sabato 18 gennaio 2014

Il gioco continua...

Sì, il gioco continua perché tale è: un gioco! Piccolo riassunto delle puntate precedenti: in principio era così.



Poi si è trasformata in una normalissima strato con le plastiche tutte bianche come si vede in un mio video: molto anonima, ma forse la più bella.



Dopo ho tentato il look 'all black' che sicuramente dona alla chitarra un look particolare, molto slanciato ed insolito, ma anche forse un po' troppo dark.



Adesso invece è un misto di battipenna bianco, un po' ingiallito naturalmente dall'età, mica poi tanto però, e cover e manopole nere per un potpourri di 'Blackmore' com'era e come è; look strano, ma abbastanza 'fine' anche se farà storcere il naso a moltissimi puristi (penso a Maurothewall ad esempio).



Quello che non si vede nella foto è che ora è lucida di fronte ed un macello dietro perché ho iniziato a fare le prove per rendere la vernice opaca: ho iniziato dietro proprio perché se qualcosa andasse storto posso sempre fermarmi e non continuare davanti. A dire il vero il lavoro nelle parti centrali lisce sta venendo anche bene, solo sul nero si vedono i segni della paglietta di ferro da pentole finissima che ho usato, ma il lavoro non è finito e ho carta vetrata da 400, 600, 800, 1200 e 1500 per rifinire quando riavrò acquisito l'uso del polso dopo il grande lavoro iniziale. Onestamente però averne una anche lucida davanti non mi sembra la fine del mondo anche se le preferisco alla nitro e più opache. Mi sa che concludo la metà di dietro alla belle-e-meglio e poi mi fermo anche se opaca non è affatto male.

Poi, come saprete ho iniziato il 'gioco' del te e del caffè per invecchiare le plastiche ed ho tentato alcuni accoppiamenti possibili. Prima possibilità: battipenna nero e plastiche invecchiate color crema; direi proprio di no, non mi pare di averne vista nessuna così ed un motivo ci sarà pure, no?



Le immagini che vedrete non sono il massimo, ma dopo aver visto quelle con il flash ho scelto queste con ISO più alti perché più fedeli nei colori: il flash sbianca troppo alle volte anche se permette una maggior nitidezza mentre a 'mano libera' il delirium tremens mi prende e sono tutte un pelo mosse e fuori fuoco.

Possibilità numero due: battipenna bianco, ma veramente bianco (quello leggermente ingiallito è ora sulla chitarra sotto le corde), con plastiche invecchiate non da me: cover anni '60 e manopole anni '70. Insomma: il mio solito pasticcio; assomiglia moltissimo a quella vista nel video.



Normalissima, forse sin troppo, ma il battipenna bianchissimo fa tanto chitarra nuova anche se poi non è così vero: la mia strato del '74 ha il battipenna proprio così: bianco immacolato.

Possibilità numero tre: battipenna bianchissimo con plastiche color crema a creare un certo contrasto cromatico.



Esagerato? Sì; nella realtà ho visto cose del genere, specie sulle Squier anni '80, ma le plastiche viravano decisamente più sul giallo e non sul marrone come queste qua. Resta poi il fatto che non ho ancora trovato il modo di sporcare le manopole sulla zigrinatura come succede dopo anni e anni di uso e usura. Come vedete certi segni sono riusciti a farli, anche sulle cover, ma la sporcizia no, quella non so come farla.

Possibilità numero quattro: battipenna mint green invecchiato e plastiche invecchiate - quelle sopra, il misto '60 e '70 -, lavoro fatto da professionisti ed in effetti queste le ho acquistate e nonostante i vari tentativi, sono state a bagno insieme alle altre diventate color crema, queste non hanno subito modifica alcuna.



Questo mix mi piace abbastanza ed a parte il falso della scanalatura del trussrod alla base, la mia ha il mitico 'bullet' in cima alla paletta, si vede abbastanza sulle strato, specie quelle nere e bianche dove fa la sua bella figura. Molto più raramente ho visto questo mix sul sunburst che, manco a farlo apposta, è il colore della mia chitarra.

Possibilità numero cinque: mint green e cover e plastiche color crema per richiamare alla lontana la strato del mitico Rory Gallagher.



Sulla carta questa era la combinazione che volevo quando ho iniziato il 'gioco' del te e del caffè; anzi, ero addirittura convinto di spostare questo mix sulla strato alla nitro stile anni '60 e prendere il mix di là e portarlo su questa con il palettone. Per chi non si ricordasse la strato 'stile Gallagher', l'ho già detto che ancora non le ho trovato un nome, è questa qua sotto.



Però mi spiace cambiare qualcosa a questa strato che sembra veramente uscita bene così; certo le plastiche crema sarebbero più belle, ma sarebbero anche pulite mentre queste hanno quello sporco sulle manopole che fa tanto 'reale' e che io non riesco a riprodurre.

Va beh, il mio sproloquio si conclude qua e credo che divertirà non poco l'amico Son che dice di amare leggere i miei post-fiume e questo lo è sicuramente.

2 commenti:

  1. Ciao Vigilius, ti seguo da un po ( e nche io amo leggere i tuoi posto "logorroici" :) ).
    Ho una mezza idea di come potresti fare lo sporco delle manopole che ti piace tanto:
    potresti prendere la lama di un cutter ( o taglierino che dir si voglia) , intingere la punta, ma proprio una puntina nel colore, partire dalla base e tirare leggermente verso l'alto. Si potrebbe usare o colore da modellismo o se hai una bomboletta spruzzarne su una pezza di stoffa ( una vecchia camicia :) ) piegata in 4 sempre nello stesso punto e raccoglierlo là.
    P.S. come colore c'è da sperimentare ma forse il marrone si addice meglio allo sporco
    P.P.S. è una idea e non l'ho mai provato ma vista la mole di manopole che ti ritrovi se ne potrebbe immolare qualcuna.
    Saluti
    Antonio

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  2. Sai che a qualcosa tipo modellismo ci avevo pure pensato? Da giovane ho fatto tanti di quei modellini di aerei, Phantom II specialmente, che ero diventato pure un esperto! Grazie del consiglio, ci penserò, ma più guardo la chitarra come è ora e più mi piace e quindi credo che un paio di prove le tenterò anche se poi così com'è, battipenna bianco e plastiche nere, mi piace. ;-)

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