Visto che oggi è Halloween (festa che odio perché non è una nostra tradizione e come al solito ci lasciamo 'intortare' dimenticando altre festività più nostre) ho deciso, molto in sordina, di farvi un bel regalino da 'Festa dell'orrore': un pseudo-blackmoriano che suona Satriani ovvero una mission impossible. Stavolta l'introduzione non è demenziale come l'altra volta, perciò chi la volesse saltare basta andare al minuto 3.50
Mi auguro che nessuno, dopo l'ascolto, abbia la voglia di prendere la propria chitarra e... magari picchiarmela in testa :lol:
Oggi youtube dà i numeri ed è lentissimo a caricare, speriamo meglio nei prossimi giorni. :(
sabato 31 ottobre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
Non sono sparito
Anche se le apparenze sembrano dire il contrario non sono sparito proprio per nulla! La verità è che sono impegnatissimo con il lavoro che mi occupa più del solito a causa di tanti cambiamenti, cambiamenti che non sembrano finire mai. Poco è quindi il tempo per reimparare qualche pezzo e, come se non bastasse, l'unico giorno libero che ho per registrare è il venerdì mattina: occupato quello vuol dire saltare una settimana intera. Il pezzo, di Joe Satriani, lo so da un pezzo, ma ho enormi difficoltà tecniche a montare il video: perché? Perché il brano prevede due suoni opposti e non avendo io la pedaliera del Guitar Rig (a proposito ho la versione 4 ora, uscita da meno di un mese) non avevo idea di come registrare. Alla fine devo fare tutto a pezzi e rimontare il tutto e, credetemi, non è per nulla facile. Tra l'altro sto usando un programma per registrare, Reaper, che non conosco per nulla e quindi rallento ulteriormente il tutto. Lo so, è incredibile, ci sto mettendo un mese per uno stupido pezzo di 3 minuti, ma così è e non so fare altrimenti :(.
mercoledì 7 ottobre 2009
Nuova e già vecchia?
Vi ricordate che l'altro giorno ero alle prese con l'autopsia della mia Squier Stratocaster? Ebbene in un mezzo pomeriggio e due pause pranzo mi sono dato da fare per invecchiarla un po'. Come? Beh, il battipenna mint-green l'ho comprato e l'ho chiusa lì; i potenziometri invecchiati li ho trovati e poi trattati con un po' di carta abrasiva e grafite (mina di matita sbricciolata finemente); i copri-pickups li avrei anche avuti (la mia vecchia strato vintage), ma ho scoperto che i buchi non corrispondevano perché la distanza dei magneti era diversa. Mannaggia alla Fender che fa queste cose per rompere le scatole a noi utenti: e allora? Allora vecchio metodo, come già detto nel post precedente: a bagno nel the e nel caffé! Per il manico in acero ho usato ancora la mina della matita sbricciolata finemente e data con le dita ed un straccio morbido: ok, non sarà ortodosso, ma funziona. Il body per ora l'ho lasciato stare perché devo suonare in una rappresentazione teatrale tra due giorni e non ho tempo di intervenire su di esso. Oggi in fretta e furia ho rimontato il tutto (un'odissea, sono diventato presbite e lavorare finemente su parti piccole è stato duro); quindi ho installato una muta di corde nuove, regolate molle del tremolo (ne aveva solo due, ma ho preferito aggiungerne una terza che avevo tra i miei 'cadaveri' di altre chitarre), accordata e... Risultato?
Quel 22° tasto mi dà proprio fastidio, ma ho scoperto che potrei segarlo via facilmente in quanto sporge sul battipenna, ma penso lo terrò comunque, mal che vada non lo uso. Non sarà proprio la Fender Strato usata dal 'maestro' in Made in Japan, ma ci si avvicina sufficientemente per me.
Mi sa che è proprio vero che più si invecchia e più ci si rincitrullisce.
Quel 22° tasto mi dà proprio fastidio, ma ho scoperto che potrei segarlo via facilmente in quanto sporge sul battipenna, ma penso lo terrò comunque, mal che vada non lo uso. Non sarà proprio la Fender Strato usata dal 'maestro' in Made in Japan, ma ci si avvicina sufficientemente per me.
Mi sa che è proprio vero che più si invecchia e più ci si rincitrullisce.
lunedì 5 ottobre 2009
Nuova chitarra e sua autopsia
Sì, lo so, già 3 sono troppe, ma avevo bisogno di una chitarra 'da diporto', una di quelle che puoi portare avanti indietro senza troppi problemi o patemi d'animo. Ho permutato un qualcosa che non mi serviva più e per 100 euro mi sono portato a casa una Squier Stratocaster modello standard, quella con il palettone.
Ho effettuato una lunga ricerca sul web per trovarne una vissuta e del colore che tanto piace a me, sunburst, ma alla fine l'ho trovata vicino a casa ed anche se è tutta nera, non mi sembrava malaccio (poi è cromaticamente uguale a quella di Blackmore in Made in Japan e scusate se è poco!). Perché così? Semplice: ho già due strato con la paletta piccola - una con manico in acero e l'altra con lo stesso in palissandro - poi ho quella vintage con il palettone e il manico in palissandro; cosa mi mancava? Una strato con palettone e manico in acero: detto fatto! Ok, lo so, non è una Fender vera, ma una ignobile Squier made in Indonesia; però in caratteri miscroscopici c'è scritto 'by Fender' e tanto mi basta. D'altra parte non sono mica Bi££ Gate$ e devo accontentarmi: in fondo quello che ho è già più di quanto mi serva e meriti. L'ho già usata in sala prove e nessuno si è accorto che fosse nuova e tanto meno indonesiana: il suo lavoro onesto lo fa ed è quello che mi serve.
Oggi pomeriggio ho deciso di fare la sua autopsia e, visto che non è pregiata, di renderla un po' vintage con qualche... poi vedrete. L'ho smontata ed ho sollevato il battipenna aspettandomi amarissime sorprese.
Invece ho trovato l'interno molto ordinato e ben cablato; i pickups sono in alnico e non paiono ceramici, come sulla strato messicana prima che mettessi i pickups Di Marzio, solo i potenziometri sono di scarsa qualità, ma appena avrò messo via una trentina di euro li cambierò con qualcosa di migliore. Ha già persino lo scasso nel legno per gli humbuckers che, naturalmente, non metterò mai da fenderista incallito quale sono.

Dove sono i copri-pickups? Semplice, in una tazza con caffé e the in modo che acquistino un po' di colorito vintage e sembrino un po' più vissuti. La moglie guarda e scuote la testa: mi sa che ha ragione, sono pazzo!
Ho effettuato una lunga ricerca sul web per trovarne una vissuta e del colore che tanto piace a me, sunburst, ma alla fine l'ho trovata vicino a casa ed anche se è tutta nera, non mi sembrava malaccio (poi è cromaticamente uguale a quella di Blackmore in Made in Japan e scusate se è poco!). Perché così? Semplice: ho già due strato con la paletta piccola - una con manico in acero e l'altra con lo stesso in palissandro - poi ho quella vintage con il palettone e il manico in palissandro; cosa mi mancava? Una strato con palettone e manico in acero: detto fatto! Ok, lo so, non è una Fender vera, ma una ignobile Squier made in Indonesia; però in caratteri miscroscopici c'è scritto 'by Fender' e tanto mi basta. D'altra parte non sono mica Bi££ Gate$ e devo accontentarmi: in fondo quello che ho è già più di quanto mi serva e meriti. L'ho già usata in sala prove e nessuno si è accorto che fosse nuova e tanto meno indonesiana: il suo lavoro onesto lo fa ed è quello che mi serve.
Oggi pomeriggio ho deciso di fare la sua autopsia e, visto che non è pregiata, di renderla un po' vintage con qualche... poi vedrete. L'ho smontata ed ho sollevato il battipenna aspettandomi amarissime sorprese.
Invece ho trovato l'interno molto ordinato e ben cablato; i pickups sono in alnico e non paiono ceramici, come sulla strato messicana prima che mettessi i pickups Di Marzio, solo i potenziometri sono di scarsa qualità, ma appena avrò messo via una trentina di euro li cambierò con qualcosa di migliore. Ha già persino lo scasso nel legno per gli humbuckers che, naturalmente, non metterò mai da fenderista incallito quale sono.
Dove sono i copri-pickups? Semplice, in una tazza con caffé e the in modo che acquistino un po' di colorito vintage e sembrino un po' più vissuti. La moglie guarda e scuote la testa: mi sa che ha ragione, sono pazzo!
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