lunedì 30 maggio 2011

Piccole (strane) pedaliere crescono

Nonostante abbia a breve un piccolo concerto, la mia instancabile ricerca della pedaliera perfetta prosegue senza sosta con cadute di stile, ma anche scoperte interessanti. Farò fuori la ToneTrunk della T-Rex non perché non sia ottima, tutt'altro, ma perché ho scoperto che avere i pedali su due file, una in basso e una in alto, non fa per me: troppi equilibrismi per saltare a destra e sinistra, sopra e sotto. Io sono per le cose il più semplici possibile e quindi sto andando verso la semplificazione che non vuol dire meno, anzi forse è il contrario. Il Maxon GE601, l'equalizzatore azzurro, non è già più con me: provato, usato, trovato rumoroso e, per il mio modo di suonare, inutile. Scambiato alla pari con una Pedaltrain Nano.
Sì, lo so, tiene pochissimi pedali, ma per la mia idea va benissimo. Già, ma quale è la mia idea? Semplice farmi non una, ma ben due pedaliere da usarsi in modo componibile a seconda delle occasioni (quali poi?); una andrà nel send/return dell'ampli, l'altra starà di fronte  tra ampli e chitarra, insomma cercare di conciliare il meglio dei due mondi. Il NOVA Delay e Il NOVA Modulator prenderanno la via della permuta sempre in nome della semplificazione; certo l'amico Thesonofalerick mi odierà per questo - niente pedaliera stile cockpit dell'F-14 Tomcat - ma avere 9 + 9 presets tra i due marchingegni mi costringeva ad uno sforzo di memoria notevole per ricordare dove fosse quel suono e sembravo più un ballerino di Tip-Tap che un chitarrista (ammesso che io lo sia). Oltre tutto mi accorgevo che stavo ripetendo pari pari i suoni che avevo sul mio rack ed allora che scopo aveva il tutto? Nessuno: montavo il rack sul Blackstar ed era fatta, no? Invece, senza rinnegare il passato, voglio provare a suonare come facevo prima del rack con tutti i miei pedalini e con un suono solo o poco più a testa. In quest'ottica mi serviva qualche modulazione e mi sono rivolto al mio fornitore di fiducia: la TC-Electronic che con l'ultima serie di pedali non sembra sbagliare un colpo. Preso il Corona Chorus anche per la comodità dei Tone Prints, un suono già fatto da chitarristi famosi, che posso caricare a piacere nel pedale grazie alla sua porta USB (è talmente diventato un piccolo computer un pedalino che inserito nel PC mi ha pure chiesto l'aggiornamento del firmware che ho prontamente fatto). Eccolo qual il Corona Chorus!

No, niente video dimostrativo di questo pedale, almeno per ora, per il semplice motivo che ne è pieno Youtube e quindi basta cercare per essere sommersi di esempi sonori. Pulito e freddino come tutti i prodotti TC-Electronic, ma anche silenziosissimo ed efficiente. Il chorus è un effetto che non mi fa impazzire perché lo trovo poco interessante, preferisco phaser e, scoperta ultima, il vibe, ma lo spazio a disposizione è pochissimo, come fare? Cerca e ricerca ho trovato un pedale che fa un po' di tutto; l'amico Raffus mi direbbe che pedali simili non esistono ed alla fine non riescono a dare nulla con una qualità alta ed ha ragione, ma... ma se uso il phaser una volta al mese, il vibe pure meno etc. che me ne faccio di tanta qualità per poi non sfruttarla? Alla fine qualcosa di mediocre è più che sufficiente. Già, ma il pedale in oggetto non lo trovavo: nel mio negozio di fiducia non lo tengono perché, parola del mio amico: "Io certe cinesate non le tengo perché ho una mia deontologia da rispettare! Il mio target è la qualità, quindi..." In effetti mi ha fatto provare in alternativa un pedale boutique da spavento: un MOD ZERO che fa di tutto, praticamente due pedali in uno. Da una parte chorus/vibrato, dall'altra Flanger/Vibe.

