una Plexi in un pedale è uno sport nel quale si sono cimentati un po' tutti, anche lo stesso Wampler ed in effetti anche il pedale sopra dovrebbe essere una simil-Plexi pompatissima. Di questo pedale ho un ricordo vivissimo: gain da morire e, quindi, anche fruscio: ri-ascolteremo! Il fatto che ci sia una sola manopola del tono a me non piace molto, preferirei un'equalizzazione completa, ma devo dire che anche il più 'risparmioso' di tutti: un po' sotto i 200 euro, ma non di tanto. Altra sua caratteristica è che pur essendo alimentato a 9 volt in modo tradizionale l'alimentazione viene poi 'pompata' internamente a 12 volt (come il suo fratello maggiore, sempre della Carl Martin, ben più grosso).



Mi aspettavo più affollamento, ma la PCB appare ordinata anche se ci sono dei componenti talmente piccoli che dubito siano stati saldati lì da un essere umano (magari da un elfo?); in alto, al centro, noto quella strana bobina che penso sia quella che pompa l'alimentazione, ma potrei toppare alla grande. Poi a furia di frequentare il diyer sardo Marcello vuoi vedere che ho capito che sono quei 3 led a sinistra? Magari invece no: boh! Anche qui niente resina: sarà un bene o un male?

Acquisterò uno di questi? Onestamente non lo so; dopo le disavventure, per fortuna risolte, con il Blackstar mi frulla per la testa l'idea di rivoluzionare proprio tutto e permutarlo magari con un Fender Hot Rod o, meglio, un Hiwatt 'cinese' e demandare tutto ai pedali per affrontare una nuova sfida. Io sono uomo da chitarra-cavo-ampli ( + delay!) e poi fare tutto con il volume della chitarra, ma si può anche tentare strade diverse, no?

Ora resta da ascoltarli; come detto non prometto nessun video, ma magari qualche registrazione al volo riesco a farla. Ora a voi resta solo da pregare: per cosa? Qualcuno perché faccia i samples, altri perché invece non ci riesca proprio   :-D .

venerdì 17 ottobre 2014

Odio il flash!

Inutile: le mie strato sono "infotografabili per definizione"! Questa poi non solo ha il problema del flash, del sunburst e delle ditate, ma essendo opaca riesce a far risaltare tutti i difetti. Ci rinuncio!

Eppure mi sta dando non poche soddisfazioni a suonarla e, pur non essendo perfetta e probabilmente con un setup nient'affatto preciso (con il trussrod sono arrivato a fine corsa), risulta essere abbastanza comoda da suonare con un suono strato molto... stratoso?   :lol:

mercoledì 15 ottobre 2014

Eh già!

Ci casco sempre!   :roll:



Arrivato stamattina     :smile:  .

Per prima cosa non andava il Tap Tempo ed ho cominciato ad imprecare tutti i santi del Paradiso perché avrei dovuto spedirlo indietro   :mad: ,  quando... quando ho avuto l'illuminazione: ho guardato sul sito e c'è il nuovo firmware che serve a risolvere proprio quel problema     :grin:  .
Provato un'oretta per capire che... io sono tipo da delay digitali perché questi per me stanno troppo 'sotto' rispetto al mix.

L'Echorec, il Delux Memory Man e lo Space Echo mi piacciono parecchio e sui puliti sono molto ambientali e 'sognanti'; il mio preferito però è il toneprint di default che, se ricordo bene, è lo stesso del Flashback blu 'originale'.

Un po' particolare come pedale, devono piacere 'quei suoni' lì!

Il Carbon Copy, che non è il 'mio' delay, comunque IMHO vince a mani basse come pasta sonora: certo, il TC è più versatile, è programmabile ed ha i toneprints.

Ora ci gioco un po', ma se qualcuno dovesse farsi avanti... io non dico di no.

martedì 14 ottobre 2014

Foto di gruppo

Ho capito perché i chitarristi scelgono così spesso la Strato bianca: è l'unica fotografabile  O_o !

