sabato 24 dicembre 2011
venerdì 16 dicembre 2011
La mia strato 'politicamente scorretta'
C'è una delle mie chitarre che si vede proprio poco nei miei video ed è la Fender Stratocaster Classic Player 60; non ho nulla contro questa chitarra, anzi, probabilmente se siete andati al link sopra scoprirete che è protagonista del mio video migliore, almeno secondo me. Una strato nata quasi perfetta ed infatti non ho mai sentito l'esigenza di cambiarle i pickup o farle altro e questo per me è una vera e propria novità, ma... C'è sempre un 'ma'! A parte il fatto che è la chitarra che ha scelto mia moglie in seguito ad un'altra nata male (chitarra, non la moglie :P), a parte il fatto che l'ho comprata l'11/3/11 la cui somma fa sette come le note e che è il giorno del terribile terremoto in Giappone, resta il fatto che non potevo non personalizzarla un poco come tutte le altre ed allora... via! Il lavoro non è finito, anzi, sono sempre dietro a cercare qualcosa per renderla sempre più mia in modo da non riuscire più a staccarmene. Considerando che il suo suono mi piace tantissimo giungo alla conclusione che i pickup non glieli cambio proprio quindi posso solo modificar'le' il look senza stravolgerla troppo: una strato è e 'deve' rimanere una strato (da che pulpito...).
Parto dall'alto e decido di fornirla di chiavette Kluson deluxe opportunamente già invecchiate: le acquisto da Boxguitar e vanno praticamente a pennello da subito; solo le boccole sono un pelino più strette, ma basta fare un doppio giro di teflon sulle stesse ed il gioco è fatto (ok, sarà una tecnica da 'idraulico', ma non ho trovato di meglio e poi non è una modifica invasiva in quanto posso tornare indietro quando voglio).

Mi piace molto questo look 'opaco' e un po' vissuto, però... però l'alberino abbassacorde era nuovo di zecca e luccicava troppo e quindi mi sono rivolto al mio fornitore di fiducia inglese che sta sull'Isola di Wight (dove altrimenti?): Fatboy guitars. Non aveva il pezzo in oggetto invecchiato come piace a me però me lo poteva fare e quindi me lo sono fatto fare su ordinazione insieme ad altro.

Adesso il look della paletta mi soddisfa ed anche molto; notate tra l'altro l'ordine maniacale con cui avvolgo le corde sulle meccaniche, sono riuscito persino a fargli fare lo stesso numero di giri (lo so, sono pazzo!).

Preso questa strada si trattava di continuare e quindi nell'ordine di Fatboy sono arrivati anche dei reggi-cinghia debitamente invecchiati anche nella vite di fissaggio; vorrei far notare che sono io che decido l'invecchiamento in quanto a stretto giro di mail ho ordinato e mi sono fatto fare i pezzi che volevo io.

La placca che fissa il manico invece presentava un problema insormontabile: c'è anche invecchiata, ma non con la scritta personalizzata 'Custom Shop Designed' che si trova solo sui modelli Classic Player: allora che fare? Preso un po' di carta abrasiva fine e sfregato un po' per renderla un po' opaca e vissuta, non avevo idea però di come invecchiarla senza smontarla (non avevo nessuna intenzione di fare un intervento così radicale come smontare la chitarra: tutti i lavori gli ho fatti mantenendo sempre la chitarra in perfetta efficienza). Ho avuto un'idea malsana ed anche un po' sozza: usare il sudore come dovrebbe avvenire nella realtà. Già, ma dove prenderlo? Semplice: almeno 3 volte alla settimana devo fare 30 minuti di cyclette per cercare di mantenermi in forma e quindi finita la 'sudata' prendo uno straccetto, mi asciugo la fronte, le spalle, la pancia (c'è n'è ancora troppa per i miei gusti anche se ho perso quasi 15 kg.) e lo metto sulla placca di fissaggio del manico. Voi direte che è folle ed in effetti lo è, ma quando sudo io produco liquidi in quantità industriale e lo straccetto si può tranquillamente strizzare; comunque resta il fatto che ho fatto così. Chiudevo la chitarra con lo straccetto umido di sudore sulla placca nella custodia e dopo un 2-3 giorni controllavo che fosse successo: poco in realtà, ma dopo 4-5 applicazioni qualcosa si cominciava a vedere specie nell'invaso delle viti o dove c'è la croce delle stesse.

Ho deciso di fermarmi anche perché non è un posto dove il sudore c'è molto o rimane e quindi mi accontentavo di un look 'reliccato' molto blando. Tenete presente che sulla mia strato dell'83 la vite su cui si sfrega di più quando si usano gli ultimi tasti ha perso completamente la cromatura, ma l'ho suonata per più di 20 anni prima di ottenere quel risultato! Sono passato quindi al vano molle ed ho usato la stessa tecnica che, tra l'altro, costa di meno che comprare i pezzi invecchiati ad hoc dall'amico inglese: pedalare e sudare. Altre 4-5 applicazioni dello straccetto ed i risultati si vedono.

Notate che le viti devono essere fatte di un materiale più morbido perché si arrugginiscono che è un piacere: eppure non ha mai sospettato di avere il sudore così acido, a me le corde durano parecchio e pur non pulendo mai la chitarra a fine suonata o concerto ho strato ben più vecchie senza alcun segno di ruggine. Tra l'altro ero convinto che le molle fossero in acciaio e quindi non mi aspettavo potessero essere intaccate anche loro anche se, a dire la verità, sono le più resistenti all'invecchiamento precoce forzato. Per ora fermo l'invecchiamento del retro qua perché comunque non sono zone così soggette ad usura come la parte anteriore.
Per il battipenna, le viti dello stesso e le parti in plastica mi affido all'amico Fatboy, che in realtà si chiama Mark: ci sono vari metodi per invecchiare le parti in plastica, ma non si è mai sicuri di nulla perché esistono troppe plastiche diverse e non avevo voglia di sbattermi. Sempre nell'ordine di cui ho già detto mi sono fatto arrivare tutto l'occorrente con anche le viti già invecchiate; tra l'altro solo la testa perché 'sotto' sono nuove e quindi perfettamente funzionanti.

Adoro come invecchia lui le parti della strato, lo fa benissimo riuscendo anche a 'sformare' la plastica nei punti giusti e dando un look realmente vissuto al tutto (la mia RollingCaster ha tutte le parti in plastica simil-bakelite trattate da lui con alcuni pezzi, i copri pickup ad esempio, fatti proprio come volevo io con le mie specifiche precise: anche se pochi l'hanno notato sono proprio rotti all'estremità come capitava con la bakelite vera). Anche l'attacco del jack è un pezzo unico fatto da lui: in realtà l'avevo trovato anche su CrazyParts, ma non volevo fare l'ordine solo per una cosa ed allora ho chiesto a Mark se me lo faceva uguale. No problem: ho scoperto che in realtà è lui che fa molti dei pezzi invecchiati di CrazyParts tra cui proprio quello (ho scoperto che ha lavorato anche per 'Dawk' che è stato il tecnico di Blackmore per lungo tempo ed ha di sicuro fornito qualcosa anche a Ritchie anche se neppure lui sa cosa perché intorno all'Uomo-Nero aleggia il mistero. Di certo c'è che ho una cosa in comunque con Blackmore: lo stesso fornitore di... boh!)

Fatto benissimo anche questo e si vedono sullo sfondo anche le manopole invecchiate a regola d'arte; per me Mike è un'artista nel suo genere. Guardate che look fantastico ha la strato con le sue parti invecchiate in modo più che ottimo.