Mi sa che il mio amico mi fa più di orecchio fino di quanto io sia; il chorus è da sballo, caldo e avvolgente, ma tutti gli altri suoni sono difficili da ottenere perché ogni millimetro di spostamento delle varie manopole ti catapulta in mondi sonori sempre nuovi e sconvolgenti. Spendere quasi 300 euro per avere un ottimo chorus e 300 complicazioni per ottenere altri suoni credibili non fa per me. Vado nel negozio concorrente ed alla richiesta del pedale da me prescelto mi viene detto che sono il secondo che lo chiede da sempre; non c'è dubbio, ho scelto qualcosa di strano. Torno a casa e guardo su Mercatino Musicale se lo vende qualche negozio; c'è e ne trovo uno anche usato a quasi metà prezzo, chissà dove sarà... provincia di... BERGAMO!!!!!!!!!!!!!!!!!! Vuoi vedere che ho trovato l'altro che l'aveva chiesto? :lol: Lo contatto senza molte speranze e mi risponde in 10 minuti; ci mettiamo d'accordo e oggi, dopo appena un paio di giorni, in solo 15 minuti di auto vado e lo prendo. Torno a casa e lo provo: è quello che volevo. Non è perfetto, un po' rumoroso, ma pesa una cifra, se ti cade su un piede te lo spacca, ed ha un'aria robusta incredibile. Sul web c'è ben poco su di esso, ma alla fine è un tuttofare che per le mie esigenze basta e avaza. Ma cos'è? Eccolo!

Già, un pedale Marshall, mai visto vero? Se guardate bene scoprite che il RG-1 Regenerator Modulation, questo il suo nome, mi permette di avere: Vintage chorus, Modern chorus, Flanger, Phaser, Step Phaser, Vibe. Non male vero? Il mattoncino, dato il peso, viene appoggiato su una delle mie pedaliere e fa il suo lavoro; ok, fruscia un po', ma solo in distorsione, e forse non eccelle in tutto, ma il suo 'sporco' lavoro lo fa. Se amate la qualità cristallina state alla larga, meglio il Corona chorus, ma il Vintage chorus del piccolino è bello caldo, il Phaser credibilissimo e il Vibe accettabile. Dato che io sono un inguaribile curioso lo apro e guardo dentro.

Sembra complicato, ma immaginate il mio stupore quando scopro che il circuito stampato si alza e sotto nasconde di tutto, tra cui un altro circuito.

Sarà anche un pedale cinese, ma di sicuro non hanno lesinato sulla complessità e la progettazione millimetrica: un bel lavoro di miniaturizzazione, forse il leggero fruscio che sento ad alti livelli di gain ha una sua spiegazione in questo caos di fili.



A questo punto ci vorrebbe un bel video anche perché sul WEB c'è veramente poco su questo pedale, ma non ho tempo, magari più in là se ne avrò tempo; intanto le mie pedaliere continuano a svilupparsi seguendo una vita propria che segue sentieri poco battuti dai grandi esseri mitologici quali il Raffus: l'essere che è mezzo uomo e mezzo pedale! (va a finire che un qualche fuzz me lo faccio :wink:)

giovedì 19 maggio 2011

Considerazioni filosofiche sul compressore

Premessa
Sono solo considerazioni sparse mie, una specie di autocritica per tentare di capire me stesso e le mie esigenze; prendetele pure per elucubrazioni di un pazzo, ma secondo me qualche spunto interessante su cui disquisire ci potrebbe anche essere.
Poi non è mai troppo tardi per imparare: dai propri errori e dagli altri ;-)

La teoria
Da Wikipedia:

"Il compressore per chitarra è un effetto tra i più usati in svariati generi, tra cui il metal e il rock, ma soprattutto il blues e il funky.
Questo effetto comprime il segnale sonoro in una banda più stretta (regolabile attraverso un potenziometro). Il risultato che si ottiene è un segnale in uscita tutto allo stesso volume, particolarmente adatto per i riff puliti del funky. Il compressore ha anche la funzione di rendere più intelligibili i soli senza aumentare troppo la distorsione, ma questo causa spesso fastidiosi rumori di fondo.
A causa del fatto che la compressione si traduce in una perdita di guadagno, il compressore consente di aggiungere una quota fissa di volume al segnale di uscita in modo tale da poter sopperire alla riduzione del livello sonoro del segnale. È importante notare che la compressione ha l'effetto di potenziare i passaggi più leggeri (che hanno volume più basso) all'interno di un brano, in modo tale che alla fine l'estensione dinamica verrà schiacciata; In altre parole, se si guarda all'effetto netto i suoni forti risulteranno indeboliti, mentre quelli deboli potenziati."

La pratica
Perfetto, questo è quello che sapevo anch'io per quanto riguarda il compressore. Come sapete ne ho preso uno anche di discreta qualità: per chi non lo sapesse questo qua sotto.



Oggi l'ho potuto testare un'altra oretta e faccio le mie considerazioni che partono dalla mia esperienza con questo pedale, ma penso che in buona sostanza vada bene per tutta la categoria.

Considerazione 1
Prima di tutto comincio con il dire che è silenziosissimo e questo è sicuramente un pregio dato che una certa rumorosità è insita nella concezione stessa della compressione: se alza i segnali deboli è chiaro che qualsiasi fruscio tenderà ad essere evidenziato in modo esponenziale. Naturalmente mi riferisco al suono pulito, ma anche aggiungendo gain il pedale rimane silenzioso, il fruscio che casomai evidenzia viene da altre fonti e non da lui.
L'ho scelto dopo attenta ricerca perché lo volevo trasparente e se settato in modo corretto è assolutamente inudibile la differenza tra pedale acceso e pedale spento: altro pregio.
Ma non voglio fare la recensione di questo pedale bensì entrare nello specifico di cosa fa un compressore: comprime! Bella scoperta: ma che vuol dire?
Vuol dire che quando faccio un arpeggio pulito tende a livellare il volume di tutte le note da me plettrate: figo! Già, ma, credeteci o no, già lo so fare io con il plettro e le mie mani; 30 anni di esperienza mi hanno portato a 'comprimermi' naturalmente al punto che se le note non escono più o meno allo stesso volume lo considero un errore mio. Certo è comodo specie nelle posizioni intermedie della strato anche perché fare così è nella sua natura. Il compressore da me utilizzato, ma praticamente tutti, ha anche un volume perché all'aumentare della compressione aumenta il volume e viceversa - di per sé non è così, ma la percezione 'elementare' è proprio questa e sarebbe lungo spiegare cosa veramente succede - e quindi bisogna far interagire le due cose. Alla fine sapete quale è l'impostazione che mi piace? Compressione a ore 9, praticamente inesistente, e recupero del volume perso tramite la manopola corrispondente: in pratica lo uso come leggerissimo boost aumentando leggermente il volume negli arpeggi e compensando così la possibile perdita di intelligibilità quando provengo da una ritmica (naturalmente parlo sempre di suoni puliti).
Ma allora usato in questo modo a che mi serve un pedale così? Probabilmente a nulla!

Considerazione 2
Ok, adesso provo ad usarlo, sempre sui puliti, facendo un'accompagnamento ad accordi, praticamente facendo 'strumming'. Qui, dopo l'inserimento, tutto viene appiattito sullo stesso volume: sarà comodissimo in fase di registrazione, ma da ascoltare è odioso, fastidioso. Non sopporto la totale mancanza di dinamica alla mia plettrata: a me piace molto dare gli accenti mentre suono la ritmica e passare dai piani ai fortissimi. I piani ci sono, ma i fortissimi vengono... compressi - ma va! - e la musica mi sembra diventare improvvisamente piatta, senz'anima. Ho provato anche semplicemente a fare un Do aperto ed un Sol facendo scivolare il plettro corda per corda: senza il pedale inserito trovo che il suono sia bellissimo, arioso, vibrante con spazio... appena inserisco il compressore e rifaccio la stessa cosa di colpo si perde 'l'ariosità', il respiro tra una corda e l'altra, lo spazio, tutto viene perfettamente inscatolato in una griglia perfetta dove ogni nota è uguale alla precedente ed alla successiva: noioso insomma!
Che senso ha che abbia preso un amplificatore valvolare che dovrebbe esaltare la dinamica di chi suona se poi inserendo questo effetto la stessa dinamica viene uccisa?

Considerazione 3
Ho provato, sempre sul pulito, un pseudo attacco simile all'assolo di Another brick in the wall di Gilmour e qualche piccolo lick alla Knopfler per testare il compressore sui soli. In questo caso ho volutamente girato di più la manopola della stessa, ma non riesco ad andare oltre la posizione di ore 9 perché già lì siamo al limite per i miei gusti, e l'effetto di schiacciamento della nota nel suo attacco iniziale è evidentissimo. La compressione qui 'limita' il picco e costringe il picco della mia plettrata risultandone quello 'schiacciamento' tipico della compressione sulle note singole; la percezione è netta e trasforma il tutto con un attacco che a me ricorda, neanche tanto vagamente, la musica country dove le note sono spesso tutte molto intelligibili e dall'attacco netto e preciso.
Anche qui potete crederci o no, ma un effetto simile lo riesco ad ottenere grazie ai miei plettri durissimi ed allo stoppaggio immediato della note dopo la plettrata; certo, non è la stessa cosa, ma non è che sia poi lontano anni luce da tutto ciò. Che sia un altro caso di 'compressione' esecutiva? Cioè in pratica ho imparato a suonare in modo 'compresso' senza far uso del compressore? Una cosa però ve la devo proprio dire: odio quando plettro sempre più forte ed esce sempre lo stesso volume, mi sento frustrato :x L'aiuto che la compressione mi dà su note deboli o sui pianissimi lo posso anche accettare di buon grado, anche se nella mia testa lo interpreto sempre come un mio deficit esecutivo, ma l'odio profondo che mi viene quando picchiando sempre più forte su quella corda non riesco a non ottenere nulla di più di quel limite che io ho impostato sul pedale... beh, è assolutamente frustrante, come già detto.
Mi sento limitatissimo dal punto di vista esecutivo a poche sfumature.