Quelle sunburst cambiano colore con una facilità estrema al punto che in foto non vengono mai come realmente sono; quella nera viene uno schifo per i riflessi e le ditate che si vedono tutte!!!!!!!!! Ho fatto più di 25 fotografie all'ultima Squier e ne ho salvata solo una, che è quella che vedete sotto: non è perfetta, non rende l'idea, ma è quella con meno ditate e quindi l'unica 'guardabile' :mad: ! Se mai dovessi prendere un'altra strato,  fatto del tutto improbabile visto che voglio persino liberarmi di una, la sceglierò trasparente!

sabato 11 ottobre 2014

Allora Son of Aleric?

In attesa della foto definitiva, con 'la bestia' alle spalle, ecco un'anteprima del lavoro quasi finito.



Come vedi - sto dando del 'tu' a Son, ma vale anche per gli altri lettori - ho lasciato sullo sfondo l'altro battipenna, quello più ingiallito, per testimoniare che ho messo quello più chiaro anche se non è proprio bianco-latte. Avrai anche notato che ho fatto un misto perché le plastiche bianche della Fender erano più bianche del battipenna e non ho mai visto una strato così e stava male, quindi ho optato per qualcosa di più vissuto: i copri-pickup di fatto sono molto simili al battipenna ed hanno solo dello sporco marroncino sui bordi mentre le manopole sono leggermente più gialle, ma quelle si fa alla svelta a cambiarle. Il pomello dello switch invece è stato più complicato perché ne avevo solo uno con il taglio giusto (gli altri o erano troppo larghi o troppo piccoli) e quindi mi è toccato mettere l'unico compatibile che, per uno strano scherzo del destino, è quello della vecchia Squier che non ho più, quella con cui ho suonato Highway Star: è sporco di grafite di matita perché l'avevo invecchiato così, ma visto quanto si usa ci può anche stare. In compenso non sono assolutamente riuscito a togliere il 'tip' nero della leva per metterne uno bianco e le ho provate veramente tutte! Alla fine ho deciso di comprare un'altra leva, questa qua sotto, e neppure quella è stata facile da trovare, infatti ho dovuto 'ravanare' con l'amico del negozio in un cassetto con decine e decine di leve prima di trovare quella con il diametro giusto e la filettatura giusta.



Purtroppo è una senza 'tip', ma guardandola mi è venuta un'idea: a te Son non ricorda nulla?

Concludo con un'altra immagine sperando che si vedano meno le ditate: per questo il nero è un colore micidiale, le evidenzia tutte!

venerdì 10 ottobre 2014

Pronti? Partenza e ...

... via!!!!!!



Finalmente ho un po' di tempo per 'blackmorizzare' un po' la mia 'new entry': seguirò la linea di pensiero 'Son', la 'mia'  o quella consigliatami da altri? 'Lo scopriremo solo vivendo'   :lol: .

Smontato il battipenna era tanta la curiosità di vedere cosa ci fosse sotto: ecco!



Luci ed ombre! Per quanto riguarda la luce c'è da notare che i pickup sono proprio Seymour Duncan, sono costruiti decentemente, con tanto di striscia di rame isolante intorno alle spire, non hanno le barrette magnetiche sotto, hanno indicato dove vanno posizionati (neck, middle o bridge e quindi direi un buon segno) e sono in Alnico V: insomma sono proprio questi qua. Altro fatto positivo è che mi sembra proprio che il vano dei pickup, tra l'altro con già lo scasso per un possibile humbucker al ponte, sembra proprio rivestito di vernice schermante e quindi un lavoro in meno per me. Ombre? Come mi aspettavo la parte elettronica è veramente 'risparmiosa': a fronte di un cablaggio ordinato e ben fatto è evidente che potenziometri e selettore sono fatti di materiale economico anche se, a onor del vero, sinora funzionano bene; talmente bene che non ho intenzione per ora di fare la modifica treble bleed. Comunque il prossimo possibile step per questa chitarra è appunto il cambio dell'elettronica: pickup compresi? Non lo so ancora, valuterò se ne vale la pena o no.