Le immagini non riescono a rendere tutte le finezze come lo sporco sul copri-pickup vicino alla vite di regolazione proprio dove va a toccare il cacciavite quando regoli l'altezza dei poli; però si vede bene la rottura tipica del battipenna in corrispondenza della vite o lo schiacciamento della plastica quando stringi troppo la vite.
Ma ora viene la parte difficile: il ponte! La Classic Player 60 ha il ponte a 2 pivot e quindi non posso montargli un ponte a 6 viti che si trova già invecchiato ad arte (tra l'altro questo a 2 viti funziona benissimo): quindi? Quindi stesso metodo usato prima: pedalare e sudare ;-) Ho scoperto così che la cromatura o il materiale del ponte è più leggero di quello delle altre parti metalliche perché già dopo la prima 'applicazione' spuntavano dei puntini di 'vissuto' (ruggine?); ho continuato altre due volte e poi ho dimenticato lo straccetto nella custodia per una decina di giorni causa impegni lavoro. Ho aperto e mi sono spaventato: questo è il risultato.

Alla faccia del relic! Non me l'aspettavo proprio: tutto funziona alla perfezione perché ho regolato l'ottavatura giusto ieri al cambio corde, ma si è 'corroso' mica da ridere.

Tutto sommato però non mi dispiace e la chitarra ha un aspetto più vissuto almeno nelle parti di metallo e di plastica.

Adesso la mia Classic Player 60 ha un look veramente 'politicamente scorretto' in quanto è uno stranissimo mix di nuovo e vecchio che nella realtà non può essere: però non mi dispiace perché sicuramente non sono normale. Ma è scorretto due volte perché il risulato l'ho ottenuto in un modo veramente poco 'corretto': usando il mio sudore letteralmente parlando. Di sicuro altri avranno schifo ed orrore a suonarla :D
Per essere perfetta le mancano ancora un paio di cose: una verniciatura alla nitro opaca con leggere sverniciature almeno dove si appoggia il braccio destro e un PALETTONE! Purtroppo per quest'ultima caratteristica non c'è nulla da fare. Non credo farò altro perché così può bastare, ma non si sa mai ;) Vi lascio con una visione d'insieme per percepire in pieno la discrepanza vecchio e nuovo che ho messo in piedi; quel che è grave è che mi piace pure.
Parto dall'alto e decido di fornirla di chiavette Kluson deluxe opportunamente già invecchiate: le acquisto da Boxguitar e vanno praticamente a pennello da subito; solo le boccole sono un pelino più strette, ma basta fare un doppio giro di teflon sulle stesse ed il gioco è fatto (ok, sarà una tecnica da 'idraulico', ma non ho trovato di meglio e poi non è una modifica invasiva in quanto posso tornare indietro quando voglio).
Mi piace molto questo look 'opaco' e un po' vissuto, però... però l'alberino abbassacorde era nuovo di zecca e luccicava troppo e quindi mi sono rivolto al mio fornitore di fiducia inglese che sta sull'Isola di Wight (dove altrimenti?): Fatboy guitars. Non aveva il pezzo in oggetto invecchiato come piace a me però me lo poteva fare e quindi me lo sono fatto fare su ordinazione insieme ad altro.
Adesso il look della paletta mi soddisfa ed anche molto; notate tra l'altro l'ordine maniacale con cui avvolgo le corde sulle meccaniche, sono riuscito persino a fargli fare lo stesso numero di giri (lo so, sono pazzo!).
Preso questa strada si trattava di continuare e quindi nell'ordine di Fatboy sono arrivati anche dei reggi-cinghia debitamente invecchiati anche nella vite di fissaggio; vorrei far notare che sono io che decido l'invecchiamento in quanto a stretto giro di mail ho ordinato e mi sono fatto fare i pezzi che volevo io.
La placca che fissa il manico invece presentava un problema insormontabile: c'è anche invecchiata, ma non con la scritta personalizzata 'Custom Shop Designed' che si trova solo sui modelli Classic Player: allora che fare? Preso un po' di carta abrasiva fine e sfregato un po' per renderla un po' opaca e vissuta, non avevo idea però di come invecchiarla senza smontarla (non avevo nessuna intenzione di fare un intervento così radicale come smontare la chitarra: tutti i lavori gli ho fatti mantenendo sempre la chitarra in perfetta efficienza). Ho avuto un'idea malsana ed anche un po' sozza: usare il sudore come dovrebbe avvenire nella realtà. Già, ma dove prenderlo? Semplice: almeno 3 volte alla settimana devo fare 30 minuti di cyclette per cercare di mantenermi in forma e quindi finita la 'sudata' prendo uno straccetto, mi asciugo la fronte, le spalle, la pancia (c'è n'è ancora troppa per i miei gusti anche se ho perso quasi 15 kg.) e lo metto sulla placca di fissaggio del manico. Voi direte che è folle ed in effetti lo è, ma quando sudo io produco liquidi in quantità industriale e lo straccetto si può tranquillamente strizzare; comunque resta il fatto che ho fatto così. Chiudevo la chitarra con lo straccetto umido di sudore sulla placca nella custodia e dopo un 2-3 giorni controllavo che fosse successo: poco in realtà, ma dopo 4-5 applicazioni qualcosa si cominciava a vedere specie nell'invaso delle viti o dove c'è la croce delle stesse.
Ho deciso di fermarmi anche perché non è un posto dove il sudore c'è molto o rimane e quindi mi accontentavo di un look 'reliccato' molto blando. Tenete presente che sulla mia strato dell'83 la vite su cui si sfrega di più quando si usano gli ultimi tasti ha perso completamente la cromatura, ma l'ho suonata per più di 20 anni prima di ottenere quel risultato! Sono passato quindi al vano molle ed ho usato la stessa tecnica che, tra l'altro, costa di meno che comprare i pezzi invecchiati ad hoc dall'amico inglese: pedalare e sudare. Altre 4-5 applicazioni dello straccetto ed i risultati si vedono.
Notate che le viti devono essere fatte di un materiale più morbido perché si arrugginiscono che è un piacere: eppure non ha mai sospettato di avere il sudore così acido, a me le corde durano parecchio e pur non pulendo mai la chitarra a fine suonata o concerto ho strato ben più vecchie senza alcun segno di ruggine. Tra l'altro ero convinto che le molle fossero in acciaio e quindi non mi aspettavo potessero essere intaccate anche loro anche se, a dire la verità, sono le più resistenti all'invecchiamento precoce forzato. Per ora fermo l'invecchiamento del retro qua perché comunque non sono zone così soggette ad usura come la parte anteriore.
Per il battipenna, le viti dello stesso e le parti in plastica mi affido all'amico Fatboy, che in realtà si chiama Mark: ci sono vari metodi per invecchiare le parti in plastica, ma non si è mai sicuri di nulla perché esistono troppe plastiche diverse e non avevo voglia di sbattermi. Sempre nell'ordine di cui ho già detto mi sono fatto arrivare tutto l'occorrente con anche le viti già invecchiate; tra l'altro solo la testa perché 'sotto' sono nuove e quindi perfettamente funzionanti.
Adoro come invecchia lui le parti della strato, lo fa benissimo riuscendo anche a 'sformare' la plastica nei punti giusti e dando un look realmente vissuto al tutto (la mia RollingCaster ha tutte le parti in plastica simil-bakelite trattate da lui con alcuni pezzi, i copri pickup ad esempio, fatti proprio come volevo io con le mie specifiche precise: anche se pochi l'hanno notato sono proprio rotti all'estremità come capitava con la bakelite vera). Anche l'attacco del jack è un pezzo unico fatto da lui: in realtà l'avevo trovato anche su CrazyParts, ma non volevo fare l'ordine solo per una cosa ed allora ho chiesto a Mark se me lo faceva uguale. No problem: ho scoperto che in realtà è lui che fa molti dei pezzi invecchiati di CrazyParts tra cui proprio quello (ho scoperto che ha lavorato anche per 'Dawk' che è stato il tecnico di Blackmore per lungo tempo ed ha di sicuro fornito qualcosa anche a Ritchie anche se neppure lui sa cosa perché intorno all'Uomo-Nero aleggia il mistero. Di certo c'è che ho una cosa in comunque con Blackmore: lo stesso fornitore di... boh!)
Fatto benissimo anche questo e si vedono sullo sfondo anche le manopole invecchiate a regola d'arte; per me Mike è un'artista nel suo genere. Guardate che look fantastico ha la strato con le sue parti invecchiate in modo più che ottimo.
Le immagini non riescono a rendere tutte le finezze come lo sporco sul copri-pickup vicino alla vite di regolazione proprio dove va a toccare il cacciavite quando regoli l'altezza dei poli; però si vede bene la rottura tipica del battipenna in corrispondenza della vite o lo schiacciamento della plastica quando stringi troppo la vite.
Ma ora viene la parte difficile: il ponte! La Classic Player 60 ha il ponte a 2 pivot e quindi non posso montargli un ponte a 6 viti che si trova già invecchiato ad arte (tra l'altro questo a 2 viti funziona benissimo): quindi? Quindi stesso metodo usato prima: pedalare e sudare ;-) Ho scoperto così che la cromatura o il materiale del ponte è più leggero di quello delle altre parti metalliche perché già dopo la prima 'applicazione' spuntavano dei puntini di 'vissuto' (ruggine?); ho continuato altre due volte e poi ho dimenticato lo straccetto nella custodia per una decina di giorni causa impegni lavoro. Ho aperto e mi sono spaventato: questo è il risultato.
Alla faccia del relic! Non me l'aspettavo proprio: tutto funziona alla perfezione perché ho regolato l'ottavatura giusto ieri al cambio corde, ma si è 'corroso' mica da ridere.
Tutto sommato però non mi dispiace e la chitarra ha un aspetto più vissuto almeno nelle parti di metallo e di plastica.
Adesso la mia Classic Player 60 ha un look veramente 'politicamente scorretto' in quanto è uno stranissimo mix di nuovo e vecchio che nella realtà non può essere: però non mi dispiace perché sicuramente non sono normale. Ma è scorretto due volte perché il risulato l'ho ottenuto in un modo veramente poco 'corretto': usando il mio sudore letteralmente parlando. Di sicuro altri avranno schifo ed orrore a suonarla :D
Per essere perfetta le mancano ancora un paio di cose: una verniciatura alla nitro opaca con leggere sverniciature almeno dove si appoggia il braccio destro e un PALETTONE! Purtroppo per quest'ultima caratteristica non c'è nulla da fare. Non credo farò altro perché così può bastare, ma non si sa mai ;) Vi lascio con una visione d'insieme per percepire in pieno la discrepanza vecchio e nuovo che ho messo in piedi; quel che è grave è che mi piace pure.
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lunedì 12 dicembre 2011
Pedaliera ennesima versione: la 4.2?
Sono ormai alla pedaliera versione 4.2 come minimo, ma il peggio è che non l'ho ancora sistemata del tutto 
A destra ho la sezione che io chiamo 'pre' perché si trova tra chitarra ed ampli; a sinistra la sezione 'send/return' e il nome spiega tutto. Ho ancora qualche dubbio nella sezione 'pre' in quanto ho messo il vibe in testa a tutto e mi piace pure così, ma ho letto che forse andrebbe dopo la sezione overdrive
Sto tirando ai dadi se mettere prima I-Ods e poi CTO1 o viceversa; per ora mi trovo anche bene così, ma i dubbi mi assalgono sempre.
A destra ho la sezione che io chiamo 'pre' perché si trova tra chitarra ed ampli; a sinistra la sezione 'send/return' e il nome spiega tutto. Ho ancora qualche dubbio nella sezione 'pre' in quanto ho messo il vibe in testa a tutto e mi piace pure così, ma ho letto che forse andrebbe dopo la sezione overdrive
Sto tirando ai dadi se mettere prima I-Ods e poi CTO1 o viceversa; per ora mi trovo anche bene così, ma i dubbi mi assalgono sempre.
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sabato 10 dicembre 2011
Hall of Fame della Tc Electronic
Questo pedale ha avuto una storia strana perché il primo ha smesso di funzionare ed ho dovuto restituirlo; tra l'altro sono stato rimborsato completamente proprio in questi giorni. Chi segue il mio blog già conosceva questa storia, fatto sta che finalmente sono riuscito a farne una recensione anche se di fretta e quindi con molti difetti.
Ecco a voi la prima parte.
E qui la seconda.
Ecco a voi la prima parte.
E qui la seconda.
sabato 3 dicembre 2011
E vai con il Vibe!
Piccola recensione di un pedale 'proletario': il Vibe della Danelectro. Come al solito, e per conservare la continuità con le recensioni precedenti, ho usato Guitar Rig 4 (simulazione del Twin Reverb) e la mia RollingCaster con pickup I-Spira; mi scuso per la scarsa qualità (l'inquadratura fissa sul pedale è triste, ma mi permette di montare velocemente il video), purtroppo il tempo a disposizione è sempre meno :-(
venerdì 2 dicembre 2011
Piccola disavventura finita bene (forse)
Acquisto sul WEB ormai da quasi 10 anni ed ho acquistato di tutto senza mai avere avuto un problema di alcun tipo; stavolta invece il problema l'ho avuto ed ho usato l'esperienza 'sfortunata' per mettere a dura prova il sistema e vedere come sarebbe andata a finire.
Da Thomann mi sono servito altre volte e mi sono trovato sempre benissimo: un paio di volte ho ordinato la merce il lunedì e l'ho poi avuta in mano il mercoledì della stessa settimana
.
Questa volta ho ordinato di venerdì ben sapendo che il sabato e la domenica non contano come giorni lavorativi, tant'è... (vedrete che questa storia del weekend si ripercuoterà ancora nella vicenda)
Procediamo con ordine.
venerdì 11/11/11 - (la data doveva dirmi qualcosa
) ordino 2 pedali da Thomann: il Tc Electronic 'Hall of Fame' - a 122 euro - e un secondo pedale 'proletario' di cui sto caricando la recensione proprio ora (uno schifezza fatta in due ore). Dal momento che ho ordinato nel tardo pomeriggio so benissimo che la merce non partirà nel weekend, ma fa nulla, non ho fretta.
mercoledì 16/11/11 - ho i pedali in mano, la spedizione è avvenuta come le volte scorse in tempi brevissimi. Attacco i pedali giusto per vedere se funzionano e vanno; per sicurezza tengo comunque il foglio della 'resa prodotto' (un foglio giallo) nel caso qualcosa non vada per il verso giusto (tale documento arriva insieme alla merce).
venerdì 18/11/11 - inizio a provare in maniera approfondita il pedale 'Hall of Fame': il suono mi soddisfa in pieno, è proprio ciò che volevo. Noto che lo switch ogni tanto fa cilecca e lo devo schiacciare più forte di quanto mi aspetti per inserire l'effetto; imputo la colpa al mio piede 'debole' e non ci penso più (anche se alle volte dovevo fare 2-3 tentativi per vedere il pedale funzionare). Purtroppo sono 2 settimane di fuoco al lavoro e quindi non posso toccare il pedale per una settimana intera.
25/11/11 - manca un mese esatto a Natale e dopo le due ore di scuola mattutine mi fiondo a casa per fare la recensione del pedale per stressare i miei amici di MusicOff. Monto tutto il set: una noia mortale tra luce, cavalletto, fotocamera, collegamenti, prova volumi, inventare delle frasi carine per ogni tipo di riverbero per far risaltare le sue caratteristiche etc. Collego il pedale, schiaccio lo switch e... niente!
Provo una dozzina di volte, ma lo switch fa 'click', ma l'effetto non si inserisce, continuo a sentire il suono pulito senza effetto alcuno. Sconsolato metto via il tutto e medito il da farsi. Apro il vano delle pile per vedere se per caso è dentro e fa contatto, ma la pila non c'è e il pedale è protetto da una paratia avvitata in modo che non possa essere manomesso in alcun modo. Meglio così, è in garanzia e quindi riavvito l'unica vite che c'è sul retro; sono convinto che sia lo switch difettoso, ma non tocco nulla. Al pomeriggio faccio un'altra prova cambiando tutti gli alimentatori che ho e provando persino con la pila, ma continua a non funzionare: sento sempre il suono pulito della chitarra con l'aggiunta di un fruscio. Per la prima volta devo affrontare l'avventura di un 'reso' con tutte le sue incognite. Purtroppo è ancora un venerdì, pure tardi e quindi anche stavolta il weekend rallenterà il tutto. Contatto senza troppe speranze Thomann e decido di usare sempre e solo la lingua italiana per mettere alla prova, come già detto, il 'sistema'. Ricevo risposta quasi immediatamente: non credo sia una cosa automatica perché la risposta è in italiano e mi viene detto che la mia richiesta sarà girata all'ufficio competente e consigliato, la prossima volta, di usare il telefono.
lunedì 28/11/11 - con precisione teutonica al mattino ricevo immediatamente un contatto dall'ufficio competente di Thomann che in perfetto italiano mi indica cosa fare (la firma è di un operatore dalle chiare origini dell'Europa dell'Est); al pomeriggio, al mattino lavoro, faccio un altro paio di domande per essere sicuro di aver capito bene: mi viene sempre risposto in italiano (ho trovato solo un articolo sbagliato: sono un prof o no?
) e in modo veloce. Devo compilare il 'foglio di reso', rispedire il pedale con tutti gli annessi, usufruire di una spedizione che non superi i 40 euro (scoprirò poi dalla moglie che lavora in posta che le possibilità sono tante, ma per stare nella cifra ho poi solo la possibilità del paccocelere internazionale), mandare via mail copia della ricevuta della spedizione. Viene anche specificato in modo chiaro che all'arrivo del mio pacco di reso il pedale verrà controllato per vedere che non sia stato manomesso o che il guasto non sia dovuto a mia incuria.
martedì 29/11/11 - Spedisco il pacco e mando la mail con la ricevuta del pagamento di 32.27 euro comunicando inoltre che scelgo, tra le varie possibilità, di essere rimborsato. Potevo anche scegliere il cambio dello stesso prodotto, un buono per un altro prodotto, un bonifico sul mio conto o il riaccredito sulla mia carta di credito (ho scelto quest'ultima opzione).
giovedì 1/12/11 - Il pacco arriva in Germania e viene consegnato a Thomann (alla faccia di chi dice che le Poste italiane non funzionano).
venerdì 2/12/11 - Non so bene che fare: il pacco è arrivato, ma ora? Vado sul sito Thomann per cercare la mail dell'operatore italiano per sapere quando avrebbero controllato il mio reso e se c'era altro che dovessi fare. Entro nell'area cliente e mi trovo un rimborso sulla mia carta di credito di 154,27 euro (122 del pedale + 32,27 della spedizione).
Ora non so bene dove e quando vedrò questi soldi (sono abituato alle uscite, non alle entrate purtroppo
), penso probabilmente il prossimo mese visto che la mia carta di credito chiude i movimenti a fine mese. Resta il fatto che in meno di un mese dall'ordine sono stato pienamente rimborsato di tutto e quindi tanto di cappello al servizio clienti di Thomann che ho trovato assolutamente ineccepibile. 
