domenica 31 maggio 2009

Vi presento la mia prima Strato

Avete già conosciuto la mia ultima chitarra, ma non sapete ancora nulla della mia 'prima' Fender. Sembrerà un po' velleitario, probabilmente lo è, ma ritengo che ogni chitarra abbia una storia tutta sua e magari a qualcuno potrebbe anche interessare la storia della mia. Comincio con il dire che la Stratocaster è stato il sogno della mia vita da quando la vidi sulla copertina dell'LP doppio di Made in Japan (se non sapete cosa sia vergognatevi... almeno un po'... no, diciamo TANTO!), ma di avere una Strato originale in quegli anni, sto parlando di metà anni '70, non se ne parlava proprio. Avevo 14-15 anni, sbavavo davanti al negozio di musica e c'era una sola Stratocaster, sunburst, che costava 500.000 lire (250 euro). Poco direte voi, già, ma negli anni '70 mio padre compro la Fiat 125, una berlina, al doppio: una chitarra Fender costava come mezza automobile. Promosso in seconda liceo ebbi la mia prima chitarra elettrica: una HB modello Les Paul (vediamo chi si ricorda delle HB, deve avere un bel po' di anni  icon_firuli.gif) e un ampli da 15 watt ignobile, tutto a transistors (manco sapevo cosa fosse una valvola allora). Ok, un'imitazione Les Paul non era il mio sogno, ma quello era il regalo ed è rimasta la mia chitarra sino al 10 gennaio 1984 quando con i risparmi delle mie serate e un aiuto, sostanzioso, del padre (che finalmente aveva capito che la passione della chitarra non mi sarebbe passata tanto presto) presi la mia Strato. Lì era prendere o lasciare, dovevo approffittare della bontà di mio padre e ad appena mezz'ora dalla chiusura del negozio dovevo scegliere modello e colore: sunburst come piaceva a me non c'era, la presi del colore più simile. L'altro colore disponibile quell'anno era questo qua sotto, io presi l'altro, mi pare si chiamasse Sienna Sunburst.

Ogni oggetto che ho deve essere personalizzato (anche la mia Strato messicana è in attesa di ciò, sto meditando cosa fare) in modo che diventi mio e solo mio, sarà una mania, ma sono fatto così. Oggi dopo 25 anni quella Strato è diventata così.



Non la darei via per nulla al mondo perché in quello strumento c'è tutta la mia esperianza ed anche le follie di gioventù (anche se giovane non ero poi tanto quando la presi).
Nel 1983 sino all'85 la Fender decise di risparmiare e, come vedete dalla prima immagine, aveva tolto la caratteristica presa del jack obliqua per riparmiare un buco; sparito anche un tono ed anche lo scasso nel posteriore per le molle del tremolo, infatti il tremolo era un modello nuovo con le molle sotto i pickups, si regolavano con una brucola dall'alto attraverso il blocco ponte. Un 'pazzo' di Fender come il sottoscritto ha iniziato così, poi ho lavorato sino a renderla come la Strato che volevo io. Dopo un paio d'anni ho trovato un pazzo che insieme a me con una piccola fresa ha fatto lo scasso del jack ed almeno quello era risolto. Avevo adesso a disposizione il buco per mettere il controllo di tono, ma dato che i toni non li uso proprio mai ho cercato di vedere cosa si poteva fare. In modo un po' avventuroso sono venuto in possesso di una fotocopia del circuito elettrico di una Strat (che era un modello particolare di Fender degli anni '80, c'era quella in noce con hardware dorato che mi faceva impazzire), ho girato molti negozi di elettronica e materiale elettrico sino a quando ho trovato qualcosa di simile ad un interruttore rotativo a 4 vie (se ricordo bene). Ho quindi rotto le scatole al tecnico del nostro impianto voci che è riuscito a riprodurre quel circuito; quindi la mia Strato aveva ed ha ancora: 1 volume, 1 tono generale, un selettore a 2 posizioni per un totale di 9 combinazioni possibili. Mi sentivo figo, specie perché avevo la possibilità di combinare il pickup al manico con quello al ponte che faceva un suono tipo Telecaster; ora, con il senno di poi, è stata un'operazione inutile dal momento che uso solo il pickup al manico e quello al ponte, tutte le altre combinazioni praticamente MAI! Diciamo che ho la possibilità se volessi e diventassi improvvisamente un chitarrista eclettico... ma quando mai!!!!!!!
Gli anni '80 sono gli anni del Floyd Rose che non ho mai amato come forma e d'altra parte, senza scasso posteriore per le molle, come avrei potuto montarlo? Però tutti usavano la leva ed anch'io ci andavo giù pesante ed a metà concerto soffrivo di accordatura; quindi? Quindi mi feci montare un bel Khaler che aveva le molle sotto il ponte stesso e non necessitava di ulteriore buchi. Questo creava anche un sound particolare perché a chitarra spenta, tolte le molle del ponte Fender originale sotto il battipenna, si era creata una mini cassa armonica; all'inizio misi della gomma piuma per insonorizzare, poi la tolsi e non la rimisi più. La chitarra prese quasi il suo aspetto definivo (notare il pickup centrale a filo del battipenna: molto blackmoriano, lo sono, ma soprattutto perché a me dava e dà un fastidio incredibile durante la pennata).


Con il bloccacorde alla paletta stavo accordato tutto un concerto e potevo malmenare la chitarra a più non posso, inoltre il Kahler è di una morbidezza unica e a me piace molto. Già, ma suonare live con un Marshall vuol dire anche... ronzio! Ho cercato quindi un modo di avere lo stesso suono (non amo gli humbuckers, sorry), ma senza ronzio. Non c'era il web ed allora leggendo un po' di riviste sono arrivato ad una scelta al buio: cambio pickups. Perché al buio? Perché non si possono provare. In due tornate diverse, distanti 3-4 anni, non ricordo, ho messo prima al ponte e poi al manico, due Seymour Duncan; mi pare si chiamino Classic Stack. Mi piacciono molto ancora oggi e la mia Strato ha un suono molto rock ed aggressivo senza esagerare troppo.
Ma non sono mai contento: Blackmore e il nuovo, per i tempi, guitar hero YJM avevano una tastiera speciale, ma comprare un manico nuovo o la chitarra firmata era fuori dalla portata delle mie tasche, quindi? Quindi un'estate ho fatto una vera e propria follia, se ci ripenso mi dò del matto; sono andato in ferramenta ho preso due limette tonde, due fogli di carta vetrata di diversa grana ed in due giorni ho scavato i tasti. Mi sono fatto la tastiera scalopped 'fatta in casa' su un manico Fender originale 'Made in USA'. Avete ragione: sono un malato di mente.  :x
Sarei stato capace di suonare un manico simile? La domada arrivò troppo tardi, avevo già scavato il manico. Come detto ci ho messo due giorni, mi sono ispirato a due immagini prese da Chitarre: una di Malmsteen dal vivo ed una di Blackmore, ma si vedeva un gran poco. Non avevo idea di quanto scavare ed allora ho optato per una soluzione mia: profondo a fine manico e via via di meno verso la paletta per non correre il rischio di 'scordare' troppo sugli accordi. Era una teoria tutta mia, ma giusto una teoria, della pratica non sapevo nulla. Fatti gli scavi sorse un problema: come rifinire il legno? La finitura originale era lucidissima, anche troppo per i miei gusti; feci un'altra follia. Usai del flatting, quello che si usa per impermeabilizzare il legno; leggermente diluito diedi due mani e qualche goggia colò lungo il manico (ne vedo un po' ancora il segno). Lascia asciugare una settimana, montai le corde ed ecco la mia Strato da competizione pronta all'uso. Metto le immagini del manico com'è ora: un po' sporco dall'uso, ma fa molto relic  :lol:



Così è in fondo al manico, dove è più profondo lo scavo.



Verso il capotasto ho alleggerito lo scavo.



Non è di sicuro un modo ortodosso di trattare una Strato, ma a BG sono stato il primo ad avere una chitarra scalopped (te credo, chi era tanto pazzo da fare una cosa simile?) e mi guardavano come un marziano. A livello di suonabilità io mi sono trovato subito benissimo, specie nei bending ed è così migliorato tantissimo il mio modo di suonare anche sui manici normali. Per me tutte le chitarre dovrebbero essere scavate almeno dal 12° tasto in giù, ma suono rock e quindi sono di parte.
Settimana scorsa dopo anni di onorato servizio il mio blocca corde a scatto (non dovevo usare brucole) mi ha lasciato ed ho dovuto sostituirlo; l'originale non lo fanno più ed essendo la mia Strato di un anno particolare è praticamente impossibile trovare un ricambio 'ad hoc'. Alla fine il mio amico Stefano mi ha montato un blocca corde usando gli stessi buchi per le viti di quello precedente: non sarà perfetto esteticamente, ma funziona.



Ormai sono un po' così, basta che funzioni e devo dire che con questo nuovo bloccacorde mi sono aumentati in modo esponenziale gli armonici sul manico, il che non mi dispiace proprio.
Sarà ormai una specie di chitarra-frankenstein, però questa è la chitarra a cui torno sempre e che suono di più per ovvi motivi: questa è 'mia' e solo 'mia' anche se in un modo un po' 'malato'.
Naturalmente non è ancora finita e non mi riferisco ai reggi-tracolla di sicurezza della Shaller che ho messo (a dire il vero anche gli originali erano così piccoli e non svasati come su molte altre Fender che ho visto), ero ossessionato che mi potesse cadere dal vivo, ora, con l'esperienza, so che è un caso abbastanza raro (ho visto un video di Clapton che perde la sua Strato). Mi riferisco a... guardate un po' voi.



Pazzo anche qui? Non so se esistano ancora, ma era una specie di placca di ottone che messa dietro la paletta aumentava il sustain e di fatto lo fa, almeno sulla mia Strato sì. La mia Strato è stata costruita dalla Fneder in un periodo 'di passaggio' e quindi non è molto pregiata: la prova? Guardatela vista da dietro: fatta in 3 pezzi incollati, si vede chiaramente. Però suona e a me questo basta; poi è FENDER, per me un mito!



La consapevolezza che la mia era appunto una Strato di passaggio nella storia della Fender, ma non nella 'mia storia', mi ha spinta a fare tutto questo. Ma come vi ho già detto la mania di personalizzare le cose per sentirle 'mie' è un po' il mio marchio di fabbrica.
Ora sto pensando che fare alla mia Strato messicana che ha solo 10 giorni di vita: leggendo questo forum sto imparando un sacco di cose nuove (nonostante la mia età), di sicuro non cambierò il ponte e non scaverò i tasti anche perché suona benissimo già così. Chi vivrà vedrà.

Ho sicuramente dimenticato qualcosa, ma tanto vi ho già annoiato abbastanza; spero almeno vi siate divertiti un po' a seguire le peripezie di un chitarrista 'vintage'.
Ho anche altre due Strato: una messicana, che già conoscete, che ha circa 10 giorni di vita in attesa di personalizzazione - stavolta leggera - ed un'altra più vecchia quindi preoccupatevi, potrei scrivere ancora  :lol:

mercoledì 20 maggio 2009

Una nuova chitarra

Era ormai da un po' che meditavo in quanto possedevo una Ovation degli anni '70 con corde in nylon che giaceva inutilizzata da ormai troppo tempo (l'avevo acquistata il mese dopo la morte di Lucio Battisti per fare un concerto in sua memoria, quindi già più di 10 anni fa); l'ultimo anno non l'avrò usata nemmeno 10 volte ed era un vero spreco averla. Così oggi sono andato dal mio negoziante di fiducia (Ghisleri con l'amico Stefano) e... l'ho fatto, l'ho permutata. Non so esattamente quanto potesse valere una Ovation classica, resta il fatto che restituendo quella mi sono portato a casa due chitarre: una classica elettrificata a spalla mancante usata (poco valore lo so, ma per l'uso sporadico che ne faccio è più che sufficiente) ed una Fender Stratocaster 'Made in Mexico'. Come differenza ho divuto dare molto meno di 100 euro, non male, no?So già che alcuni di voi muoveranno la testa dicendo che non è americana, ma quelle le ho già e non è che noti poi tanto la differenza. Poi è da quando sogno di avere una Fender, cioé più o meno dai miei 15 anni, che la desideravo sunburst - infatti nella testata di questo blog l'ho messa proprio di quel colore - e per varie vicissitudini non mi era mai riuscito di averla: ora ce l'ho!Ad una prima prova sono molto soddisfatto, ha un suono veramente Fender, persino più di quelle americane (la mia precedente l'ho però abbondantemente modificata) e la sto rodando ben benino. Mi piace proprio ed in fondo per quanto poco la usi, la userò certamente di più della mia ex-Ovation classica.

domenica 17 maggio 2009

Sanpera ll: la pedaliera

Questa volta ci occupiamo della pedaliera Sanpera II che è il complemento ideale del Vypyr 30. Anche questa arriva bella protetta nella sua scatola; chissà se fanno una borsa apposta per trasportarla... mi sa di no, peccato.La pedaliera appare veramente molto robusta visto che è quasi interamente in metallo ed è compreso anche il cavo MIDI che, tra l'altro, serve ad alimentarla. Tantissimi bottoni, sono preoccupato: sarà difficile usarla? La collego, accendo il Vypyr e subito il display della pedaliera 'mi parla'.Ha proprio ragione, devo inserire il jack della chitarra; inseritolo ecco che mi appare il nome del primo preset.In effetti quelli della Peavey sono stati furbi perché il primo preset, al di là del nome, è veramente devastante e se non vi piace vuol proprio dire che questo ampli non fa per voi. Del suono parlerò più avanti quando magari troverò un modo per registrare - parlare di un suono è veramente molto difficile - adesso voglio solo dirvi che la pedaliera è veramente molto completa e permette di adoperare l'ampli in tutte le sue funzioni senza nessuna difficoltà, anzi, con la pedaliera è pure più facile. A parte l'ovvia funzione di cambiare banchi e presets, sono possibili 412 suoni diversi, abbiamo anche due pedali d'espressione (uno per volume e accordatore, l'altro è un wha-wha o un parametro regolabile), la possibilità di metterla in manuale, avendo quindi sotto i piedi una sequenza come se fossero tanti pedali diversi individualmente selezionabili, il 'tap tempo' che permette di sincronizzare l'eco con il tempo della canzone con il solo battito del piede e, 'dulcis in fundo', la possibilità, negata se si ha il solo ampli, di utilizzare il looper. Con quest'ultima funzione mi sono divertito un mondo: posso registrare una frase, un arpeggio, un accompagnamento (posso giungere sino a una trentina di secondi), quindi cambiare presets e suonarci sopra l'assolo. Un sogno per un 'vintage' chitarrista come me che doveva arrabattarsi con i registratori a nastro e varie menate una trentina di anni fa per solo immaginare una cosa simile. I chitarristi moderni hanno un mucchio di fortune in più oggigiorno, 'ai miei tempi' era molto più difficile e dovevi usare molto di più la fantasia. Ma forse questa cosa non era poi proprio una 'sfortuna', la fantasia è forse proprio quello che manca alla musica e ai giovani chitarristi di oggi.

venerdì 15 maggio 2009

è nata una 'vipera'

Inaspettatamente la giornata di pioggia battente, praticamente un diluvio, mi ha permesso di togliere dal cartone il mio ultimo acquisto: sta per nascere una nuova vipera, il mio VYPYR 30 watt!Ok, visto così non è molto attraente, ma non mi aspettavo da un prodotto Made in China un imballaggio così 'fermo'; meglio. Ecco la 'bestia' fuori dal cartone, ma ancora imprigionata dall'ultimo strato di pelle.Ma come ogni rettile che si rispetti quando viene la stagione della muta si perde il rivestimento esterno e si mette in mostra la vera pelle, quella di una 'vipera': ecco il VYPYR!Il retro mostra il cono da 12" che dovrebbe garantire una resa sonora più che soddisfacente; non sarà il mio vecchio Marshall valvolare, ma non si può avere tutto dalla vita.Come potete vedere all'interno della cassa ci sono un sacchetto ed una bustina bianca: cosa conterranno?Due cavi per la corrente di cui uno assolutamente inutile perché non standard per l'Italia (lo rimetto nel cartone), l'altro è il solito tondo con la terra laterale, una presa shuko insomma. La bustina contiene un CD (o un DVD, non ho controllato) con su il manuale, la sua traduzione in altre lingue, non l'italiano, e due software: il ReValver MK III e il Reaper Recording Software. Per ora questo  supporto non mi interessa e lo metto in un luogo sicuro.La Peavey italiana comunque fornisce sul suo sito il manuale in italiano del prodotto con incluse anche le istruzioni della pedaliera Sanpera (sia I che II); a me è stato fornito direttamente dal venditore, non che ne avessi bisogno, conosco l'inglese, ma è un bonus comunque. Ma ora, con il cavo rimasto, attacco la spina, prendo la mia fida chitarra e... Ve lo racconto la prossima puntata.

Vypyr 30

L'altro giorno, anche grazie ai consigli di Alepar di MusicOFF, ho comprato l'amplificatore della Peavey Vypyr 30 watt per poter suonare in casa; io possiedo già un Marshall, testata più cassa, ma volevo qualcosa di molto più piccolo e maneggevole. Ecco qui sotto il mio acquisto per meno di 300 euro.



Insieme all'amplificatore ho comprato anche la pedaliera Sanpera II per poter sfruttare appieno tutte le caratteristiche dell'ampli; in più mi è stato regalato il piccolo trepiede per facilitarmi il cambio delle corde ed una muta di corde Ernie Ball che prima o poi ho intenzione di provare. Purtroppo sono già due giorni che il tutto giace ancora imballato nella sala di casa mia causa mancanza cronica di tempo, ma spero, quanto prima, di poter dare 'fuoco alle polveri'.

Un nuovo inizio

Che ci faccio qua? Bella domanda: non lo so! A dire il vero un blog, anche un pizzico conosciuto, ce l'ho già, si trova qua e riguarda la mia passione per il volo simulato. Ma allora a che serve un altro 'dairio' sul web? A niente direte voi; in fondo avete ragione, ma ultimamente si sono succedute una serie di circostanze che mi hanno ricondotto a riprendere in mano le mie vecchie chitarre e quindi a ri-frequentare un hobby che credevo totalmente passato. Il problema è che la passione per la musica non passa mai, come mi ha fatto notare mia moglie, e quindi... insomma, mi è tornata la voglia di fare casino con la 6 corde. E dire che di casino ne ho veramente già fatto tanto dal momento che per più di 15 anni ho girato in lungo e in largo la bergamasca suonando del sano rock (specie hard e heavy) in un gruppo chiamato KRONOS BAND. Poi lasciato il gruppo - a dire il vero siamo ancora in pausa di riflessione, il gruppo di fatto non si è mai sciolto - ho collaborato un po' con tutti sino al punto da partecipare per ben due volte alla manifestazione "30 ore per la vita" e finire pure su una ripresa Mediaset. Poi mi sono sposato ed ho deciso di mettere la testa a posto: ma quando mai!!!!! Ogni volta che sento una chitarra distorta, come si diceva ai miei tempi, la mia attenzione sale e se vedo qualcuno su un palco... ebbene, che ci faccio io giù? Ora tengo dei semplicissimi corsi di chitarra per principianti nella scuola in cui insegno (storia e filosofia) e, nello spettacolo di fine anno, svolgo uno dei ruoli più ingrati e poco appaganti: sono seduto al mixer, il posto dove vanno a lamentarsi tutti: musicisti prima e pubblico dopo. Poi per pura curiosità ho scoperto il forum di MusicOFF e vedere così tanta gente ancora appassionata... basta, ho ripreso in mano le chitarre e, in modo volutamente nostalgico, ho messo in piedi questo picco blog per ricordare i bei vecchi tempi e vedere se la mia esperienza può servire a qualcuno. Niente di pretenzioso e neppure aggiornamenti costanti, solo un diario per narrare le mie avventure passate e, se ci saranno, future.

In questo blog è ancora tutto 'per aria' e lo rimarrà a lungo visto che non voglio stressarmi assolutamente in troppe cose (a maggio e giugno già il mio lavoro è altamente stressante), ma voglio solo farvi notare la testata iniziale che è un po' un proclama: no, la chitarra non è la mia, purtroppo, ma ne ho un paio simili. Ci sono un po' i miei idoli di gioventù a partire dai mitici ed ancora esistenti "Deep Purple" sino ai due marchi che hanno segnato la mia vita chitarristica - Fender e Marshall - sino a giungere alla mia rinascita, forse, grazie a un picco ampli cattivo, spero, che per ora si trova ancora nel suo imballo per mancanza di tempo.