venerdì 28 gennaio 2011

Una coreana? Ebbene sì!

Ho fatto fuori, come già anticipato nel video del NOVA MODULATOR, la Squier Stratocaster con il battipenna di Botti, un utente di MusicOff, che mi aveva visto interprete del mio assolo migliore in un video (quello di Highway Star).
Suonava anche bene la Squier, anzi benissimo, ma mi sono invaghito di una Strato - che credevate? Sono fedelissimo io! - che non voleva nessuno perché anonimissima al punto da essere senza nome.

Non ho idea del perché questa piccola koreana, già è made in korea, non se la filasse nessuno; probabilmente non ha il blasone delle americane, la sfiga delle messicane, la condanna delle cinesi... insomma, sembra che il successo di una chitarra stia più in quanto se ne parla (o sparla) in un forum che sulle sue reali qualità.
Quindi dopo la Rolling Caster prosegue la mia mania delle strato esoteriche neglette da tutti.

Manico molto bello, satinato con tastiera in acero occhiolinato applicato sopra e segnatasti in abalone (almeno credo); forma del manico direi un modern C e radius 9,5": mi trovo bene, ha 22 tasti e tasti direi medium-jumbo (cioè più grossi dei vintage e meno dei Jumbo)


Diciamo subito che l'ho pure già modificata in quanto il capotasto che vedete non è l'originale, ma uno in osso; funzionava benissimo anche il suo, ma sulla Rolling Caster ho quello in osso e mi piaceva averlo uguale perché lo trovo un ottimo compromesso tra quello in plastica e quello in graffite.
Coreana vuole dire schifo? A me non sembra ed anche se sembra un falso tutte la strato di questo modello sono senza nome ed hanno un logo fatto 'male': o il vecchio o il nuovo come la mia. Sembrerebbe anche del 2004, ma non sto qui a farmi pippe mentali per questo; di sicuro non la producono più e di sicuro è stata una vita in negozio invenduta perché nessuno se la filava. Non è usata, ma nuova.
Carino il reggi-cinghia che è diverso da tutti quelli che ho avuto e sembra pure più sicuro ed ergonomico.

Il ponte è ottimo: si tratta di quello a due perni con sellette in acciaio (che secondo me contribuiscono molto alla chiarezza-tagliente del suono); il blocco dietro pare fatto in ottone così come d'ottone sembrano le boccole inserite nel legno dei due perni. Regolata con 009 con due sole molle in modo che lo stesso ponte stia parallelo al corpo (naturalmente sollevato): posso fare tutti gli equilibrismi di Jeff Beck.  icon_asd5.gif

Eccezionale la parte elettronica: ha i seymour duncan di serie e scusate se è poco. Per la precisione sono questi: Seymour Duncan® APS-1N, APS-1RWRP, APS-1B, (Neck/Middle/Bridge) [APS=Alnico Pro Staggered] 

Non ha il palettone  icon_nono.gif, ma ormai ci ho rinunciato; però ha un colore da sbavo e solo sul fianco mi pare di vedere la giunzione dei due pezzi: sul fronte e sul retro non li vedo (ma si sa che io sono accecato).
Frassino leggerissimo: 'sta chitarra è una piuma.

Il look all black del battipenna non mi fa impazzire, ma ho già in mente due possibili varianti usando alcuni dei pezzi avanzati da tutte le strato che sono passate di qui (troppe  icon_nono.gif)
Le meccaniche sulla paletta sono anonime, ma lavorano benissimo e mal che vada ho quelle marchiate Fender avanzatemi da una strato messicana  icon_acc.gif; l'ideale sarebbe mettere delle belle autobloccanti per un cambio corde con tempi da pit-stop.
Ragazzi è l'unica volta che suonando una strato devo abbassare gli acuti dell'ampli  icon_victory.gif

1 commento:

  1. [...] A fine gennaio mi ero imbattuto in una strato strana che mi aveva subito catturato per il look assolutamente vincente, almeno per me, ed un suono assolutamente inconsueto ricco di armoniche e di acuti. Era un po’ la realizzazione di un sogno per me: colore natural, manico in acero occhiolinato e pickup Seymour Duncan di serie, veramente tutto ottimo. Per chi ha poca mempria intendo questa in cui parlavo qua: http://vigilius.wordpress.com/2011/01/28/una-coreana-ebbene-si/  [...]

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