Considerazione 4
Proviamo ad inserire l'altro canale dell'amplificatore e ad alzare il gain: qui proprio non ho capito a cosa possa servire. L'ampli distorto a valvole tende già a comprimere di suo e quindi l'utilizzo di un compressore, per quel poco che ho capito, lo trovo se non inutile quantomeno ridondante. Sui soli dovrebbe livellare le note ed aumentare il sustain: la prima cosa forse la fa, ma non ne ho mai sentita la reale esigenza, in fondo basta saper controllare bene la pennata; la seconda la ottengo con un buon vibrato della mano sinistra. Sapete dove aiuta? Sugli armonici artificiali, ma anche qui se fossi abile come Jeff Beck probabilmente potrei farne a meno.
Ritorna la domanda: mi serve davvero?

Considerazioni finali
Onestamente non lo so. Sono contento di averne finalmente capito l'utilizzo, anche grazie alla frequentazione di questo forum, ma ho come l'impressione di trovarmi in una situazione alquanto contraddittoria. Da una parte ho voluto l'amplificatore valvolare per avere il gusto del tocco dinamico e dall'altra mi ritrovo ad avere un pedale che limita questa cosa; da una parte voglio un'ampli che sia in grado di far risaltare le mille possibilità delle mie mani e della mia plettrata e dall'altra ho questo pedale che riduce queste possibilità. Insomma mi pare che il compressore lavori un po' sullo stesso principio dei file ZIP o degli MP3: in origine ho un insieme di dati notevole che viene ridotto, compresso appunto, ai soli elementi essenziali, parte dell'informazione mi pare che vada persa come se avessi una fotografia sfocata dell'originale. Checché mi si dica io ritengo che un MP3 non suonerà mai come un file Wave originale perché parte dell'informazione è andata persa: ok, forse non ho un orecchio fine al punto da capirlo, ma nel caso della chitarra forse sì e sapete perché? Perché nella chitarra non ho un solo senso che funziona, se non altro ho anche il tatto e lì non c'è santo che tenga: se picchio più forte e non suona più forte ci rimango malissimo, è come se ci fosse uno scollamento tra quello che voglio e faccio e quello che sento. Attenzione: non sto dicendo che non serva a nulla, sugli arpeggi aiuta e non poco, ma ha senso saltare sul pedale solo ogni volta che devo fare 2 arpeggini? Insomma devo concentrarmi più sui piedi che sulle mani? (la battuta che suono con i piedi è troppo scontata e quindi evitatela ;-)) Io pensavo di poterlo sempre inserire e dimenticarmene ed invece? Invece o lo setto praticamente al minimo al punto che lo neutralizzo oppure mi ritrovo nella situazione che ogni pennata mancante di dinamica, praticamente tutte le mie, mi ritrovo a ricordarmi che c'è una specie di palla al piede che mi impedisce di esprimermi al massimo.

Considerazioni filosofiche
Cosa ho imparato per ora? Che nonostante mi consideri un rockettaro privo di gusto e di finezze evidentemente un certo gusto per il tocco devo averlo sviluppato anche se a mia insaputa altrimenti non si spiegherebbe il mio imbarazzo e la mia frustrazione quando non sento uscire dall'ampli esattamente quello che le mie dita vogliono esprimere (sarebbe forse più giusto dire che 'provano' ad esprimere).

Insomma è come se mi trovassi a dipingere la realtà con una tavolozza di colori molto limitata, due soli colori: il bianco e il nero. Ma la realtà è molto più ricca e sfaccettata; mi sembra di essere nella situazione di Hegel quando criticava la filosofia di Schelling: "è come la notte in cui tutte le vacche sono nere".

mercoledì 18 maggio 2011

Idea pazza: e se...

E se mandassi al macero la pedaliera precedente, mi tenessi il flashback e poco altro ed usassi solo questa?



Già, ma cosa tenere? Forse non dovevo cadere nell'abisso dei pedali, ma senza delay non so stare e quello va messo nel S/R - appena provato di fronte e proprio sui distorti non ci siamo - insomma in che guaio mi sono cacciato?
Comunque la tentazione di semplificare al massimo tutto è veramente fortissima: vedremo!

venerdì 13 maggio 2011

Mi sono compresso!

Mai e poi mai avrei creduto di arrivare a tanto, ma invecchiando mi è tornata la voglia di provare tutto ciò che in passato avevo scartato. Il compressore: questo sconosciuto! In passato ne ho provati un paio, tra cui anche il famoso Boss blu che possiede anche Gilmour, ma non ho mai avuto feeling con 'sto coso che non capivo a che servisse. La teoria, come mio solito, la conoscevo e mi ero letto anche qualche articolo o capitolo di libro a riguardo, ricordo che il web non esisteva 'ai miei tempi', ma la pratica era uno schifo e quindi lo ostracizzai da qualsiasi mia pedaliera o effetto. Ma mi è tornata la curiosità di provarlo: ebbene sì, io sono curioso e parto del presupposto che sia impossibile che tutti quelli che lo usano siano degli imbecilli, vorrà dire che un suo perché ce l'avrà pure e quello in torto sono io. Certo, serve più sui suoni puliti e quindi il mio passato fatto di 98% di JCM800 Marshall a manetta e 2% di tentativo di pulito su un Marshall - tentativo chiaramente destinato al fallimento - non mi ha aiutato a capirne lo scopo e il funzionamento. Ma... Ma c'è sempre un ma nella vita e quindi mi sono rimesso a studiare ed ascoltare; l'esperienza in questo caso aiuta molto perché certi punti fermi comunque li volevo: trasparenza assoluta, poca invasività nel suono e la possibilità di accenderlo e dimenticarselo. I forum, direi quasi esclusivamente quello di MusicOff che è una miniera di notizie e persone disponibili, mi ha aiutato molto a capire alcune cose, poi su Youtube è partito l'ascolto che dura ormai da un paio di mesi. Alla fine ho capito che stante il mio passato solo un modello poteva soddisfare il mio caso: questo qua sotto!


Si capisce poco?  Avete ragione, ma intanto si capisce che è britannico e la cosa non guasta in questo periodo di pseudoglobalizzazione in cui tutto è Made in China. Sia chiaro che non sono schizzinoso - mi sto ancora mangiando le mani per aver dato via una Squier indonesiana - ma poter avere qualcosa della vecchia Europa schifo non mi fa, anzi!

Ok, faccio il bravo ed apro la scatola  ;-)



Adesso mi direte che è da stupidi comprare a scatola chiusa solo avendo ascoltato degli esempi sonori su Youtube, ma è proprio qui che entra in gioco l'esperienza: ormai un'idea abbastanza precisa di cosa si possa capire da Youtube me la sono fatta e poi le demo fatte da PGS sono sempre ottime e il confronto incrociato con altri esempi mi ha dato un'idea abbastanza chiara di cosa avrei avuto tra le mani una volta preso l'oggetto. C'è sicuramente di meglio, il Keeley ad esempio, ma non volevo assolutamente svenarmi perché per l'uso che ne farò qualsiasi euro è sprecato, se poi aggiungiamo che lo suonerò io c'è da stare più che preoccupati (insomma è l'ennesino sfizio più che altro). Così dopo aver seguito passo a passo il tragitto del pacco - misteri del web: poter seguire il tragitto di un pacco mi sembra una cosa magica, quasi come se io stesso lo accompagnassi e fossi lì con lui. Leggere che è stato consegnato e scendere due piani di scale per andare in portineria a prenderlo guardando la faccia di chi te lo consegna che si chiede come cavolo faccia a sapere che era lì... beh, non ha prezzo (per il resto c'è la mia povera VISA che sta agonizzando :-( - lo ritiro e lo porto a casa.



Mai sentito nominare? Beh, neanch'io, ma questo ho scelto ed ordinato. A dire il vero c'è anche un po' il gusto perverso di avere qualcosa che altri non hanno (conoscete la mia mania di personalizzare tutto), ma questo proprio mi sembrava facesse al caso mio. Oggi, dopo aver corretto la simulazione di terza prova di filosofia in stato di grazia (solo 3 insufficienze e neppure gravi: sto invecchiando anche qui?), attacco il mio Blackstar, prendo la Classic Player 60 e provo. Primo impatto, come mi aspettavo, negativo: ma non serve a un tubo! Eh già, ho scoperto che aver suonato almeno 30 anni senza compressore fa sì che il suo utilizzo sia in buona parte sostituito dalle mie dita che comprimono e livellano il suono già dalla pennata (detto così sembro un figo, invece...) Sui distorti non serve ad una cippa, sui puliti... proviamo con la Rolling Caster. Regolo una compressione leggerissima, metto una posizione dei pickup intermedia e... ok, adesso si sente :-) Trasparente lo è senza dubbio, poco invasivo anche ed il suo onesto lavoro lo fa nel silenzio più assoluto. Suono una trentina di minuti sempre in quella che Andreaweb definisce 'posizione minchia' della strato e mi piace pure quello che sento; poi lo stacco per vedere la differenza. Minchia! (non la posizione) Adesso sì che si sente la differenza: come ho fatto a farne a meno prima? Di colpo il suono è finito 'indietro' e mi manca quella specie di 'schiacciamento' che la nota ha all'attacco quando il compressore è acceso. Parte di quello schiacciamento lo recupero con la mia plettrata leggerissima (se usassi un badile sarei più leggero), ma la presenza che mi dà il compressore inserito no, quella non riesco a recuperarla. Ora ho capito, almeno in minima parte, a che serve un compressore; servisse anche solo a fami usare le 'posizioni minchia' della strato avrebbe già fatto tanto, sulle posizioni internedie è assolutamente indispensabile!!!!!!!!!!

Direi che ho avuto esattamente quello che volevo: a volte essere 'vintage', l'esperienza di cui sopra, aiuta, probabilmente è uno dei pochi vantaggi di avere 50 anni (insieme al fatto che oltre all'alimentatore da 9 volt che ho dovuto prendere il mio amico del negozio mi ha dato 5 valvole preamplificatrici diverse da provare nel mio Blackstar: ma quando avrò tempo?)

Certo ho solo parlato di un suono e parlarne non è mai bello, ma tempo di registrare non ne ho e poi il compressore è veramente difficile da cogliere con i mezzi che ho a disposizione io anche perché la fotocamera comprime già lei di suo... spero che qualcosa si sia capito e quando potrò farò qualcosa.

venerdì 6 maggio 2011

I-Spira più esperimento

Stavolta per farvi sentire i nuovi pickup I-Spira sulla mia strato ho deciso di registrare usando un microfono. Dicono tutti che il suono così sarebbe stato molto migliore, ma, a dire il vero, a me non sembra poi così tanto diverso da quando uso Guitar Rig 4. O non sono capace io di registrare con il microfono oppure... vedete un po' voi. Di sicuro è molto più difficile così in quanto bisogna posizionare il tutto e c'è poi il propblema che parte della base rientra nel microfono, ma, soprattutto, ho grosse difficoltà ad ascoltarmi. Eh già: lavorando con tutto che 'esce' dal PC posso regolarmi i volumi in modo da ascoltarmi dalle casse del computer; così invece ho la base nell'orecchio destro e l'ampli, molto più alto, nel sinistro (dipende dalla mia posizione quando registro). Dove sta il problema? Evidente: se sento poco la base fatico a sentire il tempo e ad intonare i bending; insomma si complica tutto e di parecchio. Comunque ci ho provato, lodate almeno il tentativo ;-) Suono sempre abbastanza pulito per riuscire a percepire la natura dei pickup; sull'esecuzione... stendiamo un velo pietoso, ma proprio non mi ero preparato.





lunedì 2 maggio 2011

Pedaliera finita?

Direi di sì anche se una mezza idea di cosa mettere al posto dell'accordatore ce l'avrei. Ecco una visione 'by night' della stessa.


Ok, avete ragione: non si vede un tubo :lol:

Ecco una foto più chiara con i pedali tutti accesi.


Devo dire che con la pedaliera ho un rapporto conflittuale nel senso che non la tiro mai fuori dalla sua borsa e se ho tempo di suonare uso l'ampli e basta; allora perché ce l'ho? Semplice: se mi capita di dover suonare in un live allora la utilizzo anche se poco. Insomma: è proprio solo uno sfizio e... se vendessi tutto ci esce un'altra strato? ;-)