giovedì 28 giugno 2012

Ancora?

Già, la mia pedliera sta subendo l'ennesimo 'rimescolamento' all'insegna della razionalizzazione. Giusto per capirci un anno esatto fa stavo in questa situazione.



Tra poco vedrete la nuova e a che livello di follia sono arrivato. Come avevo preannunciato il Wampler Faux Analog Delay è partito, il MicroAmp, che è stato il primo pedale da me acquistato e quindi il primo 'mattoncino' della mia nuova avventura, è stato licenziato e per ora sta fuori. Fuori sta anche l'octaver che uso una volta ogni morte di Papa e poi, abituato da anni di Intellifex, trovo fastidioso il modo in cui alle volte perde il tracciamento della nota. L'ultimo LIVE mi ha ricordato molte cose e l'inutilità di altre: più volte sono preso dalla tentazione di dar via tutto e limitarmi a chitarra e ampli e massimo 2-3 pedalini, come un anno fa, e non è detto che un giorno non ci arrivi, meglio ci ritorni. Persino il Nova System mi tenta: uno scatolotto con dentro tutto ed è fatta! Va beh, vedremo: per ora sto messo così :-(.



Ok, il disordine regna sovrano (scusa Raffus), ma uso la pedaliera anche come contenitore di cavetti e menate varie. Perché è sparito il Wampler Analog Echo? Non bastano quelli che ho? A dire il vero il Flashback lo uso solo come looper e per il toneprint vagamente tape con un pizzico di modulazione; l'MXR MicroAmp lavorava benissimo, ma il MrLouder di MNK svolge lo stesso ruolo benissimo ed ha più regolazioni e quindi posso intervenire ancora più di fino alla fine di tutto per dare la botta che serve sui soli (e poi è artigianale ed è italiano!); dell'octaver ho già detto e credo possa farne a meno. La new entry è l'RC booster che non fa nulla di speciale, ma quando lo stacco ne sento subito la mancanza: come direbbe l'amico Vu è un pedale 'inspegnibile' (ma sto ancora valutando se sia meglio lui o l'AC o il BB preamp o altro). Ma c'è spazio per altro, direte voi: certo, ma se allargo i pedali stanno più comodi ed è completa, no?

Posso fare a meno di qualcosa? Il Vibe è bello, ma non lo uso mai se non in accoppiata con il phaser che non ha molto senso; resta il fatto che il Regenerator è l'acquisto più azzeccato che abbia fatto: 50 euro, ma utilissimo per me. l'Hall of fame lo uso solo in modalità Plate o con un toneprint particolarissimo (quello finale del mio video di recensione dello stesso), talmente particolare che non esiste più sul sito della TcElectronic e non ho idea del perchè (me lo chiede la gente sul web). Il Flashback, come detto, lo uso come looper: e se prendessi un looper vero? Il Replica è 'figo', ma cosa ci sta a fare nella mia pedaliera che è tutto tranne che 'stra-figa'? Direi più che altro che ho una passione speciale per i pedali 'proletari': il boutique mi ha stancato per prezzi folli non sempre giustificati dal mio suonare da 'zappatore'. Tra l'altro non è così immediato da regolare e quindi stavo guardandomi in giro per qualcosa di simile, ma più facile da regolare: comunque un delay con Tap Tempo lo voglio. L'I-ODS è amore-odio: lo accendo e non mi piace, poi ci suono un po' e quando lo spengo mi manca: sono pazzo, lo so. Ma un pedale n°1 con dedica del costruttore 'italiano' non lo venderò mai! Il Polytune lo trovo abbastanza scarso, ma un accordatore ci vuole anche solo perché mi mette in 'mute' il segnale; il Noise Suppressor lavora bene anche se mi ingrossa un po' il suono ed è un effetto secondario che mi infastidisc un pochetto, ma posso sopportarlo. Il DE7 è un acquisto dall'amico Down from the sky e mi scoccerebbe darlo via anche solo per questo, per altro lavora in modo più che degno ed è il delay che alla fine uso di più.