Quasi quasi gli scrivo per ringraziarli della professionalità (magari mi ridono dietro); però prima voglio vedere il 'dinero', non si sa mai ;-)
Per la cronaca ho già ordinato un altro Hall of Fame, ma stavolta qui a BG perché se lo switch salta di nuovo lo restituisco al venditore e basta
Da Thomann mi sono servito altre volte e mi sono trovato sempre benissimo: un paio di volte ho ordinato la merce il lunedì e l'ho poi avuta in mano il mercoledì della stessa settimana
Questa volta ho ordinato di venerdì ben sapendo che il sabato e la domenica non contano come giorni lavorativi, tant'è... (vedrete che questa storia del weekend si ripercuoterà ancora nella vicenda)
Procediamo con ordine.
venerdì 11/11/11 - (la data doveva dirmi qualcosa
mercoledì 16/11/11 - ho i pedali in mano, la spedizione è avvenuta come le volte scorse in tempi brevissimi. Attacco i pedali giusto per vedere se funzionano e vanno; per sicurezza tengo comunque il foglio della 'resa prodotto' (un foglio giallo) nel caso qualcosa non vada per il verso giusto (tale documento arriva insieme alla merce).
venerdì 18/11/11 - inizio a provare in maniera approfondita il pedale 'Hall of Fame': il suono mi soddisfa in pieno, è proprio ciò che volevo. Noto che lo switch ogni tanto fa cilecca e lo devo schiacciare più forte di quanto mi aspetti per inserire l'effetto; imputo la colpa al mio piede 'debole' e non ci penso più (anche se alle volte dovevo fare 2-3 tentativi per vedere il pedale funzionare). Purtroppo sono 2 settimane di fuoco al lavoro e quindi non posso toccare il pedale per una settimana intera.
25/11/11 - manca un mese esatto a Natale e dopo le due ore di scuola mattutine mi fiondo a casa per fare la recensione del pedale per stressare i miei amici di MusicOff. Monto tutto il set: una noia mortale tra luce, cavalletto, fotocamera, collegamenti, prova volumi, inventare delle frasi carine per ogni tipo di riverbero per far risaltare le sue caratteristiche etc. Collego il pedale, schiaccio lo switch e... niente!
lunedì 28/11/11 - con precisione teutonica al mattino ricevo immediatamente un contatto dall'ufficio competente di Thomann che in perfetto italiano mi indica cosa fare (la firma è di un operatore dalle chiare origini dell'Europa dell'Est); al pomeriggio, al mattino lavoro, faccio un altro paio di domande per essere sicuro di aver capito bene: mi viene sempre risposto in italiano (ho trovato solo un articolo sbagliato: sono un prof o no?
martedì 29/11/11 - Spedisco il pacco e mando la mail con la ricevuta del pagamento di 32.27 euro comunicando inoltre che scelgo, tra le varie possibilità, di essere rimborsato. Potevo anche scegliere il cambio dello stesso prodotto, un buono per un altro prodotto, un bonifico sul mio conto o il riaccredito sulla mia carta di credito (ho scelto quest'ultima opzione).
giovedì 1/12/11 - Il pacco arriva in Germania e viene consegnato a Thomann (alla faccia di chi dice che le Poste italiane non funzionano).
venerdì 2/12/11 - Non so bene che fare: il pacco è arrivato, ma ora? Vado sul sito Thomann per cercare la mail dell'operatore italiano per sapere quando avrebbero controllato il mio reso e se c'era altro che dovessi fare. Entro nell'area cliente e mi trovo un rimborso sulla mia carta di credito di 154,27 euro (122 del pedale + 32,27 della spedizione).
Ora non so bene dove e quando vedrò questi soldi (sono abituato alle uscite, non alle entrate purtroppo
Quasi quasi gli scrivo per ringraziarli della professionalità (magari mi ridono dietro); però prima voglio vedere il 'dinero', non si sa mai ;-)
Per la cronaca ho già ordinato un altro Hall of Fame, ma stavolta qui a BG perché se lo switch salta di nuovo lo restituisco al venditore e basta
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