Mentre cercavo il 'battipenna schermante', pensavo di averlo peso ed invece l'ho trovato quest'estate spostando un armadio (era caduto dietro), ho scoperto di avere anche le meccaniche originali della Classic Player 60: che dite, le monto su questa? Ad occhio sono uguali: non è che magari provengono dallo stesso posto?

lunedì 6 ottobre 2014

La roccia e la bestia!

Non sapevo come intitolare questo post: la bella e la bestia? La spada nel rock? Altre idee idiote passavano nella mia testa, ma alla fine ho scelto questo, 'la roccia e la bestia', perché questa mia prima strato è veramente una roccia: fabbricata nel 1983, ma acquistata da me nei primi giorni di gennaio del 1984 (ho dei dubbi sul 3 o 4 gennaio o 10 gennaio, ma comunque entro quella settimana). Beh, 'la roccia' ha ormai più di 30 anni sul groppone e mi ha dato solo soddisfazioni anche se fa parte della serie più sfigata che la Fender abbia mai prodotto: è la Stratocaster meno strato che esista e dopo tutte le mie modifiche è ulteriormente 'peggiorata'. Ma è la chitarra con cui ho costruito il mio mito nella musica bergamasca: primo, tra l'altro, ad aver scavato il manico da solo: un pazzo! In questi 30 anni mai un problema ed ho regolato il trussrod solo una volta: 1/4 di giro in un'estate torrida dove facevo una media di 3 concerti alla settimana sotto il sole, ma 'la roccia' ha suonato anche sotto l'acqua e la neve! Ormai l'ho pensionata ed ha i tasti talmente usurati da essere diventata quasi fretless: se non fosse per lo scallopped sarebbe insuonabile tanto è il loro stato di usura. Eppure... eppure ogni volta che la prendo in mano è come tornare a casa   :cry: quanta nostalgia delle avventure passate assieme. Merita un'immagine!



'La bestia' è il mostro alle sue spalle: classe 1985, ruggisce ancora. Quando lo acquistai non sapevo quello che facevo, volevo solo un ampli che avesse quella scritta davanti: 'Marshall'. Lo pagai 1.000.000 di lire, anni di risparmi di suonate, e stavo comprando un pezzo di storia, un mito, ma non potevo neanche immaginarlo: oggi la testata JCM800 è venerata dai chitarristi, è forse l'ultimo 'vero Marshall' costruito (le solite esagerazioni), ma nonostante anche lei sia in pensione ed abbia non pochi acciacchi dovuti all'età è capace ancora di 'tuonare' in modo più che rispettabile.

Oggi certe cose non le fanno più così, esattamente come me, ma non è detto che questo sia un male!

sabato 4 ottobre 2014

Ere diverse...

... ma stessa persona e stesso estro geniale!

L'era primitiva.



L'era antica.



Il Medioevo.



L'era moderna.



Verso la contemporaneità.



Il presente.



E poi?

venerdì 3 ottobre 2014

Sono un po' indeciso

E forse ora capirete il perché   ;-) . Mentre il mio Blackstar continua ad essere in riparazione perché sembra che la valvola bruciandosi abbia fatto un po' di casino, volevo mettermi a cambiare il battipenna alla mia Squier per 'blackmorizzarla' rendendo felici così due amici del pavese   :-D ; mi sono bloccato a questo punto.



Vedete cosa succede ad avere troppa scelta? Ho ritrovato il battipenna 'bianco-latte' (anche se non è proprio bianchissimo neppure lui) e, tra l'altro, anche i vecchi pickup della RollingCaster - che quasi quasi mi riprendo gli I-Spira - ma purtroppo ora l'indecisione è totale!