Che dite? Sì, avete ragione: devo andare in vacanza!

lunedì 25 giugno 2012

Questa è l'Italia che mi piace

No, non mi riferisco alla partita di ieri; discreta Italia anche quella, ma con quello che guadagnano ci mancherebbe che non si 'facessero un mazzo tanto' (perdonate il francesismo).

No, oggi voglio celebrare un'altra Italia, quella di quelle persone che non vanno al TG e non fanno notizia, ma che mi rendono orgoglioso di essere italiano. Un lettore di questo blog mi ha postato questa mail di cui riporto qualche stralcio:

"... dopo essere stato oggi a Cavezzo per ed aver consegnato i 90 quintali di aiuti raccolti al Campo della Protezione civile, mi sono relamente reso conto che:

  • anche se il camion, a vedersi, era stracolmo, ma talmente imballato che per chiudere i portelloni abbiamo dovuto lasciare a casa uno dei due carrelli per i bancali;

  • che nonostante io e gli altri del mio gruppo ci siamo fatti un "culo così" per fare quello (col senno di poi, poco) che abbiamo fatto, mi sono reso conto che in pratica non abbiamo fatto un bel niente.


Queste persono hanno veramente perso TUTTO. Le immagini viste in TV o sul web non rendono l'idea nemmeno in milionesima parte della "realtà vera" che si vive sul posto. L'atmosfera è a dir poco surreale: pochissima gente in giro, tende messe alle benemeglio nei posti più disparati, case ed edifici crollati praticamente una sì e una no, il centro del paese praticamente raso al suolo. Si vedono volare gli uccelli ma non si sentono cinguettare, il silenzio quasi assoluto
rotto dal rumore delle ruspe che spostano le macerie, gente che si ferma a guardare i Vigili del Fuoco che scavano con le lacrime agli occhi probabilmente pensando "quella era casa mia". I Vigili del Fuoco, i colleghi della Pro.Civ. di Cavezzo e tutti gli altri soccorritori, Carabinieri, Croce Rossa e le decine di persone che si prestano al ruolo di volontari, si stanno facendo 10 "culi così" per gestire l'emergenza, il collega di Cavezzo con cui noi avevamo i contatti è anch'egli uno sfollato. Quando oggi questa persona ci ha fatto fare un giro della Zona Rossa, nel fermarsi a raccontarci un po' quello che era successo, ha detto due cose che veramente lasciano un pò il segno: "...sono 45 giorni che vesto questa uniforme..." (ma non perchè lui sia un zozzone ma perchè non ha più una casa e l'uniforme che ha indosso é l'unica cosa
che gli è rimasta, quando il 29 maggio è avvenuta la seconda scossa e lui era già in giro per i soccorsi) e "...questa maglietta che indosso non è la mia...".

Ogni commento mi pare superfluo; tanto di cappello a questo mio lettore: bravo , mi rendi orgoglioso di essere italiano e di conoscerti anche solo via web. 

lunedì 18 giugno 2012

Ho fatto un po' pace con il Blackstar!

Se avete letto il post dal titolo 'Autocritica feroce' allora vi ricorderete della mia esperienza LIVE poco felice dovuta a problemi, diciamo ambientali, ed al fatto che il mio ampli ad alti volumi aveva cambiato il suo comportamento sonoro riservandomi delle sorprese poco gradite. Oggi finalmente ho avuto un po' di tempo libero al pomeriggio ed ho provato a fare quella cosa che mi frullava nella testa da tanto: usare la mia cassa Marshall 2x12" con il Blackstar HT-40 - 'per sentire di nascosto l'effetto che fa!' ('sta cosa mi ricorda Jannacci).

