Eh già, il buon Luca di I-Spira non fa solo pickup, ma si è messo a costruire anche questo gingillo molto, ma molto interessante. A dire il vero so che farà il suo ingresso anche in un altro settore della musica e sarà un 'botto' senza precedenti, ma andiamo con ordine. Ieri, giorno del mio 51° compleanno, senza che io lo sapessi è partito un pacco, non bomba per mia fortuna, verso il profondo nord della penisola (va beh, ho esagerato un po'). Ancor prima che lo pagassi il buon Luca, che a mio parere ragiona più da artigiano e da musicista che da commerciante, mi ha spedito la sua ultima creazione: un pedale overdrive.
Lo so, lo so, io sono quello che la saturazione o la fa l'ampli o nisba; ma si invecchia e la curiosità di provare qualche nuovo suono che non sia quello di un Marshall a manetta o di un Fender super-pulito (quello che tenta di fare il mio piccolo Blackstar) mi sta stuzzicando non poco e da molto tempo. Quello che ho tra le mani non è un semplice pedale, ma un vero e proprio premplificatore che prende come punto di riferimento il suono di una specie di leggenda tra i chitarristi: il Dumble Overdrive Special. Ecco quindi spiegato il nome di I-ODS!
L'oggetto arriva in una scatola forse un po' anonima, ma stilosa e con un'ottima imbottitura che protegge il piccolo gioiellino riminese.
Eccolo estratto dalla scatola che già lascia intravedere il suo carattere molto fashion e molto Made in Italy: niente fronzoli, ma tutta sostanza.
Ma siccome sono un depravato ho deciso di spogliarlo: lo voglio 'nudo' per far risaltare la sua anima nera con scritte gialle.
Comincio subito con il dire che anche l'aspetto esteriore denota un aspetto molto professionale: la verniciatura è ottima e spessa, si capisce subito che è robusta e le serigrafie sono fatte con tutti i crismi e non, come ho visto su certi pedali che si definiscono boutique, degli orribili adesivi che potrei stamparmi in casa pure io. Ma la sorpresa arriva quando lo osservo dal davanti e noto che il buon Luca, che sa che io amo tutto personalizzato, ha apposto la sua firma ed una piccola dedica.
Tutti sanno quanto io sia curioso e secondo voi potevo non aprirlo? Certo che no! (mi auguro così facendo di non infrangere nessun segreto industriale)
La stessa pulizia e ordine esteriore è sintomo di pulizia e ordine interiore: proprio come diceva sempre la mia nonna e dico sempre io in classe. Ma la sorpresa arriva quando per riavvitare il coperchio posteriore scopro che è firmato anche internamente con uno scoop mica da poco: guardate!
Ho il numero 1 di un pedale italiano: troppo figo!!!!
Ah già, dimenticavo: come suona?
Non lo saprete mai!!!!!! ;-) :lol: