giovedì 24 novembre 2011

Servirà a migliorare le mie registrazioni?

Oramai uso sempre meno Guitar Rig 4 perché, nonostante la sua indubbia comodità, le mie orecchie si sono abituate al suono dell'ampli Blackstar HT-40. Anzi, vi dirò che se smetto di suonare l'ampli e passo immediatamente al PC, il suono che sento dalle casse del PC mi fa proprio schifo (avrei bisogno di monitor seri, ma qui non si finisce più di spendere e devo dare un freno alle mie manie di perfezionismo). Devo lasciare passare almeno un giorno per dimenticarmi di come l'ampli sia più arioso e definito rispetto alle casse del PC. Dopo una settimana che non tocco la chitarra però anche Guitar Rig suona alla stragrande perché la memoria acustica, almeno la mia, è molto breve ed essendomi dimenticato l'ampli 'reale' vado di simulazione senza problema alcuno. Tutta questa lunga digressione per dire che ieri mi ero preparato a fare la recensione del TC Electronic Hall of Fame nel solito modo: Guitar Rig con simulazione di Twin Reverb e via, come tutte le mie altri recensioni: quasi tutte (L'I-ODS è stata fatta con lo zoom Q1). Sto cercando insomma di migliorare la qualità sonora delle mie registrazioni anche se credo di aver raggiunto il limite con i miei pochi mezzi a disposizione; ho fatto un ultimo sforzo ed ho dato via il microfono Shure PG57, il fratello povero dell'SM57. Preciso che a me l'SM57 non è mai piaciuto: troppi medi e troppa 'colorazione' del suono. Sarà anche uno standard, ma io sono strano e quindi ho deciso che il salto di qualità non l'avrei fatto in quella direzione; ho permutato il fratellino povero, usato una sola volta, con questo qua sotto che è nato apposta per la chitarra e lo si nota anche dalla forma a saponetta che è stata pensata per farlo pendere davanti all'ampli (praticamente come fanno tutti).



Magari uso questo e lo zoom assieme per avere due riprese e miscelarle assieme... ma, si vedrà. Ora devo trovare il tempo di fare quella benedetta recensione e non è detto che non usi ancora Guitar Rig se non altro per continuità con le altre.

Insomma: sono un indeciso cronico o solo un maledetto perfezionista pure pignolo?

mercoledì 23 novembre 2011

1984: la magia del LIVE!

Avete ragione: il palco visto così come nel post precedente tutto alla luce del sole non fa poi molta impressione, ma la magia iniziava alla sera quando faceva buio. Ecco, al buio anche tutta quella roba 'fatta-in-casa' sembrava prendere una vita propria ed assumere un'aria credibile da 'gente seria' :lol:
Infatti mi stupivo sempre anch'io di questo miracolo perché visti in foto e senza sapere tutti i retroscena nell'ormai lontanissimo 1984 sembravamo 'quasi veri'.
Stesso palco visto precedentemente montato, stesso posto, ma feeling diverso.



Alla luce del sole e senza le 'nostre' luci - comunque qualcuna a terra si vede, odiavo suonare con ancora la luce, più tardi arrivava il buio, ma si perdeva molta della magia - non eravamo così scenici anche se di casino ne facevamo sempre tanto.



Stesso anno, ma concerto diverso con il mio amico fotografo, che aveva i tappi nelle orecchie perché non sopportava il nostro genere, in vena di esperimenti con i filtri fotografici: sembro su un palco importante ed invece è sempre una festa di paese.



Ultima immagine con l'omaggio al nostro tecnico, quello che mi fece il circuito elettrico della mia prima strato, che ci aiutò in tutta la parte elettronica per fare il 'nostro' impianto e che purtroppo ora non c'è più (aveva una strato del '56 originale, era la sua, che aveva sverniciato e pitturato di arancione  icon_acc.gif, mi risulta ora l'abbia suo figlio come ricordo, ma non so neppure se sappia suonarla). Notate che il nostro batterista non sapeva mai i finali e quindi ero girato a fargli i segni per 'stopparlo'; l'amico tecnico stava regolando un pedalino flanger della chitarra che nel mixer faceva girare il suono in tutto l'impianto (stile assolo di batteria dei Kiss nel loro primo live). Però suppongo che molti di voi avranno notato la scatola sotto che altro non era che il Roland Space echo originale (quello con il nastro magnetico); ora della fine ne avremo avuti 4 o 5 che servivano come pezzi di ricambio per l'unico funzionante; l'ultima volta li ho visti in un garage buttati lì a far nulla, ma sarà ormai 15 anni fa: chissà che fine hanno fatto :?:

domenica 20 novembre 2011

La new entry nella pedalboard!

Gli esperimenti continuano ed anche le new entry :shock:

Oramai ho deciso: la mia nuova pedaliera la finisco e ormai sono vicino alla soluzione DEFINITIVA!!!!!!!

Mi sono chiesto: cosa manca ai miei clean per essere belli ariosi e spaziali? Certo: detto fatto!



Lo adoro, specie nella posizione plate e church, anche con un tone print scaricato dal sito TC electronic che mi fa impazzire; certo, roba solo da clean (forse :-D), ma che suono!!!!!!!!!!!

Quando vi farò vedere che posizione gli ho dato in pedaliera rimarrete sorpresi, ma io uso una logica diversa dall'ordine logico dei collegamenti: i collegamenti saranno anche 'standard', ma il posizionamento no, li metto in ordine di 'uso'  (ormai si sa che sono matto!)

Il pedale sopra non è l'unico arrivato, aveva un compagno a cui devo ancora trovare il posto giusto nella catena e poi nella pedaliera :wink:

martedì 15 novembre 2011

I-ODS di I-Spira

Breve recensione, fatta molto alla svelta, di un pedale overdrive di un grande artigiano italiano, Luca, che, dopo aver fabbricato ottimi pickup per chitarra dal sapore 'vintage', si cimenta anche in questa ardua prova: ricreare il suono del Dumble in un pedale.
Ci sarà riuscito?
La mia recensione non rende giustizia della complessità e varietà dei suoni ottenibili, ma il tempo è poco e quindi dovete accontentarvi ;-)





giovedì 10 novembre 2011

1984: l'anno della svolta

Cominciammo a fare sul serio! Dopo un anno passato a provare in una cantina insonorizzata da noi dove non potevi neanche girarti di lato perché picchiavi il gomito destro contro il muro e la paletta della chitarra contro l'altro lato della 'cella' - e vi assicuro che non sto scherzando - iniziò la stagione LIVE.
Erano anni in cui dovevamo fare tutto da soli con le nostre risorse: la cantina fu insonorizzata da noi attaccando al muro della lana di vetro, che prudeva da far paura, a cui dopo abbiamo messo sopra del cellophane: non vi dico come mancava l'aria in quel posto, niente finestre, posto dove faceva freddo d'inverno, si gelava, e si cuoceva d'estate. Ma d'estate iniziarono le nostre serate: all'inizio 7 - 8 all'anno e sempre all'aperto nei mitici Festival dell'Unità (qui a BG si poteva suonare solo lì e non ho mai suonato senza essere pagato, magari anche poco, ma non ci siamo mai mossi senza che il nostro 'lavoro' fosse in qualche modo riconosciuto)
Eravamo in tre pazzi: il batterista procurava i posti per suonare, era del PCI, un compagno che più compagno non si può; io ero 'l'americano' perché bevevo sempre Coca Cola e quindi ero visto come il 'nemico' dei rossi (erano proprio altri tempi); il bassista-cantante era uno spasso perché cantava in inglese senza sapere una parola di quella lingua, si scriveva i testi come si pronunciano e manco li imparava a memoria. Come avrete capito divertimento folle e puro, ma ci siamo costruiti una solidissima reputazione di band live veramente 'fisica'.

Ma per girare serviva l'impianto e soldi non ce n'erano e allora? Allora ce lo siamo costruito con l'aiuto di un amico tecnico. Questo amico, lo stesso che fece il circuito modificato della mia prima strato e che ora purtroppo non c'è più, di lavoro faceva il riparatore elettronico e quindi aveva sottomano il meglio di allora che riparava. Noi, con il suo aiuto, andavamo a fare opera di spionaggio e praticamente abbiamo copiato un impianto vero con le casse e tutto. Con matita, carta e metro abbiamo letteralmente misurato delle casse vere e poi siamo andati a comprare il legno e tutto il necessario; tra conoscenze varie, pezzi tirati giù da casse dismesse, vernici, colle e altro ci siamo costruiti l'impianto. L'amico tecnico ha cablato il mixer che era una creazione sua: un insieme di schede saldate a mano e montate dentro ad un contenitore. Il tutto pesava l'ira di dio in quanto l'impianto intero era fatto, per risparmiare, in truciolato. Trasportarlo e scaricarlo dal furgone era sempre fonte di fatiche inenarrabili e mal di schiena assicurati. Anche i finali di potenza sono stati fatti a mano, ma avevamo costruito da soli e praticamente dal nulla il 'nostro' impianto: 6000 watt di roba!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Qui sotto vedete quasi il tutto di quei tempi: il mixer artigianale, a sinistra i finali dei bassi, medi e acuti e a destra del palco una delle due torri di amplificazione suddivisa appunto in bassi, con i coni rivolti verso il retro che poi riflettevano sul davanti, i medi e i tweeter in alto; sul palco si vedono anche le spie, solo due ai tempi, fatte con i coni di ampli per chitarra.



Lo so, oggi tutto questi fa sorridere, ma ai tempi non si era mai visto un gruppo girare con tutta quella roba. Non vi sarà di certo sfuggito anche quello che fu il nostro fiore all'occhiello: l'insegna luminosa. Il nome fu un'idea mia in quanto non si riusciva a trovare un accordo: chi lo voleva in italiano, chi in inglese. Una sera in cui andavamo a fare un concorso musicale (anche questa è una lunga storia da raccontare) io proposi il nome 'KRONOS' che era greco ed era uguale in tutte le lingue, il batterista volle aggiungere il suffisso BAND e da allora sino ad oggi siamo diventati la KRONOS BAND. Un nome che ancora circola nella provincia e di cui si ricordano tutti: noi eravamo quelli dell'insegna o quelli della birra (ci chiamavano anche Kronenburg per via del carattere usato per il nome) o più semplicemente quelli del lampo :-P
Ripeto: tutto questo fa sorridere, ma in quegli anni si faceva musica così e ci si arrangiava e divertiva con poco.

La preparazione dello spettacolo era tutta nostra: noi montavamo e preparavamo il tutto. Si arrivava alle 14 si caricava il furgone, alle 16 circa si era sul luogo del misfatto e si iniziava a scaricare il tutto e a montare il palco sperando di finire in tempo. In quegli anni era poca roba, quella che vedete, comunque molto più della concorrenza ;-), fari e luci quasi nulli e quindi si faceva alla svelta. Se guardate bene vedete anche la custodia della mia chitarra che riportava il nome del gruppo: ce l'ho ancora anche se mezza scassata dai vari tour :lol: Proprio perché c'era poco da montare ho avuto tempo di scattare qualche immagine della mia misera strumentazione di allora: la Stratocaster tanto sognata, ancora tutta originale, e il mio primo amplificatore valvolare: Peavey Encore 65.



La pedalanza era veramente nulla: wha e chorus, nient'altro (soldi finiti :-()



La scaletta? Eravamo una cover band e sempre lo siamo rimasti per precisa scelta: così abbiamo sbaragliato gli altri!



Raramente eseguivamo tutto perché l'improvvisazione era tanta, ma così è nato il 'mito' della Kronos Band, l'unico gruppo che faceva rock, ma rock vero, quello duro: l'hard-rock! ;-)

mercoledì 9 novembre 2011

Ma un pedale è fatto di così poco?

Naturalmente io non so resistere alla tentazione di aprire un pedale... Stavolta però avevo anche la scusa giusta: la manopola del GAIN a inizio corsa gracchiava un po' e quindi ho deciso di usare un po' lo spray apposito per pulire i contatti. Cominciamo con il dire che trovare lo spray è stata cosa tutt'altro che semplice: ho girato tutto Leroy Merlin e nessuno dei commessi sapeva bene dove mandarmi; alla fine l'ho trovato nella sezione utensileria a fianco di sgrassatori, vasellina, olio per catene, svitol, antiruggine etc. Ma!!!!!!!!!

Ero molto curioso di aprire il pedale perché, come si dice sul web, sarebbe un clone del Timmy, clone al punto che la Danelectro l'ha dovuto ritirare dal mercato per evitare guai. Per questo motivo al suo interno mi aspettavo meraviglie tecnologiche: lo apro e la prima cosa che mi colpisce è la costruzione abbastanza strana: due mini circuiti stampati sovrapposti per stare in quello spazio risicato. Il mio primo pensiero è stato: ma non potevano pensarlo più semplice? Va bene il look, ma per riuscire a far stare il circuito stampato in quel contenitore tanto strano si sono dovuti inventare le doppie schede da collegare tra di loro con degli spinotti microscopici. Anche i potenziometri del GAIN, VOLUME e ALTI /BASSI, quest'ultimo concentrico, sono piccolissimi e parecchio difficili da raggiungere al punto che devo praticamente smontare la scheda superiore per accedere al piano di sotto. Ma la cosa più incredibile ancora è che il pedale sembra fatto di niente. :-?



Ho delle grosse difficoltà a maneggiare il tutto dato le dimensioni piccolissime, evidentemente chi monta questi pedali ha delle manine da lillipuziano! Ma osservando ancora più da vicino noto che le 'piste' sul circuito stampato sono veramente poche ed anche i componenti elettronici sono ridotti proprio all'osso :-o



Ok, non ho visto il retro di questa scheda, ma dalle saldature non sembra esserci molto di più; possibile che un pedale, anche se solo booster, sia fatto di così poco? Non ho aperto un Timmy, ma se dopo averlo preso e speso 200 e passa euro mi trovassi davanti a così poco mi 'inquieteri' non poco. Boh! Di certo il Timmy sarà ben più complicato, ma se si riesce ad ottenere qualcosa di simile con meno perché affidarsi a qualcosa di molto più costoso? Va beh, io non faccio testo, non sono il mitico RAFFUS!

Comunque funziona alla grande e fa proprio quello che voglio io: 'boosta' in maniera limpida, quasi cristallina volendo e se alzo il GAIN di un po' il pulito si sporca che è una bellezza.

P.S. - Per la cronaca sono riuscito a rimontarlo bene nonostante i miei 'ditoni' e la mia miopia/presbiopia/astigmatismo (ce le ho tutte io!)

lunedì 7 novembre 2011

New entry: Danelectro Transparent Overdrive v1

Ero alla ricerca di un boost che alzasse un po' il suono, ma fosse pulitissimo, quasi cristallino e l'avevo individuato nel Timmy di Paul Cochrane: gran pedale! Già, ma anche gran prezzo e reperibilità alquanto difficile; anche usato sta sui 180 euro che non sono pochi per avere solo un leggero boost e allora? Allora ho trovato un video su Youtube dove si paragonava quel pedale ad un altro molto meno blasonato e costoso: le mie orecchie vintage rovinate da anni e anni di rock non notavano poi questa grande differenza e così mi sono messo a cercare informazioni. Il pedale è il Danelectro Cool Cat Transparent Overdrive, nome lunghissimo e quindi d'ora in avanti lo chiamerò CTO 1, che però non è più in produzione. Perché? Perché il signor Paul si è accorto che era un po' troppo simile al suo 'pargolo', alcuni dicono copiato, ma io ci credo poco a quest'ultima teoria; di certo suonavano talmente simili che alla Danelectro hanno deciso di farlo scomparire dalla produzione e farne una versione 2 (ecco perché ci sono la V1 e la V2). Per informazione le malelingue diconono che la V2 suoni molto simile all'OCD; per me sono leggende metropolitane. Comunque anche dal web ho capito che la V1 era la mia in quanto molto cristallina dove invece la V2, quella attualmente in vendita, risulta essere molto più grossa e granitica. Sono andato nel mio negozio di fiducia ed ho provato il Timmy: eccezionale! Ma 220 euro sono una mazzata per uno sfizio, quindi ricerca su Mercatino Musicale, ma il CTO V1 è letteralmente scomparso dai mercatini di tutto il mondo e, come tutte le cose circondate da leggenda, chi ce l'ha se lo tiene o sono finiti tutti in qualche spazzatura. Un bel mistero, non c'è che dire. Ma sono fortunato perché quest'estate trovo un simpatico e gentile utente molisano che ne ha in vendita uno e gli chiedo se lo vende; nessun problema se non fosse per le imminenti vacanze mie e sue. Si rimanda tutto a dopo, ma dopo lui riprende a suonare in un gruppo e decide di tenerselo; va beh, lo capisco e in fondo beato lui che suona in un gruppo. Poi, senza che io lo gufassi, il gruppo si scoglie e lui mi contatta per chiedermi se lo desidero ancora; devo dire che in questo è stato molto gentile. Io ho appena preso l'I-ODS e quindi sono preoccupato di avere un doppione così gli chiedo se può aspettare mentre lo provo per accertarmi che siano pedali diversi. Lui gentilmente me lo tiene bloccato ed io faccio le mie prove; il pedale di Luca Villani è un'altra cosa anche se può fare da booster, ma io intendo usarlo in altro modo e così decido di prenderlo. Costa 1/4 del Timmy ed oggi è arrivato qui da me.



L'aspetto più che modesto direi che è strano anche se la scocca è robustissima; i controlli sono messi in una zona difficilissima da raggiungere, che può essere un bene o un male, e non si vedono per nulla quando si è in piedi, ma questo è un pedale che una volta regolato si dimentica, almeno questa è la mia opinione.



L'ho provato e fa esattamente quello che volevo io: è un clone del Timmy? Onestamente non so dire, suonano molto simili, ma quello che a me interessa non è che sia uguale, ma che faccia quello che voglio io e lo fa quindi :)

sabato 5 novembre 2011

Operazione nostalgia: Vigilius story

"Qui è proprio cultura e diffusone della cultura musicale, la storia,


da beethoven, ai rainbow, ritchie, e gli aneddoti dello Zio.."


Con queste parole l'amico Craftsman commentava i miei due video riguardanti i miei 50 anni e la mia esecuzione dell'Inno alla gioia; penso che sia uno dei complimenti più belli che mi abbiano mai fatto. Morale della favola ho cominciato a ripensare la 'mia' storia musicale e quello che ho fatto in epoca non sospetta e soprattutto quando molti dei ragazzi di oggi manco erano ancora nei 'pensieri di Dio'. Del mio passato ho conservato poco perché... perché allora non mi sembrava importante ed anche se io conservo quasi tutto alcune cose sono proprio sparite chissà dove. Quindi cerco di offrire dei flash, specie visivi, dei tempi che furono: qualcuno ricorderà qualcosa e forse gli scenderà anche qualche lacrimuccia, altri l'avranno sentito raccontare da qualche zio o parente, altri, i giovanissimi, sorrideranno perché mi prenderanno per pazzo.

All'inizio non fu una strato, lo so è incredibile! Ho ritrovato solo un'immagine di quel periodo che mi permise comunque di imparare a suonare la chitarra, ma è un'immagine già tarda perché risale più o meno al 1980 ad uno dei miei primi LIVE seri in quel di BG (del mio passato astigiano e del mio primo gruppo ho ritrovato solo alcune registrazioni di cui potete sentire qualcosa in questo post).



Lo so, sembro un beota, ma non avevo neanche 20 anni e mi sembrava di essere un musicista vero perché facevo quattro accordi giusti: beata gioventù e beata ignoranza. Questa è un'immagine comunque importante perché è il primo concerto del mio gruppo storico (rimasi con loro sino al 1995-96, quindi un bel po') che non aveva ancora assunto il suo nome definitivo: ci chiamavamo "Tuono"! (che vergogna!) Facevamo quasi 2 ore di concerto e non avevamo neanche 10 pezzi in repertorio: roba da folli, ma allora si usava così, anzi no, si usava 5-6 anni prima, ma a noi importava poco.

Intanto nella mia cameretta sognavo di diventare un grande, come? Semplice: montavo due faretti colorati alle luci del letto mio e di mio fratello, mettevo dietro di me il poderoso ampli da 15 watt con cui ho imparato a suonare - un transistor puro che non aveva manco l'ombra di una distorsione; notato le dimensioni del cono? Bravi, sembrava un cono gelato! - e con le mancette della nonna e dei parenti tutti, allora si usava così oltre a fare la cresta sul mangiare quando andavo a Milano all'Università (cioé mangiavo meno per risparmiare i soldi per le corde, i plettri etc.), mi ero preso ben due pedali che si intravedono in basso: un chorus che non ricordo (preso dando dentro l'EH Small Stone originale oggi ricercato, io e gli affari siamo un tutt'uno) e un altro EH che mi piaceva un sacco e che si chiamava Hot Tubes che altro non era che un simulatore di ampli a valvole (allora manco sapevo cosa fosse una valvola, sapevo solo di volere un Marshall perché c'era sulla copertina di Made in Japan).



L'effetto scia l'ho ottenuto allungando il tempo di esposizione della macchina fotografica e muovendomi di conseguenza; macchina fotografica Canon rigorosamente analogica con pellicola, quella cosa che i giovani non sanno cosa sia, e dovevi aspettare minimo una settimana per sapere se la foto fosse riuscita o meno (spesso molto di più perché stampare costava e quindi usavo gli ultimi 3-4 scatti rimasti di un rullino da 36 pose di qualche vacanza estiva). Lo so, sto parlando arabo per molti di voi, ma fidatevi, non racconto bugie. L'immagine sopra risale al 1984 ed avevo già la strato fiammante tanto sognata la cui storia trovate qua.

Per ora mi fermo qua anche perché probabilmente non interesserà a nessuno, ma conto di andare avanti ;-)