Vado nel soggiorno di casa mia - non il luogo ideale ma tant'è... - prendo il Blackstar, mai più toccato dal giorno fatidico, lo odio ancora per il suo 25 kg., accendo il power, prendo la mia Classic Player 60, perché ha ancora i pickups di serie, abbasso lo standby senza toccare nulla, quindi ancora regolazioni del 'concerto' e...: stesso suono che mi aspettavo con il Master a ore 1, grossissimo ed ho il gain appena a ore 3! Strimpello un paio di minuti sul pulito; il volume è bello alto ed anche se ho il soggiorno grandissimo (ne so qualcosa visto che ho pagato l'IMU) e penso che chi passava nei paraggi si sarà fatto alcune domande sulla mia sanità mentale (per mia fortuna ho l'unico appartamento i cui muri perimetrali non confinano con nessuno). Inserisco il canale OD e provo il riff di Burn: volume da quasi mal d'orecchie, ma medio-basse presentissime e fastidiose per me: che sia l'ora del treble booster? Porto i medi a ore 9, i bassi pure, anche meno, e sparo gli acuti al massimo: quasi ci siamo al 'mio' suono, ma devo staccare per forza lo switch del canale per avere un voicing più hard-rock e meno metallaro. Abbasso il gain a ore 12 e ci siamo anche se ancora manca la parte medio alta che tanto mi piace; l'ampli va in feedback su quasi ogni nota senza alcun problema e la compressione è sin troppa a questo volume. Suonicchio su clean e OD un paio di minuti per imprimermi in testa il suono ben benino e poi stacco tutto.

La cassa 2x12" è già lì pronta: stacco un cavo dietro al Blackstar ed attacco la cassa Marshall 1936 da 130 watt, 8 Ohm, che mi ha accompagnato con la sua JCM800 in tutta la mia carriera 'rumorosa' da 'idiot-rock-star'. Non tocco nulla sul Blackstar, abbasso lo switch ON, attendo 1 minuto e abbasso anche lo standby: abbasso il braccio ed esegui una cordata e... volo via!!!!!!!!!!!!!! Un sorriso ebete mi spunta sulle labbra, ma passo subito sul pulito: la differenza con il cono del combo non è abissale, graffia solo un po' di più, ma neanche tanto. Sicuramente il suono è più pieno e tridimensionale: si apre di più e risuona di più nell'aria (te credo: ne sposta il doppio!) Passo al canale OD e qui la musica cambia del tutto: le medio-alte che tanto mi piacciono e che ci sono nella mia JCM800 le ritrovo all'80%. Avevo appena fatto la doccia e quindi mi sono autopettinato ed asciugato i capelli con il riff di Burn!!!!! :-D Qui suona veramente in un altro modo: non credevo i coni facessero tanta differenza. I bassi hanno pacca, ma non rompono e non impastano; i medi, anche se ne uso pochi, danno corpo e gli acuti svettano abbastanza; sono ancora pochi per me, ma con alcune regolazioni mi avvicino molto al mio ideale. Faccio anche l'esperimento di alzare il master al massimo per far lavorare le finali e regolare il volume con la manopola del pre, ma non ottengo risultati significativi. Sarà una mia impressione, ma con la 2x12" ho persino più definizione ed uso meno GAIN: suono i primi Deep Purple tranquillamente con il GAIN a ore 9 e lo switch del voicing disinserito. Mistreated è favolosa con solo l'ampli e la cassa 2x12" (ok, qui ho alzato il GAIN sino a ore 11): tremano i vetri con il master a ore 12 e non ho manco il delay se no arrivavano i carabinieri e mi arrestavano in pieno delirio 'blackmoriano'.

Ma io amo farmi del male e quindi stacco la cassa e rimetto il cono del combo: ehi, il volume dov'è finito? C'è ancora, ma è molto direzionale e non ha botta e pacca, va tutto di pre; sul pulito però è più hi-fi. Quello che è percepibile fisicamente è che con la 2x12" il suono va dappertutto e ti avvolge completamente mentre con il combo questa sensazione è assente.

La cosa che più mi ha stupito è che ho sempre pensato che il 'mio' suono lo facesse tutto la JCM800 con il mio rack mentre scopro ora, nonostante i 50 e passa anni, che la cassa ha un ruolo fondamentale nella costruzione del suono (quindi suppongo anche i coni).

Ora mi si aprono molte possibilità:

  • tengo il combo per la casa e le piccole occasioni ed uso la cassa 2x12" solo per le cose grosse (se mai ci saranno ancora);

  • permuto il combo con la testata HT-50 e sfrutto la mia cassa Marshall;

  • cambio il cono del combo con tutte le incognite del caso: non è detto che lo stesso cono suoni uguale in un volume diverso (ci credete se vi dico che non so cos'abbia nella Marshall? Una volta l'ho pure aperta e mi ricordo che erano 2 coni da 65 watt, ma altro non ricordo);

  • prendo un Pod500HD e mi faccio tutti i suoni e poi li sbatto nel combo per avere una versatilità totale;

  • cambio mestiere e tento con l'ippica (peccato che abbia paura dei cavalli!)


Ognuna di queste soluzioni ha i suoi pro e i suoi contro, ma quale seguire?

 

venerdì 15 giugno 2012

Ho toccato una strato da 17.000 euro!!!!!!!!!!!!!

Qui non ne ho parlato, ma se andate a questo post degli amici di Jamble scoprirete che ho avuto occasione di vedere una piccola mostra di chitarre d'epoca. Quello che là non avevo ancora scritto è che per la prima volta ho avuto la possibilità di toccare una vera Stratocaster vintage, precisamente del 1961.



Si tratta di un esemplare particolarmente raro in quanto ha l'hardware dorato che era molto insolito all'epoca, specie su una Strato; questo spiegherebbe la quotazione, per me folle, dell'oggetto, quotazione chiesta al diretto interessato. Emozionato ho chiesto al proprietario, non a caso un medico (quello del concerto per il Tibet) anche solo per le possibilità economiche, di poterla fotografare; mi ha lasciato ed allora ho iniziato. Tenete presente che non pensavo di trovare un simile reperto e quindi ho potuto usare solo il mio smartphone nuovo di pacca e quindi le foto saranno scarse anche perché era la prima volta che provavo a fare immagini con il nuovo acquisto tecnologico. La prima foto non potevo che farla alla paletta che ha fatto la storia; notate il capotasto particolarmente usurato e scurito dal tempo: sarà l'originale? A vista direi di sì.



Dopodiché mi è presa l'idea pazza di fotografarla tutta casomai volessi prendere la mia Classic Player 60 e farla riveniciare come questa  . Il corpo è bello rovinato come piace a me ed i segni delle sverniciature della nitro sono belli evidenti.



Se le foto fanno un po' schifo è perché mi tremavano le mani dall'emozione e gli altri presenti alla mostra mi guardavano come un folle perché facevo foto ad un pezzo di legno vecchio e sverniciato.



Le luci della sala avevano una dominante gialle ed anche con il fotoritocco non sono riuscito ad eliminarla del tutto; qui sotto si vede bene il ponte e parte dell'hardware dorato.



A questo punto ho preso coraggio ed ho chiesto se potevo toccarla per fotografare il retro: il 'guardiano' mi ha detto che non sapeva e di andare a chiedere al proprietario. Io sono uno che non chiede mai, ma quando mai mi sarebbe ricapitata un'occasione simile? Sono andato dal proprietario e lui, riconoscendo quello che alla mattina aveva 'sbavato' dietro tutta la sua roba, ha detto "Sì, puoi prenderla in mano!" (insomma ha capito che ero un chitarrista che conosceva il valore dello strumento). Penso di aver avuto la faccia di un bambino nonostante i 50 e passa anni. Ho coinvolto il 'guardiano' che tremava più di me a toccarla ed ho fotografato il retro.



Può un chitarrista esimersi dal fotografare il retro del manico di uno strumento così prezioso? Naaaaaaaaaa; eccolo!



La verniciatura sulla paletta si è consumata in un modo veramente molto particolare con quelle strisce che altro non sono che specie di crepe nella vernice. Lo strumento l'ho sentito suonare al mattino in un VOX d'epoca e con dei pedali vari, quelli che vedete qua sotto.





Aveva un suono pulito molto bello e caldo: sicuramente merito del VOX che spingeva proprio bene ed avevo uno spettro sonoro molto completo. Sui distorti, ottenuti con i pedalini, si poteva fare meglio, ma non era malaccio. Stupendo il riverbero che credo fosse tutto merito dell'ampli. Ma ora si trattava di rimettere lo strumento a posto e qui scatta il colpo di stato: "Prendo io...", faccio al guardiano e con una faccia di bronzo che non mi appartiene ho preso la tracolla ed ho 'indossato' una strato del 1961! 

Prima impressione: ma è vecchia!!!!!!!!!!!!! Quello che mi colpisce non è che è sverniciata: il legno è proprio segnato, martoriato, scavato, specie sul corpo. Leggera? Sì, ma non più delle mie Strato: mi sento a casa perché tutto è al suo posto. Il 'guardiano' è terrorizzato, non sa che fare e guarda il proprietario che sorride vedendomela addosso, ma non dice nulla. Inizio a suonicchiare con le dita, i miei plettri di 'marmo' da 2 mm. sono a casa, e sento che la chitarra risuona molto bene, ma anche qui cosa già sentita anche sulle mie strato scrause e senza valore. Profilo del manico giusto: né grosso né fine, radius ottimale per i bending senza essere quel 'piattume' stile Ibanez che non sopporto. Quello che mi ha lasciato veramente di sasso è stata l'action: mai visto nulla del genere su una strato: è bassissima!!!!!!! Talmente bassa che faccio fatica a suonare: la mia action è tipo arco per le frecce. Ma sento che è ora di restituire il gioiello a tutti e quindi sfilo con attenzione il tutto e faccio per riporla quando... secondo voi il beota, cioè io, poteva rinunciare ad una bella botta di narcisismo? (anche questa cosa non mi appartiene, ma ero come sotto l'effetto di stupefacenti)

Ecco quindi che qui sotto vedete l'immagine del beota, sempre io, che tiene in mano un oggetto che vale più della mia automobile e, forse, più di me stesso (sicuramente più delle mie capacità musicali).



Sarà che io sono grosso, ma vista in foto mi sembra piccina, più piccina delle mie, ma è sicuramente un effetto ottico.

Tornato a casa ho cominciato ad armeggiare con le brugole per abbassare l'action a tutte le mie strato: non sono mai arrivato neanche vicino a quella della strato del '61. Poco male, ormai sono abituato a suonare son corde alte, sto meditando persino di ri-angolare il manico di almeno 2 delle mie strato. Alla fine però sono arrivato anche alla conclusione che se non avessi saputo che la chitarra fosse del 1961 io non ci sarei mai arrivato perché non ha nulla di magico o esoterico; certo, non l'ho potuta provare amplificata, ma non ho probabilmente le orecchie abbastanza fini per capire le differenze infinitesimali di certi strumenti. Bella chitarra, mi son tolto la voglia di toccarla, ma mi diverto uguale con le mie messicane o anche con le Usa straziate da me con i miei folli esperimenti. Una chitarra così la possiedi per il gusto di avere l'oggetto raro, ma poi avrei paura a suonarlo; qualcosa del genere succede con la mia strato del '74 che uso pochissimo, anche se non è rara e/o preziosa, ed è un peccato, mentre sto letteralmente 'seviziando' le mie due messicanine.

Non merito una chitarra simile e sono contento di non doverla accudire anche se l'idea di 'rifarla' sulla mia Classic Player, almeno esteticamente, non mi ha ancora abbandonato e purtroppo si avvicina l'estate e con essa il tempo libero per realizzare malsane idee.

lunedì 11 giugno 2012

Autocritica feroce!

No, non mi riferisco al mostruoso ritardo dall'ultimo post, ma ad alcune considerazioni musicali in ordine sparso. Ho avuto giorni di fuoco per la fine dall'anno scolastico tra cui, oltre agli impegni scolastici puri, anche l'organizzazione e realizzazione di due spettacoli musicali quindi cercate di capire: ero impegnato in altro. Anche oggi riesco a scrivere solo ora perché mi ci è voluta tutta mattina e parte del pomeriggio solo per compilare le ultime pratiche burocratiche prima di ripartire domani e dopo con altri scrutini, collegi docenti e menate varie.

Dicevo dei due spettacoli: in uno facevo il 'direttore d'orchestra' dei miei studenti di chitarra e in più operavo al mixer. Tutto è andato bene perché ero il padrone assoluto della situazione e i ragazzi si erano anche impegnati duramente. L'unica nota stonata è che alla fine di tutto, quando si è trattato di smontare il palco da una dozzina siamo rimasti io e due studenti corretti; alcuni avevano misteriosi impegni, altri si sono letteralmente volatilizzati senza manco salutare. Alle volte l'educazione è un optional .

Sabato mattina invece c'era l'esibizione più importante: quella in cui avrei ricalcato, anche se per poco, le scene. Sorvolo sul fatto che tutto il pomeriggio prima dopo aver smontato un palco ne ho dovuto montare un altro (lavoro in due scuole che hanno in pratica la stessa sede e quindi teatro in comune), che ci abbiamo messo tutto il pomeriggio a trovare mezzo impianto (la scuola ne ha ben due, ma nessuno sapeva dove si trovassero e a pensar male spesso ci si azzecca), che c'è sempre quello che guarda con le mani in tasca mentre un vecchietto, il sottoscritto, fa lo schiavo nonostante i capelli grigi. Sorvoliamo sul fatto che il mattino dopo ero a scuola alle 7 del mattino a scaricare i miei strumenti ed alle 7,20 ero già operativo, sorvoliamo che abbiamo, io e il gruppo di studenti che ha voluto suonassi con loro, provato i suoni per 5 minuti dopo aver fatto provare gli altri per delle mezzore, sorvolo anche sul fatto che di 5 brani pronti ne abbiamo suonati due perché tutti hanno pensato bene di sforare fregandosene di quelli che venivano dopo e quindi iniziare l'esibizione alle 12.55 quando la campanella dell'ultimo giorno di scuola suonava alle 13.00 non è il massimo; sorvolo anche che la gente stacca i microfoni senza chiedere nulla e li usa per quello che vuole e poi non li rimette a posto creando non pochi problemi a chi suonerà dopo etc. (io qui ero solo un musicista, non l'organizzatore; nello spettacolo organizzato da me il giorno prima chi toccava qualcosa rischiava la vita!!!!!!)

Insomma sorvolando su tutto questo e altro che non dirò mi sono fatto un bell'idea sulla mia 'nuova strumentazione' messa alla prova di un vero LIVE in un teatro da 650 posti.

Blackstar HT-40


Prima considerazione: 40 watt fanno ridere anche se a teatro vuoto spaccano di brutto quando la sala si riempe il brusio ha messo in crisi anche testata e cassa 4x12" della ENGL di un altro chitarrista. Basta microfonare, no? Certo, ma sorgono altri 1000 problemi tra cui il fesso che inciamperà di sicuro nel microfono o sul cavo etc.; quando lo stesso palco è condiviso da troppe persone è sempre un macello. Ho optato per inserire l'uscita emulata del mio ampli direttamente nel mixer e... sorpresa, suona più che bene. Non sarà il massimo, ma quando hai 5 minuti per fare i suoni basta e avanza tanto il pubblico non si accorge di nulla. Quello che esce dall'ampli esce anche dalle casse dell'impianto fatte le debite differenze di coni, ma con l'EQ piatto del mixer era quasi identico, forse persino meglio dell'ampli da solo. Ho sempre usato l'ampli a casa o in situazione LIVE in cui non ero mai arrivato neanche a metà del master e in quel range il Blackstar si comporta alla grande, ma quando il master supera la metà, le fatidiche ore 12, il suono cambia via via più drasticamente. Gli acuti piano piano spariscono per lasciare posto ai medi e le basse aumentano in modo notevole: c'è botta ed anche tanta, ma sembra di suonare con gli humbuckers e non con i single coil. Ho finalmente sentito la voglia di un treble booster: abbassando i bassi dell'EQ dell'ampli, i medi, portando al massimo gli acuti e spostando l'ISF verso il suono americano rimaneva sempre troppa 'ciccia' per i miei gusti. A molti piacerà così, ma a me no: voglio un suono più asciutto e con più acuti, mi sembrava di avere un suono alla Steve Vai! Ho rimediato un po' riportando il master a ore 12 ed alzando la chitarra nell'impianto, ma non ero soddisfatto al 100% però mi adatto facilmente alla situazione. Tra l'altro ho notato, di positivo, che la manopola del master funziona per tutta la sua corsa e non come sulla mia JCM800 che o demolisce o si zittisce: persino da ore 15 in avanti percepisco l'aumento di volume. Comunque a questi volumi mi ha dato fastidio anche la differente risposta dinamica che ho sulla chitarra: anche solo l'effetto violino ottenuto con la manopola della chitarra è più difficile da gestire perché apre quasi subito a quei volumi. Insomma: suonare a volumi casalinghi è una cosa che vuole una tecnica che cambia completamente con ampli tirati anche solo un po'. Comunque a 3/4 della potenza il Blackstar tiene anche se diventa un ampli mostruosamente hi-gain per i miei gusti. Oltre ore 12 del master anche il canale clean poi tanto clean non è più perché anche con i single inizia a crunchare: il voice allontana la soglia, ma non la fa sparire del tutto, ma questo in fondo ci sta. Considerazione finale: vale la pena portarsi in giro 25 kg. di ampli solo per dire che ha le valvole? Sono in grado di sfruttare le valvole io chitarrista-zappatore delle Orobie? Ho molti dubbi .

Pedaliera


Come sapete mi sono fatto la megapedaliera e dal vivo ho scoperto che non serve quasi a nulla. Gli alimentatori sovrapposti della T-Rex non si scaldano per nulla ed almeno questa preoccupazione che a casa non potevo provare si è per ora dissolta, ma vediamo di dare un voto ai pedali. Partiamo con ordine: il polytune si becca come voto un bel 4! Se ho il canale distorto inserito al suo inserimento c'è un po' di white noise: niente di grave, ma c'è. Poi lo trovo impreciso e lentissimo a passare dalla modalità poly a quella singola nota: a casa non sbaglia un colpo, ma nel rumore del palco sembra confondersi spesso al punto da risultare irritante. Essere accordato è una mia mania e spesso correggo al volo con l'esperienza o addirittura con micro bending mentre suono e/o regolando la pressione delle dita sui tasti. Il Noise Suppressor della Boss funziona alla grande anche se ha come effetto collaterale che inserito ha il buffer, credo, che 'ingrossa' il suono: non lo cambia proprio, lo fa solo diventare più grosso che dal vivo aiuta sempre un pochino; voto 7, i ronzii spariscono alla grande. Il Marshall Regenerator si prende un bell'8!!!! Qualsiasi effetto usi esce alla grande e si sente benissimo: meno di 50 euro usato. L'octaver OC2 sui pulti è divertente, ma non l'ho usato in nessun brano e quindi rimane senza voto. Senza voto anche il vibe dell'amico Sergio perché non l'ho potuto usare: all'alba nel teatro vuoto l'ho provato ed era molto bello sui puliti, sui distorti meno, ma stavo lottando con la risposta sui medi esagerata del Blackstar tirato oltre ore 12. Il Flashback l'avevo impostato con delay modulato e un 6 lo prende, ma non l'ho usato in nessun brano (ne abbiamo suonati solo 2 su 5 come già detto). Il Wampler Analog Echo suona benissimo da solo sui puliti, ma nel contesto di una band che fa casino, cioè rock, l'ho trovato impastatissimo: non ce lo vedo nel rock e quindi prende 5! Il Replica sentito da solo è buono, ma già nell'impianto perdeva l'80% delle sue caratteristiche, non oso pensare con la band al completo. L'avevo preparato per Comfortably Numb, ma non c'è stata la possibilità di suonarla anche se alle 13.08 i pochi rimasti la reclamavano a gran voce; prende 6 solo per il nome e il prezzo allucinante, tra l'altro non ha un settaggio immediato perché ha una logica tutta sua delle manopole che si discosta un  po' dai delay 'normali'. L'Hall of Fame non l'ho usato: usato solo un pizzico di reverbero dell'ampli, ma provato da solo sui puliti con il toneprint esageratissimo della mia recensione rimane un pedale per suoni 'ambient' molto originale; voto 6 1/2 sulla fiducia. Il delay Ibanez DE7 si prende invece un bell'8!!!! Tre manopole che regolate si incassano per non spostarsi più (possibile che non ci abbia pensato nessun'altro?), suono convincente ed esce dal mix bene: anche questo preso a 50 euro dall'amico Down from the sky. Il Mr.Louder di MNK non è stato utilizzato, ma provatolo mi è sembrato molto convincente e sono stato tentato dall'usarlo come consiglia lui: 'coltellino svizzero' per scolpire il suono. Anche con la manopola del tono tutto sugli acuti non me ne dava abbastanza, ma non è colpa sua, ma dell'ampli che tirato diventa un mostro di hi-gain. Pensare che a casa lo uso al contrario per ingrossare il suono a bassi volumi e scimmiottare Van Halen; senza voto, ma mi è parso comunque ottimo. Per il MicroAmp bisogna fare un discorso: è alla fine di tutto perché lo uso per cambiare volume nei soli, per avere quel famoso salto tanto amato dai chitarristi solisti come me. A casa con il master massimo a ore 10 fa il suo lavoro alla grande, già se metto il MicroAmp con la sua manopola a ore 12 rischio i vetri di tutta la casa perché il salto è mostruoso; LIVE non funzionava più. Messo anche al massimo, ma con il master del Blackstar oltre la meta il MicroAmp non riusciva più a spingere il volume. Perché? La nozione tecnica non la so, ma credo che si possa dire che a quel volume il Blackstar avesse già dato tutto e quindi non aveva più margine per aumentare: inserendo il MicroAmp secondo me non facevo altro che 'schiacciare' di più il suono ottenendo ancora più corpo e un filo di sustain. Voto 6 1/2, ma secondo me non è colpa del pedale, ma dell'ampli che stava già al limite. Finito? No, manca l'I-Ods di Luvi; purtroppo non avevo il repertorio per usarlo. 5 erano i pezzi, ma nessuno si sposava con quel pedale; però l'ho voluto testare lo stesso nella famosa alba di cui ho detto in cui in una scuola praticamente silente si sentiva un profe pazzo tirare fuori suoni pazzeschi. Provato sul clean del Blackstar con il master dell'ampli a ore 12 l'I-ODS esce come un gran pedale, molto, ma molto più bello di quando lo provo a casa. Dinamica pazzesca e una rotondità di suono in cui la mancanza di acuti non mi dà fastidio, anzi mi piace; devo rivalutarlo questo pedale perché ha qualità da vendere. Voto 8 1/2, ma qui il limite sono io e non il pedale.

Chitarre


Ne ho portate tre perché mi piace fare lo sborone . Cominciamo con il dire che anche qui di intenditori ce ne sono ben pochi perché a parte toccare la chitarra del profe è stato poi un batterista a chiedermi perché avesse i tasti 'strani' (era quella scalloppata da me ). Avevo anche studiato tutte le pause giuste per quando cambiarle, ma suonando poi solo due brani ho usato sempre la stessa: Classic Player 60. Voto 9: un suonone strato della madonna, mi sembrava di essere uno di quelli veri e mutamenti estetici a parte è tutta originale. RollingCaster  con pickup I-Spira provata al mattino, ma non usata al concerto: voto 9! Con l'I-Ods di Luca canta letteralmente e non dico altro. Saranno messicane, ma sono gran chitarre. La Strato metallara dell'83 è proprio metallara: nessuna finezza, ma una roccia che dopo quasi 30 anni è ancora quella che tiene meglio qualsiasi sollecitazione; l'avevo testata giorni pima alle prove e mi sentivo Malmsteen . Voto 10 per motivi affettivi! (di suo prende minimo 9)

E allora?


Allora ho capito che so scegliere le chitarre, ma molto poco i pedali e l'ampli... non so: l'ampli mi piace in casa, ma dal vivo mi ha un po' spiazzato. Certo l'esperienza mi salva quasi da tutto, ma una volta nella vita vorrei suonare pensando solo a quello e non ad accordare gli strumenti di tutti, a rispondere perché il cantante non si sente nella spia, al batterista che manca uno stop ed allora devi dare sempre i segnali tu... vorrei solo salire su un palco e suonare pensando solo a suonare divertendomi e non facendo la balia a tutti.

Se vendo il Replica e i pedali che non mi servono ci sta quasi un'altra strato o un altro ampli, magari non valvolare per preservare la mia povera schiena: che dite? Sono pazzo o solo incontentabile? Devo rifare tutto un'altra volta?